domenica
10 Maggio 2026

Dal porto alle elezioni fino alla nuova piazza Kennedy: l’agenda del 2016

Ecco eventi e progetti attesi quest’anno in provincia di Ravenna

Il 2016, a Ravenna, inutile dire che sarà soprattutto l’anno delle elezioni amministrative, quelle che in giugno daranno alla città un nuovo sindaco dopo i dieci anni di Fabrizio Matteucci. E per la prima volta dal 1993 pare possibile anche l’ipotesi di ballottaggio, con il Partito democratico abbandonato da (gran parte) degli alleati di sinistra, anche se l’opposizione in queste settimane non sta certo brillando per unità d’intenti.

Molto legata alla politica anche la questione del porto, con l’era del presidente Galliano Di Marco (nella foto con il sindaco quando ancora poteva accadere di vederli uno di fianco all’altro), sfiduciato dalle istituzioni locali, che finirà dopo i primi due mesi del 2016 e Matteucci che ha già annunciato per marzo la nomina del nuovo, con cui dovrebbe finalmente terminare la telenovela dell’ormai ex Progettone, quella dell’escavo del canale Candiano, con il nodo che resta quello dello smaltimento dei fanghi.

Restando in ambito portuale, non sarà neppure questo l’anno dell’exploit per le crociere, con 50mila passeggeri attesi a Porto Corsini, in crescita rispetto ai 40mila dell’anno scorso ma con numeri ancora lontani dagli oltre 100mila di inizio decennio.

Proseguendo lungo il canale Candiano, si arriva alla darsena di città, purtroppo non ancora riqualificata come magari qualcuno poteva sperare qualche anno fa, ma perlomeno un po’ più viva grazie ad alcuni locali ai quali si aggiungerà quest’anno (sarà pronto per l’estate) quello galleggiante, che andrà a posizionarsi vicino alla motonave-ristorante arrivata a Ravenna pochi mesi fa (nella foto).

Nel 2016 verrà anche realizzato il prolungamento del sottopasso della stazione (previsto inizialmente per fine 2015 e ora in fase di progettazione esecutiva) che spunterà di fronte al canale, dove nel vicino piazzale Moro dovrebbe finalmente venir realizzato un bar con punto di informazioni turistiche. Per chiudere sulla Darsena, ecco anche un sito internet del Comune – andato on line in questi giorni – dedicato alle opportunità logistiche, architettoniche urbanistiche e produttive del quartiere sul canale (a questo link).

Restando in ambito infrastrutturale, il cantiere forse più atteso è quello che partirà in primavera per la rotonda al posto del semaforo del cosiddetto incrocio killer, quello tra l’Adriatica e la Ravegnana. I lavori saranno completati entro l’anno (che sarà caratterizzato quindi anche da disagi per gli automobilisti alle porte di Ravenna), ma tra prevedibili ritardi e tempi per i collaudi non è da escludere che possa aprire effettivamente solo a inizio 2017.

Arrivando al centro storico, il 2016 per Ravenna sarà naturalmente l’anno della nuova piazza Kennedy. Resta l’incognita dei reperti, ma la piazza dovrebbe comunque essere completata (mantendendo probabilmente un piccolo cantiere nella zona più interessante dal punto di vista archeologico) rispettando i tempi, ossia entro il mese di giugno. In primavera saranno terminati anche i lavori di ristrutturazione (al via tra qualche giorno) del parcheggio ex Aci di via Port’Aurea che diventerà pubblico a tutti gli effetti rappresentando così insieme al già attivo multipiano di via Guidarelli l’alternativa ai posti auto persi con la pedonalizzazione di piazza Kennedy.

Nel 2016 continueranno invece due cantiere fondamentali come il mercato coperto e i musei di palazzo Guiccioli, entrambi destinati ad aprire i battenti nel 2017.

Per Ravenna il 2016 – dopo il 2015 da Capitale italiana della cultura – sarà anche l’anno da Città europea dello sport, un titolo più che altro simbolico che porterà alla nascita di alcune iniziative tematiche (come il torneo di calcio per bambini con squadre da tutta Europa o iniziative culturali a teatro) in un anno che segnerà comunque anche il ritorno del volley (dopo quello del basket, che ha da poco fatto segnare il numero record di spettatori) al Pala De André e alcuni interventi infrastrutturali importanti come quelli di restauro per la pista di atletica o la curva Mero dello stadio Benelli.

Infine, per quanto riguarda l’economia, centinaia di lavoratori del polo chimico guardano con apprensione al 2016 in vista dell’imminente cessione di Versalis, con tavoli di confronto tuttora in corso che cercano di tranquillizzare sulla strategicità di Ravenna.

Dando una rapida occhiata al resto della provincia, l’intervento più importante del 2016 sarà senza dubbio l’avvio dei lavori all’ex Salesiani di Faenza (nella foto un rendering), atteso da anni, che prevede una ristrutturazione e la creazione di nuovi spazi nell’imponente complesso in pieno centro storico con uffici comunali, informagiovani. ludoteca, spazi per università, servizi sociali, centro per le famiglie, uffici, scuola di musica, palestra, teatro e salone per eventi. A Lugo il 2016 avrà un impronta culturale con il rilancio del festival musicale dedicato all’opera barocca e settecentesca in occasione del trentennale del restauro del teatro Rossini, la cui direzione è stata affidata a un grande musicista come Rinaldo Alessandrini.

Infine Cervia: progetti infrastrutturali a parte (conclusione del nuovo ingresso e sottopasso a Pinarella, avvio della rotatoria delle saline, riqualificazione del Borgomarina con una nuova piazza vicino alla torre) il 2016 qui sarà ricordato soprattutto per l’anno dell’apertura tutti i giorni degli stabilimenti balneari fino a mezzanotte. Le polemiche tra operatori e associazioni di categoria sono già iniziate…

Con banconote false riuscivano a incassare soldi veri con i cambiamonete

Utilizzavano banconote da 20 euro palesemente false, fogli di carta in grado di essere riconosciuti come autentici dai dispositivi cambiamonete, riuscendo a riscuotere denaro autentico in moneta. Si tratta di un 21enne e un 33enne, italiani, nullafacenti, intercettati in auto dalle forze dell’ordine mercoledì sera, dopo che in mattinata erano riusciti a rubare in quel modo circa 300 euro in un bar di Portomaggiore (Ferrara).

Dopo la perquisizione, le forze dell’ordine hanno recuperato circa 3.800 euro di banconote false nelle loro disponibilità. I due sono stati arrestati per “furto aggravato in concorso”.

L’ex discoteca Woodpecker diventerà «un parco della musica e delle arti»

In estate un bando: l’Amministrazione di Cervia vorrebbe chiuderlo
con delle vetrate e renderlo attivo tutto l’anno, anche per cena

È terminato il percorso di partecipazione, a Cervia, per la riqualificazione dell’ex discoteca Woodpecker. Già dalla scorsa estate l’amministrazione aveva riaperto il luogo per alcuni eventi culturali e musicali, come i Magma e Ravenna Festival, riscuotendo grande successo (vedi articoli correlati).

Il sindaco Luca Coffari e l’assessore ai 50 luoghi Rossella Fabbri dichiarano: «Tra le varie proposte emerse, l’amministrazione è intenzionata a seguire quanto scaturito durante il percorso di partecipazione e dunque il Woodpecker sarà un parco della musica e delle arti. Un parco moderno, dove si potrà ascoltare musica, ma anche vivere la dimensione delle arti in generale, dal cinema, alle esposizioni, agli spettacoli». 

Un «polo culturale moderno» che nelle intenzioni dell’Amministrazione avrà anche la possibilità di ospitare il pubblico per cene, aperitivi e degustazioni, tutto l’anno, «in quanto vorremmo rendere possibile collocare, come era nel progetto iniziale dell’architetto Monti, dei vetri a protezione delle aperture delle cupole e far vivere in simbiosi con la natura quel luogo, 365 giorni all’anno. Si potrà quindi goderne del cambio delle stagioni e dei colori e perché no, anche dell’avanzare delle acque, quando nei periodi di pioggia le vasche adiacenti si alzano, creando un suggestivo specchio d’acqua che ricopre il terreno».

Per la prossima estate l’amministrazione organizzerà un apposito calendario di eventi, una sorta di anteprima, e parallelamente farà un bando che possa trovare anche un potenziale gestore e finanziatore, al fine di realizzare questo progetto e poi portarlo avanti.

L’ex discoteca Woodpecker diventerà «un parco della musica e delle arti»

In estate un bando: l’Amministrazione di Cervia vorrebbe chiuderlo
con delle vetrate e renderlo attivo tutto l’anno, anche per cena

È terminato il percorso di partecipazione, a Cervia, per la riqualificazione dell’ex discoteca Woodpecker. Già dalla scorsa estate l’amministrazione aveva riaperto il luogo per alcuni eventi culturali e musicali, come i Magma e Ravenna Festival, riscuotendo grande successo (vedi articoli correlati).

Il sindaco Luca Coffari e l’assessore ai 50 luoghi Rossella Fabbri dichiarano: «Tra le varie proposte emerse, l’amministrazione è intenzionata a seguire quanto scaturito durante il percorso di partecipazione e dunque il Woodpecker sarà un parco della musica e delle arti. Un parco moderno, dove si potrà ascoltare musica, ma anche vivere la dimensione delle arti in generale, dal cinema, alle esposizioni, agli spettacoli». 

Un «polo culturale moderno» che nelle intenzioni dell’Amministrazione avrà anche la possibilità di ospitare il pubblico per cene, aperitivi e degustazioni, tutto l’anno, «in quanto vorremmo rendere possibile collocare, come era nel progetto iniziale dell’architetto Monti, dei vetri a protezione delle aperture delle cupole e far vivere in simbiosi con la natura quel luogo, 365 giorni all’anno. Si potrà quindi goderne del cambio delle stagioni e dei colori e perché no, anche dell’avanzare delle acque, quando nei periodi di pioggia le vasche adiacenti si alzano, creando un suggestivo specchio d’acqua che ricopre il terreno».

Per la prossima estate l’amministrazione organizzerà un apposito calendario di eventi, una sorta di anteprima, e parallelamente farà un bando che possa trovare anche un potenziale gestore e finanziatore, al fine di realizzare questo progetto e poi portarlo avanti.

L’ex discoteca Woodpecker diventerà «un parco della musica e delle arti»

In estate un bando: l’Amministrazione di Cervia vorrebbe chiuderlo con delle vetrate e renderlo attivo tutto l’anno, anche per cena

È terminato il percorso di partecipazione, a Cervia, per la riqualificazione dell’ex discoteca Woodpecker. Già dalla scorsa estate l’amministrazione aveva riaperto il luogo per alcuni eventi culturali e musicali, come i Magma e Ravenna Festival, riscuotendo grande successo (vedi articoli correlati).

Il sindaco Luca Coffari e l’assessore ai 50 luoghi Rossella Fabbri dichiarano: «Tra le varie proposte emerse, l’amministrazione è intenzionata a seguire quanto scaturito durante il percorso di partecipazione e dunque il Woodpecker sarà un parco della musica e delle arti. Un parco moderno, dove si potrà ascoltare musica, ma anche vivere la dimensione delle arti in generale, dal cinema, alle esposizioni, agli spettacoli». 

Un «polo culturale moderno» che nelle intenzioni dell’Amministrazione avrà anche la possibilità di ospitare il pubblico per cene, aperitivi e degustazioni, tutto l’anno, «in quanto vorremmo rendere possibile collocare, come era nel progetto iniziale dell’architetto Monti, dei vetri a protezione delle aperture delle cupole e far vivere in simbiosi con la natura quel luogo, 365 giorni all’anno. Si potrà quindi goderne del cambio delle stagioni e dei colori e perché no, anche dell’avanzare delle acque, quando nei periodi di pioggia le vasche adiacenti si alzano, creando un suggestivo specchio d’acqua che ricopre il terreno».

Per la prossima estate l’amministrazione organizzerà un apposito calendario di eventi, una sorta di anteprima, e parallelamente farà un bando che possa trovare anche un potenziale gestore e finanziatore, al fine di realizzare questo progetto e poi portarlo avanti.

Bucci (Pigna): «Mingozzi punta la Sapir» La replica del vicesindaco: «Patacche»

Secondo il candidato sindaco il repubblicano mira alla presidenza «e cioè il garante del conflitto di interessi privati e pubblici al porto»

«Le tue sono tutte patacche»: il vicesindaco di Ravenna, Giannantonio Mingozzi, ricorre a un classico della romagnolità per smentire Maurizio Bucci, candidato sindaco della lista civica Pigna, che aveva criticato il silenzio del Comune sui recenti successi dell’Autorità portuale spiegandolo come conseguenze delle aspirazioni del repubblicano alla presidenza di Sapir «cioè di garante del grande conflitto di interessi politici e affaristici tra istituzioni locali e soci privati competitori».

Il successo di cui parla Bucci, oggi consigliere comunale del gruppo misto dopo l’uscita da Forza Italia, è il Fast Corridor: «Un progetto innovativo, finanziato al 50 percento dall’Unione Europea, grazie al quale si semplificano le procedure e si velocizzano i trasferimento delle merci, su gomma, dal porto di Ravenna all’Interporto di Bologna». Il primo intervento di questo tipo nell’Adriatico (innovazione già presente in altri importanti porti come quelli di Genova, La Spezia e Livorno), «la cui implementazione consentirà al nostro porto di essere più competitivo, intercettando nuovi traffici e merci a più alto valore aggiunto». Dopo la comunicazione di Ap, «la totale indifferenza del sindaco Matteucci, del vice sindaco con delega al Porto, Mingozzi, e pure dei finti oppositori della Giunta».

Il candidato sindaco infine mette in luce il repentino cambio di posizione maturato in pochi mesi da Mingozzi a proposito di Galliano Di Marco, presidente di Ap dal 2012 e in scadenza il prossimo 2 marzo: a ottobre quando si parlava di un suo possibile trasferimento a Trieste si spese perché la città se lo tenesse stretto. Addirittura un anno fa, in risposta ad una interpellanza di Bucci circa i conflitti tra il presidente Di Marco e il presidente di Pir Guido Ottolenghi, Mingozzi parlò così in consiglio comunale: «È doveroso, e lo sarà ancora in futuro se necessario, difendere il presidente Di Marco e il suo ruolo a Ravenna, perché è un dirigente capace, che lavora esclusivamente per il futuro del nostro scalo a tutti i livelli. Quindi per la qualità e caparbietà dimostrate teniamocelo ben stretto». Nelle ultime uscite invece Mingozzi boccia pesantemente Di Marco.

La replica del numero due di Palazzo Merlato, futuro capolista per il Pri che correre in appoggio a Michele De Pascale del Pd, è altrettanto pungente: «Non posso sopportare che nella vita politica e in campagna elettorale si costruiscano bugie sulle persone, al solo scopo di alimentare fumo e polemiche. Le sue sono tutte patacche. Io sono interessato a rappresentare il Pri e l’Edera alle prossime amministrative, come ho sempre fatto in tutte le campagne elettorali, spendendo faccia e impegno, chiedendo il voto senza che nessuno mi abbia mai regalato nulla. Forse, chi è abituato a cambiare partito così spesso non capisce le ragioni della coerenza e della storia personali che, per quanto mi riguarda, hanno un valore etico e morale al di sopra di qualsiasi altra ragione».

Trova portafoglio con mille euro e lo consegna alla polizia municipale

Denaro in contanti insieme a patente e quattro carte di credito I complimenti del sindaco all’autrice del gesto «di grande senso civico»

Il sindaco di Cervia, Luca Coffari, ha incontrato nella mattinata di oggi 14 gennaio Ortansa Niculescu, romena residente a Savio di Ravenna che nei giorni scorsi si è presentata alla polizia municipale di Cervia, consegnando un portafoglio contenente banconote per un importo complessivo di 1.010 euro, quattro carte di credito, patente di guida, carta d’identità intestate a un cittadino cervese. Il sindaco Luca Coffari ha ricevuto la signora esprimendole tutta la gratitudine e la riconoscenza, in considerazione dell’alto valore civico del gesto.

Dal cinepanettone al palco: Massimo Ghini a Ravenna

Alla stagione di prosa di Ravenna si ride con la commedia francese Un’ora di tranquillità, da giovedì 14 a domenica 17 gennaio al teatro Alighieri, con attori noti del grande schermo come Massimo Ghini, Galatea Ranzi (La grande bellezza), Claudio Bigagli (Mediterraneo), Gea Lionello (attrice in molte commedie come Manuale d’amore 2) e poi il volto conosciutissimo di Massimo Ciavarro, Luca Scapparone e Alessandro Giuggioli.

Si tratta di un testo mai rappresentato in Italia: l’autore è Florian Zeller, uno dei più apprezzati drammaturghi francesi contemporanei.
Attore brillante e versatile Ghini, in particolare, si è cimentato con cinepanettoni di grande successo commerciale (l’ultimo è Vacanze ai Caraibi) e con film impegnati di Francesco Rosi e Franco Zeffirelli; ora torna sul palcoscenico con questo spettacolo che è stato un grande successo della stagione teatrale in Francia, definita una spassosa, intelligente e geniale commedia da non perdere.

Massimio Ghini e gli attori della compagnia incontreranno il pubblico, sabato 16 gennaio alle 17.30 alla sala Corelli del teatro Alighieri, dialogando con il giornalista Matteo Cavezzali.

Il piccolo Gionatan, ucciso sulle strisce: l’assicurazione non vuole pagare

Al processo: «Attraversò la strada da solo e improvvisamente»

Morì a nemmeno tre anni, Gionatan Lasorsa, investito il 22 giugno 2014 da un’auto pirata sotto casa sua a Ponte Nuovo, in prossimità delle strisce pedonali (alcuni articoli tra i correlati).

Ora l’assicurazione non vuole pagare, al processo civile in cui è chiamata a rispondere di un risarcimento di oltre 4 milioni di euro, sostenendo tra l’altro nell’atto di costituzione che il piccolo attraversò la strada da solo e improvvisamente. Lo riporta il Resto del Carlino.

Il conducente, un bulgaro arrestato dopo 48 ore dalla polizia a Lido Adriano, ha già patteggiato due anni 9 mesi e 10 giorni di carcere per omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza. Ha avuto anche la patente sospesa per 7 anni e mezzo. Ora l’assicurazione sostiene che un’auto in sosta gli impedì la visuale e che la sua Mercedes viaggiava a 50 km/h, il limite su quella strada, e non ai 62 dedotti dalle indagini.

I familiari della vittima chiedono ora che l’assicurazione versi almeno una provvisionale per sostenere le spese di causa. (Ansa.it)

Ancisi-Lega: «Pronto un candidato civico di alto profilo, senza etichette di partito»

I due alleati dicono di avere il nome ma di star lavorando alla
squadra. «Rappresenterà tutti i cittadini, di qualsiasi credo politico»

Il candidato sindaco esiste, ma ancora non è stato annunciato il nome perché si sta lavorando agli ultimi aggiustamenti su squadra e progetto.

Alvaro Ancisi e Gianluca Pini di Lista per Ravenna e Lega Nord continuano a parlare per comunicati congiunti sicuri di essere i veri sfidanti del Pd, uniti, con un candidato «che sarà di alto profilo» e al tempo stesso civico, in grado, sono convinti i promotori del progetto, di battere De Pascale al ballottaggio. E, sempre insieme, respingono al mittente tutte le accuse di essere in qualche modo coinvolti nei dissidi interni ad altre forze  (come i 5 stelle) e di non lavorare per l’unità del centrodestra.

«È nostro interesse, oltre che per la città, che qualsiasi movimento di opposizione, di destra, di sinistra, antisistema, sedicente civico, eccetera, raccolga, con candidati autorevoli, il massimo possibile del proprio rispettivo elettorato, perché questa è la condizione per portare il Pd al ballottaggio. Ci dispiace il contrario».

E si dicono certi di presentare un candidato votabile da chiunque non sia elettore del Pd proprio perché non avrà etichette di partito.

«Offriamo – scrivono – alla città un candidato sindaco dotato di autorevolezza e professionalità, di giusta età anagrafica, che non ha militato in nessun movimento politico, né in quelli collaterali alla politica: sindacali, cooperativi, di categoria. Un candidato che ha vissuto e si è affermato col proprio lavoro, senza alcun collegamento con la politica. Questa scelta ha escluso prima di tutti i nostri militanti, compresi i più qualificati. Il nostro candidato è civico per eccellenza, perché deve rappresentare tutti i cittadini, di qualsiasi o nessuna idea politica. Non intendiamo che gli sia affibbiata alcuna etichetta di parte politica, anche se saremo aperti, su questa linea, ad altri accordi. Sarà affiancato da una squadra con caratteristiche sostanzialmente non dissimili e supportato da uno schema programmatico di base, che sarà compito suo e della squadra sviluppare e articolare. Sarà lui ad assumersi le proprie responsabilità di fronte agli elettori quando questo percorso sarà definito».

«Fatturato e utile in crescita nel 2015» Ravenna Farmacie scarta le critiche

In procura un fascicolo di indagine sui bilanci dell’azienda comunale
che presenta il preconsuntivo: «La missione è dare un buon servizio»

Il fatturato arriva a 74,5 milioni con un utile netto di 339mila euro, rispettivamente il 12 percento e il 13,6 percento in più rispetto all’anno precedente: sono i due indicatori principali del preconsuntivo 2015 approvato il 23 dicembre dall’assemblea dei soci di Ravenna Farmacie, società a controllo pubblico (controllata al 92,47 percento da Ravenna Holding a sua volta posseduta dal Comune di Ravenna per l’83,48 percento) che gestisce un magazzino farmaceutico e sedici farmacie comunali sparse sul territorio provinciale. A snocciolare i numeri sono i massimi dirigenti – il presidente Paolo Pirazzini, la direttrice generale Barbara Pesci e il direttore amministrativo della holding Marco Calpista – in una conferenza stampa che arriva a pochi giorni dalla diffusione della notizia dell’apertura di un’inchiesta giudiziaria, al momento ancora senza indagati, sui conti della società e sul riaccendersi di vecchie dubbi sollevati dalle forze politiche di opposizione proprio sulla regolarità di quei bilanci.

Il messaggio è chiaro: Ravenna Farmacie sta bene perché stanno arrivando i frutti di un business plan impostato dall’attuale cda entrato nel suo secondo mandato triennale e non teme attacchi politici o accertamenti della magistratura. Del resto nei giorni precedenti Pirazzini aveva garantito la totale collaborazione con gli inquirenti che già hanno acquisito documentazione dagli uffici (vedi tra i correlati).

Le cifre fornite, trattandosi di un preconsuntivo, sono solo stime fatte sulla base dei conti alla fine di novembre: per il 31 marzo è attesa l’approvazione del definitivo. Le stime dicono che alla crescita del fatturato «contribuiscono in maniera determinante sia il magazzino (+18 percento), sia le farmacie (+2.5) nonostante il trend di mercato sia ancora in calo». Il 2015, anno della piena maturazione delle strategie delineate, si caratterizza per «il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini senza intaccare il livello occupazionale». La stima del costo annuale del personale è di 8,6 milioni di euro, calcolando il massimo dei premi produzione potenziali: se così non dovesse essere vorrebbe dire un utile maggiore.

La direttrice Pesci mette in fila sinteticamente alcuni fattori che avrebbero portato ai risultati celebrati dall’azienda pubblica: il cambiamento del sistema informatico «che ha consentito sia una migliore gestione commerciale che uno sviluppo del controllo di gestione»; la riorganizzazione dei turni e degli orari «che ha permesso «un più ampio ed esteso servizio sul territorio»; il nuovo contratto integrativo aziendale «che ha consentito di non aumentare il costo del lavoro e di legare i premi di produzione agli effettivi risultati aziendali»; la riduzione dei canoni di gestione con i comuni soci; investimenti immobiliari; sinergia con Ravenna Holding su alcune funzioni aziendali trasversali.

Lo scenario dipinto dai dirigenti è quindi quello del secondo anno consecutivo in utile (300mila euro nel 2014) dopo tempi difficili ben testimoniati dal disavanzo di mezzo milione nel 2012. Ma proprio l’inversione di tendenza è stata oggetto di discussione in consiglio comunale e poi argomento di alcuni esposti presentati alla procura fino all’apertura di un fascicolo. Voce critica quella di Alvaro Ancisi, capogruppo di Lpr e decano dell’opposizione: «Il bilancio è drogato da una posta attiva, quali sono le rimanenze di magazzino. Il suo valore è cresciuto dai 9,85 milioni del 2011 ai 13 del 2014. L’azienda da dopo il 2012 si rifiuta di procedere all’inventario fisico delle rimanenze di magazzino, come sempre aveva fatto in precedenza e come fanno tutte le aziende di questa dimensione e condizione, limitandosi invece ad effettuare inventari a campione. Vengono così iscritte nei rendiconti delle poste attive che incidono pesantemente sul risultato d’esercizio senza nessuna possibilità di verifica della loro congruità, tanto più che l’azienda si rifiuta di far conoscere i dati completi dei movimenti di magazzino».

Pare insomma ruotare attorno al magazzino la regolarità dei conti societari. La direttrice Pesci replica così: «Con la supervisione di un revisore dei conti viene fatto un inventario scegliendo ogni anno un campione come è consuetudine nel mercato per aziende di queste dimensioni dove il conteggio fisico di tutti i pezzi di oltre 25mila referenze comporterebbe tempi lunghissimi e costi enormi senza garantire l’assenza di errori». Per la compilazione del preconsuntivo si è convenzionalmente scelto di prendere un valore di magazzino pari a quello di partenza che verrà poi eventualmente aggiornato con gli ultimi movimenti dell’ultimo mese 2015. Ma quell’aumento del 18 percento di fatturato di cosa è merito? «Diversi fattori. Abbiamo saputo soddisfare meglio le esigenze dei clienti garantendo maggiore disponibilità di prodotti, una gamma più vasta. Ma abbiamo anche trovato nuovi clienti e una migliore organizzazione interna». E infine alla critica di un rapporto troppo basso tra utile e fatturato (meno dell’1 percento), Pesci risponde così: «Sento parlare di percentuali del 10 percento che riguarderebbero le prestazioni dei farmacisti privati ma non so come siano verificabili. In ogni caso Ravenna Farmacie deve chiedersi se il suo obiettivo sia perseguire la massimizzazione degli utili tout-court oppure debba puntare a fornire un ottimo servizio ai cittadini restando in attivo».

«Fatturato e utile in crescita nel 2015» Ravenna Farmacie scarta le critiche

In procura un fascicolo di indagine sui bilanci dell’azienda comunale che presenta il preconsuntivo: «La missione è dare un buon servizio»

Il fatturato arriva a 74,5 milioni con un utile netto di 339mila euro, rispettivamente il 12 percento e il 13,6 percento in più rispetto all’anno precedente: sono i due indicatori principali del preconsuntivo 2015 approvato il 23 dicembre dall’assemblea dei soci di Ravenna Farmacie, società a controllo pubblico (controllata al 92,47 percento da Ravenna Holding a sua volta posseduta dal Comune di Ravenna per l’83,48 percento) che gestisce un magazzino farmaceutico e sedici farmacie comunali sparse sul territorio provinciale. A snocciolare i numeri sono i massimi dirigenti – il presidente Paolo Pirazzini, la direttrice generale Barbara Pesci e il direttore amministrativo della holding Marco Calpista – in una conferenza stampa che arriva a pochi giorni dalla diffusione della notizia dell’apertura di un’inchiesta giudiziaria, al momento ancora senza indagati, sui conti della società e sul riaccendersi di vecchie dubbi sollevati dalle forze politiche di opposizione proprio sulla regolarità di quei bilanci.

Il messaggio è chiaro: Ravenna Farmacie sta bene perché stanno arrivando i frutti di un business plan impostato dall’attuale cda entrato nel suo secondo mandato triennale e non teme attacchi politici o accertamenti della magistratura. Del resto nei giorni precedenti Pirazzini aveva garantito la totale collaborazione con gli inquirenti che già hanno acquisito documentazione dagli uffici (vedi tra i correlati).

Le cifre fornite, trattandosi di un preconsuntivo, sono solo stime fatte sulla base dei conti alla fine di novembre: per il 31 marzo è attesa l’approvazione del definitivo. Le stime dicono che alla crescita del fatturato «contribuiscono in maniera determinante sia il magazzino (+18 percento), sia le farmacie (+2.5) nonostante il trend di mercato sia ancora in calo». Il 2015, anno della piena maturazione delle strategie delineate, si caratterizza per «il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini senza intaccare il livello occupazionale». La stima del costo annuale del personale è di 8,6 milioni di euro, calcolando il massimo dei premi produzione potenziali: se così non dovesse essere vorrebbe dire un utile maggiore.

La direttrice Pesci mette in fila sinteticamente alcuni fattori che avrebbero portato ai risultati celebrati dall’azienda pubblica: il cambiamento del sistema informatico «che ha consentito sia una migliore gestione commerciale che uno sviluppo del controllo di gestione»; la riorganizzazione dei turni e degli orari «che ha permesso «un più ampio ed esteso servizio sul territorio»; il nuovo contratto integrativo aziendale «che ha consentito di non aumentare il costo del lavoro e di legare i premi di produzione agli effettivi risultati aziendali»; la riduzione dei canoni di gestione con i comuni soci; investimenti immobiliari; sinergia con Ravenna Holding su alcune funzioni aziendali trasversali.

Lo scenario dipinto dai dirigenti è quindi quello del secondo anno consecutivo in utile (300mila euro nel 2014) dopo tempi difficili ben testimoniati dal disavanzo di mezzo milione nel 2012. Ma proprio l’inversione di tendenza è stata oggetto di discussione in consiglio comunale e poi argomento di alcuni esposti presentati alla procura fino all’apertura di un fascicolo. Voce critica quella di Alvaro Ancisi, capogruppo di Lpr e decano dell’opposizione: «Il bilancio è drogato da una posta attiva, quali sono le rimanenze di magazzino. Il suo valore è cresciuto dai 9,85 milioni del 2011 ai 13 del 2014. L’azienda da dopo il 2012 si rifiuta di procedere all’inventario fisico delle rimanenze di magazzino, come sempre aveva fatto in precedenza e come fanno tutte le aziende di questa dimensione e condizione, limitandosi invece ad effettuare inventari a campione. Vengono così iscritte nei rendiconti delle poste attive che incidono pesantemente sul risultato d’esercizio senza nessuna possibilità di verifica della loro congruità, tanto più che l’azienda si rifiuta di far conoscere i dati completi dei movimenti di magazzino».

Pare insomma ruotare attorno al magazzino la regolarità dei conti societari. La direttrice Pesci replica così: «Con la supervisione di un revisore dei conti viene fatto un inventario scegliendo ogni anno un campione come è consuetudine nel mercato per aziende di queste dimensioni dove il conteggio fisico di tutti i pezzi di oltre 25mila referenze comporterebbe tempi lunghissimi e costi enormi senza garantire l’assenza di errori». Per la compilazione del preconsuntivo si è convenzionalmente scelto di prendere un valore di magazzino pari a quello di partenza che verrà poi eventualmente aggiornato con gli ultimi movimenti dell’ultimo mese 2015. Ma quell’aumento del 18 percento di fatturato di cosa è merito? «Diversi fattori. Abbiamo saputo soddisfare meglio le esigenze dei clienti garantendo maggiore disponibilità di prodotti, una gamma più vasta. Ma abbiamo anche trovato nuovi clienti e una migliore organizzazione interna». E infine alla critica di un rapporto troppo basso tra utile e fatturato (meno dell’1 percento), Pesci risponde così: «Sento parlare di percentuali del 10 percento che riguarderebbero le prestazioni dei farmacisti privati ma non so come siano verificabili. In ogni caso Ravenna Farmacie deve chiedersi se il suo obiettivo sia perseguire la massimizzazione degli utili tout-court oppure debba puntare a fornire un ottimo servizio ai cittadini restando in attivo».

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