sabato
09 Maggio 2026

Tangenti in Anas in Toscana, nell’inchiesta si apre un filone ravennate

Agli arresti domiciliari il titolare dell’Intergeos di Alfonsine e indagini anche su un’altra ditta della nostra provincia

Si apre un filone ravennate nell’inchiesta sulle presunte tangenti sugli appalti Anas in Toscana emersa l’anno scorso e denominata “Strade dell’oro”. Lo rivela in un’agenzia l’Ansa.

Si tratta di quelle che venne definito come un collaudato sistema di corruzione che, secondo il procuratore capo Giuseppe Creazzo, si basava su mazzette del 5 per cento sull’importo dei lavori di decine di appalti della rete stradale toscana dell’Anas.

Agli arresti domiciliari è finito un imprenditore, titolare della ditta Intergeos di Alfonsine, specializzata in opere stradali e d’ingegneria ambientale. L’imprenditore era fra gli indagati della prima fase ed era stato già perquisito. Nella stessa giornata di ieri (martedì 19 gennaio) inoltre Roberto Troccoli, ex capo del servizio amministrativo di Anas Toscana, già agli arresti domiciliari dal settembre scorso, è stato raggiunto da una seconda misura di custodia cautelare, sempre agli arresti domiciliari, emessa dal gip. L’accusa per entrambi è di corruzione.

Secondo quanto emerge, sono state denunciate, sempre in queste ore, altre cinque persone, che si aggiungono ai 24 indagati della fase iniziale. Uno dei nuovi indagati è il titolare di un’altra ditta del Ravennate che secondo la procura di Firenze avrebbe rapporti con la stessa Intergeos in lavori per l’Anas: anche lui è accusato di corruzione. Indagate per favoreggiamento, invece, altre quattro persone, nuove nelle indagini, tutti dipendenti e collaboratori di Intergeos e dell’altra azienda ravennate. Perquisizioni sono state condotte dagli investigatori dall’alba fino a tarda mattinata di martedì e sono state eseguite presso abitazioni e aziende di indagati. È stata sequestrata documentazione cartacea e informatica, in particolare relativa ai rapporti tra indagati, ditte e Anas Toscana.

Con questo sviluppo, l’inchiesta, coordinata dalla Dda di Firenze e condotta da Polstrada e sezione di pg della procura, apre così un cosiddetto ‘filone ravennate’ che confermerebbe – secondo l’accusa – l’attività illecita degli ex vertici di Anas Toscana, i quali, grazie a ruolo e funzione ricoperta, avrebbero assicurato ad alcune imprese l’aggiudicazione certa di lavori. Anche gli appalti su cui si indaga in questo sviluppo, sono relativi ad opere e cantieri stradali in Toscana.

Niente supplenze: i genitori raccolgono 1.600 firme. «Situazioni gravi a scuola»

Una petizione contro l’applicazione della nuova norma che non prevede la sostituzione dei docenti nel primo giorno di assenza

Un gruppo di genitori di bambine e bambini frequentanti le scuole primarie (degli istituti comprensivi Damiano Novello, San Biagio, Darsena, Mare, Randi, Ricci Muratori e Manara Valgimigli) di Ravenna ha dato vita a una raccolta firme sul problema del blocco delle supplenze.

La legge di stabilità 2015 impone infatti alle scuole pubbliche da quest’anno scolastico di non chiamare supplenti per il primo giorno di assenza dei docenti e per i primi sette giorni di assenza dei collaboratori scolastici. L’applicazione di questa norma sta producendo effetti consistenti in quanto – spiegano i genitori in una nota inviata alla stampa – a fronte dell’assenza di insegnanti «si stanno verificando situazioni gravi e preoccupanti». I bambini e le bambine senza insegnante vengono infatti spesso distribuiti nelle altre classi del plesso con conseguente sovraffollamento e superamento della capienza massima delle classi determinando, scrivono i genitori, «problemi di sicurezza in caso di evacuazione e interruzione della didattica programmata».

«La pedissequa applicazione di tale disposizione – continua la nota – sta provocando forte disagio nelle scuole, e in particolare gravi lesioni del diritto allo studio degli alunni, nonché notevoli problemi di sicurezza e garanzia dell’igiene».

Vari episodi segnalati da genitori di vari plessi raccontano di scuole, soprattutto primarie, dove alunne e alunni vengono smistati in altre classi, lasciati in custodia ad educatori (non insegnanti) oppure l’insegnante di sostegno o l’insegnante di attività alternativa alla religione viene impegnato in sostituzione del supplente. Spesso sono gli insegnanti facenti parte dell’organico di potenziamento, recentemente nominati, a diventare all’occorrenza supplenti.

«Parimenti preoccupante – continua la nota dei genitori – si configura la mancata sostituzione del personale Ata per il quale non è prevista alcuna sostituzione per i primi sette giorni di assenza dei collaboratori scolastici che hanno, tra i propri compiti, quelli di accoglienza e di sorveglianza. In vari plessi dove le classi sono situate su piani diversi anche la sorveglianza è fortemente compromessa, grave è anche la situazione igienica di bagni e locali».

Sono oltre 1600 le firme raccolte in città e nel forse in poco più di un mese (e la raccolta è ancora in corso) per denunciare queste situazioni e chiedere che, qualora non sia possibile tutelare e garantire il diritto allo studio degli alunni o l’incolumità e la sicurezza degli stessi – «e lo smistamento degli alunni in altre classi non è uno strumento adeguato a soddisfare tali garanzie», viene sottolineato nella petizione – i Dirigenti Scolastici nominino i supplenti.

Il modulo per firmare è scaricabile dal sito del CESP- Centro Studi per la Scuola Pubblica (http://www.cespbo.it/)

Nei prossimi giorni una delegazione di genitori incontrerà la direzione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Ravenna.

Cinque auto e un furgone: ecco i primi mezzi elettrici del Comune di Ravenna

Un investimento della Regione che ha stanziato 2,4 milioni di euro

Cinque auto e un furgone di marca Renault: sono i primi mezzi elettrici che entrano a far parte del parco macchine del Comune di Ravenna e che verranno utilizzati dai Servizi dell’Area Infrastrutture civili.

L’acquisizione si è potuta realizzare grazie alla Regione che, con uno stanziamento complessivo di circa 2,4 milioni di euro, ha finanziato interamente l’acquisto di 103 veicoli tra auto, autocarri van, autocarri combi e quadricicli per i 15 Comuni aderenti all’Accordo di Qualità dell’Aria 2012-2015 (oltre a Ravenna, Bertinoro, Bologna, Carpi, Cesena, Faenza, Ferrara, Forlì, Forlimpopoli, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini).

L’iniziativa è stata presentata ufficialmente a Bologna, con l’esposizione di una quarantina dei veicoli elettrici in piazza Renzo Imbeni. Per il Comune di Ravenna erano presenti gli assessori alla mobilità Roberto Fagnani e all’Ambiente Guido Guerrieri (nella foto).

«Sono azioni concrete per il miglioramento della qualità dell’aria – affermano i due in una nota congiunta – che vogliono anche rappresentare un esempio da seguire. Compiamo dunque un passo avanti verso a favore della mobilità sostenibile e della qualità dell’aria che respiriamo poiché i mezzi elettrici, non inquinando, contribuiscono a ridurre le polveri sottili nocive alla salute».

Dopo l’approvazione del Protocollo d’intesa tra la Regione e i 15 Comuni per l’acquisto dei veicoli elettrici all’interno del progetto pilota “Mi muovo elettrico – Free carbon city”, a maggio 2015 è stata aggiudicata la gara svolta da Intercenter per la fornitura, in quattro lotti, dei mezzi. Renault Italia Spa si è aggiudicata tre lotti (e precisamente quello per le auto elettriche a quattro posti, per autocarri van a due posti, per autocarri combi a cinque posti), mentre l’azienda I’moving si è aggiudicata il quarto lotto (quadricicli pesanti a due posti). Con il contributo della Regione, oltre all’acquisto dei veicoli, i Comuni hanno pagato l’allestimento su strada.

Cinque auto e un furgone: ecco i primi mezzi elettrici del Comune di Ravenna

Un investimento della Regione che ha stanziato 2,4 milioni di euro

Cinque auto e un furgone di marca Renault: sono i primi mezzi elettrici che entrano a far parte del parco macchine del Comune di Ravenna e che verranno utilizzati dai Servizi dell’Area Infrastrutture civili.

L’acquisizione si è potuta realizzare grazie alla Regione che, con uno stanziamento complessivo di circa 2,4 milioni di euro, ha finanziato interamente l’acquisto di 103 veicoli tra auto, autocarri van, autocarri combi e quadricicli per i 15 Comuni aderenti all’Accordo di Qualità dell’Aria 2012-2015 (oltre a Ravenna, Bertinoro, Bologna, Carpi, Cesena, Faenza, Ferrara, Forlì, Forlimpopoli, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini).

L’iniziativa è stata presentata ufficialmente a Bologna, con l’esposizione di una quarantina dei veicoli elettrici in piazza Renzo Imbeni. Per il Comune di Ravenna erano presenti gli assessori alla mobilità Roberto Fagnani e all’Ambiente Guido Guerrieri (nella foto).

«Sono azioni concrete per il miglioramento della qualità dell’aria – affermano i due in una nota congiunta – che vogliono anche rappresentare un esempio da seguire. Compiamo dunque un passo avanti verso a favore della mobilità sostenibile e della qualità dell’aria che respiriamo poiché i mezzi elettrici, non inquinando, contribuiscono a ridurre le polveri sottili nocive alla salute».

Dopo l’approvazione del Protocollo d’intesa tra la Regione e i 15 Comuni per l’acquisto dei veicoli elettrici all’interno del progetto pilota “Mi muovo elettrico – Free carbon city”, a maggio 2015 è stata aggiudicata la gara svolta da Intercenter per la fornitura, in quattro lotti, dei mezzi. Renault Italia Spa si è aggiudicata tre lotti (e precisamente quello per le auto elettriche a quattro posti, per autocarri van a due posti, per autocarri combi a cinque posti), mentre l’azienda I’moving si è aggiudicata il quarto lotto (quadricicli pesanti a due posti). Con il contributo della Regione, oltre all’acquisto dei veicoli, i Comuni hanno pagato l’allestimento su strada.

La campagna collettiva di Ravenna in Comune

Al via un crowdfunding, una sede in arrivo in centro
La candidata Sutter: «Soddisfatta del lavoro di squadra»

Nel campo delle opposizioni al Pd c’è in effetti una forza che non sta cercando o aspettando alleanze e sta lavorando al programma offrendo contributi su temi cruciali, dalla chimica (per cui si chiede un rilancio pubblico guardando alla green economy) al porto (dove il dito è puntato sul conflitto di interessi tra pubblico e privato di Sapir) al consumo di suolo, per cui Ravenna è stata da poco incoronata ai vertici di una ben triste classifica. Si tratta di Ravenna in Comune, la lista che riunisce varie forze politiche della sinistra (tra cui Prc, Sel, Pdci, Socialisti) e numerosi singoli come i portavoce Massimo Manzoli e Dora Casalino e, soprattutto, la candidata sindaca Raffaella Sutter, sociologa, ex dirigente del Comune molto nota nel mondo della cultura e dei giovani in città proprio per il lavoro svolto in Municipio su questi fronti.

«I testi – ci racconta Sutter – sono sempre frutto di un confronto e un lavoro collettivo di una ventina di persone. Ognuno scrive sui temi di cui è più esperto e sottopone il proprio testo ad altre persone che lo integrano, lo correggono, lo migliorano in una piattaforma online. Tutto questo lavoro collettivo sta funzionando e ne sono molto soddisfatta devo dire. A breve presenteremo il programma elaborato dai vari gruppi di lavoro, i quali coinvolgono un altro centinaio di persone tra le circa 400 che hanno firmato il documento fondativo. Lo presenteremo con una piattaforma web innovativa e accattivante, con mappe, video, possibilità di interagire, sono molto fiduciosa…».

La campagna elettorale di Ravenna in Comune, però, prevede anche strumenti più “tradizionali” ed entrerà nel vivo con i primi manifesti 6×3 e le prime cartoline con il titolo “Con la cultura si mangia “ che seguono un comunicato stampa dal titolo “Di turismo si campa”. Le cartoline, così come saranno i manifesti, si rifanno ai mosaici in città, a cominciare da quelli di Galla Placidia a cui è ispirato il simbolo stesso della lista, l’asterisco.

E con i materiali visivi riprenderanno anche incontri pubblici, già diversi quelli svolti prima delle feste in particolare nel forese, con personalità di vari settori, a cominciare appunto dal mondo della cultura, per poi andare sui temi del lavoro e del sociale secondo le stesse modalità. «Non voglio anticipare nulla, ma posso dire che ci saranno persone del mondo della cultura che hanno sottoscritto il nostro documento». Tra questi ci sono Gerardo Lamattina, Elettra Stamboulis, Emiliano Biondelli, Luca Gambi, Tahar Lamri. Una risposta agli intellettuali Marco Martinelli e Luigi Dadina che hanno firmato invece per la creazione di una lista di sinistra ma in appoggio al candidato Pd De Pascale? «Ma no – dice Sutter – figuriamoci. Sono semplicemente persone che fin da subito hanno aderito al progetto, mesi fa, al momento della mia candidatura, e ora sono disposti a dare il loro contributo alla campagna elettorale». E a proposito di contributi, la domanda sorge spontanea: come si finanzia una campagna così? «Moltissime cose vengono fatte da volontari che mettono a disposizione le proprie competenze, ma certo ci sono costi da sostenere, come l’affitto della sede del comitato elettorale che spero saremo in grado di inaugurare tra poche settimane, in centro. E quindi siamo pronti a partire con una campagna di crowdfunding: chiediamo ovviamente sottoscrizioni volontarie a chi ha firmato il nostro documento e raccogliamo fondi a ogni nostro incontro e a breve sul sito si potrà trovare il conto corrente, per chi volesse». Ancora non si è posto il problema di come e quanto rendere pubblici i finanziamenti per proteggere la privacy e se porre limiti. «In effetti non ci abbiamo ancora pensato, per ora le sottoscrizioni non superano cifre di qualche decina di euro…». Insomma, nessun grande finanziatore nell’ombra, ma tanti piccoli contributi da gruppi, associazioni e soprattutto singoli cittadini. Per ora ancora nessun nome nella eventuale squadra che dovrebbe accompagnare Sutter se fosse eletta, ma non è escluso che saranno comunque resi noti prima delle elezioni, come a breve saranno altresì rese note le “regole di ingaggio” per le candidature in consiglio comunale dove per la neonata lista la sfida sarà calibrare personalità con un passato politico nei partiti che aderiscono al progetto e altre che invece si affacciano alla vita politica e amministrativa della città.

Assenteismo all’ispettorato del lavoro L’indagine coinvolge dieci dipendenti

Dopo i due arresti di dicembre, i carabinieri tornano negli uffici e prelevano documenti e computer. Si indaga anche per corruzione

Si allarga l’indagine della procura sull’ispettorato del lavoro a Ravenna con le ipotesi di truffa allo Stato per assenteismo, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio per le soffiate fornite a imprenditori destinatari di controlli: dal 10 dicembre due funzionari sono in custodia cautelare in carcere ma ora, secondo quanto si apprende dalle pagine dei quotidiani locali, il raggio d’azione degli inquirenti ora abbraccia una decina di ispettori degli uffici di via Alberoni, alcuni già iscritti nel registro degli indagati e altri potrebbero esserlo a breve.

I carabinieri del nucleo investigativo – si legge su Corriere Romagna e Resto del Carlino – hanno visitato gli uffici lunedì 18 gennaio per acquisire ulteriore materiale utile alle indagini: sono stati prelevati due computer e diversa documentazione cartacea. L’attenzione dei magistrati (indagini coordinate dal procuratore capo Alessandro Mancini e dal sostituto Angela Scorza) vertono soprattutto sulla possibilità che l’assenteismo riguardasse anche altri dipendenti e non solo il 43enne M. S. e il 59enne G. F. Telecamere nascoste, intercettazioni telefoniche e pedinamenti vecchia maniera avrebbero accertato le loro frequenti entrate e uscite senza registrare i passaggi sul badge marcatempo. Dal dentista, dall’estetista, dal meccanico, dall’assicuratore, al mare: erano diversi i luoghi in cui i due si trovavano realmente mentre formalmente risultavano in ufficio.

Il filone della presunta corruzione invece riguarda i rapporti poco cristallini tra la coppia F.-S. e alcuni imprenditori – soprattutto attivi nel mondo della ristorazione e del divertimento nella zona cervese – con informazioni spifferate alle aziende per farsi trovare in regola al momento dei controlli pianificati senza preavviso: in cambio i due ne avrebbero ottenuto sconti su cene e bevute, piccoli regali e la disponibilità all’assunzione di giovani amici di Ferrara.

Anche la Lega sfiducia Di Marco (Ap) «Serve chi conosce problemi del porto»

A marzo scade il mandato e l’onorevole Pini chiede che il ministero
nomini un commissario fino alle elezioni per il sindaco

Il nuovo presidente dell’Autorità portuale di Ravenna non può essere nominato a marzo a tre mesi dalle elezioni comunali, serve un commissario nominato dal ministero per arrivare alla nuova nomina dopo la composizione della prossima giunta. Il parlamentare romagnolo della Lega Nord, Gianluca Pini, boccia senza mezzi termini la scelta del Partito democratico di scegliere il nuovo presidente a marzo alla scadenza del mandato di Galliano Di Marco. «Avviserò il ministro Graziano Delrio di non procedere la nomina a tre mesi prima del voto», spiega, per optare invece per un commissario come fatto a Genova in condizioni analoghe.

Poi attacca il candidato dem a sindaco di Ravenna e attuale segretario provinciale, Michele De Pascale, che ha mostrato «un’ignoranza abissale sulle norme che riguardano le Autorità portuali. È scollegato dall’azione del suo governo”. Infatti, spiega Pini, la riforma a cui lavora Delrio «toglie possibilità agli enti locali di incidere sulle scelte per i porti».

In caso di vittoria alle elezioni, neanche la Lega opterà per la conferma di Di Marco, puntando piuttosto su «qualcuno che ha già operato sul Candiano e conosce i suoi problemi: risorse formatesi sul porto, magari romagnole».

Anche la Lega sfiducia Di Marco (Ap) «Serve chi conosce problemi del porto»

A marzo scade il mandato e l’onorevole Pini chiede che il ministero
nomini un commissario fino alle elezioni per il sindaco

Il nuovo presidente dell’Autorità portuale di Ravenna non può essere nominato a marzo a tre mesi dalle elezioni comunali, serve un commissario nominato dal ministero per arrivare alla nuova nomina dopo la composizione della prossima giunta. Il parlamentare romagnolo della Lega Nord, Gianluca Pini, boccia senza mezzi termini la scelta del Partito democratico di scegliere il nuovo presidente a marzo alla scadenza del mandato di Galliano Di Marco. «Avviserò il ministro Graziano Delrio di non procedere la nomina a tre mesi prima del voto», spiega, per optare invece per un commissario come fatto a Genova in condizioni analoghe.

Poi attacca il candidato dem a sindaco di Ravenna e attuale segretario provinciale, Michele De Pascale, che ha mostrato «un’ignoranza abissale sulle norme che riguardano le Autorità portuali. È scollegato dall’azione del suo governo”. Infatti, spiega Pini, la riforma a cui lavora Delrio «toglie possibilità agli enti locali di incidere sulle scelte per i porti».

In caso di vittoria alle elezioni, neanche la Lega opterà per la conferma di Di Marco, puntando piuttosto su «qualcuno che ha già operato sul Candiano e conosce i suoi problemi: risorse formatesi sul porto, magari romagnole».

Una nuova edizione per Rumore di Acque

Alessandro RendaTorna a Ravenna, nell’ambito della rassegna “Scena Contemporanea“ lo spettacolo delle Teatro delle Albe, patrocinato da Amnesty International, Rumore di Acque, scritto e diretto da Marco Martinelli con protagonista Alessandro Renda. Si tratta di una nuova versione ideata dal regista e da Ermanna Montanari in occasione di una tournée negli Stati Uniti che va in scena dal 19 al 22 gennaio negli spazi di Vulkano a San Bartolo (via Cella 261). Questo allestimento è caratterizzato anche da nuove musiche originali del compositore statunitense Guy Klucevsek, fisarmonicista della scena sperimentale americana che ha lavorato con grandi autori come John Zorn.  Klucevsek innesta in modo sorprendente musiche del patrimonio folklorico mitteleuropeo nel repertorio sperimentale statunitense.

Com’è noto, Rumore di Acque – definito dagli autori un “oratorio per i sacrificati“ – racconta in chiave struggente ma anche grottesca le tragiche vicende dei barconi dei migranti alla deriva nel Mediterraneo, e degli innumerevoli morti senza nome scomparsi in quel braccio di mare fra Italia e Africa.
«Nel 2015 la “questione” dei profughi è esplosa, è diventata oscenamente “visibile“ – commenta Martinelli la nuova edizione – mentre scrivo i giornali aprono con la foto del cadavere di un bimbo siriano tra le braccia di un poliziotto turco, la foto “che scuote l’Europa“, titolano i quotidiani. Non bastano migliaia e migliaia di morti a scuotere l’Europa? Non basta sapere dei bambini annegati a centinaia e centinaia, ci vuole una foto in prima pagina per scuotere l’Europa, il mondo? In questo 2015 al nostro Rumore di acque stanno giungendo richieste dai posti più impensati: scuole, centri sociali, piccole sale teatrali. Per rispondere a queste chiamate, pur continuando a girare nei teatri insieme ai Fratelli Mancuso, nell’edizione da palco che ha debuttato nel 2010, ci siamo inventati una versione più agile dello spettacolo: Ermanna ha ripensato la scenografia, disegnando a terra una performatica spirale di carbone, mentre Alessandro è accompagnato dalle musiche registrate del fisarmonicista Guy Klucevsek, con cui abbiamo realizzato una particolare edizione di Rumore di acque a Milwaukee. E con questo nuovo allestimento possiamo andare quasi ovunque, ovunque la necessità chiamerà lo spettacolo, anche sulla spiaggia: come se fossimo in tempo di guerra. E forse ci siamo davvero».

Sipario alle 21, dato i posti limitati si consiglia la prenotazione al tel. 0544 36239 (da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18)
Lo spettacolo sarà anche al Teatro Binario di Cotignola, sabato 23 gennaio alle 21.  

Una nuova edizione per Rumore di Acque

Alessandro RendaTorna a Ravenna, nell’ambito della rassegna “Scena Contemporanea“ lo spettacolo delle Teatro delle Albe, patrocinato da Amnesty International, Rumore di Acque, scritto e diretto da Marco Martinelli con protagonista Alessandro Renda. Si tratta di una nuova versione ideata dal regista e da Ermanna Montanari in occasione di una tournée negli Stati Uniti che va in scena dal 19 al 22 gennaio negli spazi di Vulkano a San Bartolo (via Cella 261). Questo allestimento è caratterizzato anche da nuove musiche originali del compositore statunitense Guy Klucevsek, fisarmonicista della scena sperimentale americana che ha lavorato con grandi autori come John Zorn.  Klucevsek innesta in modo sorprendente musiche del patrimonio folklorico mitteleuropeo nel repertorio sperimentale statunitense.

Com’è noto, Rumore di Acque – definito dagli autori un “oratorio per i sacrificati“ – racconta in chiave struggente ma anche grottesca le tragiche vicende dei barconi dei migranti alla deriva nel Mediterraneo, e degli innumerevoli morti senza nome scomparsi in quel braccio di mare fra Italia e Africa.
«Nel 2015 la “questione” dei profughi è esplosa, è diventata oscenamente “visibile“ – commenta Martinelli la nuova edizione – mentre scrivo i giornali aprono con la foto del cadavere di un bimbo siriano tra le braccia di un poliziotto turco, la foto “che scuote l’Europa“, titolano i quotidiani. Non bastano migliaia e migliaia di morti a scuotere l’Europa? Non basta sapere dei bambini annegati a centinaia e centinaia, ci vuole una foto in prima pagina per scuotere l’Europa, il mondo? In questo 2015 al nostro Rumore di acque stanno giungendo richieste dai posti più impensati: scuole, centri sociali, piccole sale teatrali. Per rispondere a queste chiamate, pur continuando a girare nei teatri insieme ai Fratelli Mancuso, nell’edizione da palco che ha debuttato nel 2010, ci siamo inventati una versione più agile dello spettacolo: Ermanna ha ripensato la scenografia, disegnando a terra una performatica spirale di carbone, mentre Alessandro è accompagnato dalle musiche registrate del fisarmonicista Guy Klucevsek, con cui abbiamo realizzato una particolare edizione di Rumore di acque a Milwaukee. E con questo nuovo allestimento possiamo andare quasi ovunque, ovunque la necessità chiamerà lo spettacolo, anche sulla spiaggia: come se fossimo in tempo di guerra. E forse ci siamo davvero».

Sipario alle 21, dato i posti limitati si consiglia la prenotazione al tel. 0544 36239 (da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18)
Lo spettacolo sarà anche al Teatro Binario di Cotignola, sabato 23 gennaio alle 21.  

Cmc sbarca nel mercato del nord Europa con un appalto da 400 milioni in Svezia

E il tribunale affida alla coop ravennate anche l’ospedale di Ancona

La Cmc di Ravenna, si è aggiudicata – in joint venture con la società Vianini Lavori Spa di Roma – i contratti per la realizzazione di due gallerie stradali della tangenziale di Stoccolma, tra Lovön e Ekerö.

I lavori inizieranno nei prossimi mesi ed avranno una durata di circa sei anni. Il valore totale del contratto è stimato in poco meno di 3,7 miliardi di corone svedesi equivalenti a circa 400 milioni di euro.

«Non potevamo iniziare quest’anno in modo migliore – ha spiegato Roberto Macrì, direttore generale di Cmc –, dopo il 2015 che si è chiuso con due importanti aggiudicazioni in Kenya. Questi progetti hanno un grande valore strategico per noi in quanto per la prima volta Cmc affronta il mercato del nord-Europa e ci consentono un’ulteriore diversificazione internazionale».

Da segnalare inoltre che nell’ultima settimana, grazie alla pronuncia del Consiglio di Stato (la cui sentenza ora è inappellabile dopo quattro passaggi di mano dell’appalto in quattro anni, alla luce del ricorso della cooperativa ravennate), è stata attribuita a Cmc la realizzazione dell’Ospedale di rete dell’Aspio ad Ancona per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro.

Il Gruppo Cmc ha un fatturato di circa 1,1 miliardi di euro, un portafoglio ordini di oltre 3 miliardi di euro e circa 8mila dipendenti.

Rapina nella notte in una ditta di slot: la guardia giurata spara. Presi i ladri

Un arresto e quattro fermi poche ore dopo da parte dei carabinieri

I carabinieri hanno arrestato un uomo e ne hanno fermati quattro per una rapina avvenuta nella notte fra giovedì e venerdì ai danni di un’azienda (la Romagna Giochi di Faenza) che produce apparecchi videolottery e slot.

Intorno alle 2.30 di notte, una guardia giurata, nel corso del suo giro di vigilanza, aveva sorpreso alcuni uomini mentre rubavano dai furgoni della ditta.

I ladri, prima di darsi alla fuga, avevano lanciato un palanchino contro il metronotte, che aveva risposto esplodendo alcuni colpi di pistola.

L’arrestato era già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per altri furti. (Ansa.it)

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