mercoledì
06 Maggio 2026

Pioggia, vento forte, mare mosso dal primo maggio fino alle 12 del 3

In vigore l’ordinanza  che vieta l’accesso alle dighe foranee e ai moli del porto

Mare mossoUna nuova allerta meteo che coinvolge il territorio ravennate e il litorale è stata emanata da parte dell’Agenzia Regionale della Protezione Civile valida dalla mezzanotte del primo maggio fino alle 12 del 3 maggio. In questa fase potrebbero verificarsi intense piogge, venti forti e mare mosso tali da costituire possibili pericoli per la popolazione. In particolare La Capitaneria di Porto di Ravenna avverte i cittadini in caso di condizioni metereologiche avverse è vistato l’accesso alle dighe foranee e sui moli guardiani del porto di Ravenna.

Disegno di Botticelli in un antico testo della biblioteca Classense

Il manoscritto è visibile nell’Aula Magna delle biblioteca fino al 7 maggio.

Manoscritto ClassenseÈ del grande pittore rinascimentale Sandro Botticelli un disegno, il Trionfo d’Amore, che illustra un antico testo custodito alla Classense. L’attribiuzione è avvenuta di recente grazie alle ricerche del professore Jonathan K. Nelson, studioso del centro “Villa I Tatti – The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies” di Firenze.
Il dipinto su pergamena, parzialmente acquerellato, è contenuto all’interno del manoscritto classense 143, meglio noto come Il canzoniere e i Trionfi di Francesco Petrarca, risalente alla seconda metà del XV secolo.

Il manoscritto sarà esposto nell’Aula Magna della Biblioteca a partire da sabato 30 aprile, introdotto da una conferenza sulle vicende della sua attribuzione  in programma alle 17.30 alla Sala Muratori.
Il disegno, raffigurante un cupido intento a lanciare frecce su un gruppo di cavalli e uomini incatenati e prigionieri d’Amore, è rientrato di recente dal Giappone dopo essere stato esposto alla mostra Botticelli e il suo tempo, curata da Alessandro Cecchi (storico dell’arte, già direttore della Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze) e Shigetoshi Osano (Università di Tokyo) e realizzata all’interno del Tokyo Metropolitan Art Museum.
Al suo rientro in patria, la Classense ha voluto offrire l’opportunità di ammirare dal vivo questa preziosa opera appartenente al patrimonio artistico e culturale della città. Per ragioni legate alla sua conservazione, l’esposizione del Trionfo d’Amore sarà limitata al periodo di una sola settimana, fino al 7 maggio, tutti i giorni (escluso festivi e lunedì) dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17.

Crollo dell’edilizia, ora del mattone restano solo le briciole

Dal 2008 più che dimezzati imprese e lavoratori in provincia. Intanto il Comune tenta di rianimare il settore con un Rue più semplice

CantierePer capire che cosa abbia vissuto l’edilizia nel nostro territorio durante la crisi occorre guardare ai dati forniti dalla Cassa Edile ed elaborati da Cgil con il recente report sulla situazione occupazionale in provincia. L’analisi registra le aziende e i dipendenti che operano in provincia. E qui i numeri sono in profondo rosso.
Il ridimensionamento è drammatico, sia sul versante delle imprese operanti sul nostro territorio sia su quello degli operai occupati: in entrambi i casi una diminuzione del 55 percento nel periodo compreso tra 2008 e 2015, in una emorragia continua che ha rallentato ma non si è ancora arrestata. Per le imprese si è passati dalle 1.115 del 2008 alle 501 del 2015 (erano 508 nel 2014) mentre gli operai sono passati da 5.872 fino a 2.605 (2.774 nel 2014). Se si allarga la visuale alle imprese in generale senza distinzione di settore, il calo è stato del 6,4 percento.
Questo dato, che pare oramai strutturale per il settore, va ad incidere pesantemente anche negli altri comparti che ad esso fanno riferimento, dal metalmeccanico alla ceramica. Il settore ceramico, in particolar modo, sta riemergendo dalla crisi attraverso profonde ristrutturazioni sia di processo che di prodotto che hanno avuto pesanti ripercussioni dal punto di vista occupazionale, con 322 posti di lavoro persi fino ad ora (-23,7 percento) ed altri esuberi già dichiarati dalle aziende.

Oneri di urbanizzazione ridotti al minimo storico

A tastare il polso dell’edilizia sono i cosiddetti oneri di urbanizzazione, quelle spese che gli imprenditori che costruiscono devono versare al Comune per le opere di urbanizzazione (infrastrutture stradali, fognarie, illuminazione, verde, arredo urbano). Spese che crescono proporzionalmente ai metri quadri dell’immobile. E se per questo motivo dal 2004 al 2008 il Comune di Ravenna incassava annualmente dagli 10 ai 12 milioni di euro (dati forniti dall’assessorato comunale al Bilancio), dal 2009 gli oneri sono crollati, attestandosi sui 5 milioni per poi continuare a scendere fino ai 2 milioni del 2013, sostanzialmente in linea con il 2014 quando sono stati 2,3 milioni. L’anno scorso invece un segnale di ripresa con 4,1 milioni di euro.

CostruzioniIl Comune approva una semplificazione del Rue

Il tentativo del Comune di Ravenna per rianimare l’edilizia locale si chiama variante al regolamento urbanistico edilizio (Rue). Il consiglio comunale l’ha approvata il 14 aprile (favorevoli Pd e Pri e astenuti Lista per Ravenna, Forza Italia, Ncd, Lega nord, Misto e M5s). Nel corso della seduta sono state votate anche 1.986 osservazioni pervenute dai cittadini e dalle imprese e le relative controdeduzioni espresse dagli uffici tecnici. «L’urbanistica insieme con l’edilizia, è fra gli argomenti che, forse più di altri, ha la necessità di norme semplificate – ha spiegato l’assessore Libero Asioli introducendo la delibera –. Al riguardo stiamo operando in una sorta di mare in movimento, direi agitato: la legge regionale 20 che ha appena iniziato l’iter per una sua ridefinizione, e a livello nazionale l’articolo 17 bis del decreto legge 133/2014 (il cosiddetto Sblocca Italia) ha previsto che Governo, Regioni, Autonomie Locali elaborino un testo standard, per mettere fine alla babele dei regolamenti edilizi diversi uno dall’altro, vigenti negli oltre ottomila comuni». La variante prende origine dal documento di indirizzi del febbraio 2013. Il percorso non è stato semplice e si è snodato lungo 16 riunioni di commissione consiliare. «Abbiamo introdotto una modalità di partecipazione innovativa per quello che riguarda la revisione di uno strumento di questa portata. A monte della discussione in commissione assetto del territorio c’è stato un vero confronto con ordini, collegi e associazioni».

Dal 2 maggio Sirio ha un occhio in più Chi fa il furbo paga 93 euro di multa

Telecamere attive in via Cavour all’accesso da piazza Baracca Diventano nove i punti del centro storico controllati, il primo nel 2007

Diventano nove gli accessi alla zona traffico limitato (Ztl) del centro di Ravenna sorvergliati dalle telecamere per sanzionare le infrazioni a botte da 81 euro alla volta: dalla mezzanotte del 2 maggio sarà attivo Sirio in via Cavour (ingresso da piazza Baracca). La disposizione, deliberato dalla giunta comunale nella seduta del 28 aprile 2016, è volta soprattutto a controllare gli accessi irregolari durante il giorno da parte di furgoni e mezzi per il carico e scarico di merci.

Dopo una periodo di pre-esercizio senza multe, durato 21 giorni (dal 4 al 24 aprile), la nuova telecamera entrerà in funzione, andando ad integrare quelle già presenti sul territorio nelle vie Di Roma, Guaccimanni, Baccarini, Rondinelli (attive 24 ore su 24) e nelle vie Mariani, Guerrini, Ponte Marino e Pellegrino Matteucci (attive dalle 07.30 alle 20.30). Attraverso una rete di telecamere, entrata in funzione il 16 Luglio 2007 e successivamente ampliata con un’ulteriore attivazione a partire dal 16 luglio 2012, le targhe dei veicoli che accedono attraverso i varchi vengono riconosciute e confrontate con la lista delle targhe dei veicoli abilitati al transito; nel caso in cui la targa non risulti presente nella cosiddetta lista bianca il sistema provvede, in automatico, ad inoltrare la segnalazione al competente ufficio per il successivo inoltro del verbale, al proprietario del veicolo. La sanzione per chi accede abusivamente alla Ztl è pari a 81 euro più spese di notifica (pari a 12 euro). Non sono previste sanzioni accessorie. Il pagamento entro 5 giorni dalla notificazione del verbale consente di pagare con la riduzione del 30 per cento, per un importo pari a 56,70 più le spese di notifica, che restano invariate.

Il civico Alberghini prova a mordere «Chissà cosa troveremo nei bilanci del Comune quando vinceremo»

Al quarto aperitivo di R&D il candidato sindaco del centrodestra (Lpr-Lega-Fi-Fdi) lascia i modi da commercialista compassato e si fa più politico con battute e frecciate.

Sulla carta dovrebbe rappresentare il principale avversario di Michele de Pascale e Massimiliano Alberghini sta entrando appieno nella parte. Brillante e a suo agio: questa è l’impressione che si è avuta nell’intervista pubblica che due giornalisti della nostra redazione gli hanno fatto al Caffé del Teatro giovedì 28 aprile, quarto degli appuntamenti che R&D ha organizzato con tutti i candidati alle amministrative di giugno. Il candidato Lpr, Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia – davanti a un’affollata platea di simpatizzanti che lo hanno ripetutamente applaudito – ha risposto, senza lesinare battute di spirito, a domande su vari temi ribadendo alcuni punti saldi del suo programma senza scivolare in facili promesse elettorali ma rimanendo forse un po’ troppo spesso sul generico.

Sullo sviluppo urbanistico della città sono due i punti toccati. Piazza Kennedy? «Vedremo, c’è da valutare, prima di tutto bisogna però pensare alle ricchezze già emerse come le mura cittadine e lasciate andare in rovina». La Darsena? «Bisogna prima rendere la città più attrattiva per i turisti, poi sarà il mercato a crearne lo sviluppo. Noi appoggeremo gli imprenditori e semplificheremo la burocrazia. La immagino comunque con una vocazione turistica, prolungamento del centro. La stazione? Spostarla sarebbe un sogno, anzi è un sogno. Quindi realisticamente bisogna pensare a trasformarla perché non sia più una barriera ma un passaggio. La polizia municipale nell’ex dogana? Per ora va bene lì, poi si vedrà».

Impossibile non parlare di immondizia, in questi giorni, a proposito della quale ha ribadito come fosse evidente che l’azienda che si è aggiudicata l’appalto non avesse i requisiti necessari e come anche questo episodio evidenzi la necessità di un assessorato alla “legalità e anticorruzione” che renda il Comune trasparente e vigili su ogni appalto per evitare situazioni come queste davvero, dice, «imbarazzante» (un termine che userà spesso per descrivere la situazione in città). «Strano sentirmi parlare in difesa delle cooperative? – ha anche detto – Non lo è affatto. Io credo che le vere cooperative che creano lavoro vadano aiutate, e combattute invece quelle finte che danno vita a forme di capolarato. Qui dobbiamo fare il bene di Ravenna».

E su questa linea è stata anche la risposta sul suo annuncio di voler riportare Komikazen, festival di fumetto della realtà dell’associaqzione Mirada di cui fa parte Elettra Stamboulis, a Ravenna. «La cultura non ha colore, va incoraggiata e sostenuta, anche in un’ottica di promozione turistica della città». Ed è qui che gli chiediamo allora se condivide l’idea di De Pascale di organizzare un cartellone di eventi di forte richiamo per il prossimo Natale per riempire la città di turisti. «Il punto è che De Pascale se dovesse vincere, non riuscirà a fare nulla di quello che sta promettendo perché fa parte di quello stesso sistema che ha portato Ravenna al disastro attuale. Se dovesse riuscirci ne sarei sorpreso e anche contento, ma non accadrà, non può accadere».

Eppure questo disastro che Alberghini denuncia da parte di un partito, il Pd, che secondo lui avrebbe «distrutto Ravenna» gli elettori lo hanno scelto per anni e ancora oggi il Pd viene dato comunque come il primo partito in città. «Questo è un fatto che non mi spiego davvero», ha commentato. «Così come non saprò spiegarmi se a giugno nel forese dovessero votarli ancora, visto che tutto ciò che non funziona in città, nel forese è pure peggio. Dai servizi alla questione della sicurezza». Tema centrale della sua campagna e dunque ineludibile quello sulla sicurezza su cui Alberghini però non promette miracoli: «Sicuramente la polizia municipale è sotto organico, ma non posso promettere che si potrà subito procedere con le assunzioni, bisognerà vedere bene cosa troveremo nei cassetti del bilancio. E non si può promettere telecamere dappertutto senza porsi il problema di chi poi le guarda e fa i controlli. Per questo credo che, data la situazione straordinaria, i gruppi di cittadini, i gruppi Whatsapp possano essere, se coordinati dalla Pm, utilissimi nel presidiare il territorio. Dobbiamo evitare ghetti e accogliere i rifugiati di guerra, certo, ma non tutti gli altri immigrati».Ma su come questo possa avvenire per volontà di un sindaco che non ha sostanzialmente poteri sul tema si è limitato a un «bisogna coordinarsi con il prefetto, ma anche sbattere i pugni sui tavoli regionali dove si decide e far sentire la propria voce, per questo ci vuole un assessorato forte e autorevole».

Dagli immigrati al tema moschea, che Alberghini come noto non ha escluso di poter chiudere quando diventerà sindaco, anche in platea gli animi si sono scaldati. «Un sindaco può chiudere qualsiasi luogo per ragioni di ordine pubblico, laddove ci siano rischi e pericoli accertati». Ma la moschea in reatà non è mai stata segnalata come luogo potenzialmente pericolo, perché minacciare di chiuderla? Non si rischia solo di alimentare uno scontro e avvelenare il clima? «Personalmente non ho nulla contro i musulmani, io sono cattolico e ho amici musulmani, quello da combattere è il fanatismo. Non sono mai stato contrario alla costruzione di un luogo di preghiera, ma certo non in quel luogo e non di quelle dimensioni». Argomenti che ricordano in effetti più le posizioni di Ancisi che quella della Lega Nord.

A proposito di religioni e laicità, ne approfittiamo per chiedergli se pensa di intercettare i potenziali voti del Popolo della famiglia e cosa ne pensa delle uniioni civili varate dal Ddl Cirinnà che se fosse eletto si troverebbe a celebrare. «La famiglia è il nucleo fondante della società, nel nostro programma è al centro, soprattutto le coppie giovani che vanno aiutate anche per incentivare la natalità. Ottima per esempio era la proposta di legge della Lega Nord per rendere gli asili nidi gratuiti e che qui invece costanto tantissimo. Troppo». Ma su questo non riusciamo a strappargli una promessa elettorale più concreta per i nidi ravennati che sono di competenza appunto comunale. Le Unioni civili? «Sono favorevole ai diritti per le persone, non ci vedo nulla di male, anzi. Diverso e più complesso è il discorso sulle adozioni per coppie omosessuali, mentre l’utero in affitto è qualcosa che davvero non si può sentire». E su questo di certo tutte e quattro le forze che lo sostengono sono d’accordo.

Ma quale delle quattro sceglierà Alberghini, candidato civico senza tessere di partito e senza una sua lista civica, nell’urna? «Una delle quattro». Forse quella in cui è candidata la moglie (nella Lega Nord, ndr)? «Quale delle quattro mogli? Ne ho una per ogni lista. La Guerra mi ha accusato di avere quattro mogli, più di una imam». E così, con una battuta, evita di rispondere alla domanda e creare malumori. Ma in quale unità dell’opposizione si potrà sperare se non dovessero vincere? Trovandosi peraltro a condividere i banchi con la lista di Guerra, Sutter e Bucci? E Alberghini stesso, come si collocherà in consiglio comunale? «A questo non ho ancora pensato. Per quanto riguarda l’unità dell’opposizione credo ci sia una linea che divide centrosinistra e centrodestra. Noi siamo il centrodestra, gli altri no». E Bucci? Che peraltro l’ha attaccata più volte? «Per la verità la Pigna è un po’ come i giapponesi con la macchina fotografica, che fotografano tutto, loro attaccano ogni cosa che si muove. Non voglio attaccare Bucci, che non è sicuramente di sinistra, ma nella sua lista ci sono anche persone che provengono dal Pd stesso…».

L’attacco forse più diretto Alberghini durante la serata l’aveva riservato a una forza di maggioranza, il Pri che alle scorse elezioni ha portato i voti sufficienti a vincere al primo turno il Pd ma che, secondo Alberghini (e gran parte della platea) avrebbe tradito tutti i propri valori originari alleandosi con le forze di sinistra. Un messaggio molto chiaro a quella parte di repubblicani che non hanno forse condiviso la scelta della segreteria di una nuova alleanza con i democratici.

Rifiuti, il sindaco: «Hera sta valutando la rescissione con l’operatore nuovo»

Approvate le tariffe 2016 della tassa rifiuti: 50 centesimi in più a testa Ma Matteucci chiede sconti come penali per una bolletta più leggera

Entro il 2 maggio Hera deve riportare alla normalità la raccolta rifiuti e svuotare le campane per la differenziata con la pulizia delle aree circostanti dove si è accumulata immondizia. Questo prevede l’ordinanza firmata stamattina, 29 aprile, dal sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci. Intanto il consiglio comunale nella riunione di ieri ha approvato con 18 voti favorevoli e 9 contrari la delibera per la determinazione delle tariffe per il 2016 sulla tassa dei rifiuti (Tari): l’aliquota da applicare avrà un aumento su base annua di 50 centesimi pro capite. Nella stessa riunione del consiglio è stato approvato anche un emendamento presentato dal primo cittadino per «dare mandato ad Atersir, titolare della convenzione per la gestione del servizio rifiuti, per l’avvio di procedure utili a determinare le necessarie penalizzazioni a carico del gestore Hera in relazione al grave disservizio verificatosi nel territorio comunale a partire dal 16 aprile, con impegno ad individuare modalità per ridurre la Tari a carico di cittadini ed imprese, a titolo risarcitorio, di un importo corrispondente all’addebito». L’obiettivo è quello di avere una bolletta 2016 meno salata rispetto all’anno precedente attraverso sconti e penalizzazioni.

Come ormai noto il caos rifiuti è scoppiato quando è entrato in servizio il nuovo operatore vincitore dell’appalto bandito da Hera che è gestore del servizio raccolta e spazzamento. A vincere la gara è stato il raggruppamento temporaneo di imprese che unisce il consorzio Ambiente 2.0 (guidato dalla ditta Aimeri Ambiente del gruppo Biancamano) e la coop sociale Orso Blu.

Per quanto riguarda lo svuotamento delle campane, il sindaco dice di aver ricevuto rassicurazioni da Hera che entro domenica saranno svuotate e nel frattempo garantiva la rimozione dei rifiuti a terra ai bordi delle campane ma viste le numerose segnalazioni di situazioni ancora vergognose ha deciso di procedere con la firma sull’ordinanza. Nella medesima nota, inoltre, Hera riconosce «pesanti disservizi» e «carenze rilevanti nell’esecuzione del servizio»: l’azienda ha attivato tutte le procedure che la porteranno il 3 maggio a valutare tutti i provvedimenti verso il nuovo fornitore, compreso il recesso contrattuale.

Matteucci inoltre fa sapere che, così come a lui comunicato dalla multiutility, l’attività di pulizia delle spiagge continuerà a essere svolta dai precedenti fornitori del servizio a causa «delle difficoltà gestionali presenti, della insufficienza dei mezzi e del piano operativo proposto dai nuovi fornitori» in vista dell’imminente stagione turistica.

Intanto continua il lavoro dei carabinieri che stanno indagando sulla vicenda ipotizzando il reato di interruzione del servizio. Gli inquirenti hanno ascoltato diversi lavoratori impegnati nel servizio, in qualità di persone informate sui fatti. Questo dopo aver acquisito documentazione dagli uffici di Hera, Provincia e Comune.

Debora Serracchiani in piazza per il candidato sindaco De Pascale

Per sostenere il segretario Pd in arrivo anche l’ex ministro De Castro

In sostegno alla candidatura a sindaco di Michele de Pascale, segretario Pd, sarà a Ravenna Debora Serracchiani, presidente della regione Friuli Venezia Giulia e vicesegretario del Pd nazionale. Appuntamento alle 18 in piazza Unità d’Italia, sabato 30 aprile.

Gli appuntamenti ufficiali del candidato sindaco del centosinistra proseguono poi giovedì, 5 maggio, alle 21 al teatro Socjale di Piangipane insieme all’ex ministro e ora europarlamentare Paolo De Castro per una serata sul tema “Agricoltura del territorio e lotta allo spreco alimentare”.

Dai giardini di Ravenna al concertone di Russi: è festa per il Primo Maggio

Le iniziative sul territorio provinciale per il giorno dei lavoratori

Domenica 1 maggio si celebra la festa dei lavoratori. I tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil danno appuntamento in diverse località del territorio provinciale per festeggiare la ricorrenza che quest’anno sarà accompagnata dal messaggio “Più valore al lavoro, contrattazione, occupazione, pensioni”.

Le iniziative avverranno in diversi luoghi a partire dai giardini pubblici, di via Santi Baldini, a Ravenna che ospiteranno, come da tradizione, una giornata all’insegna del divertimento e dell’impegno in favore dei lavoratori. La festa prenderà il via al mattino con l’apertura del mercatino del riuso. Sarà possibile pranzare ai giardini, in collaborazione con lo Chalet. I laboratori per i giovanissimi si apriranno alle 14.30 con l’iniziativa Ricigioco con truccabimbi, giochi e colori con merenda ai giardini. Alle 15.30 è previsto l’intervento di Giorgio Graziani, segretario generale della Cisl Emilia Romagna. Alle 16 il concerto della Dino Gnassi Corporation. Al planetario sarà possibile visitare la mostra storica documentaria Primo Maggio.

La zona del Pavaglione, a Lugo, sarà il punto di riferimento delle celebrazioni. Alle 9.30 è in programma la premiazione del terzo concorso Primo Maggio per gli alunni della scuola primaria e secondaria di secondo grado. Alle 10 è in programma la musica di Effedia in concerto.

A Faenza il primo maggio si festeggerà in piazza del Popolo, dove alle 9 ci sarà la distribuzione di dolci, bevande e garofano rosso con la musica in diretta da Radio Rcb. Per i più piccoli il divertimento è assicurato con il truccabimbi e animazione del mago Giuliano. Alle 10 è previsto l’intervento di Luigi Giove, della segreteria regionale della Cgil.

A Massa Lombarda, Cgil, Spi e Cia danno appuntamento alle 10.30 in piazza Matteotti per il saluto della confederazione agricoltori e per l’intervento di Manuela Trancossi, della segreteria provinciale della Cgil. Seguirà l’esibizione del coro “Ettore e Antonio Ricci” con canti del lavoro e delle tradizioni culturali del territorio.

Il comitato Primo Maggio dà appuntamento a Conselice in piazza Foresti alle 10 con la mostra di macchine agricole, la distribuzione di palloncini e la creazione di aquiloni. Poi tutti in bicicletta con partenza alle 15.30 e arrivo a San Patrizio al parco 1° Maggio dove sarà possibile ristorarsi con piadina, salsiccia, ciambella e musica. Sempre lo stesso comitato organizza la festa anche a Lavezzola: alle 9.30 il corteo delle macchine agricole. Poi ritrovo in piazza Caduti alle 10.30 con il saluto delle istituzioni e un intervento di Marinella Melandri, della segreteria confederale della Cgil. Alle 14,30 ritrovo dei ciclisti per pedalata in direzione Conselice.

Da segnalare infine la nona edizione del concerto del 1° Maggio a Russi, organizzato dall’associazione culturale “La Pallacorda”, dalle 14 a ingresso gratuito, a base di glam, new wave e metal con gruppi locali, nazionali e internazionali, come i due principali, entrambi provenienti dal Regno Unito: Sigue Sigue Sputnik e Tigertailz. Sarà presente anche uno stand gastronomico.

Dai giardini di Ravenna al concertone di Russi: è festa per il Primo Maggio

Le iniziative sul territorio provinciale per il giorno dei lavoratori

Domenica 1 maggio si celebra la festa dei lavoratori. I tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil danno appuntamento in diverse località del territorio provinciale per festeggiare la ricorrenza che quest’anno sarà accompagnata dal messaggio “Più valore al lavoro, contrattazione, occupazione, pensioni”.

Le iniziative avverranno in diversi luoghi a partire dai giardini pubblici, di via Santi Baldini, a Ravenna che ospiteranno, come da tradizione, una giornata all’insegna del divertimento e dell’impegno in favore dei lavoratori. La festa prenderà il via al mattino con l’apertura del mercatino del riuso. Sarà possibile pranzare ai giardini, in collaborazione con lo Chalet. I laboratori per i giovanissimi si apriranno alle 14.30 con l’iniziativa Ricigioco con truccabimbi, giochi e colori con merenda ai giardini. Alle 15.30 è previsto l’intervento di Giorgio Graziani, segretario generale della Cisl Emilia Romagna. Alle 16 il concerto della Dino Gnassi Corporation. Al planetario sarà possibile visitare la mostra storica documentaria Primo Maggio.

La zona del Pavaglione, a Lugo, sarà il punto di riferimento delle celebrazioni. Alle 9.30 è in programma la premiazione del terzo concorso Primo Maggio per gli alunni della scuola primaria e secondaria di secondo grado. Alle 10 è in programma la musica di Effedia in concerto.

A Faenza il primo maggio si festeggerà in piazza del Popolo, dove alle 9 ci sarà la distribuzione di dolci, bevande e garofano rosso con la musica in diretta da Radio Rcb. Per i più piccoli il divertimento è assicurato con il truccabimbi e animazione del mago Giuliano. Alle 10 è previsto l’intervento di Luigi Giove, della segreteria regionale della Cgil.

A Massa Lombarda, Cgil, Spi e Cia danno appuntamento alle 10.30 in piazza Matteotti per il saluto della confederazione agricoltori e per l’intervento di Manuela Trancossi, della segreteria provinciale della Cgil. Seguirà l’esibizione del coro “Ettore e Antonio Ricci” con canti del lavoro e delle tradizioni culturali del territorio.

Il comitato Primo Maggio dà appuntamento a Conselice in piazza Foresti alle 10 con la mostra di macchine agricole, la distribuzione di palloncini e la creazione di aquiloni. Poi tutti in bicicletta con partenza alle 15.30 e arrivo a San Patrizio al parco 1° Maggio dove sarà possibile ristorarsi con piadina, salsiccia, ciambella e musica. Sempre lo stesso comitato organizza la festa anche a Lavezzola: alle 9.30 il corteo delle macchine agricole. Poi ritrovo in piazza Caduti alle 10.30 con il saluto delle istituzioni e un intervento di Marinella Melandri, della segreteria confederale della Cgil. Alle 14,30 ritrovo dei ciclisti per pedalata in direzione Conselice.

Da segnalare infine la nona edizione del concerto del 1° Maggio a Russi, organizzato dall’associazione culturale “La Pallacorda”, dalle 14 a ingresso gratuito, a base di glam, new wave e metal con gruppi locali, nazionali e internazionali, come i due principali, entrambi provenienti dal Regno Unito: Sigue Sigue Sputnik e Tigertailz. Sarà presente anche uno stand gastronomico.

Dai giardini di Ravenna al concertone di Russi: è festa per il Primo Maggio

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Domenica 1 maggio si celebra la festa dei lavoratori. I tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil danno appuntamento in diverse località del territorio provinciale per festeggiare la ricorrenza che quest’anno sarà accompagnata dal messaggio “Più valore al lavoro, contrattazione, occupazione, pensioni”.

Le iniziative avverranno in diversi luoghi a partire dai giardini pubblici, di via Santi Baldini, a Ravenna che ospiteranno, come da tradizione, una giornata all’insegna del divertimento e dell’impegno in favore dei lavoratori. La festa prenderà il via al mattino con l’apertura del mercatino del riuso. Sarà possibile pranzare ai giardini, in collaborazione con lo Chalet. I laboratori per i giovanissimi si apriranno alle 14.30 con l’iniziativa Ricigioco con truccabimbi, giochi e colori con merenda ai giardini. Alle 15.30 è previsto l’intervento di Giorgio Graziani, segretario generale della Cisl Emilia Romagna. Alle 16 il concerto della Dino Gnassi Corporation. Al planetario sarà possibile visitare la mostra storica documentaria Primo Maggio.

La zona del Pavaglione, a Lugo, sarà il punto di riferimento delle celebrazioni. Alle 9.30 è in programma la premiazione del terzo concorso Primo Maggio per gli alunni della scuola primaria e secondaria di secondo grado. Alle 10 è in programma la musica di Effedia in concerto.

A Faenza il primo maggio si festeggerà in piazza del Popolo, dove alle 9 ci sarà la distribuzione di dolci, bevande e garofano rosso con la musica in diretta da Radio Rcb. Per i più piccoli il divertimento è assicurato con il truccabimbi e animazione del mago Giuliano. Alle 10 è previsto l’intervento di Luigi Giove, della segreteria regionale della Cgil.

A Massa Lombarda, Cgil, Spi e Cia danno appuntamento alle 10.30 in piazza Matteotti per il saluto della confederazione agricoltori e per l’intervento di Manuela Trancossi, della segreteria provinciale della Cgil. Seguirà l’esibizione del coro “Ettore e Antonio Ricci” con canti del lavoro e delle tradizioni culturali del territorio.

Il comitato Primo Maggio dà appuntamento a Conselice in piazza Foresti alle 10 con la mostra di macchine agricole, la distribuzione di palloncini e la creazione di aquiloni. Poi tutti in bicicletta con partenza alle 15.30 e arrivo a San Patrizio al parco 1° Maggio dove sarà possibile ristorarsi con piadina, salsiccia, ciambella e musica. Sempre lo stesso comitato organizza la festa anche a Lavezzola: alle 9.30 il corteo delle macchine agricole. Poi ritrovo in piazza Caduti alle 10.30 con il saluto delle istituzioni e un intervento di Marinella Melandri, della segreteria confederale della Cgil. Alle 14,30 ritrovo dei ciclisti per pedalata in direzione Conselice.

Da segnalare infine la nona edizione del concerto del 1° Maggio a Russi, organizzato dall’associazione culturale “La Pallacorda”, dalle 14 a ingresso gratuito, a base di glam, new wave e metal con gruppi locali, nazionali e internazionali, come i due principali, entrambi provenienti dal Regno Unito: Sigue Sigue Sputnik e Tigertailz. Sarà presente anche uno stand gastronomico.

È morto Maurizio Filipucci, ex assessore provinciale e sindaco di Conselice

Sgomento nel Pd: «Bellissima persona, un compagno, un amico»

È morto nel pomeriggio di giovedì, 28 aprile, l’ex sindaco di Conselice e assessore provinciale Maurizio Filipucci. Aveva 61 anni, lascia la moglie Manuela e i figli Francesca e Riccardo.

Giovane sindacalista della Cgil, è stato da sembre impegnato in politica, prima nel Pci, poi nel Pd. Negli anni novanta è stato assessore nel Comune di Conselice e poi in Provincia, con le deleghe a Turismo e Agricoltura. Nel 2004 diventò sindaco di Conselice con una percentuale di preferenze superiore al 70 percento e alle elezioni di cinque anni dopo venne riconfermato alla guida del Comune lughese.

Da anni le sue condizioni fisiche sono problematiche. Il 18 aprile 2008 fu sottoposto a un primo intervento radicale, dovuto alla dissezione dell’aorta. Dall’inizio di aprile era ricoverato al Sant’Orsola di Bologna.

«Ho appreso con immenso dolore della prematura scomparsa di Maurizio – è il commento del segretario provinciale del Pd, Michele de Pascale –, un uomo delle istituzioni, un compagno, un militante democratico e della sinistra. Mi legava a lui un’amicizia profonda da tantissimi anni. A nome di tutta la comunità democratica provinciale esprimo alla famiglia il nostro affetto e la nostra vicinanza. Maurizio incarnava meglio di chiunque altro i valori della sinistra che ha portato avanti per tutta la vita con determinazione, rigore e spesso ironia. Mi mancherai».

«Conoscevo Maurizio Filippucci dagli anni ’80 – è il commento invece del sindaco Fabrizio Matteucci –. Per qualche anno abbiamo lavorato gomito a gomito nel lavoro di direzione del Partito Democratico della Sinistra di Ravenna. Bellissima persona, bravissimo amministratore pubbico, un compagno, un amico. Un abbraccio alla sua famiglia».

Il sindaco di Lugo, Davide Ranalli, su Facebook si limita a un «è morto un compagno», mentre l’Amministrazione e i dipendenti comunali di Conselice «condividono il dolore di Manuela, Francesca e Riccardo».

Appalto rifiuti: la commissione di gara di Hera risuscita dopo il ricorso Ciclat

Sciolta dopo l’aggiudicazione ma riconvocata dopo i dubbi sollevati dalla coop per attestare la regolarità: «Ostacolano gli accertamenti»

Si parla di immondizia ma vale venti milioni di euro all’anno per due anni. È questo infatti il corrispettivo dell’appalto messo a bando da Hera per la raccolta dei rifiuti in provincia di Ravenna nel biennio 2016-17: tanti soldi che hanno fatto nascere un contenzioso sollevato davanti al tribunale amministrativo regionale dal raggruppamento di imprese capeggiato dalla cooperativa Ciclat Trasporti Ambiente di Ravenna che è uscito sconfitto dalle decisioni prese dalla multiutility ma è convinto ci siano state delle irregolarità da parte dei concorrenti e anche nelle procedure di gara. La richiesta del ricorso è l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva al raggruppamento che riunisce il consorzio Ambiente 2.0 (guidato da Aimeri di Rozzano del gruppo Biancamano, vedi correlati) e la coop Orso Blu, escludendolo dalla nuova graduatoria da riformulare e quindi affidando il lavoro a Ciclat e le altre tre società al suo fianco (Astra di Faenza, Csr di Rimini e Formula Ambiente di Cesena). La disputa davanti ai giudici del Tar (udienza il 10 maggio) contrappone due realtà che fino a poco tempo fa erano alleate: l’appalto ravennate arrivato a scadenza a fine 2015 infatti vedeva Ciclat e Aimeri nello stesso raggruppamento di imprese che aveva vinto l’ultima gara.

La gara e il maxi ribasso
All’aggiudicazione per Ambiente 2.0 si è arrivati il 20 gennaio scorso (bando di luglio 2015): l’8 aprile la firma sul contratto con il servizio partito a tutti gli effetti dal 16 aprile. Diversi soggetti avevano fatto domanda di partecipazione: a tre di questi, al termine di una fase detta di prequalifica che si svolge internamente alla stazione appaltante (Hera) e in cui vengono presi in esami i concorrenti, è stata recapitata la lettera di invito formale per consegnare progetto e proposta economica. Che pesavano rispettivamente per 60 e 40 punti nella valutazione finale su 100. Solo Ciclat e Aimeri hanno manifestato volontà di continuare scoprendo le proprie carte solo a questo punto con la consegna telematica del progetto: sul fronte tecnico la commissione di gara (due professori universitari e un dirigente Hera) ha premiato i ravennati mentre sul fronte economico i milanesi hanno sbaragliato la concorrenza mettendo nero su bianco un ribasso del 14,14 percento contro il 7,27. Una differenza abissale che tradotto in soldoni equivale a un risparmio di 2,75 milioni per Hera. Vale la pena sottolineare che degli altri quattro appalti di Hera sulle stesse opere, aggiudicati in altre province della regione nello stesso periodo (Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini), solo in un altro caso si è superato il 10 percento di ribasso, tutti gli altri sono stati aggiudicati con diminuzioni d’offerta fra l’1,71 percento (Forlì-Cesena) e il 6,51 percento (Bologna).

Il ricorso di Ciclat per le rescissioni di Aimeri
La motivazione del ricorso presentato da Ciclat è piuttosto semplice: secondo gli uffici della coop, assistiti dall’avvocato Elena Zanni, la rivale Aimeri non ha i requisiti richiesti dal codice degli appalti. Anzi, peggio: avrebbe falsamente dichiarato di averli. Fulcro di tutto è il comma di un articolo del codice appalti in cui si specifica che possono partecipare al bando solo società che non hanno già subito rescissioni in danno in altri appalti. Nel modulo ufficiale definito dalle leggi il consorzio Ambiente 2.0 non ne menziona alcuna. Salvo poi allegare una nota integrativa (non richiesta) firmata dal presidente Francesco Maltoni in cui si elencano dodici circostanze di rescissione (di cui nove in danno) nel triennio 2012-14 in cui ha svolto oltre 400 servizi. In alcuni dei casi è stata fatta anche segnalazione all’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. L’elenco va da Livorno alla Lunigiana, da Buddusò in Sardegna a Monopoli, da Buccinasco a Grottaferrata: in molti casi si sono registrati ritardi nei pagamenti degli stipendi. Maltoni dice di comunicare questi casi «con spirito di collaborazione e trasparenza» ma siccome a suo giudizio si tratta di «gravi inadempimenti delle amministrazioni committenti», ritiene che «nessuno possa essere considerato grave errore professionale» quindi «non incidono sul possesso del requisito» e per questo «non andavano dichiarate nelle forme solenni del Dpr 445/2000». In effetti la stazione appaltante ha discrezionalità di valutare il peso di eventuali rescissioni ma secondo Ciclat quei casi sono tutt’altro che secondari e già altri quattro Tar di altre regioni hanno stabilito la legittimità dell’esclusione di Aimeri per non aver riferietodi precedenti inadempimenti. E se la percentuale sul totale appare misera da più fonti si sostiene che si tratta di provvedimenti non frequenti dalle pubbliche amministrazioni. Ciclat poi teme che la commissione di gara non sia nemmeno stata informata delle rescissioni perché menzionate solo in una nota integrativa priva di valore burocratico.

Tutti al Tar
La data cerchiata in rosso sul calendario, come detto, è quella del 10 maggio. Per quel giorno è fissata l’udienza del tribunale amministrativo regionale. Si entrerà nel merito e si dovrebbe uscire dall’aula con una decisione perché lo scorso 5 aprile la ricorrente Ciclat, avendo il Tar già calendarizzato l’udienza per la discussione del merito da lì a un mese, ha preferito rinunciare alla richiesta di sospensiva per permettere al tribunale un esame approfondito del caso.

La commissione di gara risuscitata dopo essersi sciolta
È però probabile uno slittamento a inizio giugno. Questo perché nelle ultime settimane Hera non è rimasta con le mani in mano e ha preso due iniziative inattese. La prima è la firma del contratto l’8 aprile, pur avendo già un’udienza fissata e avendo già emesso più di una proroga per lasciare il servizio al vecchio operatore fino a quel momento. Secondo quanto si apprende la mossa sarebbe stata fatta per evitare che il passaggio di consegne ufficializzato dal Tar avvenisse in piena stagione estiva creando disagi peggiori sui lidi. Ma stupisce di più quanto accaduto il 12 aprile. Il direttore aquisti-appalti di Hera, l’ingegnere Gian Carlo Randi, ha riconvocato la commissione di gara – organismo che per legge cessa la sua esistenza nel momento stesso dell’aggiudicazione – attestando che pur essendoci state quattro (sic) risoluzioni contrattuali non è possibie ritenere che Aimeri sia priva del requisito riservato a chi non ha subito rescissioni in danno. Di quest’ultima attestazione sottoscritta da Randi è stato chiesto l’annullamento al Tar da parte di Ciclat così come per il contratto. Potrebbe essere questo ricorso aggiuntivo a far propendere i giudici per uno slittamento. E secondo il legale di Ciclat è proprio l’obiettivo di Hera: «Un mezzuccio» messo in campo «per ostacolare e ritardare l’accertamento giudiziale» con la creazione di «qualcosa che non è un atto di gara ma vuole sembrarlo». Lo studio legale che assiste Ciclat vede nella mossa della stazione appaltante anche «il goffo tentativo di rimediare alle irregolarità commesse in corso di gara» e cioè non aver escluso Aimeri. Ma non può essere considerato un atto legittimo, secondo Ciclat, perché la commissione si è riunita nuovamente quando il contratto era già stato firmato da quattro giorni, non c’erano quindi più margini per un intervento in autotutela e inoltre la convocazione è stata fatta dal direttore acquisti-appalti che nella procedura di gara non aveva mai avuto un ruolo.

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