mercoledì
06 Maggio 2026

Da Dell’Utri agli affari con le coop rosse, la scalata dei Pizzimbone tra i rifiuti

Ecco chi ha vinto l’appalto Hera da 40 mln per la raccolta a Ravenna Il business in Sicilia poi il boom comprando un ramo Manutencoop

Hanno le mani nella monnezza, per fare affari, da una trentina d’anni. Prima di mettersi in proprio si sono fatti le ossa entrando entrambi con un diploma da geometra in una cooperativa piemontese vicina al cardinale Tarcisio Bertone. E, sempre in tema di conoscenze altolocate, non è un segreto la loro amicizia con Marcello Dell’Utri, l’ex senatore fondatore di Forza Italia che sta scontando in carcere a Parma una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. I fratelli Pizzimbone – nati a Savona a distanza di tre anni uno dall’altro (Giovanni Battista nel 1966 e Pier Paolo nel 1969) – sono i fondatori del gruppo Biancamano che tiene i fili di Ambiente 2.0, il consorzio decretato vincitore dell’appalto biennale 2016-17 bandito da Hera (rinnovabile per altre due annualità) da 40 milioni di euro in totale per la gestione della raccolta e trasporto rifiuti, delle isole ecologiche, della pulizia spiagge e dello spazzamento strade nei diciotto comuni in provincia di Ravenna. L’aggiudicazione dell’appalto risale a gennaio ma la società consortile ha cominciato la sua piena operatività solo da aprile perché la stazione appaltante in via cautelativa aveva concesso una proroga al precedente gestore – il raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) guidato dalla cooperativa ravennate Ciclat Trasporti Ambiente – che è arrivato secondo nell’ultima gara e ha presentato ricorso per chiedere l’annullamento dell’assegnazione.

Fusione in vista contro la crisi
Dal suo sito internet la Biancamano si definisce «il partner ideale per gli enti locali». Si presenta come «il primo operatore privato nel settore dei servizi di igiene urbana in Italia che svolge ogni giorno attività indispensabili per la qualità di vita dei cittadini, contribuendo allo sviluppo culturale, economico e anche turistico del Paese». Fondata nel 2004, è una società per azioni quotata in Borsa dal 2007 con un fatturato che nel 2014 si è avvicinato a 150 milioni di euro. Il pacchetto di maggioranza è in mano a una società del Lussemburgo riconducibile al maggiore dei fratelli Pizzimbone. «La società con sede a Milanofiori – si leggeva di recente su La Stampa – ha registrato nei primi nove mesi del 2015 un calo dei ricavi da 107,7 a 89,46 milioni di euro. Il patrimonio netto del gruppo è negativo per 6,59 milioni (lo era già per 4,69 nel 2014). Ai danni della società, che ha debiti scaduti per 110,4 milioni di euro, sono state avviate azioni giudiziarie per il recupero di crediti pari a 65,94 milioni di euro. Di questi 45,82 milioni sono stati definiti prima d’ora, 13,65 milioni sono in corso di definizione e contro 6,46 milioni è stata presentata opposizione». Biancamano ha chiesto alle banche una ristrutturazione del debito finalizzata alla fusione con Kinexia, altro big del settore, per dare vita al gruppo Waste Italia. Il closing dell’operazione era atteso nel primo quadrimestre 2016 ma il 31 marzo scorso una nota congiunta delle due società sposta il termine al 31 dicembre prossimo. Tra i motivi dello slittamento c’è proprio l’allungamento delle tempistiche necessaria per la complessità delle trattative avviate da Biancamano con gli istituti finanziatori. Alla luce di questo è stata posticipata a giugno la riunione del consiglio di amministrazione che era in programma il 14 aprile per l’approvazione del bilancio 2015.

Il braccio operativo
I due fratelli Pizzimbone fondarono la Biancamano per l’acquisizione di due società: la Ponticelli e la Aimeri di Cuneo. Quest’ultima in quella operazione venne trasformata in Aimeri Ambiente con sede a Rozzano e da allora è la società principale nonché il vero braccio operativo della Biancamano che la controlla al 100 percento. Nel 2012 la Ponticelli si fonde dentro Aimeri. Che oggi – secondo il suo sito internet – serve 245 comuni sparsi in dieci regioni garantendo servizi per 1,6 milioni di persone con quasi 2.900 mezzi e 1.800 dipendenti. Il suo presidente, Francesco Maltoni, un anno fa durante un’audizione di fronte alla commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, parlò di un fatturato 2014 sceso a 135 milioni dai 240 ante crisi. Aimeri Ambiente è la capogruppo del già ricordato consorzio Ambiente 2.0 in cui rientra anche la Pianeta Ambiente (società esterna al gruppo Biancamano ma il cui socio finanziatore risulta la Biancamano) e che si è aggiudicato l’appalto di Hera presentandosi in Rti con la coop sociale Orso Blu. Ma, come detto, la cordata Biancamano-Aimeri dovrà vedersela con il ricorso presentato dalla Ciclat Trasporti Ambiente (identico scenario che si sta proponendo in altre realtà in Sardegna).

La discarica d’oro
Una parte importante nel boom della Biancamano è rappresentata dalla discarica Ponticelli a Imperia, gestita dall’omonima società acquisita come detto dai Pizzimbone. Le vicende di quell’area, dove dai primi anni ’70 vengono stoccati i rifiuti e considerata ormai esaurita, attirano anche l’attenzione de L’Espresso nel 2008 con il lavoro firmato da Gomez-Malagutti intitolato “Premiata ditta monnezza”. Per la Ponticelli, nonosante le perplessità, arrivarono autorizzazioni seguite da una serie di proroghe. La procura aprì anche un’inchiesta: il processo per abuso d’ufficio relativo all’incremento si è chiuso nel 2014 con sette assoluzioni perchè i fatti, risalenti al 2008, non sussistono. Nell’udienza preliminare era già stato prosciolto Pier Paolo Pizzimbone. Secondo la pubblica accusa l’autorizzazione data dalla Provincia all’incremento della discarica sarebbe stata illegittima, perché non preceduta da verifiche sulla stabilità della stessa. La difesa ha, invece, dimostrato che l’autorizzazione regionale era stata data previa valutazione positiva e che la Provincia non aveva fatto altro che recepire questo dato.

Dal profondo sud agli affari con le coop emiliane
I primi affari da fregarsi le mani, quelli che spianarono la strada della Biancamano per diventare l’attuale colosso, arrivarono al Sud, in Sicilia o ancora più giù sull’altra sponda del Mediterraneo. In alcuni casi con uno strascico di sospetti sollevati dalle istituzioni locali. Nel 2008 il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, rese pubbliche tutte le sue perplessita sull’appalto per la gestione dei rifiuti nell’Ato Ambiente Caltanissetta 2: ribasso dello 0,1 percento su una base di 22 milioni di euro e un solo partecipante, il gruppo Biancamano, perché il fatturato richiesto dal bando escludeva le società che in precedenza avevano l’appalto anche se si fossero consorziate. A Caltagirone il ribasso era stato addirittura più sottile: 0,0014 percento sulla stessa base d’asta. È sempre del 2008 una importante commessa estera: lavori a Bengasi, in Libia, poco dopo l’accordo di collaborazione siglato tra l’allora primo ministro Silvio Berlusconi e il colonnello Gheddafi. La svolta nel nord Italia per Biancamano risale al 2009 quando per 30 milioni di euro acquisisce Msa, ramo aziendale di Manutencoop attivo nel settore ambientale, e così facendo duplica il fatturato di allora.

Tra l’amore di Barbara d’Urso e la stima di Marcello Dell’Utri
Giovanni Battista e Pier Paolo sono figli di Emanuele Pizzimbone, ingegnere morto l’anno scorso a 82 anni. Era stato un dipendente pubblico a Vercelli negli anni Ottanta e Novanta ricoprendo anche incarichi nel Partito socialista. Per un appalto in una discarica del nord Italia finì sotto inchiesta ai tempi di Mani Pulite uscendone assolto senza macchie. Pier Paolo, il più giovane dei due Biancamano Boys, vicepresidente del gruppo, è quello che ha goduto di più esposizione mediatica. Per le attività economiche, per la politica e per il gossip. Si è guadagnato le copertine dei rotocalchi per le relazioni con la soubrette Stefania Orlando e la conduttrice Barbara D’Urso. A gennaio 2009 il settimanale Chi mise in copertina le foto di una settimana bianca a Saint Moritz dove l’imprenditore sarebbe andato con un jet privato. Pizzimbone smentì la circostanza del volo e sulla conduttrice di Domenica Live disse: «Ritengo Barbara una cara amica che stimo molto sia a livello professionale che umano. Ho avuto modo di conoscerla e di frequentarla e la ritengo una bella persona, cosa non facile soprattutto nell’ambiente dello spettacolo». Il curriculum di Pier Paolo Pizzimbone vanta anche un’ampia parentesi politica. «La sua vera grande passione – si legge sul sito personale dell’imprenditore dove compare più di una foto in compagnia di Berlusconi – che si concretizza nel 2004, anno in cui fonda insieme al fratello, “Il Circolo di Imperia”, associazione culturale, promossa dal senatore Marcello Dell’Utri, attraverso il quale si realizzano e promuovono importanti avvenimenti culturali e politici. I suoi valori e i forti ideali liberali e democratici lo fanno, quindi, avvicinare sempre di più a Forza Italia». Infatti a luglio 2007 inaugura 33 dei cosiddetti circoli del Buongoverno sulla riviera ligure e viene nominato, da Dell’Utri in persona, tra i trenta membri del direttivo nazionale dei circoli del Buongoverno: «Sono orgoglioso di poterne far parte – disse sulla stampa all’epoca –, anche come dimostrazione che i rapporti di amicizia con il senatore Dell’Utri sono solidi e che godo della sua stima. Spero di ricambiarlo non solo con l’impegno che sto mettendo, ormai da quasi quattro anni, ma anche con risultati soprattutto a livello locale». Nel 2008 si dimette dagli incarichi nelle aziende e si candida al Parlamento con il Pdl nella circoscrizione Sicilia 2. Nel 2012 è proclamato deputato in sostituzione di Antonino Salvatore Germanà. Su Youtube si trovano diversi video di sue interviste e interventi televisivi. Ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta lamentò una questione con cui più volte il gruppo ha dovuto fare i conti in seguito: l’annoso ritardo nei pagamenti della pubblica amministrazione che stritola le imprese.

Boss in incognito
Anche il fratello maggiore, Giovanni Battista, si è guadagnato il suo momento di celebrità sul piccolo schermo. Nel 2014 partecipò al docu-reality “Boss in incognito” in cui si finse dipendente della sua stessa Biancamano per lavorare fianco a fianco con i veri lavoratori cui spettano le mansioni più umili e ignari del nuovo collega. Poche settimane dopo finì agli arresti domiciliari: si presentò lui stesso alla procura di Trani che indagava per una presunta turbativa d’asta nella gara di appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti del Comune di Andria (Bari). Il tribunale ordinò subito dopo l’immediata revoca della misura cautelare.

La Regione avvia lo sterminio delle nutrie Allarme Coldiretti: una ogni 5 persone

L’Emilia Romagna approva il primo piano in Italia per l’eliminazione totale Si potranno usare trappole e fucili

Con le trappole e con i fucili, in città e in campagna: via libera allo sterminio delle nutrie autorizzato dal piano della Regione Emilia Romagna, il primo in Italia dopo l’entrata in vigore, nel febbraio scorso, del collegato ambientale alla legge di Stabilità che, pur mantenendo la classificazione dei roditori come animali infestanti e non più come fauna selvatica, dà alle Regioni la possibilità di intervenire per garantire un’azione più organica e coordinata.

La delibera della giunta regionale stabilisce che l’attuazione del piano in ambito urbano è in capo ai Comuni, in ambito rurale alla Polizia provinciale e, nei territori di loro competenza, agli Enti di gestione dei parchi e delle riserve naturali: «La cattura e la soppressione con metodo eutanasico è consentita con specifiche trappole, sia in città che in campagna, tutto l’anno da parte di polizia provinciale, guardie comunali, personale abilitato dalla Regione, agricoltori sul loro fondo, personale delegato alla tutela delle acque e nei parchi e riserve naturali dal rispettivo personale di vigilanza. L’abbattimento diretto con arma da fuoco può essere effettuato dal personale di vigilanza, dagli agricoltori solo se in possesso di abilitazione all’esercizio venatorio, dai coadiutori durante tutto l’anno e, inoltre, dai cacciatori/coadiutori durante l’esercizio della caccia dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio, nei territori cacciabili. Nelle zone protette il periodo di caccia è ridotto dal 1 agosto al 31 gennaio. Gli enti parco possono decidere periodi diversi sul loro territorio: nelle zone umide, Sic e Zps l’abbattimento può avvenire dal 1 agosto al 31 gennaio e solo con uso di pallini atossici per salvaguardare la nidificazione degli uccelli acquatici». Per quanto riguarda lo smaltimento degli animali occorre valutare la condizioni dell’habitat in relazione alle quali il capo può essere lasciato in loco, se irrecuperabile. Può essere previsto il sotterramento dove ciò non arrechi danni all’ambiente ovvero deve essere gestito come rifiuto speciale.

«Quella delle nutrie – rileva Coldiretti – è una vera e proprio emergenza in quanto si tratta di animali ormai diffusi per più di due terzi (71 percento) del territorio regionale, fino a raggiungere in tutta l’Emilia Romagna, secondo le stime Coldiretti, il rapporto di una nutria ogni cinque abitanti, con danni all’agricoltura che nel 2014 (ultimo anno rilevato) ha raggiunto i 173mila euro. Dopo che la nutria è stata inserita tra le specie nocive, al pari dei topi e dei ratti c’è stato un periodo di stasi nelle attività di contenimento che erano passati in capo ai Comuni, privi di risorse adeguate. Il ritorno alla Regione degli interventi per combattere questo dannosissimo animale consente di puntare all’obiettivo finale che è, come prevede la delibera, la totale eliminazione di un animale che mette a rischio la biodiversità regionale perché distrugge piante di palude, come le ninfee, altera l’ecosistema, mettendo in forse la sopravvivenza di animali come il falco di palude e il tarabuso, distrugge nidi e mangia uova di volatili come la Gallinella d’acqua, il Germano reale e soprattutto il Mignattino Piombato la cui popolazione italiana è concentrata in Emilia Romagna».

Ultimo giorno per le iscrizioni ai nidi Servizio solo online per i nati dal 2014

E sempre dal 27 aprile si aprono i termini per iscriversi ai centri
ricreativi estivi. Domande entro il 17 maggio. Info sul sito del Comune

Il 27 aprile sarà l’ultimo giorno utile per l’iscrizione dei bambini nati negli anni 2014, 2015 e 2016 ai nidi d’infanzia comunali, nidi convenzionati e allo spazio bimbi per l’anno scolastico 2016-2017. Le iscrizioni sono solamente online, all’indirizzo: http://www.istruzioneinfanzia.ra.it/Iscrizioni-on-line/Iscrizioni-on-line-ai-nidi-d-infanzia-comunali-convenzionati-e-allo-spazio-bimbi-per-l-anno-scolastico-2016-2017.

Sempre domani si aprono i termini per le iscrizioni dei bimbi ai Centri Ricreativi Estivi Scuole dell’Infanzia, Crem e ai Centri Ricreativi Estivi Nidi d’infanzia, Cren, per i mesi estivi. È possibile fare domanda entro il 17 maggio. Possono presentare domanda esclusivamente i genitori dei bambini che stanno già frequentando tali servizi. Tutte le modalità e i requisiti saranno pubblicati nel sito del Comune www.comune.ra.it.

Ultimo giorno per le iscrizioni ai nidi Servizio solo online per i nati dal 2014

E sempre dal 27 aprile si aprono i termini per iscriversi ai centri ricreativi estivi. Domande entro il 17 maggio. Info sul sito del Comune

Il 27 aprile sarà l’ultimo giorno utile per l’iscrizione dei bambini nati negli anni 2014, 2015 e 2016 ai nidi d’infanzia comunali, nidi convenzionati e allo spazio bimbi per l’anno scolastico 2016-2017. Le iscrizioni sono solamente online, all’indirizzo: http://www.istruzioneinfanzia.ra.it/Iscrizioni-on-line/Iscrizioni-on-line-ai-nidi-d-infanzia-comunali-convenzionati-e-allo-spazio-bimbi-per-l-anno-scolastico-2016-2017.

Sempre domani si aprono i termini per le iscrizioni dei bimbi ai Centri Ricreativi Estivi Scuole dell’Infanzia, Crem e ai Centri Ricreativi Estivi Nidi d’infanzia, Cren, per i mesi estivi. È possibile fare domanda entro il 17 maggio. Possono presentare domanda esclusivamente i genitori dei bambini che stanno già frequentando tali servizi. Tutte le modalità e i requisiti saranno pubblicati nel sito del Comune www.comune.ra.it.

Musicista di strada senza autorizzazione Dopo la diffida scatta la sanzione

L’artista controllato già in ottobre ma si esibiva di nuovo in via Cavour E poi controlli stradali: al volante senza patente, multa da 5mila euro

Suonava il cembalo in via Cavour a Ravenna senza autorizzazione ed era già stato diffidato in ottobre: un giovane romeno è stato sanzionato dalla polizia municipale nel corso del weekend del 25 aprile. Da agosto del 2014 infatti il regolamento comunale per gli spettacoli di strada prevede che in caso di prima violazione delle norme se l’artista sospende la sua esibizione non scatti la sanzione (150 euro) che invece arriva alla seconda violazione.

In concomitanza con il fine settimana l’ufficio Polizia commerciale e tutela del consumatore ha intensificato i controlli per contrastare il fenomeno dell’abusivismo in genere. Oltre al musicista di strada è stato multanto anche un venditore di rose abusivo in via Salara: aveva l’autorizzazione ma stava vendendo in una zona vietata dalla specifica delibera del consiglio comunale. In via Da Polenta e piazza Baracca è stata rinvenuta merce abbandonata dai venditori che alla vista degli agenti si sono dati alla fuga. In totale i controlli in centro storico hanno portato a mille euro complessivi di verbali.

Nello stesso weekend nell’ambito dei controlli di polizia stradale sono state accertate quattro violazioni per guida sotto l’influenza dell’alcool di cui due con tasso alcolemico oltre quattro volte il consentito. Gli agenti dell’ufficio Città contestavano in Viale Randi, nell’ambito dei controlli ordinari, la guida in stato di ebbrezza al conducente quarantaduenne di un ciclomotore al quale veniva ritirata la patente di guida. L’ufficio Infortunistica è intervenuto in via di Roma dove era stato segnalato un incidente stradale senza feriti. Coinvolte tre autovetture di cui due in sosta. Il conducente della vettura in movimento, di 40 anni, sottoposto ai controllo del tasso alcolelmico risultava positivo. Inoltre è risultato privo di patente di guida perché mai conseguita e pertanto scattava la nuova sanzione amministrativa di cinquemila euro.

Il comandante dei vigili a un incontro sulla sicurezza per andare «oltre le paure»

Stefano Rossi con l’autore Roberto Cornelli in una serata organizzata dall’associazione Azione Civica alla biblioteca Oriani

Mercoledì 27 aprile dalle 20.45 alla sala Spadolini della biblioteca Casa Oriani di via Corrado Ricci, a Ravenna, si terrà  un incontro sulla sicurezza in città dall’esplicativo titolo “Riflessioni oltre la paura”.

«Sarà l’occasione – spiega Andrea Tarroni, il presidente dell’associazione culturale Azione Civica, che organizza l’evento – per riflettere sulla criminalità e l’insicurezza, sulle violenze urbane, per andare oltre le paure sociali attraverso la comprensione di come può svilupparsi una politica di sicurezza democratica e un’educazione alla convivenza».

Parteciperanno Roberto Cornelli, autore del libro edito da Feltrinelli dal titolo “Oltre la paura”, e Stefano Rossi, comandante della Polizia municipale di Ravenna.

Info: 348 3131871.

Ancarani (FI): «Noi restiamo una certezza contro la sinistra»

Parla il capolista dei berlusconiani ravennati, alleato con LpR e Lega. Intanto, il Popolo della Famiglia rinuncia a presentare una sua lista

Alberto AncaraniDopo una gestazione piuttosto lunga legata più a questioni extraterritoriali che alla realtà ravennate, anche Forza Italia è entrata nella coalizione che sostiene Massimiliano Alberghini, candidato civico di Lega Nord e LpRa. Capolista dei berlusconiani ravennati, Alberto Ancarani, attuale capogruppo in consiglio, vero volto del partito in città, ha da sempre fortemente voluto l’accordo.
Cosa si aspetta per Forza Italia da queste amministrative?
«Mi auguro di confermare il risultato delle ultime elezioni regionali, ma ritengo ci siano tutti gli elementi per poterlo superare. I ravennati sono stufi di questo modo di governare il comune e non c’è motivo per non dare fiducia a chi in questi anni vi si è opposto anche duramente».

Il partito nazionale però è in forte crisi, perché dovrebbero votare proprio voi?
«Ci deve votare chi crede nella libertà di impresa, nella diminuzione della pressione fiscale, nella sussidiarietà verticale e orizzontale, nella meritocrazia. Insomma nell’esatto opposto di quanto ha messo in pratica il Pd in questo territorio fino a oggi. Mi permetto di aggiungere proprio basandomi sulle difficoltà del partito nazionale che un voto per Forza Italia, e in particolare per il sottoscritto, sarebbe molto utile anche al fine di modificare gli assetti nazionali del movimento nel quale militavo quando aveva percentuali elevatissime e in cui ho continuato a militare quando esse si sono abbassate».

Infatti. Oggi vanno di moda le liste civiche, lei peraltro corre sotto un simbolo del passato…
«Noi insistiamo mettendoci la nostra faccia. La maggior parte delle liste civiche di questa tornata sono fantocci del Pd, in alcuni casi gente che “si vergogna” di definirsi del Pd e quindi crea la lista civica cercando addirittura di vendere agli elettori che col Pd non abbia nulla a che fare. Personalmente non solo non mi vergogno affatto di essere di Forza Italia ma credo di rappresentare in questa tornata una delle poche certezze per tutti coloro che contrastano la sinistra in questa città».

Alberghini sembra a tratti più moderato di lei. Cosa ne pensa della sua campagna elettorale?
«La campagna di Alberghini è volta ad evidenziare che per governare una città serve prima di tutto competenza, poi serve aver lavorato nella vita e non solo aver fatto politica. Serve inoltre esserci nati e vissuti. Non è con la retorica accattivante che si dimostra di avere capacità di governo. Oggi la coalizione che lo sostiene è compatta e ampia e con l’aiuto di ognuna delle forze in campo siamo certi di portare Massimiliano a un grande risultato».

Quale avversario teme di più tra coloro che corrono contro De Pascale?
«Senz’altro Raffaella Sutter. Sebbene ne riconosca onestà intellettuale e un grande spirito di servizio, devo dire che se vincesse le elezioni sarei preoccupatissimo di come finirebbe per essere governata questa città. Sono distantissimo dal suo modo di concepire la politica e dai suoi valori. Tutto sommato penso anche che lei direbbe altrettanto di me!»

Mirko De CarliIntanto è ufficiale che il simbolo del Popolo della Famiglia non si presenterà a Ravenna, a differenza di quanto accade in molte altre città come Bologna dove si candida il ravennate Mirko De Carli che, insieme a Giampiero Babini, scrivono: «Saremo comunque impegnati a dare seguito all’appello di tanti che hanno visto nel Pdf una speranza buona e sana di politica capace di mettere #primalafamiglia. Lo faremo osservando ciò che accradà in questa campagna elettorale, al fine di darne un giudizio da condividere con la città. Per il voto sarà lasciata libertà di coscienza agli aderenti al movimento».
Tra le liste che più potrebbero beneficiarne, Lista per Ravenna e La Pigna di Maurizio Bucci.

L’argine: i giusti di Cotignola raccontati in un fumetto

La guerra vista da un bambino nel libro di Girardi e Lombardi

Ha la sua storia la salvezza a fumetti. Anzi, è proprio come se la storia di chi si è salvato da quell’onda, quella totale della Seconda Guerra Mondiale, sia stata la carne con cui il nuovo fumetto, quello che ora chiamano Graphic Novel, si sia fatto. È la storia dei sommersi e dei salvati che fa sostanzialmente da sfondo a quello che viene considerato dai più il capostipite del genere, ovvero Contratto con dio di Will Eisner, una raccolta di racconti che hanno per protagonisti proprio coloro che sono al margine della New York della 5th Avenue. Gli ultimi che resistono, che provano a dare un senso al naufragio della storia, come il guardiano tedesco del caseggiato di ebrei malvisto da tutti, e che alla fine fa una scelta assoluta. E poi ovviamente c’è Maus di Art Spiegelman, che ha mostrato che non solo gli ultimi dell’argine, ma anche la memoria della Shoah, dell’indicibile, poteva essere raccontata e consegnata a fumetti.

Certo, con qualche mediazione simbolica, con una cornice narrativa, che non a caso è ripresa anche dalla coppia Lombardi e Girardi ne L’argine, il nuovissimo fumetto di Becco Giallo dedicato a Cotignola e ai suoi giusti. Durò ben 145 giorni la stagnazione del fronte lungo le sponde del fiume Senio, ma la narrazione dei due autori riesce con la levità che solo il ricordo della propria infanzia può dare, a coprire un arco temporale più ampio. È un nonno che racconta al nipote durante un carnevale in paese che cosa fu la sua guerra. Cosa fu negli occhi di lui bambino la paura, ma anche e soprattutto il coraggio dell’inconsapevolezza.

Nel racconto c’è tutta la scoperta di un mondo adulto che poteva anche essere generoso: compare infatti innanzitutto il macellaio mazziniano Zanzi e la sua rete di protezione che funse da rete per la comunità tutta, anche di coloro che sbagliavano, nella convinzione accesa che la giustizia non si fa da sé e che prima di tutto bisogna proteggere i perseguitati, a prescindere dal colore politico. Così le case a Cotignola si aprirono a chi fuggiva. Egli riuscì in quest’opera rimanendo fascista in prefettura, potendo quindi agire quasi indisturbato, cosa che dopo la liberazione lo portò incredibilmente nelle carceri di Ravenna. Poi ci sono i cotignolesi, come il padre del nonno voce narrante: «Non la lascio la mia casa». Resistere malgrado il naufragio. Resistere nascondendosi in posticci rifugi, resistere per rimanere lì, nonostante tutto stesse crollando.

Ci sono quindi quelli senza nome, la piccola folla del paese, ma compare ovviamente anche Luigi Varoli, che si sa che è un artista e fa le maschere per carnevale, ma il segreto vero non è la magia della sua arte, ma che la sua casa ospita i perseguitati che potrebbero partire con i treni per la Germania, come gli Ottolenghi di Marina di Ravenna. C’è Don Stefano Casadio e “Leno” Casadio che con l’operazione bandiera bianca mostrarono il 10 aprile del 1944 che un partigiano comunista e un prete insieme potevano fare una specie di piccolo miracolo, far cessare gli ultimi bombardamenti e salvare gli ultimi superstiti e quello che restava del paese fantasma. Tutto avviene sotto gli occhi del piccolo protagonista, voce narrante, che accompagna una capretta a farsi ingravidare e che, in questa simbolica avventura, ricostruisce e ridisegna queste pagine di storia locale, ma anche universale.

E non possiamo non vedere nella capra una “apparizione elementare della vita animale” come scrisse Contini dell’omonima poesia di Saba, una simbolica riflessione della condizione di dolore umana. Così il suo sacrificio diviene atto sacrale, che suggella un percorso iniziatico che porta alla scoperta della possibiltà del gesto di umana solidarietà. È in un certo senso una trasposizione figurativa e narrativa del sacrificio di comunione, che lega una comunità con fili invisibili, che solo attraverso l’arte del ricordo si possono ogni volta riannodare. È nei silenzi che queste pagine acquistano maggiore forza, nella costruzione di sequenze che mettono insieme i due diversissimi segni dei due autori senza l’ausilio del fardello delle parole. In una storia che tutto sommato ha smesso di essere quella di una località, ma che si propone nella sua semplice e tragica esperienza come urgente monito: l’argine sta lì, sempre pronto a indicare da che parte puoi sempre stare.

L’opera è stata realizzata grazie al progetto del Museo Civico Varoli, con il contributo di Regione Emilia Romagna e Provincia di Ravenna.

Apre la sede di Ama Ravenna, lista civica in appoggio del Pd

In piazza Caduti sul lavoro sarà aperta tutte le mattine

La lista civica “Ama Ravenna” ha inaugurato la propria sede di Piazza Caduti sul Lavoro 18 a Ravenna (all’interno della galleria), dove al mattino i candidati riceveranno tutti cittadini che vorranno chiarimenti ed esprimere le proprie perplessità e problemi. «La Lista Civica “Ama Ravenna” – spiegano i promotori tra cui come noto spicca il nome di Daniele Perini, fondatore di Amare Ravenna e consigliere comunale Pd – nasce con spiccata vocazione per le tematiche sociali, con forte volontà di apportare miglioramenti sulle politiche a sostegno delle fasce deboli, e non solo, con l’aiuto di tutti e facendo forza sulle esperienze e competenze dell’eterogeneo gruppo dei propri candidati».

L’attenzione ai bisogni dei giovani, la difesa delle fasce più deboli, i temi sociali, il sostegno alle famiglie e agli anziani, il diritto al lavoro sono le coordinate che questa lista  è pronta a seguire. “Tutti i concittadini saranno i benvenuti con le proprie idee, critiche e suggerimenti per aiutarci a migliorare la nostra amata Ravenna perché la Lista “Ama Ravenna” non intende demordere indipendentemente dai risultati elettorali».

Per info e appuntamenti: 335 659 6315 – 333 383 3293 – 392 040 8722. http://www.amaravenna.it/

Nel giorno della Liberazione uno spettacolo per Lampedusa

Al Rasi va in scena “O’scià”, l’incasso per un centro disabili sull’isola

Studiano nella scuola di recitazione romana “Fondamenta” diretta da Giancarlo Sammartano, i ragazzi e le ragazze che hanno aderito al Salvadanaio sociale per Lampedusa scrivendo la drammaturgia dello spettacolo teatrale “O’scià” (tr. dal lampedusano: fiato mio) che andrà in scena il 25 aprile alle 21 al Teatro Rasi di Ravenna.

L’evento è promosso dalla Rete civile contro il razzismo di Ravenna nell’ambito del progetto Lampedusa siamo noi che, volutamente nel giorno della Liberazione, vuole sollecitare una significativa interpretazione della Resistenza odierna. L’incasso della serata sarà versato interamente al Salvadanaio sociale per Lampedusa, che fino ad oggi ha raccolto oltre 10mila euro con l’adesione di tante associazioni e comuni (di Cervia, Rivalta, Ravenna) oltre a CGIL e AUSER, per realizzare un Centro educativo per disabili di cui l’isola è assolutamente sprovvista e bisognosa, in collaborazione con il Comune di Lampedusa La Rete civile contro il razzismo invita quindi i/le ravennati a stare insieme alla popolazione lampedusana partecipando a questo spettacolo teatrale, per aiutare l’isola di Lampedusa ad affrontare con più serenità la sua condizione di avamposto, di riva sulla quale una speranza possa gettare l’ancora. I biglietti possono essere acquistati al costo di €. 7,00 la sera stessa dalle 20 alle ore 20,45 alla biglietteria del Teatro Rasi.

Caos rifiuti: ancora problemi nella raccolta della differenziata

Continuano le segnalazioni di disagi da parte dei cittadini

Da Hera sono arrivate rassicurazione sul ripristino alla normalità della raccolta rifiuti, ma queste immagini sono state scattate domenica 24 aprile verso le 9.25 nei pressi di via Vicoli, nell’area accanto al parco Celso Strocchi: non proprio una bella pubblicità per incoraggiare gli utenti all’indifferenziata. Altre criticità, soprattutto nella raccolta della differenziata, ci sono state segnalate dai lettori ai lidi e anche in altre vie di Ravenna. Su facebook cittadini segnalano situazione di criticità anche altre zone della città. La raccolta, assicurano dalla multiutility, non sarà sospesa per il ponte. Come noto, questi problemi sono insorti circa una settimana fa quando c’è stato il passaggio di consegne all’azienda Aimeri che si è aggiudicato l’appalto per il servizio con un ribasso del 14 percento rispetto alle cooperative locali che già gestivano il servizio.

Medaglie, corone e pedalate Ecco gli appuntamenti del 25 aprile

Al Socjale di Piangipane uno spettacolo di Lady Godiva martedì 26

Vari gli appuntamenti in tutto il territorio nel Ravennate per celebrare il 25 aprile e la Liberazione dal Nazifascismo, a cominciare naturalmente da Palazzo Merlato.

Lunedì 25 aprile alle 9,30 nella Sala Preconsiliare del Comune, piazza del Popolo 1, si terrà la cerimonia di conferimento delle “Medaglie della Liberazione” alle partigiane e ai partigiani di Ravenna e Cervia che combatterono durante la Seconda guerra mondiale. Interverranno:  Francesco Russo, prefetto di Ravenna, Fabrizio Matteucci, sindaco, Gabriele Armuzzi, vicesindaco di Cervia, Ivano Artioli, presidente provinciale dell’Anpi.

 Successivamente alle 11 in piazza del Popolo verranno deposte le corone alla lapide dei partigiani caduti per la liberazione dal nazifascismo. Sono previsti gli interventi del sindaco Fabrizio Matteucci, del presidente della Provincia Claudio Casadio e del presidente provinciale dell’Anpi Ivano Artioli. Prevista l’esibizione della banda musicale cittadina.

Contestualmente alle 9 nel piazzale Natalina Vacchi verrà scoperta una targa in ricordo di Lina Vacchi. Interverrà tra gli altri l’assessora alle Politiche e cultura di genere Giovanna Piaia, per il ricordo della partigiana ravennate impiccata dai fascisti al Ponte degli Allocchi il 25 agosto 1944. L’evento si svolgerà in collaborazione con l’Unione donne in Italia e l’Istituto storico della Resistenza di Ravenna e Provincia.

Come ormai consuetudine, si svolgerà anche la Pedalata della Liberazione che si snoderà lungo un percorso che dalla città conduce alla pineta di Classe. Il ritrovo è fissato alle 9.30 al Conad di via Galilei e la partenza è prevista per le 10.15. Il percorso toccherà la rotonda Gran Bretagna, Ponte Nuovo, via Romea Sud, via Classense (Classe), via Morgagni (ultima a destra prima del passaggio a livello), la pista ciclabile nella pineta di Classe, la carraia del Cippo, ponte Botole e la carraia Querce di Dante, per arrivare a Ca’Acquara, storica casa pinetale sulla Bevanella nella pineta di Classe.

Lungo l’itinerario verranno deposti simbolici omaggi a Classe, nel parco pubblico intitolato al soldato inglese Reginald Barton Stratton, caduto in combattimento durante la Liberazione di Classe il 19 novembre 1944; e al cippo in memoria di Vito Salvigni e Umberto Fussi, due giovani del distaccamento Garavini caduti nella lotta di Resistenza partigiana.

L’arrivo è previsto alle 12. Seguiranno ristoro e svago. Il ritorno sarà libero. È consigliabile per tutti l’uso del casco.

Per quanto riguarda invece il forese, numorosissimi gli appuntamenti nelle varie frazioni già dal mattino.

Si comincia alle 8.30 del mattino con partenza in bicicletta da Piazza Marradi a Casal Borsetti per deposizione di corone alla Stele Partigiana al Poligono “Foce Reno”, ai cippi lungo il percorso, alla lapide dei Caduti presso la “Scuola Viva C. Colombo”, al Monumento dei Caduti in Piazza Marradi, con alzabandiera. Alle 12.15 posa di una corona al Cippo dei Caduti del Gruppo di Combattimento “Cremona” alla Fattoria Guiccioli di Mandriole. Sarà presente il Presidente del Consiglio territoriale Davide Benazzi.
Alle 8.30, in Piazza Italia a Savarna ritrovo e partenza per la visita ai cippi del territorio con deposizione di fiori e corone. Alle ore 10.30, presso la sede dell’Anpi corteo per le vie del paese e, a seguire, in Piazza Italia, interventi del Vice Sindaco Giannantonio Mingozzi e di un rappresentante dell’Anpi della Provincia di Ravenna.
Alle 9 deposizione delle corone e mazzi di fiori nei cippi di Mensa Matellica, Pineta di Classe, San Zaccaria (Via Dismano, parco della Rimembranza e cippo Bandini Primo detto Nocco), Casemurate, Parco della Rimembranza.
Ore 9,20 Piangipane – Ritrovo in Piazza XXII giugno 1944. Interverrà l’Assessore Massimo Cameliani. Si esibirà in “Note di liberta’” il Coro “ A voj cantè neca me” di Piangipane con Daniela Peroni ed il M° Christian Ravaglioli. Seguirà il Corteo cittadino con deposizione di fiori e corone al Cimitero degli Alleati di Piangipane, ai cippi Partigiani ed al Sacrario della Brigata Cremona a Camerlona.
Alle ore 9.30 a San Romualdo celebrazione della Santa Messa e deposizione delle corone alla lapide dei caduti. A seguire a Mandriole, alle ore 10.00, ritrovo in Piazza 2 Agosto e corteo per deposizione delle corone ai cippi; sarà presente l’assessora Martina Monti.
Ore 9,30 S. P. in Trento – ritrovo presso il circolo Arci di Via Taverna e corteo con deposizione della corona al Monumento dei caduti. Saranno presenti l’Assessore Libero Asioli e Samuele Bosi, Presidente del Consiglio Territoriale di Roncalceci
A seguire a Filetto alle ore 10.30 deposizione della corona presso il cippo Pesa con la partecipazione dell’Associazione dei Bersaglieri di Filetto; saranno presenti l’Assessore Libero Asioli e Samuele Bosi, Presidente del Consiglio Territoriale di Roncalceci. Alle ore 11,15 Santa Messa presso la Chiesa di Sulo.
Dalle 9 alle 11 apertura al pubblico del Museo dei Bersaglieri di Filetto.
A Santerno alle 10, ritrovo in Piazza 5 Dicembre e corteo fino al Parco delle Rimembranze.
Ore 10 a S. Pietro in Vincoli: corteo e deposizione di una corona al Monumento dei Caduti presso Piazza dei Caduti; canti degli alunni della Scuola elementare e degli allievi della Scuola di musica diretti da Monica Monduzzi. Interverranno l’assessora Valentina Morigi e un rappresentante dell’Anpi provinciale.
Alle 10 a Mezzano in Piazza della Repubblica, interventi della Presidente del Consiglio Comunale Livia Molducci e di un rappresentante dell’Anpi. A seguire corteo per la visita ai cippi con deposizione di fiori e corone.

Alle ore 10, a Ravenna, con partenza da Piazza Brigata Pavia corteo ai cippi commemorativi dei caduti nella lotta di Resistenza Partigiana esistenti nel quartiere. Percorso: via Cassino, via S. Mama, Piazza Romolo Ricci, via Montesanto, via Piave; al Ponte dei Martiri interverranno Antonio Mellini, Presidente del Consiglio Territoriale Ravenna Sud e l’assessora Ouidad Bakkali. Saranno deposti fiori e corone.
Alle ore 10 in via Po 15/A a Porto Corsini i ragazzi delle classi 3°A e 3°C della scuola secondaria di primo grado “Mario Montanari” di Ravenna presentano “PASSAGGIO DI TESTIMONE” sintesi dei lavori svolti nell’anno scolastico 2015/2016 nell’ambito del progetto “Cittadinanza e Costituzione”. Docenti coinvolte Anna Tassinari, Livia Pezzi e Annalisa Ercolani. Alle 11 partenza del corteo per la posa della corona celebrativa al monumento ai caduti di Porto Corsini, al parco Vilma Soprani in via Cortellazzo.
Alle ore 10 in piazza S.Massimiano a Punta Marina Terme inaugurazione della nuova recinzione al monumento ai Caduti di tutte le guerre e posa di una al targa commemorativa; interverranno l’assessore Roberto Fagnani, l’Anpi provinciale e una rappresentanza del Liceo Artistico “Nervi-Severini”.
Alle ore 10.30 in Piazza Garibaldi a S. Alberto corteo per omaggio ai caduti e posa delle corone ai cippi e lapidi lungo le vie del paese e commemorazione in Piazza Garibaldi. Interverranno Paolo Fratti, presidente dell’Anpi di S. Alberto e l’assessora Martina Monti.
Alle ore 10.30 ad Ammonite omaggio floreale degli antifascisti del luogo, alle tombe di Andrea Marchetti e Giovanni Cortesi, martiri per la Libertà.

Le iniziative proseguiranno anche martedì 26 aprile: alle 13.45 a Porto Fuori raduno alla scuola elementare Sergio Cavina e partenza del corteo diretto al campanile della chiesa parrocchiale e al Parco della Rimembranza, per deporre corone di alloro in ricordo dei caduti; momento celebrativo e benedizione del parroco. Alle 14.30 la cerimonia continuerà all’interno della sala Kojak. Gli alunni della scuola Cavina presenteranno il percorso didattico sulla libertà realizzato nel corso dell’anno scolastico 2015/2016 attraverso un repertorio artistico di vario genere che comprende canti, musiche e poesie. Sarà presente anche una rappresentanza dei bimbi della scuola comunale dell’infanzia “Il Pettirosso”. Interverranno l’Assessore Massimo Cameliani e un rappresentante dell’Anpi.

A Piangipane alle 21 al Teatro Socjale “Achtung banditi !- Voci dalla resistenza”, spettacolo di Lady Godiva Teatro, regia di Eugenio Sideri, con un testo di Andrea Castronovo. Ingresso offerta libera.

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