mercoledì
13 Maggio 2026

Mosaici contemporanei per quattro stagioni fra Cripta e Giardini Pensili

Opere di Babini, Beauchamps, Ercolani, Nittolo, Mazzotti, De Luca, Galli, Strada ispirati alla danza della Domus dei Tappeti di Pietra

Mosaico ErcolaniUna nuova pagina del mosaico contemporaneo chiude il catalogo ideale di “Mosaici Contemporanei in Antichi Contesti”, la rassegna ideata e promossa da Fondazione RavennAntica, con la curatela di Paolo Racagni, in collaborazione con Provincia e Comune di Ravenna, Sistema Museale Provinciale e Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei.

Un libro che abbiamo cominciato a leggere nel 2011 e che ci ha accompagnato fino al capitolo conclusivo appena iniziato: Le Quattro Stagioni in Mosaico, in mostra fino al 15 novembre, nella cornice verdeggiante dei Giardini Pensili e della Cripta Rasponi del Palazzo della Provincia.
Il compito di allacciare una interconnessione tra il passato e il futuro è toccato ad otto artisti di preclara fama, che si sono immersi con creatività sensibile in uno dei giardini più discreti e ricchi di fascino della città, lasciando sussurrare la voce ruvida della pietra, o accendendo di riflessi colorati il sinuoso percorso verde che fonde le geometrie all’italiana con le sorprendenti svolte dello stile romantico inglese.

Sul tema conduttore delle “quattro stagioni”, che rimanda alla celebre Danza raffigurata nel pavimento della stanza più pregiata della Domus dei Tappeti di Pietra, si sono fatte strada le interpretazioni variegate di ciascun artista. A partire dal cinghiale Autunno di Giuliano Babini, che raffigura la controversa energia selvaggia dell’animale mutante, simbolo di ferocia e lussuria per il Cristianesimo, ma anche di saggezza, lealtà e fertilità.
L’intimista Pascale Beauchamps, con Saison de soleil et de vent, rievoca invece le quieti e le tempeste della sua Bretagna, fatta di paesaggi petrosi che sanno di arcaico, immersi nel silenzio sacrale degli idoli totemici.
Le colombe abbeveranti di Valeria Ercolani (nella foto in alto) attingono linfa dalla cultura popolare palustre e dall’antica tradizione greca, confluite col passaggio dei secoli nell’immaginario stereotipico ravennate, dando origine ad uno dei simboli identificativi della città.
Al cuore della Cripta, colpisce il concettuale Felice Nittolo, con la ritualità circolare di Primavera-Estate-Autunno-Inverno, dove è il ritmo del mosaico a scandire l’infinito panta rei della natura.
Sulla stessa linea d’onda, ma con esiti agli antipodi, si colloca Stefano Mazzotti con Autunno Occidentale in cui l’elemento naturale è decisamente concreto, nell’irruenza della materia originaria – le foglie vere, cadute – e si intreccia in sinestesie e proiezioni.Marco De Luca interpreta invece le fasi dell’anno attraverso la lettura dei colori caldi e freddi, riuscendo ad impregnare la materia di luce leggera e levitante, contro la stele di Giovanna Galli che rimarca i confini di passaggio, richiamando la classicità e al contempo l’età bizantina dei bagliori d’oro.
Per Daniele Strada, infine, l’estate è un ectoplasma, l’elemento mancante nella danza dei Tappeti di Pietra, e l’evocazione di una stagione il cui sapore si disvela soprattutto di notte, così come al buio narra i suoi segreti questa piccola misteriosa opera.

Per informazioni tel. 0544 215342.

Nella fotogallery altre opere in mostra

Scatta un’allerta meteo di 32 ore Notte d’Oro bagnata

Previste pioggie e temporali per tutto sabato fino al pomeriggio di domenica

meteo ravennaL’Agenzia regionale di Protezione civile dell’Emilia Romagna, ha emesso un’allerta meteo (la numero 90) valida 32 ore, dalla mattina di sabato 10 ottobre alle ore 16 di domenica 11 che prevede temporali, stato del mare agitato e criticità idraulica nel nostro territorio. Una giornata piuttosto umida e freddolosa che rischia di compromettere – almeno per quanto riguarda gli eventi allestiti all’aperto – la tanto attesa edizione 2015 della Notte d’Oro ravennate.
L’allerta è di livello uno; la situazione sarà monitorata dalla struttura della Protezione civile del Comune, pronta ad intervenire in caso di necessità.

Il Comune in cerca di nuove risorse All’asta 42 ettari di terreno agricolo

Saranno battuti insieme a 4 dell’azienda agraria Marani per un totale
di 2,1 milioni di euro come prezzo base. Offerte entro il 19 ottobre

In cerca di qualche spicciolo da mettere in tasca per far quadrare i conti, il Comune di Ravenna mette all’asta 42 ettari del terreno agricolo denominato Stabbiale di proprietà pubblica lungo via Romea Nord. L’area sarà venduta unitamente ad altri 4 ettari confinanti, su cui sorgono due fabbricati, di proprietà dell’azienda agraria sperimentale Marani che attualmente ha in affitto gli altri 42. Prezzo base complessivo di 2,1 milioni di euro: 1,6 per i terreni del Comune e 500mila per quelli della Marani, acquistabili solo in lotto (in ogni caso, qualunque sarà l’offerta vincitrice, la suddivisione del ricavato sarà nelle percentuali di 76,2 e 23,8). L’asta pubblica si terrà in municipio alle 9 del 20 ottobre quando verranno aperte le buste con le offerte segrete da presentare entro le 12.30 del giorno precedente. Possono partecipare alla gara enti pubblici, enti privati, società e persone fisiche.

Massimo Cameliani, assessore alle Attività produttive, auspica una buona partecipazione, sottolineando il duplice risultato positivo che la vendita può portare con sé: «Da un lato il Comune otterrà una liquidità da destinare alle proprie attività, quindi in favore dei bisogni dei cittadini, vendendo un patrimonio non strategico all’assolvimento delle sue funzioni quale un terreno agricolo, che può risultare senz’altro appetibile sia considerando la notevole espansione delle aziende agricole verificatasi negli ultimi tre anni, come si legge in una recente pubblicazione del Censis, sia il fatto che il terreno viene venduto insieme ai due fabbricati. D’altro canto la Marani, che è un ente di ricerca attivo da quasi novant’anni, con elevate competenze al proprio interno, conosciuto e apprezzato a livello nazionale, avrà la possibilità di risolvere i suoi problemi finanziari e rilanciare la propria attività, su terreni che rimarranno di sua proprietà. Potrebbe ad esempio ampliare il proprio raggio d’azione con la trasformazione in Fondazione, che le consentirebbe di lavorare anche con privati, prevedendo accanto alla ricerca in campo agricolo iniziative più diffuse di valorizzazione di colture tipiche locali, legandole al turismo e alla ristorazione».

L’avviso di gara integrale è scaricabile dal sito www.comune.ra.it (alla voce “Aree Tematiche” – sottovoce “Bandi e Concorsi”, quindi selezionare “Bandi di gara”, poi “Aste Immobiliari” e “Bandi in pubblicazione”).

Il Comune in cerca di nuove risorse All’asta 42 ettari di terreno agricolo

Saranno battuti insieme a 4 dell’azienda agraria Marani per un totale di 2,1 milioni di euro come prezzo base. Offerte entro il 19 ottobre

In cerca di qualche spicciolo da mettere in tasca per far quadrare i conti, il Comune di Ravenna mette all’asta 42 ettari del terreno agricolo denominato Stabbiale di proprietà pubblica lungo via Romea Nord. L’area sarà venduta unitamente ad altri 4 ettari confinanti, su cui sorgono due fabbricati, di proprietà dell’azienda agraria sperimentale Marani che attualmente ha in affitto gli altri 42. Prezzo base complessivo di 2,1 milioni di euro: 1,6 per i terreni del Comune e 500mila per quelli della Marani, acquistabili solo in lotto (in ogni caso, qualunque sarà l’offerta vincitrice, la suddivisione del ricavato sarà nelle percentuali di 76,2 e 23,8). L’asta pubblica si terrà in municipio alle 9 del 20 ottobre quando verranno aperte le buste con le offerte segrete da presentare entro le 12.30 del giorno precedente. Possono partecipare alla gara enti pubblici, enti privati, società e persone fisiche.

Massimo Cameliani, assessore alle Attività produttive, auspica una buona partecipazione, sottolineando il duplice risultato positivo che la vendita può portare con sé: «Da un lato il Comune otterrà una liquidità da destinare alle proprie attività, quindi in favore dei bisogni dei cittadini, vendendo un patrimonio non strategico all’assolvimento delle sue funzioni quale un terreno agricolo, che può risultare senz’altro appetibile sia considerando la notevole espansione delle aziende agricole verificatasi negli ultimi tre anni, come si legge in una recente pubblicazione del Censis, sia il fatto che il terreno viene venduto insieme ai due fabbricati. D’altro canto la Marani, che è un ente di ricerca attivo da quasi novant’anni, con elevate competenze al proprio interno, conosciuto e apprezzato a livello nazionale, avrà la possibilità di risolvere i suoi problemi finanziari e rilanciare la propria attività, su terreni che rimarranno di sua proprietà. Potrebbe ad esempio ampliare il proprio raggio d’azione con la trasformazione in Fondazione, che le consentirebbe di lavorare anche con privati, prevedendo accanto alla ricerca in campo agricolo iniziative più diffuse di valorizzazione di colture tipiche locali, legandole al turismo e alla ristorazione».

L’avviso di gara integrale è scaricabile dal sito www.comune.ra.it (alla voce “Aree Tematiche” – sottovoce “Bandi e Concorsi”, quindi selezionare “Bandi di gara”, poi “Aste Immobiliari” e “Bandi in pubblicazione”).

Lavori al cavalcavia ferroviario Per venti giorni senso unico alternato sull’Adriatica a Conselice

Durante le ore di maggior traffico, la circolazione sarà regolata dal personale di cantiere

Anas comunica che, per consentire a Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) l’esecuzione dei lavori di manutenzione del cavalcavia ferroviario che sovrappassa la strada statale 16 Adriatica nel comune di Conselice (km 118,700), dal 12 al 30 ottobre sarà istituito il senso unico alternato della circolazione regolato da semaforo. Per contenere i disagi durante le ore di maggior traffico, la circolazione sarà regolata direttamente dal personale di cantiere.

Anas ricorda che l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione Vai Anas Plus disponibile gratuitamente. Gli automobilisti hanno poi a disposizione il numero 841-148 per informazioni sull’intera rete Anas.

«Il mancato pagamento di contributi Inail per 986 euro è un errore corretto subito»

La cordata Zangaglia-Monaco farà ricorso al Tar per l’ex Marinabay
«La cauzione dieci volte superiore dimostra la nostra buona fede»

Se hanno versato 10mila euro di cauzione solo per poter partecipare al bando di gara del Comune e circa 40mila per acquistare le prime attrezzature allora un mancato pagamento di 986,35 euro per contributi Inail, peraltro sanato non appena emerso, non può che essere archiviato alla voce “errori di distrazione”. In buona sostanza così si difendono Alessandro Zangaglia e Carlo Monaco – i due noti imprenditori del settore turistico balneare ravennate, rispettivamente con il Bbk di Punta Marina e il White Beach di Marina – che si sono visti annullare l’aggiudicazione della concessione demaniale di vent’anni per i 14mila metri quadri dello stabilimento ex Marinabay a Marina di Ravenna. Quel versamento Inail era di competenza della “Il piccolo mondo”, la società riconducibile a Monaco che in associazione temporanea di impresa con la Bbk di Zangaglia aveva vinto la gara pubblica cinque mesi fa avendo la meglio sulla Symposion di Bergamo. Per opporsi all’esclusione presenteranno ricorso al Tar.

«Il progetto presentato al Comune di Ravenna – si legge in una nota scritta diffusa nella tarda serata di ieri dopo la comunicazione dell’esclusione resa nota da Palazzo Merlato – proponeva una importantissima riqualificazione dell’area con progetti per il turismo, lo svago, la ristorazione e lo sviluppo delle attività sportive tipiche della spiaggia». A ridosso dell’aggiudicazione provvisoria infatti gli imprenditori avevano già dato una bozza di come immaginavano il futuro Marinabay che avrebbe cambiato molto rispetto al passato a partire proprio dal nome. Sarebbe dovuto essere un investimento di alcune centinaia di migliaia di euro.

Poi le verifiche degli uffici comunali per arrivare all’assegnazione definitiva hanno fatto emergere la mancanza del Durc, documento unico di regolarità contributiva, per la società di Monaco a seguito di una omissione nel pagamento di contributi Inail: «La mancanza è attribuibile a un errore di uno studio commerciale ed è stata prontamente regolarizzata non appena avuta la contezza, ben prima dell’assegnazione alle predette società della concessione demaniale marittima».

Zangaglia e Monaco hanno reagito con «sorpresa e costernazione» di fronte alla comunicazione dell’esclusione. Che spiana la strada ai secondi classificati: «Una poco riconoscibile società bergamasca mentre Bbk e Il Piccolo Mondo sono certe che solo un gruppo di entusiasti imprenditori locali possa intervenire al meglio, interpretando desideri e aspirazioni romagnole nel solco della tradizione balneare della località ravennate e dei desiderata dei suoi assidui frequentatori».

Le vicende del Marinabay quindi continuano a occupare le pagine della cronaca e il momento della riapertura si allontana. Lo stabilimento è chiuso da settembre del 2013 quando le autorità misero i sigili per occupazione abusiva di suolo demaniale emersa per la mancata richiesta di autorizzazione nel subentro di nuovi gestori. Quella vicenda scoperchiò anche un debito di circa 300mila euro verso lo Stato per canoni di concessione demaniale non pagati da una decina di anni.

«Il mancato pagamento di contributi Inail per 986 euro è un errore corretto subito»

La cordata Zangaglia-Monaco farà ricorso al Tar per l’ex Marinabay «La cauzione dieci volte superiore dimostra la nostra buona fede»

Se hanno versato 10mila euro di cauzione solo per poter partecipare al bando di gara del Comune e circa 40mila per acquistare le prime attrezzature allora un mancato pagamento di 986,35 euro per contributi Inail, peraltro sanato non appena emerso, non può che essere archiviato alla voce “errori di distrazione”. In buona sostanza così si difendono Alessandro Zangaglia e Carlo Monaco – i due noti imprenditori del settore turistico balneare ravennate, rispettivamente con il Bbk di Punta Marina e il White Beach di Marina – che si sono visti annullare l’aggiudicazione della concessione demaniale di vent’anni per i 14mila metri quadri dello stabilimento ex Marinabay a Marina di Ravenna. Quel versamento Inail era di competenza della “Il piccolo mondo”, la società riconducibile a Monaco che in associazione temporanea di impresa con la Bbk di Zangaglia aveva vinto la gara pubblica cinque mesi fa avendo la meglio sulla Symposion di Bergamo. Per opporsi all’esclusione presenteranno ricorso al Tar.

«Il progetto presentato al Comune di Ravenna – si legge in una nota scritta diffusa nella tarda serata di ieri dopo la comunicazione dell’esclusione resa nota da Palazzo Merlato – proponeva una importantissima riqualificazione dell’area con progetti per il turismo, lo svago, la ristorazione e lo sviluppo delle attività sportive tipiche della spiaggia». A ridosso dell’aggiudicazione provvisoria infatti gli imprenditori avevano già dato una bozza di come immaginavano il futuro Marinabay che avrebbe cambiato molto rispetto al passato a partire proprio dal nome. Sarebbe dovuto essere un investimento di alcune centinaia di migliaia di euro.

Poi le verifiche degli uffici comunali per arrivare all’assegnazione definitiva hanno fatto emergere la mancanza del Durc, documento unico di regolarità contributiva, per la società di Monaco a seguito di una omissione nel pagamento di contributi Inail: «La mancanza è attribuibile a un errore di uno studio commerciale ed è stata prontamente regolarizzata non appena avuta la contezza, ben prima dell’assegnazione alle predette società della concessione demaniale marittima».

Zangaglia e Monaco hanno reagito con «sorpresa e costernazione» di fronte alla comunicazione dell’esclusione. Che spiana la strada ai secondi classificati: «Una poco riconoscibile società bergamasca mentre Bbk e Il Piccolo Mondo sono certe che solo un gruppo di entusiasti imprenditori locali possa intervenire al meglio, interpretando desideri e aspirazioni romagnole nel solco della tradizione balneare della località ravennate e dei desiderata dei suoi assidui frequentatori».

Le vicende del Marinabay quindi continuano a occupare le pagine della cronaca e il momento della riapertura si allontana. Lo stabilimento è chiuso da settembre del 2013 quando le autorità misero i sigili per occupazione abusiva di suolo demaniale emersa per la mancata richiesta di autorizzazione nel subentro di nuovi gestori. Quella vicenda scoperchiò anche un debito di circa 300mila euro verso lo Stato per canoni di concessione demaniale non pagati da una decina di anni.

Rubano 10 kg di formaggio al Conad Arrestati dopo 200 metri di fuga

Spicchi di Parmigiano sparsi per strada durante la fuga dalla cassiera Valore 200 euro. Lui 20 anni, lei 43: trovati dai carabinieri

Sono riusciti a fuggire dalla cassiera del supermercato lasciandosi alle spalle per strada una striscia di spicchi di Parmigiano che avevano nascosto nelle borse ma i carabinieri li hanno trovati nascosti dietro una siepe a 200 metri dal negozio ancora affannati per la corsa: un 20enne e una 43enne romeni, senza fissa dimora e con una lunga lista di precedenti, sono stati arrestati l’altro ieri a Castelbolognese per furto aggravato in concorso. Tra quelli persi durante la fuga e quelli trovati ancora nelle borse, i carabinieri hanno contato in totale 21 confezioni di formaggio per un peso di circa 10 chilogrammi e un valore di circa 200 euro.

Era stata proprio la cassiera del Conad a sospettare per prima di quella coppia: dopo aver girovagato a lungo fra i banchi frigo si erano presentati alle casse per pagare soltanto uno snack del valore di un euro. Già due settimane prima nello stesso supermercato erano stati rubati 8 chilogrammi di Parmigiano e i sospetti erano finiti su un uomo e una donna. Mentre la titolare ha chiamato il comandante della locale stazione carabinieri, la cassiera si è messa all’inseguimento dei due che anziché fermarsi si sono dati alla fuga di corsa.

Al processo per direttissima di ieri mattina il giudice ha convalidato l’arresto mentre il legale dei due ha chiesto i termini a difesa e così sono stati rilasciati in attesa della data del processo. Per entrambi è scattato, come richiesto dal pm, la misura cautelare del divieto di rientro nella provincia di Ravenna.

«Il furto di generi alimentari – si legge nella nota diffusa dalla compagnia carabinieri di Faenza – sta diventando uno dei reati più comuni e non solo per stato di necessità. Lo testimoniano le operazioni portate a termine dai carabinieri di Faenza negli ultimi mesi: ladri seriali di ingenti quantitativi di Parmigiano Reggiano, caffè, pinoli e alcolici rubati dagli scaffali dei supermercati e destinati a finire in un giro di mercato nero i cui proventi alimentano bande che si muovono sul territorio e che spesso esportano la refurtiva oltre confine».

Crisi Acmar, i sindacati denunciano «un silenzio assordante»

Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta vogliono chiarimenti sul piano
di rilancio della cooperativa che ha chiesto il concordato in bianco

Il 25 settembre sono scaduti i termini previsti dalla normativa per la presentazione del piano di risanamento della cooperativa Acmar. «Come organizzazioni sindacali – si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil –, è dal 25 febbraio scorso che chiediamo di conoscere in concreto in cosa consista il progetto di rilancio della cooperativa, ma alla data odierna, anche dopo il deposito del piano concordatario in tribunale, non abbiamo ricevuto risposte dettagliate».

Subito dopo la richiesta di concordato in bianco – ricordano i sindacati – le dichiarazioni della dirigenza prospettavano la chiusura in tempi celeri attraverso “l’accordo con le banche” e la ristrutturazione del debito mentre «solo dopo 7 mesi si è arrivati al deposito di un piano concordatario in continuità».

«Questa situazione – continua la nota – non fa che aumentare la nostra preoccupazione per gli attuali 290 lavoratori che occupa la cooperativa e per l’eventuale perdita di una realtà storica per la città. Tutto questo nel contesto della crisi del settore edile i cui effetti nella nostra provincia sono stati drammatici senza che ad oggi si veda alcun accenno di ripresa».

Secondo i sindacati mancano risposte a tante domande. «Quanti lavoratori impiegherà l’Acmar secondo il piano concordatario? Come verranno gestiti gli eventuali esuberi? Quali sono realmente le nuove attività e i nuovi cantieri che dovrebbero portare al rilancio? Sono domande, la cui risposta interessa solo alle organizzazioni sindacali? In un comunicato del 23 aprile scorso chiedevamo “al mondo cooperativo, alle istituzioni e al sistema bancario di dare continuità all’Accordo quadro firmato in regione in data 2 aprile 2015 con l’attivazione di tutti gli strumenti di tutela dell’occupazione”. Su questa vicenda e sui disoccupati del settore edile sembra calato un silenzio assordante. Alle varie forze politiche e a tutti quelli che si candidano a governare la città chiediamo un interessamento attivo e fatti per il futuro industriale di Acmar e più in generale per politiche di rilancio di tutto il settore. Appaiono estemporanee e non rispondenti alla realtà le dichiarazioni ai giornali da parte di Acmar che descrivono una situazione di normalità con rosee aspettative sulle attività. Nella realtà molti lavoratori continuano, ormai da più di tre anni, un percorso di ammortizzatori sociali con cassa integrazione e contratti di solidarietà; un percorso che sembra fatalmente orientato verso la riduzione del personale, anche di soci lavoratori. Il settore edile e il nostro territorio non possono permettersi la perdita di questa storica realtà industriale e la perdita di altri posti di lavoro, come organizzazioni sindacali per il ruolo sociale che vogliamo avere non ci rassegniamo a questa ipotesi e speriamo che anche gli altri soggetti sociali e le istituzioni si muovano in questo senso».

C’è vita sul canale: dopo la motonave in arrivo il bar-ristorante galleggiante

L’apertura della chiatta gestita anche dal titolare del Fellini slitta
per questioni burocratiche ma l’obiettivo è inaugurare in primavera

Dal 20 settembre l’S-Cub Spirit (il bar-ristorante affacciato sul Candiano gestito dallo staff del bagno Singita) ha lanciato l’aperitivo domenicale “Darsena beat” ma il battito della Darsena si farà ancora più forte la prossima primavera.

Tra qualche mese, infatti, ai due locali già presenti (oltre allo stesso S-Club ora c’è da pochi giorni la motonave New Ghibli della foto, di cui parliamo nell’articolo tra i correlati) sulla banchina in destra canale si aggiungerà anche quello galleggiante di cui avevamo parlato nei mesi scorsi (sempre tra i correlati), gestito dallo stesso titolare del Fellini di piazza Kennedy insieme ad altri due soci.

Si tratta di un bar-ristorante su una chiatta di circa 400 metri quadrati (vedi rendering qui sopra) che verrà posizionata a dieci metri dalla banchina (come una vera e propria isola) con cui sarà collegata da un pontile che partirà dalla riva sud del Candiano, all’altezza circa dell’Almagià, tra la motonave e l’S-Club.

Inizialmente, come si può leggere nel nostro articolo, l’obiettivo era quello di apire già in questo mese di ottobre ma come spesso capita la burocrazia ci ha messo del suo. Ora i futuri gestori e i proprietari – che confermano in toto l’investimento e la prossima apertura – sperano di riuscire a inaugurare il locale in primavera.

C’è vita sul canale: dopo la motonave in arrivo il bar-ristorante galleggiante

L’apertura della chiatta gestita anche dal titolare del Fellini slitta
per questioni burocratiche ma l’obiettivo è inaugurare in primavera

Dal 20 settembre l’S-Cub Spirit (il bar-ristorante affacciato sul Candiano gestito dallo staff del bagno Singita) ha lanciato l’aperitivo domenicale “Darsena beat” ma il battito della Darsena si farà ancora più forte la prossima primavera.

Tra qualche mese, infatti, ai due locali già presenti (oltre allo stesso S-Club ora c’è da pochi giorni la motonave New Ghibli della foto, di cui parliamo nell’articolo tra i correlati) sulla banchina in destra canale si aggiungerà anche quello galleggiante di cui avevamo parlato nei mesi scorsi (sempre tra i correlati), gestito dallo stesso titolare del Fellini di piazza Kennedy insieme ad altri due soci.

Si tratta di un bar-ristorante su una chiatta di circa 400 metri quadrati (vedi rendering qui sopra) che verrà posizionata a dieci metri dalla banchina (come una vera e propria isola) con cui sarà collegata da un pontile che partirà dalla riva sud del Candiano, all’altezza circa dell’Almagià, tra la motonave e l’S-Club.

Inizialmente, come si può leggere nel nostro articolo, l’obiettivo era quello di apire già in questo mese di ottobre ma come spesso capita la burocrazia ci ha messo del suo. Ora i futuri gestori e i proprietari – che confermano in toto l’investimento e la prossima apertura – sperano di riuscire a inaugurare il locale in primavera.

C’è vita sul canale: dopo la motonave in arrivo il bar-ristorante galleggiante

L’apertura della chiatta gestita anche dal titolare del Fellini slitta per questioni burocratiche ma l’obiettivo è inaugurare in primavera

Dal 20 settembre l’S-Cub Spirit (il bar-ristorante affacciato sul Candiano gestito dallo staff del bagno Singita) ha lanciato l’aperitivo domenicale “Darsena beat” ma il battito della Darsena si farà ancora più forte la prossima primavera.

Tra qualche mese, infatti, ai due locali già presenti (oltre allo stesso S-Club ora c’è da pochi giorni la motonave New Ghibli della foto, di cui parliamo nell’articolo tra i correlati) sulla banchina in destra canale si aggiungerà anche quello galleggiante di cui avevamo parlato nei mesi scorsi (sempre tra i correlati), gestito dallo stesso titolare del Fellini di piazza Kennedy insieme ad altri due soci.

Si tratta di un bar-ristorante su una chiatta di circa 400 metri quadrati (vedi rendering qui sopra) che verrà posizionata a dieci metri dalla banchina (come una vera e propria isola) con cui sarà collegata da un pontile che partirà dalla riva sud del Candiano, all’altezza circa dell’Almagià, tra la motonave e l’S-Club.

Inizialmente, come si può leggere nel nostro articolo, l’obiettivo era quello di apire già in questo mese di ottobre ma come spesso capita la burocrazia ci ha messo del suo. Ora i futuri gestori e i proprietari – che confermano in toto l’investimento e la prossima apertura – sperano di riuscire a inaugurare il locale in primavera.

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