lunedì
15 Giugno 2026

Anche in provincia di Ravenna arrivano i banchetti per i referendum di Civati

Dal 18 al 20 settembre “#ReferendumDays” in tutta Italia per raccogliere le firme sugli 8 referendum proposti da Possibile, il soggetto politico fondato da Giuseppe Civati.

Il 19 settembre il comitato di Possibile-Ravenna “Colibrì” (alcuni membri, tra cui il parlamentare Andrea Maestri, nella foto) sarà con i suoi banchetti a Ravenna dalle 9 alle 19 in piazza dell’Aquila, e al mercato di Faenza dalle 9 alle 13 (e anche giovedì 24 e sabato 26). Il 23 settembre i banchetti saranno invece al mercato di Lugo. I moduli dei referendum sono anche disponibili per la firma presso gli “uffici-anagrafe” di tutti i Comuni della Provincia di Ravenna (per contattare il Comitato fare riferimento alla portavoce, Valentina Contadini: valeconta@hotmail.com).

Secondo i promotori sono state già raccolte circa 300mila firme. Gli otto quesiti dei referendum sono dedicati ai temi della democrazia, ambiente, lavoro e scuola, con la matrice comune della partecipazione. I dettagli a questo link

Stand gastronomici ed eventi anche nella vecchia Darsena

Torna l’Antica Festa del Candiano: iniziative fino a domenica

Mentre prosegue Sport in Darsena (vedi foto e articoli correlati), torna l’Antica Festa del Candiano, che animerà il quartiere da oggi, venerdì 18 settembre, a domenica. Sabato sarà la giornata clou con eventi in piazza Medaglie d’oro, via Gulli e in Darsena di città con musica, spettacoli teatrali, cibo romagnolo e africano, animazioni per bambini, ballo e ginnastica ritmica, stand delle associazioni del quartiere.

La festa inizierà oggi in piazza medaglie d’oro, con la cena al centro sociale La Quercia e allo stand di cucina del Camerun dell’assocciazione Cittadini del pianeta. A seguire la commedia dialettale “Una farmazeia un po’ particulera”.

Sabato a partire dalle 15 la piazza si animerà con iniziative per famiglie e bambini: la pista di biglie della Compagnia delle Biglie, i laboratori e le letture animate dell’associazione Tra le nuvole, gli stand delle associazioni del quartiere. Alle 19 la Baccanu Orkestra farà ballare ed ascoltare le musiche del Sud Italia: pizziche, tarantelle e sperimentazioni. Si apriranno di nuovo le cucine (con anche la porchetta). Dalle 21 salgono sul palco i ballerini di musica latino americana della scuola di ballo Meeting of tribes.
Sempre sabato pomeriggio tra via Gulli e via Lanciani animazioni dei negozianti e il trenino dei piccoli che porterà fino al canale Candiano, dove l’appuntamento è con il mosaico partecipato (ore 17-20) e le manifestazioni sportive di Sport in Darsena.

Domenica 20 si parte con una “pedalata culturale” lungo la banchina. La partenza è in programma per le 11 dall’ex dogana; l’arrivo alle 12.30 circa in piazza Medaglie d’Oro dove sarà in pieno svolgimento l’Antica Festa del Candiano.
La “pedalata culturale” sarà un modo di scoprire la Darsena di città e il quartiere Darsena in bicicletta: lungo la banchina del vecchio porto, si potranno osservare gli edifici industriali tra architetture decadenti ma affascinanti, nuove costruzioni e riusi. Ai partecipanti verrà offerto un ristoro a cura del Centro Sociale La Quercia. L’iscrizione costerà 1 euro; l’incasso sarà devoluto all’associazione Legambiente Onlus Ravenna per finanziare progetti di sostenibilità ambientale.

Nel pomeriggio si prosegue in banchina con il mosaico partecipato sotto la grande ancora e dove si potrà giocare a Kubb (gioco di lancio per bambini ed adulti) e partecipare alle iniziative di Sport in Darsena. Alle 19 riaprono le cucine in piazza Medaglie d’oro, con i sapori di Romagna, Camerun e Sfizi di carne e porchetta. Infine alle 21 esibizione di ginnastica ritmica a cura di Endas Ravenna.

L’antica festa del Candiano è nata nel 2013 grazie ad una proposta del centro sociale La Quercia accolta e rilanciata dal progetto “La Darsena che vorrei” del Comune di Ravenna. In realtà l’evento ha origini ben più antiche: la prima festa del Candiano risale al 1891 quando la parrocchia di S. Simone e Giuda (nell’attuale Via Candiano) organizzò il primo evento parrocchiale all’esterno delle mura della città. A quei tempi le porte della città venivano ancora chiuse dal tramonto all’alba, e la chiesa (ancora in costruzione) si affacciava sul Candiano.

Stand gastronomici ed eventi anche nella vecchia Darsena

Torna l’Antica Festa del Candiano: iniziative fino a domenica

Mentre prosegue Sport in Darsena (vedi foto e articoli correlati), torna l’Antica Festa del Candiano, che animerà il quartiere da oggi, venerdì 18 settembre, a domenica. Sabato sarà la giornata clou con eventi in piazza Medaglie d’oro, via Gulli e in Darsena di città con musica, spettacoli teatrali, cibo romagnolo e africano, animazioni per bambini, ballo e ginnastica ritmica, stand delle associazioni del quartiere.

La festa inizierà oggi in piazza medaglie d’oro, con la cena al centro sociale La Quercia e allo stand di cucina del Camerun dell’assocciazione Cittadini del pianeta. A seguire la commedia dialettale “Una farmazeia un po’ particulera”.

Sabato a partire dalle 15 la piazza si animerà con iniziative per famiglie e bambini: la pista di biglie della Compagnia delle Biglie, i laboratori e le letture animate dell’associazione Tra le nuvole, gli stand delle associazioni del quartiere. Alle 19 la Baccanu Orkestra farà ballare ed ascoltare le musiche del Sud Italia: pizziche, tarantelle e sperimentazioni. Si apriranno di nuovo le cucine (con anche la porchetta). Dalle 21 salgono sul palco i ballerini di musica latino americana della scuola di ballo Meeting of tribes.
Sempre sabato pomeriggio tra via Gulli e via Lanciani animazioni dei negozianti e il trenino dei piccoli che porterà fino al canale Candiano, dove l’appuntamento è con il mosaico partecipato (ore 17-20) e le manifestazioni sportive di Sport in Darsena.

Domenica 20 si parte con una “pedalata culturale” lungo la banchina. La partenza è in programma per le 11 dall’ex dogana; l’arrivo alle 12.30 circa in piazza Medaglie d’Oro dove sarà in pieno svolgimento l’Antica Festa del Candiano.
La “pedalata culturale” sarà un modo di scoprire la Darsena di città e il quartiere Darsena in bicicletta: lungo la banchina del vecchio porto, si potranno osservare gli edifici industriali tra architetture decadenti ma affascinanti, nuove costruzioni e riusi. Ai partecipanti verrà offerto un ristoro a cura del Centro Sociale La Quercia. L’iscrizione costerà 1 euro; l’incasso sarà devoluto all’associazione Legambiente Onlus Ravenna per finanziare progetti di sostenibilità ambientale.

Nel pomeriggio si prosegue in banchina con il mosaico partecipato sotto la grande ancora e dove si potrà giocare a Kubb (gioco di lancio per bambini ed adulti) e partecipare alle iniziative di Sport in Darsena. Alle 19 riaprono le cucine in piazza Medaglie d’oro, con i sapori di Romagna, Camerun e Sfizi di carne e porchetta. Infine alle 21 esibizione di ginnastica ritmica a cura di Endas Ravenna.

L’antica festa del Candiano è nata nel 2013 grazie ad una proposta del centro sociale La Quercia accolta e rilanciata dal progetto “La Darsena che vorrei” del Comune di Ravenna. In realtà l’evento ha origini ben più antiche: la prima festa del Candiano risale al 1891 quando la parrocchia di S. Simone e Giuda (nell’attuale Via Candiano) organizzò il primo evento parrocchiale all’esterno delle mura della città. A quei tempi le porte della città venivano ancora chiuse dal tramonto all’alba, e la chiesa (ancora in costruzione) si affacciava sul Candiano.

«Murales blasfemi finanziati anche dal Comune: sono da rimuovere»

Lista per Ravenna contro le opere realizzate da artisti della regione
nel muro dell’ex ippodromo nell’ambito del festival di street art

«Murales blasfemi sul muro dell’ex ippodromo». L’accusa arriva da Gianluca Benzoni di Lista per Ravenna (e dell’Udc) che se la prende con il festival di street art di Ravenna, Subsidenze, che ha portato nei giorni scorsi artisti di caratura internazionale a dipingere alcuni muri di Ravenna. Il riferimento è però al lungo murales collettivo di via Marani, realizzato da 16 artisti emiliano-romagnoli scelti attraverso un bando comunale. Un festival che riceve soldi pubblici, con Benzoni quindi che se la prende anche con il Comune: «Assurdo che un ente pubblico foraggi vignette che rasentano il blasfemismo già utilizzato da Charlie Hebdo nei confronti della religione musulmana. Tengo a precisare che la stessa indignazione e sdegno ci sarebbe stata anche nei confronti di grafia contro il mondo musulmano, buddista o altro. Troviamo – continua il politico di area cattolica – che la religione non debba essere strumentalizzata o provocata con simboli al limite dell’offesa, come nel caso di questi murales… Troviamo di cattivo gusto le corna sopra un Gesù disegnato con le infradito, una signora incita intenta a fare le corna. Troviamo anche di cattivo gusto la vicinanza di simboli che richiamano gli illuminati vicino alla figura S. Patrizio, ciò con il precipuo intento di alludere ad una commistione fra chiesa e poteri forti».

«Non si capisce la volontà dell’artista, se non quella di provocare il mondo cattolico – continua Benzoni –; non si capisce nemmeno come il Comune possa autorizzare e tollerare certe rappresentazioni grafiche di dubbio gusto. Tutte le iniziative culturali per essere coerenti con il loro scopo appunto “culturale”, dovrebbero osservare dei requisiti morali, etici e di buona educazione, ma forse il Comune di Ravenna nel suo processo di modernizzazione ha perduto questi principi che stanno alla base di una società che si rispetti ed improntata su criteri di democraticità».

A nome di Lista per Ravenna e di alcuni cittadini che si sarebbero a lui rivolti, Benzoni «chiede quindi l’immediata rimozione di ogni singolo riferimento grafico che possa offendere il mondo religioso che in questo caso è riconducibile al mondo cattolico e la comunità cristiana».

Inoltre Benzoni chiede all’assessore Valentina Morigi che si è occupata del festival più di ogni altro rappresentante della giunta comunale, «se esiste un regolamento per questa attività artistica che ne definisca e contenga i contenuti entro certi parametri condivisibili da una società che abbia lo scopo di condurre una civile e rispettosa convivenza; la libertà del tema così come indicato nel bando (“tema libero”), non può essere abbandonato alla mercè di tutti; prima si dovranno istruire gli artisti che offendere e mancare di rispetto non sono certo manifestazioni di libertà e per questo dovranno assumersi ciascuno le proprie responsabilità».

«Murales blasfemi finanziati anche dal Comune: sono da rimuovere»

Lista per Ravenna contro le opere realizzate da artisti della regione nel muro dell’ex ippodromo nell’ambito del festival di street art

«Murales blasfemi sul muro dell’ex ippodromo». L’accusa arriva da Gianluca Benzoni di Lista per Ravenna (e dell’Udc) che se la prende con il festival di street art di Ravenna, Subsidenze, che ha portato nei giorni scorsi artisti di caratura internazionale a dipingere alcuni muri di Ravenna. Il riferimento è però al lungo murales collettivo di via Marani, realizzato da 16 artisti emiliano-romagnoli scelti attraverso un bando comunale. Un festival che riceve soldi pubblici, con Benzoni quindi che se la prende anche con il Comune: «Assurdo che un ente pubblico foraggi vignette che rasentano il blasfemismo già utilizzato da Charlie Hebdo nei confronti della religione musulmana. Tengo a precisare che la stessa indignazione e sdegno ci sarebbe stata anche nei confronti di grafia contro il mondo musulmano, buddista o altro. Troviamo – continua il politico di area cattolica – che la religione non debba essere strumentalizzata o provocata con simboli al limite dell’offesa, come nel caso di questi murales… Troviamo di cattivo gusto le corna sopra un Gesù disegnato con le infradito, una signora incita intenta a fare le corna. Troviamo anche di cattivo gusto la vicinanza di simboli che richiamano gli illuminati vicino alla figura S. Patrizio, ciò con il precipuo intento di alludere ad una commistione fra chiesa e poteri forti».

«Non si capisce la volontà dell’artista, se non quella di provocare il mondo cattolico – continua Benzoni –; non si capisce nemmeno come il Comune possa autorizzare e tollerare certe rappresentazioni grafiche di dubbio gusto. Tutte le iniziative culturali per essere coerenti con il loro scopo appunto “culturale”, dovrebbero osservare dei requisiti morali, etici e di buona educazione, ma forse il Comune di Ravenna nel suo processo di modernizzazione ha perduto questi principi che stanno alla base di una società che si rispetti ed improntata su criteri di democraticità».

A nome di Lista per Ravenna e di alcuni cittadini che si sarebbero a lui rivolti, Benzoni «chiede quindi l’immediata rimozione di ogni singolo riferimento grafico che possa offendere il mondo religioso che in questo caso è riconducibile al mondo cattolico e la comunità cristiana».

Inoltre Benzoni chiede all’assessore Valentina Morigi che si è occupata del festival più di ogni altro rappresentante della giunta comunale, «se esiste un regolamento per questa attività artistica che ne definisca e contenga i contenuti entro certi parametri condivisibili da una società che abbia lo scopo di condurre una civile e rispettosa convivenza; la libertà del tema così come indicato nel bando (“tema libero”), non può essere abbandonato alla mercè di tutti; prima si dovranno istruire gli artisti che offendere e mancare di rispetto non sono certo manifestazioni di libertà e per questo dovranno assumersi ciascuno le proprie responsabilità».

Ora è ufficiale: l’assessore Liverani è il candidato a sindaco del Pd

Il segretario provinciale del partito annuncia il voto all’unanimità
dell’assemblea. L’attuale Primo cittadino esulta: «Enrico ha la stoffa»

L’assemblea comunale del Partito Democratico di Ravenna ha votato all’unanimità Enrico Liverani come candidato a sindaco. Lo annuncia nella notte su Facebook il segretario provinciale Michele De Pascale (pubblicando anche la foto di Liverani in assemblea che vedete qui a fianco).

Un candidato, ha sottolineato De Pascale, «da proporre alla coalizione di centrosinistra», che però si ritrova quanto mai risicata. Sel e Federazione della Sinistra, che ne fanno parte attualmente, hanno infatti aderito al progetto unitario di una sinistra alternativa al Pd, Ravenna in Comune, mentre non è chiaro cosa possa rappresentare oggi l’Italia dei Valori. Resta l’incognita dei Repubblicani, con cui è aperta la trattativa, e della minoranza della sinistra, in particolare di Sel (con l’attuale assessore Valentina Morigi in testa), che potrebbe dare vita a un soggetto autonomo della nuova coalizione, insieme alla lista civica appena lanciata da Daniele Perini di Amare Ravenna, che resta comunque un consigliere del Partito democratico e che ha già annunciato il sostegno a Liverani.

Anche l’attuale sindaco, Fabrizio Matteucci, esulta su Facebook alla notizia del voto dell’assemblea del suo partito. «Unità, umiltà, innovazione: Enrico ha la stoffa per guidare una nuova fase della vita della comunità ravennate», dichiara il sindaco, che all’inizio dell’anno ha scelto Liverani – attuale assessore alla Mobilità del Comune di Ravenna – per sostituire il dimissionario Andrea Corsini nella sua giunta.

Ucciso da un’auto mentre attraversa in bici Avrebbe compiuto vent’anni a dicembre

Rosario Artiaco colpito da una vettura guidata da una 41enne uscita illesa ma in forte stato di shock

Avrebbe compiuto vent’anni fra tre mesi invece la sua vita si è spezzata ieri sera, 16 settembre, sull’asfalto di un incrocio alla periferia nord di Ravenna. Rosario Artiaco è morto sul colpo, colpito da furgone mentre era in bicicletta: il giovane ha picchiato contro il parabrezza e poi è finito al suolo. I sanitari del 118 non hanno potuto evitare la morte constatando il decesso una volta arrivati sul posto. Al volante del Fiat Doblò una 41enne rimasta illesa dall’incidente ma provata da un grave stato di shock al punto che i medici hanno ritenuto meglio accompagnarla in ospedale per precauzione. L’incidente è avvenuto tra via Sant’Alberto e via Bisanzio. Il giovane era originario di Napoli ma viveva a Savarna. Stava attraversando la strada ed è stato colpito dal veicolo.

Gioco d’azzardo agli stand della festa Pd Codacons: «Matteo Renzi chieda scusa»

Pubblicizzava un’azienda di slot machine. Il segretario provinciale
ha amesso l’errore. I consumatori preparano un esposto in procura

Il Codacons, associazione di difesa dei consumatori, annuncia che presenterà un esposto alla procura «per far luce sulla vicenda dello stand che pubblicizzava il gioco d’azzardo alla Festa dell’Unità di Ravenna» e intanto si rivolge al presidente del Consiglio e segretario nazionale del Pd: «Per una volta sarebbe meglio che Matteo Renzi porgesse le proprie scuse, perché con queste malattie è ormai tempo di smettere di scherzare».

Il caso ormai è noto e ha già portato il segretario provinciale Michele de Pascale all’ammissione dell’errore per il mancato controllo degli espositori presenti al Pala De Andrè: tra gli stand i visitatori potevano trovarne anche uno della Giochi del Titano, azienda sammarinese attiva nel campo delle slot machine. «Ci si imbatteva in un vero e proprio mini casinò, con tanto di tavoli da blackjack – scrive il Codacons regionale –. Sembra uno scherzo ma è tutto vero: per due settimane alla festa del Pd era presente uno stand in cui si veniva invitati al gioco d’azzardo. Tutto questo sembra essere una enorme presa in giro di tutti coloro che hanno vissuto il dramma della ludopatia, la malattia del gioco, che in alcuni casi ha distrutto le vite di intere famiglie».

Il caso è stato sollevato dall’associazione Gruppo dello Zuccherificio, realtà locale da tempo attiva con iniziative di varia natura per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti del gioco. Il Codacons fornisce alcune statistiche nazionali: « In Italia i dati parlano di una slot machine ogni 143 abitanti, e con ormai 7mila italiani ufficialmente in cura. Una vera e propria malattia di massa. Inoltre il gioco d’azzardo colpisce in particolare i giovani, coinvolgendo quasi il 50 per cento degli studenti di scuola media superiore».

Gioco d’azzardo agli stand della festa Pd Codacons: «Matteo Renzi chieda scusa»

Pubblicizzava un’azienda di slot machine. Il segretario provinciale ha amesso l’errore. I consumatori preparano un esposto in procura

Il Codacons, associazione di difesa dei consumatori, annuncia che presenterà un esposto alla procura «per far luce sulla vicenda dello stand che pubblicizzava il gioco d’azzardo alla Festa dell’Unità di Ravenna» e intanto si rivolge al presidente del Consiglio e segretario nazionale del Pd: «Per una volta sarebbe meglio che Matteo Renzi porgesse le proprie scuse, perché con queste malattie è ormai tempo di smettere di scherzare».

Il caso ormai è noto e ha già portato il segretario provinciale Michele de Pascale all’ammissione dell’errore per il mancato controllo degli espositori presenti al Pala De Andrè: tra gli stand i visitatori potevano trovarne anche uno della Giochi del Titano, azienda sammarinese attiva nel campo delle slot machine. «Ci si imbatteva in un vero e proprio mini casinò, con tanto di tavoli da blackjack – scrive il Codacons regionale –. Sembra uno scherzo ma è tutto vero: per due settimane alla festa del Pd era presente uno stand in cui si veniva invitati al gioco d’azzardo. Tutto questo sembra essere una enorme presa in giro di tutti coloro che hanno vissuto il dramma della ludopatia, la malattia del gioco, che in alcuni casi ha distrutto le vite di intere famiglie».

Il caso è stato sollevato dall’associazione Gruppo dello Zuccherificio, realtà locale da tempo attiva con iniziative di varia natura per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti del gioco. Il Codacons fornisce alcune statistiche nazionali: « In Italia i dati parlano di una slot machine ogni 143 abitanti, e con ormai 7mila italiani ufficialmente in cura. Una vera e propria malattia di massa. Inoltre il gioco d’azzardo colpisce in particolare i giovani, coinvolgendo quasi il 50 per cento degli studenti di scuola media superiore».

Perini (Pd) lancia la lista civica Ama Ravenna davanti a 800 persone

Il consigliere comunale delinea un programma che punta
sul sociale e sosterrà «il futuro sindaco Liverani»

Si chiamerà “Ama Ravenna” ma assicura che non c’entra nulla con “Amare Ravenna”, l’associazione di cui è presidente: da Andalo, dove ha accompagnato circa ottocento ravennati in vacanza proprio con la citata associazione, il consigliere comunale Daniele Perini (Pd) ha annunciato la costituzione di una lista civica per le prossime elezioni amministrative a Ravenna nella primavera 2016. Per quanto riguarda la collocazione nell’arco politico le cose sono già chiare e Perini pare avere le idee chiare anche sull’esito delle urne: parla infatti di «sostegno al futuro sindaco Liverani», anche se in realtà al momento si tratta solo del possibile candidato del Partito democratico.

Come noto, Perini da tempo è particolarmente attento ai temi del sociale, del volontariato, dell’assistenza agli anziani e ai disabili e questi saranno anche i temi al centro del programma della lista civica che si augura possa essere composta da tante figure provenienti dal mondo dell’associazionismo e del volontariato per ampliare il panorama delle sensibilità in campo. La discesa in campo con questo nuovo soggetto politico è immortalata da un video di sette minuti che circola su Facebook, girato da uno dei ravennati in platea mentre Perini sul palco chiedeva il sostegno dei presenti con un applauso per dare vita a Ama Ravenna: «Ho parlato con il futuro sindaco e mi ha chiesto se tutti noi siamo in grado di creare una nostra lista civica. Siete d’accordo?». Immediato scroscia l’applauso.

Il sociale sarà il faro del programma, per dare voce a chi troppo spesso viene dimenticato. Nell’auspicare l’adesione di molte realtà ravennati, Perini ha fatto alcuni nomi espliciti. L’indomani da Linea Rosa e Letizia arriva una precisazione: «Non abbiamo nulla in contrario nel suscitare l’interesse di una corrente politica e nutriamo la massima stima verso Daniele Perini sia come uomo che come volontario impegnato giornalmente nella nostra città in molteplici ambiti. Fermo restando che i singoli componenti delle scriventi associazioni hanno la piena libertà di esprimere il loro pensiero politico, e che questo non inficia in alcun modo quella che è l’integrità dell’associazione, vorremmo fosse chiaro che le nostre associazioni per le attività che svolgono hanno una connotazione apartitica che tale vuole restare». A scanso di equivoci Perini dal palco aveva già precisato: «Non vorrei che qualcuno pensasse adesso questo qui fa politica. Non c’entra nulla».

Almeno un paio di volte Perini al microfono ha voluto precisare che Ama Ravenna e Amare Ravenna saranno due cose distinte. Ma cos’è l’associazione di cui è presidente? Così si legge nel sito internet: «La nascita ufficiale dell’associazione risale al 1 marzo 1984 alle 17.30. Daniele Perini, il nostro presidente, ripete sempre che questa è una data che “porta nel cuore”. Quel giorno, infatti, accompagnato da altri otto nonni, andò dal notaio per sancire la nascita di “Amare Ravenna”. Nello statuto, come cita il nostro Presidente, “fra gli scopi più importanti c’è quello di combattere la solitudine, di dare nuovi obiettivi di vita alle persone anziane, di lasciare un segno per cambiare il concetto di vecchio”. Noi che condividiamo le idee e lo spirito di Daniele, aggiungiamo che, forse, senza rendersene conto, ha creato una struttura ordinata e razionale che cammina come un orologio svizzero. Ma, a livello spirituale, l’idea nacque in Daniele alla casa di riposo “Garibaldi” di Ravenna, quando si recava ogni giorno a trovare i nonni. Correva l’anno 1975. L’oratoria di Daniele avvince, le sue battute spiritose rinfrancano, i suoi suggerimenti danno forza per vivere meglio, le sue parole affettuose ci fanno riflettere e guardare le persone che sono dietro di noi e che sopportano cristianamente angustie più gravi delle nostre. In altre parole, Daniele è unico, giovane tra gli anziani che chiama “ragazzi” facendosi vecchio egli stesso per non offendere nessuno. Noi anziani siamo lieti di appartenere a questa Associazione e vorremmo che ne nascesse una in ogni città».

Perini (Pd) lancia la lista civica Ama Ravenna davanti a 800 persone

Il consigliere comunale delinea un programma che punta sul sociale e sosterrà «il futuro sindaco Liverani»

Si chiamerà “Ama Ravenna” ma assicura che non c’entra nulla con “Amare Ravenna”, l’associazione di cui è presidente: da Andalo, dove ha accompagnato circa ottocento ravennati in vacanza proprio con la citata associazione, il consigliere comunale Daniele Perini (Pd) ha annunciato la costituzione di una lista civica per le prossime elezioni amministrative a Ravenna nella primavera 2016. Per quanto riguarda la collocazione nell’arco politico le cose sono già chiare e Perini pare avere le idee chiare anche sull’esito delle urne: parla infatti di «sostegno al futuro sindaco Liverani», anche se in realtà al momento si tratta solo del possibile candidato del Partito democratico.

Come noto, Perini da tempo è particolarmente attento ai temi del sociale, del volontariato, dell’assistenza agli anziani e ai disabili e questi saranno anche i temi al centro del programma della lista civica che si augura possa essere composta da tante figure provenienti dal mondo dell’associazionismo e del volontariato per ampliare il panorama delle sensibilità in campo. La discesa in campo con questo nuovo soggetto politico è immortalata da un video di sette minuti che circola su Facebook, girato da uno dei ravennati in platea mentre Perini sul palco chiedeva il sostegno dei presenti con un applauso per dare vita a Ama Ravenna: «Ho parlato con il futuro sindaco e mi ha chiesto se tutti noi siamo in grado di creare una nostra lista civica. Siete d’accordo?». Immediato scroscia l’applauso.

Il sociale sarà il faro del programma, per dare voce a chi troppo spesso viene dimenticato. Nell’auspicare l’adesione di molte realtà ravennati, Perini ha fatto alcuni nomi espliciti. L’indomani da Linea Rosa e Letizia arriva una precisazione: «Non abbiamo nulla in contrario nel suscitare l’interesse di una corrente politica e nutriamo la massima stima verso Daniele Perini sia come uomo che come volontario impegnato giornalmente nella nostra città in molteplici ambiti. Fermo restando che i singoli componenti delle scriventi associazioni hanno la piena libertà di esprimere il loro pensiero politico, e che questo non inficia in alcun modo quella che è l’integrità dell’associazione, vorremmo fosse chiaro che le nostre associazioni per le attività che svolgono hanno una connotazione apartitica che tale vuole restare». A scanso di equivoci Perini dal palco aveva già precisato: «Non vorrei che qualcuno pensasse adesso questo qui fa politica. Non c’entra nulla».

Almeno un paio di volte Perini al microfono ha voluto precisare che Ama Ravenna e Amare Ravenna saranno due cose distinte. Ma cos’è l’associazione di cui è presidente? Così si legge nel sito internet: «La nascita ufficiale dell’associazione risale al 1 marzo 1984 alle 17.30. Daniele Perini, il nostro presidente, ripete sempre che questa è una data che “porta nel cuore”. Quel giorno, infatti, accompagnato da altri otto nonni, andò dal notaio per sancire la nascita di “Amare Ravenna”. Nello statuto, come cita il nostro Presidente, “fra gli scopi più importanti c’è quello di combattere la solitudine, di dare nuovi obiettivi di vita alle persone anziane, di lasciare un segno per cambiare il concetto di vecchio”. Noi che condividiamo le idee e lo spirito di Daniele, aggiungiamo che, forse, senza rendersene conto, ha creato una struttura ordinata e razionale che cammina come un orologio svizzero. Ma, a livello spirituale, l’idea nacque in Daniele alla casa di riposo “Garibaldi” di Ravenna, quando si recava ogni giorno a trovare i nonni. Correva l’anno 1975. L’oratoria di Daniele avvince, le sue battute spiritose rinfrancano, i suoi suggerimenti danno forza per vivere meglio, le sue parole affettuose ci fanno riflettere e guardare le persone che sono dietro di noi e che sopportano cristianamente angustie più gravi delle nostre. In altre parole, Daniele è unico, giovane tra gli anziani che chiama “ragazzi” facendosi vecchio egli stesso per non offendere nessuno. Noi anziani siamo lieti di appartenere a questa Associazione e vorremmo che ne nascesse una in ogni città».

Lo sport ritorna lungo il canale Candiano 4 giorni di dimostrazioni e spettacoli

Domenica arriveranno in Darsena barche a vela e a motore

Dal 17 al 20 settembre una quattro giorni di cultura e attività sportiva in Darsena, a Ravenna, con oltre trenta società sportive ravennati protagoniste sulle banchine del canale Candiano. Si tratta di “Sport in Darsena”, manifestazione ideata dal Circolo Velico Ravennate con l’obiettivo di portare quante più persone possibili nelle strade a praticare sport.

Il programma prevede nei primi tre giorni mattinate dedicate alle scuole, pomeriggi con squadre giovanili impegnate in competizioni ed esibizioni e serate più dedicate allo spettacolo con triangolari di basket, pallanuoto e dimostrazioni di scherma e arrampicata (giovedì 17 dalle 20.30 alle 22.30), letture e canzoni (venerdì 18 dalle 20.30) ed esibizione di rock band emergenti locali (sabato 19 dalle 19.45 alle 21.30).

La giornata di domenica (20 settembre) sarà invece quella di “Navigare per Ravenna”, ossia la discesa del Candiano in barca a vela o a motore con arrivo in Darsena alle 11 circa, quando partirà anche una pedalata di esplorazione delle banchine e del quartiere. Durante la giornata – che inizierà alle 9 del mattino anche con l’inaugurazione della struttura dedicata al parkour lungo il canale – continueranno poi le attività di promozione sportiva mentre il gran finale è in programma dalle 20.30 con una serata dedicata all’hip-hop.

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