martedì
05 Maggio 2026

La Pigna ora si scaglia contro Alberghini: «Siamo noi la vera opposizione al Pd»

La capolista della lista civica, Verlicchi, attacca il candidato sindaco
di Lpra, Lega, FI, FdI a pochi giorno dal voto del 5 giugno

A pochi giorni dal voto, la lista civica che sostiene Maurizio Bucci a sindaco e che in questi mesi ha duramente attaccato il “sistema Pd” , rivolge i propri strali verso Massimiliano Alberghini, candidato di un’ampia coalizione di centrodestra tramite una delle sue capolista: Veronica Verlicchi. «Massimiliano Alberghini rappresenta la perfetta continuità dell’opposizione governante di Ravenna, garantendo una completa continuità con lo scellerato potere del Pd – scrive Verlicchi -. In questa campagna elettorale il candidato sindaco appoggiato da LpR e Lega, ha esternato tutto ciò che i suoi due grandi sponsor,  Alvaro Ancisi, che da 50 anni professa un’ipocrita opposizione, e Gianluca Pini, palese oppositore di De Marco alla presidenza dell’Autorità Portuale ma unanime con la linea governativa del Pd e di De Pascale di convocare un commissario “sottomesso”, gli hanno suggerito di dire». Come noto invece Bucci si è da sempre schierato con l’ex presidente di Ap che non è stato riconfermato nel ruolo.

Una stoccata va ad Ancisi che ha di recente denunciato la mancata richiesta di fideussione per le casse di colmata (vedi correlati), come già aveva fatto Bucci poche settimane prima. «Fa piacere sentire Ancisi che, dopo polemiche inutili senza alcuna formale conseguenza, abbia finalmente deciso di accodarsi alla Pigna, che sulla questione dello svuotamento casse di colmata ha presentato un esposto ben prima del suo. Mossa forse dovuta più che altro per tentare di far sottacere le critiche che gli sono piovute addosso da più parti e che lo “accusavano” di non aver fatto opposizione, contro la mancata richiesta da parte della Provincia, attualmente governata dal suocero di De Pascale, delle obbligatorie fideiussioni a Sapir (di cui la Provincia, lo ricordiamo, è socia e di cui esprime l’amministratore Delegato, trovandosi quindi in un palese conflitto d’interesse)». Critiche piovono su Alberghini anche sul tema raccolta rifiuti ribadendo che «per la Pigna il problema è riportare sotto il controllo del Comune di Ravenna la programmazione ed il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti attraverso una società in house con  dipendenti già in forza al Comune, eliminare i costi di Hera, dotare il territorio comunale dei cassonetti intelligenti, appaltare a società di comprovata affidabilità tecnica ed economica e applicare il principio “pago quanto produco”. A noi sta a cuore l’efficienza e soprattutto la riduzione dei costi della Tari a vantaggio di tutti i cittadini».

Ma non mancano bordate anche al lato leghista della coalizione. «Alberghini dimostra di non essere assolutamente un civico, come disperatamente tenta di gridare, anzi forse è più un candidato leghista, come ha avuto modo di esternare pubblicamente Gianluca Pini in un’intervista sulla stampa e ha poi confermato lo stesso Alberghini presentandosi alla prima conferenza stampa indossando la felpa della Lega Nord». Infine, la Pigna torna a parlare dei presunti conflitti di interesse di Alberghini nel ruolo di revisore dei conti rivolgendogli diverse domande: «Come si pone Alberghini rispetto alla licenza per la costruzione del grattacielo a Marina di Ravenna? Come si pone di fronte a una richiesta di un eventuale cambio di destinazione d’uso o variante al progetto di costruzione? Come si pone di fronte alle problematiche di Costa Verde srl? E come si pone di fronte agli interessi delle cooperative bianche e rosse, che partecipano a società miste nelle quali lui ricopre il ruolo di sindaco revisore di società partecipanti al capitale sociale di dette società?»

E rivendica alla Pigna il vero ruolo di oppositore: «L’unico vero voto utile per sostituire il Pd al Comune è quello per la Pigna».

Il tatuatore Paul Colli il 22 e il 23 giugno a Ravenna

Paul Colli da Pavia ospite degli incontri al Sailor Whisper Tattoo 

La scena underground ravennate cresce anche grazie a nuove attività legate al mondo 
dei Tattoo. Sailor Whisper Tattoo, studio di tatuaggi di Federico Ravaioli in via Chiesa, 12 
a Ravenna (RA), nel 2016 ha già portato in città tatuatori italiani e spagnoli di fama 
internazionale come Andrea Mallous, Stefano Atzori, Vinfz Flag, Giorgio Landi, Davide TC,
Lucille Ninivaggi, PaoloFerrara, Luca Polini e Geno. 
Il 22 e il 23 giugno sarà ospite l'ultimo guest della stagione Paul Colli. Questa serie di 
incontri ha permesso ai professionisti ravennati un proficuo scambio di pareri sul lavoro, 
migliorando la qualità del settore sul territorio. "Stiamo organizzando questi incontri 
per rendere determinante la qualità nel nostro settore" spiega Federico. "Dopo aver 
lavorato a Cervia per 4 anni da Shanga Tattoo Piercing, ho aperto lo studio Sailor Whisper 
Tattoo a Ravenna, assieme a Beppe Fallarino e Giacomo Fiammeghi, per portare, con stili 
e peculiarità diverse, qualità e formazione in città".
Per partecipare all'evento di fine giugno, e conoscere Paul Colli, giovane e promettente 
professionista di Pavia è possibile prenotare al 331 9235135. Le giornate saranno occasione
anche per comprendere meglio quali sono le regole per conservare a lungo un tauaggio e 
le bast practice nella realizzazione dei tattoo.
 

 

Maggiori informazioni alla pagina Facebook: Sailor Whisper Tattoo

Darsena, moschea, piazza Kennedy, sballo: Matteucci racconta i dieci anni da sindaco

Il sindaco uscente: «L’errore? Mi do l’insufficienza nel campo
delle infrastrutture. Il porto? Doveva essere Ap a scavare…»

Matteucci famiglia presidente
Matteucci con la famiglia in visita dal presidente Napolitano

Alle piccole comodità, come uscire di casa in tuta per due passi di domenica, non ha mai rinunciato. Perché dice che dopo dieci anni da sindaco è rimasto la persona semplice che è sempre stato: «E poi senza cravatta c’era qualcuno che non mi riconosceva». Le elezioni amministrative di giugno segneranno la fine dell’esperienza di Fabrizio Matteucci alla guida della città. Lo abbiamo ospitato nella nostra redazione per una chiacchierata tra bilanci di quanto fatto e desideri dopo dieci anni. Partendo da una sua constatazione: «Sono molto contento di aver fatto il sindaco della mia città».

Sindaco, cominciamo con l’album dei ricordi. Il momento più bello?
«La nascita della Raviplast (la cooperativa fondata da una parte degli stessi ex lavoratori della Pansac, ndr): nel campo occu- pazionale abbiamo avuto tanti momenti brutti per via della crisi generale, basta citare la vicenda drammatica della Vinyls, quindi quello fu un momento che mi ha dato soddisfazione».
E il più brutto?
«Tutti quelli in cui moriva un bambino in un incidente stradale, perché ti chiedi cosa puoi fare per evitarlo. Il prima fu Andrea Di Caprio investito a Punta Marina a luglio del 2006 quando aveva otto anni. Anche da lì è nato il mio impegno contro lo sballo».
Che ha avuto l’apice con il famoso secchiello versato nel tombino. Rifarebbe quella campagna?
«Sì. L’unica vera cosa che ho cambiato è stato spezzare i tre giorni di fila venerdì-sabato-domenica nelle feste in spiaggia. In ogni caso non ho dubbi: non metto quella battaglia tra gli errori fatti. Forse c’è qualche smemorato, ma vorrei ricordare che a quei tempi avevamo una incidentalità molto elevata».
Ha fatto degli errori in dieci anni?
«In totale ho firmato oltre 50mila atti sensibili, che in buona sostanza corrispondono a 50mila decisioni. Nel complesso mi permetto di darmi la sufficienza. Ma il campo dove invece non posso darmela è nelle infrastrutture. In dieci anni non sono riuscito a fare qualcosa per i collegamenti stradali e ferroviari di Ravenna, non sono riuscito a far valere le esigenze della città nell’interlocuzione con le istituzioni. Potrei giustificarmi dicendo che non dipendeva solo da me ma non lo faccio e dico che questo è il punto che mi lascia insoddisfatto. Spero che il mio successore faccia meglio».
C’è stato invece un errore più specifico nelle decisioni prese?
«La prima versione del regolamento per gli artisti di strada. Ci vuole proporzionalità e infatti poi è stato corretto e alla prima infrazione deve corrispondere un avviso e non una multa, così come succede oggi».
Tra gli errori di cui ha responsabilità non va elencato il mancato escavo del porto canale?
«In quella partita ho sbagliato a delegare tutto all’Autorità portuale che alla prova dei fatti non ha concluso niente sugli escavi. L’errore è stato dare una delega in bianco all’Ap: spettano a quell’ente le opere, ma sarei falso se dicessi che il sindaco non ha potere di esercitare la sua influenza e io non l’ho fatto».
Si è avuta la sensazione che con l’ex presidente Galliano Di Marco i rapporti siano improvvisamente virati da idilliaci a ostili. Cosa è successo?
«A un certo punto si è interrotto il rapporto di fiducia».
Quindi tutte le critiche attorno al ruolo di Sapir e ai suoi conflitti di interessi non hanno avuto peso?
«Come azionista della Sapir attraverso Ravenna Holding il Comune può dare gli indirizzi ma poi c’è l’autonomia degli amministratori. Non è un paradosso che Sapir abbia fatto ricorso al Tar contro le decisioni di Ap perché si è mossa secondo le indicazioni dei suoi legali. Ora credo che per Sapir sia arrivato davvero il momento di dare atto a quello di cui si
parla da 35 anni: la separazione tra parte patrimoniale e attività terminalistica».
Il porto arriva fino alla Darsena di città. Si può dire che rimane il grande rimpianto di questi dieci anni?
«Intanto non ha senso fare paragoni con altre darsene europee come sento fare da qualcuno perché se pensiamo a Valencia o Barcellona la nostra ha tre differenze importanti: è più grande, è tutta di proprietà privata e lo Stato non ha soldi da investirci. Però credo che la darsena rimanga una potenzialità intatta e ora bisognerà inventarsi qualcosa per incoraggiare l’iniziativa privata, mancata anche perchè sono cambiate le condizioni di mercato».
Sarà anche dei privati ma se nell’unico immobile pubblico del Comune ci vanno i vigili urbani…
«È una soluzione temporanea. Per fare altre cose servono risorse che non c’erano».
Il bando per lo scavalco della stazione è atteso dal 2007.
«Il nodo della stazione fa parte di una questione molto più che decennale con le Ferrovie dello Stato».
La tanto desiderata riqualificazione dovrà passare anche dalla chiusura dell’ultima attività industriale che è il bitumificio del gruppo Cmc. Un Comune può fare qualcosa per intervenire volendo dare una diversa connotazione a un quartiere?
«La dislocazione della Sic si è bloccata per ragioni note che sono legate a indagini della procura sui terreni di Porto Fuori. Credo si troverà una soluzione. Noi l’avevamo trovata ma ci siamo fermati (ormai quasi due anni fa, ndr) per rispetto di altri poteri».
Ha detto che sono mancate le risorse per più di un intervento. Proprio ora che i suoi dieci anni si chiudono arriva un allentamento dei vincoli del patto di stabilità. Fa rabbia?
«No, sono felice per la città. Abbiamo vissuto dieci anni di tagli ininterrotti, da Prodi nel 2006 a Renzi. Nel 2005 Ravenna poteva investire 70 milioni all’anno, l’anno scorso un decimo. Chiaro che così si fanno le nozze con i fichi secchi. Sono stato il sindaco degli anni della crisi e ho cercato di salvare alcuni aspetti della vita cittadina: nel 2011 in campagna elettorale dissi che ci saremmo tenuti parecchie buche nelle strade ma anche la qualità dei servizi a cui eravamo abituati. Credo che questo sia avvenuto».
Adesso però le buche si stanno riparando anche grazie alla vendita di azioni Hera. Vi accusano di fare campagna elettorale con i lavori pubblici…
«Abbiamo venduto le azioni nel momento giusto per avere una plusvalenza. E non è vero che si riparano le strade per la campagna elettorale. Ad esempio confermo che piazza Kennedy si aprirà in giugno ma a prescindere dalla data non andrei a inaugurarla».
Sarà quello il segno lasciato dal decennio Matteucci sul centro storico della città?
«La pedonalizzazione era presente nel mandato di almeno quattro sindaci, siamo riusciti a portarla a termine».
I resti archeologici che fine faranno? Si era impegnato perché una parte restasse visibile…
«La mia opinione è che la parte più pregiata debba rimanere scoperta. Capisco la valutazione della Soprintendenza che dice non si tratta di resti di pregio, ma credo anche che ci siano ragioni di abbellimento che competono all’amministrazione e possano andare al di là del valore architettonico-storico. Lasciare una parte aperta credo sia bello e spero si faccia».
Magari a disposizione dei futuri turisti. I numeri di questi dieci anni sono in chiaroscuro…
«I dati non dicono niente. Non siamo riusciti a crescere ma abbiamo tenuto. Il problema è duplice: i collegamenti e la capacità di vendere il prodotto. Mi auguro che il mio successore faccia meglio e se sarà così non avrò il complesso per non averlo fatto io. Il futuro di Ravenna è più importante di me e anche di chiunque verrà dopo di me. Ho difetti ma tra questi non c’è l’invidia».
Per il turismo, anche quello culturale che è il principale a Ravenna, non ha inciso il titolo di Capitale italiana della cultura che è tra i lasciti della corsa al 2019. Cos’altro resta?
«La vita culturale di Ravenna si può paragonare a quella delle grandi capitali europee. È un campo in cui si può sempre fare meglio ma in cui Ravenna è un’eccellenza assoluta. Secondo me la cosa più importante che ci lascia il percorso di Ravenna 2019 sono le forze nuove fatte emergere e messe in rete. I progetti richiedono risorse e tempi più lunghi ma abbiamo un deposito di idee che non morirà. Deve essere chiaro che le sfide non si fanno solo se sei sicuro di arrivare primo».
C’è una promessa che ha fatto ai ravennati in diretta tv sulla Rai e non ha mantenuto…
«La mini Imu. Valeva 350mila euro e dissi che i ravennati non l’avrebbero pagata in nessuno modo, per una questione di principio nei rapporti col fisco. Nel momento in cui espressi la mia intenzione era prevista una penalizzazione per il mancato pagamento. Poi il Governo ha messo norme per cui il ragioniere capo non avrebbe firmato il bilancio comunale se non avessi fatto pagare la mini Imu. Io però vorrei ricordare che quello stesso anno Ravenna è stato l’unico comune ad applicare la Tia sui rifiuti che ha fatto risparmiare 1,8 milioni di euro alle nostre imprese. Di questo nessuno ne parla…».
Rispetto a dieci anni fa Ravenna ha una moschea che non aveva. Matteucci è il sindaco della moschea?
«Poter pregare il proprio dio in un luogo dignito- so è un diritto ed è un successo dei valori che condividiamo. A chi continua a ribadire che è enorme faccio notare che è più piccola della parrocchia del mio quartiere e di quasi tutte le parrocchie di Ravenna. Per quanto riguarda la sicurezza qualunque investigatore vi dirà che è meglio una moschea ufficiale piuttosto che scantinati clandestini».
La campagna elettorale vissuta da sindaco uscente com’è?
«Il livello di scontro mi pare simile a cinque anni fa. Non ho trovato particolari asprezze».
Il vicepresidente di Confindustria settimane fa ha detto che non si vedono politici all’altezza in città da almeno un decennio.
«Non ho avuto modo di leggere le dichiarazioni di Beppe Rossi. Andrò a recuperarle».
Guardando gli schieramenti in campo in questa campagna elettorale si può dire che la sua coalizione di cinque anni fa abbia perso dei pezzi…
«Sono riflessi di cose nazionali (il riferimento è alla sinistra che ora si schiera contro il Pd, ndr). Mi porto dietro il 70 percento del 2006 che era drogato di almeno dieci punti per un voto arrivato un mese dopo la vittoria di Prodi con un centrodestra sbriciolato. Questi dieci anni valgono più dei dieci anni precedenti come peso nei cambiamenti della politica. Non c’era il Pd, ad esempio. C’era il bipolarismo e ora c’è un sistema tripolare. È come fare un paragone tra un calciatore di adesso a uno di quarant’anni fa».
Che consiglio lascia al suo successore?
«Voler bene a Ravenna e distinguere sempre bene fra la propria persona e la funzione che ricopre. Questo mi ha permesso di restare la persona semplice che ero. Ho cercato di evitare l’errore di chi si sente più intelligente solo perché lo hanno eletto sindaco».
Ha già prenotato le vacanze dal 20 giugno?
«Una settimana in Sicilia con mia moglie. È da parecchio che non ci prendiamo un periodo così lungo di ferie. Sia chiaro che non mi sto lamentando, mi sento un privilegiato. Ma credo di poter dire di non essermi risparmiato in questi anni».
E quando tornerà dalle vacanze cosa farà l’ex sindaco di Ravenna?
«Non ricoprirò più incarichi politici e istituzionali di primo piano, l’ho già detto e lo confermo. Al momento preferisco non parlare di cosa farò. Però posso dire che le nuove normative hanno spostato la data della mia pensione dal 2017 al 2024».
Come vorrebbe essere ricordato?
«Una persona onesta, generosa e innamorata di Ravenna, come mi ha definito Michele De Pascale sul vostro giornale».

 

Darsena, moschea, piazza Kennedy Matteucci racconta i suoi dieci anni

Il sindaco uscente: «L’errore? Mi do l’insufficienza nel campo delle infrastrutture. Il porto? Doveva essere Ap a scavare…»

Alle piccole comodità, come uscire di casa in tuta per due passi di domenica, non ha mai rinunciato. Perché dice che dopo dieci anni da sindaco è rimasto la persona semplice che è sempre stato: «E poi senza cravatta c’era qualcuno che non mi riconosceva». Le elezioni amministrative di giugno segneranno la fine dell’esperienza di Fabrizio Matteucci alla guida della città. Lo abbiamo ospitato nella nostra redazione per una chiacchierata tra bilanci di quanto fatto e desideri dopo dieci anni. Partendo da una sua constatazione: «Sono molto contento di aver fatto il sindaco della mia città».

Sindaco, cominciamo con l’album dei ricordi. Il momento più bello?
«La nascita della Raviplast (la cooperativa fondata da una parte degli stessi ex lavoratori della Pansac, ndr): nel campo occu- pazionale abbiamo avuto tanti momenti brutti per via della crisi generale, basta citare la vicenda drammatica della Vinyls, quindi quello fu un momento che mi ha dato soddisfazione».
E il più brutto?
«Tutti quelli in cui moriva un bambino in un incidente stradale, perché ti chiedi cosa puoi fare per evitarlo. Il prima fu Andrea Di Caprio investito a Punta Marina a luglio del 2006 quando aveva otto anni. Anche da lì è nato il mio impegno contro lo sballo».
Che ha avuto l’apice con il famoso secchiello versato nel tombino. Rifarebbe quella campagna?
«Sì. L’unica vera cosa che ho cambiato è stato spezzare i tre giorni di fila venerdì-sabato-domenica nelle feste in spiaggia. In ogni caso non ho dubbi: non metto quella battaglia tra gli errori fatti. Forse c’è qualche smemorato, ma vorrei ricordare che a quei tempi avevamo una incidentalità molto elevata».
Ha fatto degli errori in dieci anni?
«In totale ho firmato oltre 50mila atti sensibili, che in buona sostanza corrispondono a 50mila decisioni. Nel complesso mi permetto di darmi la sufficienza. Ma il campo dove invece non posso darmela è nelle infrastrutture. In dieci anni non sono riuscito a fare qualcosa per i collegamenti stradali e ferroviari di Ravenna, non sono riuscito a far valere le esigenze della città nell’interlocuzione con le istituzioni. Potrei giustificarmi dicendo che non dipendeva solo da me ma non lo faccio e dico che questo è il punto che mi lascia insoddisfatto. Spero che il mio successore faccia meglio».
C’è stato invece un errore più specifico nelle decisioni prese?
«La prima versione del regolamento per gli artisti di strada. Ci vuole proporzionalità e infatti poi è stato corretto e alla prima infrazione deve corrispondere un avviso e non una multa, così come succede oggi».
Tra gli errori di cui ha responsabilità non va elencato il mancato escavo del porto canale?
«In quella partita ho sbagliato a delegare tutto all’Autorità portuale che alla prova dei fatti non ha concluso niente sugli escavi. L’errore è stato dare una delega in bianco all’Ap: spettano a quell’ente le opere, ma sarei falso se dicessi che il sindaco non ha potere di esercitare la sua influenza e io non l’ho fatto».
Si è avuta la sensazione che con l’ex presidente Galliano Di Marco i rapporti siano improvvisamente virati da idilliaci a ostili. Cosa è successo?
«A un certo punto si è interrotto il rapporto di fiducia».
Quindi tutte le critiche attorno al ruolo di Sapir e ai suoi conflitti di interessi non hanno avuto peso?
«Come azionista della Sapir attraverso Ravenna Holding il Comune può dare gli indirizzi ma poi c’è l’autonomia degli amministratori. Non è un paradosso che Sapir abbia fatto ricorso al Tar contro le decisioni di Ap perché si è mossa secondo le indicazioni dei suoi legali. Ora credo che per Sapir sia arrivato davvero il momento di dare atto a quello di cui si
parla da 35 anni: la separazione tra parte patrimoniale e attività terminalistica».
Il porto arriva fino alla Darsena di città. Si può dire che rimane il grande rimpianto di questi dieci anni?
«Intanto non ha senso fare paragoni con altre darsene europee come sento fare da qualcuno perché se pensiamo a Valencia o Barcellona la nostra ha tre differenze importanti: è più grande, è tutta di proprietà privata e lo Stato non ha soldi da investirci. Però credo che la darsena rimanga una potenzialità intatta e ora bisognerà inventarsi qualcosa per incoraggiare l’iniziativa privata, mancata anche perchè sono cambiate le condizioni di mercato».
Sarà anche dei privati ma se nell’unico immobile pubblico del Comune ci vanno i vigili urbani…
«È una soluzione temporanea. Per fare altre cose servono risorse che non c’erano».
Il bando per lo scavalco della stazione è atteso dal 2007.
«Il nodo della stazione fa parte di una questione molto più che decennale con le Ferrovie dello Stato».
La tanto desiderata riqualificazione dovrà passare anche dalla chiusura dell’ultima attività industriale che è il bitumificio del gruppo Cmc. Un Comune può fare qualcosa per intervenire volendo dare una diversa connotazione a un quartiere?
«La dislocazione della Sic si è bloccata per ragioni note che sono legate a indagini della procura sui terreni di Porto Fuori. Credo si troverà una soluzione. Noi l’avevamo trovata ma ci siamo fermati (ormai quasi due anni fa, ndr) per rispetto di altri poteri».
Ha detto che sono mancate le risorse per più di un intervento. Proprio ora che i suoi dieci anni si chiudono arriva un allentamento dei vincoli del patto di stabilità. Fa rabbia?
«No, sono felice per la città. Abbiamo vissuto dieci anni di tagli ininterrotti, da Prodi nel 2006 a Renzi. Nel 2005 Ravenna poteva investire 70 milioni all’anno, l’anno scorso un decimo. Chiaro che così si fanno le nozze con i fichi secchi. Sono stato il sindaco degli anni della crisi e ho cercato di salvare alcuni aspetti della vita cittadina: nel 2011 in campagna elettorale dissi che ci saremmo tenuti parecchie buche nelle strade ma anche la qualità dei servizi a cui eravamo abituati. Credo che questo sia avvenuto».
Adesso però le buche si stanno riparando anche grazie alla vendita di azioni Hera. Vi accusano di fare campagna elettorale con i lavori pubblici…
«Abbiamo venduto le azioni nel momento giusto per avere una plusvalenza. E non è vero che si riparano le strade per la campagna elettorale. Ad esempio confermo che piazza Kennedy si aprirà in giugno ma a prescindere dalla data non andrei a inaugurarla».
Sarà quello il segno lasciato dal decennio Matteucci sul centro storico della città?
«La pedonalizzazione era presente nel mandato di almeno quattro sindaci, siamo riusciti a portarla a termine».
I resti archeologici che fine faranno? Si era impegnato perché una parte restasse visibile…
«La mia opinione è che la parte più pregiata debba rimanere scoperta. Capisco la valutazione della Soprintendenza che dice non si tratta di resti di pregio, ma credo anche che ci siano ragioni di abbellimento che competono all’amministrazione e possano andare al di là del valore architettonico-storico. Lasciare una parte aperta credo sia bello e spero si faccia».
Magari a disposizione dei futuri turisti. I numeri di questi dieci anni sono in chiaroscuro…
«I dati non dicono niente. Non siamo riusciti a crescere ma abbiamo tenuto. Il problema è duplice: i collegamenti e la capacità di vendere il prodotto. Mi auguro che il mio successore faccia meglio e se sarà così non avrò il complesso per non averlo fatto io. Il futuro di Ravenna è più importante di me e anche di chiunque verrà dopo di me. Ho difetti ma tra questi non c’è l’invidia».
Per il turismo, anche quello culturale che è il principale a Ravenna, non ha inciso il titolo di Capitale italiana della cultura che è tra i lasciti della corsa al 2019. Cos’altro resta?
«La vita culturale di Ravenna si può paragonare a quella delle grandi capitali europee. È un campo in cui si può sempre fare meglio ma in cui Ravenna è un’eccellenza assoluta. Secondo me la cosa più importante che ci lascia il percorso di Ravenna 2019 sono le forze nuove fatte emergere e messe in rete. I progetti richiedono risorse e tempi più lunghi ma abbiamo un deposito di idee che non morirà. Deve essere chiaro che le sfide non si fanno solo se sei sicuro di arrivare primo».
C’è una promessa che ha fatto ai ravennati in diretta tv sulla Rai e non ha mantenuto…
«La mini Imu. Valeva 350mila euro e dissi che i ravennati non l’avrebbero pagata in nessuno modo, per una questione di principio nei rapporti col fisco. Nel momento in cui espressi la mia intenzione era prevista una penalizzazione per il mancato pagamento. Poi il Governo ha messo norme per cui il ragioniere capo non avrebbe firmato il bilancio comunale se non avessi fatto pagare la mini Imu. Io però vorrei ricordare che quello stesso anno Ravenna è stato l’unico comune ad applicare la Tia sui rifiuti che ha fatto risparmiare 1,8 milioni di euro alle nostre imprese. Di questo nessuno ne parla…».
Rispetto a dieci anni fa Ravenna ha una moschea che non aveva. Matteucci è il sindaco della moschea?
«Poter pregare il proprio dio in un luogo dignito- so è un diritto ed è un successo dei valori che condividiamo. A chi continua a ribadire che è enorme faccio notare che è più piccola della parrocchia del mio quartiere e di quasi tutte le parrocchie di Ravenna. Per quanto riguarda la sicurezza qualunque investigatore vi dirà che è meglio una moschea ufficiale piuttosto che scantinati clandestini».
La campagna elettorale vissuta da sindaco uscente com’è?
«Il livello di scontro mi pare simile a cinque anni fa. Non ho trovato particolari asprezze».
Il vicepresidente di Confindustria settimane fa ha detto che non si vedono politici all’altezza in città da almeno un decennio.
«Non ho avuto modo di leggere le dichiarazioni di Beppe Rossi. Andrò a recuperarle».
Guardando gli schieramenti in campo in questa campagna elettorale si può dire che la sua coalizione di cinque anni fa abbia perso dei pezzi…
«Sono riflessi di cose nazionali (il riferimento è alla sinistra che ora si schiera contro il Pd, ndr). Mi porto dietro il 70 percento del 2006 che era drogato di almeno dieci punti per un voto arrivato un mese dopo la vittoria di Prodi con un centrodestra sbriciolato. Questi dieci anni valgono più dei dieci anni precedenti come peso nei cambiamenti della politica. Non c’era il Pd, ad esempio. C’era il bipolarismo e ora c’è un sistema tripolare. È come fare un paragone tra un calciatore di adesso a uno di quarant’anni fa».
Che consiglio lascia al suo successore?
«Voler bene a Ravenna e distinguere sempre bene fra la propria persona e la funzione che ricopre. Questo mi ha permesso di restare la persona semplice che ero. Ho cercato di evitare l’errore di chi si sente più intelligente solo perché lo hanno eletto sindaco».
Ha già prenotato le vacanze dal 20 giugno?
«Una settimana in Sicilia con mia moglie. È da parecchio che non ci prendiamo un periodo così lungo di ferie. Sia chiaro che non mi sto lamentando, mi sento un privilegiato. Ma credo di poter dire di non essermi risparmiato in questi anni».
E quando tornerà dalle vacanze cosa farà l’ex sindaco di Ravenna?
«Non ricoprirò più incarichi politici e istituzionali di primo piano, l’ho già detto e lo confermo. Al momento preferisco non parlare di cosa farò. Però posso dire che le nuove normative hanno spostato la data della mia pensione dal 2017 al 2024».
Come vorrebbe essere ricordato?
«Una persona onesta, generosa e innamorata di Ravenna, come mi ha definito Michele De Pascale sul vostro giornale».

Carabinieri a scuola: hashish tra i banchi Gli spacciatori erano due studenti

Blitz all’Alberghiero di Riolo Terme: sequestrate piccole quantità di “fumo”. Due denunciati e due (minorenni) segnalati al prefetto

Ancora controlli dei carabinieri nelle scuole. L’ultimo all’istituo alberghiero di Riolo Terme, concordato con la dirigente e gli insegnanti. Una decina di militari hanno fatto irruzione a scuola poco dopo l’inizio delle lezioni, trovando due minorenni in possesso di piccole quantità di droga per uso personale (uno spinello e una dose di hashish, di cui uno dei due ragazzi ha cercato di disfarsi lanciandola verso il banco di una compagna all’arrivo dei carabinieri, dovendo poi ammettere le proprie colpe poco dopo di fronte ai genitori, convocati appositamente).

I cani antidroga hanno anche scovato all’esterno dell’istituto una grata sotto la finestra di un’aula dove si trovava un contenitore di plastica con all’interno alcuni “sassolini” di hashish (2,5 grammi in tutto) e nel giardino adiacente un involucro con un frammento sempre di hashish probabilmente lanciato dalla finestra da un altro studente.

I carabinieri sono poi risaliti agli spacciatori dei due minorenni – convocati in presidenza –, individuati in altri due studenti dell’Alberghiero, maggiorenni (un 18enne e un 19enne) scovati tra i banchi con il classico kit per il consumo e alcuni involucri identici a quello utilizzato per avvolgere il “fumo” trovato addosso a uno dei due minorenni.

I due maggiorenni sono stati denunciati; i più giovani solo segnalati al prefetto.

Graffiti, break dance, gare di droni: a Marina arriva il festival Street  

Dal 2 al 5 giugno a Marinara e lungo viale delle Nazioni

Dopo la “Pista da Biglie più lunga del Mondo”, l’associazione Marina Flower rilancia con una nuova iniziativa tesa – scrivono gli organizzatori – «a portare attenzione, pubblico e turisti a Marina di Ravenna».

Il 2, 3, 4 e 5 giugno è quindi la volta del Marina Street Festival.

Il programma prevede una zona dedicata alla break dance e all’hip hop con dj-set e spettacoli nel piazzale di Marinara (tra gli ospiti anche Marco Kira, finalista di Italia’s Got Talent, giovedì 2 alle 21) e tre grandi opere di street art realizzate grazie alla collaborazione dell’associazione Indastria e Bonobolabo: due direttamente su autobus di linea messi a disposizione da Start Romagna (su cui lavoreranno gli artisti sempre nel piazzale di Marinara) e una sulla parete di fronte alle pescherie, in viale delle Nazioni. Sabato 4 e domenica 5 alla Taverna Bukowski si terrà una gara di droni, con guida con occhiali immersivi di piccoli quadricotteri che possono correre a velocità di 130 km/h (i presenti potranno provare l’ebbrezza di guidare un drone, grazie alla collaborazione con Woop Motion Store e Italdron).

Una parte del festival sarà poi dedicata all’arte urbana (con la collaborazione di Rest-Art) con 20 artisti che realizzeranno quattro installazioni d’arte urbana lungo viale delle Nazioni, 60 metri di “graffiti jam” nel muro tra via IV Novembre e viale delle Nazioni e saranno protagonisti dello “street art corner” nello stabile abbandonato all’inizio della diga sud.

Nel viale di Marinara ci sarà invece un laboratorio stabile per i bambini e nel piazzale un’area espositiva.

Gli artisti che vogliono esibirsi o esporre le proprie opere possono ancora contattare Marina Flower a info@marinaflower.it.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Confesercenti, Confartigianato, Cna, Confcommercio. Info alla pagina Facebook.

Graffiti, break dance, gare di droni: a Marina arriva il festival Street  

Dal 2 al 5 giugno a Marinara e lungo viale delle Nazioni

Dopo la “Pista da Biglie più lunga del Mondo”, l’associazione Marina Flower rilancia con una nuova iniziativa tesa – scrivono gli organizzatori – «a portare attenzione, pubblico e turisti a Marina di Ravenna».

Il 2, 3, 4 e 5 giugno è quindi la volta del Marina Street Festival.

Il programma prevede una zona dedicata alla break dance e all’hip hop con dj-set e spettacoli nel piazzale di Marinara (tra gli ospiti anche Marco Kira, finalista di Italia’s Got Talent, giovedì 2 alle 21) e tre grandi opere di street art realizzate grazie alla collaborazione dell’associazione Indastria e Bonobolabo: due direttamente su autobus di linea messi a disposizione da Start Romagna (su cui lavoreranno gli artisti sempre nel piazzale di Marinara) e una sulla parete di fronte alle pescherie, in viale delle Nazioni. Sabato 4 e domenica 5 alla Taverna Bukowski si terrà una gara di droni, con guida con occhiali immersivi di piccoli quadricotteri che possono correre a velocità di 130 km/h (i presenti potranno provare l’ebbrezza di guidare un drone, grazie alla collaborazione con Woop Motion Store e Italdron).

Una parte del festival sarà poi dedicata all’arte urbana (con la collaborazione di Rest-Art) con 20 artisti che realizzeranno quattro installazioni d’arte urbana lungo viale delle Nazioni, 60 metri di “graffiti jam” nel muro tra via IV Novembre e viale delle Nazioni e saranno protagonisti dello “street art corner” nello stabile abbandonato all’inizio della diga sud.

Nel viale di Marinara ci sarà invece un laboratorio stabile per i bambini e nel piazzale un’area espositiva.

Gli artisti che vogliono esibirsi o esporre le proprie opere possono ancora contattare Marina Flower a info@marinaflower.it.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Confesercenti, Confartigianato, Cna, Confcommercio. Info alla pagina Facebook.

La festa della Repubblica al Cisim tra concerti, teatro e hip hop

Due giorni di eventi a Lido Adriano: in programma anche una parata

Torna al Cisim di Lido Adriano la Festa della Repubblica e sarà dedicata, nei giorni 1 e 2 giugno, al debutto e alla presentazione degli esiti dei laboratori realizzati al Cisim durante la stagione 2015/16: di rap, percussioni, breaking, scrittura, fotografia, teatro (non-scuola).

Il primo cypher (una sfida, un cerchio, che è insieme allenamento e scoperta) è alle 16.30 del 1° giugno, avrà per tema l’hip hop, e il secondo, il 2 giugno alle ore 17.30, “Le casematte del fare”, sarà un confronto su quartieri interculturali, territori aperti, spazi di incontro, di condivisione dei saperi e di creatività per i cittadini, con la presenza di studiosi e giornalisti, con competenze ed esperienze in diversi settori del sapere.

Il 2 giugno per “Parole al mondo” in scena i testi pronunciati da Elfriede Jelinek, Herta Müller, Wislawa Szymborska in occasione della consegna del Premio Nobel per la letteratura: tre autrici che hanno parlato al mondo con uno stile unico e rigoroso, restituite dalle attrici Anna Amadori (alle 17), Elena Bucci (alle 21), Francesca Mazza (alle 19.30). Il progetto è curato da Associazione Liberty.

Per quanto riguarda la musica si partirà il 1 giugno con una parata di apertura della Festa lungo le strade di Lido Adriano, guidata dai musicisti Francesco Giampaoli, Simone Marzocchi, Moder, Max Penombra, Matteo Ricci e Marco Zanotti, a cui seguiranno i concerti di musicisti che in questi anni hanno collaborato attivamente alla realizzazione degli eventi del Cisim, lì 1 giugno alle 22.30 ci sarà il concerto di musica elettronica di Godblesscomputers, il 2 giugno alle 21 Cacao (elettronica-rock sperimentale) e a seguire Francesco Giampaoli con Enrico Mao Bocchini (batteria), Enrico Farnedi (tromba e voce), Moder (rap), Diego Pasini (basso).

Le due giornate si concluderanno, alle 23.30, con una lettura notturna di Luigi Dadina di Ravenna Teatro/Teatro delle Albe: Sciacalli e arabi di Franz Kafka il 1° giugno con Matteo Pozzi alla chitarra; il 2 giugno la “Conclusione” de I sommersi e i salvati di Primo Levi, con Francesco Giampaoli al basso. Il 2 giugno dalle ore 10 alle 17 nel cortile del Cisim avrà spazio anche la Fiera del Baratto e del Riuso e alla sera la classica grigliata in giardino nel cortile del Cisim.

La Festa della Repubblica fa parte del programma Aspettando il Festival delle Culture e di TerzoTempo – Ravenna Città Europea dello Sport 2016.

La festa della Repubblica al Cisim tra concerti, teatro e hip hop

Due giorni di eventi a Lido Adriano: in programma anche una parata

Torna al Cisim di Lido Adriano la Festa della Repubblica e sarà dedicata, nei giorni 1 e 2 giugno, al debutto e alla presentazione degli esiti dei laboratori realizzati al Cisim durante la stagione 2015/16: di rap, percussioni, breaking, scrittura, fotografia, teatro (non-scuola).

Il primo cypher (una sfida, un cerchio, che è insieme allenamento e scoperta) è alle 16.30 del 1° giugno, avrà per tema l’hip hop, e il secondo, il 2 giugno alle ore 17.30, “Le casematte del fare”, sarà un confronto su quartieri interculturali, territori aperti, spazi di incontro, di condivisione dei saperi e di creatività per i cittadini, con la presenza di studiosi e giornalisti, con competenze ed esperienze in diversi settori del sapere.

Il 2 giugno per “Parole al mondo” in scena i testi pronunciati da Elfriede Jelinek, Herta Müller, Wislawa Szymborska in occasione della consegna del Premio Nobel per la letteratura: tre autrici che hanno parlato al mondo con uno stile unico e rigoroso, restituite dalle attrici Anna Amadori (alle 17), Elena Bucci (alle 21), Francesca Mazza (alle 19.30). Il progetto è curato da Associazione Liberty.

Per quanto riguarda la musica si partirà il 1 giugno con una parata di apertura della Festa lungo le strade di Lido Adriano, guidata dai musicisti Francesco Giampaoli, Simone Marzocchi, Moder, Max Penombra, Matteo Ricci e Marco Zanotti, a cui seguiranno i concerti di musicisti che in questi anni hanno collaborato attivamente alla realizzazione degli eventi del Cisim, lì 1 giugno alle 22.30 ci sarà il concerto di musica elettronica di Godblesscomputers, il 2 giugno alle 21 Cacao (elettronica-rock sperimentale) e a seguire Francesco Giampaoli con Enrico Mao Bocchini (batteria), Enrico Farnedi (tromba e voce), Moder (rap), Diego Pasini (basso).

Le due giornate si concluderanno, alle 23.30, con una lettura notturna di Luigi Dadina di Ravenna Teatro/Teatro delle Albe: Sciacalli e arabi di Franz Kafka il 1° giugno con Matteo Pozzi alla chitarra; il 2 giugno la “Conclusione” de I sommersi e i salvati di Primo Levi, con Francesco Giampaoli al basso. Il 2 giugno dalle ore 10 alle 17 nel cortile del Cisim avrà spazio anche la Fiera del Baratto e del Riuso e alla sera la classica grigliata in giardino nel cortile del Cisim.

La Festa della Repubblica fa parte del programma Aspettando il Festival delle Culture e di TerzoTempo – Ravenna Città Europea dello Sport 2016.

La festa della Repubblica al Cisim tra concerti, teatro e hip hop

Due giorni di eventi a Lido Adriano: in programma anche una parata

Torna al Cisim di Lido Adriano la Festa della Repubblica e sarà dedicata, nei giorni 1 e 2 giugno, al debutto e alla presentazione degli esiti dei laboratori realizzati al Cisim durante la stagione 2015/16: di rap, percussioni, breaking, scrittura, fotografia, teatro (non-scuola).

Il primo cypher (una sfida, un cerchio, che è insieme allenamento e scoperta) è alle 16.30 del 1° giugno, avrà per tema l’hip hop, e il secondo, il 2 giugno alle ore 17.30, “Le casematte del fare”, sarà un confronto su quartieri interculturali, territori aperti, spazi di incontro, di condivisione dei saperi e di creatività per i cittadini, con la presenza di studiosi e giornalisti, con competenze ed esperienze in diversi settori del sapere.

Il 2 giugno per “Parole al mondo” in scena i testi pronunciati da Elfriede Jelinek, Herta Müller, Wislawa Szymborska in occasione della consegna del Premio Nobel per la letteratura: tre autrici che hanno parlato al mondo con uno stile unico e rigoroso, restituite dalle attrici Anna Amadori (alle 17), Elena Bucci (alle 21), Francesca Mazza (alle 19.30). Il progetto è curato da Associazione Liberty.

Per quanto riguarda la musica si partirà il 1 giugno con una parata di apertura della Festa lungo le strade di Lido Adriano, guidata dai musicisti Francesco Giampaoli, Simone Marzocchi, Moder, Max Penombra, Matteo Ricci e Marco Zanotti, a cui seguiranno i concerti di musicisti che in questi anni hanno collaborato attivamente alla realizzazione degli eventi del Cisim, lì 1 giugno alle 22.30 ci sarà il concerto di musica elettronica di Godblesscomputers, il 2 giugno alle 21 Cacao (elettronica-rock sperimentale) e a seguire Francesco Giampaoli con Enrico Mao Bocchini (batteria), Enrico Farnedi (tromba e voce), Moder (rap), Diego Pasini (basso).

Le due giornate si concluderanno, alle 23.30, con una lettura notturna di Luigi Dadina di Ravenna Teatro/Teatro delle Albe: Sciacalli e arabi di Franz Kafka il 1° giugno con Matteo Pozzi alla chitarra; il 2 giugno la “Conclusione” de I sommersi e i salvati di Primo Levi, con Francesco Giampaoli al basso. Il 2 giugno dalle ore 10 alle 17 nel cortile del Cisim avrà spazio anche la Fiera del Baratto e del Riuso e alla sera la classica grigliata in giardino nel cortile del Cisim.

La Festa della Repubblica fa parte del programma Aspettando il Festival delle Culture e di TerzoTempo – Ravenna Città Europea dello Sport 2016.

E per il candidato del centrodestra torna a Ravenna Matteo Salvini

Il leader della Lega al Cala Celeste di Lido Adriano con Alberghini

Matteo Salvini torna a Ravenna per cercare di dare l’ultima spinta a Massimiliano Alberghini, il candidato sindaco del centrodestra alle prossime elezioni amministrative di Ravenna. Il leader della Lega Nord sarà al bagno Cala Celeste di Lido Adriano giovedì, 2 giugno, alle 14. Il giorno dopo, come noto, sarà invece la volta del premier Matteo Renzi, in piazza del Popolo per il candidato del centrosinistra Michele de Pascale.

A inizio aprile Salvini era venuto a inaugurare la sede del comitato elettorale di Alberghini, in via Cesarea, tenendo un breve comizio di fronte a 100-150 persone. Le forze dell’ordine avevano tenuto a bada i (pochi) manifestanti che si erano dati appuntamento ad alcune centinaia di metri di distanza per contestarlo.

Appassionati anche dal Texas al festival che fa turismo a Marina  

Cinque giorni di concerti (e non solo)

In due hanno già prenotato il braccialetto (quello che permette di avere anche lettino in spiaggia, borsetta personalizzata, drink e altre agevolazioni) addirittura dallo Utah e dal Texas. Altri sessanta, al momento, ne sono stati prenotati da Belgio, Inghilterra, Olanda, Danimarca, Germania, Austria, Croazia. Quasi tutti arriveranno comunque senza braccialetto – la maggior parte da fuori provincia e regione, con una percentuale importante dall’estero – direttamente a Marina di Ravenna per vivere in prima persona uno dei festival di musica rock da non perdere di tutta Europa, secondo le riviste specializzate e non solo. Si tratta del “Beaches Brew” del bagno Hana-Bi, festival organizzato dallo staff di Bronson Produzioni con la collaborazione dell’agenzia di concerti olandese Belmont Bookings, la cui quinta edizione si terrà dal 6 al 9 giugno a Marina di Ravenna, con un’appendice il 10 a Ravenna.

L’obiettivo – dopo la svolta del 2014, quando per la prima volta si montò un grande palco in spiaggia libera e vennero perfino dalla Nuova Zelanda per vedere i Neutral Milk Hotel – è quello di ripetere perlomeno i risultati dell’anno scorso, quando vennero stimate circa 10mila presenze nel corso delle quattro serate di festival, che si tennero però in concomitanza del ponte del 2 giugno. Quest’anno l’appuntamento è invece dal lunedì al venerdì, senza festivi – sottolineano gli organizzatori – per accompagnare una vera e propria vacanza a Marina di Ravenna in bassa stagione. Hotel e residence che collaborano con il Bronson sono già sold out, mentre al camping Piomboni, praticamente di fronte all’Hana-Bi, possono contare già su circa 700 presenze confermate al momento per il festival, che si avvale quest’anno anche del supporto di altri campeggi: Rivaverde, Marina e Adriano Village.

Questo per quanto riguarda la parte turistica – tanto che alla conferenza di presentazione ha parlato l’assessore uscente al Turismo del Comune, Massimo Cameliani, elogiando pubblicamente il direttore di Bronson Produzioni, Christopher Angiolini (che «le cose le propone e le fa – ha detto Cameliani – e non si limita solo a parlare o a criticare come molti dei suoi colleghi») e in generale l’idea complessiva di ampio respiro che sta dietro al festival, su cui il Comune «dovrà continuare a puntare forte» anche in futuro. Per quanto riguarda invece i contenuti, quelli che più interessano agli appassionati, sui due palchi allestiti all’Hana-Bi (quello molto suggestivo direttamente sulla spiaggia e l’ormai classica tettoia dello stabilimento di Marina), solita passerella di nomi di punta della scena mondiale “alternativa”, con Angiolini che cita quelli che reputa i due veri headliner del lotto (Ty Segall in data unica italiana e i Beak, progetto parallelo di Geoff Barrow dei Portishead) e anche due possibili rivelazioni da non perdere, il rapper ghanese Ata Kak, al suo primo tour europeo con band, e la cantautrice gallese Cate Le Bon, protagonista sia nel corso della prima serata (che si terrà il 6 giugno non all’Hana-Bi ma direttamente nel cuore di Marina di Ravenna, nella zona delle pescherie, come accaduto l’anno scorso) che di uno dei concerti acustici pomeridiani in spiaggia, nell’ambito delle trasmissioni in diretta della Red Light Radio, che prevedono anche interviste agli artisti di Beaches Brew. Tra questi da segnalare poi anche almeno i cileni Follakzoid, i canadesi Destroyer e gli scandinavi Liima (nuovo progetto degli Efterklang): il programma completo e dettagliato con tanto di descrizione degli artisti è visibile sul sito www.beachesbrew.com.

Da segnalare, tra le curiosità, anche la presenza di Rolling Stone, che ha scelto Beaches Brew per realizzare un vero e proprio set fotografico con gli artisti, in chiave fashion, a cui seguirà la pubblicazione di un report da Marina sul cartaceo della celebre rivista.

Infine, i due “fuori programma” ravennati: il 9 giugno si terranno in mattinata due visite guidate organizzate appositamente per il pubblico del festival alla mostra in corso al Museo d’Arte della città di Ravenna (Mar) di via di Roma, con un concerto gratuito (aperto a tutti) nella suggestiva terrazza, alle 12.30 con protagonista Dagger Moth, progetto solista della ferrarese Sara Ardizzoni. Il giorno dopo, invece, i Goblin di Claudio Simonetti sonorizzeranno dal vivo “Profondo Rosso” di Dario Argento, alla Rocca Brancaleone dalle 21.30, per l’unico evento a pagamento del festival (15 euro).

Info: 333 2097141 e anche sulla pagina Facebook.

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