Nel freezer il cadavere di un maltese. Casi di gastroenterite, otiti, congiuntiviti, cimurro. La struttura risultava autorizzata
La maggior parte erano sistemati in locali destinati a pollaio oppure all’interno di box e gabbie realizzati con lamiere e materiale di recupero molto spesso senza protezioni per fili di ferro, chiodi arruginiti o cavi elettrici penzolanti, vivendo in diversi casi tra feci urine: 120 cani di varie razze, fra cui numerosi cuccioli, sono stati sequestrati dai carabinieri in un casale a Solarolo dove un 62enne gestiva un allevamento autorizzato dalle autorità competenti. Gli animali sono stati trasferiti in strutture specializzate e affidati alle cure dei veterinari, il titolare è stato denunciato per maltrattamento di animali. Le indagini procedono ora per valutare eventuali omissioni dei controlli trattandosi di una attività autorizzata.
Il blitz dei militari è iniziato nella serata del 14 settembre andando avanti fino all’alba. La richiesta di intervento era giunta da un gruppo di volontari del movimento animalista Eital (ente italiano tutela animali e lupo) che a sua volta aveva raccolto la segnalazione di una ragazza appassionata di cani: si era rivolta all’allevatore per acquistare un Bouledogue francese restando sconvolta dalla situazione trovata nel canile. I carabinieri si sono avvalsi della consulenza di un veterinario nonché di un esperto dell’Eital in veste di ausiliario di polizia giudiziaria. I medici hanno refertato casi di gastroenterite, cimurro, congiuntiviti più o meno gravi, otiti e gravi disturbi comportamentali. Per alcuni esemplari è stato necessario il ricovero d’urgenza in clinica.
Secondo la relazione dell’Arma, lo scenario all’interno della struttura era drammatico: in tutti gli spazi occupati dai cani si percepiva un odore nauseabondo dovuto alla sporcizia ed alle deiezioni in ambienti privi di ricambio di aria cosparsi di feci e urine in assenza degli scarichi per le deiezioni previsti per legge. Rinvenute nelle gabbie anche alcune scodelle contenenti cibo avariato contaminato dagli insetti. La zona nursery era stata ricavata all’interno di cassoni per il trasporto della frutta dove erano stati sistemati i cuccioli e le fattrici nel totale sudiciume mentre l’area di quarantena per i soggetti affetti da malattie non era per nulla isolata dal resto dell’allevamento. In un congelatore dove l’allevatore conservava il cibo per i cani è stato trovato il cadavere di un maltese privo di microchip. All’interno di un altro ambiente, invaso dagli insetti, vi era della carne in evidente stato di decomposizione. Sul pavimento anche feci e cadaveri di topi.
L’associazione animalista Eital fa sapere che eventuali disponibilità da parte di privati per l’affidamento temporaneo delle bestie possono essere comunicati via email a ufficio.affidamenti@eital.it. Al momento è ben precisare che non si tratta di adozioni, che potranno eventualmente arrivare solamente una volta chiuso il caso, ma solamente di affidi di animali sotto sequestro nell’ambito delle indagini preliminari sul caso.
Dai dati delle comunicazioni relative ai rapporti di lavoro (assunzioni, trasformazioni, cessazioni) trasmesse obbligatoriamente dai datori di lavoro ai Centri per l’impiego della Provincia di Ravenna, nel primo semestre 2015, emerge un incremento del 59,6 percento delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto a quelle dello scorso anno.
Dal Mar al mare, dal muro del museo d’arte di Ravenna alla banchina del canale Candiano a Marina di Ravenna: la nuova incursione in città di Invader, street artist francese celebre per le sue opere ispirate al videogiocho Space Invaders, ha toccato vari punti del territorio ravennate lasciando segni negli angoli più impensabili.
Al museo ha potuto utilizzare un muro messo a disposizione dal Comune (senza ulteriori esborsi economici) mentre come da copione tutte le altre opere sono frutto di blitz segreti. In totale ora sono 39 e in fondo alla pagina trovate una gallery di alcune delle nuove. Online esiste anche una sorta di videogioco scaricabile gratuitamente per andare a caccia delle opere realizzate: ogni ritrovamento frutta punti in classifica.
L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’ente pubblico che dal 2008 riunisce nove amministrazioni nell’area ovest della provincia con 100mila abitanti, nel 2014 ha distribuito premi di risultato per un totale di 562mila euro lordi ai suoi 359 dipendenti: 8mila al segretario generale, 51mila a sette dirigenti, 89mila a trentaquattro quadri, 414mila a 317 dipendenti con posizioni inferiori.
Dopo quella di un anno fa, che come da copione fece discutere anche qui, Ravenna registra una nuova “invasione”, come la chiama lui, di Invader, tra i più celebri writer del mondo. Si tratta dell’artista francese 46enne noto per incollare sui muri delle città (di mezzo mondo) personaggi ispirati al videogioco arcade Space Invaders del 1978, formati da piccole piastrelle colorate quadrate disposte a mosaico. Ed evidentemente è stata proprio la sua passione per il mosaico a spingerlo nuovamente nella nostra città, questa volta omaggiata con opere d’arte molto ravennati, ispirate per esempio anche a Galla Placidia.
«Abbiamo saputo che Invader era in città in questi giorni – spiega Bakkali – e ne abbiamo approfittato per incontrarlo e invitarlo al museo». A costo zero per il Comune – è bene precisare – che si è limitato a concedere l’autorizzazione per il muro del Mar.
All’ennesima richiesta, ha rifiutato di prestargli altro denaro. Lui, in tutta risposta, ha iniziato a picchiarla con calci, pugni e schiaffi. Un episodio reso ancora più inquietante dal fatto che si tratta di due fidanzati. Lui è un 40enne faentino già arrestato due anni fa per aver picchiato la propria compagna dell’epoca. Lei è più grande di 10 anni e quando si è trovata in difficoltà ha pensato di chiamare l’anziano padre, 78 anni, che in auto, da Lugo, si è catapultato in aiuto della figlia, che si trovava nell’appartamento del fidanzato violento, a Borgo Urbecco, Faenza.
Apre oggi, 21 settembre, il cantiere per l’ampliamento della scuola primaria e secondaria di primo grado Ricci Muratori in piazza Ugo La Malfa a Ravenna: completamento previsto per il 4 dicembre 2016. Così annuncia l’assessore comunale ai Lavori pubblici Enrico Liverani.