martedì
31 Marzo 2026

Intervista alla sindaca Elena Zannoni, a un anno dall’inizio del mandato

Lunedì 30 giugno alle 20.45 nella sede del Pd di Lugo di via corso Matteotti 23, si terrà un’intervista pubblica alla sindaca Elena Zannoni, a un anno dall’inizio del suo primo mandato.

Sarà l’occasione per fare il punto su progetti e iniziative dell’Amministrazione, con il coinvolgimento dei cittadini.

A intervistare la sindaca sarà la giornalista Federica Angelini, storica firma del nostro settimanale Ravenna&Dintorni.

A Massa Lombarda un polo nazionale per il riciclo della plastica leggera

Passo importante verso la sostenibilità e l’innovazione industriale a Massa Lombarda, attraverso quello che viene definito dai promotori come il polo nazionale per il riciclo della plastica leggera. Si tratta del primo impianto italiano di questo tipo, finanziato dall’azienda Italiana Polimeri.

Il progetto si concretizzerà entro un paio d’anni attraverso un investimento di 50 milioni di euro, in un ex capannone della frutticoltura, e darà lavoro a 63 persone. «Si tratta di una realtà innovativa veramente a economia circolare – dichiara il sindaco di Massa Lombarda, Stefano Sangiorgi -. Sarà una tappa fondamentale per la crescita sostenibile del paese che aumenta così la sua attrattività. Un modello che unisce innovazione industriale, tutela ambientale, nuove opportunità lavorative. La Regione ci è vicina in questo nuovo progetto e noi siamo onorati che Massa Lombarda sia la sede di questo importante investimento».

Come spiegato dal progettista Jacopo Fedi, la struttura che sorgerà a Massa Lombarda chiuderà il ciclo di trasformazione di un rifiuto, riducendo ai minimi termini (meno del 5 percento) ulteriori scarti. L’obiettivo è quello di ottenere pellicole di plastica leggera derivanti da materiale di riciclo evitando così il più possibile di usare nuove fonti fossili. All’interno della lavorazione del materiale verrà usata acqua per il lavaggio a basse temperature della plastica, con un impianto che prevede il recupero di oltre il 90 percento dell’acqua utilizzata. «È un impianto quasi autosufficiente (70 percento) dal punto di vista energetico e autosufficiente dal punto di vista del ciclo produttivo – afferma il progettista -. Tutto ciò che entra viene trasformato in energia e in nuovi prodotti.  La plastica non è da demonizzare, non si deve pensare di dovercene privare a tutti i costi, ma soltanto di ridurre l’utilizzo di plastica vergine, ovvero di risorse non rinnovabili. Le tecnologie per il riciclo contano molto, i comportamenti dell’uomo ancora di più».

Sarà rigenerato un immobile dismesso che precedentemente si occupava della lavorazione della frutta, in via Martiri della Libertà 64. «Stiamo parlando di un progetto molto in sintonia con la strategia di questa Regione – commenta il vicepresidente dell’Emilia-Romagna Vincenzo Colla -, il primo esperimento di questo tipo in Italia, capace di riciclare praticamente la totalità del prodotto». La formazione specialistica dei lavoratori e dei dirigenti inizierà in tempi brevi: «Ho già dato l’adesione qualora ci fosse bisogno di fare formazione anche di livello medio-alto – dichiara Colla -. Come Regione mettiamo a disposizione le risorse per far sì che tutto vada a buon fine. Ci saranno importanti ricadute industriali, occupazionali e di ricerca, per rinsaldare ulteriormente il rapporto tra università e imprese»

In 150 a sfilare lungo la rotonda Primo Maggio per chiedere lo stop alla “malamovida”

In circa 150 tra residenti, imprenditori e proprietari di seconde case, si sono radunati al centro della rotonda Primo Maggio di Milano Marittima per dire stop alla “malamovida”, chiedendo più sicurezza e maggiori controlli per le strade della città.

L’incontro di oggi (venerdì 27 giugno) è stato promosso dal comitato “Per chi ama Cervia e Milano Marittima” a seguito della petizione lanciata lo scorso maggio, che conta oggi oltre 4 mila firme. «Siamo sicuri che la protesta pacifica di oggi segnerà un segno di svolta e – commenta Francesco Focaccia, fondatore e presidente del comitato -. questa è la direzione che richiede la comunità e crediamo che l’amministrazione sia disposta all’ascolto».

Tra i manifestanti, anche l’attore e doppiatore romano Giorgio Borghetti, legato da anni alla località romagnola: «Milano Marittima merita rispetto e di tornare quella città meravigliosa che ho incontrato per la prima volta 17 anni fa – dichiara – i ragazzi si devono divertire, siamo stati giovani anche noi, ma credo che ora si stia passando il segno».

In settimana, il sindaco Mattia Missiroli e il vicesindaco con delega alla Sicurezza Gianni Grandu hanno incontrato il prefetto di Ravenna Raffaele Ricciardi per fare il punto sull’installazione di nuove telecamere di videosorveglianza e sull’assunzione di personale di rinforzo per le forze dell’ordine durante la stagione. «Il problema è stato sottovaluto per lungo tempo, parlando solo di percezione – commenta Annalisa Pittalis, albergatrice e capogruppo di Fratelli d’Italia, – questa protesta non ha colore di partito ma è voluta dai cittadini e dagli imprenditori che avrebbero voluto vedere un piano d’azione già dallo scorso inverno. L’incontro con il prefetto è stato un primo segnale di ascolto, siamo riusciti ad attirare l’attenzione sul problema e a farne realizzare l’entità».

Durante il presidio non ci sono stati discorsi o prese di posizione: dopo il raduno al centro della rotonda, i manifestanti hanno sfilato in tondo sul perimetro, tra cartelli di protesta e video di episodi di cronaca recenti sul cellulare.

Il Comune celebra la vittoria del Godo che sale in Seconda Categoria

Durante la seduta del consiglio comunale di giovedì, la sindaca di Russi Valentina Palli e l’assessore allo sport Mirco Frega hanno consegnato un riconoscimento all’Asd Godo Calcio, a nome dell’intera cittadinanza, per vittoria nei playoff di Terza Categoria (in attesa dell’ufficializzazione del ripescaggio in Seconda). Per il Godo erano presenti il presidente Roberto Trincossi, la direttrice sportiva Silvia Citta, il dirigente Giuliano Arceci e alcuni dei calciatori protagonisti di questa cavalcata sportiva.
«𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑜𝑐𝑐𝑎𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑓𝑒𝑠𝑡𝑎, 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑜 𝑟𝑖𝑣𝑜𝑙𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑜𝑠𝑠𝑜 𝑎𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑉𝑎𝑙𝑒𝑛𝑡𝑖𝑛𝑜 𝑀𝑎𝑟𝑧𝑜𝑙𝑙𝑎 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑜 𝐷𝑖𝑟𝑖𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒 𝐺𝑖𝑢𝑙𝑖𝑎𝑛𝑜 𝐹𝑒𝑟𝑟𝑒𝑡𝑡𝑖, 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑚𝑏𝑖 𝑠𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑎 𝑝𝑜𝑐𝑜. 𝐿𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑖𝑛𝑠𝑡𝑎𝑛𝑐𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑙’𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑙𝑜𝑟𝑖 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛’𝑖𝑚𝑝𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎 𝑒 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎. 𝐼𝑙 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎 𝑎 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑎 𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑓𝑓𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑖 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑖𝑢𝑡𝑖» – ha dichiarato la sindaca.
Nei giorni scorsi Godo aveva ufficializzato Luca Derosa come nuovo allenatore della prima squadra. Derosa, reduce dalla salvezza con il Bagnara, sostituirà Massimo Brini, accasatosi al Low Ponte.
Derosa
Il nuovo allenatore Derosa

È morto don Giuliano Trevisan, per quasi 40 anni parroco di Sant’Agata Maggiore

È morto a 82 anni don Giuliano Trevisan, per quasi 40 anni parroco a Ravenna della chiesa di Sant’Agata Maggiore. Il sacerdote era stato colpito da un ictus tre anni fa, e da allora aveva dovuto lasciare la chiesa di via Mazzini. Era stato ricoverato in diverse strutture sanitarie fino al decesso avvenuto nella mattinata di giovedì 26 giugno.

Le esequie si terranno sabato 28 giugno alle 8 nella sua Sant’Agata Maggiore, presiedute dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni.

Nato a Ravenna nel 1943 e ordinato sacerdote nel 1967, è stato uno dei primi cappellani del villaggio Anic, poi vicario parrocchiale a San Rocco. Aveva studiato Sacra Scrittura dai domenicani. Per anni ha lavorato in Curia e, in particolare, all’Ufficio amministrativo. È stato anche economo diocesano e direttore dell’Opera di Religione dal 1980 al 1995. Parroco di Sant’Agata dal 1982, ha insegnato Religione all’Istituto Magistrale. Nel 1999 la nomina a canonico della Cattedrale. In tanti lo ricordano anche come assistente degli obiettori di coscienza. Appassionato di Sacra Scrittura e uomo di grande cultura, lascia una biblioteca ricchissima.

Riqualificata l’area verde alluvionata “Francesconi”: si inaugura con un torneo di basket

Riqualificata l’area verde Valerio Francesconi di Lugo, tra via Corelli e via Bach, dopo l’alluvione di maggio 2023. La cerimonia di inaugurazione degli spazi del parco pubblico, finanziati dalle risorse del Comune di Lugo e i contributi di UniCredit e della Regione Emilia-Romagna, si terrà martedì 1° luglio alle 17, in corrispondenza con il torneo di basket 3×3 “Romagnolo don’t lie”.

L’area è stata oggetto di una riqualificazione con una serie di interventi migliorativi su vari fronti. In particolare, sono stati potenziati gli spazi destinati all’attività ludica e sportiva per bambini e adolescenti: il playground esistente è stato completamente rinnovato ed è stata attrezzata l’area denominata «ex-tamburello», restituendola così alla cittadinanza che da anni non ne poteva usufruire. Oltre a questo, sono stati installati nuovi impianti di videosorveglianza e miglioramento dell’illuminazione pubblica.

Dopo l’inaugurazione, durante la quale interverranno la sindaca di Lugo Elena Zannoni, la consigliera regionale Eleonora Proni e Christian Boninsegna, Area Manager Retail Ravenna di UniCredit, a partire dalle 19 prenderà il via l’edizione 2025 del torneo di basket «Romagnolo don’t lie». La prima edizione del torneo, infatti, si giocò al PalaBanca con l’obiettivo di raccogliere fondi in questo senso. Il ricavato dell’edizione di quest’anno, servirà agli organizzatori di «Romagnolo don’t lie» per organizzare tornei via via più importanti. Il torneo di quest’anno vedrà sfidarsi 12 squadre del territorio (da Lugo, Faenza, Fusignano e Argenta) nell’area verde Francesconi nelle serate di martedì 1 e mercoledì 2 luglio, a partire dalle 19. La formula è quella del torneo 3×3, con partite brevi da 8 minuti e in campo squadre da quattro giocatori. Nella serata finale di mercoledì, è previsto un dj-set ad accompagnare i giocatori.

Post alluvione: interventi di messa in sicurezza su tre strade provinciali per quasi 7 milioni di euro

Tre importanti cantieri stradali sono in corso a Casola Valsenio, sulle provinciali 70, 63 e 306R, con un investimento complessivo di oltre 6,8 milioni di euro destinato alla messa in sicurezza e al ripristino di tratti compromessi da frane, cedimenti e danni causati dall’alluvione del maggio 2023.

Sulla Strada Provinciale 70 sono previsti lavori per 2,3 milioni di euro. Il progetto include cinque interventi distinti, tre dei quali prevedono la realizzazione di varianti al tracciato esistente. Verranno effettuati scavi, demolizioni, nuovi manti stradali, installazione di guard-rail in acciaio corten e opere per il deflusso delle acque, tra cui canalette e un nuovo fosso di scolo. Nei due punti più critici si interverrà con pali e muri di contenimento in cemento armato per ripristinare le carreggiate. A completare l’opera, interventi di rinverdimento con piante e idrosemina per limitare l’impatto ambientale.

Più complesso l’intervento lungo la Strada Provinciale 63, dove sono previsti lavori per oltre 3 milioni di euro. Qui saranno messi in sicurezza ben 49 tratti colpiti da frane e smottamenti. Le opere includono la costruzione di berlinesi su micropali, gabbionate, reti paramassi, muri di sostegno e nuovi strati stradali in asfalto. Verranno inoltre posate barriere di protezione e geo stuoie per la stabilizzazione del terreno.

Infine, sulla Strada Provinciale 306R, danneggiata dall’alluvione di maggio 2023, si interverrà con un’opera da 1,5 milioni di euro per consolidare il materiale detritico accumulato. Si procederà alla riprofilatura dei versanti, alla realizzazione di un nuovo sistema di drenaggio e al ripristino dei fossi esistenti. È previsto anche un sistema di monitoraggio geotecnico, con controlli ogni due mesi, per prevenire nuovi movimenti del terreno.

La presidente della Provincia Valentina Palli, insieme al sindaco di Casola Valsenio Maurizio Nati e al consigliere provinciale delegato a Strade e Mobilità Luca Della Godenza, ha effettuato alcuni sopralluoghi nella zona della vallata del Senio. «I lavori in essere per il ripristino post alluvione e il miglioramento della sicurezza stradale procedono a pieno ritmo – dichiarano la presidente della Provincia Valentina Palli e il consigliere delegato a Strade e Mobilità Luca Della Godenza -. Oggi abbiamo visitato tre cantieri dedicati ad altrettanti interventi molto importanti che permetteranno di consolidare la messa in sicurezza di tre arterie stradali fondamentali per la zona della vallata del Senio. Grazie ad un intensissimo lavoro di squadra stiamo completando l’affidamento di molti dei progetti più complessi. L’impegno dell’amministrazione provinciale proseguirà pertanto sui tanti cantieri in avvio, con l’obiettivo ultimo di restituire alla cittadinanza una viabilità provinciale meno vulnerabile e sempre più sicura».

Tornano le serate di cinema all’aperto con “Arena in Massa”

Tutto pronto per l’edizione 2025 di “Arena in Massa”, la rassegna cinematografica estiva che porta il cinema nel cortile del Museo della Frutticoltura “A. Bonvicini” (via Amendola 40). La rassegna si apre giovedì 3 luglio con la proiezione del film “Follemente” di Paolo Genovese, una brillante commedia che dà ufficialmente il via a un’estate di grande cinema. La stagione di Arena in Massa proseguirà fino al 17 agosto con tanti dei migliori film usciti durante questa stagione, dai grandi titoli italiani come “Berlinguer – La grande ambizione” di Andrea Segre e “Vermiglio” di Laura Delpero, alle fantastiche produzioni internazionali come “Flow – Un mondo da salvare”, “A Complete Unknown”, “No Other Land”. In totale saranno più di quaranta le serate di cinema.

L’Assessore alla Cultura Laura Guardigli dichiara: «Sono felice di annunciare l’apertura della nostra Arena in Massa che anche quest’anno offre ai cittadini e non un’esperienza cinematografica di alta qualità. Ci tengo a manifestare il mio entusiasmo nella collaborazione con l’associazione “il Terzo Tempo” nella realizzazione della serata per ricordare, con la visione del film e una cena a tema Fantozziano, i 50 anni dall’uscita del film “Fantozzi’ il personaggio iconico creato da Paolo Villaggio che ha fatto ridere e riflettere generazioni di italiani. Auguro a tutti una buona visione cinematografica nel suggestivo contesto del giardino del museo della Frutticoltura».

Saranno due gli ospiti in sala: martedì 8 luglio in occasione della proiezione di “Biasanot” ci sarà il regista Paolo Muran. Mentre mercoledì 23 luglio ad Arena in Massa arriva il documentario “Flora” con la presenza della regista Martina De Polo.

Lunedì 14 luglio si terrà la serata evento per i 50 anni di “Fantozzi”. Proiezione del celebre film di Luciano Salce e cena a tema fantozziana a cura dell’Associazione Culturale Terzo Tempo. La cena si svolgerà nell’intervallo del film e sarà su prenotazione entro le ore 12 di venerdì 11 luglio presso l’Ufficio URP: 0545 985890; urp@comune.massalombarda.ra.it

Nel calendario ci sarà spazio anche per l’anteprima nazionale del film “Leopardi&CO.” di Federica Biondi. Una prima visione assoluta per il pubblico di Massa Lombarda il giorno giovedì 14 agosto.

Per consultare la programmazione estesa, visitare il seguente link: https://www.cinemaincentro.com/programmazione-sala.php?id=12

 

Al via la Biennale Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea

Oltre cento artisti da tutto il mondo a rappresentare il meglio della ceramica d’arte contemporanea sono in mostra dal 28 giugno al 30 novembre al Mic di Faenza per il 63° Premio Faenza – Biennale Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea.

A Faenza è possibile avere una visione aggiornatissima del panorama artistico contemporaneo internazionale che ha scelto la ceramica come materia espressiva, mezzo che negli ultimi anni sta ricevendo dagli artisti e dalla critica una grande attenzione.

Il Premio Faenza, con oltre 80 anni di storia, è stato fin dall’inizio un importante momento nella valorizzazione, nel rinnovamento, nella promozione della ceramica sia sotto l’aspetto artistico e decorativo, sia in quello funzionale e dell’arredo, ma anche e soprattutto un modo per mappare lo stato dell’arte della ceramica contemporanea.

I temi affrontati dalla 63° edizione sono ricorrenti, seppur trattati con approcci stilistici ed espressivi unici. L’incertezza del nostro tempo è alla base di tante riflessioni: dalla sostenibilità del nostro sistema sociale, alla tragicità delle guerre, dalle problematiche ambientali, alle riflessioni sul cibo e uomo, sulle disuguaglianze e sulla fragilità umana.

Le sculture e installazioni sono state selezionate da una giuria internazionale composta da Claudia Casali (Direttrice Mic Faenza), Hyeyoung Cho (Korea Association of Art & Design), Valentins Petjko (Latvian Ceramic Biennale) e Marco Maria Polloniato (curatore) che ha anche scelto i vincitori.

In mostra ovviamente anche le vincitrici di questa edizione: due artiste che lavorano la materia in maniera tradizionale, ma con un approccio di grande sperimentazione per le superfici trattate matericamente o con smalti e colori.

“November” di Hanna Miadzvedzeva – Premio Faenza over 35 – è un’opera che richiama la forma semplice del vaso trattando la superfice con una grande sapienza tecnica. Il tema trattato è intimo e personale: «November fa parte della mia serie scultorea “Landscapes” – racconta l’artista stessa – in cui esploro l’impatto delle forze naturali sulle emozioni umane e sulla percezione di sé. Ho scelto una forma compatta e ripiegata verso l’interno, avvolta da una complessa superficie testurizzata, che crea un effetto morbido, quasi soffice. Novembre è un periodo di ritiro, noi entriamo in modalità di risparmio energetico, abbracciando la quiete e l’auto-riflessione».

L’Installazione “Subtle conversations of states of mind” di Léa Renard – Premio Faenza della categoria under 35 – è una sorta di wunderkammer dedicata alla ceramica, un’esposizione combinata attraverso diversi significati, colori. «Ogni pezzo racconta la sua storia – racconta Lea Renard – pur fondendosi senza soluzione di continuità nell’insieme. È un’esplorazione poetica dell’interazione tra l’individuo e la collettività, tra l’astrazione e ciò che essa evoca in ognuno di noi».

In mostra si potranno ammirare anche i premi minori come “Rovine” di  Marta Palmieri – Premio Presidenza della Camera dei Deputati,  “Duet” di Martin Smith Premio Presidenza del Senato della Repubblica, “A poem for ephemeral moments” di Yaerin Pyun – Premio Monica Biserni,  “Polvere” di Francesco Ardini – Premio in memoria di Eleuterio Ignazi,  “Ossario Organico” di Mattia Vernocchi e Francesco Bocchini – Premio Rotary,  “Homo stramonium” di Martina Cioffi – Premio Lions, “Sugar cage” di Su Yen-Ying – Medaglia d’argento della rivista “D’A e le menzioni d’onore: “Tanagra’s Metamorphosis No. 1” di Claire Lindner, “Scenery in the Kiln Fire” di Wang Yuzhe “Silicon Homes IV, V” di Rūta Šipalytė, “Molorus” di Juliette Clovis.

Per la terza edizione consecutiva il 63° Premio Faenza ha avuto l’onore di ricevere la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Visite guidate aperitivo gratuite (comprese nel biglietto d’ingresso) ogni martedì, ore 18, dal 1° al 22 luglio, in collaborazione con i Martedì d’Estate, organizzato da Faenza C’entro.

Elenco degli artisti in mostra

Over 35

Victor Agius, Marc Alberghina, Francesco Ardini, Olivia Barisano, Simone Cassini, Daniel Joseph Cavey, Hsu Chiau Chi, David Clarke, Juliette Clovis, Mirco Denicolò, Karima Duchamp, Claude Dumas, Eglė Einikytė-Narkevičienė, Evandro Gabrieli, Sapana Gandharb, Sophie Giet, Kenji Gomi, Mark Goudy, Anna e Paola Marinuzzi (gruppo), Mattia Vernocchi e Francesco Bocchini,Yulia Batyrova e Marat Mukhametov (gruppo), Monika Grycko, Una, Gura, Malene Hartmann Rasmussen, Heidi Hentze, Douglas Herren, Miglė, Janušaitė, Nathalie Kehrli, Eveline Kieskamp, Iosifina Kosma, Valdas Kurklietis, Dainis Lesins, Claire Lindner, Icaro Maiterena, Jennifer Mccurdy, Sibylle Meier, Hanna Miadzvedzeva, Aya, Murata, Paula Murray, Makiko Nagai, Simone Negri, Bahareh Nehjiri, Sayaka Oishi, Marta Palmieri, Fiorenza Pancino, Yana Payusova Farbrook, Rafael, Pérez Fernández, Paolo Porelli, Ielizaveta Portnova, Lana Rakanovic,  Marina Rodriguez, Ilona Romule, Ines Rother, Giovanni, Ruggiero Antonia Salmon, Aline Schmitt, Laura Scopa, Agnė Šemberaitė, Todd Shanafelt, Liu Shi Cai, José Sierra, Rūta Šipalytė, Martin Smith, Terenzio Sonda, Pim Sudhikam, Hajnalka Tarr, Heidi Tarver, Andreas Tesch, Elina Titane, Alice Walton, Shiyuan Xu, Qiao Yunyun

Under 35

Jiwon Byun, Li Caiwen, Yeong Cho Hye, Martina Cioffi, Wang Deng, Lin Dong, June Fischer, Julia Haumont, Gu Jinkang, Jiho Kim, Aliona Kryshtofik, Kiti Kurarova, Ambra Lorito, Sandra Majecka, Li Mingshu, David Morrison, Maxwell Mustardo, Wiktoria Nędza, Kristina Okan, Silvia Piani, Yaerin Pyun, Ani Qananyan, Irina Razumovskaya, Léa Renard, Edoardo Sessa, Hori Takaharu, Zhaojing Wang, Xu Xingrui, Yangkun Wang, Yuzhe Wang, Kai Zhang, Zhangningning Zhang.

Ansia per il musicista ravennate in Iran: la madre incontra il prefetto

Il prefetto di Ravenna Raffaele Ricciardi ha ricevuto la madre dell’insegnante e musicista ravennate attualmente trattenuto in Iran, a causa della guerra dei giorni scorsi, con la moglie e le due figlie di 20 mesi e di 20 giorni.

L’uomo di 52 anni, come fatto sapere in una lettera-appello della madre pubblicata dai due quotidiani locali, vive nella città di Shiraz. Il grande centro abitato da quasi due milioni di abitanti si trova nel sud del Paese, a 900 chilometri da Teheran e a circa 1.800 dal confine con l’Azerbaigian, che si spera possa essere la loro via d’uscita. Lavora come insegnante di musica e in passato ha collaborato anche con il Ravenna Festival, al momento si è trasferito dalla città in una casa di campagna della famiglia della moglie, pensando di essere più al sicuro.

L’incontro tra il Prefetto e i familiari ha rappresentato un momento di ascolto e vicinanza. Il prefetto Riccardi ha assicurato «il massimo impegno dell’ufficio territoriale del governo, in linea con le efficaci iniziative già assunte dal ministero degli affari esteri e dalle istituzioni del territorio, nel sollecitare le autorità diplomatiche nazionali affinché si giunga a una rapida soluzione della vicenda». Ricciardi, nel sottolineare l’importanza della cooperazione tra istituzioni in situazioni così complesse, ha confermato che «Ravenna seguirà con attenzione l’evolversi del caso con la piena vicinanza e solidarietà ai familiari, rassicurandoli sull’impegno costante di tutti i soggetti coinvolti per tutelare il cittadino italiano e la sua famiglia, trattenuti all’estero».

Il seminale “Fragole e sangue” di Monica Francia rivive grazie al lavoro di due giovani autrici

Nel 1994 Monica Francia e la sua compagnia (in quel momento composta da Francesca Proia, Gerardo Lamattina e Danilo Conti) misero in scena quello che con buona evidenza era – e rimane – un capolavoro della danza di ricerca, Fragole e sangue. Ora, oltre trent’anni dopo, quello spettacolo (o, meglio, la sua energia generatrice) rivive in Fragolesangue (tutto attaccato), che Zoe Francia Lamattina (incidentalmente figlia della coreografa ravennate) e la drammaturga Ida Malfatti hanno creato insieme alla stessa Francia e che sarà in scena per Ravenna Festival all’Almagià domenica 29 giugno alle 21. Con le tre autrici abbiamo fatto una lunga chiacchierata.

Monica Francia Fragole E Sangue 1994
Monica Francia in scena nel 1994 in “Fragole e Sangue”

Com’è nato questo Fragolesangue?
Zoe Francia Lamattina: «Lo spettacolo è la prima opera che si materializza in forma completa dopo un processo iniziato nel 2021, quando decisi di esplorare l’archivio delle pratiche di Monica e rimetterle nel mondo. Con Ida abbiamo allora fatto partire ARCHIVIA, un progetto di ricerca coreografica che intende appunto trasmettere e trasformare il repertorio di pratiche e di partiture (le partiture per Monica sono delle intuizioni codificate) prodotto tra gli anni Ottanta e i primi Duemila da mia madre. Questo perché, dopo aver fatto audizioni e formazioni in lungo e in largo in Italia e in Europa, non avevamo trovato ciò che ci interessava rispetto alla ricerca sul corpo, rendendoci così conto che quello che cercavamo era molto più vicino, ce l’avevo praticamente in casa. Durante ARCHIVIA a un certo punto è successo che Monica ha avuto l’idea di riattraversare Fragole e Sangue, così nell’estate del 2023 Ida e io abbiamo guardato il video dello spettacolo e abbiamo pensato a come rifarlo. Dunque si tratta di un “debutto non-debutto”, perché comunque Monica è un’artista già affermata ma che non lavora nell’ambito della produzione da tanto tempo, mentre Ida e io siamo super-emergenti».
Ida Malfatti: «Con Zoe avevamo lavorato tanto sulle pratiche di Monica e aperto un bacino generativo e ricco di possibilità artistiche, così ci siamo chieste come fare a direzionare la ricerca e farla continuare dandole una nuova forma che potesse richiamare persone. Questo era il nostro bisogno, la voglia di trovare una forma anche pubblica a quello che stavamo facendo a porte chiuse da anni».
Monica Francia: «Quando Zoe e Ida si sono rivolte a me, avevano già coinvolto tutta una serie di persone interessate a queste pratiche, stava diventando un archivio vivente, e il mio ruolo doveva essere di preparare i corpi di queste persone, offrendo loro le mie pratiche, che insieme poi trasformavano, soprattutto a livello di linguaggio, a livello di come passarle, come descriverle, spiegare a cosa servivano».

E così arriva Fragole e sangue.
ZFL: «Sì, ci siamo dette: “dentro ad ARCHIVIA concentriamoci su uno spettacolo, con tutte le sue specificità, e partiamo da questo per rifare, oggi, la domanda innervata a esso”. La cosa interessante di Fragole e Sangue, come metodo, è che, nel ’94, tutto l’audio era ricavato da tracce sonore di spezzoni di film; dialoghi e silenzi, niente musica, e noi abbiamo scelto di mantenerlo completamente intatto (anche se digitalizzato), quindi avevamo un limite molto chiaro su cui lavorare. Poi abbiamo scelto di essere dieci in scena, invece dei quattro che c’erano allora – e di questi dieci quasi nessuno proveniente dalla danza –, che è comunque una posizione forte, perché, in ottica di giro, chissà quando potremo essere di nuovo così tanti».
MF: «Nell’azienda danza di oggi proporre un’azione con dieci danzatori in scena è un suicidio artistico, soprattutto se è il primo lavoro di un gruppo nuovo come il nostro».

Quali sono le differenze strutturali tra lo spettacolo del 1994 e questo?
ZFL: «Oltre al numero di interpreti in scena, sicuramente nel nuovo Fragolesangue si è aggiunto un lavoro importante sulla spettatorialità: allora lo spettacolo era frontale, normale insomma, da teatro; noi invece, dopo anni di lavoro proprio sul pubblico, abbiamo deciso che un pubblico frontale, che sta lì e giudica, non lo volevamo. Sono partita andando allo stadio. Lì il pubblico è ovunque, tutt’attorno, e ci sono gli ultrà, che sono contenti di essere lì, non come a teatro, dove la gente si addormenta; gli ultrà sono contenti e urlano. Questo mi piace, è divertente, vorrei che il mio pubblico urlasse. Ecco allora che abbiamo messo anche il doppio fronte, cioè due gradinate che si guardano, all’Almagià, perché comunque Fragole e Sangue è un lavoro sullo scontro frontale, sul conflitto come forza generativa potente che può dar vita non soltanto a sofferenza e tristezza ma anche a trasformazione. Dunque il pubblico si guarda, “confligge”. Un’altra novità ce l’ha ispirata il Rocky Horror Picture Show: quello che succedeva negli anni ‘70 nei cinema newyorchesi assistendo al film era che gli spettatori facevano sempre un gran casino, una partecipazione totale. Per tutto un anno c’è così stata la creazione del percorso ALLENAMENTI, un ciclo di laboratori gratuiti e aperti a tutti e tutte cui era possibile accedere senza qualità o capacità acquisite precedentemente. I partecipanti siederanno tra il pubblico agitando la visione e mettendo in questione il ruolo e la postura dello spettatore».
IM: «Abbiamo poi lavorato tantissimo con il suono, quindi su come ci relazioniamo con le tracce sonore dello spettacolo del ‘94 e su come in ciò abbiamo attivato la nostra voce. Il fatto che il suono venisse dall’esterno – nel senso che, come detto, si era scelto di utilizzare quello originale – era come dire che il passato incombe e ci travolge, e invece noi abbiamo attivato una modalità per prendere voce, spazio vocale anche da dentro: quindi canteremo».
MF: «Una questione importante di Fragole e sangue, a parte l’audio, è che è un contenitore sì molto stretto ma che dà anche molto spazio alla trasformazione. Aveva un impatto visivo molto elegante, anche perché le luci erano interne, ossia quattro lampade a mano che da dentro, con una perfezione assoluta, tagliavano esattamente il piano di visione. Quindi il pubblico non vedeva tutto ma solo quello che decidevamo noi, e il lavoro su come e cosa e chi vedi è molto importante».

Ida, a livello prettamente drammaturgico come hai agito?
IM: «La prima cosa che ho fatto è stata seguire quello che veniva fuori mentre lavoravamo, quindi cosa significava osservare i nostri corpi, imparare delle coreografie, riattraversare un passato e vedere fisicamente cosa ci capitava, come stavamo in relazione al passaggio dal 1994 a ora. Banalmente, moltissimi dei film che compongono la traccia sonora li ho scoperti così, non li avevo mai visti, è stato un percorso di ricerca e scoperta in fieri. I film sono come un grande filone “tematico”, parlano anche di questi incontri amorosi che ti cambiano la vita sia a livello personale che collettivo, ecco allora quel legame tra amore, morte e rivolta, con tanti corpi insieme che pretendono di provare gioia e corpi singoli che chiedono dalla vita e dagli incontri di provare gioia. Abbiamo seguito questo filone, erano tutte domande già presenti nel lavoro del ‘94 ma che ci hanno parlato in maniera diversa, perché comunque sono passati trent’anni, che si sentono. La drammaturgia, sia allora che oggi, non è lineare e narrativa, non è che racconta dall’inizio alla fine qualcosa, anche perché la modalità di montaggio dei vari spezzoni dei film è sincopata, ci sono salti ogni 8 minuti da un mondo all’altro, arrivano moltissime voci, dialoghi, silenzi, ambienti sonori diversi. La sfida era come stare in questo flusso di cambiamento continuo, come stare, in dieci, in questi 55 min di storie, amore, rivolte, come prendersi quello spazio».

Perché il titolo Fragole e sangue (e ora Fragolesangue)?
MF: «Fragole e Sangue è la traduzione italiana di un film del 1969 di Stuart Hagmann, che si chiamava The Strawberry Statement, non è la base di partenza di nulla, ha un bel titolo, che è anche ossimorico, ed è tuttora adatto. Per lo spettacolo, nel ‘94, volevo una cosa intima, basica, veloce e potente, da lì i soli quattro interpreti. Così mi sono messa a montare col vhs i film che mi interessavano in quel momento rispetto all’idea di ribellione, rivolta, passione, trasformazione. Complessivamente sono spezzoni di dieci film (dialoghi, silenzi), tra i quali Il cielo sopra Berlino di Wenders, The garden di Derek Jarman, Rosso sangue di Leos Carax e Il diavolo probabilmente di Robert Besson».
ZFL: «Noi abbiamo deciso di unire il titolo in Fragolesangue, per rendere ancora più conflittuale la cosa, come due persone molto arrabbiate l’una con l’altra: se le metti in due stanze separate sei tranquilla, ma cosa succede se le metti nella stessa stanza e le lasci lì?».

L’azienda Mmb Software ha inaugurato la nuova sede (con anche palestra e campo da padel)

Mmb Software, realtà di riferimento nella progettazione, produzione e distribuzione di soluzioni informatiche e tecnologiche per l’autoriparazione e la revisione dei veicoli, ha inaugurato la sua nuova sede a Faenza. La struttura è concepita come un campus con quattro edifici indipendenti, ciascuno dotato di impianti autonomi e soluzioni tecnologiche ad alta efficienza, tra cui sistemi di climatizzazione avanzati e pannelli fotovoltaici. L’architettura privilegia la luce naturale e la trasparenza, con ambienti ampi caratterizzati da pareti finestrate e dall’impiego di materiali naturali come legno e vetro. Non mancano spazi comuni come il campo da padel, la palestra e le aree verdi, mentre sono stati allestiti uffici open-space per incentivare il dialogo e la collaborazione tra gli 80 colleghi dell’azienda.

All’inaugurazione era presente l’eurodeputato Stefano Bonaccini che ha dichiarato: «Mmb è l’esempio concreto di quella forza silenziosa ma dirompente che rende l’Emilia-Romagna una delle regioni più avanzate d’Europa. In un Paese dove troppo spesso si parla di innovazione senza praticarla, qui le imprese fanno, costruiscono, creano futuro. Siamo la prima regione italiana per competitività tecnologica e tra le prime venti al mondo, perché da anni investiamo in un ecosistema dove imprese, università, ricerca e pubblica amministrazione lavorano insieme. L’Emilia-Romagna è la terra del supercalcolo, della Motor Valley, della manifattura intelligente. E realtà come MMB, con questa nuova sede, dimostrano che crescere rimanendo fedeli al territorio non è solo possibile, è la strada più solida per guardare all’Europa con ambizione e visione».

Ha fatto gli onori di casa Omar Montanari, fondatore e presidente di Mmb, aprendo la cerimonia con un discorso improntato sui valori e l’importanza di un luogo di lavoro di qualità: «Sono orgoglioso di poter rappresentare le persone che lavorano in Mmb. Se siamo qui oggi è grazie al lavoro di squadra, alla condivisione di valori reali che ci contraddistinguono e alla convinzione che il benessere di chi lavora possa venire prima dei numeri di bilancio. Questa nuova sede rappresenta un passo fondamentale nel nostro percorso di crescita e sarà il punto di partenza da cui affrontare con determinazione le sfide future. La nostra realtà è molto più di un edificio: è un campus, un sistema pensato per favorire la creatività e la collaborazione. Ogni corpo di fabbrica è concepito come una unità autonoma e indipendente, progettata con soluzioni di design che valorizzano spazio e luce, espressioni della nostra visione orientata all’innovazione e all’apertura verso il futuro. Vogliamo offrire ai nostri collaboratori un ambiente in cui poter crescere e innovare, perché crediamo fermamente che le idee nascano dove le persone si sentono a casa e in armonia con ciò che le circonda».

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