mercoledì
13 Maggio 2026

«Idem voleva sfruttare l’Amministrazione» E il Comune le chiede oltre 18mila euro

Il sindaco nell’atto di citazione contro la senatrice: «Ha approfittato
del suo ruolo istituzionale». E Ancisi ride: «Mi davano del poveretto»

Si è svolta martedì, 13 ottobre, la prima udienza preliminare del procedimento giudiziario che vede la senatrice ravennate del Pd Josefa Idem accusata di truffa aggravata per essersi fatta assumere come unica dipendente dell’associazione sportiva di cui era presidente il marito, pochi giorni prima di essere confermata, nel 2006, assessore comunale allo Sport (vedi articoli correlati). In tal modo, il Comune, come prevede la legge per i lavoratori che vanno in aspettativa per assumere incarichi politico-amministrativi, avrebbe pagato i suoi contributi previdenziali. L’udienza è stata rinviata a maggio, ma il procedimento ha assunto una svolta importante – sottolinea Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna – a seguito dell’atto di costituzione in giudizio del Comune di Ravenna, depositato martedì, con cui il sindaco rivendica il risarcimento di due danni civili: patrimoniale, per gli 8.642 euro versati dal Comune, più 1.500 di interessi, e d’immagine dell’amministrazione, per altrettanti 8.642.

Ancisi poi ricorda come l’iniziativa della magistratura sia stata avviata da un suo esposto, dopo che il sindaco non aveva risposto a una sua interrogazione sul tema. All’atto poi della conclusione delle indagini giudiziarie così innescate – ricorda Ancisi –, il sindaco dichiarò, il 19 marzo 2014: «Mi auguro e confido che, come rivendicato con nettezza nella dichiarazione che la Senatrice Idem ha rilasciato in queste ore, l’iter giudiziario accerti la sua estraneità ad ogni illecito».

«Tali augurio e fiducia non corrispondono, però, a quanto Matteucci stesso ha invece “accertato” su quegli stessi fatti, venuto in luce martedì col deposito dell’atto di citazione in giudizio – sottolinea ancora il capogruppo di Lista per Ravenna –; e cioè che: la Idem “approfittando, in concorso con suo marito, del ruolo istituzionale che le stava per essere attribuito e che le è stato assegnato” – dal sindaco stesso con l’incarico di assessore – “ha dimostrato di considerare la stessa amministrazione comunale, cioè l’ istituzione che rappresentava, un soggetto da sfruttare per un proprio tornaconto personale, svilendone così il ruolo agli occhi della collettività. Il tutto segnato da “una stretta concatenazione temporale”, in un “quadro indiziario univoco sempre secondo l’atto dal quale emerge, con evidenza, la natura simulata” dell’ accaduto».

«Chapeau. Io non ero mai arrivato ad esprimere un giudizio politico così severo, anzi non ne ho mai espresso alcuno, facendo parlare solo i fatti», commenta ironicamente Ancisi, ricordando poi come ai tempi «tra i tanti epiteti ricevuti al riguardo dal suo partito, non mi è mancata, dal parlamentare ravennate onorevole Pagani, quella di “poveretto” dedito alla sua “solita battaglia politica”. Presumo che oggi Matteucci sia considerato dal suo partito più “poveretto” di Ancisi, cioè il massimo della povertà politica».

Il leghista Pini sospeso dalla Camera per aver dato della capra alla Boldrini

Pena di 15 giorni per il deputato ravennate che su Facebook insiste:
«La Presidente è un personaggio inquietante e inadeguato al ruolo»

Quindici giorni di sospensione dall’aula per il capogruppo della Lega alla Camera, Massimiliano Fedriga e il suo collega di partito, il ravennate Gianluca Pini. È quanto ha deciso l’ufficio di presidenza di Montecitorio in merito alle proteste dello scorso 7 ottobre, mentre era in corso il dibattito sulla cittadinanza. Si tratta del massimo della sanzione prevista.

In particolare, Pini è stato sospeso per aver ricolto espressioni offensive verso la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, a cui ha dato anche della «capra» (vedi articoli correlati e il video che pubblichiamo in fondo all’articolo).

«Ma pensate voi che cosa bizzarra – commenta Pini sulla sua pagina Facebook –. Al senato per un gesto sessita che ha tenuto occupete le prime pagine dei giornali per giorni Grasso ha dato 5 giorni di sospensione ai due azianotti guasconi. Alla Camera invece per aver dato della incapace e ignorante (come una Capra, voc populi) alla Boldrini la stessa mi rifila 15 giorni di sospensione. Secondo voi c’entra qualcosa il fatto che abbia denunciato pubblicamente il suo rifiuto a dirci quanto costa la sua struttura faraonica e quanto prendono i suoi amichetti e le sue amichette assunte dall’esterno? Rimane il fatto che il personaggio è inquietante, senza nessun equilibrio istituzionale e assolutamente inadeguata al ruolo. Un sciagura insomma. Fini docet».

Al via un corso del Comune per i proprietari di cani

L’ufficio diritti degli animali del Comune di Ravenna – in collaborazione con l’Ausl, l’associazione Guardia Medica Veterinaria e le associazioni di protezione animale Amici degli Animali, Clama ed Enpa – organizza un corso formativo aperto a tutti coloro che sono interessati a conoscere meglio il proprio cane e a gestirlo responsabilmente.

Le lezioni, rivolte a chi ha già un cane o è interessato a prenderne uno, saranno cinque (quattro incontri teorici e uno pratico) e si svolgeranno nella sala Buzzi di via Berlinguer 11 dalle 20 alle 23 dei giorni 21, 26 e 28 ottobre, 4 e 11 novembre. Saranno tenute da Andrea Malmerenda, veterinario specializzato in comportamento animale; Donatella Saporetti, veterinaria dell’Ausl; Giacomo Scoccia, addestratore Enci (Ente nazionale della cinofilia italiana) – centro Golden Dog.

È previsto un contributo di partecipazione forfettario di 60 euro. Per iscrizioni e informazioni: Ufficio per i diritti degli animali del Comune di Ravenna, via Massimo d’Azeglio 2, tel. 800099577, mail dirittideglianimali@comune.ra.it.

Gli argomenti trattati riguarderanno il comportamento del cane; il benessere, la prevenzione e la relazione cane/proprietario; le tecniche di educazione e la legislazione riguardo la detenzione di cani; saranno fornite informazioni utili a evitare errori comuni e a migliorare la convivenza tra i cani e le persone.

Durante l’ultima lezione è previsto un test finale a seguito del quale, a chi avrà partecipato ad almeno due incontri, sarà rilasciato un patentino previsto dall’ordinanza del ministero della Salute del 3 agosto 2015, la stessa che disciplina l’organizzazione di corsi di questo tipo.

Anche a Ravenna un sit-in pacifista dopo l’attentato di Ankara

«A sostegno di tutte le persone che in Turchia lottano per la pace»

Venerdì 16 ottobre il movimento delle Donne in Nero organizza un sit-in pacifista dalle 17 alle 18 in piazza Andrea Costa, in centro a Ravenna, a sostegno, si legge in una nota, «di tutte le persone che in Turchia lottano per la pace, la democrazia, la giustizia e per una soluzione pacifica della questione curda» e «per fermare l’escalation della violenza, la repressione e la censura da parte del governo turco in vista delle elezioni del 1 novembre».

L’iniziativa è stata organizzata all’indomani del gravissimo attentato del 10 ottobre alla marcia pacifista di Ankara (vedi foto) che ha provocato 128 morti e più di 500 feriti.

Ha già dichiarato la propria partecipazione anche la Casa delle Donne di Ravenna.

Anche a Ravenna un sit-in pacifista dopo l’attentato di Ankara

«A sostegno di tutte le persone che in Turchia lottano per la pace»

Venerdì 16 ottobre il movimento delle Donne in Nero organizza un sit-in pacifista dalle 17 alle 18 in piazza Andrea Costa, in centro a Ravenna, a sostegno, si legge in una nota, «di tutte le persone che in Turchia lottano per la pace, la democrazia, la giustizia e per una soluzione pacifica della questione curda» e «per fermare l’escalation della violenza, la repressione e la censura da parte del governo turco in vista delle elezioni del 1 novembre».

L’iniziativa è stata organizzata all’indomani del gravissimo attentato del 10 ottobre alla marcia pacifista di Ankara (vedi foto) che ha provocato 128 morti e più di 500 feriti.

Ha già dichiarato la propria partecipazione anche la Casa delle Donne di Ravenna.

La tavola degli antichi fra arte, storia e cibo dell’anima

Dal 14 ottobre tre conferenze a tema al Museo Tamo con gli esperti Racagni, Gardini e Montevecchi

mosaico ciboCosa e come mangiavano i nostri antenati in epoca tardoantica? Quali erano i prodotti e i rituali della tavola? Quale il valore del cibo nelle rappresentazioni artistiche? Molte di queste domande trovano risposta nel repertorio dei mosaici e dell’indagine storica e archeologica e saranno tema di tre conferenze al via mercoledì 14 ottobre, alle ore 18.

Gli incontri – intitolati “Il cibo racconta noi“ – sono promossi dalla Fondazione Ravenna Capitale, in collaborazione con RavennAntica, al Museo Tamo di San Nicolò in via Rondinelli.

«La scelta del titolo “Il cibo racconta noi“ – spiega Gianni Morelli, presidente della Fondazione Ravenna Capitale – vuole essere una esemplificazione del fatto che gli alimenti ci forniscono informazioni su chi commissionava le opere musive. Nei mosaici di Ravenna – prosegue – il cibo, in realtà, viene progressivamente interpretato dal pensiero cristiano come qualcosa che serve ad accompagnare le persone nell’eternità: palme, ulivi, datteri e grappoli d’uva diventano quindi “il cibo dell’anima”. Inoltre a Ravenna, sede della flotta imperiale, avvenivano tantissimi e ricchissimi scambi commerciali, che si traducono anche nel fatto che la nostra città vedeva e sperimentava un’enorme mescolanza di cibi, odori e sapori diversi».

La prima conversazione (mercoledì 14) sarà svolta dal mosaicista ed esperto di arte musiva del Mediterraneo, Paolo Racagni, che parlerà di “Rito e cibi nei mosaici mediterranei”.
A seguire, sono in programma la conferenza di Giovanni Gardini, studioso cattolico noto per la conoscenza dell’arte cristiana ravennate, che mercoledì 21 ottobre affronterà il tema “Il cibo dell’anima nei mosaici di Ravenna” e, infine, l’archeologa Giovanna Montevecchi, esperta del territorio locale e degli aspetti domestici in uso nell’antichità, che mercoledì 28 ottobre presenterà “La tavola degli antichi romani tra eccessi e frugalità”.
Tutti gli incontri, a ingresso libero, si terranno alle ore 18.

Cisterna carica di liquido infiammabile esce dai binari a Ravenna

Vigili del fuoco e uomini delle Ferrovie al lavoro tutta la notte

Un vagone cisterna carico di liquido infiammabile è uscito dai binari nella serata di martedì, 13 ottobre, all’altezza dello scalo merci di Ravenna. Un incidente verificatosi in fase di manovra al treno merci, a velocità molto ridotta.

Non ci sono stati particolari disagi o ripercussioni, ma i vigili del fuoco e gli uomini delle Ferrovie hanno lavorato tutta la notte per mettere in sicurezza la cisterna.

Qui sotto la fotogallery di Fabrizio Zani.

Josefa Idem vota contro le riforme, poi la rettifica: «Scusate, sto male…»

L’errore della senatrice ravennate del Pd nel giorno del via libera
in Senato al ddl Boschi che modifica la Costituzione italiana

Via libera dell’Aula del Senato alla riforma costituzionale, il cosidetto ‘ddl Boschi’ (nella foto il ministro).

L’ok di Palazzo Madama arriva inizialmente con 178 sì, 17 voti contrari e 7 astenuti. Ma uno dei voti contrari è sorprendentemente quello di una senatrice del Pd, che ha voluto la riforma, la campionessa olimpica ravennate Josefa Idem. Che però prontamente rettifica, chiedendo la parola al presidente del Senato, Pietro Grasso.

«Chiedo scusa, sono stata malata tutto il giorno», ha detto la Idem, ammettendo lo sbaglio e dichiarando voto favorevole. Il risultato finale, messo a verbale, è così quello di 179 sì e solo 16 voti contrari. L’opposizione, come annunciato, non ha partecipato al voto.

Il testo ora passa alla Camera per la quarta lettura. Approvata, dunque, la riforma costituzionale, nel testo che presumibilmente sarà quello definitivo e che sarà sottoposto ai cittadini nel referendum dell’ottobre 2016. Tra le novità: la fine del bicameralismo perfetto, l’elettività dei senatori, il nuovo procedimento di approvazione delle leggi, le competenze di Stato e Regione, la cancellazione delle Province e del Cnel, l’elezione del Colle e lo stop ai senatori a vita.

Ius soli, l’emozione dell’assessore nata in Marocco e immigrata a 2 anni

In Italia ha ottenuto la cittadinanza a 22 anni: «Oggi è stata
approvata una legge di civiltà: primo passo epocale»

Ouidad Bakkali ha 29 anni e da 4 è assessore alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Ravenna. Nata ad Agadir, è arrivata in Italia quando aveva due anni, raggiungendo il padre emigrato all’inizio degli anni Ottanta e diventato a Ravenna un operaio dell’Enichem.

Per lei, la giornata di oggi, con il voto favorevole della Camera alla nuova legge sulla cittadinanza, ha un sapore speciale. Nonostante sia soltanto “temperato”, come viene definito, è stato di fatto introdotto (in attesa dell’approvazione anche da parte del senato) lo ius soli: la cittadinanza italiana a chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo.

«Avevo 22 anni – commenta su Facebook la Bakkali – quando ho ottenuto la cittadinanza italiana. Ho iniziato ad avere passione per le “cose del mondo e della mia città” da piccola e ho potuto votare finalmente solo nel 2008. Mi tornano in mente alcuni episodi che ho vissuto nella mia adolescenza legati al fatto di non essere italiana:
durante il viaggio di maturità fui costretta a passare la notte in aeroporto a Praga insieme a due professori mentre i miei compagni erano in albergo perché ci furono problemi con il visto. Viaggiavo per partecipare al parlamento europeo dei giovani nella delegazione italiana, ma in aeroporto avevo in mano una carta di soggiorno e un passaporto verde ed aspettavo nelle fila “non EU citizens”. La richiesta per l’Erasmus mi fu quasi negata perché dovevo passare da pratiche burocratiche apposite per gli studenti stranieri. Mi ricordo giornate infinite con la mia famiglia al consolato marocchino per rinnovare documenti e passaporti. Ricordo il giorno in cui ci diedero finalmente la notizia che avevamo ottenuto la cittadinanza italiana. L’appuntamento in Comune per il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana».

«Oggi – chiude l’assessore – il Parlamento ha approvato una legge di civiltà che aprirà ad un futuro più equo e giusto per i bambini e le bambine cosiddetti “stranieri” che nascono in questo paese o che vi arrivano da piccoli e che come me allora, lo hanno sempre considerato il proprio paese. Questo è un primo passo fondamentale ed epocale».

Ius soli, l’emozione dell’assessore nata in Marocco e immigrata a 2 anni

In Italia ha ottenuto la cittadinanza a 22 anni: «Oggi è stata approvata una legge di civiltà: primo passo epocale»

Ouidad Bakkali ha 29 anni e da 4 è assessore alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Ravenna. Nata ad Agadir, è arrivata in Italia quando aveva due anni, raggiungendo il padre emigrato all’inizio degli anni Ottanta e diventato a Ravenna un operaio dell’Enichem.

Per lei, la giornata di oggi, con il voto favorevole della Camera alla nuova legge sulla cittadinanza, ha un sapore speciale. Nonostante sia soltanto “temperato”, come viene definito, è stato di fatto introdotto (in attesa dell’approvazione anche da parte del senato) lo ius soli: la cittadinanza italiana a chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo.

«Avevo 22 anni – commenta su Facebook la Bakkali – quando ho ottenuto la cittadinanza italiana. Ho iniziato ad avere passione per le “cose del mondo e della mia città” da piccola e ho potuto votare finalmente solo nel 2008. Mi tornano in mente alcuni episodi che ho vissuto nella mia adolescenza legati al fatto di non essere italiana:
durante il viaggio di maturità fui costretta a passare la notte in aeroporto a Praga insieme a due professori mentre i miei compagni erano in albergo perché ci furono problemi con il visto. Viaggiavo per partecipare al parlamento europeo dei giovani nella delegazione italiana, ma in aeroporto avevo in mano una carta di soggiorno e un passaporto verde ed aspettavo nelle fila “non EU citizens”. La richiesta per l’Erasmus mi fu quasi negata perché dovevo passare da pratiche burocratiche apposite per gli studenti stranieri. Mi ricordo giornate infinite con la mia famiglia al consolato marocchino per rinnovare documenti e passaporti. Ricordo il giorno in cui ci diedero finalmente la notizia che avevamo ottenuto la cittadinanza italiana. L’appuntamento in Comune per il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana».

«Oggi – chiude l’assessore – il Parlamento ha approvato una legge di civiltà che aprirà ad un futuro più equo e giusto per i bambini e le bambine cosiddetti “stranieri” che nascono in questo paese o che vi arrivano da piccoli e che come me allora, lo hanno sempre considerato il proprio paese. Questo è un primo passo fondamentale ed epocale».

Pioggia battente, Adriatica a pezzi Sul ponte si viaggia su una corsia

Cavalcavia Faentina: restringimento di carreggiata per 700 metri Due settimane fa una ventina di auto con danni alle ruote

La giornata di pioggia battente su Ravenna sta causando il ripetersi dei soliti problemi per il martoriato manto stradale della statale 16 Adriatica: il deterioramento dell’asfalto in corrispondenza di alcuni giunti di dilatazione sul cavalcavia che supera via Faentina ha aperto buche tali da costringere l’Anas, ente pubblico gestore dell’arteria statale, a un intervento d’urgenza predisponendo un restringimento della carreggiata per un tratto di circa 700 metri con transito obbligatorio in corsia di sorpasso in entrambe le direzioni e limite di velocità fissato a 30 km orari. Le precipitazioni in corso non consentono interventi risolutivi nell’immediato: i lavori di ripristino, fa sapere Anas, saranno eseguiti non appena miglioreranno le condizioni atmosferiche e saranno completati in circa venti giorni. Il restringimento della carreggiata unito al maltempo sta avendo ripercussioni sulla viabilità causando rallentamenti e incolonnamenti.

L’intervento di Anas è stato predisposto prima che potesse verificarsi la situazione accaduta nella tarda serata di un paio di settimane fa: la sera del 2 ottobre, verso le 21, furono infatti una ventina le vetture rimaste danneggiate (pneumatici o cerchi) per essere finite in buche piene d’acqua proprio in quel tratto che ad ogni temporale si sfalda.

Legge sulla cittadinanza, l’avvocato immigrazionista: «Una discriminazione»

Il deputato ravennate Maestri si astiene in aula, Paglia di Sel
vota a favore senza entusiasmo. E il sindaco esulta su Facebook

Il deputato ravennate Andrea Maestri si è astenuto nella votazione che ha sancito il via libera della Camera dei Deputati alla nuova legge sulla cittadinanza. Il testo passerà ora al Senato. Il disegno di legge introduce in Italia il cosiddetto ius soli temperato: avranno la cittadinanza – sintetizza un’agenzia dell’Ansa – i figli degli immigrati, ma dovranno aver frequentato un ciclo scolastico e uno dei genitori essere in possesso di un permesso di soggiorno di lunga durata.

Per Maestri – ora deputato del Gruppo Misto avendo aderito al movimento Possibile di Pippo Civati (con lui nella foto), fuoriuscito dal Pd – si è trattato di un voto particolarmente sofferto, essendo lui da anni avvocato immigrazionista e quindi un vero e proprio “addetto ai lavori”, come ha sottolineato nel suo intervento. «Ho dedicato tutta la mia vita professionale alla promozione del diritto di cittadinanza quale strumento principe per la costruzione di una nuova comunità laica, aperta, multietnica, multireligiosa, solidale, inclusiva e pluralistica», ha detto Maestri, sottolineando come il progetto di legge si sia allontanato «dal sentiero virtuoso in cui il dibattito nel paese, nella società e nelle istituzioni, si era incamminato».

«Questa legge – ha proseguito Maestri –, che non ha la dignità di una vera riforma della cittadinanza, non parla affatto di un diritto soggettivo pieno ma parla ancora il linguaggio antico, melmoso, burocratico, grigio e compromissorio dei diritti octroyes, dei diritti concessi dall’alto, dal nuovo sovrano poco illuminato che oggi siede a palazzo».

«Con questa legge – ha concluso il deputato ravennate – escludiamo dall’accesso alla cittadinanza centinaia di migliaia di bambine e bambini, discriminando il loro diritto in base al censo dei genitori, sì, perché ancorare il diritto dei bambini nati in Italia alla titolarità del permesso di soggiorno di lungo periodo da parte dei genitori significa sottomettere quel diritto alla sussistenza dei requisiti di reddito. Introduciamo un diritto a metà, un diritto zoppo, un diritto condizionato, uno ius soli talmente temperato che lo ius scompare nelle nebbie del basso, mediocre compromesso tra Pd e Ncd e rimane solo il suolo, quello su cui tutti cadremo al risveglio da un sogno che questo governo e la sua maggioranza hanno tradito».

Il testo di legge è stato approvato con 310 sì, 66 no e 83 astenuti in un’aula semideserta. Al voto finale si sono astenuti i deputati del Movimento 5 Stelle mentre contro il testo hanno votato i parlamentari di Lega Nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Al momento del verdetto, i parlamentari del Pd hanno applaudito mentre i leghisti hanno gridato: «Vergogna».

A votare a favore anche il deputato ravennate di Sel, Giovanni Paglia. «Una legge fragilina, per usare un eufemismo, che non suscita entusiasmo – ha commentato – ma che è oggettivamente un passo in avanti. Non è ius soli dal mio punto di vista, ma sarà comunque più facile di prima avere la cittadinanza italiana. Poi permangono discriminazioni, soprattutto relative alle condizioni dei famigliari, e questo per me é sbagliato».

Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, ha esultato su Facebook semplificando parecchio il concetto: «I bambini nati in Italia sono italiani», ha scritto postando una foto, utilizzata già in passato, che lo ritrae con in braccio un bambino dalla pelle nera.

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