lunedì
15 Giugno 2026

Allevava cani in gabbia tra feci e insetti Salvati 120 animali, denunciato 62enne

Nel freezer il cadavere di un maltese. Casi di gastroenterite, otiti, congiuntiviti, cimurro. La struttura risultava autorizzata

La maggior parte erano sistemati in locali destinati a pollaio oppure all’interno di box e gabbie realizzati con lamiere e materiale di recupero molto spesso senza protezioni per fili di ferro, chiodi arruginiti o cavi elettrici penzolanti, vivendo in diversi casi tra feci urine: 120 cani di varie razze, fra cui numerosi cuccioli, sono stati sequestrati dai carabinieri in un casale a Solarolo dove un 62enne gestiva un allevamento autorizzato dalle autorità competenti. Gli animali sono stati trasferiti in strutture specializzate e affidati alle cure dei veterinari, il titolare è stato denunciato per maltrattamento di animali. Le indagini procedono ora per valutare eventuali omissioni dei controlli trattandosi di una attività autorizzata.

Il blitz dei militari è iniziato nella serata del 14 settembre andando avanti fino all’alba. La richiesta di intervento era giunta da un gruppo di volontari del movimento animalista Eital (ente italiano tutela animali e lupo) che a sua volta aveva raccolto la segnalazione di una ragazza appassionata di cani: si era rivolta all’allevatore per acquistare un Bouledogue francese restando sconvolta dalla situazione trovata nel canile. I carabinieri si sono avvalsi della consulenza di un veterinario nonché di un esperto dell’Eital in veste di ausiliario di polizia giudiziaria. I medici hanno refertato casi di gastroenterite, cimurro, congiuntiviti più o meno gravi, otiti e gravi disturbi comportamentali. Per alcuni esemplari è stato necessario il ricovero d’urgenza in clinica.

Secondo la relazione dell’Arma, lo scenario all’interno della struttura era drammatico: in tutti gli spazi occupati dai cani si percepiva un odore nauseabondo dovuto alla sporcizia ed alle deiezioni in ambienti privi di ricambio di aria cosparsi di feci e urine in assenza degli scarichi per le deiezioni previsti per legge. Rinvenute nelle gabbie anche alcune scodelle contenenti cibo avariato contaminato dagli insetti. La zona nursery era stata ricavata all’interno di cassoni per il trasporto della frutta dove erano stati sistemati i cuccioli e le fattrici nel totale sudiciume mentre l’area di quarantena per i soggetti affetti da malattie non era per nulla isolata dal resto dell’allevamento. In un congelatore dove l’allevatore conservava il cibo per i cani è stato trovato il cadavere di un maltese privo di microchip. All’interno di un altro ambiente, invaso dagli insetti, vi era della carne in evidente stato di decomposizione. Sul pavimento anche feci e cadaveri di topi.

L’associazione animalista Eital fa sapere che eventuali disponibilità da parte di privati per l’affidamento temporaneo delle bestie possono essere comunicati via email a ufficio.affidamenti@eital.it. Al momento è ben precisare che non si tratta di adozioni, che potranno eventualmente arrivare solamente una volta chiuso il caso, ma solamente di affidi di animali sotto sequestro nell’ambito delle indagini preliminari sul caso.

Aumentano i contratti a tempo indeterminato. Non ancora le assunzioni

Registrati 2.310 contratti stabili in più rispetto allo scorso anno grazie
agli incentivi del governo. Stabile invece il numero dei posti di lavoro

Dai dati delle comunicazioni relative ai rapporti di lavoro (assunzioni, trasformazioni, cessazioni) trasmesse obbligatoriamente dai datori di lavoro ai Centri per l’impiego della Provincia di Ravenna, nel primo semestre 2015, emerge un incremento del 59,6 percento delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto a quelle dello scorso anno.

Infatti le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel periodo considerato sono 5.477 mentre nel 2014 sono state 3.432. Numeri che restano però una piccola percentuale rispetto al totale delle assunzioni che nel primo semestre sono state 62.374, praticamente le stesse di un anno fa, quando il numero era di 62.327.

La Provincia, in una nota, ricorda il Decreto legislativo 23/2015 con cui il Governo ha modificato la struttura del contratto di lavoro introducendo il cosiddetto contratto a tutele crescenti e la legge di stabilità 2015, che ha introdotto un esonero contributivo dell’ammontare di 8.060 euro l’anno, per tre anni, per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori con contratto di lavoro subordinato (per le sole assunzioni effettuate nell’anno 2015).

Delle 5.477 assunzioni a tempo indeterminato di questo primo semestre: il 50,9% riguarda le donne e il 49,1% gli uomini; il 35,4% riguarda lavoratori di età compresa tra i 41 e i 54 anni; il 54,2% delle assunzioni è a tempo pieno, mentre nel 2014 la percentuale dei contratti a tempo indeterminato e a tempo pieno si assestava al 41,3%; gli inoccupati, cioè persone che non risultano aver lavorato in precedenza, corrispondono al 20,1%.

Anche le trasformazioni dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato sono incentivabili con il contributo di cui sopra: nel 1° semestre del 2015 sono state registrate 1.597 trasformazioni in contratto stabile contro le 1.332 dell’anno 2014, registrando un incremento del 19,9%.

Il peso delle assunzioni a tempo indeterminato (escluse le trasformazioni) rispetto al totale delle assunzioni dell’anno, passa quindi dal 5,5% dello scorso anno al 8,8% del 2015; quelle a tempo determinato dal 64,8% al 63,6 del 2015 mentre calano di circa il 2% i contratti di lavoro intermittente e calano in percentuale inferiore all’1% i contratti di apprendistato e quelli atipici; crescono infine dello 0,7% i contratti di somministrazione.

L’incremento dei nuovi contratti a tempo indeterminato (considerando anche le trasformazioni) corrisponde a 2.310 contratti stabili in più rispetto lo scorso anno. «Si tratta di un dato comunque positivo – commentano dalla Provincia – certamente indotto dalle misure introdotte dal governo che hanno sortito l’effetto sperato e forse in parte anche al crescere di un clima di fiducia degli operatori economici. L’auspicio è certamente che il sistema produttivo riesca a cogliere le opportunità dovute alle nuove condizioni normative e alla riduzione temporanea del costo del lavoro per generare un incremento significativo del numero complessivo di lavoratori occupati».

Aumentano i contratti a tempo indeterminato. Non ancora le assunzioni

Registrati 2.310 contratti stabili in più rispetto allo scorso anno grazie
agli incentivi del governo. Stabile invece il numero dei posti di lavoro

Dai dati delle comunicazioni relative ai rapporti di lavoro (assunzioni, trasformazioni, cessazioni) trasmesse obbligatoriamente dai datori di lavoro ai Centri per l’impiego della Provincia di Ravenna, nel primo semestre 2015, emerge un incremento del 59,6 percento delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto a quelle dello scorso anno.

Infatti le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel periodo considerato sono 5.477 mentre nel 2014 sono state 3.432. Numeri che restano però una piccola percentuale rispetto al totale delle assunzioni che nel primo semestre sono state 62.374, praticamente le stesse di un anno fa, quando il numero era di 62.327.

La Provincia, in una nota, ricorda il Decreto legislativo 23/2015 con cui il Governo ha modificato la struttura del contratto di lavoro introducendo il cosiddetto contratto a tutele crescenti e la legge di stabilità 2015, che ha introdotto un esonero contributivo dell’ammontare di 8.060 euro l’anno, per tre anni, per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori con contratto di lavoro subordinato (per le sole assunzioni effettuate nell’anno 2015).

Delle 5.477 assunzioni a tempo indeterminato di questo primo semestre: il 50,9% riguarda le donne e il 49,1% gli uomini; il 35,4% riguarda lavoratori di età compresa tra i 41 e i 54 anni; il 54,2% delle assunzioni è a tempo pieno, mentre nel 2014 la percentuale dei contratti a tempo indeterminato e a tempo pieno si assestava al 41,3%; gli inoccupati, cioè persone che non risultano aver lavorato in precedenza, corrispondono al 20,1%.

Anche le trasformazioni dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato sono incentivabili con il contributo di cui sopra: nel 1° semestre del 2015 sono state registrate 1.597 trasformazioni in contratto stabile contro le 1.332 dell’anno 2014, registrando un incremento del 19,9%.

Il peso delle assunzioni a tempo indeterminato (escluse le trasformazioni) rispetto al totale delle assunzioni dell’anno, passa quindi dal 5,5% dello scorso anno al 8,8% del 2015; quelle a tempo determinato dal 64,8% al 63,6 del 2015 mentre calano di circa il 2% i contratti di lavoro intermittente e calano in percentuale inferiore all’1% i contratti di apprendistato e quelli atipici; crescono infine dello 0,7% i contratti di somministrazione.

L’incremento dei nuovi contratti a tempo indeterminato (considerando anche le trasformazioni) corrisponde a 2.310 contratti stabili in più rispetto lo scorso anno. «Si tratta di un dato comunque positivo – commentano dalla Provincia – certamente indotto dalle misure introdotte dal governo che hanno sortito l’effetto sperato e forse in parte anche al crescere di un clima di fiducia degli operatori economici. L’auspicio è certamente che il sistema produttivo riesca a cogliere le opportunità dovute alle nuove condizioni normative e alla riduzione temporanea del costo del lavoro per generare un incremento significativo del numero complessivo di lavoratori occupati».

Rapinatori da trasferta: nove arresti Colpivano banche, poste, gioiellerie

Indagine tra Ravenna e Catania, sequestrati chili di oro e preziosi

Banche, uffici postali, gioiellerie e tabaccherie erano gli obiettivi prediletti da un gruppo di rapinatori da trasferta: l’attività di indagine condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Ravenna con l’ausilio dei colleghi di Catania si è conclusa con nove arresti tra Romagna e Sicilia e vari chili di oro e gioielli sequestrati. I particolari dell’operazione verranno esposti durante una conferenza stampa in programma in tarda mattinata.

Dal Mar al mare: ecco le nuove opere di street art del francese Invader

Nuova incursione a Ravenna, unica città italiana con Roma visitata
dal writer. Un lavoro sul muro del museo e tanti blitz segreti…

Dal Mar al mare, dal muro del museo d’arte di Ravenna alla banchina del canale Candiano a Marina di Ravenna: la nuova incursione in città di Invader, street artist francese celebre per le sue opere ispirate al videogiocho Space Invaders, ha toccato vari punti del territorio ravennate lasciando segni negli angoli più impensabili.

Al museo ha potuto utilizzare un muro messo a disposizione dal Comune (senza ulteriori esborsi economici) mentre come da copione tutte le altre opere sono frutto di blitz segreti. In totale ora sono 39 e in fondo alla pagina trovate una gallery di alcune delle nuove. Online esiste anche una sorta di videogioco scaricabile gratuitamente per andare a caccia delle opere realizzate: ogni ritrovamento frutta punti in classifica.

Qui sotto tra gli allegati la gallery completa, a cura di Marco Miccoli di Bonobolabo, tra gli organizzatori del recente festival di street art di Ravenna.

Dal Mar al mare: ecco le nuove opere di street art del francese Invader

Nuova incursione a Ravenna, unica città italiana con Roma visitata dal writer. Un lavoro sul muro del museo e tanti blitz segreti…

Dal Mar al mare, dal muro del museo d’arte di Ravenna alla banchina del canale Candiano a Marina di Ravenna: la nuova incursione in città di Invader, street artist francese celebre per le sue opere ispirate al videogiocho Space Invaders, ha toccato vari punti del territorio ravennate lasciando segni negli angoli più impensabili.

Al museo ha potuto utilizzare un muro messo a disposizione dal Comune (senza ulteriori esborsi economici) mentre come da copione tutte le altre opere sono frutto di blitz segreti. In totale ora sono 39 e in fondo alla pagina trovate una gallery di alcune delle nuove. Online esiste anche una sorta di videogioco scaricabile gratuitamente per andare a caccia delle opere realizzate: ogni ritrovamento frutta punti in classifica.

Qui sotto tra gli allegati la gallery completa, a cura di Marco Miccoli di Bonobolabo, tra gli organizzatori del recente festival di street art di Ravenna.

Unione dei Comuni e bonus «Fissiamo obiettivi chiari»

Nel 2014 in totale pagati 562mila euro per 359 dipendenti
Il presidente Piovaccari: «La nostra organizzazione è un modello»

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’ente pubblico che dal 2008 riunisce nove amministrazioni nell’area ovest della provincia con 100mila abitanti, nel 2014 ha distribuito premi di risultato per un totale di 562mila euro lordi ai suoi 359 dipendenti: 8mila al segretario generale, 51mila a sette dirigenti, 89mila a trentaquattro quadri, 414mila a 317 dipendenti con posizioni inferiori.

«Cerchiamo di fissare obiettivi misurabili con numeri», spiegano insieme il presidente e il direttore generale dell’Unione, Luca Piovaccari e Francesco Frieri. Qualche esempio? Costruire la candidatura ufficiale per almeno due procedimenti europei che assegnino fondi per la promozione turistica e l’attenzione alle energie rinnovabili. Oppure l’elaborazione di un progetto completo, da sottoporre alla giunta dell’Unione, per la riorganizzazione dell’Asp. Oppure la presentazione del documento preliminare per la revisione del regolamento edilizio.

A fronte delle cifre che riguardano i bonus, ce n’è un’altra su cui si concentrano gli amministratori dell’Unione: l’8-9 percento di riduzione della spesa (pari a circa 7 milioni di euro su un bilancio consolidato di 72) da quando l’Unione è nata nel 2008 a oggi, ottenuto grazie a un progressivo accentramento delle funzioni. Al 2013 erano 29 i servizi associati in capo all’Unione per conto di tutti i nove Comuni, nel 2008 erano solamente tre. Oggi ad esempio la pianificazione urbanistica è unica con un Psc unico e un regolamento edilizio unico. Così come il welfare, che da solo vale 25 milioni annui. Nelle mani dei singoli sindaci e delle loro giunte rimangono oggi Cultura, Anagrafe e Lavori pubblici.

Insomma nell’arco di pochi anni si è assistito a una procedura costante di spostamento delle competenze dai singoli enti a quello di secondo livello per ottimizzare le risorse, con traseferimenti di personale a nuove mansioni. Un paio di numeri possono esemplificare la cosa: nel 2009 l’Unione aveva 48 dipendenti e i Comuni ne avevano 654, nel 2013 sono diventati rispettivamente 349 e 284. «C’è da registrare un rimescolamento delle risorse umane che dal punto di vista produttivo è anche una cosa affascinante perché rimette in gioco le competenze acquisite», sottolinea il direttore generale dell’Unione, Francesco Frieri. Che garantisce anche su un altro aspetto non secondario in termini di spesa pubblica: il costo complessivo del personale nel panorama pre Unione era superiore al costo complessivo post Unione.

I risultati ottenuti godono anche dei riconoscimenti di enti terzi incaricati di misurare l’efficienza della macchina amministrativa: nel 2014 sono arrivati circa 570mila euro di contributi ordinari da Regione e Stato nell’ambito dei fondi assegnati alle unioni amministrative. «E nei giorni scorsi abbiamo avuto in visita una delegazione dall’Albania interessata a conoscere il nostro percorso», dice con soddisfazione Frieri.

Quella che oggi è un esempio per altri, alla sua nascita non aveva molti punti di riferimento come modello: «A parte qualche caso di dimensioni ridotte, siamo stati tra i primi a muoverci nella direzione di un accentramento per migliorare la pubblica amministrazione», dice Luca Piovaccari, sindaco di Cotignola e presidente dell’Unione. Ma perché creare l’Unione e che bilancio si può fare dopo qualche anno di esperienza concreta? «Il giudizio è positivo perché se non fosse per l’Unione sarebbe impossibile per certi piccoli Comuni garantire servizi al cittadino e questa deve essere la funzione dell’amministrazione. Nel momento in cui non è in grado di farlo viene meno l’essenza dell’ente locale». Sarebbe questo, secondo Piovaccari, il concetto di fondo che tiene insieme i nove sindaci presenti nella giunta dell’Unione (sette di centrosinistra e due di centrodestra): in buona sostanza solidarietà fra le parti verso un fine comune dove l’unione fa la forza e il grande aiuta il piccolo con meccanismi di perequazione nel trasferimento di risorse economiche e umane.

Nel futuro non mancano gli spunti per continuare l’ammodernamento. «Di sicuro i Lavori pubblici sono un tema su cui concentrarci – dice Piovaccari –. Potrebbero essere questo il prossimo servizio da associare, e sarebbe un passo importante». Non è ancora tempo invece di andare oltre l’Unione per arrivare al Comune unico: «La Regione spinge verso gli accorpamenti ma per il momento crediamo che migliorare l’Unione sarebbe già un ottima soluzione nella riduzione della spesa pubblica».

Unione dei Comuni e bonus «Fissiamo obiettivi chiari»

Nel 2014 in totale pagati 562mila euro per 359 dipendenti Il presidente Piovaccari: «La nostra organizzazione è un modello»

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’ente pubblico che dal 2008 riunisce nove amministrazioni nell’area ovest della provincia con 100mila abitanti, nel 2014 ha distribuito premi di risultato per un totale di 562mila euro lordi ai suoi 359 dipendenti: 8mila al segretario generale, 51mila a sette dirigenti, 89mila a trentaquattro quadri, 414mila a 317 dipendenti con posizioni inferiori.

«Cerchiamo di fissare obiettivi misurabili con numeri», spiegano insieme il presidente e il direttore generale dell’Unione, Luca Piovaccari e Francesco Frieri. Qualche esempio? Costruire la candidatura ufficiale per almeno due procedimenti europei che assegnino fondi per la promozione turistica e l’attenzione alle energie rinnovabili. Oppure l’elaborazione di un progetto completo, da sottoporre alla giunta dell’Unione, per la riorganizzazione dell’Asp. Oppure la presentazione del documento preliminare per la revisione del regolamento edilizio.

A fronte delle cifre che riguardano i bonus, ce n’è un’altra su cui si concentrano gli amministratori dell’Unione: l’8-9 percento di riduzione della spesa (pari a circa 7 milioni di euro su un bilancio consolidato di 72) da quando l’Unione è nata nel 2008 a oggi, ottenuto grazie a un progressivo accentramento delle funzioni. Al 2013 erano 29 i servizi associati in capo all’Unione per conto di tutti i nove Comuni, nel 2008 erano solamente tre. Oggi ad esempio la pianificazione urbanistica è unica con un Psc unico e un regolamento edilizio unico. Così come il welfare, che da solo vale 25 milioni annui. Nelle mani dei singoli sindaci e delle loro giunte rimangono oggi Cultura, Anagrafe e Lavori pubblici.

Insomma nell’arco di pochi anni si è assistito a una procedura costante di spostamento delle competenze dai singoli enti a quello di secondo livello per ottimizzare le risorse, con traseferimenti di personale a nuove mansioni. Un paio di numeri possono esemplificare la cosa: nel 2009 l’Unione aveva 48 dipendenti e i Comuni ne avevano 654, nel 2013 sono diventati rispettivamente 349 e 284. «C’è da registrare un rimescolamento delle risorse umane che dal punto di vista produttivo è anche una cosa affascinante perché rimette in gioco le competenze acquisite», sottolinea il direttore generale dell’Unione, Francesco Frieri. Che garantisce anche su un altro aspetto non secondario in termini di spesa pubblica: il costo complessivo del personale nel panorama pre Unione era superiore al costo complessivo post Unione.

I risultati ottenuti godono anche dei riconoscimenti di enti terzi incaricati di misurare l’efficienza della macchina amministrativa: nel 2014 sono arrivati circa 570mila euro di contributi ordinari da Regione e Stato nell’ambito dei fondi assegnati alle unioni amministrative. «E nei giorni scorsi abbiamo avuto in visita una delegazione dall’Albania interessata a conoscere il nostro percorso», dice con soddisfazione Frieri.

Quella che oggi è un esempio per altri, alla sua nascita non aveva molti punti di riferimento come modello: «A parte qualche caso di dimensioni ridotte, siamo stati tra i primi a muoverci nella direzione di un accentramento per migliorare la pubblica amministrazione», dice Luca Piovaccari, sindaco di Cotignola e presidente dell’Unione. Ma perché creare l’Unione e che bilancio si può fare dopo qualche anno di esperienza concreta? «Il giudizio è positivo perché se non fosse per l’Unione sarebbe impossibile per certi piccoli Comuni garantire servizi al cittadino e questa deve essere la funzione dell’amministrazione. Nel momento in cui non è in grado di farlo viene meno l’essenza dell’ente locale». Sarebbe questo, secondo Piovaccari, il concetto di fondo che tiene insieme i nove sindaci presenti nella giunta dell’Unione (sette di centrosinistra e due di centrodestra): in buona sostanza solidarietà fra le parti verso un fine comune dove l’unione fa la forza e il grande aiuta il piccolo con meccanismi di perequazione nel trasferimento di risorse economiche e umane.

Nel futuro non mancano gli spunti per continuare l’ammodernamento. «Di sicuro i Lavori pubblici sono un tema su cui concentrarci – dice Piovaccari –. Potrebbero essere questo il prossimo servizio da associare, e sarebbe un passo importante». Non è ancora tempo invece di andare oltre l’Unione per arrivare al Comune unico: «La Regione spinge verso gli accorpamenti ma per il momento crediamo che migliorare l’Unione sarebbe già un ottima soluzione nella riduzione della spesa pubblica».

Torna Invader a Ravenna: e il Comune apre il museo all’artista delle mattonelle  

Nuova invasione del writer francese: l’assessore alla Cultura ringrazia Ora sono in totale 39 le opere, di cui una anche vicino a San Vitale

Dopo quella di un anno fa, che come da copione fece discutere anche qui, Ravenna registra una nuova “invasione”, come la chiama lui, di Invader, tra i più celebri writer del mondo. Si tratta dell’artista francese 46enne noto per incollare sui muri delle città (di mezzo mondo) personaggi ispirati al videogioco arcade Space Invaders del 1978, formati da piccole piastrelle colorate quadrate disposte a mosaico. Ed evidentemente è stata proprio la sua passione per il mosaico a spingerlo nuovamente nella nostra città, questa volta omaggiata con opere d’arte molto ravennati, ispirate per esempio anche a Galla Placidia.

«Space Invader è tornato in città – ha commentato in una nota inviata alla stampa l’assessora alla Cultura Ouidad Bakkali – e ci ha lasciato una sua opera al Mar. Lo ringraziamo e siamo contenti di essere città che lo appassiona ed ispira». L’assessore, contattata al telefono, ci rivela di aver incontrato Invader personalmente e di aver volentieri aperto le porte del Museo d’Arte della città di Ravenna per ospitare una sua opera, situata ora all’ingresso (foto in basso) e ispirata al cielo di Galla Placidia, la volta a mosaico della tomba situata nei pressi di San Vitale.

«Abbiamo saputo che Invader era in città in questi giorni – spiega Bakkali – e ne abbiamo approfittato per incontrarlo e invitarlo al museo». A costo zero per il Comune – è bene precisare – che si è limitato a concedere l’autorizzazione per il muro del Mar.

Non sono autorizzate come da prassi, invece, le altre opere installate in questi giorni a Ravenna, tra cui anche nel complesso di San Vitale, in piazza Duomo e all’incrocio tra via Rasponi, via D’Azeglio e piazza Kennedy. Sono così ora 39 gli “Invaders” presenti a Ravenna, unica città italiana invasa dall’artista oltre a Roma. Scaricando sui propri dispositivi l’applicazione Space Invaders è poi possibile fare punti individuando e fotografando ogni singola opera. «Lo stesso artista – sorride l’assessore – ci ha chiesto di invitare il più possibile i cittadini a utilizzare il gioco…».

Torna Invader a Ravenna: e il Comune apre il museo all’artista delle mattonelle  

Nuova invasione del writer francese: l’assessore alla Cultura ringrazia Ora sono in totale 39 le opere, di cui una anche vicino a San Vitale

Dopo quella di un anno fa, che come da copione fece discutere anche qui, Ravenna registra una nuova “invasione”, come la chiama lui, di Invader, tra i più celebri writer del mondo. Si tratta dell’artista francese 46enne noto per incollare sui muri delle città (di mezzo mondo) personaggi ispirati al videogioco arcade Space Invaders del 1978, formati da piccole piastrelle colorate quadrate disposte a mosaico. Ed evidentemente è stata proprio la sua passione per il mosaico a spingerlo nuovamente nella nostra città, questa volta omaggiata con opere d’arte molto ravennati, ispirate per esempio anche a Galla Placidia.

«Space Invader è tornato in città – ha commentato in una nota inviata alla stampa l’assessora alla Cultura Ouidad Bakkali – e ci ha lasciato una sua opera al Mar. Lo ringraziamo e siamo contenti di essere città che lo appassiona ed ispira». L’assessore, contattata al telefono, ci rivela di aver incontrato Invader personalmente e di aver volentieri aperto le porte del Museo d’Arte della città di Ravenna per ospitare una sua opera, situata ora all’ingresso (foto in basso) e ispirata al cielo di Galla Placidia, la volta a mosaico della tomba situata nei pressi di San Vitale.

«Abbiamo saputo che Invader era in città in questi giorni – spiega Bakkali – e ne abbiamo approfittato per incontrarlo e invitarlo al museo». A costo zero per il Comune – è bene precisare – che si è limitato a concedere l’autorizzazione per il muro del Mar.

Non sono autorizzate come da prassi, invece, le altre opere installate in questi giorni a Ravenna, tra cui anche nel complesso di San Vitale, in piazza Duomo e all’incrocio tra via Rasponi, via D’Azeglio e piazza Kennedy. Sono così ora 39 gli “Invaders” presenti a Ravenna, unica città italiana invasa dall’artista oltre a Roma. Scaricando sui propri dispositivi l’applicazione Space Invaders è poi possibile fare punti individuando e fotografando ogni singola opera. «Lo stesso artista – sorride l’assessore – ci ha chiesto di invitare il più possibile i cittadini a utilizzare il gioco…».

Rompe il naso alla fidanzata, tira il tavolo contro il padre, poi scappa dai domiciliari

In manette un 40enne faentino: trauma cranico per l’anziano

All’ennesima richiesta, ha rifiutato di prestargli altro denaro. Lui, in tutta risposta, ha iniziato a picchiarla con calci, pugni e schiaffi. Un episodio reso ancora più inquietante dal fatto che si tratta di due fidanzati. Lui è un 40enne faentino già arrestato due anni fa per aver picchiato la propria compagna dell’epoca. Lei è più grande di 10 anni e quando si è trovata in difficoltà ha pensato di chiamare l’anziano padre, 78 anni, che in auto, da Lugo, si è catapultato in aiuto della figlia, che si trovava nell’appartamento del fidanzato violento, a Borgo Urbecco, Faenza.

Arrivato sul posto, l’anziano ha cercato di portare a casa la figlia, ma è stato trascinato dentro l’appartamento e picchiato a sua volta dal 40enne, che ha preteso soldi anche da lui, scagliandogli contro sedie, un tavolo e colpendolo prima col bastone di una scopa e poi anche con una mazza di ferro. La vittima dell’aggressione è riuscita a scappare dalla finestra, rifugiandosi in auto, dove però il 40enna lo ha raggiunto, strappandogli di mano le chiavi dell’automobile e tornando poi in casa a picchiare la fidanzata.

Nel frattempo, però, vicini di casa e la stessa 50enne vittima dell’aggressione, erano riusciti a telefonare ai carabinieri che giunti sul posto hanno trovato padre e figlia con il volto insanguinato. La presenza dei carabinieri non avrebbe però intimorito l’aggressore che, in preda anche ai fumi dell’alcol, ha cercato di continuare a picchiare la compagna. Poi i carabinieri sono riusciti a riportare alla calma l’uomo, facendosi aprire l’appartamento, ridotto a vero e proprio campo di battaglia, con sedie e tavoli rovesciati e sangue dappertutto. Le due vittime dell’aggressione sono state portate all’ospedale di Faenza dove hanno riportato una prognosi di 10 e 15 giorni, con un trauma cranico diagnosticato all’anziano e la figlia che se l’è cavata con il naso rotto.

L’uomo è stato arrestato e assegnato agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima, ma nel pomeriggio (il fatto era avvenuto nella notte tra sabato e domenica) i carabinieri durante un controllo non l’hanno trovato in casa. Sorpreso in centro storico, è stato arrestato anche per evasione.

Parte l’ampliamento della scuola Ricci Muratori Nuova ala con 14 aule per elementari e medie

Lavori finanziati dal Comune per 2,55 milioni di euro. L’assessore annuncia la data del completamento: entro il 4 dicembre 2016

Apre oggi, 21 settembre, il cantiere per l’ampliamento della scuola primaria e secondaria di primo grado Ricci Muratori in piazza Ugo La Malfa a Ravenna: completamento previsto per il 4 dicembre 2016. Così annuncia l’assessore comunale ai Lavori pubblici Enrico Liverani.

La spesa, finanziata interamente dall’amministrazione comunale, è di 2,55 milioni di euro; i lavori verranno eseguiti da un’associazione temporanea di imprese fra il consorzio Cear ed il consorzio Arco, entrambi di Ravenna. «L’intervento – spiega Liverani – consiste nella realizzazione di un’ala a pianta rettangolare, su due piani, adiacente all’edificio esistente e ad esso collegata, occupando una superficie complessiva di circa 1.550 metri quadrati. Il nuovo edificio conterrà 14 aule ordinarie, un’aula di psicomotricità e due aule per attività speciali. Tali locali saranno appunto destinati alla scuola primaria, aggiungendosi alle otto aule già realizzate con il primo stralcio, oltre alla palestra e all’auditorium, che ha comportato un investimento di 3,72 milioni». Sono inoltre previsti lavori di efficientamento energetico dell’intero edificio, mediante sostituzione delle caldaie esistenti con altre a condensazione e ammodernamento del sistema di regolazione dell’impianto. La centrale termica attuale sarà smantellata – i suoi locali saranno adibiti ad archivio per gli uffici della segreteria – e spostata nel locale tecnico già costruito durante i lavori del primo stralcio e posto al di sopra della zona spogliatoi della palestra.

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