domenica
10 Maggio 2026

Freelance a lezione di innovazione negli spazi di Raffineria 42 in darsena

Dal 12 gennaio undici appuntamenti settimanali con esperti di startup e business nel nuovo spazio coworking

Per far crescere nuove idee di business e creare nuove conoscenze è nato in darsena a Ravenna uno spazio di coworking pensato per startupper, imprenditrici, imprenditori e freelance: Raffineria 42 (in via Zara 42, www.raffineria42.it) punta a creare una community di coworker e lancia “Lezioni alla Raffineria”, un ciclo di incontri formativi aperti a tutti e gratuiti, due ore dalle 19 con cadenza settimanale a partire dal 12 gennaio. Si va dal “Business model you” di Simone Palazzi Rossi, al “Social media marketing nel turismo” di Leonardo Prati, dal talk su Cultura, Creatività e Sviluppo di Giorgia Boldrini, all’intervento dedicato alle startup di Linda Serra, e poi pillole su personal storytelling online, innovazione sociale, wordpress, open data, microcredito, organizzazione professionale, web trend.

«L’idea di aprire questo spazio – racconta Marianna Panebarco, una delle anime del progetto – viene da lontano; da un paio d’anni io e Lidia Marongiu, avevamo questo progetto nel cassetto, poi un’amica imprenditrice nel settore immobiliare ci ha proposto di unire le forze. Loro avevano spazi liberi da affittare e io e Lidia le competenze, ma soprattutto la voglia, di creare e gestire una community. E così eccoci qua. Secondo un recente studio di Fast Company entro il 2020 il 40 percento della forza lavoro sarà costituita da freelance, quindi persone teoricamente inclini a popolare e usufruire di spazi di coworking. Certo Ravenna non è una città semplice, io dico sempre che gli innovatori e i freelance sono da stanare, cioè bisogna farli uscire dai loro bunker solitari, farli interagire tra loro, bisogna far sì che persone con approcci, competenze e background differenti, possano parlarsi e lavorare fianco a fianco quotidiamente… solo così nascono le idee e si coltiva l’innovazione».

Il calendario completo degli incontri e ulteriori informazioni sulla spazio di via Zara sono reperibili sul sito internet del progetto www.raffineria42.it

L’ex pornostar diventò contadina in tv: nel 2004 Luce Caponegro salutò Selen

Nella galleria dei ravennati ai reality anche una presenza alla Fattoria condotta da Daria Bignardi: «Ricordo tanta fatica e quei mutandoni…»

A 38 anni si stava lasciando alle spalle la parentesi più trasgressiva della sua vita avendo chiuso con il cinema hard da quando ne aveva 33: le proposero di fare la contadina in una fattoria toscana ambientata nel 1870, un viaggio indietro nel tempo che le sembrò quasi simbolico ricordando quel periodo vissuto anche lavorando i campi in una comune in montagna quando era appena maggiorenne e aveva lasciato il nido familiare andando alla ricerca della trasgressione. Da contadina a contadina, da Luce Caponegro a Luce Caponegro, in mezzo Selen. Ecco l’origine dell’esperienza dell’ex pornostar alla prima edizione del reality La Fattoria su Mediaset nel 2004: fu la seconda ravennate in un reality (vedi articoli correlati).

«Una gran faticaccia e tanti litigi tra noi concorrenti», ricorda oggi Luce che ha compiuto 49 anni a dicembre. Un’esperienza pesante mentalmente: «C’era davvero un clima di rivalità feroce tra molti partecipanti, non c’era il minimo codice etico. La durezza di quel tipo di vita la ricordavo dai due anni nella comune ma lì ci si aiutava. In vita mia non c’è dubbio che sono stata molto trasgressiva con il mio corpo e ciò che mi riguardava ma ho sempre avuto un’etica molto forte, il rispetto per tutti prima di tutto. Là non era così, due mesi di litigi». Di certo il contesto non facilitava la convivenza: «Era una primavera freddissima, avevamo due soli cambi di vestiti in stile Ottocento, mi ricordo queste gonne lunghissime che si bagnavano nei campi e quei mutandoni della nonna scomodissimi, il confessionale era un fienile, il bagno era all’aperto e lavoravamo in campagna tutto il giorno». Per essere certi del tuffo nel passato addirittura una vera perquizione all’arrivo in Toscana «per evitare che portassimo qualunque cosa dei tempi moderni». Forse non fu un caso se poi gli autori cambiarono registro: «Dalla seconda edizione fu alleggerita: in Brasile pareva una vacanza…».

E pensare che Luce, titolare da tre anni dell’omonimo centro benessere a Ravenna, aveva rifiutato l’Isola dei Famosi considerandola troppo dura: «Mi avevano contattato ma non me l’ero sentita, avevo davvero paura di farmi male. I primi anni c’erano davvero delle prove estreme. Poi mi chiamarono anche per La Talpa ma non mi era piaciuto il format». Insomma, le offerte non mancavano: «Avevo già lasciato l’hard da qualche tempo ma i media erano ancora curiosi di conoscere la mia nuova vita. Volevano sentirmi raccontare chi c’era dietro Selen. E alla fine accettai La Fattoria ripensando ai miei anni nella comune quando ci chiamavamo le Zappe Selvagge».

A condurre il reality c’era Daria Bignardi, l’inviato a Castelfalfi in provincia di Firenze era Daniele Bossari, tra gli opinionisti in studio c’erano Alba Parietti e Iva Zanicchi poi sostituita da Sandra Mondaini. In gara partirono in 16 tra cui personaggi dello spettacolo come Solange, Loredana Lecciso, Flavio Vento, Donatella Rettore e Danny Quinn che poi vinse. C’era anche il modello e ballerino Milton Morales: il cubano mostrò un certo interesse per Selen, interesse per niente ricambiato. Al tempo del reality la carriera professionale della ravennate era ancora da attrice ma sul palco dei teatri con l’impegno in uno spettacolo che aveva ancora diverse date: fu Mediaset a pagare la penale alla compagnia teatrale per l’addio anticipato quando erano in calendario ancora una decina di repliche.

Ma mettendo da parte la scomodità dei mutandoni e il clima da tutti contro tutti, mediaticamente fu pure un’esperienza positiva: «Mi videro per quella che ero, una persona corretta e semplice in contrasto con la grande scorrettezza di altri concorrenti, escludendo magari Danny Quinn e Ela Weber di cui ho un buon ricordo. Il reality mi regalò una umanità positiva». E anche una popolarità nuova: «Dopo la trasmissione le signore di mezza età volevano farsi le foto con me per strada, e non erano certo fan dei miei film». E se le signore di provincia non si scandalizzavano più per quel passato a luci rosse, figurarsi se poteva averle scandalizzate quel taglio di capelli fatto di puro istinto durante la permaneza in Toscana: rasati a zero ai lati, lunghi sopra, «il mio grido di battaglia anarchico e silente». Poi Luce ride: «A pensarci oggi quasi l’anticipo di una moda».

Resta quella l’unica esperienza nell’universo reality: «Avevo chiesto di partecipare a Ballando con le stelle, mi sarebbe piaciuto. La Carlucci era d’accordo ma a quel tempo non prendevano persone già state in altri reality. Poi le cose cambiarono perché se avessero continuato così sarebbe stato difficile trovare partecipanti…».

Lampione caduto in piazza, il turista non è stato colpito

Il palo ha ceduto per il vento: un passante aveva detto di essere stato colpito poi ha parlato solo di colpo di frusta per evitare l’urto

Non è stato colpito dal lampione caduto in piazza del Popolo a Ravenna ma si è fatto male per il movimento brusco nel tentativo di evitare il colpo. Così sarebbero andate le cose ieri pomeriggio in centro storico a Ravenna, come si apprende dalle pagine de Il Resto del Carlino che riporta le parole del turista che aveva chiesto l’intervento del 118 dicendo di essere stato colpito a una spalla per poi specificare più tardi che le cose stavano diversamente.

Il sindaco Fabrizio Matteucci torna sulla vicenda scusandosi con i ravennati: «Mi rendo conto che le scuse non sono sufficienti ma è doveroso. Non è successo nulla di grave ma è inaccettabile una vicenda del genere, ne va di mezzo la reputazione della città». Come già annunciato nelle prime ore dopo il crollo, il Comune avrà un confronto con la Cpl Concordia, società che ha in appalto l’illuminazione pubblica comunale: «Chiederemo di fare opportune verifiche ed eventualmente che rispondano di quanto accaduto».

Un mese di abbonamento gratuito per i pendolari della regione

Si tratta del risarcimento per i disservizi dello scorso anno

Un mese di abbonamento gratuito (maggio 2016) per i pendolari. L’ha previsto la Regione, come risarcimento per i disagi legati ai disservizi dello scorso anno. La gratuità interessa i titolari di abbonamenti con origine e/o destinazione in Emilia-Romagna, di entrambe le imprese ferroviarie – Trenitalia e Tper – che operano in regione.

Costo complessivo previsto per l’operazione, 2,5 milioni di euro: sarà coperto con gli accantonamenti derivanti dall’applicazione delle sanzioni.

«Questo mese di abbonamento è un risarcimento doveroso per i disagi subiti dai pendolari della regione – sottolinea Raffaele Donini, assessore alle Infrastrutture e Trasporti della Regione – , con particolare riguardo al malfunzionamento degli impianti di climatizzazione. Si tratta di una compensazione, parziale, perché solo con mezzi nuovi il servizio potrà fare realmente quel salto di qualità che è un diritto per gli utenti e una priorità per noi. Per questo, in attesa del radicale rinnovo del parco rotabile previsto dalla gara, stiamo lavorando per mettere in servizio materiale nuovo anche in questa fase transitoria».

Le modalità per ottenere il mese gratuito sono quelle già adottate nel 2013; come regola generale, i titolari degli abbonamenti dovranno presentarsi alle biglietterie dell’impresa ferroviaria che li ha emessi a partire dal 24 aprile fino al 30 giugno 2016 per il ritiro del bonus. Unica eccezione, gli abbonamenti annuali “Mi Muovo” venduti da Tper, per i quali ci si dovrà rivolgere alle biglietterie di Trenitalia, e gli abbonamenti mensili Ferrobus di Tper per l’area bolognese.

Altro colpo mancato: la rapinatrice col coltello presa dopo una breve fuga

Una donna fermata dai carabinieri in zona stadio a Ravenna:
potrebbe essere la stessa cacciata a colpi di spray detergente…

I carabinieri l’hanno fermata e portata in caserma e sembrano esserci ora pochi dubbi. Nella serata di oggi, lunedì 11 gennaio, la rapinatrice col coltello è stata scoperta.

Una donna ha infatti tentato un colpo in un negozio di via Montanari, zona stadio a Ravenna, ma una volta scoperto che all’interno c’erano due persone, è scappata nelle vie circostanti. I carabinieri l’hanno fermata in via Montenero.

Dovrebbe essere lei, quindi, la donna che ha colpito nel weekend nella stessa zona di Ravenna, rapinando domenica una gelateria e un chiosco di piadine dopo aver fallito invece sabato un colpo alla panetteria di via Galilei, dove è stata cacciata a colpi di spray detergente (vedi articoli correlati).

Maggiori dettagli nella mattinata di martedì.

Cade un lampione in piazza, un ferito

La gestione e manutenzione è in concessione alla Cpl Concordia Sindaco e assessore: «Prenderemo i provvedimenti previsti»

Uno dei lampioni in piazza del Popolo a Ravenna è caduto verso le 16.30 di oggi, 11 gennaio, colpendo alla spalla un passante. Al momento non sono note le circostanze che hanno portato alla caduta del lampione. La persona è stata trasportata all’ospedale Santa Marina delle Croci. All’indirizzo del ferito vanno gli auguri di pronta guarigione del sindaco Fabrizio Matteucci e dell’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Fagnani. Che poi aggiungono: «Da tre anni la gestione e la manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione, dei semafori e degli impianti tecnologici è affidata mediante specifica concessione a Cpl Concordia. Nell’ambito di tale concessione, è prevista in capo a Cpl Concordia anche la verifica statica di tutti gli impianti. In merito a questo episodio verranno adottati nei confronti della società i provvedimenti previsti da contratto».

Dopo la clamorosa lite con il capitano, Ballardini saluta già Palermo e la serie A

Finisce la breve avventura dell’allenatore ravennate in rosanero

Ci sono pochi precedenti del genere nella storia del nostro calcio. Un giocatore che dice chiaramente, a fine partita, che la sua squadra ha vinto praticamente senza allenatore non si era ancora sentito. Allenatore con cui, tra l’altro, quello stesso giocatore aveva litigato, al punto che non sarebbe dovuto scendere in campo. E invece ha giocato su ordine del presidente ed è stato pure decisivo.

Il giocatore è l’esperto portiere Stefano Sorrentino, capitano del Palermo, mentre l’allenatore messo clamorosamente in disparte dalla squadra (che è andata ad esultare gol e vittoria abbracciando il suo capitano) è il ravennate Davide Ballardini, tornato solo poche settimane fa sulla panchina della squadra siciliana in serie A.

Ora il presidente Maurizio Zamparini ha deciso: Ballardini, nonostante la vittoria di Verona, non è più l’allenatore del Palermo. Il tecnico ravennate non ha voluto però dimettersi e si attende quindi solo l’ufficialità per parlare di esonero.

Al suo posto arriva Fabio Viviani, che era il vice di Giuseppe Iachini, allenatore sostituito da Ballardini prima di questo nuovo colpo di scena.

Dopo la clamorosa lite con il capitano, Ballardini saluta già Palermo e la serie A

Finisce la breve avventura dell’allenatore ravennate in rosanero

Ci sono pochi precedenti del genere nella storia del nostro calcio. Un giocatore che dice chiaramente, a fine partita, che la sua squadra ha vinto praticamente senza allenatore non si era ancora sentito. Allenatore con cui, tra l’altro, quello stesso giocatore aveva litigato, al punto che non sarebbe dovuto scendere in campo. E invece ha giocato su ordine del presidente ed è stato pure decisivo.

Il giocatore è l’esperto portiere Stefano Sorrentino, capitano del Palermo, mentre l’allenatore messo clamorosamente in disparte dalla squadra (che è andata ad esultare gol e vittoria abbracciando il suo capitano) è il ravennate Davide Ballardini, tornato solo poche settimane fa sulla panchina della squadra siciliana in serie A.

Ora il presidente Maurizio Zamparini ha deciso: Ballardini, nonostante la vittoria di Verona, non è più l’allenatore del Palermo. Il tecnico ravennate non ha voluto però dimettersi e si attende quindi solo l’ufficialità per parlare di esonero.

Al suo posto arriva Fabio Viviani, che era il vice di Giuseppe Iachini, allenatore sostituito da Ballardini prima di questo nuovo colpo di scena.

De Pascale (Pd): «Da sindaco trascriverei le nozze gay». I repubblicani: «Non può»

Continua la querelle tra democratici e Pri sulla petizione in Comune

In Comune a Ravenna è in discussione la petizione sulla trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all’estero. «Da un punto di vista giuridico – scrive su Facebook il candidato sindaco del Pd, Michele De Pascale, che si pone sulla stessa linea del compianto Enrico Liverani (vedi articoli correlati) – non vedo ragioni per cui un sindaco dovrebbe rifiutare la trascrizione di un matrimonio tra persone dello stesso sesso regolarmente contratto all’estero ed è, eventualmente, compito di un giudice quello di valutarne la legittimità. Da un punto di vista politico, in questi giorni, viene finalmente discusso il ddl Cirinnà nel quale si prevede che i matrimoni omosessuali contratti all’estero vengano trascritti nel nuovo Registro delle Unioni Civili».

Non è pensabile, secondo De Pascale, «scaricare sui Sindaci la responsabilità di negare a tantissime persone il riconoscimento dei propri diritti e del proprio amore, mettendoli di fronte ad un quadro normativo incerto (ci sono sentenze che obbligano a trascrivere e pronunce di segno opposto) e indegno di un paese civile. Reputo positiva la mediazione raggiunta con il ddl Cirinnà e quindi, in caso di mia elezione, a questa mi atterrò. Se, al contrario e per l’ennesima volta, il Parlamento si dimostrasse incapace, trascriverei nell’unico registro disponibile».

Restano fermi su posizioni contrarie, invece, gli alleati del Pri. «Ad oggi la legge italiana non ammette matrimoni omosessuali e teorizzare che qualche accettazione parziale con finte celebrazioni permetta di alzare la sensibilità per ottenere nuove disposizioni del Parlamento non sta in piedi – scrivono in una nota il vicesindaco Giannantonio Mingozzi e i consiglieri repubblicani Alberto Fussi e Roberto  Ravaioli –. Nessun gesto simbolico può far parte di una battaglia laica e di civiltà se il Parlamento della Repubblica non decide di affrontare il problema e di legiferare in materia; le istituzioni pubbliche e i Sindaci rispettino leggi e Costituzione perché in caso contrario non opererebbero come ufficiali di governo. Un conto è chiedere al legislatore che si provveda nelle sedi parlamentari, tutto il resto crea confusione, pur ricordando come la condizione di coppia omosessuale sia riconosciuta e tutelata dalla stessa Corte Costituzionale.
Il matrimonio è un’altra cosa e nessuno può andare oltre la legge».

Tra i firmatari della petizione c’è anche la candidata della lista di sinistra alterantiva al Pd Ravenna in Comune, Raffaella Sutter, che in passato aveva già ribadito la propria intenzione a trascrivere le nozze gay celebrate all’estero nel caso dovesse diventare sindaco di Ravenna.

De Pascale (Pd): «Da sindaco trascriverei le nozze gay». I repubblicani: «Non può»

Continua la querelle tra democratici e Pri sulla petizione in Comune

In Comune a Ravenna è in discussione la petizione sulla trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all’estero. «Da un punto di vista giuridico – scrive su Facebook il candidato sindaco del Pd, Michele De Pascale, che si pone sulla stessa linea del compianto Enrico Liverani (vedi articoli correlati) – non vedo ragioni per cui un sindaco dovrebbe rifiutare la trascrizione di un matrimonio tra persone dello stesso sesso regolarmente contratto all’estero ed è, eventualmente, compito di un giudice quello di valutarne la legittimità. Da un punto di vista politico, in questi giorni, viene finalmente discusso il ddl Cirinnà nel quale si prevede che i matrimoni omosessuali contratti all’estero vengano trascritti nel nuovo Registro delle Unioni Civili».

Non è pensabile, secondo De Pascale, «scaricare sui Sindaci la responsabilità di negare a tantissime persone il riconoscimento dei propri diritti e del proprio amore, mettendoli di fronte ad un quadro normativo incerto (ci sono sentenze che obbligano a trascrivere e pronunce di segno opposto) e indegno di un paese civile. Reputo positiva la mediazione raggiunta con il ddl Cirinnà e quindi, in caso di mia elezione, a questa mi atterrò. Se, al contrario e per l’ennesima volta, il Parlamento si dimostrasse incapace, trascriverei nell’unico registro disponibile».

Restano fermi su posizioni contrarie, invece, gli alleati del Pri. «Ad oggi la legge italiana non ammette matrimoni omosessuali e teorizzare che qualche accettazione parziale con finte celebrazioni permetta di alzare la sensibilità per ottenere nuove disposizioni del Parlamento non sta in piedi – scrivono in una nota il vicesindaco Giannantonio Mingozzi e i consiglieri repubblicani Alberto Fussi e Roberto  Ravaioli –. Nessun gesto simbolico può far parte di una battaglia laica e di civiltà se il Parlamento della Repubblica non decide di affrontare il problema e di legiferare in materia; le istituzioni pubbliche e i Sindaci rispettino leggi e Costituzione perché in caso contrario non opererebbero come ufficiali di governo. Un conto è chiedere al legislatore che si provveda nelle sedi parlamentari, tutto il resto crea confusione, pur ricordando come la condizione di coppia omosessuale sia riconosciuta e tutelata dalla stessa Corte Costituzionale.
Il matrimonio è un’altra cosa e nessuno può andare oltre la legge».

Tra i firmatari della petizione c’è anche la candidata della lista di sinistra alterantiva al Pd Ravenna in Comune, Raffaella Sutter, che in passato aveva già ribadito la propria intenzione a trascrivere le nozze gay celebrate all’estero nel caso dovesse diventare sindaco di Ravenna.

È morto David Bowie, l’omaggio di Costantini in una vignetta-ritratto: «Lui era la mia fede»

Il noto fumettista ravennate ricorda il Duca Bianco scomparso a 69 anni

«Voi avete avuto i vostri Buddha, Cristo e Maometto… io avevo solo David Bowie… ora lui è tornato lassù». Con queste parole che accompagnano un vignetta-ritratto del cantante britannico, il ravennate Gianluca Costantini, fumettista di fama internazionale e autore della rubrica “Tutto d’un tratto” sul nostro settimanale, rende omaggio all’artista scomparso nella notte all’età di 69 anni. «Allet

Tre giorni fa aveva compiuto 69 anni, nello stesso giorno era uscito Blackstar, il suo ultimo album, resterà il suo testamento. Due settimane fa aveva annunciato il ritiro “definitivo e irrevocabile” dai palcoscenici che non frequentava dal 2006. E’ morto David Bowie, l’annuncio sul suo profilo ufficiale Twitter e Facebook: “Dopo 18 mesi di lotta contro il cancro se ne è andato serenamente, circondato dalla sua famiglia”. La conferma dal figlio, con un messaggio accompagnato da una sua foto da bambino insieme al padre. “Davvero addolorato e triste nel dire che è vero. Sarò fuori dalle reti sociali per un po’. Grande affetto a tutti”.

È morto David Bowie, l’omaggio di Costantini in una vignetta-ritratto: «Lui era la mia fede»

Il noto fumettista ravennate ricorda il Duca Bianco scomparso a 69 anni

«Voi avete avuto i vostri Buddha, Cristo e Maometto… io avevo solo David Bowie… ora lui è tornato lassù». Con queste parole che accompagnano un vignetta-ritratto del cantante britannico, il ravennate Gianluca Costantini, fumettista di fama internazionale e autore della rubrica “Tutto d’un tratto” sul nostro settimanale, rende omaggio all’artista scomparso nella notte all’età di 69 anni. «Allet

Tre giorni fa aveva compiuto 69 anni, nello stesso giorno era uscito Blackstar, il suo ultimo album, resterà il suo testamento. Due settimane fa aveva annunciato il ritiro “definitivo e irrevocabile” dai palcoscenici che non frequentava dal 2006. E’ morto David Bowie, l’annuncio sul suo profilo ufficiale Twitter e Facebook: “Dopo 18 mesi di lotta contro il cancro se ne è andato serenamente, circondato dalla sua famiglia”. La conferma dal figlio, con un messaggio accompagnato da una sua foto da bambino insieme al padre. “Davvero addolorato e triste nel dire che è vero. Sarò fuori dalle reti sociali per un po’. Grande affetto a tutti”.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi