martedì
12 Maggio 2026

Tentano di rubare 1.500 euro di lamette da barba: denunciate due ragazzine

Hanno 17 e 15 anni: alla cassa dell’Esp con una confezione di cotone Ma addosso avevano la refurtiva. Scoperte dalla vigilanza interna

Alla cassa del supermercato si sono presentate con una confezione di cotone, nascoste addosso avevano lamette da barba per un valore di 1.500 euro: i carabinieri della Compagnia di Ravenna hanno denunciato una 17enne ed una 15enne entrambe romene, in Italia senza fissa dimora, sorprese a trafugare merce alla Coop del centro commerciale Esp. Il furto, tentato nel pomeriggio del 3 novembre e sventato grazie all’attenzione delle guardie giurate che hanno chiamato i militari, quasi certamente sarebbe stato funzionale alla rivendita delle lamette. La refurtiva è stata restituita mentre le due giovani per il reato di furto aggravato in concorso sono state deferite al tribunale minorile di Bologna, che ne ha comunque disposto l’accompagnamento in una struttura del cesenate, ove verranno seguite da personale dei servizi sociali.

Liverani (Pd): «Trascriverò le nozze gay» E il vicesindaco repubblicano si arrabbia

Il candidato dei democratici tra i firmatari della petizione insieme
a Sutter (Ra in Comune). Mingozzi: «Si devono rispettare le leggi»

Mentre continua la trattativa per arrivare a un’alleanza tra Pd e Pri alle prossime amministrative di Ravenna, il vicesindaco repubblicano, Giannantonio Mingozzi, invia alla stampa una nota in cui attacca il candidato a sindaco dei democratici, Enrico Liverani. Il tema è quello delle nozze gay, all’indomani della consegna di una petizione firmata da mille persone che chiede al sindaco Matteucci di trascrivere sul registro del Comune quelli celebrati all’estero (vedi articoli correlati). Un gesto forte, anche se solo simbolico, in mancanza di una legge nazionale, che Matteucci nei mesi scorsi si è rifiutato di compiere. Ma che si dicono pronti a fare, invece, i due candidati presentatisi ufficialmente finora, quella della lista di sinsitra Ravenna in Comune, Raffaella Sutter, e appunto Liverani. Entrambi, tra l’altro, sono tra i mille che hanno firmato la petizione.

«Le affermazioni del candidato a sindaco del Pd (il riferimento è a una breve intervista in cui Liverani conferma la sua posizione apparsa oggi sul Carlino, ndr),  disponibile a compiere  “gesti simbolici” – attacca Mingozzi nella nota – non fanno parte né di una battaglia laica, né di civiltà: le istituzioni e i sindaci in particolare debbono rispettare leggi e Costituzione altrimenti non operano come ufficiali di Governo ma rischiano di fomentare atti illegittimi e giuridicamente inesistenti. Un sindaco, anche in qualità di  candidato, non può decidere secondo il proprio orientamento contribuendo così ad una geografia dei comuni dove si può essere o meno sposati a seconda delle personali convinzioni sulla registrazione e in materia di Stato Civile. Il vero atto politico, laico e di civiltà, è quello di battersi affinchè il legislatore  provveda in Parlamento. Tutto il resto, a fronte dell’art.29 della Costituzione Italiana è già normato, come affermato più volte dalla Corte Costituzionale che ci ricorda come la condizione di coppia omosessuale sia giuridicamente riconosciuta e tutelata. Ma il matrimonio, oggi, è un’altra cosa e un sindaco non può andare né oltre la legge né contro di essa, neppure in campagna elettorale».

Liverani (Pd): «Trascriverò le nozze gay» E il vicesindaco repubblicano si arrabbia

Il candidato dei democratici tra i firmatari della petizione insieme a Sutter (Ra in Comune). Mingozzi: «Si devono rispettare le leggi»

Mentre continua la trattativa per arrivare a un’alleanza tra Pd e Pri alle prossime amministrative di Ravenna, il vicesindaco repubblicano, Giannantonio Mingozzi, invia alla stampa una nota in cui attacca il candidato a sindaco dei democratici, Enrico Liverani. Il tema è quello delle nozze gay, all’indomani della consegna di una petizione firmata da mille persone che chiede al sindaco Matteucci di trascrivere sul registro del Comune quelli celebrati all’estero (vedi articoli correlati). Un gesto forte, anche se solo simbolico, in mancanza di una legge nazionale, che Matteucci nei mesi scorsi si è rifiutato di compiere. Ma che si dicono pronti a fare, invece, i due candidati presentatisi ufficialmente finora, quella della lista di sinsitra Ravenna in Comune, Raffaella Sutter, e appunto Liverani. Entrambi, tra l’altro, sono tra i mille che hanno firmato la petizione.

«Le affermazioni del candidato a sindaco del Pd (il riferimento è a una breve intervista in cui Liverani conferma la sua posizione apparsa oggi sul Carlino, ndr),  disponibile a compiere  “gesti simbolici” – attacca Mingozzi nella nota – non fanno parte né di una battaglia laica, né di civiltà: le istituzioni e i sindaci in particolare debbono rispettare leggi e Costituzione altrimenti non operano come ufficiali di Governo ma rischiano di fomentare atti illegittimi e giuridicamente inesistenti. Un sindaco, anche in qualità di  candidato, non può decidere secondo il proprio orientamento contribuendo così ad una geografia dei comuni dove si può essere o meno sposati a seconda delle personali convinzioni sulla registrazione e in materia di Stato Civile. Il vero atto politico, laico e di civiltà, è quello di battersi affinchè il legislatore  provveda in Parlamento. Tutto il resto, a fronte dell’art.29 della Costituzione Italiana è già normato, come affermato più volte dalla Corte Costituzionale che ci ricorda come la condizione di coppia omosessuale sia giuridicamente riconosciuta e tutelata. Ma il matrimonio, oggi, è un’altra cosa e un sindaco non può andare né oltre la legge né contro di essa, neppure in campagna elettorale».

Nuovo ciclo d’incontri a Tamo con i MalfAttori

Dal 4 novembre con quattro appuntamenti, a partire dal tema delle poesie cinesi

poesia cineseRiprendono a Tamo, nel complesso di San Nicolò (via Rondinelli), gli incontri culturali e di varia umanità dei MalfAttori, promossi da RavennAntica. Il primo appuntamento è per mercoledì 4 novembre, alle 18, con Antonio Iammarino, Fulvia Missiroli e Gianni Morelli che parleranno di “Poesie cinesi“. Una forma letteraria singolare, estremamente sintetica e incentrata sul “rigore della bellezza“, strettamente connessa alla complessità della lingua e degli abiti mentali cinesi. La conversazione sarà intervallata dalla lettura di poesie.
Gli appuntamenti proseguiranno l’11 novembre con Anna Firrincieli, in compagnia di Patrizia Ravagli e Claudia Zama, che proporrà “Interminati spazi … Sovrumani silenzi… Profondissima quiete… Oltre la siepe. Uno sguardo tra scienza e poesia“, mentre il 18 novembre sarà affrontato il singolare tema “L’Inferno a Ravenna“ dove Ivan Simonini, con Antonio Lavatura, cercherà di dimostrare che gli ultimi 96 Canti della Divina Commedia sono stati scritti a Ravenna. Chiude la serie, il 25 novembre, l’esperto di storia ravennate Mauro Mazzotti con la conversazione “I Goti e le migrazioni barbariche“, incentrata sulle “invasioni” barbariche del IV e V secolo d. C., interpretate dalla storiografia più recente come “migrazioni” all’interno dell’Impero d’Occidente.
Tutti gli incontri sono in programma alle ore 18 e sono a ingresso libero.

In mille firmano la petizione che chiede al sindaco di trascrivere le nozze gay

A Matteucci viene chiesto «coraggio» e di esporsi pubblicamente

Il gruppo diritti civili e cittadinanza europea della Casa delle donne di Ravenna ha consegnato al sindaco la petizione in cui si chiede la trascrizione nei registri di stato civile dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso. In pochi mesi sono state raccolte mille firme di cittadine e cittadini residenti nel comune di Ravenna e non solo.

«Anche la recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha sancito l’intrascrivibilità dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso – commentano i promotori in una nota –, non fa altro che confermare il problema del pesante vuoto legislativo del nostro paese e della conseguente necessità di trovare una soluzione ormai non più rinviabile».

Già nel 2012 – ricordano sempre i promotori della petizione – la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza secondo cui è possibile riconosce l’esistenza e la validità dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso alla luce di due carte sovranazionali, la Carta di Nizza e la Cedu, che fanno pienamente parte del nostro ordinamento giuridico, secondo cui la nozione di matrimonio si è modificata fino a comprendere anche quello tra persone dello stesso sesso.
E ancora solo pochi mesi fa la Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato il nostro paese ritenendo che “la tutela legale attualmente disponibile per le coppie omosessuali, non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di due persone impegnate in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile”.

«Delle sei nazioni fondatrici l’Unione Europea – si legge nel comunicato del gruppo della Casa delle Donne – l’Italia è l’unica a non riconoscere né le unioni civili né i matrimoni tra persone dello stesso sesso, compresi quelli celebrati all’estero. Dei 28 Stati membri dell’Unione Europea la metà ha legiferato per riconoscere i matrimoni egualitari mentre Svizzera, Austria, Ungheria e Croazia riconoscono le unioni civili. La Germania sta lavorando all’approvazione di una legge che consenta di passare dalle unioni civili al matrimonio egualitario». Nove Paesi non hanno invece ancora alcun tipo di tutela per le coppie omosessuali (oltre all’Italia, Grecia, Cipro, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania).

«In una situazione di tale arretratezza – commentano i promotori della petizione –, in tante città d’Italia cittadine e cittadini, associazioni, gruppi, politici e Sindaci hanno agito mettendo in atto azioni politiche che testimoniano un importante cambio di mentalità e un desiderio di avanzamento in materia di diritti. I matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso sono stati trascritti, se pur come azione simbolica-civile, a Milano, Bologna, Napoli, Roma, Palermo, Fano, Empoli, Reggio Emilia, Udine, Piombino, Siracusa, La Spezia». Viene chiesto quindi al sindaco Matteucci di «accogliere con coraggio e determinazione» la richiesta della petizione, «di esprimersi pubblicamente e di assumere un atteggiamento di responsabilità politica in risposta alle cittadine e ai cittadini che hanno firmato la petizione».

Al gruppo diritti civili e cittadinanza europea della Casa delle donne partecipano Udi, Femminile Maschile Plurale, Arci, Arcigay Frida Byron, Uaar, Comitato in difesa della Costituzione, Comitato per la legalità e la democrazia.

Nella foto in alto alcune delle promotrici della petizione, tra cui Carla Baroncelli e Barbara Domenichini, sposatesi in Portogallo dopo la finta cerimonia in Comune a Ravenna di cui si parla tra gli articoli correlati.

In mille firmano la petizione che chiede al sindaco di trascrivere le nozze gay

A Matteucci viene chiesto «coraggio» e di esporsi pubblicamente

Il gruppo diritti civili e cittadinanza europea della Casa delle donne di Ravenna ha consegnato al sindaco la petizione in cui si chiede la trascrizione nei registri di stato civile dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso. In pochi mesi sono state raccolte mille firme di cittadine e cittadini residenti nel comune di Ravenna e non solo.

«Anche la recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha sancito l’intrascrivibilità dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso – commentano i promotori in una nota –, non fa altro che confermare il problema del pesante vuoto legislativo del nostro paese e della conseguente necessità di trovare una soluzione ormai non più rinviabile».

Già nel 2012 – ricordano sempre i promotori della petizione – la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza secondo cui è possibile riconosce l’esistenza e la validità dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso alla luce di due carte sovranazionali, la Carta di Nizza e la Cedu, che fanno pienamente parte del nostro ordinamento giuridico, secondo cui la nozione di matrimonio si è modificata fino a comprendere anche quello tra persone dello stesso sesso.
E ancora solo pochi mesi fa la Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato il nostro paese ritenendo che “la tutela legale attualmente disponibile per le coppie omosessuali, non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di due persone impegnate in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile”.

«Delle sei nazioni fondatrici l’Unione Europea – si legge nel comunicato del gruppo della Casa delle Donne – l’Italia è l’unica a non riconoscere né le unioni civili né i matrimoni tra persone dello stesso sesso, compresi quelli celebrati all’estero. Dei 28 Stati membri dell’Unione Europea la metà ha legiferato per riconoscere i matrimoni egualitari mentre Svizzera, Austria, Ungheria e Croazia riconoscono le unioni civili. La Germania sta lavorando all’approvazione di una legge che consenta di passare dalle unioni civili al matrimonio egualitario». Nove Paesi non hanno invece ancora alcun tipo di tutela per le coppie omosessuali (oltre all’Italia, Grecia, Cipro, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania).

«In una situazione di tale arretratezza – commentano i promotori della petizione –, in tante città d’Italia cittadine e cittadini, associazioni, gruppi, politici e Sindaci hanno agito mettendo in atto azioni politiche che testimoniano un importante cambio di mentalità e un desiderio di avanzamento in materia di diritti. I matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso sono stati trascritti, se pur come azione simbolica-civile, a Milano, Bologna, Napoli, Roma, Palermo, Fano, Empoli, Reggio Emilia, Udine, Piombino, Siracusa, La Spezia». Viene chiesto quindi al sindaco Matteucci di «accogliere con coraggio e determinazione» la richiesta della petizione, «di esprimersi pubblicamente e di assumere un atteggiamento di responsabilità politica in risposta alle cittadine e ai cittadini che hanno firmato la petizione».

Al gruppo diritti civili e cittadinanza europea della Casa delle donne partecipano Udi, Femminile Maschile Plurale, Arci, Arcigay Frida Byron, Uaar, Comitato in difesa della Costituzione, Comitato per la legalità e la democrazia.

Nella foto in alto alcune delle promotrici della petizione, tra cui Carla Baroncelli e Barbara Domenichini, sposatesi in Portogallo dopo la finta cerimonia in Comune a Ravenna di cui si parla tra gli articoli correlati.

Anche da Cina e Australia alla maratona di Ravenna: 2.600 iscritti per domenica

Alla manifestazione del weekend grande coinvolgimento delle scuole Al pala congressi ci saranno cittadella e convegni a tema

La XVII Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte è alle porte. Domenica 8 novembre si correrà la 42,195 km organizzata da Ravenna Runners Club, diventata ormai una classica nel panorama europeo. Una competizione che nel corso degli anni è cresciuta ed è diventata un vero e proprio evento con partenza e arrivo in via di Roma. Una manifestazione impreziosita dalla medaglia: una vera e propria opera in mosaico realizzata dal 2011 da Anna Fietta.

Sono già 2.600 gli iscritti alle due gare competitive finora provenienti da 31 stati, tra cui alcune prime assolute come Israele, Slovenia, Svizzera, Norvegia, Cina, Hong Kong e Australia. Le altre nazionalità rappresentate sono quelle americana, ungherese, polacca, tedesca, danese, austriaca, francese, ceca, slovacca, britannica, spagnola, svedese, belga, finlandese, olandese, rumena, russa, ucraina, sammarinese, maltese, moldava, marocchina, keniota e sudanese. Rispetto all’anno scorso si è quintuplicata la presenza di atleti provenienti dall’estero.

Per la prima volta la maratona sarà valida come Campionato Italiano Assoluto, un riconoscimento prestigioso assegnato dalla Fidal. Quest’anno per dargli maggiore spazio, la società ha deciso di rinunciare alla 30 km (che comunque tornerà nel 2016), mentre sono state confermate Half Marathon, Good Morning Ravenna (10,5 km), che partiranno da via di Roma domenica mattina alle 9.30, Family Run (sabato partenze alle 10.30 all’interno dei Giardini Pubblici) e Urban Walking con partenza sempre da via di Roma alle 8.15 domenica mattina.

Al momento per la gara maschile della maratona tra gli iscritti di spicco ci sono il marocchino Abdelhadi Tyar, il keniota Kiprono Laban Kigen e gli italiani Dario Santoro, Massimiliano Strappato, Ivan Di Mario, Tito Fiorenzo Tiberti, Massimiliano Brigo, Angelo Iannelli e Giuseppe Minici. Tra le donne compaiono invece Catherine Bertone, Martina Facciani, Claudia Pinna e Simona Santini.

Il centro nevralgico della tre giorni ravennate sarà l’Expo Marathon Village, che quest’anno sarà in Largo Firenze 1 nel Palazzo dei Congressi, in pieno centro storico. Sarà il punto di riferimento degli atleti dove potranno ritirare il pettorale venerdì 6 novembre dalle 14.30 alle 19 e sabato 7 dalle 9.30 alle 19. Al suo interno ci saranno numerosi stand, tra cui quelli delle altre maratone internazionali e delle associazioni benefiche amiche di Ravenna Runners Club.

Il percorso della maratona si snoda attraverso 42,195 km lungo le vie della città, toccando sette degli otto monumenti Unesco. La Half Marathon percorrerà le stesse strade della maratona per i suoi primi 21,097 km. Le iscrizioni si sono chiuse il 3 novembre, ma saranno riaperte il 6, il 7 e l’8 novembre (50 euro per la maratona e 35 euro per l’half marathon), con scontistiche e promozioni nei siti culturali della città per gli atleti e le loro famiglie.

Per la prima volta è stata organizzata una serie di convegni per il sabato pomeriggio. L’aula magna del Palazzo dei Congressi in Largo Firenze ospiterà dalle 14.30 gli interventi di numerosi ospiti il cui tema centrale sarà la corsa e l’atletica in generale.

Da quest’anno è nata una collaborazione ancora più stretta con le scuole. Non solo i ragazzi correranno, ma un buon numero di appartenenti alle scuole superiori daranno una mano all’organizzazione. Saranno dunque volontari durante la competizione.

Anche da Cina e Australia alla maratona di Ravenna: 2.600 iscritti per domenica

Alla manifestazione del weekend grande coinvolgimento delle scuole Al pala congressi ci saranno cittadella e convegni a tema

La XVII Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte è alle porte. Domenica 8 novembre si correrà la 42,195 km organizzata da Ravenna Runners Club, diventata ormai una classica nel panorama europeo. Una competizione che nel corso degli anni è cresciuta ed è diventata un vero e proprio evento con partenza e arrivo in via di Roma. Una manifestazione impreziosita dalla medaglia: una vera e propria opera in mosaico realizzata dal 2011 da Anna Fietta.

Sono già 2.600 gli iscritti alle due gare competitive finora provenienti da 31 stati, tra cui alcune prime assolute come Israele, Slovenia, Svizzera, Norvegia, Cina, Hong Kong e Australia. Le altre nazionalità rappresentate sono quelle americana, ungherese, polacca, tedesca, danese, austriaca, francese, ceca, slovacca, britannica, spagnola, svedese, belga, finlandese, olandese, rumena, russa, ucraina, sammarinese, maltese, moldava, marocchina, keniota e sudanese. Rispetto all’anno scorso si è quintuplicata la presenza di atleti provenienti dall’estero.

Per la prima volta la maratona sarà valida come Campionato Italiano Assoluto, un riconoscimento prestigioso assegnato dalla Fidal. Quest’anno per dargli maggiore spazio, la società ha deciso di rinunciare alla 30 km (che comunque tornerà nel 2016), mentre sono state confermate Half Marathon, Good Morning Ravenna (10,5 km), che partiranno da via di Roma domenica mattina alle 9.30, Family Run (sabato partenze alle 10.30 all’interno dei Giardini Pubblici) e Urban Walking con partenza sempre da via di Roma alle 8.15 domenica mattina.

Al momento per la gara maschile della maratona tra gli iscritti di spicco ci sono il marocchino Abdelhadi Tyar, il keniota Kiprono Laban Kigen e gli italiani Dario Santoro, Massimiliano Strappato, Ivan Di Mario, Tito Fiorenzo Tiberti, Massimiliano Brigo, Angelo Iannelli e Giuseppe Minici. Tra le donne compaiono invece Catherine Bertone, Martina Facciani, Claudia Pinna e Simona Santini.

Il centro nevralgico della tre giorni ravennate sarà l’Expo Marathon Village, che quest’anno sarà in Largo Firenze 1 nel Palazzo dei Congressi, in pieno centro storico. Sarà il punto di riferimento degli atleti dove potranno ritirare il pettorale venerdì 6 novembre dalle 14.30 alle 19 e sabato 7 dalle 9.30 alle 19. Al suo interno ci saranno numerosi stand, tra cui quelli delle altre maratone internazionali e delle associazioni benefiche amiche di Ravenna Runners Club.

Il percorso della maratona si snoda attraverso 42,195 km lungo le vie della città, toccando sette degli otto monumenti Unesco. La Half Marathon percorrerà le stesse strade della maratona per i suoi primi 21,097 km. Le iscrizioni si sono chiuse il 3 novembre, ma saranno riaperte il 6, il 7 e l’8 novembre (50 euro per la maratona e 35 euro per l’half marathon), con scontistiche e promozioni nei siti culturali della città per gli atleti e le loro famiglie.

Per la prima volta è stata organizzata una serie di convegni per il sabato pomeriggio. L’aula magna del Palazzo dei Congressi in Largo Firenze ospiterà dalle 14.30 gli interventi di numerosi ospiti il cui tema centrale sarà la corsa e l’atletica in generale.

Da quest’anno è nata una collaborazione ancora più stretta con le scuole. Non solo i ragazzi correranno, ma un buon numero di appartenenti alle scuole superiori daranno una mano all’organizzazione. Saranno dunque volontari durante la competizione.

Morti, toilette, parcheggi e ponte mobile Ecco il business milionario di Azimut  

Società a capitale misto: 60 percento pubblico e 40 a un consorzio
che contiene Cmc e Ciclat. Nel 2014 valore della produzione 11 mln

Azimut è una società per azioni a capitale misto pubblico-privato con maggioranza pubblica (56 dipendenti in totale): il 59,8 percento fa capo a Ravenna Holding, la Spa in mano ai Comuni di Ravenna (83,5 percento), Cervia (10,9) e Faenza (5,6) e in cui i Comuni hanno confluito le rispettive partecipazioni. Azimut gestisce una settantina di cimiteri dislocati nei comuni di Ravenna, Faenza, Cervia, Bagnacavallo e Castelbolognese, i due impianti di cremazione a Ravenna e Faenza e le camere mortuarie di Cervia e Ravenna. Si occupa inoltre di manutenzione verde (a Ravenna), disinfestazione (a Ravenna e Cervia), toilette pubbliche automatiche a gettone (Ravenna), servizio sosta su strisce blu (Ravenna e Cervia) e dal 2014 ha la gestione del ponte mobile sul canale Candiano a Ravenna per tre anni.

L’assetto di controllo attuale si è definito nel 2012 quando nella compagine societaria ha fatto il suo ingresso il socio privato Antares, acquisendo il 40 percento delle quote per 2,89 milioni di euro vincendo una gara pubblica (non arrivarono altre domande e a suo tempo la vicenda finì anche in un esposto all’Anticorruzione presentanto da Alvaro Ancisi di Lpr) per la ricerca di un socio privato con contestuale affidamento di compiti operativi allo stesso nuovo socio per la durata di 15 anni. La cordata aggiudicataria – il Consorzio nazionale servizi (Cns) di Bologna e il Consorzio italiano cooperativa lavoratori ausiliari traffico (Ciclat) di Bologna – si è poi consolidata nella società consortile Antares con sede a Ravenna in via Trieste 76, stesso indirizzo della Cmc che infatti figura tra i quattro soci di Antares con il 28 percento. Il resto del pacchetto azionario di Antares è suddiviso fra altre tre cooperative: il 49 percento a Ciclat, il 18 percento a Deltambiente, il 5 percento a San Vitale.

Il consiglio di amministrazione di Azimut, rinnovato lo scorso luglio, è così composto (fra parentesi incarichi e compensi annui lordi omnicrompresivi): Roberto Fagnani (presidente, 22mila euro), Stefano Di Stefano (amministratore delegato, 42mila), Emanuele Rocchi (vicepresidente, 8mila), Cesare Bagnari (consigliere, 7mila), Concetta Genovese (consigliere, 7mila). Al presidente e all’Ad viene riconosciuta una indennità di risultato in base al raggiungimento dei risultati fino al 50 percendo del compenso annuo lordo per il presidente e 100 percento per l’Ad.

L’esercizio 2014 si è chiuso con un utile netto di 950mila euro (8,56 percento del valore della produzione e in aumento del 22,66 percento rispetto all’anno precedente): 47mila euro andati come riserva legale, 505mila ai soci, 398mila euro a riserva straordinaria. Il valore della produzione 2014 ammonta a 11 milioni di euro con un incremento di ricavi dell’11,6 percento rispetto all’anno precedente: quasi 6 milioni vengono dai cimiteri e quasi due vengono dal verde. Nel 2015 l’intervento più consistente è stato la realizzazione del parcheggio sopraelevato di via Guidarelli per sostituire i posti auto persi dalla pedonalizzazione di piazza Kennedy.

Morti, toilette, parcheggi e ponte mobile Ecco il business milionario di Azimut  

Società a capitale misto: 60 percento pubblico e 40 a un consorzio che contiene Cmc e Ciclat. Nel 2014 valore della produzione 11 mln

Azimut è una società per azioni a capitale misto pubblico-privato con maggioranza pubblica (56 dipendenti in totale): il 59,8 percento fa capo a Ravenna Holding, la Spa in mano ai Comuni di Ravenna (83,5 percento), Cervia (10,9) e Faenza (5,6) e in cui i Comuni hanno confluito le rispettive partecipazioni. Azimut gestisce una settantina di cimiteri dislocati nei comuni di Ravenna, Faenza, Cervia, Bagnacavallo e Castelbolognese, i due impianti di cremazione a Ravenna e Faenza e le camere mortuarie di Cervia e Ravenna. Si occupa inoltre di manutenzione verde (a Ravenna), disinfestazione (a Ravenna e Cervia), toilette pubbliche automatiche a gettone (Ravenna), servizio sosta su strisce blu (Ravenna e Cervia) e dal 2014 ha la gestione del ponte mobile sul canale Candiano a Ravenna per tre anni.

L’assetto di controllo attuale si è definito nel 2012 quando nella compagine societaria ha fatto il suo ingresso il socio privato Antares, acquisendo il 40 percento delle quote per 2,89 milioni di euro vincendo una gara pubblica (non arrivarono altre domande e a suo tempo la vicenda finì anche in un esposto all’Anticorruzione presentanto da Alvaro Ancisi di Lpr) per la ricerca di un socio privato con contestuale affidamento di compiti operativi allo stesso nuovo socio per la durata di 15 anni. La cordata aggiudicataria – il Consorzio nazionale servizi (Cns) di Bologna e il Consorzio italiano cooperativa lavoratori ausiliari traffico (Ciclat) di Bologna – si è poi consolidata nella società consortile Antares con sede a Ravenna in via Trieste 76, stesso indirizzo della Cmc che infatti figura tra i quattro soci di Antares con il 28 percento. Il resto del pacchetto azionario di Antares è suddiviso fra altre tre cooperative: il 49 percento a Ciclat, il 18 percento a Deltambiente, il 5 percento a San Vitale.

Il consiglio di amministrazione di Azimut, rinnovato lo scorso luglio, è così composto (fra parentesi incarichi e compensi annui lordi omnicrompresivi): Roberto Fagnani (presidente, 22mila euro), Stefano Di Stefano (amministratore delegato, 42mila), Emanuele Rocchi (vicepresidente, 8mila), Cesare Bagnari (consigliere, 7mila), Concetta Genovese (consigliere, 7mila). Al presidente e all’Ad viene riconosciuta una indennità di risultato in base al raggiungimento dei risultati fino al 50 percendo del compenso annuo lordo per il presidente e 100 percento per l’Ad.

L’esercizio 2014 si è chiuso con un utile netto di 950mila euro (8,56 percento del valore della produzione e in aumento del 22,66 percento rispetto all’anno precedente): 47mila euro andati come riserva legale, 505mila ai soci, 398mila euro a riserva straordinaria. Il valore della produzione 2014 ammonta a 11 milioni di euro con un incremento di ricavi dell’11,6 percento rispetto all’anno precedente: quasi 6 milioni vengono dai cimiteri e quasi due vengono dal verde. Nel 2015 l’intervento più consistente è stato la realizzazione del parcheggio sopraelevato di via Guidarelli per sostituire i posti auto persi dalla pedonalizzazione di piazza Kennedy.

Tra fatture e griffe taroccate a Faenza il falso va di moda

Il comandante della compagnia della guardia di finanza: «Lotta continua all’evasione. Nel 2014 oltre 900 controlli e verifiche fiscali»

«Con la prospettiva di un incremento del personale potrà esserci una presenza ancora più incisiva e capillare sul territorio». Le parole del tenente Anna Maria Pallozzi mettono in luce una delle conseguenze del passaggio di rango, ufficiale dallo scorso agosto, da tenenza a compagnia per la guardia di finanza a Faenza, che guida da giugno del 2013.

Comandante, cosa altro vorrà dire l’istituzione della compagnia?
«Novità del nuovo assetto è l’istituzione di un nucleo mobile all’interno del reparto che costituisce una unità operativa caratterizzata da dinamismo».

Il territorio faentino che caratteristiche ha per il lavoro della Finanza?
«Come noto siamo una forza di polizia specializzata nel settore economico-finanziario con qualifiche di polizia tributaria e giudiziaria. I più significativi fenomeni evasivi sono riconducibili in linea generale ai consolidati fenomeni dell’emissione e dell’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, le cosiddette Foi, e della presentazione di dichiarazioni fraudolente o infedeli».

Ci sono stati casi di dimensioni particolari?
«In un’indagine sono state individuate circa cinquanta aziende che hanno utilizzato fatture false emesse da una società di diritto sammarinese».

Qualche numero dell’attività in generale?
«Le ispezioni possono essere verifiche o controlli, nel primo caso c’è una attività preliminare di intelligence e analisi per aggredire i fenomeni più gravi di evasione e frode fiscale mentre i controlli sono interventi più snelli che possono svolgersi anche in una giornata. A Faenza nel corso del 2014 abbiamo concluso venti ferifiche fiscali e più di 900 controlli. In totale abbiamo raggiunto una base imponibile netta di oltre 18 milioni di euro. Il fine dell’azione è solo la tutela dell’interesse pubblico l’evasione produce effetti negativi per l’economia, ostacola la libera concorrenza, danneggia lo Stato e accresce il carico fiscale per i cittadini onesti».

Dove si è concentrata l’attività di ispezione?
«Ad esempio controlli sull’emissione degli scontrini, sull’erogazione di carburanti, sui redditi e patrimoni di famiglie beneficiarie di agevolazioni sociali, contro il gioco illegale».

Qualche operazione particolare?
«È stata un’indagine complessa quella che ha permesso di accertarele responsabilità a carico di un promotore finanziario. Con una serie di truffe e falsi ai danni dei clienti di cui aveva conquistato la fiducia è riuscito nel tempo ad appropriarsi di tre milioni di euro che poi spendeva per orologi, auto di lusso, viaggi, abbigliamento».

Evasione per le imprese è anche lavoro nero.
«Sul fronte del lavoro nero è da rilevare la diffusione di piccole ditte individuali di breve durata soprattutto nel manifatturiero: apro e chiudono prima di essere chiamate a onorare gli obblighi fiscali e tributari e poi lo stesso soggetto riapre con altra partita Iva. In questi casi non solo cerchiamo di recuperare le imposte evase ma anche inviduare casi di sfruttamento dell’immigrazione clandestina o produzione di marchi contraffatti».

I tarocchi sembrano non conoscere crisi…
«La contraffazione racchiude una pluralità di condotte illecite, dallo sfruttamento della manodopera irregolare al riciclaggio di denaro al commercio abusivo di prodotti a volte non sicuri dal punto di vista delle norme igienico-sanitarie. Abbiamo operato diversi sequestri nel tempo, non solo abbigliamento e accessori ma anche articoli per la casa o giocattoli».

Il giro dei falsi come cambia?
«Ora è difficile vedere il venditore abusivo che parte con il borsone o con i sacchi per la spiaggia. È più facile che viaggino a mani vuote per poi prendere la merce solo sul posto, in particolare ovviamente la spiaggia nel periodo estivo. Cerchiamo di individuare le rotte e i depositi del materiale».

In Finanza dal 2007, al comando di Faenza dal 2013, a breve diventerà capitano. È più facile o più difficile per una donna indossare la divisa?
«Il periodo di formazione mi ha aiutato a capire cosa significano sacrificio, dedizione, senso della disciplina e rispetto delle regole: tutti valori condivisi nella guardia di finanza e i valori, come si sa, non hanno sesso. Nei miei primi due incarichi ho potuto constatare la parità tra uomo e donna in divisa, ho sempre percepito la stima e il rispetto da chi lavorava con me, colleghi o superiori che fossero. La professionalità è correlata solo alal qualità del lavoro svolto».

Presentata a Londra l’edizione 2016 del Ravenna Festival, dedicata a Mandela

Tra le stelle i 100Cellos di Giovanni Sollima, Svetlana Zacharova, Kent Nagano, Batsheva Dance Company, Muti e la Cape Town Opera

La prima italiana di Mandela Trilogy della Cape Town Opera, Riccardo Muti, una nuova reunion dei 100Cellos di Giovanni Sollima, Svetlana Zacharova (foto in alto), Kent Nagano, Batsheva Dance Company sono solo alcune delle stelle di Ravenna Festival 2016 (in programma dal 13 maggio al 12 luglio) presentato lunedì sera a Londra in occasione del World Travel Market. Ravenna e il suo Festival come meta di turismo culturale sono stati al centro dell’evento promosso dalla Regione Emilia Romagna in collaborazione con Apt Servizi e Enit.

La presentazione londinese si è svolta di fronte a una folta e qualificata platea di tour operator, buyers e giornalisti specializzati in spettacolo, viaggi e turismo. Tra gli ospiti che hanno impreziosito la presentazione condotta da Katie Derham di BBC Radio 3 il coreografo inglese Matthew Bourne che, dopo le moltissime partecipazioni, considera Ravenna una sua seconda residenza artistica. Bourne ha accolto l’invito di Cristina Muti e, come un ambasciatore privilegiato di Ravenna, ha raccontato le opportunità che la città riserva ai suoi visitatori, anticipando anche che tornerà al Festival con un nuovo lavoro nel 2017. L’evento si è concluso con un live a sorpresa: sette violoncellisti condotti da Giovanni Sollima (foto a fianco) hanno infatti musicalmente invaso la sala anticipando così la nuova reunion dei 100Cellos che per una intera settimana si “impadroniranno” della città e dei suoi luoghi più suggestivi.

Un’edizione quella del 2016 che vuole celebrare con un’importante novità: la relazione del Festival con la città e con i suoi monumenti più importanti. Dal 13 maggio al 10 luglio infatti un doppio appuntamento scandirà quotidianamente le giornate del Festival nei due luoghi che sono meta imprescindibile di ogni visita alla città: la tomba di Dante, al centro della zona del silenzio, che ogni mattina ospiterà un momento di spettacolo ispirato al grande poeta, e la Basilica di San Vitale, nella quale ogni pomeriggio si rinnoverà l’appuntamento musicale con i Vespri.

Se il Festival 2015 era dedicato a Dante Alighieri nei 750 anni dalla nascita – avviando un percorso tematico di cui si troverà traccia in ogni edizione fino al 2021 anno in cui si celebrerà il VII Centenario della morte del poeta avvenuta a Ravenna – le scelte tematiche dei prossimi anni rimandano alla storia del ’900 e ad alcuni grandi protagonisti del “Secolo breve”. Nel 2016 sarà la volta di Nelson Mandela, straordinario combattente per la libertà e grande statista, sulla cui figura e storia il Festival presenterà in prima italiana lo spettacolo Mandela Trilogy (foto a fianco) prodotto dalla Cape Town Opera. Scritto e diretto da Michael Williams, su musiche di Allan Stephenson, Mike Campbell e Peter Louis van Dijk, Mandela Trilogy utilizza un’originale fusione di tradizionali canti Xhosa, temi jazz, musical e opera lirica per onorare uno degli uomini politici di maggiore ispirazione al mondo.

La ricca programmazione sinfonica si aprirà con Riccardo Muti protagonista di tre concerti a partire da quello inaugurale sul podio della ‘sua’ Orchestra Giovanile Luigi Cherubini (in programma l’Incompiuta di Schubert e la Quinta di Beethoven). Seguiranno due debutti al Festival: quello di Ivan Fischer con la Budapest Festival Orchestra e di Daniel Harding sul podio della Mahler Chamber Orchestra; è invece un gradito ritorno quello di Kent Nagano con l’Hamburg Philharmonic.

Sul fronte danza infine il Festival presenterà la Batsheva Dance Company, universalmente riconosciuta come la maggiore compagnia di danza israeliana; Svetlana Zacharova, Mikhail Lobukhin e Denis Rodkin in un nuovo spettacolo che li vedrà protagonisti assieme ad altre étoiles del Balletto del Teatro Bolshoi e il Gran Gala de Ballet y Cubanía, evento che riunirà per la prima volta a Ravenna i grandi ballerini – universalmente ammirati per tecnica e slancio artistico ovunque essi calchino le scene – figli di Cuba e della Escuela Nacional Cubana de Ballet e ora sparsi nel mondo.

L’appuntamento con la Trilogia d’Autunno di Ravenna Festival, che da alcuni anni ne rilancia la programmazione oltre il classico periodo estivo, nel 2016 si svolgerà dal 14 al 23 ottobre. Una trilogia danubiana che intende proporre il meglio del teatro musicale ‘leggero’ sviluppatosi sulle rive del fiume blu, tra Vienna e Budapest, in quella sorta di ‘età dell’oro’ che ha segnato l’apice della civiltà mitteleuropea. La speciale formula che consente di offrire al pubblico ed in particolare ai turisti l’opportunità di assistere a tre spettacoli diversi in tre serate consecutive al Teatro Alighieri si rinnova quindi con: “La Contessa Maritza” di Emmerich Kàlmàn, “Il Pipistrello” di Johann Strauss e “La vedova allegra” di Franz Lehar. Tre nuove produzioni presentate in esclusiva al Festival in una sorta di ‘all stars’ che coinvolgerà i migliori registi, direttori ed i principali teatri ungheresi. Il tutto condito in salsa tzigana grazie alla presenza a Ravenna di una vera orchestra tradizionale che sarà facile incontrare in nelle vie del centro cittadino.

Il programma completo sarà presentato alla città in un evento pubblico sabato 5 dicembre (ore 11 Palazzo dei Congressi), mentre la promozione internazionale del Festival e della città continuerà negli appuntamenti di Bruxelles (gennaio) e Tokyo (marzo).

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