giovedì
30 Aprile 2026

Svegliato dai carabinieri sul marciapiede «Credevo di essere nel mio letto…»

Accanto aveva il telefonino: ai militari il giovane ha detto che era convinto di averlo appoggiato sul comodino

Un automobilista in transito in via Trieste alle 7.30 di domenica ha segnalato al 112 un uomo immobile disteso a terra sul marciapiede: all’arrivo dei carabinieri si è svegliato dicendo che era convinto di essersi addormentato nel suo letto e di aver appoggiato il telefonino sul comodino ma in realtà il cellulare stava sull’asfalto accanto al giovane.

Ubriaco alla guida, minaccia di morte i poliziotti e prova a strappare il verbale

Arrestato un 41enne avvistato mentre entrava contromano in un parcheggio. Condannato a quattro mesi. In aula si è scusato

Contromano si è immesso in un parcheggio pubblico nel momento in cui una pattuglia della polizia transitava: il controllo con l’etilometro ha mostrato un tasso alcolemico quattro volte oltre il limite consentito ma una semplice multa per l’automobilista ubriaco è diventata un arresto quando ha cercato di strappare il verbale minacciando di morte gli agenti. In manette per violenza e resistenza a pubblico ufficio è finito un 41enne di Castelbolognese fermato nella notte tra sabato e domenica a Faenza. Al processo per direttissima celebrato questo mattina il giudice ha convalidato l’arresto e condannato l’uomo a quattro mesi di reclusione (pena sospesa). In aula il 41enne si è scusato con i poliziotti.

A Porto Fuori apre Anacleto, un aiuto contro l’autismo e i disturbi dello sviluppo

Inaugurazione 17 settembre dalle 10 a Porto Fuori (via Stradone 14)

Una centrale operativa per il coordinamento e la realizzazione di una serie di attività di terapia messe in campo nei territori di Ravenna, Faenza e Cervia per bimbi e ragazzi con autismo e disturbi dello sviluppo. Il nuovo centro educativo Anacleto sarà inaugurato sabato 17 settembre dalle 10 a Porto Fuori (via Stradone 14): nato dall’idea di tre professioniste e sviluppato dal consorzio Solco in accordo con la propria associata Progetto Crescita e in collaborazione con Il Cerchio, si propone di mettere in campo servizi dedicati al potenziamento delle attività cognitive, comportamentali e psicomotorie.

«Si tratta di un servizio nuovo che, partendo dal bisogno del bambino e della famiglia, prevede programmi di terapia specifici – racconta la psicologa Alessandra Annibali che insieme a Emi Visani e Giulia Lonardi segue il progetto -. Il percorso, a seconda delle esigenze, potrà essere portato avanti sia all’interno del centro educativo che a domicilio. Contemporaneamente sarà realizzata un’attività di consulenza e formazione di insegnanti, educatori, professionisti privati, allenatori sportivi per fornire gli strumenti per rispondere alle esigenze di bambini e ragazzi affetti da autismo o disturbi dello sviluppo». Le attività relative ai bambini in carico al servizio di Neuropsichiatria infantile del territorio verranno svolte in collaborazione con gli operatori Ausl.

Il nuovo centro sarà aperto a tutti, senza limiti di numero: «Anacleto è un centro che eroga servizi su richiesta delle famiglie a partire da una valutazione da parte nostra per meglio indirizzare il percorso dei bambini – conclude Annibali -. Ci stiamo organizzando sempre meglio per fornire trattamenti il più individualizzati possibile, ad esempio percorsi domiciliari o trattamenti intensivi. Attualmente seguiamo già oltre una ventina di bambini su Ravenna, una decina su Faenza, molti dei quali in età prescolare, e abbiamo in via di definizione una collaborazione sul territorio di Cervia, ma sono numeri in continuo aggiornamento».

All’inaugurazione, oltre alla presentazione delle attività e la visita dei locali, è previsto anche un momento di «lettura modificata» per i bimbi realizzato a cura delle operatrici del centro di documentazione Reciprocamente de Il Cerchio: «Collaboriamo attivamente con il centro che è specializzato in comunicazione aumentativa alternativa – continua Annibali -. In particolare ci supporta nella costruzione del materiale visivo per i percorsi terapeutici».

Cmc, approvato il bilancio consolidato Giù i ricavi, su l’utile ante imposte

Il calo nel confronto con il primo semestre 2015 è dovuto alla conclusione di cantieri. Nei prossimi sei mesi attesa una crescita

Ricavi in calo ma margine operativo lordo e utile ante imposte in aumento: il consiglio di amministrazione della Cmc ha approvato il bilancio consolidato al 30 giugno. Questi i numeri principali forniti dalla cooperativa di costruzioni: il totale dei ricavi ammonta a 495 milioni (592 al 30 giugno 2015), con un Ebitda di 84milioni (70) ed un utile ante imposte di 18,7 milioni (10,4).

La riduzione dei ricavi «è dovuta – spiega la nota della coop – al fatto che nel primo semestre 2015 erano in piena produzione in Italia alcuni importanti progetti che si sono poi conclusi all’interno di quel periodo». Nel secondo semestre 2016 è previsto un rilevante incremento del fatturato per effetto della partenza di progetti internazionali di recente acquisizione quali gli impianti gli idraulici in Laos, Kenya e nelle Filippine e i lavori del bypass di Stoccolma in Svezia.

Nel 2016 la cooperativa ha acquisito finora circa 600 milioni di nuovi contratti sia in Italia che all’estero, raggiungendo la cifra record di 3.563 milioni di portafoglio (3.519 milioni al 31 dicembre 2015 e 3.141 milioni al 30 giugno 2015).

Terremoto, la terra trema a Faenza Scossa di magnitudo 2.4 Richter

Epicentro a 23 km di profondità. L’evento registrato alle 12.25

Una lieve scossa di terremoto (magnitudo 2.4 sulla scala Richter) è stata registrata alle 12.25 di oggi, 12 settembre, a Faenza. Epicentro dell’evento a 23 km di profondità. Diverse persone hanno avvertito la scossa, al momento non si registrano conseguenze.

A Ravenna nascerà una nuova fondazione per la gestione della cultura

L’obiettivo è mettere insieme Comune, Stato, Mar e RavennAntica
Il sindaco: «Il polo di Classe dovrà diventare una visita di un giorno»

Una nuova, unica, fondazione a gestire il patrimonio artistico-culturale di Ravenna, che sia in grado di mettere insieme Comune, Stato e banche, sul modello del museo egizio di Torino. È il grande obiettivo – perseguito da almeno un decennio, forse con meno convinzione, anche dai suoi predecessori – che si è posto in ambito culturale il sindaco Michele de Pascale per questa sua legislatura post-candidatura a capitale europea 2019, svelato fin dalla nuova delega coniata al momento della composizione della giunta, alla “riorganizzazione delle istituzioni culturali”, che ha voluto tenere per sé. «Dopo una legislatura giustamente focalizzata sul 2019 in cui altre decisioni importanti sono state invece rinviate – conferma De Pascale –, abbiamo pensato di mettere mano al sistema della cultura, che ha eccellenze incontestabili e riconosciute, ma anche potenzialità di crescita ancora molto significative, vivendo di un’eccessiva frammentazione».

L’ambizione, come detto, è quella di far convivere all’interno di uno stesso soggetto («che potrebbe così sedersi da protagonista a tutti i tavoli che contano») il patrimonio pubblico non di proprietà dalla Curia – compresa la tomba di Dante, la cui gestione vuole essere dal sindaco svincolata dalle competenze dell’Istituzione della Biblioteca Classense – e quindi anche il Mar, il Museo d’Arte della città di Ravenna (al momento anch’esso gestito attraverso un’istituzione, ma che potrebbe in futuro anche rientrare nell’ambito del Comune) e la Fondazione Raven­nAntica, al momento senza presidente (Elsa Signorino come noto è stata nominata assessora alla Cultura dallo stesso De Pascale) e il cui futuro è legato alla nascita appunto della nuova fondazione. Di certo però non verrà disperso il suo determinante contributo alla nascita del nuovo «polo di Classe», come lo chiama il sindaco, e su cui De Pascale punta anche per allungare il tempo di permanenza a Ravenna dei turisti. «Classe deve diventare una visita di un giorno: penso alla Basilica, che in questi anni ha visto dimezzare i visitatori, da unire alla visita dell’Antico porto (inaugurato l’anno scorso, ndr) e al nuovo Museo archeologico che inaugureremo nel 2018, senza contare in futuro anche San Severo e le potenzialità dell’area archeologica, dove abbiamo già previsto di continuare a scavare per i prossimi vent’anni…».

È evidente che il nodo cruciale di tutto questo ragionamento è rappresentato dal ruolo dello Stato, con il ministro Dario Franceschini che in questi ultimi anni è venuto spesso da queste parti (e ci tornerà pure il 30 settembre per ritirare il Lauro dantesco alla memoria di don Francesco Fuschini) esprimendo più volte l’intenzione di volersi occupare della gestione del patrimonio archeologico, senza però entrare mai troppo nei dettagli. «Le strade sono due – spiega il sindaco –, quella ottimale sarebbe una fondazione che veda l’ingresso e quindi il coinvolgimento vero e diretto del ministero, su cui stiamo lavorando; ma c’è anche una via di mezzo tra questa ipotesi e la situazione attuale, con lo Stato che non entrerà nella nuova fondazione ma che sarà comunque coinvolto. Già ora, per esempio, possiamo contare sull’impegno del ministro Fran­ceschini di mettere a disposizione i reperti statali per il nuovo museo di Classe, che dovrà avere un’interazione costante con il Nazionale (gestito dallo Stato tramite la Soprintendenza, ndr). L’accordo è già pronto per essere firmato».

La nuova fondazione, secondo De Pascale, potrà dare garanzie innanzitutto allo Stato («mi sento di assumermi in prima persona l’impegno di garantire al ministero la rendita attuale e di promettere un ulteriore sviluppo, per esempio nel caso emblematico della basilica di Classe») e ai ravennati «un’occupazione di qualità, a partire dalla nostra intenzione naturalmente di mantenere all’interno della fondazione il personale qualificato che già lavora in RavennAntica».

La nuova fondazione dovrà infatti occuparsi naturalmente anche della fondamentale questione della bigliettazione e della gestione di audioguide, bookshop e quant’altro; argomento questo che si intreccia anche con quello dantesco. In vista anche del 700esimo anniversario della morte del 2021, infatti, il sindaco pensa a una valorizzazione museale del Sommo Poeta, con tanto di utilizzo di sistemi multimediali per offrire al turista magari un pacchetto anche a pagamento, mentre a chi gli chiede se non sia il caso di introdurre il biglietto per la sola Tomba di Dante (così come accaduto al battistero degli Ariani, vedi box), De Pascale risponde che se ne potrebbe parlare, ma «i visitatori crollerebbero, si limiterebbero a uno sguardo da fuori…». Di certo, di queste questioni non dovrà più occuparsi la Classense, «che non ha le competenze per decidere gli orari di apertura più adatti ai turisti…».

A Ravenna nascerà una nuova fondazione per la gestione della cultura

L’obiettivo è mettere insieme Comune, Stato, Mar e RavennAntica
Il sindaco: «Il polo di Classe dovrà diventare una visita di un giorno»

Una nuova, unica, fondazione a gestire il patrimonio artistico-culturale di Ravenna, che sia in grado di mettere insieme Comune, Stato e banche, sul modello del museo egizio di Torino. È il grande obiettivo – perseguito da almeno un decennio, forse con meno convinzione, anche dai suoi predecessori – che si è posto in ambito culturale il sindaco Michele de Pascale per questa sua legislatura post-candidatura a capitale europea 2019, svelato fin dalla nuova delega coniata al momento della composizione della giunta, alla “riorganizzazione delle istituzioni culturali”, che ha voluto tenere per sé. «Dopo una legislatura giustamente focalizzata sul 2019 in cui altre decisioni importanti sono state invece rinviate – conferma De Pascale –, abbiamo pensato di mettere mano al sistema della cultura, che ha eccellenze incontestabili e riconosciute, ma anche potenzialità di crescita ancora molto significative, vivendo di un’eccessiva frammentazione».

L’ambizione, come detto, è quella di far convivere all’interno di uno stesso soggetto («che potrebbe così sedersi da protagonista a tutti i tavoli che contano») il patrimonio pubblico non di proprietà dalla Curia – compresa la tomba di Dante, la cui gestione vuole essere dal sindaco svincolata dalle competenze dell’Istituzione della Biblioteca Classense – e quindi anche il Mar, il Museo d’Arte della città di Ravenna (al momento anch’esso gestito attraverso un’istituzione, ma che potrebbe in futuro anche rientrare nell’ambito del Comune) e la Fondazione Raven­nAntica, al momento senza presidente (Elsa Signorino come noto è stata nominata assessora alla Cultura dallo stesso De Pascale) e il cui futuro è legato alla nascita appunto della nuova fondazione. Di certo però non verrà disperso il suo determinante contributo alla nascita del nuovo «polo di Classe», come lo chiama il sindaco, e su cui De Pascale punta anche per allungare il tempo di permanenza a Ravenna dei turisti. «Classe deve diventare una visita di un giorno: penso alla Basilica, che in questi anni ha visto dimezzare i visitatori, da unire alla visita dell’Antico porto (inaugurato l’anno scorso, ndr) e al nuovo Museo archeologico che inaugureremo nel 2018, senza contare in futuro anche San Severo e le potenzialità dell’area archeologica, dove abbiamo già previsto di continuare a scavare per i prossimi vent’anni…».

È evidente che il nodo cruciale di tutto questo ragionamento è rappresentato dal ruolo dello Stato, con il ministro Dario Franceschini che in questi ultimi anni è venuto spesso da queste parti (e ci tornerà pure il 30 settembre per ritirare il Lauro dantesco alla memoria di don Francesco Fuschini) esprimendo più volte l’intenzione di volersi occupare della gestione del patrimonio archeologico, senza però entrare mai troppo nei dettagli. «Le strade sono due – spiega il sindaco –, quella ottimale sarebbe una fondazione che veda l’ingresso e quindi il coinvolgimento vero e diretto del ministero, su cui stiamo lavorando; ma c’è anche una via di mezzo tra questa ipotesi e la situazione attuale, con lo Stato che non entrerà nella nuova fondazione ma che sarà comunque coinvolto. Già ora, per esempio, possiamo contare sull’impegno del ministro Fran­ceschini di mettere a disposizione i reperti statali per il nuovo museo di Classe, che dovrà avere un’interazione costante con il Nazionale (gestito dallo Stato tramite la Soprintendenza, ndr). L’accordo è già pronto per essere firmato».

La nuova fondazione, secondo De Pascale, potrà dare garanzie innanzitutto allo Stato («mi sento di assumermi in prima persona l’impegno di garantire al ministero la rendita attuale e di promettere un ulteriore sviluppo, per esempio nel caso emblematico della basilica di Classe») e ai ravennati «un’occupazione di qualità, a partire dalla nostra intenzione naturalmente di mantenere all’interno della fondazione il personale qualificato che già lavora in RavennAntica».

La nuova fondazione dovrà infatti occuparsi naturalmente anche della fondamentale questione della bigliettazione e della gestione di audioguide, bookshop e quant’altro; argomento questo che si intreccia anche con quello dantesco. In vista anche del 700esimo anniversario della morte del 2021, infatti, il sindaco pensa a una valorizzazione museale del Sommo Poeta, con tanto di utilizzo di sistemi multimediali per offrire al turista magari un pacchetto anche a pagamento, mentre a chi gli chiede se non sia il caso di introdurre il biglietto per la sola Tomba di Dante (così come accaduto al battistero degli Ariani, vedi box), De Pascale risponde che se ne potrebbe parlare, ma «i visitatori crollerebbero, si limiterebbero a uno sguardo da fuori…». Di certo, di queste questioni non dovrà più occuparsi la Classense, «che non ha le competenze per decidere gli orari di apertura più adatti ai turisti…».

Ritrovate nella notte sette bici rubate I carabinieri cercano i proprietari

Sottratte tra la piscina comunale, Ponte Nuovo e via Rubicone

Nella nottata tra domenica e lunedì i carabinieri del nucleo Radiomobile di Ravenna hanno rinvenuto sette biciclette in ottimo stato di conservazione all’interno di un garage.
Si presume che possano essere state sottratte in zona piscina comunale, via Rubicone, via Cesarea, via Romea sud, via Senigallia e zona Ponte Nuovo.

Qui sotto nella gallery le foto delle sette biciclette diffuse dai carabinieri al fine di rintracciare i proprietari.

Calcio giovanile: l’Inter vince al Benelli la seconda Ravenna Top Cup  

La squadra nerazzura conquista il torneo riservato agli Under 12 battendo in finale il Torino. Tra i partecipanti anche Juve e Leicester

L’Inter vince la seconda edizione della Ravenna Top Cup, la manifestazione di calcio giovanile che si è svolta da giovedì 8 a domenica 11 settembre in dieci centri sportivi del territorio del comune di Ravenna, con gran finale allo stadio Benelli.

54 le squadre partecipanti – il torneo era riservato ai ragazzi classe 2004 – tra cui le principali società professionistiche del calcio italiano (Juventus, Roma, Lazio, Fiorentina, Atalanta…) e anche alcuni club prestigiosi dall’estero, come i francesi del Marsiglia e i campioni d’Inghilterra del Leicester.

Percorso netto, quello dell’Inter, che dopo aver vinto il proprio girone di qualificazione, si è poi imposto su Cittadella, Genoa, Prato e, in finale al Benelli, 3-0 contro il Torino.

Migliaia, tra baby calciatori, famiglie e accompagnatori, le persone che hanno soggiornato nel Ravennate in questi giorni.

Si trattava della seconda edizione del torneo, organizzato dalla società Futuri Campioni. La prima edizione dell’anno scorso era stata vinta dalla Juventus.

Calcio giovanile: l’Inter vince al Benelli la seconda Ravenna Top Cup  

La squadra nerazzura conquista il torneo riservato agli Under 12 battendo in finale il Torino. Tra i partecipanti anche Juve e Leicester

L’Inter vince la seconda edizione della Ravenna Top Cup, la manifestazione di calcio giovanile che si è svolta da giovedì 8 a domenica 11 settembre in dieci centri sportivi del territorio del comune di Ravenna, con gran finale allo stadio Benelli.

54 le squadre partecipanti – il torneo era riservato ai ragazzi classe 2004 – tra cui le principali società professionistiche del calcio italiano (Juventus, Roma, Lazio, Fiorentina, Atalanta…) e anche alcuni club prestigiosi dall’estero, come i francesi del Marsiglia e i campioni d’Inghilterra del Leicester.

Percorso netto, quello dell’Inter, che dopo aver vinto il proprio girone di qualificazione, si è poi imposto su Cittadella, Genoa, Prato e, in finale al Benelli, 3-0 contro il Torino.

Migliaia, tra baby calciatori, famiglie e accompagnatori, le persone che hanno soggiornato nel Ravennate in questi giorni.

Si trattava della seconda edizione del torneo, organizzato dalla società Futuri Campioni. La prima edizione dell’anno scorso era stata vinta dalla Juventus.

Il sindaco: «Qui il fulcro delle celebrazioni dantesche. Saremo grande città europea»

Le dichiarazioni nel corso delle manifestazioni per l’annuale
con esponenti di Firenze e la cerimonia dell’olio con tanto di corteo

In occasione delle celebrazioni del 695° dell’annuale della morte di Dante, questa mattina (domenica 11 settembre) hanno avuto luogo a Ravenna le cerimonie secondo una tradizione che prevede il puntuale omaggio del Comune di Firenze al suo illustre figlio, tramite la Cerimonia dell’Olio, nella seconda domenica di settembre.

Alle 9.30, il sindaco Michele de Pascale e la responsabile della Commissione cultura del Comune di Firenze, Federica Giuliani, dopo un breve incontro in municipio cui erano presenti, oltre allo stesso sindaco, l’assessora alla cultura Elsa Signorino, Alessandro Masi, Segretario del Comitato Nazionale per le celebrazioni del 750° Anniversario della nascita di Dante Alighieri, e Marcello Ciccuto, Presidente della Società Dantesca Italiana e docente dell’Università di Pisa, sono scesi in Piazza del Popolo per partecipare al solenne corteo celebrativo alla volta della biblioteca Classense. Presenti al corteo anche diversi cittadini, i figuranti dell’associazione storica Quelli del Ponte e il gruppo di uomini in costume tradizionale con il gonfalone fiorentino.

Alle 10 nella sala Muratori della Classense il sindaco del Pascale ha aperto l’incontro pubblico ringraziando i presenti, tra cui Alessandro Masi Segretario del Comitato Nazionale per le celebrazioni del 750° Anniversario della nascita di Dante Alighieri.
«Ringrazio gli amici fiorentini, le autorità religiose e civili, i rappresentanti delle istituzioni culturali – ha esordito de Pascale -. Oggi celebriamo insieme il 695° annuale della morte di Dante, questo numero ci ricorda sicuramente i 5 anni che ci dividono dal 2021, l’anno che il mondo dedicherà al Sommo Poeta per il 700 anni dalla sua morte. L’obiettivo che vogliamo porci – ha affermato – è fare di Ravenna il fulcro internazionale delle celebrazioni dantesche, come fu nel 1921. La città è già al lavoro per prepararsi a questo importante appuntamento e ci aspettiamo risultati che andranno oltre l’anno celebrativo, valorizzando e promuovendo Ravenna come spazio reale di quell’immenso lascito che è l’opera dantesca. Di fronte alla sfida di Dante 2021 – ha affermato il sindaco – vogliamo mettere in rete il nostro straordinario patrimonio artistico e culturale, per far sì che non sia solo l’occasione per celebrare l’illustre poeta, ma rappresenti l’inizio di una nuova fase di rilancio per Ravenna, che dovrà diventare una grande città europea, conosciuta nel mondo per la sua capacità attrattiva. Il centenario dantesco nella storia di Ravenna ha sempre rappresentato un momento di rigenerazione e cambiamento. Così sarà anche nel 2021».

La parola è poi passata a Federica Giuliani, rappresentante del Comune di Firenze che ha espresso la volontà della sua città di collaborare con Ravenna agli eventi del 2021. Dopo una breve introduzione della direttrice della biblioteca Classense, Claudia Giuliani, Marcello Ciccuto ha svolto la conferenza sul tema: “Dante alle soglie del moderno. Borges e Mandel’stam lettori della Commedia”.

Alla conferenza erano presenti i 22 studenti provenienti da tutta Italia, vincitori del Premio di cultura promosso dalla Società Dante Alighieri, 35esima edizione. Grazie al premio ottenuto i ragazzi soggiornano gratuitamente in città fino a oggi per partecipare alle iniziative dantesche in programma nel weekend.

Al termine della conferenza il corteo si è mosso, attraverso via Baccarini e piazza Caduti verso la Basilica di San Francesco, dove l’Arcivescovo di Ravenna, Monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha officiato alle 11.15 la celebrazione eucaristica animata dalla Cappella Musicale di San Francesco diretta da Giuliano Amadei. Le celebrazioni odierne si sono concluse con l’omaggio reso da Firenze all’Esule alla Tomba del Poeta con la cerimonia dell’olio. Per l’occasione padre Egidio Monzani, presidente del centro dantesco dei frati minori conventuali ha letto il messaggio di papa Francesco, appositamente inviato per le celebrazioni dantesche.

L’evento si svolge secondo un cerimoniale codificato negli anni e vede i rappresentanti del Comune di Firenze offrire l’olio al sepolcro del Poeta, per alimentare la lampada votiva che arde ininterrottamente dal 1908, dono anch’essa della città di Firenze.

Il sindaco: «Qui il fulcro delle celebrazioni dantesche. Saremo grande città europea»

Le dichiarazioni nel corso delle manifestazioni per l’annuale con esponenti di Firenze e la cerimonia dell’olio con tanto di corteo

In occasione delle celebrazioni del 695° dell’annuale della morte di Dante, questa mattina (domenica 11 settembre) hanno avuto luogo a Ravenna le cerimonie secondo una tradizione che prevede il puntuale omaggio del Comune di Firenze al suo illustre figlio, tramite la Cerimonia dell’Olio, nella seconda domenica di settembre.

Alle 9.30, il sindaco Michele de Pascale e la responsabile della Commissione cultura del Comune di Firenze, Federica Giuliani, dopo un breve incontro in municipio cui erano presenti, oltre allo stesso sindaco, l’assessora alla cultura Elsa Signorino, Alessandro Masi, Segretario del Comitato Nazionale per le celebrazioni del 750° Anniversario della nascita di Dante Alighieri, e Marcello Ciccuto, Presidente della Società Dantesca Italiana e docente dell’Università di Pisa, sono scesi in Piazza del Popolo per partecipare al solenne corteo celebrativo alla volta della biblioteca Classense. Presenti al corteo anche diversi cittadini, i figuranti dell’associazione storica Quelli del Ponte e il gruppo di uomini in costume tradizionale con il gonfalone fiorentino.

Alle 10 nella sala Muratori della Classense il sindaco del Pascale ha aperto l’incontro pubblico ringraziando i presenti, tra cui Alessandro Masi Segretario del Comitato Nazionale per le celebrazioni del 750° Anniversario della nascita di Dante Alighieri.
«Ringrazio gli amici fiorentini, le autorità religiose e civili, i rappresentanti delle istituzioni culturali – ha esordito de Pascale -. Oggi celebriamo insieme il 695° annuale della morte di Dante, questo numero ci ricorda sicuramente i 5 anni che ci dividono dal 2021, l’anno che il mondo dedicherà al Sommo Poeta per il 700 anni dalla sua morte. L’obiettivo che vogliamo porci – ha affermato – è fare di Ravenna il fulcro internazionale delle celebrazioni dantesche, come fu nel 1921. La città è già al lavoro per prepararsi a questo importante appuntamento e ci aspettiamo risultati che andranno oltre l’anno celebrativo, valorizzando e promuovendo Ravenna come spazio reale di quell’immenso lascito che è l’opera dantesca. Di fronte alla sfida di Dante 2021 – ha affermato il sindaco – vogliamo mettere in rete il nostro straordinario patrimonio artistico e culturale, per far sì che non sia solo l’occasione per celebrare l’illustre poeta, ma rappresenti l’inizio di una nuova fase di rilancio per Ravenna, che dovrà diventare una grande città europea, conosciuta nel mondo per la sua capacità attrattiva. Il centenario dantesco nella storia di Ravenna ha sempre rappresentato un momento di rigenerazione e cambiamento. Così sarà anche nel 2021».

La parola è poi passata a Federica Giuliani, rappresentante del Comune di Firenze che ha espresso la volontà della sua città di collaborare con Ravenna agli eventi del 2021. Dopo una breve introduzione della direttrice della biblioteca Classense, Claudia Giuliani, Marcello Ciccuto ha svolto la conferenza sul tema: “Dante alle soglie del moderno. Borges e Mandel’stam lettori della Commedia”.

Alla conferenza erano presenti i 22 studenti provenienti da tutta Italia, vincitori del Premio di cultura promosso dalla Società Dante Alighieri, 35esima edizione. Grazie al premio ottenuto i ragazzi soggiornano gratuitamente in città fino a oggi per partecipare alle iniziative dantesche in programma nel weekend.

Al termine della conferenza il corteo si è mosso, attraverso via Baccarini e piazza Caduti verso la Basilica di San Francesco, dove l’Arcivescovo di Ravenna, Monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha officiato alle 11.15 la celebrazione eucaristica animata dalla Cappella Musicale di San Francesco diretta da Giuliano Amadei. Le celebrazioni odierne si sono concluse con l’omaggio reso da Firenze all’Esule alla Tomba del Poeta con la cerimonia dell’olio. Per l’occasione padre Egidio Monzani, presidente del centro dantesco dei frati minori conventuali ha letto il messaggio di papa Francesco, appositamente inviato per le celebrazioni dantesche.

L’evento si svolge secondo un cerimoniale codificato negli anni e vede i rappresentanti del Comune di Firenze offrire l’olio al sepolcro del Poeta, per alimentare la lampada votiva che arde ininterrottamente dal 1908, dono anch’essa della città di Firenze.

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