domenica
10 Maggio 2026

I furti in abitazione nel 2015 a Ravenna diminuiti del 21%. «Invertita la tendenza»

Dopo la crescita dell’ultimo decennio, in provincia il 10% di reati in meno per i dati ufficiali. E la questura se la prende con le classifiche…

Le classifiche di fine anno sulla qualità della vita vedevano Ravenna in fondo nelle sezioni relative alla sicurezza (vedi articoli correlati) ma la questura non ci sta. E così, in una nota inviata alla stampa prima di tutto sottolinea come le statistiche prese in considerazione vengano elaborate in relazione alla popolazione residente senza considerare le presenze turistiche (oltre 6 milioni nella nostra provincia) e poi parla di situazione «in netto miglioramento», dati ufficiali del ministero dell’Interno alla mano.

«Questo miglioramento – si legge nella nota della questura – si deve attribuire certamente al maggior impegno che è stato profuso da tutte le forze in campo impiegate nello specifico settore: Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizie Locali e Polizia Provinciale. Il maggiore impegno si è concretizzato per l’intero anno 2015 in un massiccio e capillare controllo del territorio attraverso piani provinciali concordati in Prefettura in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e condivisi da tutti i rappresentanti delle citate Forze dell’Ordine. L’anno 2016 vedrà la continuazione dell’esperienza già maturata, che sarà ulteriormente potenziata e indirizzata in quelle zone della provincia che ancora appaiono particolarmente colpite dai reati predatori, con nuovi dispositivi di prevenzione maggiormente incisivi e meno prevedibili.
I risultati sono stati possibili grazie all’impegno profuso dal personale operante su strada che ha lavorato anche nelle situazioni climatiche più difficili».

E così la questura può affermare che «nell’anno 2015 si è invertita una tendenza di crescita dei reati di natura predatoria che durava da oltre un decennio».

In provincia – secondo i dati del ministero – la delittuosità è diminuita in totale del 10.5 percento (furti in genere -10 percento, furti in esercizi commerciali -6 percento, rapine -34 percento). Nello specifico i furti in abitazione per l’intera provincia sono diminuiti del -15.6 percento rispetto al 2014 e per quanto riguarda il comune capoluogo, Ravenna, addirittura del 21 percento (Unione della Bassa Romagna -3.3%, Unione della Romagna Faentina -6.7%, Cervia Milano Marittima -14.6%).

Anche l’attività amministrativa si è accentuata, nei confronti delle persone pericolose, con i seguenti risultati: fogli di via obbligatori 211 (+21%), avvisi orali 101 (+38%), una sorveglianza speciale e una misura di sicurezza patrimoniale.

I provvedimenti di espulsione nei confronti degli stranieri resisi responsabili di gravi reati e clandestini sono stati 143, dei quali 19 eseguiti con accompagnamento alla frontiere e altri 19 con accompagnamento al Cie.

Il controllo del territorio, in provincia di Ravenna, ha infine subìto un marcato incremento delle persone identificate con un +46.8% ed i veicoli (+64.7).

Troppi brindisi a Capodanno: evade dai domiciliari e poi finisce fuori strada

I carabinieri lo ritrovano addormentato, ubriaco, nella sua auto

Era agli arresti domiciliari, ma i carabinieri lo hanno trovato all’alba del primo giorno del 2016 addormentato in auto, completamente ubriaco, dopo essere finito fuori strada vicino a viale Randi, a Ravenna. Lì, i militari avevano trovato poco prima il paraurti spezzato del suo veicolo.

L’uomo è stato così arrestato per guida in stato di ebbrezza e naturalmente anche per evasione, nonostante la giustificazione dei festeggiamenti di Capodanno.

Si tratta di un 35enne rumeno, ai domiciliari per reati contro il patrimonio commessi in Romania.

Dopo il pienone di Capodanno, a Milano Marittima torna la Fashion Night

Dopo il grande successo di Capodanno, con migliaia di persone in strada e la soddisfazione del sindaco Luca Coffari («Uno spettacolo vedere la città così viva, che ci ripaga del tanto lavoro fatto») continuano le iniziative festive tra Cervia e Milano Marittima, sicuramente località regine della nostra provincia in questo periodo dell’anno.

Oggi, sabato 2 gennaio, a Milano Marittima lo shopping infatti diventa notturno con il ritorno della Fashion Night: prodotti in esclusiva, aperture straordinarie dei negozi fino alle 24 con prezzi speciali, musica, allestimenti a tema.

Dalle 22 sulla rotonda di ghiaccio andrà invece in scena l’Ice Gala di Natale Performance artistica su ghiaccio con musica e la partecipazione straordinaria degli atleti della Nazionale Italiana e delle atlete dello Sporting Ghiaccio Artistico di Pinzolo, in collaborazione con Madonna di Campiglio.

Per i più piccoli, Animazione by MiMa Village First con truccabimbi, sculture di palloncini e tanto altro (appuntamento alla Casetta Pro Loco in rotonda Primo Maggio dalle 16 alle 19).

Dopo il pienone di Capodanno, a Milano Marittima torna la Fashion Night

Dopo il grande successo di Capodanno, con migliaia di persone in strada e la soddisfazione del sindaco Luca Coffari («Uno spettacolo vedere la città così viva, che ci ripaga del tanto lavoro fatto») continuano le iniziative festive tra Cervia e Milano Marittima, sicuramente località regine della nostra provincia in questo periodo dell’anno.

Oggi, sabato 2 gennaio, a Milano Marittima lo shopping infatti diventa notturno con il ritorno della Fashion Night: prodotti in esclusiva, aperture straordinarie dei negozi fino alle 24 con prezzi speciali, musica, allestimenti a tema.

Dalle 22 sulla rotonda di ghiaccio andrà invece in scena l’Ice Gala di Natale Performance artistica su ghiaccio con musica e la partecipazione straordinaria degli atleti della Nazionale Italiana e delle atlete dello Sporting Ghiaccio Artistico di Pinzolo, in collaborazione con Madonna di Campiglio.

Per i più piccoli, Animazione by MiMa Village First con truccabimbi, sculture di palloncini e tanto altro (appuntamento alla Casetta Pro Loco in rotonda Primo Maggio dalle 16 alle 19).

Cementificazione: Ravenna consuma suolo a una velocità da metropoli

Maglia nera in regione secondo il rapporto Ispra con 9mila ettari
l’anno. La rabbia di Coldiretti: «Difendiamo il patrimonio agricolo»

Anche negli anni della crisi del mattone Ravenna si è allargata di cantiere in cantiere inglobando quella che era superficie a verde e campagna a un ritmo da metropoli. La denuncia della bulimia di cemento di cui appare affetta la città dei mosaici porta la firma di Coldiretti e arriva a seguito della diffusione dell’11esimo Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano redatto da Ispra (Istituto Superiore per la protezione e ricerca ambientale).

Sulla base dei dati diffusi dall’Istituto in Europa si perdono, ogni ora, undici ettari di terreno con l’Italia che fa purtroppo la sua parte con una perdita irreversibile di 6-7 metri quadrati al secondo, il doppio rispetto alla media Ue.

Alla cementificazione contribuisce anche lo sviluppo urbanistico del capoluogo bizantino, che stando ai dati 2012 (gli ultimi disponibili), consuma suolo ad una velocità da metropoli, pari a circa 9mila ettari l’anno, un valore ben al di sotto dei 33mila di Roma, ma quasi al pari di città come Milano e Torino, seconde nella graduatoria nazionale con 11mila ettari totali “bruciati”.

Secondo la rilevazione, spetta, dunque, a Ravenna la maglia nera regionale del consumo di suolo, dato che Ferrara si ferma a 6.500 ettari, Bologna 5mila, mentre Forlì e Rimini non vanno oltre i 3mila. «Un primato negativo, quello ravennate, che si inserisce in uno scenario nazionale alquanto preoccupante – si legge nella nota di Coldiretti – e che è arrivato alla fine del 2015 proclamato dalle Nazioni Unite ‘Anno Internazionale del Suolo’. L’Italia, infatti, ha perso il 28 per cento delle campagne negli ultimi 25 anni proprio per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato, che al recupero dell’esistente ha preferito, spesso per meri fini speculativi, consumare superficie verde».

«Il risultato – denuncia il Direttore di Coldiretti Ravenna Walter Luchetta – è che con questa cementificazione spinta che consuma suolo agricolo si riduce la capacità di ritenzione idrica dei terreni, rendendoli più fragili e al contempo più sensibili ai cambiamenti climatici, tra le principali cause del dissesto idrogeologico». Per proteggere il territorio e i cittadini che vi vivono, le istituzioni – prosegue Luchetta – devono in primis «difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con pianificazioni territoriali adeguate, che valorizzino e tutelino l’attività agricola e il lavoro degli agricoltori, riconosciuti anche da Papa Francesco nell’Enciclica ‘Laudato sì’ come i veri custodi del suolo e del territorio». L’avanzamento dello sviluppo urbano e del cemento si accompagna infatti, inevitabilmente, ad uno spopolamento ed abbandono delle campagne con conseguente estinzione delle aziende agricole. «E purtroppo – conclude il Direttore Luchetta – la chiusura di un’azienda agricola significa maggiori rischi sulla qualità degli alimenti che si portano a tavola e minor presidio del territorio, lasciato all’incuria e alla cementificazione».

Cementificazione: Ravenna consuma suolo a una velocità da metropoli

Maglia nera in regione secondo il rapporto Ispra con 9mila ettari
l’anno. La rabbia di Coldiretti: «Difendiamo il patrimonio agricolo»

Anche negli anni della crisi del mattone Ravenna si è allargata di cantiere in cantiere inglobando quella che era superficie a verde e campagna a un ritmo da metropoli. La denuncia della bulimia di cemento di cui appare affetta la città dei mosaici porta la firma di Coldiretti e arriva a seguito della diffusione dell’11esimo Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano redatto da Ispra (Istituto Superiore per la protezione e ricerca ambientale).

Sulla base dei dati diffusi dall’Istituto in Europa si perdono, ogni ora, undici ettari di terreno con l’Italia che fa purtroppo la sua parte con una perdita irreversibile di 6-7 metri quadrati al secondo, il doppio rispetto alla media Ue.

Alla cementificazione contribuisce anche lo sviluppo urbanistico del capoluogo bizantino, che stando ai dati 2012 (gli ultimi disponibili), consuma suolo ad una velocità da metropoli, pari a circa 9mila ettari l’anno, un valore ben al di sotto dei 33mila di Roma, ma quasi al pari di città come Milano e Torino, seconde nella graduatoria nazionale con 11mila ettari totali “bruciati”.

Secondo la rilevazione, spetta, dunque, a Ravenna la maglia nera regionale del consumo di suolo, dato che Ferrara si ferma a 6.500 ettari, Bologna 5mila, mentre Forlì e Rimini non vanno oltre i 3mila. «Un primato negativo, quello ravennate, che si inserisce in uno scenario nazionale alquanto preoccupante – si legge nella nota di Coldiretti – e che è arrivato alla fine del 2015 proclamato dalle Nazioni Unite ‘Anno Internazionale del Suolo’. L’Italia, infatti, ha perso il 28 per cento delle campagne negli ultimi 25 anni proprio per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato, che al recupero dell’esistente ha preferito, spesso per meri fini speculativi, consumare superficie verde».

«Il risultato – denuncia il Direttore di Coldiretti Ravenna Walter Luchetta – è che con questa cementificazione spinta che consuma suolo agricolo si riduce la capacità di ritenzione idrica dei terreni, rendendoli più fragili e al contempo più sensibili ai cambiamenti climatici, tra le principali cause del dissesto idrogeologico». Per proteggere il territorio e i cittadini che vi vivono, le istituzioni – prosegue Luchetta – devono in primis «difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con pianificazioni territoriali adeguate, che valorizzino e tutelino l’attività agricola e il lavoro degli agricoltori, riconosciuti anche da Papa Francesco nell’Enciclica ‘Laudato sì’ come i veri custodi del suolo e del territorio». L’avanzamento dello sviluppo urbano e del cemento si accompagna infatti, inevitabilmente, ad uno spopolamento ed abbandono delle campagne con conseguente estinzione delle aziende agricole. «E purtroppo – conclude il Direttore Luchetta – la chiusura di un’azienda agricola significa maggiori rischi sulla qualità degli alimenti che si portano a tavola e minor presidio del territorio, lasciato all’incuria e alla cementificazione».

Cementificazione: Ravenna consuma suolo a una velocità da metropoli

Maglia nera in regione secondo il rapporto Ispra con 9mila ettari l’anno. La rabbia di Coldiretti: «Difendiamo il patrimonio agricolo»

Anche negli anni della crisi del mattone Ravenna si è allargata di cantiere in cantiere inglobando quella che era superficie a verde e campagna a un ritmo da metropoli. La denuncia della bulimia di cemento di cui appare affetta la città dei mosaici porta la firma di Coldiretti e arriva a seguito della diffusione dell’11esimo Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano redatto da Ispra (Istituto Superiore per la protezione e ricerca ambientale).

Sulla base dei dati diffusi dall’Istituto in Europa si perdono, ogni ora, undici ettari di terreno con l’Italia che fa purtroppo la sua parte con una perdita irreversibile di 6-7 metri quadrati al secondo, il doppio rispetto alla media Ue.

Alla cementificazione contribuisce anche lo sviluppo urbanistico del capoluogo bizantino, che stando ai dati 2012 (gli ultimi disponibili), consuma suolo ad una velocità da metropoli, pari a circa 9mila ettari l’anno, un valore ben al di sotto dei 33mila di Roma, ma quasi al pari di città come Milano e Torino, seconde nella graduatoria nazionale con 11mila ettari totali “bruciati”.

Secondo la rilevazione, spetta, dunque, a Ravenna la maglia nera regionale del consumo di suolo, dato che Ferrara si ferma a 6.500 ettari, Bologna 5mila, mentre Forlì e Rimini non vanno oltre i 3mila. «Un primato negativo, quello ravennate, che si inserisce in uno scenario nazionale alquanto preoccupante – si legge nella nota di Coldiretti – e che è arrivato alla fine del 2015 proclamato dalle Nazioni Unite ‘Anno Internazionale del Suolo’. L’Italia, infatti, ha perso il 28 per cento delle campagne negli ultimi 25 anni proprio per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato, che al recupero dell’esistente ha preferito, spesso per meri fini speculativi, consumare superficie verde».

«Il risultato – denuncia il Direttore di Coldiretti Ravenna Walter Luchetta – è che con questa cementificazione spinta che consuma suolo agricolo si riduce la capacità di ritenzione idrica dei terreni, rendendoli più fragili e al contempo più sensibili ai cambiamenti climatici, tra le principali cause del dissesto idrogeologico». Per proteggere il territorio e i cittadini che vi vivono, le istituzioni – prosegue Luchetta – devono in primis «difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con pianificazioni territoriali adeguate, che valorizzino e tutelino l’attività agricola e il lavoro degli agricoltori, riconosciuti anche da Papa Francesco nell’Enciclica ‘Laudato sì’ come i veri custodi del suolo e del territorio». L’avanzamento dello sviluppo urbano e del cemento si accompagna infatti, inevitabilmente, ad uno spopolamento ed abbandono delle campagne con conseguente estinzione delle aziende agricole. «E purtroppo – conclude il Direttore Luchetta – la chiusura di un’azienda agricola significa maggiori rischi sulla qualità degli alimenti che si portano a tavola e minor presidio del territorio, lasciato all’incuria e alla cementificazione».

Maltempo: allerta neve per 33 ore anche in provincia di Ravenna

Previste precipitazioni nei comuni di Riolo, Casola e Brisighella

Allerta neve in Emilia-Romagna per 33 ore, dalle 7 di sabato 2 gennaio alle 16 di domenica 3. Nei giorni seguenti “è previsto l’alternarsi di impulsi perturbati con possibilità di ulteriori nevicate sulle pianure centro occidentali”.

Secondo la Protezione civile regionale, sono previsti 10-30 cm sul settore appenninico emiliano, più modesti su quello romagnolo, tra cui parte della provincia di Ravenna, in particolare nei comuni di Casola Valsenio, Riolo Terme e Brisighella (bacino del Reno e bacino alto del Lamone-Savio). Non sarà coinvolta la fascia costiera.
   

Sciucaren e fontane danzanti in piazza a Ravenna

Sabato, 2 gennaio, in piazza del Popolo a Ravenna Fidas Advs proporrà le esibizioni (a ripetizione) del gruppo folk italiano “Alla Casadei” con gli Sciucarèn, i ballerini e il musical “I Ragazzi del Mercoledì”; si inizia alle 15.30 e si termina alle 18.30 (EVENTO RINVIATO, vedi articoli correlati).

Domenica 3 gennaio sempre in piazza è in programma lo spettacolo (inizio alle 17) “Le fontane Piro – Danzanti” (nella foto), con spettacolari effetti dati dalla musica e dalle luci colorate, che durerà 45 minuti.

Bandiere a mezz’asta in municipio per la guardia giurata assassinata

Lo ha disposto il sindaco per i funerali di Salvatore Chianese

I funerali di Salvatore Chianese – la guardia giurata di 42 anni uccisa in un agguato nella notte tra martedì e mercoledì durante un sopralluogo in una cava vicino a Savio – si terranno domenica (3 gennaio) a Trentola Ducenta, il paese della provincia di Caserta di cui era originario.

In segno di partecipazione della comunità ravennate al lutto della famiglia Chianese (moglie e figlio di nove anni abitavano con Salvatore, e continueranno ad abitarci, vicino a Campiano), nella stessa giornata di domenica le bandiere in municipio a Ravenna saranno a mezz’asta, come disposto dal sindaco Fabrizio Matteucci.

Nella giornata di sabato la salma sarà invece esposta alla camera mortuaria di Ravenna.

Omicidio guardia giurata: la procura propende per l’agguato. Effettuata l’autopsia

Nuovo sopralluogo dei carabinieri anche il primo giorno dell’anno

Continuano le indagini per cercare di risolvere quello che pare un vero e proprio mistero.

Nuovo sopralluogo dei carabinieri – citiamo un’agenzia dell’Ansa – anche nella mattina del primo giorno dell’anno alla cava di Savio dove nella notte tra martedì e mercoledì, durante un giro di perlustrazione, è stata uccisa la guardia giurata Salvatore Chianese, 42 anni, a lungo vissuto a Trentola Ducenta (Caserta) dove verrà sepolto, e da poco domiciliato con moglie e figlio di 9 anni a Osteria, vicino a Campiano.

«Sul piano logico» la Procura propende per l’agguato. Intanto è stata portata a termine l’autopsia: i risultati verranno depositati entro 60 giorni.

A Siena il Capodanno della Capitali della cultura: per Ravenna sul palco i Kisses From Mars

La band ravennate di rock sperimentale Kisses From Mars ha rappresentato la città di Ravenna alla lunga maratona musicale che ha dato il benvenuto al nuovo anno in piazza del Campo, a Siena.

Si è trattato di un Capodanno speciale, dedicato alle 5 capitali italiane della cultura del 2015, tra cui appunto Ravenna, insieme a Perugia-Assisi, Cagliari, Lecce e naturalmente Siena. Si tratta come noto delle cinque finaliste sconfitte da Matera nella selezione finale per il titolo di Capitale europea della cultura 2019.

Sul palco un artista o un gruppo per ogni città, tra cui appunto i Kisses From Mars come portabandiera di Ravenna. La notte è finita con la più grande “Silent disco d’Italia” con quasi settemila cuffie e 4 dj.

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