lunedì
11 Maggio 2026

A Rasponi Open Space giornata dantesca col filosofo Remo Bodei

In programma anche concerti, spettacoli e proiezioni dalle 9.30 a mezzanotte

Ronchi Rasponi Open SpaceDopo l’intervento inaugurale di Rocco Ronchi, docente di filosofia teoretica all’Università dell’Aquila, il programma di eventi di Rasponi Open Space che chiude l’anno di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015, ospita sabato 12, alle ore 17.20, un altro importante filosofo italiano, Remo Bodei, che insegna all’Ucla di Los Angeles, dopo lunghi anni di docenza alla Normale di Pisa.

Remo BodeiSe Rocco Ronchi ha tenuto un’applauditissima lectio magistralis sui rapporti fra Tradizione e Innovazione – ricostruendo un nesso dialettico, vitale e dinamico, fra i due termini fondamentali della dimensione culturale e sociale – Remo Bodei si propone a Ravenna di elaborare i temi interconnessi di Tempo ed Eternità, attraverso tre grandi protagonisti del pensiero e della civiltà letteraria italiana: Dante, Petrarca e Machiavelli. La conferenza rientra nella serie di eventi dedicati al Sommo Poeta e alla Commedia, concentrati per l’appunto nella giornata di sabato 12, con la consegna di diplomi agli studenti del progetto dantesco “Allor si mosse,  e io li tenni dietro“, la conferenza su Dante poeta del futuro. Verso il 2021″ con Guseppe Ledda dell’Università di Bologna e l’incontro fra i sindaci delle città dantesche: il ravennate Fabrizio Matteucci, Flavio Tosi di Verona, Dario Nardella di Firenze e il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini (questi ultimi due interverranno con un messaggio in video).

Fra gli altri eventi in programma a Plazzo Rasponi dalle Teste, incursioni musicali del quartetto di fitti dell’Orchestra Giovanile Cherubini, spettacoli teatrali e performance e in serata, a partire dalle 20.45, le proiezioni dedicate rispettivamente al documentario del progetto Eresia delle Felicità a Milano realizzato dal Teatro delle Albe nell’estate del 2015 e a seguire all’opera Dante, Greenaway, l’Inferno e Beatrice.
Gran parte della giornata di domani, domenica 13 dicembre, fin dalla prima mattinata, il programma sarà dedicato in gran parte a spettacoli, animazioni e laboratori per bambini e famiglie.

Amnesty International in piazza a Ravenna contro la violenza sulle donne

Tradizionale appuntamento di dicembre per il gruppo ravennate di Amnesty International. Oggi, sabato 12 dicembre, sarà in piazza del Popolo a Ravenna dalle 10 alle 19,30 per rinnovare l’impegno nella campagna contro la violenza sulle donne.

Per tutta la giornata sarà inoltre possibile firmare appelli alle autorità per fermare il fenomeno dei matrimoni forzati e precoci in Burkina Faso, paese nel quale una sposa su tre ha meno di 18 anni e alcune appena 11 anni.

In primo piano anche il caso Yecenia Armenta, donna messicana, imprigionata da tre anni, picchiata e a cui è stata estorta una confessione sotto tortura.

Il gruppo Italia 87, attivo dal 1983, distribuirà materiale sull’attività di Amnesty e allestirà un mercatino nel quale sarà possibile acquistare gadget e il tradizionale panettone artigianale.

Apre il Villaggio di Natale dell’Advs in piazza del Popolo a Ravenna

Iniziative e animazione fino alla lotteria del giorno della Befana

Anche quest’anno Advs, l’associazione dei donatori di sangue, organizza il Villaggio di Natale in piazza del Popolo, a Ravenna. Gli eventi partono oggi, sabato 12 dicembre, quando aprirà la casetta di legno con vin brulè, thè caldo, panettoni, dolci, ma anche musica, gadget e palloncini colorati per i più piccoli.

Dalle 13.30 partirà la Pedalata Telethon in collaborazione con Fiab e Legambiente e per tutto il pomeriggio merenda con pane e Nutella per tutti.

Sabato 19 dalle 15.30 alle 18.30 si svolgerà il concorso “Advs va a scuola” con la consegna degli elaborati delle scuole primarie di Ravenna e il conferimento dei buoni alle scuole partecipanti. Inoltre ci sarà anche un Babbo Natale che incontrerà i bimbi per fare foto e distribuire dolcetti.

Domenica 20 dalle 15.30 alle 18.30 Ravenna vedrà invece aggirarsi tra le sue vie del centro storico un cucciolo di T-Rex…

Giovedì 24 dalle 15.30 alle 18 misteriosi tubi animati si aggireranno fra le bancarelle e le vie del centro.

Venerdì 25 dalle 15.30 alle 18.30 la piazza sarà animata dallo spettacolo di giocoleria e fuoco “Circus Off” con Skizzo e JF.

Sabato 26 dalle 15.30 alle 18 ci sarà lo spettacolo di burattini “Le farse di Arlecchino e Sganapino” che sarà ripetuto a intervalli per tutto il pomeriggio.

Nell’anno nuovo, sabato 2 gennaio dalle 15.30 alle 18.30 movimenteranno la piazza gli Sciucarèn e i ballerini Romagnoli, oltre al musical de “I ragazzi del Mercoledì” sempre del Gruppo Folk Italiano “alla Casadei”

Domenica 3 gennaio alle 17 l’evento forse più atteso: le fontane Piro-Danzanti proprio sotto l’albero di Natale per poi arrivare al gran finale di mercoledì 6 gennaio: apriranno il pomeriggio i “Pasqualotti” che partono da Piazza del Popolo per portare la tradizionale “pasquella” nelle case di riposo di Ravenna; e alle 17, sempre in piazza del Popolo, l’estrazione della lotteria della Befana, che quest’anno ha messo in palio come primo premio una Ford Fiesta.

Apre il Villaggio di Natale dell’Advs in piazza del Popolo a Ravenna

Iniziative e animazione fino alla lotteria del giorno della Befana

Anche quest’anno Advs, l’associazione dei donatori di sangue, organizza il Villaggio di Natale in piazza del Popolo, a Ravenna. Gli eventi partono oggi, sabato 12 dicembre, quando aprirà la casetta di legno con vin brulè, thè caldo, panettoni, dolci, ma anche musica, gadget e palloncini colorati per i più piccoli.

Dalle 13.30 partirà la Pedalata Telethon in collaborazione con Fiab e Legambiente e per tutto il pomeriggio merenda con pane e Nutella per tutti.

Sabato 19 dalle 15.30 alle 18.30 si svolgerà il concorso “Advs va a scuola” con la consegna degli elaborati delle scuole primarie di Ravenna e il conferimento dei buoni alle scuole partecipanti. Inoltre ci sarà anche un Babbo Natale che incontrerà i bimbi per fare foto e distribuire dolcetti.

Domenica 20 dalle 15.30 alle 18.30 Ravenna vedrà invece aggirarsi tra le sue vie del centro storico un cucciolo di T-Rex…

Giovedì 24 dalle 15.30 alle 18 misteriosi tubi animati si aggireranno fra le bancarelle e le vie del centro.

Venerdì 25 dalle 15.30 alle 18.30 la piazza sarà animata dallo spettacolo di giocoleria e fuoco “Circus Off” con Skizzo e JF.

Sabato 26 dalle 15.30 alle 18 ci sarà lo spettacolo di burattini “Le farse di Arlecchino e Sganapino” che sarà ripetuto a intervalli per tutto il pomeriggio.

Nell’anno nuovo, sabato 2 gennaio dalle 15.30 alle 18.30 movimenteranno la piazza gli Sciucarèn e i ballerini Romagnoli, oltre al musical de “I ragazzi del Mercoledì” sempre del Gruppo Folk Italiano “alla Casadei”

Domenica 3 gennaio alle 17 l’evento forse più atteso: le fontane Piro-Danzanti proprio sotto l’albero di Natale per poi arrivare al gran finale di mercoledì 6 gennaio: apriranno il pomeriggio i “Pasqualotti” che partono da Piazza del Popolo per portare la tradizionale “pasquella” nelle case di riposo di Ravenna; e alle 17, sempre in piazza del Popolo, l’estrazione della lotteria della Befana, che quest’anno ha messo in palio come primo premio una Ford Fiesta.

«Giù la disoccupazione, su il Pil» Confindustria vede la ripresa

Il presidente degli Industriali fornisce stime provinciali per 2015
e 2016. E sul porto è in arrivo lo studio commissionato a Nomisma

Segno positivo per il Pil e tasso di disoccupazione in calo: lo scenario provinciale di Ravenna visto dall’osservatorio di Confindustria sembra imboccare la strada della ripresa economica. I numeri li fornisce il presidente Guido Ottolenghi in occasione della tradizione conferenza di fine anno: «Per quanto riguarda gli scenari economici della provincia di Ravenna, si prevede per quest’anno un’inversione di tendenza del Pil con una piccola ma significativa variazione di segno positivo pari allo 0,6 percento, tendenza che dovrebbe migliorare nel corso del 2016 con un +1,5 percento. È atteso un calo del tasso di disoccupazione provinciale: dopo il 9,2 percento del 2014, nel 2015 il dato dovrebbe abbassarsi all’8,6 percento, per arrivare, secondo previsioni di Prometeia, al 7,6 percento dell’anno prossimo; ciò a fronte di una disoccupazione regionale che sarebbe del 7,8 per il 2015 e del 6,9 per il 2016».

L’incontro con i giornalisti è stata l’occasione per ribadire ancora una volta un concetto caro a Ottolenghi: la necessità di arginare l’influenza dei cosiddetti comitati del no nelle scelte delle amministrazioni. Lo spunto di riflessione è offerto dai referendum di diverse regioni, non l’Emilia Romagna, per abolire alcuni articoli dello Sblocca Italia, che consentirebbero di riprendere la ricerca e l’attività estrattiva di idrocarburi. «Se, per interessi spesso di visibilità personale o di parte, diamo ascolto solo ai comitati del no, presto saremo un Paese senza risorse. Spero vivamente che il governo, ma anche tutti gli enti locali, si assumano le necessarie responsabilità e consenta le attività estrattive. Naturalmente, ma questo per le nostre imprese è scontato, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza. È molto apprezzabile che su questa linea a Ravenna vi sia un’unità di intenti che va dalle Istituzioni, ai sindacati, alle imprese e, aggiungo, alle migliaia di famiglie che vi lavorano». Sul tema il presidente degli Industriali punta il dito contro certe contraddizioni: «È contradditorio che, in molti ambienti, si discuta con preoccupazione di Eni, di Versalis o di Saipem, quando si pensa che siano a rischio posti di lavoro. E contemporaneamente, quando tutto va bene, siano additati come i colpevoli di subsidenza e inquinamento, e non si creino le migliori condizioni perché possano continuare ad investire qua». C’è poi il noto caso Matrix a Conselice, definito un pessimo biglietto da visita per qualunque forma di marketing territoriale: «Quando un’attività è autorizzata, ha fatto investimenti e rispetta le leggi, non è giusto pretenderne la cancellazione. Nessuno, se vuole godere del diritto alla propria proprietà e al proprio lavoro, può negarlo al vicino. Se oggi caccio il mio vicino domani qualcuno caccerà me».

Non poteva mancare il tema del porto nell’articolato discorso di Ottolenghi (scaricabile dal link in fondo alla pagina il testo integrale). Sugli escavi si è consumato negli ultimi mesi uno scontro velonoso che ha visto via Barbiani contropporsi strenuamente all’Autorità portuale guidata da Galliano Di Marco: «Il porto ha assoluto bisogno di una guida rispettata nell’ambiente portuale, che eserciti buon senso, che faccia quel che dice e dica quel che fa. Al contrario secondo noi in questi ultimi tre anni abbiamo assistito a una progettualità, legata all’escavo dei fondali, illogica, contradditoria e sempre mutevole. La parabola degli escavi sta tra gli annunci del 2012, che l’escavo sarebbe cominciato in pochi mesi e che se non si avviava Di Marco avrebbe subito e coerentemente rassegnato le dimissioni, le successive complicazioni, determinate anche dalla amministrazioni locali e da diverse interpretazioni della normativa e delle autorizzazioni della normativa, il progetto “unico e senza alternative” del 2014, l’alternativa con le casse di colmata sui moli di agosto del 2015, che secondo l’AP si poteva fare senza VIA, e la constatazione successiva che occorresse una VIA e un minimo di consenso della cittadinanza». Per smarcarsi dalle accuse di fare solo disfattismo, Confindustria annuncia un momento importante: «Non ci siamo limitati ad esprimere i nostri dubbi. Abbiamo quindi affidato a Nomisma uno studio sullo sviluppo competitivo del Porto di Ravenna che ci aiuti ad identificarne le potenzialità in un settore, quello del trasporto marittimo, che a livello mondiale ha continuato a crescere malgrado tutto. Se questi anni hanno spaccato la comunità portuale e allontanato le Istituzioni e i cittadini dal porto per la inconcludenza e conflittualità del processo, per i sospetti sempre alimentati che ognuno si muovesse per interessi inconfessati mentre il solo custode del bene pubblico era l’Autorità Portuale, noi speriamo che questo studio, che non è un progetto, ma che inquadra diverse possibili soluzioni sia progettuali che collocamento dei fondali, offra la possibilità di un dibattito più serio e sereno e di una rinnovata unità di intenti del nostro territorio per avere un porto efficiente e moderno che porti benessere alla Romagna». Il 18 dicembre sarà presentato pubblicamente.

Il cervellone per i server pubblici occupa un edificio di 600 mq

Inaugurato alle Bassette il datacenter tra i quattro voluti dalla Regione
investendo 4,5 milioni di euro: «Risparmio e tecnologia migliore»

Occupa un edificio di 600 metri quadrati di proprietà del Comune su un’area complessiva di 1.200: è il datacenter inaugurato oggi, 11 dicembre, nella zona artigianale Bassette a Ravenna. Servirà per ospitare un elevato numero di server della pubblica amministrazione e altre apparecchiature informatiche in grado di fornire servizi tecnologici avanzati, tra cui quelli di back up, storage, continuità operativa e disaster recovery a enti e ad aziende che vi entreranno a far par parte.

È il primo dei quattro centri realizzati in regione da Lepida – la società in-house per l’innovazione e le reti, che ha come socio di maggioranza la Regione e tutti gli enti locali e territoriali – e destinati a concentrare e rendere più efficiente l’hardware che negli anni si è accumulato nei ced dei Comuni dell’Emilia Romagna, con dispendio di risorse economiche, energetiche e livelli non sempre adeguati di sicurezza, come hanno dimostrato i danni informatici provocati dal sisma tre anni fa. Per rendere più efficiente l’information technology della pubblica amministrazione dell’Emilia Romagna, si è deciso di concentrare le macchine e i servizi di datacenter e cloud in 4 unità, gestite da Lepida con un finanziamento regionale complessivo di 4,5 milioni e la messa a disposizione dei locali da parte dei Comuni che ospitano le strutture.

«Oltre a essere efficienti a livello energetico – si legge nel comunicato stampa –, permettono un notevole risparmio, determinato principalmente da due fattori. Primo, con il costo per la sola energia elettrica che ogni Comune sta pagando ora per il suo ced, nel DataCenter Lepida sarà possibile coprire i costi di energia elettrica, ammortamento e gestione delle macchine. Secondo, il costo dei servizi offerti, che sono molto competitivi rispetto alle offerte di mercato. Una novità rispetto allo scenario nazionale è il modello elaborato e gestito da Lepida, che prevede infatti una gestione in “condominio” del DataCenter, in modo da “armonizzare” le risorse pubbliche e quelle private, garantendo la sostenibilità del progetto anche nel lungo periodo e un supporto all’innovazione del tessuto produttivo locale». A Ravenna la parte privata è stata affidata, attraverso una gara, a iNebula, società che ha messo a disposizione 300mila euro. In base a questo modello, i privati che si aggiudicano lo spazio privato si vincolano comunque a mettere a disposizione di altri privati almeno il 30% delle infrastrutture.

Per l’assessore regionale Raffaele Donini, presente all’inaugurazione, «il risultato raggiunto a Ravenna, con cantieri già aperti a Parma e la progettazione per Ferrara e Bologna, è possibile perché Regione ed enti locali lavorano insieme, in modo complementare, avendo già investito, in anni in cui il ‘sistema Paese’ ancora non ne parlava, in una rete a banda ultra larga. Rete che è diventata ricchezza e peculiarità del territorio più in generale, e non solo della pubblica amministrazione».

«Coroniamo una scelta politica forte e l’obiettivo di far diventare Ravenna il baricentro tecnologico delle pubbliche amministrazioni romagnole – ha affermato l’assessore Massimo Cameliani con delega Ravenna Digitale –. Il DataCenter offrirà inoltre un’opportunità di competitività, economicità e redditività in più per le aziende del nostro territorio che potranno utilizzare i servizi tecnologici offerti, tra cui quelli di back up, storage, continuità operativa e disaster recovery. Per quanto riguarda ai servizi, il DataCenter ci aiuterà a modernizzare i rapporti tra Comuni, cittadini e imprese con azioni dirette a favorire lo sviluppo e l’offerta di servizi digitali innovativi».

Secondo Andrea Farina, presidente e amministratore delegato del Gruppo Itway di cui Inebula fa parte, «l’inaugurazione di questa nuova infrastruttura nella città di Ravenna rappresenta una grande occasione per iniettare fiducia e innovazione nelle imprese del territorio. iNebula è impegnata a portare servizi innovativi che possono cambiare radicalmente il modo di lavorare delle nostre imprese portandole a essere competitive sui mercati internazionali. Grazie a questo DataCenter, di elevata qualità, non solo le imprese potranno beneficiare di servizi innovativi a costi molto contenuti, ma avranno il beneficio di poter conoscere l’ubicazione dei loro dati, che pur essendo in cloud, risiederanno fisicamente a due passi dall’azienda. Infine il nuovo DataCenter di Ravenna ci permette di offrire alle imprese del territorio un luogo vicino, gestito e sicuro, dove ospitare senza preoccupazioni i server che fino a oggi erano solite tenere in azienda, con notevoli rischi per la sicurezza e l’affidabilità».

Cercasi donna con la testa tra le nuvole A teatro il casting per un noir ravennate

Il 20-21 dicembre al Masini le selezioni aperte a tutti per Achtung Baby
di Tagliaferri: servono indiani, ex carabinieri, un’anziana rassicurante…

Una donna di 30-35 anni «con la testa tra le nuvole», una signora sui 70-80 «dall’aria semplice e rassicurante», ragazzi tra 20 e 30 anni «che sappiano fare i camerieri», cosplayer di qualsiasi età, bengalesi o pakistani di qualsiasi età. Sono alcuni dei profili ricercati per il film Achtung Baby, un noir del regista Andrea Tagliaferri che sarà girato fra Faenza, Ravenna e zone limitrofe tra febbraio e marzo del 2016: il casting con la collaborazione di Accademia Perduta è in programma al Ridotto del teatro Masini di Faenza (piazza Nenni 2) il 20 e il 21 dicembre dalle 10 alle 15. Casting aperto, quindi esteso ad attori professionisti, allievi di accademie e scuole di teatro e cinematografia ma anche ad appassionati e persone provenienti da ambiti non professionali.

Si cercano attori e attrici per ruoli da protagonisti, secondari e comparse. I candidati dovranno essere uomini e donne dai 18 agli 80 anni e nello specifico avere queste caratteristiche descritte dal comunicato diffuso dalla produzione: «Ragazzi 20/30 che sappiano fare i camerieri, una donna 50/70 anni che abbia esperienza nel settore turistico alberghiero, una donna di circa 70/80 anni dall’aria semplice e rassicurante, una ragazza straniera 25/30 anni di qualsiasi nazionalità ma con un italiano comprensibile, una donna 30/35 anni con la testa tra le nuvole, studenti e studentesse universitari, coppie di fidanzati dai 18 massimo 35 anni, ex carabinieri o poliziotti, detective privati, ragazzi e ragazze di circa 30/35 dall’aria elegante, cosplayer di qualsiasi età, uomini e donne di origine indiana o del sub continente indiano». Gli aspiranti dovranno presentarsi muniti delle fotocopie della propria carta di identità e del codice fiscale: «La partecipazione di persona è fortemente consigliata; tuttavia chi fosse interessato ma impossibilitato a presentarsi negli orari e nelle giornate previste, può comunque mandare delle foto (almeno due primi piani a colori ben illuminati, più una figura intera), i propri recapiti e l’indicazione delle proprie caratteristiche fisiche ed anagrafiche all’email faenzacasting@gmail.com».

La regia, come detto, è di Andrea Tagliaferri: dopo essersi diplomato al Centro Sperimentale di Cinema, ha collaborato come aiuto regista ai film di Matteo Garrone Gomorra, Reality, Il Racconto dei Racconti. Il film (produzione Archimede) parla di un fratello e una sorella immuni al dolore e in fuga da un peccato che hanno commesso. Una ragazza senza identità che vive attraverso le vite degli altri. Un incontro ineluttabile e che non permette via d’uscita. «Achtung Baby è un film che rispecchia perfettamente uno spaccato della società contemporanea. È una storia che, se pur con caratteristiche estreme, trova fondamento nelle mancanze della famiglia moderna e nelle sue deflagrazioni più preoccupanti. Racconta tematiche universali che rappresentano la coscienza “nera” di una parte di giovani cresciuti nell’alienazione del benessere. L’approccio sia artistico che produttivo con cui si intende realizzarlo sono molto in linea con un tipo di cinema, indipendente ed a basso costo, che in questo particolare momento storico è il punto di partenza per realizzare opere cinematografiche libere e linguisticamente più rischiose ed interessanti».

Cercasi donna con la testa tra le nuvole A teatro il casting per un noir ravennate

Il 20-21 dicembre al Masini le selezioni aperte a tutti per Achtung Baby di Tagliaferri: servono indiani, ex carabinieri, un’anziana rassicurante…

Una donna di 30-35 anni «con la testa tra le nuvole», una signora sui 70-80 «dall’aria semplice e rassicurante», ragazzi tra 20 e 30 anni «che sappiano fare i camerieri», cosplayer di qualsiasi età, bengalesi o pakistani di qualsiasi età. Sono alcuni dei profili ricercati per il film Achtung Baby, un noir del regista Andrea Tagliaferri che sarà girato fra Faenza, Ravenna e zone limitrofe tra febbraio e marzo del 2016: il casting con la collaborazione di Accademia Perduta è in programma al Ridotto del teatro Masini di Faenza (piazza Nenni 2) il 20 e il 21 dicembre dalle 10 alle 15. Casting aperto, quindi esteso ad attori professionisti, allievi di accademie e scuole di teatro e cinematografia ma anche ad appassionati e persone provenienti da ambiti non professionali.

Si cercano attori e attrici per ruoli da protagonisti, secondari e comparse. I candidati dovranno essere uomini e donne dai 18 agli 80 anni e nello specifico avere queste caratteristiche descritte dal comunicato diffuso dalla produzione: «Ragazzi 20/30 che sappiano fare i camerieri, una donna 50/70 anni che abbia esperienza nel settore turistico alberghiero, una donna di circa 70/80 anni dall’aria semplice e rassicurante, una ragazza straniera 25/30 anni di qualsiasi nazionalità ma con un italiano comprensibile, una donna 30/35 anni con la testa tra le nuvole, studenti e studentesse universitari, coppie di fidanzati dai 18 massimo 35 anni, ex carabinieri o poliziotti, detective privati, ragazzi e ragazze di circa 30/35 dall’aria elegante, cosplayer di qualsiasi età, uomini e donne di origine indiana o del sub continente indiano». Gli aspiranti dovranno presentarsi muniti delle fotocopie della propria carta di identità e del codice fiscale: «La partecipazione di persona è fortemente consigliata; tuttavia chi fosse interessato ma impossibilitato a presentarsi negli orari e nelle giornate previste, può comunque mandare delle foto (almeno due primi piani a colori ben illuminati, più una figura intera), i propri recapiti e l’indicazione delle proprie caratteristiche fisiche ed anagrafiche all’email faenzacasting@gmail.com».

La regia, come detto, è di Andrea Tagliaferri: dopo essersi diplomato al Centro Sperimentale di Cinema, ha collaborato come aiuto regista ai film di Matteo Garrone Gomorra, Reality, Il Racconto dei Racconti. Il film (produzione Archimede) parla di un fratello e una sorella immuni al dolore e in fuga da un peccato che hanno commesso. Una ragazza senza identità che vive attraverso le vite degli altri. Un incontro ineluttabile e che non permette via d’uscita. «Achtung Baby è un film che rispecchia perfettamente uno spaccato della società contemporanea. È una storia che, se pur con caratteristiche estreme, trova fondamento nelle mancanze della famiglia moderna e nelle sue deflagrazioni più preoccupanti. Racconta tematiche universali che rappresentano la coscienza “nera” di una parte di giovani cresciuti nell’alienazione del benessere. L’approccio sia artistico che produttivo con cui si intende realizzarlo sono molto in linea con un tipo di cinema, indipendente ed a basso costo, che in questo particolare momento storico è il punto di partenza per realizzare opere cinematografiche libere e linguisticamente più rischiose ed interessanti».

Turismo: mai così male i lidi ravennati E i dati della città sono i peggiori dal 2007

Le presenze complessive dell’anno, in provincia, crescono solo grazie
a Cervia. Storico record negativo anche della permanenza media

Nonostante il titolo di Capitale italiana della cultura 2015, promosso anche a livello nazionale, la città d’arte di Ravenna fa registrare il peggior risultato in termini di arrivi e presenze turistiche dal 2007. Lo certificano i dati Istat di fine ottobre (tendenzialmente per Ravenna quelli di novembre e dicembre sono assolutamente marginali e non influiscono nell’andamento dell’anno), quando la città aveva registrato circa 392mila presenze, in calo del 5 percento rispetto al già pessimo 2014.

Quello delle presenze, come noto, è il dato ritenuto più attendibile per fotografare l’andamento turistico di un territorio, indicando il numero di notti trascorse dai turisti in tutte le strutture ricettive. Con il termine “arrivi” si intende invece semplicemente il numero di turisti che vengono registrati alla reception (questi nella città d’arte risultano in calo solo dell’1,7 percento rispetto al 2014, 201mila contro 204mila).

Per arrivare a un dato peggiore a Ravenna bisogna appunto risalire al 2007, mentre allargando l’orizzonte al decennio, nel 2005 le presenze in centro a fine anno furono solo 365mila, trentamila in meno di quelle già registrate quest’anno a due mesi dalla chiusura.

Il 2015, nonostante il clima favorevole, con una delle estati più calde degli ultimi anni, fa registrare anche uno storico calo di presenze sul litorale ravennate: a fine ottobre erano 2.168.637, circa 42mila in meno del 2014, caratterizzato invece da un’estate molto piovosa. E in questo caso è ancora più semplice fare il confronto con gli anni precedenti, essendo praticamente il dato finale del 2015, con la possibilità di incremento solo di alcune decine di migliaia di presenze al massimo a fine dicembre, non essendo mai decollato il progetto “Mare d’inverno”. Analizzando la serie storica dei lidi ravennati il risultato è quasi clamoroso: si tratta infatti del risultato peggiore praticamente di un’era, dalla crisi di inizio anni novanta, quando nel 1991 per l’ultima volta non si superò la soglia dei 2 milioni di presenze a fine anno (sull’onda negativa della mucillagine del 1989).

A trainare le presenze totali del 2015 in provincia di Ravenna – che rispetto al disastroso 2014 sono complessivamente in leggera crescita (a fine ottobre il dato è di 6.431.874, quasi 15mila in più, cioè lo 0,23 percento) – ci pensa invece Cervia, che sfruttando il bel tempo chiude i primi dieci mesi dell’anno con circa 3 milioni e mezzo di presenze (più del doppio di quelle complessive in provincia), in crescita del 2 percento rispetto al 2014. Per completare il quadro cresce (del 3 percento) anche la “Romagna faentina” mentre cala (di 2 punti percentuali) la “Bassa Romagna e Russi” ma si tratta di numeri residuali (rispettivamente 200mila e 80mila presenze).

Analizzando altri parametri dei dati, complessivamente in provincia il 2015 si chiude con il dato del soggiorno medio dei turisti peggiore di sempre (ad eccezione ancora del 1989 della mucillagine, che fa però storia a sé): con 4,8 giorni in media è stato “migliorato” il record del 2014 quando era sceso sotto i 5 giorni per la prima volta da quel 1989. A inizio anni Ottanta, in un’altra epoca per il turismo in Riviera, la permanenza media era addirittura sopra i dieci giorni.

Altro dato drammatico per gli operatori del settore è quello della percentuale di occupazione delle camere, a fine ottobre era al 37,5 contro il 36,8 del 2014 ma in questi ultimi due mesi calerà ulteriormente: l’anno scorso chiuse al 35. Solo cinque anni fa era attorno al 50 percento.

Per quanto riguarda infine la provenienza dei turisti, rispetto all’anno scorso calano anche gli stranieri, passando dal 20,7 percento del totale al 19,3. Una percentuale in crescita rispetto a una decina di anni fa, quando nel 2005 si toccò il minimo con il 17 percento di stranieri, ma in calo rispetto all’inizio degli anni 2000, quando erano oltre il 22 percento del totale. Tra gli italiani, le regioni Emilia-Romagna e Lombardia rappresentano da sole (suddivise in maniera quasi equa) oltre il 60 percento dei visitatori; seguono staccatissime, nell’ordine, Piemonte, Veneto e Toscana.

Turismo: mai così male i lidi ravennati E i dati della città sono i peggiori dal 2007

Le presenze complessive dell’anno, in provincia, crescono solo grazie
a Cervia. Storico record negativo anche della permanenza media

Nonostante il titolo di Capitale italiana della cultura 2015, promosso anche a livello nazionale, la città d’arte di Ravenna fa registrare il peggior risultato in termini di arrivi e presenze turistiche dal 2007. Lo certificano i dati Istat di fine ottobre (tendenzialmente per Ravenna quelli di novembre e dicembre sono assolutamente marginali e non influiscono nell’andamento dell’anno), quando la città aveva registrato circa 392mila presenze, in calo del 5 percento rispetto al già pessimo 2014.

Quello delle presenze, come noto, è il dato ritenuto più attendibile per fotografare l’andamento turistico di un territorio, indicando il numero di notti trascorse dai turisti in tutte le strutture ricettive. Con il termine “arrivi” si intende invece semplicemente il numero di turisti che vengono registrati alla reception (questi nella città d’arte risultano in calo solo dell’1,7 percento rispetto al 2014, 201mila contro 204mila).

Per arrivare a un dato peggiore a Ravenna bisogna appunto risalire al 2007, mentre allargando l’orizzonte al decennio, nel 2005 le presenze in centro a fine anno furono solo 365mila, trentamila in meno di quelle già registrate quest’anno a due mesi dalla chiusura.

Il 2015, nonostante il clima favorevole, con una delle estati più calde degli ultimi anni, fa registrare anche uno storico calo di presenze sul litorale ravennate: a fine ottobre erano 2.168.637, circa 42mila in meno del 2014, caratterizzato invece da un’estate molto piovosa. E in questo caso è ancora più semplice fare il confronto con gli anni precedenti, essendo praticamente il dato finale del 2015, con la possibilità di incremento solo di alcune decine di migliaia di presenze al massimo a fine dicembre, non essendo mai decollato il progetto “Mare d’inverno”. Analizzando la serie storica dei lidi ravennati il risultato è quasi clamoroso: si tratta infatti del risultato peggiore praticamente di un’era, dalla crisi di inizio anni novanta, quando nel 1991 per l’ultima volta non si superò la soglia dei 2 milioni di presenze a fine anno (sull’onda negativa della mucillagine del 1989).

A trainare le presenze totali del 2015 in provincia di Ravenna – che rispetto al disastroso 2014 sono complessivamente in leggera crescita (a fine ottobre il dato è di 6.431.874, quasi 15mila in più, cioè lo 0,23 percento) – ci pensa invece Cervia, che sfruttando il bel tempo chiude i primi dieci mesi dell’anno con circa 3 milioni e mezzo di presenze (più del doppio di quelle complessive in provincia), in crescita del 2 percento rispetto al 2014. Per completare il quadro cresce (del 3 percento) anche la “Romagna faentina” mentre cala (di 2 punti percentuali) la “Bassa Romagna e Russi” ma si tratta di numeri residuali (rispettivamente 200mila e 80mila presenze).

Analizzando altri parametri dei dati, complessivamente in provincia il 2015 si chiude con il dato del soggiorno medio dei turisti peggiore di sempre (ad eccezione ancora del 1989 della mucillagine, che fa però storia a sé): con 4,8 giorni in media è stato “migliorato” il record del 2014 quando era sceso sotto i 5 giorni per la prima volta da quel 1989. A inizio anni Ottanta, in un’altra epoca per il turismo in Riviera, la permanenza media era addirittura sopra i dieci giorni.

Altro dato drammatico per gli operatori del settore è quello della percentuale di occupazione delle camere, a fine ottobre era al 37,5 contro il 36,8 del 2014 ma in questi ultimi due mesi calerà ulteriormente: l’anno scorso chiuse al 35. Solo cinque anni fa era attorno al 50 percento.

Per quanto riguarda infine la provenienza dei turisti, rispetto all’anno scorso calano anche gli stranieri, passando dal 20,7 percento del totale al 19,3. Una percentuale in crescita rispetto a una decina di anni fa, quando nel 2005 si toccò il minimo con il 17 percento di stranieri, ma in calo rispetto all’inizio degli anni 2000, quando erano oltre il 22 percento del totale. Tra gli italiani, le regioni Emilia-Romagna e Lombardia rappresentano da sole (suddivise in maniera quasi equa) oltre il 60 percento dei visitatori; seguono staccatissime, nell’ordine, Piemonte, Veneto e Toscana.

Turismo: mai così male i lidi ravennati E i dati della città sono i peggiori dal 2007

Le presenze complessive dell’anno, in provincia, crescono solo grazie a Cervia. Storico record negativo anche della permanenza media

Nonostante il titolo di Capitale italiana della cultura 2015, promosso anche a livello nazionale, la città d’arte di Ravenna fa registrare il peggior risultato in termini di arrivi e presenze turistiche dal 2007. Lo certificano i dati Istat di fine ottobre (tendenzialmente per Ravenna quelli di novembre e dicembre sono assolutamente marginali e non influiscono nell’andamento dell’anno), quando la città aveva registrato circa 392mila presenze, in calo del 5 percento rispetto al già pessimo 2014.

Quello delle presenze, come noto, è il dato ritenuto più attendibile per fotografare l’andamento turistico di un territorio, indicando il numero di notti trascorse dai turisti in tutte le strutture ricettive. Con il termine “arrivi” si intende invece semplicemente il numero di turisti che vengono registrati alla reception (questi nella città d’arte risultano in calo solo dell’1,7 percento rispetto al 2014, 201mila contro 204mila).

Per arrivare a un dato peggiore a Ravenna bisogna appunto risalire al 2007, mentre allargando l’orizzonte al decennio, nel 2005 le presenze in centro a fine anno furono solo 365mila, trentamila in meno di quelle già registrate quest’anno a due mesi dalla chiusura.

Il 2015, nonostante il clima favorevole, con una delle estati più calde degli ultimi anni, fa registrare anche uno storico calo di presenze sul litorale ravennate: a fine ottobre erano 2.168.637, circa 42mila in meno del 2014, caratterizzato invece da un’estate molto piovosa. E in questo caso è ancora più semplice fare il confronto con gli anni precedenti, essendo praticamente il dato finale del 2015, con la possibilità di incremento solo di alcune decine di migliaia di presenze al massimo a fine dicembre, non essendo mai decollato il progetto “Mare d’inverno”. Analizzando la serie storica dei lidi ravennati il risultato è quasi clamoroso: si tratta infatti del risultato peggiore praticamente di un’era, dalla crisi di inizio anni novanta, quando nel 1991 per l’ultima volta non si superò la soglia dei 2 milioni di presenze a fine anno (sull’onda negativa della mucillagine del 1989).

A trainare le presenze totali del 2015 in provincia di Ravenna – che rispetto al disastroso 2014 sono complessivamente in leggera crescita (a fine ottobre il dato è di 6.431.874, quasi 15mila in più, cioè lo 0,23 percento) – ci pensa invece Cervia, che sfruttando il bel tempo chiude i primi dieci mesi dell’anno con circa 3 milioni e mezzo di presenze (più del doppio di quelle complessive in provincia), in crescita del 2 percento rispetto al 2014. Per completare il quadro cresce (del 3 percento) anche la “Romagna faentina” mentre cala (di 2 punti percentuali) la “Bassa Romagna e Russi” ma si tratta di numeri residuali (rispettivamente 200mila e 80mila presenze).

Analizzando altri parametri dei dati, complessivamente in provincia il 2015 si chiude con il dato del soggiorno medio dei turisti peggiore di sempre (ad eccezione ancora del 1989 della mucillagine, che fa però storia a sé): con 4,8 giorni in media è stato “migliorato” il record del 2014 quando era sceso sotto i 5 giorni per la prima volta da quel 1989. A inizio anni Ottanta, in un’altra epoca per il turismo in Riviera, la permanenza media era addirittura sopra i dieci giorni.

Altro dato drammatico per gli operatori del settore è quello della percentuale di occupazione delle camere, a fine ottobre era al 37,5 contro il 36,8 del 2014 ma in questi ultimi due mesi calerà ulteriormente: l’anno scorso chiuse al 35. Solo cinque anni fa era attorno al 50 percento.

Per quanto riguarda infine la provenienza dei turisti, rispetto all’anno scorso calano anche gli stranieri, passando dal 20,7 percento del totale al 19,3. Una percentuale in crescita rispetto a una decina di anni fa, quando nel 2005 si toccò il minimo con il 17 percento di stranieri, ma in calo rispetto all’inizio degli anni 2000, quando erano oltre il 22 percento del totale. Tra gli italiani, le regioni Emilia-Romagna e Lombardia rappresentano da sole (suddivise in maniera quasi equa) oltre il 60 percento dei visitatori; seguono staccatissime, nell’ordine, Piemonte, Veneto e Toscana.

Lunedì il Movimento 5 Stelle sceglie il suo candidato a sindaco di Ravenna

Michela Guerra pronta a dimettersi da tutti suoi incarichi. E intanto
le senatrici Taverna e Montevecchi a Barbiano per parlare di sanità

A quanto ammontano i tagli del Governo al comparto della Sanità? Quanti letti verranno tagliati con il riordino ospedaliero della Regione Emilia Romagna? Che ne sarà dei presidi ospedalieri minori come Lugo e Faenza? Sono tutte domande a cui si cercherà di dare una risposta nell’iniziativa organizzata dal Movimento 5 Stelle di Cotignola per sabato 12 dicembre, dalle 20.30, nella Casa Comunale di Barbiano (Cotignola), in Piazza Alberico 7.

Ospiti saranno: la senatrice Paola Taverna, la senatrice Michela Antonia Montevecchi, la consigliera regionale nonché vice presidente della Commissione Sanità Raffaella Sensoli, e Giuliano Bugani, regista d’inchiesta che presenterà il trailer del suo nuovo lavoro “Mani sulla Sanità. La rivolta”, anticipazione del nuovo documentario sui tagli alla Sanità in Emilia Romagna.

Intanto, a Ravenna, il Movimento 5 Stelle voterà il proprio candidato sindaco in vista delle amministrative primaverili lunedì 14 dicembre anche se attenderà probabilmente la certificazione ufficiale per annunciarlo. Favorita è, da tempo, Michela Guerra che in questi giorni sul suo profilo Facebook ha specificato di essere al momento «Presidente dell’Aiop della provincia di Ravenna, Associazione Italiana Ospedalità Privata, che rappresenta le Cliniche della provincia (Guerra è imprenditrice e socia della Casa di cura San Francesco a Ravenna, ndr). Aggiungo che, laddove gli aventi diritto al voto del M5S di Ravenna mi scegliessero come loro portavoce candidata a Sindaco, darei le dimissioni da tutti i miei incarichi, nello spirito di massima trasparenza e chiarezza che contraddistinguono il M5s».

Tra gli altri ad aver espresso la disponibilità a candidarsi a sindaco ci sono inoltre lo storico attivista Fabrizio Martelli e Fausto Geminiani. Un’ottantina le persone che hanno diritto di partecipare al voto.

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