sabato
20 Giugno 2026

Camion gru troppo alto Danneggiata la Porta

Spezzata la trave in legno a San Mamante

Un camion gru con il braccio rimasto troppo alto per motivi da accertare ha urtato e spezzato la trave in legno dell’antica porta San Mamante all’inizio di via Baccarini a Ravenna. È accaduto ieri, 13 luglio, in tarda mattinata. Il mezzo era diretto a un cantiere Hera in via Corti alle Mura. La multiutility, come riporta Il Resto del Carlino oggi, assicura che non ci sono danni strutturali alla Porta. Subito sul posto i tecnici del Comune per la sostituzione della trave.

Così si legge nella email ricevuta in redazione ieri dalla musicista Barbara Gasperoni Lanconelli che era nel suo studio nelle vicinanze: «Porta Mamante subisce un danno gravissimo quanto surreale: l’asse portante e il lunotto ligneo, interni all’arco, antichissimi, sono urtati e divelti da un camion con gancio, che transita sotto. Io sono presente in studio in via Baccarini, ascolto mio malgrado il lunghissimo e atipico suono, provocato dalla sciagura in essere, mi affaccio alla finestra e poi esco in strada: lo scenario è paradossale ma irreversibile. Sono ancora fortemente provata dall’ascolto e dalla vista di quanto accaduto».

«I tagli del Governo all’autotrasporto costano 5 milioni. Si cambia o fermo»

La stima di Confartigianato per la provincia di Ravenna dopo il taglio
delle deduzioni. Pronti a bloccare il settore

«Se a breve non arriveranno risposte concrete e positive per le aziende, diventa imprescindibile la dichiarazione del fermo dei servizi di autotrasporto». Anche la sezione provinciale di Confartigianato a Ravenna, attraverso le parole del segretario Tiziano Samorè, è pronta a misure drastiche di protesta «per ribadire al Governo e l’importanza del settore nell’economia del paese e la necessità di un’interlocuzione seria e programmata» dopo «il taglio del 70 percento delle deduzioni per gli autotrasportatori fatto improvvisamente dal ministero delle Finanze a pochi giorni dalle prima scadenza di pagamento delle imposte 2014».

La mossa del Governo, secondo l’associazione di categoria, ha determinato ricadute pesanti per il settore: «Solo nel territorio ravennate sono centinaia le imprese di autotrasporto che si trovano a pagare maggiori imposte per importi da 6mila euro a veicolo da pagarsi subito a saldo delle imposte 2014, ed altrettanti da versare immediatamente quale anticipo sulla tassazione per il 2015; questo a fronte di accordi ben diversi precedentemente sottoscritti tra le associazioni ed il Governo». Confartigianato fa una stima provinciale e sostiene che «per le imprese ravennati vuol dire un impatto totale che rischia di arrivare a circa 5 milioni di euro di ulteriore tassazione per un settore già da diversi anni in crisi e che subisce quotidianamente ogni sorta di concorrenza sleale ed irregolare».

“Donne verso il mare aperto” fra arte, musica e incontri

Appuntamenti sui Lidi alla scoperta della creatività tutta al femminile

Verso il mare apertoCinque mostre costituiscono quest’anno una sorta di incipit al tour della rassegna “Donne verso il mare aperto”, dal 14 al 19 luglio. Dopo l’esposizione “Al tabachi”, sui  Gruppi di Difesa della Donna nella Resistenza ravennate 1944-45 a Casal Borsetti, cui ha fatto seguito a  Marinara la  Mostra “Gugù – Le meraviglie di Fata Natura”, sono allestite a Casal Borsetti (sede pro loco), le installazioni di pittura “Double Identity” e a Marina Romea (hotel Corallo) la mostra “I due pezzi della signora Maria”, personale di Anna Tazzari. Seguirà a Porto Corsini (pro loco) “Musivare”, che  concluderà il percorso espositivo.

Il festival, ideato e realizzato come sempre da Marina Magnani, sarà ancora una volta il palcoscenico per eccellenza della creatività femminile locale e non solo. L’inaugurazione è in programma per martedì 14 luglio, alle ore18, nell’area prevalliva di Marina Romea in fondo a viale Ferrara. Si terrà la lettura teatrale Dialogo sentimentale, testo liberamente tratto da Mal di Pietre della cagliaritana Milena Agus, a cura di Marina Magnani e Giselle Cavallari. Si proseguirà poi a cena con la madrina del festival, la giornalista e scrittrice Daria Colombo che presenterà Alla nostra età con la nostra bellezza, intervistata da Paola Rossi Balella.

Il festival avrà un suo spazio anche in occasione della festa per Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015 in Darsena, sabato 18 luglio con la  tavola rotonda  “Donne Capitale“ dove saranno messe a confronto le esperienze delle ospiti provenienti dalle città finaliste nella candidatura di Ravenna 2019, ora capitali italiane.
Nel giorni successivi sono in programma numerosi altri appuntamenti, tra i quali la Compagnia Fuori Scena che porterà in scena la commedia Quelle due come noi scritta diretta ed interpretata da Maria Angela Baiardi e Fabiola Crudeli, gli incontri con le Girl Geek Dinner di Ravenna, le scrittrici Ornella Fiorentini, Mirta Contessi, Manuela Alessandra Filippi, la regista Maria Martinelli, il concerto del duo Morena Mestieri (flauto) e Nicoletta Sanzin (arpa) e cene etno-etiche a cura dell’associazione Saperi e Sapori.

Tutti i dettagli su luoghi e orari degli eventi sul sito www.donneversoilmareaperto.com

“Donne verso il mare aperto” fra arte, musica e incontri

Appuntamenti sui Lidi alla scoperta della creatività tutta al femminile

Verso il mare apertoCinque mostre costituiscono quest’anno una sorta di incipit al tour della rassegna “Donne verso il mare aperto”, dal 14 al 19 luglio. Dopo l’esposizione “Al tabachi”, sui  Gruppi di Difesa della Donna nella Resistenza ravennate 1944-45 a Casal Borsetti, cui ha fatto seguito a  Marinara la  Mostra “Gugù – Le meraviglie di Fata Natura”, sono allestite a Casal Borsetti (sede pro loco), le installazioni di pittura “Double Identity” e a Marina Romea (hotel Corallo) la mostra “I due pezzi della signora Maria”, personale di Anna Tazzari. Seguirà a Porto Corsini (pro loco) “Musivare”, che  concluderà il percorso espositivo.

Il festival, ideato e realizzato come sempre da Marina Magnani, sarà ancora una volta il palcoscenico per eccellenza della creatività femminile locale e non solo. L’inaugurazione è in programma per martedì 14 luglio, alle ore18, nell’area prevalliva di Marina Romea in fondo a viale Ferrara. Si terrà la lettura teatrale Dialogo sentimentale, testo liberamente tratto da Mal di Pietre della cagliaritana Milena Agus, a cura di Marina Magnani e Giselle Cavallari. Si proseguirà poi a cena con la madrina del festival, la giornalista e scrittrice Daria Colombo che presenterà Alla nostra età con la nostra bellezza, intervistata da Paola Rossi Balella.

Il festival avrà un suo spazio anche in occasione della festa per Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015 in Darsena, sabato 18 luglio con la  tavola rotonda  “Donne Capitale“ dove saranno messe a confronto le esperienze delle ospiti provenienti dalle città finaliste nella candidatura di Ravenna 2019, ora capitali italiane.
Nel giorni successivi sono in programma numerosi altri appuntamenti, tra i quali la Compagnia Fuori Scena che porterà in scena la commedia Quelle due come noi scritta diretta ed interpretata da Maria Angela Baiardi e Fabiola Crudeli, gli incontri con le Girl Geek Dinner di Ravenna, le scrittrici Ornella Fiorentini, Mirta Contessi, Manuela Alessandra Filippi, la regista Maria Martinelli, il concerto del duo Morena Mestieri (flauto) e Nicoletta Sanzin (arpa) e cene etno-etiche a cura dell’associazione Saperi e Sapori.

Tutti i dettagli su luoghi e orari degli eventi sul sito www.donneversoilmareaperto.com

Prostitute in strada e clienti rischiano multe da oltre 400 euro

È una delle tre nuove ordinanze firmate dal sindaco: le altre sono contro il commercio abusivo e il sovraffollamento degli alloggi

La prostituzione su strada, l’abusivismo commerciale e il sovraffollamento degli alloggi: sono questi i temi che interessano tre ordinanze firmate dal sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, in accordo con il prefetto e le forze dell’ordine «con l’obiettivo di agire su tre fenomeni che, a diverso titolo, violano le regole e contribuiscono, in alcuni casi, a creare situazioni di disagio e di degrado sul nostro territorio». Le prime due resteranno in vigore fino al 31 ottobre. Tutte sono in vigore dal 15 luglio.

Prostituzione su strada «La diffusione di questo fenomeno in particolare nel periodo estivo, pregiudica oggettivamente e sensibilmente le condizioni di vita dei cittadini, mettendo a repentaglio la loro sicurezza e creando oggettive situazioni di degrado». L’ordinanza in questione è mirata su alcune aree del territorio in cui il problema si manifesta con particolare intensità: stazione ferroviaria, zona Rocca Brancaleone; via Antico Squero; zona mausoleo di Teodorico, abitato di Fosso Ghiaia, abitato di Lido di Classe. Sarà punito con sanzioni pecuniarie (da 400 a 500 euro) chiunque mette in atto comportamenti “diretti in modo non equivoco a fornire prestazioni sessuali”. Ma le sanzioni saranno comminate anche ai clienti, con un aggravio in più per quelli che, al volante, si rendono autori di manovre spericolate per concordare le prestazioni. In particolare questa seconda violazione sarà punita con le sanzioni previste dal nuovo codice della strada (da un minimo di 41 euro ad un massimo di 168) e, come prevede sempre il codice della strada, se la violazione sarà compiuta fra le 22 e le 7 del mattino, la multa sarà aumentata di un terzo.

Sovraffollamento alloggi «In molte occasioni e anche recentemente, nel corso di sopralluoghi effettuati dalla polizia municipale e dalle varie forze dell’ordine insieme agli operatori dell’Igiene pubblica dell’Ausl, sono stati riscontrate situazioni di sovraffollamento. Questo fenomeno si intensifica nella stagione estiva». Esiste un rapporto fra il numero degli occupanti e la superficie dell’unità immobiliare che deve essere rispettato: le violazioni saranno punite con una sanzione amministrativa a carico del titolare del contratto d’affitto o del proprietario dell’appartamento da 25 a 500 euro per ogni persona che eccede i parametri indicati.

Abusivismo commerciale Il provvedimento vieta a chiunque di contrattare ed acquistare merce posta in vendita in violazione alle norme sul commercio. Le violazioni saranno punite con una sanzione pecuniaria da un minimo di 25 ad un massimo di 75 euro. «La cifra di 25 euro appare ragionevole e proporzionata per una violazione amministrativa di questo tipo».

Musica, arte, cibo, divertimento Così la darsena festeggia la Capitale

Il 18 luglio dalle 17 a notte fonda negli spazi attorno alle banchine oltre venti appuntamenti per Ravenna2015. Ecco il programma

Oltre 20 appuntamenti dislocati in 11 sedi: arte e mosaico, performance teatrali e di danza, concerti, cucina di strada, letture e mercatini. Sabato 18 luglio dalle 17 a notte fonda la darsena di città snodo centrale nel dossier di candidatura di Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019 sarà teatro della festa per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2015. che la città ha ottenuto dal governo italiano insieme alle altre quattro finaliste (Siena, Lecce, Perugia, Cagliari) sconfitte da Matera nella corsa europea. Si chiamerà Darsena Open Show l’evento che si snoderà sulle banchine della testata del Candiano nel segno della cultura, della creatività e del divertimento (scaricabili in formato pdf dai link in fondo alla pagina le descrizioni dei vari eventi).

Fra bolle giganti, mosaicisti all’opera, musica popolare e burattini, con la Gran Parata di Zan Ganassa de la Commedia dell’Arte, fra i mercatini di Urban Garage Sale e letture della Divina Commedia, non mancherà nemmeno l’occasione di partecipare alla più grande tavolata della storia di Ravenna, allestita in fregio alla banchina del Candiano e gestita da sette ristoranti locali scelti attraverso un bando (Naif, Cabiria, I Furfanti, Terrazza Einaudi, Enoteca Bastione, La Campaza e Diabolik).

Nel palco per i concerti allestito in testata lo spettacolo inizia alle 19 con la Jam Session di Dj Luigi, Dj Trix, Moddi, Alien Dee, Skiller, cui seguirà Breaking Cypher con Lasagna Style & many more; poi sarà la volta di Bombino “o il Jimi Hendrix del deserto”; infine toccherà ai “Playing for Change” con dodici musicisti da tutte le parti del mondo.

L’Almagià sarà il palcoscenico teatrale animato da Tanti Cosi Progetti, Menoventi, Gruppo Nanou, Fanny&Alexander dalle 20.30 alle 23; al termine un momento musicale finale, di festa e ballo, con l’after party di chiusura, con dj set fino alle 4 di mattina. Il vecchio magazzino dello zolfo, ospiterà anche, dalle 18 alle 19.30, un convegno, “Donne Capitale, dalla Capitale Europea della Cultura alla Capitale Italiana”, che vedrà la partecipazione di donne rappresentanti delle città di Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna e Siena, realizzato nell’ambito del Festival “Donne Verso il Mare Aperto”.

Da segnalare poi la suggestione offerta dal riutilizzo dell’ edificio Ex tiro a segno che ospiterà DarseNa Mossa una live art performance con contest per 15 artisti, ma anche Wonderland 2019 con mappe, esempi, visioni. Fino all’evento centrale poco prima di mezzanotte con l’emersione del mostro delle acque e la cerimonia degli ancorini.

Spazio anche alla danza urbana curata da Cantieri, con tre incursioni: una nei locali delle ex poste e due lungo la banchina. Infine, una torre collocata nella zona mediana della banchina, verrà animata quasi fosse un grande ascensore verso gli inferi danteschi presentato dalle proiezioni tridimensionali di Andrea Bernabini.

Tutti i dettagli sul sito internet www.ravennacapitale2015.it.

Sgommate, che passione

Il 31enne Filippo Pirini nel campionato europeo di drifting, gare in derapata. Corre con un bolide fatto a mano che vale 150mila euro

A qualcuno può succedere anche di essere contento se fa schizzare l’autovelox. Capita ad esempio al ravennate Filippo Pirini ma solo se corre in pista perché il numero rilevato dalla macchinetta è uno dei parametri su cui si gioca la vittoria. Il 31enne dal 2011 partecipa al campionato europeo di drifting. Chiamatela pure derapata controllata: ci si mette al volante di un’auto a trazione posteriore e si cerca di completare il percorso con la macchina continuamente di traverso facendo sgommare le ruote posteriori. I puristi perdoneranno la spiegazione rozza. La disciplina, particolarmente apprezzata negli States, ha iniziato ad affermarsi una quindicina di anni fa e ora inizia a conquistare nicchie di pubblico in Europa. «È una via di mezzo fra freestyle e motorsport. La giuria di gara tiene conto delle misurazioni di alcuni parametri, come ad esempio la velocità di entrata nel tratto di gara che si misura con un velox, ma anche dello stile di guida. Ho iniziato una decina di anni fa: mi comprai una Mazda Mx5 con 10mila km trovata online a Milano pagandola 6mila euro, poi l’ho completamente svuotata e preparata un po’ per volta mettendo lì tutti i soldi che potevo permettermi». Della vettura originale da strada infatti, in questo sport, rimane solo il telaio: il resto è tutto elaborato alla ricerca della massima efficienza per la massima prestazione.

Quella Mx5 non esiste più. Ha bruciato gomme nelle tappe del campionato italiano fino all’ultima gara vinta a gennaio 2014 a Pavia e poi è stata sventrata: venduta pezzo per pezzo ricavando parte del budget necessario a realizzare la sua erede. Il prossimo 1 agosto alla tappa di Riga del campionato europeo Filippo farà esordire la Patata Terror: «Ho chiamato così la mia macchina nuova. Una Mazda Rx7 trovata per mille euro a Genova e trasformata in un’auto al top del livello che si possa raggiungere oggi rispettando i vincoli fissati dalla federazione». Un bolide da mille kg di peso e 690 cavalli di potenza nato come l’auto precedente nell’officina Car Sistem di Lugo che da vent’anni realizza auto da corsa, nato in un anno di lavoro assemblando pezzi provenienti dalla tecnologia più estrema come l’aeronautica militare o gli shuttle aerospaziali.

Ogni vite e ogni verniciatura fatta a mano da Pirini, accanto al lavoro di magazziniere in un deposito di materiale edile: «In questo sport un po’ tutti i piloti sono anche smanettoni. A Lugo posso crearmi i miei pezzi mentre li aiuto anche con altri lavori». La scuola di Pirini? Lui giura che è tutto frutto di ore passate a studiare online e una vena creativa innata e coltivata con gli studi al liceo classico e all’accademia di belle arti (è lui l’autore dei graffiti sui muri di Ravenna della saga “Sono Solo”). Di certo metterci le mani in proprio ha permesso di ridurre di parecchio i costi di produzione della Patata: un giocattolino del genere, preparato da cima a fondo, potrebbe arrivare a costare anche 150mila euro.

Ora va messa in pista: «Solo quando la macchina è perfetta per giocarsi la vittoria della tappa». Perché solo così si ottiene la visibilità che solletica gli sponsor e consente di proseguire senza prosciugare le tasche: «Il campionato europeo completo è fatto di 6-7 gare. Per farlo con il minimo della spesa servono 40-50mila euro. Se li trovi dagli sponsor bene altrimenti li metti di tasca tua e fai solo le gare che riesci a finanziarti. È una passione fatta così». Che resta confinata sull’asfalto dei circuiti: «Qualche sgommata nelle zone industriali di Ravenna è capitato di andare a farla quando non c’è nessuno ma per il resto quando guido per strada sono molto tranquillo sulla mia Panda perché conosci la velocità e sai cosa rischi. Per strada va più forte la mia ragazza».

Sgommate, che passione

Il 31enne Filippo Pirini nel campionato europeo di drifting, gare in derapata. Corre con un bolide fatto a mano che vale 150mila euro

A qualcuno può succedere anche di essere contento se fa schizzare l’autovelox. Capita ad esempio al ravennate Filippo Pirini ma solo se corre in pista perché il numero rilevato dalla macchinetta è uno dei parametri su cui si gioca la vittoria. Il 31enne dal 2011 partecipa al campionato europeo di drifting. Chiamatela pure derapata controllata: ci si mette al volante di un’auto a trazione posteriore e si cerca di completare il percorso con la macchina continuamente di traverso facendo sgommare le ruote posteriori. I puristi perdoneranno la spiegazione rozza.

La disciplina, particolarmente apprezzata negli States, ha iniziato ad affermarsi una quindicina di anni fa e ora inizia a conquistare nicchie di pubblico in Europa. «È una via di mezzo fra freestyle e motorsport. La giuria di gara tiene conto delle misurazioni di alcuni parametri, come ad esempio la velocità di entrata nel tratto di gara che si misura con un velox, ma anche dello stile di guida. Ho iniziato una decina di anni fa: mi comprai una Mazda Mx5 con 10mila km trovata online a Milano pagandola 6mila euro, poi l’ho completamente svuotata e preparata un po’ per volta mettendo lì tutti i soldi che potevo permettermi». Della vettura originale da strada infatti, in questo sport, rimane solo il telaio: il resto è tutto elaborato alla ricerca della massima efficienza per la massima prestazione.

Quella Mx5 non esiste più. Ha bruciato gomme nelle tappe del campionato italiano fino all’ultima gara vinta a gennaio 2014 a Pavia e poi è stata sventrata: venduta pezzo per pezzo ricavando parte del budget necessario a realizzare la sua erede. Il prossimo 1 agosto alla tappa di Riga del campionato europeo Filippo farà esordire la Patata Terror: «Ho chiamato così la mia macchina nuova. Una Mazda Rx7 trovata per mille euro a Genova e trasformata in un’auto al top del livello che si possa raggiungere oggi rispettando i vincoli fissati dalla federazione». Un bolide da mille kg di peso e 690 cavalli di potenza nato come l’auto precedente nell’officina Car Sistem di Lugo che da vent’anni realizza auto da corsa, nato in un anno di lavoro assemblando pezzi provenienti dalla tecnologia più estrema come l’aeronautica militare o gli shuttle aerospaziali.

Ogni vite e ogni verniciatura fatta a mano da Pirini, accanto al lavoro di magazziniere in un deposito di materiale edile: «In questo sport un po’ tutti i piloti sono anche smanettoni. A Lugo posso crearmi i miei pezzi mentre li aiuto anche con altri lavori». La scuola di Pirini? Lui giura che è tutto frutto di ore passate a studiare online e una vena creativa innata e coltivata con gli studi al liceo classico e all’accademia di belle arti (è lui l’autore dei graffiti sui muri di Ravenna della saga “Sono Solo”). Di certo metterci le mani in proprio ha permesso di ridurre di parecchio i costi di produzione della Patata: un giocattolino del genere, preparato da cima a fondo, potrebbe arrivare a costare anche 150mila euro.

Ora va messa in pista: «Solo quando la macchina è perfetta per giocarsi la vittoria della tappa». Perché solo così si ottiene la visibilità che solletica gli sponsor e consente di proseguire senza prosciugare le tasche: «Il campionato europeo completo è fatto di 6-7 gare. Per farlo con il minimo della spesa servono 40-50mila euro. Se li trovi dagli sponsor bene altrimenti li metti di tasca tua e fai solo le gare che riesci a finanziarti. È una passione fatta così». Che resta confinata sull’asfalto dei circuiti: «Qualche sgommata nelle zone industriali di Ravenna è capitato di andare a farla quando non c’è nessuno ma per il resto quando guido per strada sono molto tranquillo sulla mia Panda perché conosci la velocità e sai cosa rischi. Per strada va più forte la mia ragazza».

I politici italiani? Tutti in gita in Grecia

Ad imparare a fare politica, evidentemente…

TsiprasA Roma, nelle viuzze tra Montecitorio e Senato, non incontri un solo politico per strada, in questi giorni. Dove sono andati? Stanno acquattati nei palazzi al fresco dell’aria condizionata per sfuggire dal caldo africano che avvampa e che ha trasformato Roma in Addis Abeba?

No, i politici italiani se ne sono andati tutti in gita in Grecia. Ad imparare a fare politica, evidentemente. Politici di destra, sinistra e centro, comunisti, ex-comunisti, leghisti, grillini e persino fascisti sono andati in Grecia a festeggiare la vittoria schiacciante del no al referendum indetto da Tsipras sulle proposte dei creditori per il pagamento del debito. Abituati come sono alla sconfitta, sono andati all’estero a festeggiare una vittoria, solo che era una vittoria di un altro, sono andati a riverire il compagno Alexis Tsipras, il loro nuovo amore politico. Alexis, Agapimù! I no hanno stravinto e Tsipras si è presentato in piazza tra sorrisi di giubilo e bandiere sventolanti. «Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata», ha detto Tsipras, e ha annunciato: «Ora chiediamo un accordo per uscire dall’austerity. Vogliamo un’Europa della solidarietà. Il “no“ non è una rottura con l’Unione Europea».

E tutti i nostri politici erano lì, a sventolare e gioire con lui. Il primo a parlare da Atene è stato Stefano Fassina, l’ex Pd: «In Grecia vince la speranza. L’euro è insostenibile in questa camicia di forza. Se io dico che piove e lo dice anche Salvini, resta un dato oggettivo: piove». Quindi Fassina adesso gioisce e dice che l’euro è un errore, come Salvini. Scusi, Fassina, ma lei è lo stesso Fassina, bersaniano, che una volta sosteneva che bisognava proseguire con le misure di austerità del Governo Monti, quelle stesse misure che adesso strangolano la Grecia? Lo stesso Fassina che, da sottosegretario all’Economia del Governo Letta, diceva che l’euro era irrinunciabile? Boh.

E poi ha parlato l’immancabile Massimo prezzemolo D’Alema: «I Greci hanno dimostrato di non avere paura». Tipo quella paura che aveva il Pd guidato anche da lei, dal Presidente Giorgio Napolitano e da Pierluigi Bersani, che per tutta la campagna elettorale del 2013 ha continuato a sostenere che sì, si doveva continuare con l’agenda Monti di austerità e rigore che ce lo chiede l’Europa, e magari anche per questo sconsiderato programma ha perso le elezioni?

In piazza Syntagma c’erano Nichi Vendola di Sel e Alfredo D’Attorre, ancora Pd. Gioivano e ballavano anche loro. E poi Beppe  Grillo, in piazza ad Atene pure lui: «Usciamo tutti assieme dall’euro. Soffriremo un annetto, un annetto e mezzo, ma è meglio di questa Europa». Dall’Italia poi ha twittato Brunetta, Forza Italia: «In Grecia ha vinto la democrazia». E poi ha parlato Matteo Salvini: «Con Tsipras no, ma certamente con il no!». E infine si è accodata Giorgia Meloni: «Fratelli d’Italia non è filo-Tsipras perché la sinistra non è adeguata per queste sfide. Ma siamo per chi difende la sua gente. Ha ragione LePen».

Ecco, come siete belli. Tutti uniti, tutti compatti, i nostri politici. Incapaci di elaborare una strategia politica, soffocati dalla paura, prendono a prestito le idee altrui, data la carenza di leader veri nostrani. E soprattutto, sono tutti affetti dal male incurabile che è italiano, arcitaliano: corrono sempre in soccorso del vincitore.

Al via l’Accademia dell’Opera Italiana guidata da Muti

Corsi di perfezionamento per giovani musicisti

Riccardo MutiUna volta, nei bei tempi andati, sulle locandine dei teatri d’opera capitava di leggere “maestro concertatore e direttore”: una locuzione ormai desueta forse perché, come ha osservato Riccardo Muti in una recente intervista sul “Messaggero“, «si è persa la capacità di concertare, cioè di costruire la regia musicale di un titolo lavorando a fondo con un cantante al pianoforte o ragionando con l’orchestra sulle caratteristiche di una partitura». Per questo motivo, a dieci anni dalla fondazione dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, Riccardo Muti ha compiuto un ulteriore passo nel proprio percorso di trasmissione del sapere musicale, che da sempre è sintesi tra elaborazione intellettuale e apprendimento a bottega.

A partire da questo fine settimana, fino al 21 luglio Ravenna Festival ospiterà la prima masterclass della neonata Accademia d’Opera Italiana, fortemente voluta dal Maestro per trasmettere alle nuove generazioni quanto appreso da musicisti del calibro di Vincenzo Vitale (a sua volta allievo di Alfred Cortot), Bruno Bettinelli, Antonino Votto (già braccio destro di Arturo Toscanini): un pianista, un compositore e un direttore perché, come dice ancora Muti, non si può dirigere senza saper comporre né senza saper suonare. «A un certo punto della vita e della carriera» aggiunge Muti «ho pensato che non potevo mandare disperso tutto ciò che ho ricevuto dai miei maestri. Mi sono sentito investito di un compito, quello di trasferire ai giovani il metodo e gli strumenti che hanno permesso a me di arrivare fin qui, amando il mio lavoro perché i miei maestri mi hanno messo nelle condizioni di conoscerlo a fondo».

Ecco perché a Ravenna, al Teatro Alighieri, dopo una serie di selezioni draconiane – primo requisito, appunto, essere diplomati in pianoforte e in composizione – sono approdati cinque giovani direttori e cinque giovani maestri collaboratori (età massima trent’anni) che seguiranno Riccardo Muti in tutte le fasi dell’allestimento del Falstaff di Verdi. Il corso di formazione accoglie anche un gruppo di cantanti selezionati nel corso dei laboratori attivati per le produzioni di Ravenna Festival. Tutti i giovani musicisti preselezionati per il seminario che non non sono stati ammessi al master vero e proprio, potranno comunque seguire le lezioni come uditori. Inoltre, sessioni di prove per l’opera e di formazione per l’accademia saranno aperte anche a studenti ed appassionati fino ad esaurimento dei posti disponibili.

L’opera verdiana al centro del lavoro di formazione andrà in scena – va ricordato unico appuntamento operistico diretto dal maestro Muti in Italia nel 2015 – al Teatro Alighieri dal 23 al 26 luglio; mentre il 27 luglio toccherà ai giovani direttori partecipanti al primo corso dell’Accademia, a dirigere la Cherubini e il giovane cast dell’opera in alcuni estratti dal capolavoro verdiano, in una serata aperta a tutto il pubblico a chiusura del festival.

Alla scoperta dei cetacei ravennati con l’associazione Delfini Bizantini

Il progetto di quattro ricercatori per studiarli e proteggerli. Intanto è partita una raccolta fondi per sostenere la ricerca

Delfini in AdriaticoVanno a caccia di delfini al largo della costa di Ravenna. In senso mai così figurato, visto che la loro è semplicemente un’osservazione, per quanto scientifica, senza recare alcun disturbo ai cetacei. «Anzi, quando ci rendiamo conto che si tratta di esemplari troppo giovani o che stanno dormendo, ci allontaniamo», ci racconta Rebecca Andreini, 29enne ravennate tra i quattro ricercatori praticamente coetanei (gli altri sono Carlo Pezzi, Michela Spreafico e Nicola Aurier, l’unico non ravennate del gruppo, originario di Parma) che hanno fondato poche settimane fa l’associazione Delfini Bizantini, allo scopo di studiare e proteggere i delfini dell’alto Adriatico.
Un tratto di mare, questo, soggetto a forte antropizzazione (a causa della pesca, delle piattaforme di estrazione metanifera e dell’intenso traffico navale) e in cui non sono presenti dati e ricerche pubblicate in bibliografia. Questo – oltre alla passione e ai percorsi di studi (due laureandi in medicina veterinaria e due biologi) – ha portato i quattro a cercare di realizzare una sorta di censimento, inizialmente basandosi sulle segnalazioni richieste a enti marittimi, pescatori, sub, poi iniziando a scandagliare il mare con i mezzi loro prestati dai circoli nautici della zona, seguendo i protocolli istituzionali per mantenere un approccio, come detto, assolutamente non invasivo.

Associazione Delfini Bizantini«Gli animali vengono semplicemente fotografati – conferma Rebecca –, in particolare la pinna dorsale, che è un po’ per loro come le nostre impronte digitali». E per questo motivo le foto vengono poi analizzate con un software creato appositamente in grado di capire se si tratta dello stesso delfino fotografato precedentemente o se si tratta di un esemplare nuovo, che verrà quindi schedato. «In questo modo capiamo anche se siamo di fronte a un delfino stanziale o a un animale osservato durante una migrazione». Al momento, dopo una decina di uscite, i quattro ricercatori sono riusciti a fotoidentificare sei delfini diversi, tra cui uno ferito dalla presenza di un corpo estraneo («Abbiamo segnalato il fatto a un veterinario, noi ovviamente non possiamo intervenire anche solo per questione di autorizzazioni…»). Ma sono dodici («un gruppo di nove con anche una coppia con un piccolo e un altro gruppo di tre, all’apparenza stanziali») quelli che i quattro ragazzi sono riusciti a vedere con i propri occhi. Alcuni delfini, secondo diverse segnalazioni, si spingono anche vicino alla costa, all’imboccatura del porto, per cercare cibo. «In generale – spiega la ricercatrice – noi ci muoviamo entro le dodici miglia, restando in acque nazionali, anche se avremmo la possibilità di spingerci oltre».

Quello di censire i delfini presenti nel nostro mare è un progetto oltre che ambizioso, anche dispendioso dal punto di vista economico. Al momento l’associazione si sta autofinanziando, ma è iniziata on line una raccolta fondi per il progetto, che prevede anche studi sul comportamento, l’ecotossicologia e la salute dei delfini. I soldi della donazione (l’obiettivo è raggiungere i 2.700 euro) saranno utilizzati in particolare per comprare un idrofono che serva a quantificare l’inquinamento acustico del tratto di mare in esame e fare un passo avanti nella comprensione del linguaggio di questi animali. L’obiettivo in futuro è anche quello di effettuare campionamenti, non invasivi, per studiare per esempio i motivi dell’alta mortalità della specie.

Altro modo per sostenere l’associazione è naturalmente tesserarsi (al momento i soci sono 25), mentre l’università fornisce supporto logistico permettendo l’utilizzo dei laboratori e offrendo agli studenti la possibilità di effettuare tirocini sulle imbarcazioni (e non solo) dei ricercatori. «Stiamo cercando anche aziende del territorio che abbiano voglia di sponsorizzarci, vogliamo che la nostra resti un’associazione radicata nel Ravennate, con lo scopo di tutelare appunto gli animali delle nostre coste». Che non sono solo delfini. Durante le loro escursioni, infatti, i quattro fanno sempre nuove scoperte. «Abbiamo visto tante tartarughe, anche di dimensioni notevoli. Poi numerosi cormorani tra cielo e mare. E i tonni, con tanto di salti acrobatici…».

All’alba in settanta a raccogliere le balle di paglia per l’Arena di Cotignola

La rassegna sulle sponde del Senio al via il 13 luglio con installazioni, performance e concerti. Ospite d’eccezione Vinicio Capossela

Arena balle di paglia CotignolaSi sono incontranti al sorgere del sole, in settanta, tutti volontari, per allestire, con centinaia di balle, il festival fatto di paglia di Cotignola, uno degli eventi culturali estivi più amati della Romagna, nelle campagne della Bassa, sulle sponde del Senio. Sei giorni di paesaggi che sognano di diventare necessari: è questo il messaggio con cui si presenta la settima edizione dell’Arena delle Balle di Paglia di Cotignola, che quest’anno si terrà da giovedì 16 a martedì 21 luglio: cinquantotto iniziative in sei giorni di festa. Come sempre, l’Arena si svolgerà nell’ampia golena situata dove il fiume Senio incontra il Canale Emiliano Romagnolo: un paesaggio agricolo che si intreccia con le acque e con le numerose installazioni effimere degli artisti che collaborano con Primola Cotignola, l’associazione culturale che ha ideato, crea e organizza questo originale festival.

Anche quest’anno, l’appuntamento con la raccolta delle balle di paglia, all’alba di sabato 11 luglio, ha raccolto tante ed entusiastiche adesioni: alle 10 di mattina l’arena, luogo centrale del fesrival era già pronto.

Come prologo al programma, la paglia quest’anno invadera (con ben 200 balle) anche in centro a Cotignola: lunedì 13 luglio dalle 19.30 piazza Vittorio Emanuele II ci saranno le Storie da CaBARet di Giovanni Nadiani e il concerto degli Obelisco Nero, vincitori del premio del pubblico a Musica nelle Aie 2015.
Per la programmazione vera e propria dell’Arena bisognerà invece attendere giovedì 16 luglio. Nella prima serata, che accoglierà la gente per un primo saluto nella golena, sarà protagonista il jazz, con un quartetto che interpreta “La Pasionaria”, ricordando Charlie Haden a un anno dalla scomparsa. Nei giorni successivi, tra i protagonisti anche Vinicio Capossela.

Per ulteriori informazioni e per il programma completo, consultare il sito www.primolacotignola.it, email info@primolacotignola.it, telefono 333 4183149 (dalle 18 alle 20 nei giorni dell’Arena), Facebook alle pagine “Nell’Arena delle balle di paglia” e “Primola Cotignola”.

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