martedì
16 Giugno 2026

Rom a Classe, la Lega Nord al sindaco: «Residenti minacciati, serve lo sgombero»

Il segretario provinciale del Carroccio: «Matteucci se ne frega…»

La segretaria provinciale della Lega Nord, Samantha Gardin, chiede al sindaco Fabrizio Matteucci di emanare un’ordinanza di sgombero per i rom che stazionano nei pressi del parcheggio di Sant’Apollinare in Classe.

Secondo l’esponente del Carroccio, «nulla è cambiato rispetto a mesi fa. Il Sindaco Matteucci continua a far finta di nulla e se ne frega della situazione venutasi a creare ma quello che si presenta agli occhi di turisti e passanti è uno spettacolo degradante proprio di fianco ad uno dei monumenti più rappresentativi del capoluogo romagnolo».

«Il nutrito gruppo di rom che da mesi occupa illegalmente il parcheggio vicino alla nota basilica, non ha levato le tende nemmeno dopo l’introduzione della sosta a pagamento – assicura la Gardin –. Gli unici a versare l’ennesimo obolo nelle casse comunali sono come sempre i nostri cittadini che oltre a rimetterci di tasca propria devono continuare a convivere con questo degrado».

«Ad aggravare la situazione – conclude il segretario leghista – ha contribuito la riattivazione della fontana a ridosso del parcheggio, utilizzata impropriamente da queste persone che in più di un’occasione hanno minacciato e aggredito alcuni residenti avvicinatisi nel tentativo di documentare il degrado dell’area. È chiaro che la situazione è diventata insostenibile e i metodi dissuasivi del sindaco ravennate lasciano il tempo che trovano».

Piazza Kennedy, cantiere chiuso per ferie Il sindaco: «Il Comune non può intervenire»

Matteucci alle associazioni di categoria: «Il bando di gara prevede
360 giorni di lavori e l’azienda può decidere come e quando farli»

Il sindaco Fabrizio Matteucci replica alle associazioni di categoria sul caso del cantiere di piazza Kennedy chiuso per ferie, ribadendo che nel bando di gara dell’appalto pubblico è semplicemente previsto che i lavori siano eseguiti in 360 giorni.

«La durata del cantiere – scrive in una nota inviata alla stampa il sindaco – è stata stabilita per avere lavori fatti bene, tenendo conto della complessità dell’intervento, delle risorse economiche disponibili e delle regole del Codice degli Appalti. Il Comune vigila sulla qualità delle opere e sul rispetto dei tempi ma il Codice degli Appalti è molto chiaro: entro i 360 giorni è l’impresa che autonomamente decide come e quando eseguire i lavori, naturalmente nel rispetto degli obblighi di Legge e contrattuali. Una pretesa diversa da parte del Comune cozzerebbe anche con il Codice Civile, oltre che con quello sugli Appalti».

«È poi utile sottolineare – continua – che l’attuale fermo del cantiere coincide con la chiusura dei fornitori di materiali il cui approvvigionamento deve avvenire in tempo reale. L’andamento dei lavori fin qui realizzati si caratterizza per una tempistica in anticipo sul cronoprogramma».

Il sindaco termina il proprio intervento annunciando comunque un nuovo incontro con le associazioni di categoria (che hanno chiesto anche indennizzi per le attività commerciali danneggiate dal cantiere) per «proseguire il confronto».

Piazza Kennedy, cantiere chiuso per ferie Il sindaco: «Il Comune non può intervenire»

Matteucci alle associazioni di categoria: «Il bando di gara prevede
360 giorni di lavori e l’azienda può decidere come e quando farli»

Il sindaco Fabrizio Matteucci replica alle associazioni di categoria sul caso del cantiere di piazza Kennedy chiuso per ferie, ribadendo che nel bando di gara dell’appalto pubblico è semplicemente previsto che i lavori siano eseguiti in 360 giorni.

«La durata del cantiere – scrive in una nota inviata alla stampa il sindaco – è stata stabilita per avere lavori fatti bene, tenendo conto della complessità dell’intervento, delle risorse economiche disponibili e delle regole del Codice degli Appalti. Il Comune vigila sulla qualità delle opere e sul rispetto dei tempi ma il Codice degli Appalti è molto chiaro: entro i 360 giorni è l’impresa che autonomamente decide come e quando eseguire i lavori, naturalmente nel rispetto degli obblighi di Legge e contrattuali. Una pretesa diversa da parte del Comune cozzerebbe anche con il Codice Civile, oltre che con quello sugli Appalti».

«È poi utile sottolineare – continua – che l’attuale fermo del cantiere coincide con la chiusura dei fornitori di materiali il cui approvvigionamento deve avvenire in tempo reale. L’andamento dei lavori fin qui realizzati si caratterizza per una tempistica in anticipo sul cronoprogramma».

Il sindaco termina il proprio intervento annunciando comunque un nuovo incontro con le associazioni di categoria (che hanno chiesto anche indennizzi per le attività commerciali danneggiate dal cantiere) per «proseguire il confronto».

Piazza Kennedy, cantiere chiuso per ferie Il sindaco: «Il Comune non può intervenire»

Matteucci alle associazioni di categoria: «Il bando di gara prevede 360 giorni di lavori e l’azienda può decidere come e quando farli»

Il sindaco Fabrizio Matteucci replica alle associazioni di categoria sul caso del cantiere di piazza Kennedy chiuso per ferie, ribadendo che nel bando di gara dell’appalto pubblico è semplicemente previsto che i lavori siano eseguiti in 360 giorni.

«La durata del cantiere – scrive in una nota inviata alla stampa il sindaco – è stata stabilita per avere lavori fatti bene, tenendo conto della complessità dell’intervento, delle risorse economiche disponibili e delle regole del Codice degli Appalti. Il Comune vigila sulla qualità delle opere e sul rispetto dei tempi ma il Codice degli Appalti è molto chiaro: entro i 360 giorni è l’impresa che autonomamente decide come e quando eseguire i lavori, naturalmente nel rispetto degli obblighi di Legge e contrattuali. Una pretesa diversa da parte del Comune cozzerebbe anche con il Codice Civile, oltre che con quello sugli Appalti».

«È poi utile sottolineare – continua – che l’attuale fermo del cantiere coincide con la chiusura dei fornitori di materiali il cui approvvigionamento deve avvenire in tempo reale. L’andamento dei lavori fin qui realizzati si caratterizza per una tempistica in anticipo sul cronoprogramma».

Il sindaco termina il proprio intervento annunciando comunque un nuovo incontro con le associazioni di categoria (che hanno chiesto anche indennizzi per le attività commerciali danneggiate dal cantiere) per «proseguire il confronto».

La sinistra unita ci prova: «Il Pd è finito Ci presentiamo per governare Ravenna»

Parte il progetto che vede insieme Sel, Prc, Pdci, Psi, Altra E-R, Verdi,
Radicali, civatiani e Li.Be.Ra. Il candidato sindaco? Un nome «nuovo»

Un progetto ambizioso che se portato a termine potrà davvero dirsi «storico», come sottolineato oggi da alcuni dei promotori. Un progetto che parte ora con l’obiettivo di arrivare alle elezioni del prossimo anno a Ravenna a una lista unica di sinistra, alternativa al Pd, «senza alcuna possibilità di trovare un accordo con i democratici».

Un progetto al quale hanno aderito anche partiti che fanno o facevano parte dell’attuale amministrazione ravennate (Sel, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani), oltre all’Altra Emilia Romagna, Verdi, Radicali, Socialisti e le associazioni Alba, Possibile (quella dei cosiddetti civatiani, fuoriusciti dal Pd) e Li.Be.Ra., il soggetto nato in città l’anno scorso su spinta in particolare dell’ex capogruppo del Partito democratico a Palazzo Merlato, ora parlamentare nel gruppo misto, l’avvocato Andrea Maestri.

Maestri che è stato tra i protagonisti della presentazione alla stampa di questo nuovo progetto – al momento chiamato “Ravenna in Comune” e anticipato da una sorta di campagna pubblicitaria anonima anti-Pd “Dainasty” – insieme anche per esempio al giovane Nicola Fabrizio che alle ultime amministrative di Russi ha ottenuto il 13 percento dei voti presentandosi con una lista di sinistra. «Ma non ci rivolgiamo solo all’elettorato di sinistra – hanno assicurato i promotori – bensì a tutti coloro che vorranno unirsi a un vero progetto di partecipazione attiva, partecipato e pluralista». Con due nemici, in particolare, in vista delle prossime elezioni: il Pd e la Lega Nord. Mentre con il Movimento 5 Stelle potrebbe aprirsi una sorta di collaborazione: «Sono loro che tendenzialmente non vogliono collaborare, noi siamo aperti a tutti coloro che condivideranno il nostro manifesto politico», spiega un altro dei promotori, Giorgio Stamboulis.

Manifesto che è stato sintetizzato in alcuni punti: priorità alla crisi e al lavoro con un piano contro la povertà anche a Ravenna; no ai poteri forti, discutendo con Eni per esempio sulle trivellazioni in mare e rifiutando già da ora qualsiasi nomina di natura politica; sostegno dell’istruzione pubblica e non di quella privata e infine un occhio particolare all’ambiente, a partire dall’acqua “bene comune”, che a Ravenna, sottolinea sempre Stamboulis, «non è pubblica come invece aveva decretato il referendum».

E il candidato a sindaco? Ancora nessuna indicazione, se non che verrà scelto dai cittadini e sarà una figura «nuova» e dal curriculum ineccepibile. Maestri, il cui nome in passato era finito tra i possibili candidati a sindaco anti-Pd, si fa già da parte, garantendo il massimo sostegno ma dicendo di preferire il suo ruolo di sentinella democratica a Roma, in parlamento.

L’obiettivo di una ancora in divenire lista unica di sinistra? «Non vogliamo partecipare, non stiamo pensando a un progetto di testimonianza, noi ci stiamo preparando per governare e vincere le elezioni», dicono in coro i promotori. «Al momento – aggiunge Maestri – è certo che il Pd non è in grado di vincere al primo turno e sono sicuro che non vincerà neppure al ballottaggio. La stagione del Partito democratico a Ravenna è molto vicina alla conclusione e la nostra lista potrebbe mettere le ali anche ai tanti che ancora non hanno il coraggio di lasciarlo… Non si possono ancora fare numeri ma di certo saremo protagonisti del cambiamento che ci sarà in questa città».

La festa di Mezzano. Il progetto sarà di fatto presentato con una grande festa (“E-State a sinistra”) che si terrà al campo sportivo di Mezzano il 21, 22 e 23 agosto. Oltre alla possibilità di gustare cucina romagnola e multietnica sono in programma dibattiti sul lavoro (venerdì 21 con Milco Cassani della Fiom Ravenna), sul futuro della sinistra italiana (con l’onorevole Stefano Fassina, sabato 22) e sulla cultura, tra parole e musica con anche il cantante e autore del gruppo Il Teatro degli Orrori, Pierpaolo Capovilla.

Moto a pezzi dopo il frontale: muore un centauro ravennate di 36 anni

L’incidente nella notte vicino al passaggio a livello del Canale Molinetto

Tragico incidente poco dopo le 2 della notte tra martedì e mercoledì a Ravenna, in via Destra Canale Molinetto, all’altezza del passaggio a livello. Un centauro di 36 anni è morto sul colpo in seguito a un frontale con un’auto.

Un impatto violentissimo, certificato dalla disastrosa scena che si è parata davanti agli occhi ai soccorritori, con la moto – una Buell, sicuramente un modello poco diffuso – letteralemente fatta a pezzi.

Secondo la prima ricostruzione degli uomini della polizia stradale, sarebbe stato il centauro, per cause in corso di accertamento, a perdere il controllo della moto e a invadere la corsia opposta, andando a schiantarsi contro una Audi A4 che stava sopraggiungendo. Praticamente illeso l’automobilista, un siciliano di 48 anni.

Morto sul colpo invece il motociclista, Gianni Gregori, 36enne ravennate.

Gioca con la pistola e spara all’amico Il giudice: «Non voleva uccidere»

L’accusa passa da omicidio volontario a colposo, ma il 22enne
arrestato venerdì resta in carcere per il pericolo di fuga

L’accusa da omicidio volontario con dolo eventuale è passata a omicidio colposo. Ma resta in carcere per i pericoli di fuga e reiterazione del reato, anche in relazione alle altre due accuse, la ricettazione e il porto illegale della pistola.

È quanto il Gip di Ravenna ha deciso – citiamo un’agenzia del sito Ansa.it – per Marin Gjeloshi, 22enne albanese fermato venerdì per l’omicidio, con un colpo alla testa, di Andrey Goncharov, russo di 20 anni. Per i testimoni il colpo era partito per errore in un tragico incidente (gli approfondimenti e i dettagli del tragico avvenimento tra gli articoli correlati qui sopra).

Da Arvo Part ai Coil: sei suggerimenti da non ascoltare sotto l’ombrellone

Pubblichiamo anche on line i “consigli d’autore” del musicista-artista ravennate Giovanni Lami, apparsi sul numero di agosto del nostro mensile R&D Cult dedicato al mondo della cultura in Romagna.

Giovanni LamiQuando Luca mi ha chiesto di partecipare con un testo a questa rubrica due cose ho subito pensato: la prima, che sapeva a chi lo stava chiedendo e quindi, non mi preoccupavo troppo perché in parte avreste potuto scaricare su di lui la responsabilità delle proposte, la seconda che avrei dovuto trovare un filo conduttore al tutto.
E l’ho trovato. Non esiste nessun tipo di filo conduttore, tranne forse il fatto che qui non si parla di hit, difficilmente sarò popolare, non si parla di best of, non si parla di annate, non si parla di generi, alcune produzioni si possono trovare più facilmente ed in qualsiasi formato, altre magari potrebbero essere solo in cassetta (si, avete letto bene, cassetta).
Ah si, in genere non è musica “estiva”, anzi per niente. E senza dover andare a pescare dentro qualsivoglia ambient isolazionista – che ha già dato, capitolo chiuso per certe cose – posso sicuramente dire non sia musica da ombrellone.
Magari per alcuni già la parola musica potrebbe non essere adatta a volte.
Proprio questo forse è il motivo ultimo che mi ha spinto a lavorarci nel weekend, uno dei più caldi dell’anno, che tanto al mare non ci vado, non di giorno e comunque poco.
Ma dicono dovrà rinfrescare da oggi, no?
Sei suggerimenti.

Father Murphy – Croce (LP, Cass, Cd / The Flenser)
http://fathermurphy.bandcamp.com/track/a-purpose
Fede e Chiara lo sanno, li amo, da tempo. Ma il percorso che hanno fatto nell’ultimo anno e mezzo, che stanno continuando a fare e che porteranno avanti è per me la realtà italiana più interessante, ancora di più da quando hanno deciso di ridurre ad un nucleo minimo – originario – l’organico. Loro due. Punto. Bellissime persone, bravissimi musicisti.

Gaspar Claus – Jo Ha Kyū (LP, CD / Modest Lauch)
http://johakyu.com/en%20/%20  https:/youtu.be/f-cIcrYpmyc
Ho sempre pensato che questo bellissimo disco del 2013 sia stato davvero troppo poco pubblicizzato. “Dal silenzio al caos. Dal fallimento alla creazione”.
Mi limito a questo suggerimento riguardo il Giappone perché meriterebbe un capitolo a parte, ma davvero, partendo dal concept per finire al super organico di musicisti presenti, è impressionante. Gaspar Claus, l’autore (al cello), è anche l’unico occidentale (se non consideriamo Jim O’Rourke, che comunque è ormai quasi giapponese, nella presentazione live al Super Deluxe di Tokyo), gli altri spaziano da Keiji Haino a Ruichi Sakamoto a Yoshihide Otomo. Quasi tutti conosceranno il secondo, spero molti il primo… vi suggerisco comunque di informarvi anche sui loro lavori individuali.

Valerio Tricoli – Miseri Lares (LPx2 / PAN)
https://youtu.be/mo1GzyqlU90
Dopo ben sette anni dal suo ultimo lavoro solista il musicista palermitano (ma che da anni vive a Berlino) ha realizzato un capolavoro, uscito per una delle più attive etichette sul mercato, una di quelle che ti fa davvero suonare e ha nel roster alcuni dei più interessanti musicisti sulla piazza. Tutto meritato. Macchine analogiche, nastri, voci sussurrate e digitale si fondono alla perfezione, come si stesse affrontando una discesa nei recessi più profondi della mente attraverso turbolenze di suono.

Arvo Part – Te Deum (CD / ECM)
https://youtu.be/n5ghhmWrubY
Non credo ci siano parole da aggiungere.
L’opera del compositore estone è davvero estesa, ma questo disco rimane per me una specie di antidoto a tutto ciò che è fuori, altro.

Artisti Vari – Give Me Love, Songs of the Brokenhearted, Baghdad 1925-1929 (2xLP, CD, Digi / Honest Jon’s)
https://youtu.be/o1ZBc2-XSiU
Honest Jon’s sforna sempre dei capolavori, ma ciò che amo di più è la ricerca fatta nelle vecchie registrazioni anni ’20-’40. Dischi come questo, come Let No One Judge You, Something Is Wrong o To Scratch Your Heart spaziano dal Medio-Oriente alla Turchia all’Africa e sono di una bellezza così cristallina e sincera che non si può che rimanerne incantati.

Coil – The Apes of Naples (LP, CD / Threshold House)
https://youtu.be/JmHQubsMdlQ
Avrei potuto scegliere quasi a caso un disco dalla lunga produzione dei Coil ma per diversi motivi scelgo questo, l’ultimo registrato in studio (primo motivo), uscito postumo alla morte di John Balance nel 2004. Alcune tracce sono dei “rework”, differenti versioni di pezzi usciti precedentemente, resi a mio parere ancora più trascinanti (secondo motivo). Tutto l’artwork è stato curato da un artista passato anche da Ravenna qualche anno fa per Transmissions IV (Festival che quest’anno non si è ancora svolto ma che pare si terrà in autunno), Ian Johnstone, bellissima persona che ho avuto il piacere di conoscere (terzo motivo), compagno proprio di Balance nell’ultimo periodo di vita del musicista.
Ecco, Ian è morto pochi giorni fa nella sua casa persa tra le campagne spagnole.
Mi piaceva ricordarlo.

Buona estate.

Giovanni Lami, Domenica 26 Luglio 2015

Il relitto turco se ne va, otto mesi dopo il tragico schianto tra navi al porto – FOTO

Il Gokbel lascia per sempre Ravenna per essere smantellato
L’incidente con la Lady Aziza in dicembre costò la vita a sei persone

Quasi otto mesi dopo la collisione con la nave Lady Aziza, che costò la vita a sei persone, lascia il porto di Ravenna il relitto del Gokbel, il mercantile turco lungo 87 metri inabissatosi appunto lo scorso 28 dicembre.

Le operazioni del suo recupero, dopo intoppi burocratici, partirono il 7 maggio e sono terminate pochi giorni fa con due mesi di ritardo rispetto alle previsioni, a causa anche di imprevisti e contrattempi, per un costo complessivo lievitato dagli iniziali 3 a circa 5,5 milioni di euro, a carico dell’armatore (o dell’assicurazione).

Ora il Gokbel verrà rimorchiato fino in Turchia, dove sarà smantellato. Qui sotto le foto, in qualche modo storiche, di Fabrizio Zani sulla partenza da Ravenna.

Il relitto turco se ne va, otto mesi dopo il tragico schianto tra navi al porto – FOTO

Il Gokbel lascia per sempre Ravenna per essere smantellato L’incidente con la Lady Aziza in dicembre costò la vita a sei persone

Quasi otto mesi dopo la collisione con la nave Lady Aziza, che costò la vita a sei persone, lascia il porto di Ravenna il relitto del Gokbel, il mercantile turco lungo 87 metri inabissatosi appunto lo scorso 28 dicembre.

Le operazioni del suo recupero, dopo intoppi burocratici, partirono il 7 maggio e sono terminate pochi giorni fa con due mesi di ritardo rispetto alle previsioni, a causa anche di imprevisti e contrattempi, per un costo complessivo lievitato dagli iniziali 3 a circa 5,5 milioni di euro, a carico dell’armatore (o dell’assicurazione).

Ora il Gokbel verrà rimorchiato fino in Turchia, dove sarà smantellato. Qui sotto le foto, in qualche modo storiche, di Fabrizio Zani sulla partenza da Ravenna.

Turista si ribalta con il catamarano in alto mare con il figlio di 12 anni

Salvati dalle moto d’acqua della polizia al largo di Tagliata

Si sono ribaltati in acqua con il catamarano preso a noleggio poco prima a Pinarella. Poteva finire in tragedia la gita in acqua di padre e figlio (di 12 anni) in vacanza a Cervia. Non vedendoli ritornare e avendoli persi di vista, dal centro di noleggio è però partita la chiamata alla polizia, in servizio in quel tratto di mare con due moto d’acqua.

Padre e figlio sono così stati ritrovati aggrappati alla barca che aveva l’albero della vela in acqua, a circa 2 chilometri dalla spiaggia di fronte a Tagliata.

Gli agenti della squadra nautica della polizia li hanno così prontamente soccorsi e agganciato il catamarano con una fune a una delle due moto d’acqua, riuscendo a rimetterlo nell’assetto corretto. Padre e figlio (in buone condizioni) sono così riusciti a fare ritorno sulla barca, trainati per sicurezza dai mezzi della polizia.

«Cantiere in ferie, vergogna: indennizzi ai commercianti per piazza Kennedy»

Anche Confesercenti dura con l’Amministrazione per lo stop ai lavori:
«Sindaco e assessori, basta silenzio. Date risposte agli operatori»

A pochi giorni dallo sfogo di Confcommercio (vedi articoli correlati), anche Confesercenti alza la voce per protestare contro le due settimane di stop del cantiere di piazza Kennedy a causa delle ferie della ditta che si sta occupando dei lavori. Il presidente comunale Gianluca Gasperoni, oltre a definire la scelta «vergognosa», lancia ancora a sindaco e assessori la proposta di pensare a indennizzi o contributi ai commercianti danneggiati dal cantiere senza dubbio più importante della storia recente del centro storico di Ravenna.

Gasperoni giustifica la proposta sulla base della perdita di fatturato appurato per le attività ubicate nei pressi di piazza Kennedy e anche su quanto deciso da altri Comuni per casi simili. A Bologna per esempio – sottolinea il presidente comunale di Confesercenti – è stato costituito un fondo di 800mila euro per contributi alle attività commerciali delle vie del cosiddetto cantierone (Rizzoli e Ugo Bassi in particolare) che vanno dallo sconto del 50% sulla Tari, alla gratuità del suolo pubblico e l’esenzione del pagamento dell’imposta sulle insegne. «Altre città come Modena – continua Gasperoni – hanno intrapreso la linea “dell’indennizzo forfettario ad attività commerciali che hanno subito una riduzione dell’attività causata da lavori pubblici”; in questo caso si è arrivati fino a 350 euro al mese per locali oltre i 100 metri e più bassi per metrature inferiori».

Secondo Confesercenti, in definitiva, «come sempre è questione di volontà politica; caro sindaco ed assessori forse è arrivato il momento di rompere il silenzio assordante in cui siete immersi e di dare delle risposte agli operatori», tuona Gasperoni.

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