mercoledì
29 Aprile 2026

Si scatta selfie mentre tenta di rubare in un garage: cercava notorietà sul web

I carabinieri lo hanno rintracciato grazie al cellulare lasciato sul posto

Un aspirante ladro finisce in manette per colpa di un selfie a Ravenna. L’uomo ha cercato di mettere a segno un furto in un garage, ma i proprietari si sono svegliati, causandone la fuga, per poi chiamare il 112.

I carabinieri della compagnia di Ravenna, arrivati sul posto, hanno trovato il cellulare che il malvivente aveva perso scappando. Lo smartphone era senza scheda telefonica, ma nella memoria i militari hanno trovato un video quantomeno curioso: il ladro si era filmato mentre tentava di entrare nel garage rompendo il vetro della finestra, raccontando agli amici ciò che stava per fare, e si era anche scattato dei selfie. Era stata proprio la sua voce a svegliare i padroni di casa.

Il ladro è stato identificato in un ventenne macedone, da poco residente in città, molto attivo sui social network.
Rintracciato, ha dichiarato di aver messo in atto questa bravata per aumentare il numero dei suoi follower. (Ansa.it)

Ravenna e le vie d’acqua: con il Fai alla scoperta del patrimonio nascosto

Domenica 16 ottobre, con partenza e base dal Mulino Lovatelli

Giunge alla sua quinta edizione la manifestazione nazionale organizzata dai Gruppi Giovani del Fai – Fondo Ambiente Italiano –, evento di punta della campagna mensile di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”.

Domenica 16 ottobre più di 3.500 volontari del Fai in 150 città di tutta Italia accompagneranno i visitatori alla scoperta di oltre 600 luoghi solitamente chiusi al pubblico attraverso itinerari tematici ed eventi speciali che offrono una originale chiave di lettura della città. Nessun traguardo da raggiungere, nessun punto di partenza da cui iniziare, ma una passeggiata che ciascuno può costruirsi tappa dopo tappa a propria misura, secondo gli orari di apertura segnalati sul sito.

La delegazione Fai di Ravenna e il Gruppo Fai Giovani di Ravenna hanno aderito alla proposta di focalizzare l’attenzione sulle vie d’acqua e sui percorsi che legano le città e gli insediamenti storici a questo prezioso elemento naturale. A Ravenna il percorso si snoderà attraverso sei luoghi, idealmente uniti da un percorso che ogni visitatore è libero di seguire (con visite guidate o in autonomia) o meno. al Mulino Lovatelli, vera e propria perla nascosta di Ravenna, testimone di un passato non così lontano in cui l’acqua, in quello che oggi è il centro cittadino, aveva un ruolo fondamentale nella vita anche produttiva delle persone. Attraverso il Ponte degli Allocchi, con il suo monumento omaggio alla Resistenza, si arriva a Port’Aurea, che ha avuto un ruolo fondamentale nel complesso meccanismo di accesso e difesa della città, anche in relazione alle variazioni delle vie d’acqua presenti sul territorio.
Angolo sconosciuto ai più ma di importante carica suggestiva e di fondamentale valore storico documentale, la Torre Salustra nel giardino dell’Arcivescovado (oggi elemento portante del complesso architettonico in cui ha sede il Museo Arcivescovile) costituisce il “castellum aquae” dell’acquedotto voluto da Traiano e i cui resti sono ancora visibili sul fondo del fiume Ronco. Infine, attraversando i chiostri della Biblioteca Classense e visitando il pozzale al centro del secondo chiostro, si raggiunge l’ultima tappa di questo ideale percorso lungo le vie d’acqua che in passato hanno attraversato la città: la Casa Matha. La libera associazione di pescatori più antica del mondo, fino al 1921 fu luogo deputato al Mercato del pesce della città di Ravenna.

I luoghi indicati nella cartina che accompagnerà i visitatori della FaiMarathon saranno visitabili dalle 10 alle 16.30, a eccezione della Biblioteca Classense, visitabile dalle 11.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 16.30, e della Casa Matha, aperta dalle 12 alle 13 e dalle 16 alle 19.30.

Gli itinerari guidati, della durata di circa due ore e mezza, partiranno dal Mulino Lovatelli alle 10.30 e alle 14.30. I percorsi individuali, ad orario libero, partiranno comunque dal Mulino Lovatelli, dove ai partecipanti verrà consegnato un biglietto valido per accedere a tutti i beni aperti.
Presso il Mulino Lovatelli è allestita una mostra storico-documentaria di introduzione all’itinerario, realizzata con il contributo dell’Università di Bologna e del Foto Cine Club Portuali Ravenna. Alle 17 alla Casa Matha, Mauro Mazzotti introdurrà immagini e parole sul tema “I ravennati e le loro acque: il Molino Lovatelli e il Borgo San Rocco”.
Fra i soci Fai partecipanti all’evento saranno sorteggiati alcuni omaggi messi a disposizione dagli esercizi commerciali del centro che hanno aderito all’iniziativa e che saranno segnalati lungo il percorso.

Contributo minimo di partecipazione 5 euro, associati 3 euro, minori a ingresso gratuito.
Possibilità di iscrizioni agevolate durante tutta la giornata.
In caso di pioggia l’evento avrà comunque luogo.

Ravenna e le vie d’acqua: con il Fai alla scoperta del patrimonio nascosto

Domenica 16 ottobre, con partenza e base dal Mulino Lovatelli

Giunge alla sua quinta edizione la manifestazione nazionale organizzata dai Gruppi Giovani del Fai – Fondo Ambiente Italiano –, evento di punta della campagna mensile di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”.

Domenica 16 ottobre più di 3.500 volontari del Fai in 150 città di tutta Italia accompagneranno i visitatori alla scoperta di oltre 600 luoghi solitamente chiusi al pubblico attraverso itinerari tematici ed eventi speciali che offrono una originale chiave di lettura della città. Nessun traguardo da raggiungere, nessun punto di partenza da cui iniziare, ma una passeggiata che ciascuno può costruirsi tappa dopo tappa a propria misura, secondo gli orari di apertura segnalati sul sito.

La delegazione Fai di Ravenna e il Gruppo Fai Giovani di Ravenna hanno aderito alla proposta di focalizzare l’attenzione sulle vie d’acqua e sui percorsi che legano le città e gli insediamenti storici a questo prezioso elemento naturale. A Ravenna il percorso si snoderà attraverso sei luoghi, idealmente uniti da un percorso che ogni visitatore è libero di seguire (con visite guidate o in autonomia) o meno. al Mulino Lovatelli, vera e propria perla nascosta di Ravenna, testimone di un passato non così lontano in cui l’acqua, in quello che oggi è il centro cittadino, aveva un ruolo fondamentale nella vita anche produttiva delle persone. Attraverso il Ponte degli Allocchi, con il suo monumento omaggio alla Resistenza, si arriva a Port’Aurea, che ha avuto un ruolo fondamentale nel complesso meccanismo di accesso e difesa della città, anche in relazione alle variazioni delle vie d’acqua presenti sul territorio.
Angolo sconosciuto ai più ma di importante carica suggestiva e di fondamentale valore storico documentale, la Torre Salustra nel giardino dell’Arcivescovado (oggi elemento portante del complesso architettonico in cui ha sede il Museo Arcivescovile) costituisce il “castellum aquae” dell’acquedotto voluto da Traiano e i cui resti sono ancora visibili sul fondo del fiume Ronco. Infine, attraversando i chiostri della Biblioteca Classense e visitando il pozzale al centro del secondo chiostro, si raggiunge l’ultima tappa di questo ideale percorso lungo le vie d’acqua che in passato hanno attraversato la città: la Casa Matha. La libera associazione di pescatori più antica del mondo, fino al 1921 fu luogo deputato al Mercato del pesce della città di Ravenna.

I luoghi indicati nella cartina che accompagnerà i visitatori della FaiMarathon saranno visitabili dalle 10 alle 16.30, a eccezione della Biblioteca Classense, visitabile dalle 11.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 16.30, e della Casa Matha, aperta dalle 12 alle 13 e dalle 16 alle 19.30.

Gli itinerari guidati, della durata di circa due ore e mezza, partiranno dal Mulino Lovatelli alle 10.30 e alle 14.30. I percorsi individuali, ad orario libero, partiranno comunque dal Mulino Lovatelli, dove ai partecipanti verrà consegnato un biglietto valido per accedere a tutti i beni aperti.
Presso il Mulino Lovatelli è allestita una mostra storico-documentaria di introduzione all’itinerario, realizzata con il contributo dell’Università di Bologna e del Foto Cine Club Portuali Ravenna. Alle 17 alla Casa Matha, Mauro Mazzotti introdurrà immagini e parole sul tema “I ravennati e le loro acque: il Molino Lovatelli e il Borgo San Rocco”.
Fra i soci Fai partecipanti all’evento saranno sorteggiati alcuni omaggi messi a disposizione dagli esercizi commerciali del centro che hanno aderito all’iniziativa e che saranno segnalati lungo il percorso.

Contributo minimo di partecipazione 5 euro, associati 3 euro, minori a ingresso gratuito.
Possibilità di iscrizioni agevolate durante tutta la giornata.
In caso di pioggia l’evento avrà comunque luogo.

Ravenna e le vie d’acqua: con il Fai alla scoperta del patrimonio nascosto

Domenica 16 ottobre, con partenza e base dal Mulino Lovatelli

Giunge alla sua quinta edizione la manifestazione nazionale organizzata dai Gruppi Giovani del Fai – Fondo Ambiente Italiano –, evento di punta della campagna mensile di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia”.

Domenica 16 ottobre più di 3.500 volontari del Fai in 150 città di tutta Italia accompagneranno i visitatori alla scoperta di oltre 600 luoghi solitamente chiusi al pubblico attraverso itinerari tematici ed eventi speciali che offrono una originale chiave di lettura della città. Nessun traguardo da raggiungere, nessun punto di partenza da cui iniziare, ma una passeggiata che ciascuno può costruirsi tappa dopo tappa a propria misura, secondo gli orari di apertura segnalati sul sito.

La delegazione Fai di Ravenna e il Gruppo Fai Giovani di Ravenna hanno aderito alla proposta di focalizzare l’attenzione sulle vie d’acqua e sui percorsi che legano le città e gli insediamenti storici a questo prezioso elemento naturale. A Ravenna il percorso si snoderà attraverso sei luoghi, idealmente uniti da un percorso che ogni visitatore è libero di seguire (con visite guidate o in autonomia) o meno. al Mulino Lovatelli, vera e propria perla nascosta di Ravenna, testimone di un passato non così lontano in cui l’acqua, in quello che oggi è il centro cittadino, aveva un ruolo fondamentale nella vita anche produttiva delle persone. Attraverso il Ponte degli Allocchi, con il suo monumento omaggio alla Resistenza, si arriva a Port’Aurea, che ha avuto un ruolo fondamentale nel complesso meccanismo di accesso e difesa della città, anche in relazione alle variazioni delle vie d’acqua presenti sul territorio.
Angolo sconosciuto ai più ma di importante carica suggestiva e di fondamentale valore storico documentale, la Torre Salustra nel giardino dell’Arcivescovado (oggi elemento portante del complesso architettonico in cui ha sede il Museo Arcivescovile) costituisce il “castellum aquae” dell’acquedotto voluto da Traiano e i cui resti sono ancora visibili sul fondo del fiume Ronco. Infine, attraversando i chiostri della Biblioteca Classense e visitando il pozzale al centro del secondo chiostro, si raggiunge l’ultima tappa di questo ideale percorso lungo le vie d’acqua che in passato hanno attraversato la città: la Casa Matha. La libera associazione di pescatori più antica del mondo, fino al 1921 fu luogo deputato al Mercato del pesce della città di Ravenna.

I luoghi indicati nella cartina che accompagnerà i visitatori della FaiMarathon saranno visitabili dalle 10 alle 16.30, a eccezione della Biblioteca Classense, visitabile dalle 11.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 16.30, e della Casa Matha, aperta dalle 12 alle 13 e dalle 16 alle 19.30.

Gli itinerari guidati, della durata di circa due ore e mezza, partiranno dal Mulino Lovatelli alle 10.30 e alle 14.30. I percorsi individuali, ad orario libero, partiranno comunque dal Mulino Lovatelli, dove ai partecipanti verrà consegnato un biglietto valido per accedere a tutti i beni aperti.
Presso il Mulino Lovatelli è allestita una mostra storico-documentaria di introduzione all’itinerario, realizzata con il contributo dell’Università di Bologna e del Foto Cine Club Portuali Ravenna. Alle 17 alla Casa Matha, Mauro Mazzotti introdurrà immagini e parole sul tema “I ravennati e le loro acque: il Molino Lovatelli e il Borgo San Rocco”.
Fra i soci Fai partecipanti all’evento saranno sorteggiati alcuni omaggi messi a disposizione dagli esercizi commerciali del centro che hanno aderito all’iniziativa e che saranno segnalati lungo il percorso.

Contributo minimo di partecipazione 5 euro, associati 3 euro, minori a ingresso gratuito.
Possibilità di iscrizioni agevolate durante tutta la giornata.
In caso di pioggia l’evento avrà comunque luogo.

Referendum: l’Azione Cattolica organizza un confronto all’americana

All’ex cinema Corso di Ravenna tre esponenti del Sì e tre del No
«Perché lo facciamo? I cattolici devono uscire dalla chiesa…»

L’Azione Cattolica, in collaborazione con il M.a.s.c.i. (comunità La Traccia) e con l’Ufficio di Pastorale sociale e del Lavoro della diocesi di Ravenna, dopo quello dell’aprile scorso tra i candidati sindaco, organizza un altro confronto all’americana dedicato al referendum sulla riforma costituzionale (legge 88 del 2015) del prossimo 4 dicembre.

“Forse che sì, forse che no” è il titolo dell’iniziativa che vedrà coinvolti tre rappresentanti delle ragioni del sì, e altri tre delle ragioni del no. Tra loro, i due referenti dei comitati locali del sì e del no, rispettivamente Nevio Salimbeni (già assessore al Turismo di Cervia e funzionario di Cna) e Maria Paola Patuelli (docente di Storia e Filosofia ed ex assessore alla Cultura); i due costituzionalisti Roberto Bin (professore di Diritto all’Università di Ferrara) e Ugo Rescigno (che ha insegnato Economia a Perugia a La Sapienza) e due senatori della Repubblica, entrambi del partito Democratico, Stefano Collina e Massimo Mucchetti.

La serata sarà condotta dalla giornalista Daniela Verlicchi, direttore di Risveglio Duemila, con lo stile dei confronti all’americana: tempi uguali per le risposte tra gli schieramenti del sì e del no, con possibilità di due repliche nell’arco della serata.

«Perché lo facciamo? Perché credo che per intervenire sulla società, oggi i cattolici non possono stare chiusi in chiesa, ma devono “uscire” – spiega Andrea Bondi, tra gli organizzatori dell’evento –. Siamo persone che vedono la politica come un servizio alla città. E questo dibattito vuole essere proprio una occasione per confrontarsi, discutere e riflettere su temi che riguardano la collettività».

L’appuntamento è per venerdì 14 ottobre alle 20.45 all’ex cinema Corso in via di Roma 51, a Ravenna.

Referendum: l’Azione Cattolica organizza un confronto all’americana

All’ex cinema Corso di Ravenna tre esponenti del Sì e tre del No «Perché lo facciamo? I cattolici devono uscire dalla chiesa…»

L’Azione Cattolica, in collaborazione con il M.a.s.c.i. (comunità La Traccia) e con l’Ufficio di Pastorale sociale e del Lavoro della diocesi di Ravenna, dopo quello dell’aprile scorso tra i candidati sindaco, organizza un altro confronto all’americana dedicato al referendum sulla riforma costituzionale (legge 88 del 2015) del prossimo 4 dicembre.

“Forse che sì, forse che no” è il titolo dell’iniziativa che vedrà coinvolti tre rappresentanti delle ragioni del sì, e altri tre delle ragioni del no. Tra loro, i due referenti dei comitati locali del sì e del no, rispettivamente Nevio Salimbeni (già assessore al Turismo di Cervia e funzionario di Cna) e Maria Paola Patuelli (docente di Storia e Filosofia ed ex assessore alla Cultura); i due costituzionalisti Roberto Bin (professore di Diritto all’Università di Ferrara) e Ugo Rescigno (che ha insegnato Economia a Perugia a La Sapienza) e due senatori della Repubblica, entrambi del partito Democratico, Stefano Collina e Massimo Mucchetti.

La serata sarà condotta dalla giornalista Daniela Verlicchi, direttore di Risveglio Duemila, con lo stile dei confronti all’americana: tempi uguali per le risposte tra gli schieramenti del sì e del no, con possibilità di due repliche nell’arco della serata.

«Perché lo facciamo? Perché credo che per intervenire sulla società, oggi i cattolici non possono stare chiusi in chiesa, ma devono “uscire” – spiega Andrea Bondi, tra gli organizzatori dell’evento –. Siamo persone che vedono la politica come un servizio alla città. E questo dibattito vuole essere proprio una occasione per confrontarsi, discutere e riflettere su temi che riguardano la collettività».

L’appuntamento è per venerdì 14 ottobre alle 20.45 all’ex cinema Corso in via di Roma 51, a Ravenna.

Un defibrillatore a disposizione di tutti alla farmacia di via Fiume Abbandonato

Un acquisto importante per Ravenna Farmacie. L’azienda ha infatti installato dallo scorso fine settimana, all’interno della Farmacia Comunale n.8 di via Fiume Montone Abbandonato, a Ravenna, un defibrillatore, l’apparecchio elettrico fondamentale nel caso si debbano affrontare casi di arresto cardiaco.

I dipendenti della farmacia hanno svolto un apposito corso di formazione per il suo corretto utilizzo, cosicché da oggi (lunedì 10 ottobre) l’apparecchio è utilizzabile per tutta la durata di apertura della farmacia, 7 giorni su 7.

E l’Osservatorio della Regione registra 11 milioni di pernottamenti in più dell’Istat

L’assessore Corsini: «I dati ufficiali sono inattendibili e parziali»
Ecco i dettagli dei primi otto mesi, in crescita ma lontano dai record

Dopo alcuni anni di crisi, e in particolare di calo generalizzato del numero dei pernottamenti, il turismo nel comune di Ravenna riparte. Almeno stando ai dati Istat – elaborati sulla base di quelli forniti dalle strutture ricettive – dei primi otto mesi dell’anno, tradizionalmente già molto indicativi, essendo compresi i tre della stagione estiva.

Al 31 agosto i turisti arrivati sui lidi ravennati sono stati 315mila circa (l’1,7 percento in più rispetto allo stesso periodo del 2015) di cui 71mila stranieri, in crescita del 7,7 percento rispetto all’anno scorso. Nella città d’arte la crescita percentuale è stata più marcata (4,2) con oltre 166mila arrivi registrati. Che complessivamente sono quindi già quasi 500mila, con ancora quattro mesi di tempo per cercare di avvicinare se non migliorare – come stima il Comune – la migliore performance dell’ultimo decennio che resta quella del 2011 con oltre 578mila arrivi nel territorio comunale di Ravenna.

Passando al dato più significativo per l’economia del territorio, quella dei pernottamenti (in gergo definiti “presenze”), la crescita rispetto al 2015 è ancora più marcata in questi primi otto mesi dell’anno, grazie probabilmente anche a un’estate caratterizzata (tranne le primissime settimane) dal bel tempo. Sui lidi le presenze si riavvicinano così alla soglia dei 2 milioni (1.939.247 per la precisione, in crescita del 6,1 percento), tradizionalmente superata a fine agosto fino al 2014, mentre la città d’arte fa registrare comunque il miglior risultato (parziale) degli ultimi cinque anni con 325mila presenze, in crescita del 6,4 percento sul 2015. Complessivamente i pernottamenti sfiorano quindi i 2,3 milioni: resta ancora lontano il record del 2009, quando si superò per la prima e unica volta nella storia la soglia dei 3 milioni a fine anno.

Questi primi mesi del 2016 però hanno fatto registrare anche un record negativo, che si aggiorna ormai di anno in anno, quello relativo alla permanenza media dei turisti nelle strutture del comune di Ravenna: solo nel 2005 era di 5,3 giorni mentre l’anno scorso aveva fatto registrare il dato peggiore di sempre, ossia 4,6 giorni. Nei primi sette mesi (non è ancora disponibile il dato di agosto che dovrebbe aggiornare al rialzo la media) va ancora peggio, con la permanenza media che si ferma a 4 giorni (1,9 in città e 5,2 al mare). Altro dato che racconta un’epoca è quello relativo alle strutture ricettive del comune (nel 2015 i posti letto erano complessivamente circa 38mila) con il comparto alberghiero passato dal 41,5 percento del totale nel 2006 al 27,3 del 2015, quando in pratica 7 strutture su 10 utilizzate dal turista a Ravenna sono di tipo extraalberghiero e con il capoluogo che nel 2014 contava oltre 200 bed&breakfast, oltre due terzi di quelli presenti in tutta la provincia.

Per quanto riguarda la provenienza dei turisti, da gennaio a luglio i pernottamenti degli italiani sono stati quasi il triplo di quelli degli stranieri, tra cui a farla da padrone c’è la Germania (24,6 percento del totale dei turisti stranieri) davanti a Svizzera (e Liechtenstein) e Francia (complessivamente questi quattro paesi rappresentano circa il 50 percento del totale). Tra i turisti italiani, i residenti di Emilia-Romagna e Lombardia rappresentano insieme oltre il 60 percento dei pernottamenti. Seguono Piemonte, Veneto, Lazio e Toscana (complessivamente circa il 20 percento).

Allargando l’orizzonte sono 1.169.883 gli arrivi (stabili) e 5.489.271 i pernottamenti registrati a fine agosto in tutta la provincia (in crescita del 2,3 percento rispetto al 2015), con Ravenna e Cervia (stabile rispetto all’anno scorso, a quota 3 milioni) che, come noto, rappresentano tradizionalmente circa il 95 percento del totale. Gli ultimi due anni a fine anno le presenze si sono assestate attorno al deludente dato di 6,5 milioni, con il record che resta quello del 2009 con 7,2 milioni e la soglia dei 7 superata solo in altre tre occasioni nella storia (2011, 2007 e 1982).
Guardando ai dati regionali al momento la nostra provincia si conferma la seconda in regione, la quale chiude complessivamente il mese di agosto con oltre 30 milioni di presenze e  Rimini a spiccare  con oltre 13 milioni. L’unica provincia a vedere un arretramento (e anche pesante) dei pernottamenti è Ferrara, con poco più di 2 milioni di presenze, in calo del 16,5 percento.

Ma ai 30 milioni di pernottamenti in regione secondo i dati Istat di cui sopra – obbligatori per legge e frutto delle comunicazioni delle strutture ricettive – da quest’anno si affiancano anche quelli dell’Osservatorio sul Turismo Regionale di Unioncamere (elaborato da Trademark Italia) che ne stima addirittura 11 milioni in più. L’Osservatorio utilizza una metodologia che prevede oltre alla rivalutazione periodica delle statistiche ufficiali, anche la stima, in tempo reale, dell’andamento turistico elaborata attraverso le indicazioni «fornite – si legge nel sito internet – da un panel di oltre 3mila operatori di tutti i comparti dell’offerta turistica regionale insieme a vari riscontri indiretti, come i dati relativi alle uscite ai caselli autostradali, gli arrivi aeroportuali, i movimenti ferroviari, le vendite di prodotti alimentari e bevande per l’industria dell’ospitalità, i consumi di energia elettrica e acqua, fino alla raccolta di rifiuti solidi urbani».
Secondo i dati dell’Osservatorio – che non sono disponibili suddivisi per provincia ma solo per prodotto: costa, città d’arte, terme, Appennino – tra gennaio e agosto in regione si sono registrati 8.829.000 arrivi (con una crescita del +1,1 percento sullo stesso periodo del 2015) e 41.838.500 presenze (+1,5 percento). Una performance positiva su cui ha giocato un ruolo decisivo la Riviera Romagnola che ha chiuso i primi otto mesi dell’anno con un incremento sia di arrivi (5.449.000, +1 percento sullo stesso periodo del 2015) che di presenze (33.403.000, +1,1 percento).
«Siamo soddisfatti per questi dati» commenta l’assessore regionale al Turismo, il ravennate Andrea Corsini, che sottolinea come quelli Istat siano invece «inattendibili», «molto parziali» e «sottostimati» non tenendo in considerazione appartamenti e sharing, tipo la nuova moda di Airbnb.

E l’Osservatorio della Regione registra 11 milioni di pernottamenti in più dell’Istat

L’assessore Corsini: «I dati ufficiali sono inattendibili e parziali»
Ecco i dettagli dei primi otto mesi, in crescita ma lontano dai record

Dopo alcuni anni di crisi, e in particolare di calo generalizzato del numero dei pernottamenti, il turismo nel comune di Ravenna riparte. Almeno stando ai dati Istat – elaborati sulla base di quelli forniti dalle strutture ricettive – dei primi otto mesi dell’anno, tradizionalmente già molto indicativi, essendo compresi i tre della stagione estiva.

Al 31 agosto i turisti arrivati sui lidi ravennati sono stati 315mila circa (l’1,7 percento in più rispetto allo stesso periodo del 2015) di cui 71mila stranieri, in crescita del 7,7 percento rispetto all’anno scorso. Nella città d’arte la crescita percentuale è stata più marcata (4,2) con oltre 166mila arrivi registrati. Che complessivamente sono quindi già quasi 500mila, con ancora quattro mesi di tempo per cercare di avvicinare se non migliorare – come stima il Comune – la migliore performance dell’ultimo decennio che resta quella del 2011 con oltre 578mila arrivi nel territorio comunale di Ravenna.

Passando al dato più significativo per l’economia del territorio, quella dei pernottamenti (in gergo definiti “presenze”), la crescita rispetto al 2015 è ancora più marcata in questi primi otto mesi dell’anno, grazie probabilmente anche a un’estate caratterizzata (tranne le primissime settimane) dal bel tempo. Sui lidi le presenze si riavvicinano così alla soglia dei 2 milioni (1.939.247 per la precisione, in crescita del 6,1 percento), tradizionalmente superata a fine agosto fino al 2014, mentre la città d’arte fa registrare comunque il miglior risultato (parziale) degli ultimi cinque anni con 325mila presenze, in crescita del 6,4 percento sul 2015. Complessivamente i pernottamenti sfiorano quindi i 2,3 milioni: resta ancora lontano il record del 2009, quando si superò per la prima e unica volta nella storia la soglia dei 3 milioni a fine anno.

Questi primi mesi del 2016 però hanno fatto registrare anche un record negativo, che si aggiorna ormai di anno in anno, quello relativo alla permanenza media dei turisti nelle strutture del comune di Ravenna: solo nel 2005 era di 5,3 giorni mentre l’anno scorso aveva fatto registrare il dato peggiore di sempre, ossia 4,6 giorni. Nei primi sette mesi (non è ancora disponibile il dato di agosto che dovrebbe aggiornare al rialzo la media) va ancora peggio, con la permanenza media che si ferma a 4 giorni (1,9 in città e 5,2 al mare). Altro dato che racconta un’epoca è quello relativo alle strutture ricettive del comune (nel 2015 i posti letto erano complessivamente circa 38mila) con il comparto alberghiero passato dal 41,5 percento del totale nel 2006 al 27,3 del 2015, quando in pratica 7 strutture su 10 utilizzate dal turista a Ravenna sono di tipo extraalberghiero e con il capoluogo che nel 2014 contava oltre 200 bed&breakfast, oltre due terzi di quelli presenti in tutta la provincia.

Per quanto riguarda la provenienza dei turisti, da gennaio a luglio i pernottamenti degli italiani sono stati quasi il triplo di quelli degli stranieri, tra cui a farla da padrone c’è la Germania (24,6 percento del totale dei turisti stranieri) davanti a Svizzera (e Liechtenstein) e Francia (complessivamente questi quattro paesi rappresentano circa il 50 percento del totale). Tra i turisti italiani, i residenti di Emilia-Romagna e Lombardia rappresentano insieme oltre il 60 percento dei pernottamenti. Seguono Piemonte, Veneto, Lazio e Toscana (complessivamente circa il 20 percento).

Allargando l’orizzonte sono 1.169.883 gli arrivi (stabili) e 5.489.271 i pernottamenti registrati a fine agosto in tutta la provincia (in crescita del 2,3 percento rispetto al 2015), con Ravenna e Cervia (stabile rispetto all’anno scorso, a quota 3 milioni) che, come noto, rappresentano tradizionalmente circa il 95 percento del totale. Gli ultimi due anni a fine anno le presenze si sono assestate attorno al deludente dato di 6,5 milioni, con il record che resta quello del 2009 con 7,2 milioni e la soglia dei 7 superata solo in altre tre occasioni nella storia (2011, 2007 e 1982).
Guardando ai dati regionali al momento la nostra provincia si conferma la seconda in regione, la quale chiude complessivamente il mese di agosto con oltre 30 milioni di presenze e  Rimini a spiccare  con oltre 13 milioni. L’unica provincia a vedere un arretramento (e anche pesante) dei pernottamenti è Ferrara, con poco più di 2 milioni di presenze, in calo del 16,5 percento.

Ma ai 30 milioni di pernottamenti in regione secondo i dati Istat di cui sopra – obbligatori per legge e frutto delle comunicazioni delle strutture ricettive – da quest’anno si affiancano anche quelli dell’Osservatorio sul Turismo Regionale di Unioncamere (elaborato da Trademark Italia) che ne stima addirittura 11 milioni in più. L’Osservatorio utilizza una metodologia che prevede oltre alla rivalutazione periodica delle statistiche ufficiali, anche la stima, in tempo reale, dell’andamento turistico elaborata attraverso le indicazioni «fornite – si legge nel sito internet – da un panel di oltre 3mila operatori di tutti i comparti dell’offerta turistica regionale insieme a vari riscontri indiretti, come i dati relativi alle uscite ai caselli autostradali, gli arrivi aeroportuali, i movimenti ferroviari, le vendite di prodotti alimentari e bevande per l’industria dell’ospitalità, i consumi di energia elettrica e acqua, fino alla raccolta di rifiuti solidi urbani».
Secondo i dati dell’Osservatorio – che non sono disponibili suddivisi per provincia ma solo per prodotto: costa, città d’arte, terme, Appennino – tra gennaio e agosto in regione si sono registrati 8.829.000 arrivi (con una crescita del +1,1 percento sullo stesso periodo del 2015) e 41.838.500 presenze (+1,5 percento). Una performance positiva su cui ha giocato un ruolo decisivo la Riviera Romagnola che ha chiuso i primi otto mesi dell’anno con un incremento sia di arrivi (5.449.000, +1 percento sullo stesso periodo del 2015) che di presenze (33.403.000, +1,1 percento).
«Siamo soddisfatti per questi dati» commenta l’assessore regionale al Turismo, il ravennate Andrea Corsini, che sottolinea come quelli Istat siano invece «inattendibili», «molto parziali» e «sottostimati» non tenendo in considerazione appartamenti e sharing, tipo la nuova moda di Airbnb.

Ravenna ricorda i morti sul lavoro Il sindaco: «Non è più tollerabile» 

Cerimonia in municipio nella giornata nazionale dedicata alla memoria delle morti bianche

Nella giornata nazionale dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro, anche Ravenna ha ricordato i suoi caduti con diverse iniziative pubbliche organizzate dal Comune in collaborazione con l’Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil). Dopo il corteo, la deposizione di una corona al monumento dei Caduti sul lavoro e la celebrazione della messa nella chiesa di San Giovanni Evangelista, nella sala del consiglio comunale si è svolta la cerimonia civile.

Il sindaco Michele de Pascale ha sottolineato come giornate come questa rappresentino un monito importante per l’intera comunità, perché al giorno d’oggi non è più in nessun modo tollerabile morire di lavoro: «Tutti noi dobbiamo impegnarci di più ogni giorno – ha detto il sindaco – per promuovere, diffondere e potenziare la sicurezza sul lavoro attraverso una rigorosa azione di controllo e una continua attività di formazione, prevenzione e sensibilizzazione, senza mai abbassare la guardia. Oggi ribadiamo con forza che la salute dei lavoratori viene prima di tutto e rinnoviamo il nostro impegno costante verso una cultura della sicurezza che metta sempre al centro la vita delle persone. In questo senso ho chiesto all’Ausl della Romagna di studiare, in collaborazione con la scuola di specializzazione di Medicina del Lavoro dell’Università di Bologna, un progetto dedicato al nostro territorio sulla sicurezza sul lavoro in ambito portuale e industriale».

È seguita la proiezione del video “Resti ancora in un abbraccio” realizzato dagli studenti del liceo classico Alighieri e vincitore del Premio Sicurezza 2016 sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro promosso dall’Anmil nazionale.

Antonio Ricci, presidente territoriale Anmil nel corso del suo intervento ha illustrato tra l’altro i dati nazionali degli infortuni sul lavoro dei primi 8 mesi del 2016, sottolineando una crescita preoccupante: «Dopo i segnali negativi registrati nei mesi precedenti, anche nella rilevazione dei dati al 31 agosto risulta una preoccupante crescita degli infortuni sul lavoro. Nel periodo gennaio-agosto sono stati denunciati 416.740 infortuni, in crescita di circa 6.500 unità rispetto ai 410.427 dello stesso periodo dell’anno precedente. L’incremento, pari a +1,6 percento, segnerebbe, se confermato dalle successive rilevazioni mensili dell’anno in corso, l’inversione di un andamento decrescente dal 2001, anno in cui si registrarono oltre un milione di infortuni sul lavoro».

Alfio Sarain, direttore Inail Ravenna è intervenuto delineando il cammino che attende l’Inail, approfondendo il nuovo Testo Unico della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con il quale si sono create le premesse per un forte cambiamento nei compiti dell’Istituto. Ha inoltre ribadito la ferma volontà dell’Inail di continuare nell’azione di sostegno alle imprese che investono in sicurezza, attraverso l’istituzione di bandi, finanziamenti e progetti dedicati e nell’azione di ricerca e diffusione delle buone prassi, come cultura della sicurezza, tramite l’indagine scientifica.

In chiusura Caterina Marchetti del Dipartimento Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro Cgil Ravenna a nome di Cgil, Cisl e Uil è intervenuta sul tema con un’ottica di genere, sottolineando come la sfida vera che coinvolge tutti, imprese, istituzioni, parti sociali, sia quella di consentire un’armonizzazione tra organizzazione/tempi di vita e lavoro, tenendo assieme il diritto alle pari opportunità e la salute sul luogo di lavoro.

Un cartellone unico per Alighieri e Rasi A Ravenna nasce la stagione dei teatri

Tredici titoli e 40 repliche. Marcella Nonni, direttrice di Ravenna Teatro: «L’importante novità abbatte i muri tra prosa e contemporaneo, in cui lo spettatore potrà scegliere tra varie forme di abbonamento»

Tredici titoli, quaranta repliche e svariate iniziative collaterali: così si presenta il cartellone che per la prima volta unisce le programmazioni dei due teatri ravennati, Alighieri e Rasi, in quella che è stata ribattezzata come “La stagione dei teatri”, presentata nella mattinata dell’8 ottobre all’Alighieri.

«Non si tratta di una rottura improvvisa della tradizionale separazione tra prosa e contemporaneo – si legge nel comunicato diffuso da Ravenna Teatro che cura le stagioni di Alighieri e Rasi –. Da anni propugnamo l’idea di un teatro libero da generi e distinzioni, un teatro affrancato dalle categoriche rigidità ottocentesche, che la stessa società del terzo millennio ha superato da tempo addivenendo a un mondo fluido, in cui il teatro, realtà mobile e porosa per eccellenza, non può che porsi senza steccati di sorta».
 Marcella Nonni, direttrice di Ravenna Teatro si dice orgogliosa di annunciare l’importante novità «che abbatte i muri tra prosa e contemporaneo, in cui lo spettatore potrà scegliere tra varie forme di abbonamento o costruire propri percorsi tra i numerosi e interessanti appuntamenti proposti».

Così la nota di Ravenna Teatro presenta la stagione (al link in fondo alla pagina il pdf con le schede di ogni spettacolo e le info per biglietti e abbonamenti): «Si parte con la prima volta a Ravenna della China National Peking Opera Company in Faust (Alighieri, 17-20 novembre), una ricerca attraverso il linguaggio dell’opera di Li Meini basata sul dramma Faust: prima parte di Johann Wolfgang Goethe. Da notare che le musiche originali sono state composte da Luigi Ceccarelli, musicista romagnolo che incontreremo ancora nel corso della stagione.
Come ad esempio in Lus, altra prima per Ravenna, concerto-spettacolo di Ermanna Montanari, Luigi Ceccarelli e Daniele Roccato sul testo di Nevio Spadoni e con la regia di Marco Martinelli, che arriva in città (Alighieri, 1-4 dicembre) dopo il grande successo settembrino di Roma e la trasferta, tra le altre, in Cina al Raw of China Shanghai International Arts Festival. Lo spettacolo sostituisce Maryam, previsto al Rasi dal 9 al 21 dicembre, rispettando i turni di abbonamento.
La verve comica di Emilio Solfrizzi farà poi da propulsore a Il borghese gentiluomo (Alighieri, 16-19 gennaio), una delle opere della maturità di Molière. Come l’Avaro o il Malato immaginario anche questo piccolo borghese è, nella cultura letteraria europea, un archetipo: è il modello esemplare e imprescindibile del nuovo ricco, dell’arrampicatore, dell’ambizioso.
 Mad in Europe (Rasi, 20 gennaio), invece, di Angela Demattè, vincitore del Premio Scenario 2015, è uno spettacolo ironico che rappresenta, in maniera creativa e attuale, le contraddizioni di una donna contemporanea in conflitto con gli stereotipi di genere e con un passato soffocante.
La Fondazione Teatro Due, Teatro Stabile di Genova, porta quindi a Ravenna Ivanov (Alighieri, 28 e 29 gennaio), la prima delle grandi opere teatrali di Cechov, una vicenda dai toni tragici, beffardi e talvolta grotteschi, diretta e interpretata da Filippo Dini, in cui il protagonista si trova a fare i conti con il senso d’impotenza che fa di lui un uomo incapace d’affrontare qualsiasi crisi personale e sociale.
Il rodato sodale Spiro Scimone/Francesco Sframeli propone poi Amore (Rasi, 1 febbraio), ottavo lavoro della compagnia e nuova tappa di un percorso ai bordi dell’umanità, all’interno di
 non luoghi dove i personaggi non hanno nome, mentre Franco Branciaroli (insieme a Valentina Violo) sarà grande interprete e regista di un originale Macbeth di Shakespeare (Alighieri, 9-12 febbraio), la tragedia del male dell’uomo per antonomasia.
Realtà radicatissima sul territorio romagnolo, Accademia Perduta (con Società per Attori) porta all’Alighieri (21 e 22 febbraio) Mar del plata, di Claudio Fava e con Claudio Casadio, la vicenda drammatica dei giovani atleti del La Plata Rugby Club che nel 1978 saranno perseguitati e decimati dalla sanguinosa dittatura del generale Videla. Ancora Shakespeare con il Preamleto del Teatro di Roma (Alighieri, 7 e 8 marzo), in cui Michele Santeramo racconta cosa succede prima della morte di Re Amleto, analizzando in chiave contemporanea il concetto di potere.
Il loro Furioso Orlando si rivelò un paio d’anni fa un successo senza precedenti in tutta Italia, tanto che ora Stefano Accorsi e Marco Baliani riprendono in mano Ludovico Ariosto e ne sviscerano nuovamente la forza teatrale in Giocando con Orlando (Alighieri, 9-12 marzo), in cui raccontano le avventure, le magie e gli amori di quei personaggi a 500 anni dalla prima pubblicazione.
Il mese di marzo si chiude con il Teatro dell’Elfo, che per la prima volta si cimenta con Bertolt Brecht: Mr Puntila e il suo servo Matti (Alighieri, 23-26 marzo) è considerata la miglior commedia del drammaturgo tedesco e la regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia fa emergere, con esiti spesso esilaranti, le contraddizioni e le disuguaglianze sociali di un’epoca (quella di Karl Marx) che, pur con altri abiti e abitudini, somiglia nella sostanza alla nostra.
Si torna al teatro Rasi (il 12 aprile) per Abramo di Ermanno Bencivenga, portato in scena da Teatri di Bari/Kismet, in cui il filosofo e saggista s’interroga sul senso della fede e sull’idea che l’uomo ha del proprio dio, ma la chiusura de La stagione dei teatri è affidata a Roberto Latini e Fortebraccio Teatro con il pluripremiato (Ubu 2015 come Miglior progetto sonoro o musiche originali, tra gli altri) I giganti della montagna di Luigi Pirandello (26 e 27 aprile)».

Ecco la nuova scuola media Randi: un anno di lavori costati 3,3 milioni

Accoglie 400 alunni in via Marconi: intervento finanziato dal Comune, realizzato come ampliamento della omonima scuola elementare (primaria), alla quale si accede da via Marzabotto

Dopo un intervento durato unanno e costato 3,3 milioni di euro (finanziato dal Comune di Ravenna), ieri 8 ottobre è stata inaugurata la scuola media (secondaria di primo grado) Vincenzo Randi, con ingresso da via Marconi 15. La nuova scuola, che comprende cinque sezioni per un totale di circa 400 alunni, è stata realizzata come ampliamento della omonima scuola elementare (primaria), alla quale si accede invece da via Marzabotto; è indipendente dall’elementare, ma comunque collegata ad essa, condividendone alcuni servizi.

L’intervento è stato portato avanti nell’ambito della riorganizzazione della rete scolastica in istituti comprensivi che devono garantire continuità didattica dalla scuola dell’infanzia alla scuola media. Tale istituto comprende le scuole per l’infanzia di Classe e Giorgio Gaudenzi, le primarie Randi, Mesini di Borgo Montone e quella di Classe, la secondaria di primo grado Randi.

L’inaugurazione è stata l’occasione per ragazzi, famiglie, insegnanti e tutti coloro che vi lavorano, di salutarne ufficialmente l’apertura, insieme con l’amministrazione comunale. Oltre al sindaco Michele de Pascale, è intervenuto il dirigente dell’istituto comprensivo Randi Nevio Tampelli. Erano presenti gli assessori all’Istruzione Ouidad Bakkali e ai Lavori pubblici Roberto Fagnani.

Il primo cittadino ha dichiarato: «Istruzione e cultura sono le priorità sulle quali abbiamo scelto di investire, perché rappresentano sviluppo sociale, integrazione e crescita economica; investire sempre di più e sempre meglio in questi ambiti, significa compiere una scelta strategica per il futuro dei cittadini e per lo sviluppo della nostra città. I bambini rappresentano il nostro futuro, in questo senso la cura e il potenziamento degli edifici scolastici costituiscono un’assoluta priorità. Questa edificio antisismico, leggero ed ecosostenibile, realizzato secondo le più innovative tecniche di progettazione e costruzione, è stato fabbricato totalmente con risorse comunali attraverso un investimento di 3,3 milioni di euro. La realizzazione della scuola secondaria di primo grado “Randi”, della scuola dell’infanzia Buon Pastore, insieme all’ampliamento della scuola primaria e secondaria di primo grado “Ricci Muratori” e al primo stralcio del polo scolastico di Lido Adriano, si inserisce nell’’ottica più ampia della riorganizzazione della rete scolastica in istituti comprensivi, che garantiscono continuità didattica dalla scuola dell’infanzia alla scuola media, offrendo ai nostri piccoli cittadini un servizio sempre più qualificato sia dal punto di vista educativo che della fruibilità degli spazi».

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