Sgomento nel Pd: «Bellissima persona, un compagno, un amico»
È morto nel pomeriggio di giovedì, 28 aprile, l’ex sindaco di Conselice e assessore provinciale Maurizio Filipucci. Aveva 61 anni, lascia la moglie Manuela e i figli Francesca e Riccardo.
Giovane sindacalista della Cgil, è stato da sembre impegnato in politica, prima nel Pci, poi nel Pd. Negli anni novanta è stato assessore nel Comune di Conselice e poi in Provincia, con le deleghe a Turismo e Agricoltura. Nel 2004 diventò sindaco di Conselice con una percentuale di preferenze superiore al 70 percento e alle elezioni di cinque anni dopo venne riconfermato alla guida del Comune lughese.
Da anni le sue condizioni fisiche sono problematiche. Il 18 aprile 2008 fu sottoposto a un primo intervento radicale, dovuto alla dissezione dell’aorta. Dall’inizio di aprile era ricoverato al Sant’Orsola di Bologna.
«Ho appreso con immenso dolore della prematura scomparsa di Maurizio – è il commento del segretario provinciale del Pd, Michele de Pascale –, un uomo delle istituzioni, un compagno, un militante democratico e della sinistra. Mi legava a lui un’amicizia profonda da tantissimi anni. A nome di tutta la comunità democratica provinciale esprimo alla famiglia il nostro affetto e la nostra vicinanza. Maurizio incarnava meglio di chiunque altro i valori della sinistra che ha portato avanti per tutta la vita con determinazione, rigore e spesso ironia. Mi mancherai».
«Conoscevo Maurizio Filippucci dagli anni ’80 – è il commento invece del sindaco Fabrizio Matteucci –. Per qualche anno abbiamo lavorato gomito a gomito nel lavoro di direzione del Partito Democratico della Sinistra di Ravenna. Bellissima persona, bravissimo amministratore pubbico, un compagno, un amico. Un abbraccio alla sua famiglia».
Il sindaco di Lugo, Davide Ranalli, su Facebook si limita a un «è morto un compagno», mentre l’Amministrazione e i dipendenti comunali di Conselice «condividono il dolore di Manuela, Francesca e Riccardo».
Si parla di immondizia ma vale venti milioni di euro all’anno per due anni. È questo infatti il corrispettivo dell’appalto messo a bando da Hera per la raccolta dei rifiuti in provincia di Ravenna nel biennio 2016-17: tanti soldi che hanno fatto nascere un contenzioso sollevato davanti al tribunale amministrativo regionale dal raggruppamento di imprese capeggiato dalla cooperativa Ciclat Trasporti Ambiente di Ravenna che è uscito sconfitto dalle decisioni prese dalla multiutility ma è convinto ci siano state delle irregolarità da parte dei concorrenti e anche nelle procedure di gara. La richiesta del ricorso è l’annullamento dell’aggiudicazione definitiva al raggruppamento che riunisce il consorzio Ambiente 2.0 (guidato da Aimeri di Rozzano del gruppo Biancamano, vedi correlati) e la coop Orso Blu, escludendolo dalla nuova graduatoria da riformulare e quindi affidando il lavoro a Ciclat e le altre tre società al suo fianco (Astra di Faenza, Csr di Rimini e Formula Ambiente di Cesena). La disputa davanti ai giudici del Tar (udienza il 10 maggio) contrappone due realtà che fino a poco tempo fa erano alleate: l’appalto ravennate arrivato a scadenza a fine 2015 infatti vedeva Ciclat e Aimeri nello stesso raggruppamento di imprese che aveva vinto l’ultima gara.
Un’auto svoltava a sinistra verso Ravenna e l’altra proveniva da Rimini e attraversava l’incrocio in direzione Ferrara: l’impatto all’incrocio tra la statale Adriatica e la statale Ravegnana, già tristemente noto come incrocio killer per via di diverse morti avvenute in quel punto, è stato violento causando la morte di una donna di 64 anni. La vittima è Gabriella Stradaioli, nata a Meldola e residente nel Ravennate.
La donna era a bordo di una Peugeot guidata dal marito che stava svoltando dall’Adriatica verso Ravenna: un furgone Mercedes guidato da un 23enne di San Marino ha colpito la vettura sulla fiancata. Nulla da fare per la donna, deceduta sul posto. Il marito, l’altro conducente e un’altra passeggera a bordo del furgone hanno riportato lievi ferite: tutti trasportati all’ospedale di Ravenna per accertamenti ma non sono gravi.
Ancora un incidente mortale all’incrocio tra l’Adriatica e la Ravegnana, alle porte di Ravenna, proprio in questo periodo in cui sono iniziati i lavori per l’eliminazione del semaforo e la realizzazione della tanto attesa rotonda.
Il sindaco Fabrizio Matteucci in una lettera inviata questa mattina (giovedì 28 aprile) ad Atersir – l’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e i Rifiuti – chiede ufficialmente di valutare l’ipotesi di sostituzione del gestore per la raccolta dei rifiuti (quindi Hera), dopo i disservizi di questi giorni in tutto il Ravennate.
Torna il festival C.A. Loose a Ravenna, una tre giorni di musica elettronica e arte digitale in programma del 29 aprile al 1° maggio, sorta di espansione del progetto Club Adriatico. Questa seconda edizione è dedicata alla ricerca di “luoghi musicali alternativi lungo i sentieri tracciati da personalità artistiche internazionali”.
Registriamo una posizione decisamente controcorrente sul caso della gestione della raccolta dei rifiuti scoppiato in questi giorni nel Ravennate. È quella della Fit-Cisl dell’Emilia-Romagna, che in una nota firmata dal segretario Stefano Rivola sottolinea anche le presunte responsabilità delle aziende uscenti, le cooperative romagnole che hanno perso l’appalto. Secondo la Cisl, infatti, le responsabilità vanno suddivise «tra Hera, una parte delle aziende uscenti e il raggruppamento temporaneo d’imprese aggiudicatario dell’appalto».
Continua il ciclo di incontri organizzato da Ravenna&Dintorni che invita i lettori a conoscere di persona i candidati a sindaco di Ravenna alle amministrative del 5 giugno.