sabato
20 Giugno 2026

Via Salara si trasforma in un giardino Stop al traffico ed eventi al venerdì

Un progetto per animare la strada del centro storico di Ravenna
nato dai commercianti. Verranno allestite oasi verdi con sedute

Il progetto di animazione del centro storico continua ad allargarsi e raggiunge questa volta via Salara. L’iniziativa è partita dagli operatori della strada, in particolare dalle titolari di BabyDoc, dell’erboristeria “I segreti di Teodora” e di Fango, che insieme a Confcommercio e Confesercenti hanno proposto all’assessore al Commercio e Turismo Massimo Cameliani un’idea per attirare cittadini e turisti in quella parte del centro, fino ad ora un po’ trascurata. «Vogliamo trasformare via Salara in un giardino, creare un luogo accogliente in cui le persone abbiano piacere di passeggiare nelle serate estive», spiega la proprietaria di BabyDoc. E infatti saranno allestite delle oasi verdi, con composizioni floreali e delle sedute dove ci si potrà fermare per godersi questo paesaggio insolito. In cantiere c’è anche una sorpresa «rinfrescante» offerta dal Mariani Life Style della vicina via Ponte Marino.

L’evento si terrà i venerdì sera del mese di luglio, dalle 21.30 alle 23.30 circa. Già il 3 luglio era stata allestita una mostra forografica, mentre l’inaugurazione del giardino urbano sarà venerdì 10 luglio e verrà accompagnata da piccoli momenti ricreativi per bambini, che saranno riproposti anche il 31. Il 17 luglio, sempre nella cornice di piante e fiori che coloreranno la via, è invece previsto un concerto per fiati dell’Istituto Musicale Verdi, poi i clown saranno i protagonisti della serata del 24.

Tutto questo non sarebbe possibile senza la chiusura totale al traffico, che viene concessa per la prima volta: «Come amministrazione comunale siamo convinti che valga la pena chiudere la strada per offrire un buon servizio ai cittadini e ai turisti» commenta Cameliani. L’accesso a via Salara sarà impedito dalle ore 19 alle 24 del venerdì. Per l’occasione verrà invertito il senso di marcia in vicolo Gabbiani in modo da consentire il passaggio da via San Vitale a via Pontemarino.

Il progetto, nato soltanto un mese fa e definito negli ultimi giorni, si inserisce nel quadro di eventi che stanno contribuendo ad arricchire il programma di Ravenna Bella di Sera, come i concerti in piazza del Popolo, con l’obiettivo condiviso di riaccendere lo spirito del centro storico.

Il Comune per l’occasione concede l’esenzione della tassa sul suolo pubblico e il patrocinio. «Quest’anno per valorizzare ancora di più il cuore della nostra città porteremo in centro il Giovin Bacco – continua l’assessore – inoltre c’è un accordo con Expo grazie al quale arriveranno delegazioni straniere a scoprire i nostri vini e i nostri prodotti». Torneranno poi il Festival del Pane, in piazza del Popolo a ottobre, e la manifestazione “Giardini e terrazze” che nella prima settimana di settembre allestirà spazi verdi nelle vie.

Via Salara si trasforma in un giardino Stop al traffico ed eventi al venerdì

Un progetto per animare la strada del centro storico di Ravenna
nato dai commercianti. Verranno allestite oasi verdi con sedute

Il progetto di animazione del centro storico continua ad allargarsi e raggiunge questa volta via Salara. L’iniziativa è partita dagli operatori della strada, in particolare dalle titolari di BabyDoc, dell’erboristeria “I segreti di Teodora” e di Fango, che insieme a Confcommercio e Confesercenti hanno proposto all’assessore al Commercio e Turismo Massimo Cameliani un’idea per attirare cittadini e turisti in quella parte del centro, fino ad ora un po’ trascurata. «Vogliamo trasformare via Salara in un giardino, creare un luogo accogliente in cui le persone abbiano piacere di passeggiare nelle serate estive», spiega la proprietaria di BabyDoc. E infatti saranno allestite delle oasi verdi, con composizioni floreali e delle sedute dove ci si potrà fermare per godersi questo paesaggio insolito. In cantiere c’è anche una sorpresa «rinfrescante» offerta dal Mariani Life Style della vicina via Ponte Marino.

L’evento si terrà i venerdì sera del mese di luglio, dalle 21.30 alle 23.30 circa. Già il 3 luglio era stata allestita una mostra forografica, mentre l’inaugurazione del giardino urbano sarà venerdì 10 luglio e verrà accompagnata da piccoli momenti ricreativi per bambini, che saranno riproposti anche il 31. Il 17 luglio, sempre nella cornice di piante e fiori che coloreranno la via, è invece previsto un concerto per fiati dell’Istituto Musicale Verdi, poi i clown saranno i protagonisti della serata del 24.

Tutto questo non sarebbe possibile senza la chiusura totale al traffico, che viene concessa per la prima volta: «Come amministrazione comunale siamo convinti che valga la pena chiudere la strada per offrire un buon servizio ai cittadini e ai turisti» commenta Cameliani. L’accesso a via Salara sarà impedito dalle ore 19 alle 24 del venerdì. Per l’occasione verrà invertito il senso di marcia in vicolo Gabbiani in modo da consentire il passaggio da via San Vitale a via Pontemarino.

Il progetto, nato soltanto un mese fa e definito negli ultimi giorni, si inserisce nel quadro di eventi che stanno contribuendo ad arricchire il programma di Ravenna Bella di Sera, come i concerti in piazza del Popolo, con l’obiettivo condiviso di riaccendere lo spirito del centro storico.

Il Comune per l’occasione concede l’esenzione della tassa sul suolo pubblico e il patrocinio. «Quest’anno per valorizzare ancora di più il cuore della nostra città porteremo in centro il Giovin Bacco – continua l’assessore – inoltre c’è un accordo con Expo grazie al quale arriveranno delegazioni straniere a scoprire i nostri vini e i nostri prodotti». Torneranno poi il Festival del Pane, in piazza del Popolo a ottobre, e la manifestazione “Giardini e terrazze” che nella prima settimana di settembre allestirà spazi verdi nelle vie.

Un mostro marino in ferro alto 4 metri spunterà dal canale alla festa di Ra2015

Sarà sollevato da una gru e poi si cercherà una sistemazione fissa
in Darsena. Ad accompagnarlo una serie di grossi ganci colorati

La manifestazione “Darsena open show” – con cui il 18 luglio si festeggerà la nomina di Ravenna a Capitale Italiana della Cultura 2015 (vedi articoli correlati) – avrà un patrono insolito e suggestivo: il mostro marino Mankugian, un polipo di ferro di quasi 8 metri di larghezza per 4 di altezza, che emergerà dalle acque del canale durante la serata, portato in superficie da una gru concessa dalla Compagnia Portuale, dove sarà poi lasciato appeso, a proteggere l’evento con la sua presenza benevola e minacciosa allo stesso tempo.

Mankugian nasce dall’immaginazione di Giancarlo Scagnolari e Markus Benesch, i due artisti che in questi giorni stanno realizzando l’opera lavorando tra i locali del Tiro a Segno storico e le banchine del porto, negli spazi messi a disposizione da alcune aziende come la Naviravenna, la Lastra e la Italmet, che tra l’altro ha sponsorizzato il progetto fornendo i materiali, partecipando attivamente all’iniziativa. Il ferro di cui è fatto il mostro è stato invece dato dalla Marcegaglia.

Scagnolari e Benesch hanno dato vita a una sorta di finto mito con al centro la figura di Mankugian, inscenando un fantomatico ritrovamento di questo mostro e costruendoci intorno una storia che ricorda i romanzi di avventura di fine Ottocento sulle grandi scoperte archeologiche.

L’intento degli artisti è favorire la rinascita del legame della città col suo mare, attraverso una celebrazione dal sapore primitivo, quasi un rituale di ricongiunzione con le radici antiche di Ravenna.

Dopo l’evento del 18 luglio l’installazione artistica sarà spostata all’interno del Tiro a Segno storico, in attesa che sia stabilito un piano per la sua collocazione permanente in Darsena.

Il progetto comprende anche 14 ganci di corno delle gru decorati dagli artisti ed esposti sempre nei locali del Tiro a Segno: si tratta di ganci di 1,27 metri di altezza e larghi 70 centimetri, del peso di 650 chili l’uno, che nella cornice fantastica immaginata da Scagnolari e Benesch rappresentano il popolo degli ancorini, antichi abitanti di Ravenna che vivevano su palafitte. Il compito degli ancorini sarà quello di accompagnare i cittadini nel ritrovamento di Mankugian, festeggiando il ritorno del mostro e con esso il recupero del dialogo fra terra e acqua.

Questa iniziativa si inserisce all’interno degli esperimenti di riuso urbano portati avanti dall’Associazione Meme Exchange. In preparazione al Darsena open show l’associazione, in collaborazione con Ravenna 2015 e con l’associazione sportiva dilettantistica Tiro a Segno Nazionale di Ravenna, ha inoltre organizzato un ciclo di tre appuntamenti per raccontare la storia di Mankugian e degli ancorini e promuovere l’avvicinamento dei cittadini alle aree intorno al canale attraverso l’arte. Il primo appuntamento è stato sabato 27 giugno e aveva come tema “Storie e leggende di porto”.  Il prossimo incontro, dal titolo “La fucina di Mankugian”, è previsto per sabato 11 luglio e mira a incoraggiare la partecipazione pubblica all’impegno di valorizzazione della zona: i partecipanti saranno infatti invitati a decorare a loro piacimento dei fogli da lavoro con le sagome degli ancorini, e a inventare delle storie su questo popolo che saranno poi raccolte in un libro e diventeranno parte della missione culturale legata alla riqualificazione della Darsena. L’ultimo incontro, in cui sarà completato il racconto sul ritrovamento di Mankugian e si vedrà il mostro comparire dalle profondità marine, sarà, come detto, proprio il 18 luglio.

Sempre all’interno della sede storica del Tiro a Segno Nazionale si potrà ammirare l’opera di Massimo Uberti dal titolo “Spazio amato”: un’installazione luminosa realizzata con neon fatti a mano che vuole sottolineare il valore di quei locali e il loro persistere nella città come luoghi privilegiati di riflessione artistica e culturale.

Un mostro marino in ferro alto 4 metri spunterà dal canale alla festa di Ra2015

Sarà sollevato da una gru e poi si cercherà una sistemazione fissa
in Darsena. Ad accompagnarlo una serie di grossi ganci colorati

La manifestazione “Darsena open show” – con cui il 18 luglio si festeggerà la nomina di Ravenna a Capitale Italiana della Cultura 2015 (vedi articoli correlati) – avrà un patrono insolito e suggestivo: il mostro marino Mankugian, un polipo di ferro di quasi 8 metri di larghezza per 4 di altezza, che emergerà dalle acque del canale durante la serata, portato in superficie da una gru concessa dalla Compagnia Portuale, dove sarà poi lasciato appeso, a proteggere l’evento con la sua presenza benevola e minacciosa allo stesso tempo.

Mankugian nasce dall’immaginazione di Giancarlo Scagnolari e Markus Benesch, i due artisti che in questi giorni stanno realizzando l’opera lavorando tra i locali del Tiro a Segno storico e le banchine del porto, negli spazi messi a disposizione da alcune aziende come la Naviravenna, la Lastra e la Italmet, che tra l’altro ha sponsorizzato il progetto fornendo i materiali, partecipando attivamente all’iniziativa. Il ferro di cui è fatto il mostro è stato invece dato dalla Marcegaglia.

Scagnolari e Benesch hanno dato vita a una sorta di finto mito con al centro la figura di Mankugian, inscenando un fantomatico ritrovamento di questo mostro e costruendoci intorno una storia che ricorda i romanzi di avventura di fine Ottocento sulle grandi scoperte archeologiche.

L’intento degli artisti è favorire la rinascita del legame della città col suo mare, attraverso una celebrazione dal sapore primitivo, quasi un rituale di ricongiunzione con le radici antiche di Ravenna.

Dopo l’evento del 18 luglio l’installazione artistica sarà spostata all’interno del Tiro a Segno storico, in attesa che sia stabilito un piano per la sua collocazione permanente in Darsena.

Il progetto comprende anche 14 ganci di corno delle gru decorati dagli artisti ed esposti sempre nei locali del Tiro a Segno: si tratta di ganci di 1,27 metri di altezza e larghi 70 centimetri, del peso di 650 chili l’uno, che nella cornice fantastica immaginata da Scagnolari e Benesch rappresentano il popolo degli ancorini, antichi abitanti di Ravenna che vivevano su palafitte. Il compito degli ancorini sarà quello di accompagnare i cittadini nel ritrovamento di Mankugian, festeggiando il ritorno del mostro e con esso il recupero del dialogo fra terra e acqua.

Questa iniziativa si inserisce all’interno degli esperimenti di riuso urbano portati avanti dall’Associazione Meme Exchange. In preparazione al Darsena open show l’associazione, in collaborazione con Ravenna 2015 e con l’associazione sportiva dilettantistica Tiro a Segno Nazionale di Ravenna, ha inoltre organizzato un ciclo di tre appuntamenti per raccontare la storia di Mankugian e degli ancorini e promuovere l’avvicinamento dei cittadini alle aree intorno al canale attraverso l’arte. Il primo appuntamento è stato sabato 27 giugno e aveva come tema “Storie e leggende di porto”.  Il prossimo incontro, dal titolo “La fucina di Mankugian”, è previsto per sabato 11 luglio e mira a incoraggiare la partecipazione pubblica all’impegno di valorizzazione della zona: i partecipanti saranno infatti invitati a decorare a loro piacimento dei fogli da lavoro con le sagome degli ancorini, e a inventare delle storie su questo popolo che saranno poi raccolte in un libro e diventeranno parte della missione culturale legata alla riqualificazione della Darsena. L’ultimo incontro, in cui sarà completato il racconto sul ritrovamento di Mankugian e si vedrà il mostro comparire dalle profondità marine, sarà, come detto, proprio il 18 luglio.

Sempre all’interno della sede storica del Tiro a Segno Nazionale si potrà ammirare l’opera di Massimo Uberti dal titolo “Spazio amato”: un’installazione luminosa realizzata con neon fatti a mano che vuole sottolineare il valore di quei locali e il loro persistere nella città come luoghi privilegiati di riflessione artistica e culturale.

Un mostro marino in ferro alto 4 metri spunterà dal canale alla festa di Ra2015

Sarà sollevato da una gru e poi si cercherà una sistemazione fissa
in Darsena. Ad accompagnarlo una serie di grossi ganci colorati

La manifestazione “Darsena open show” – con cui il 18 luglio si festeggerà la nomina di Ravenna a Capitale Italiana della Cultura 2015 (vedi articoli correlati) – avrà un patrono insolito e suggestivo: il mostro marino Mankugian, un polipo di ferro di quasi 8 metri di larghezza per 4 di altezza, che emergerà dalle acque del canale durante la serata, portato in superficie da una gru concessa dalla Compagnia Portuale, dove sarà poi lasciato appeso, a proteggere l’evento con la sua presenza benevola e minacciosa allo stesso tempo.

Mankugian nasce dall’immaginazione di Giancarlo Scagnolari e Markus Benesch, i due artisti che in questi giorni stanno realizzando l’opera lavorando tra i locali del Tiro a Segno storico e le banchine del porto, negli spazi messi a disposizione da alcune aziende come la Naviravenna, la Lastra e la Italmet, che tra l’altro ha sponsorizzato il progetto fornendo i materiali, partecipando attivamente all’iniziativa. Il ferro di cui è fatto il mostro è stato invece dato dalla Marcegaglia.

Scagnolari e Benesch hanno dato vita a una sorta di finto mito con al centro la figura di Mankugian, inscenando un fantomatico ritrovamento di questo mostro e costruendoci intorno una storia che ricorda i romanzi di avventura di fine Ottocento sulle grandi scoperte archeologiche.

L’intento degli artisti è favorire la rinascita del legame della città col suo mare, attraverso una celebrazione dal sapore primitivo, quasi un rituale di ricongiunzione con le radici antiche di Ravenna.

Dopo l’evento del 18 luglio l’installazione artistica sarà spostata all’interno del Tiro a Segno storico, in attesa che sia stabilito un piano per la sua collocazione permanente in Darsena.

Il progetto comprende anche 14 ganci di corno delle gru decorati dagli artisti ed esposti sempre nei locali del Tiro a Segno: si tratta di ganci di 1,27 metri di altezza e larghi 70 centimetri, del peso di 650 chili l’uno, che nella cornice fantastica immaginata da Scagnolari e Benesch rappresentano il popolo degli ancorini, antichi abitanti di Ravenna che vivevano su palafitte. Il compito degli ancorini sarà quello di accompagnare i cittadini nel ritrovamento di Mankugian, festeggiando il ritorno del mostro e con esso il recupero del dialogo fra terra e acqua.

Questa iniziativa si inserisce all’interno degli esperimenti di riuso urbano portati avanti dall’Associazione Meme Exchange. In preparazione al Darsena open show l’associazione, in collaborazione con Ravenna 2015 e con l’associazione sportiva dilettantistica Tiro a Segno Nazionale di Ravenna, ha inoltre organizzato un ciclo di tre appuntamenti per raccontare la storia di Mankugian e degli ancorini e promuovere l’avvicinamento dei cittadini alle aree intorno al canale attraverso l’arte. Il primo appuntamento è stato sabato 27 giugno e aveva come tema “Storie e leggende di porto”.  Il prossimo incontro, dal titolo “La fucina di Mankugian”, è previsto per sabato 11 luglio e mira a incoraggiare la partecipazione pubblica all’impegno di valorizzazione della zona: i partecipanti saranno infatti invitati a decorare a loro piacimento dei fogli da lavoro con le sagome degli ancorini, e a inventare delle storie su questo popolo che saranno poi raccolte in un libro e diventeranno parte della missione culturale legata alla riqualificazione della Darsena. L’ultimo incontro, in cui sarà completato il racconto sul ritrovamento di Mankugian e si vedrà il mostro comparire dalle profondità marine, sarà, come detto, proprio il 18 luglio.

Sempre all’interno della sede storica del Tiro a Segno Nazionale si potrà ammirare l’opera di Massimo Uberti dal titolo “Spazio amato”: un’installazione luminosa realizzata con neon fatti a mano che vuole sottolineare il valore di quei locali e il loro persistere nella città come luoghi privilegiati di riflessione artistica e culturale.

Un mostro marino in ferro alto 4 metri spunterà dal canale alla festa di Ra2015

Sarà sollevato da una gru e poi si cercherà una sistemazione fissa in Darsena. Ad accompagnarlo una serie di grossi ganci colorati

La manifestazione “Darsena open show” – con cui il 18 luglio si festeggerà la nomina di Ravenna a Capitale Italiana della Cultura 2015 (vedi articoli correlati) – avrà un patrono insolito e suggestivo: il mostro marino Mankugian, un polipo di ferro di quasi 8 metri di larghezza per 4 di altezza, che emergerà dalle acque del canale durante la serata, portato in superficie da una gru concessa dalla Compagnia Portuale, dove sarà poi lasciato appeso, a proteggere l’evento con la sua presenza benevola e minacciosa allo stesso tempo.

Mankugian nasce dall’immaginazione di Giancarlo Scagnolari e Markus Benesch, i due artisti che in questi giorni stanno realizzando l’opera lavorando tra i locali del Tiro a Segno storico e le banchine del porto, negli spazi messi a disposizione da alcune aziende come la Naviravenna, la Lastra e la Italmet, che tra l’altro ha sponsorizzato il progetto fornendo i materiali, partecipando attivamente all’iniziativa. Il ferro di cui è fatto il mostro è stato invece dato dalla Marcegaglia.

Scagnolari e Benesch hanno dato vita a una sorta di finto mito con al centro la figura di Mankugian, inscenando un fantomatico ritrovamento di questo mostro e costruendoci intorno una storia che ricorda i romanzi di avventura di fine Ottocento sulle grandi scoperte archeologiche.

L’intento degli artisti è favorire la rinascita del legame della città col suo mare, attraverso una celebrazione dal sapore primitivo, quasi un rituale di ricongiunzione con le radici antiche di Ravenna.

Dopo l’evento del 18 luglio l’installazione artistica sarà spostata all’interno del Tiro a Segno storico, in attesa che sia stabilito un piano per la sua collocazione permanente in Darsena.

Il progetto comprende anche 14 ganci di corno delle gru decorati dagli artisti ed esposti sempre nei locali del Tiro a Segno: si tratta di ganci di 1,27 metri di altezza e larghi 70 centimetri, del peso di 650 chili l’uno, che nella cornice fantastica immaginata da Scagnolari e Benesch rappresentano il popolo degli ancorini, antichi abitanti di Ravenna che vivevano su palafitte. Il compito degli ancorini sarà quello di accompagnare i cittadini nel ritrovamento di Mankugian, festeggiando il ritorno del mostro e con esso il recupero del dialogo fra terra e acqua.

Questa iniziativa si inserisce all’interno degli esperimenti di riuso urbano portati avanti dall’Associazione Meme Exchange. In preparazione al Darsena open show l’associazione, in collaborazione con Ravenna 2015 e con l’associazione sportiva dilettantistica Tiro a Segno Nazionale di Ravenna, ha inoltre organizzato un ciclo di tre appuntamenti per raccontare la storia di Mankugian e degli ancorini e promuovere l’avvicinamento dei cittadini alle aree intorno al canale attraverso l’arte. Il primo appuntamento è stato sabato 27 giugno e aveva come tema “Storie e leggende di porto”.  Il prossimo incontro, dal titolo “La fucina di Mankugian”, è previsto per sabato 11 luglio e mira a incoraggiare la partecipazione pubblica all’impegno di valorizzazione della zona: i partecipanti saranno infatti invitati a decorare a loro piacimento dei fogli da lavoro con le sagome degli ancorini, e a inventare delle storie su questo popolo che saranno poi raccolte in un libro e diventeranno parte della missione culturale legata alla riqualificazione della Darsena. L’ultimo incontro, in cui sarà completato il racconto sul ritrovamento di Mankugian e si vedrà il mostro comparire dalle profondità marine, sarà, come detto, proprio il 18 luglio.

Sempre all’interno della sede storica del Tiro a Segno Nazionale si potrà ammirare l’opera di Massimo Uberti dal titolo “Spazio amato”: un’installazione luminosa realizzata con neon fatti a mano che vuole sottolineare il valore di quei locali e il loro persistere nella città come luoghi privilegiati di riflessione artistica e culturale.

Trans uccisa da un treno: la polizia indaga nel mondo della prostituzione

Disposti i test tossicologici sul cadavere e ascoltati testimoni Traffico ferroviario in tilt per ore: taxi per i passeggeri bloccati

Si indaga nel mondo della prostituzione sulla riviera per fare luce sulla morte di una trans brasiliana travolta da un treno mentre camminava lungo i binari nei pressi di Cervia nella tarda serata di ieri 7 luglio. Nelle indagini affidate al sostituto procuratore Angela Scorza, secondo quanto si apprende, sarebbero già state ascoltate alcune testimonianze per cercare di ricostruire gli ultimi istanti prima dell’incidente. A dare l’allarme sarebbe stata una connazionale della ragazza. Nel frattempo sono stati disposti gli esami tossicologici sul corpo per verificare l’assunzione di droghe o alcol. Gli inquirenti sembrano propendere per l’ipotesi del tragico incidente mentre la trans stava camminando lungo la via ferrata ma per sgombrare il campo da ogni dubbio si procede con le indagini.

In seguito al ritrovamento del cadavere, le autorità giudiziarie hanno dato disposizione di interrompere la circolazione ferroviaria. La sospensione è durata dalle 22 fino all’1.30 e ha causato notevoli disagi ai viaggiatori della tratta Rimini-Ravenna come segnalatoci via Facebook anche da una lettrice. L’ultimo treno da Rimini (il regionale 11482), partito regolarmente alle 21.59 e atteso a Ravenna alle 22.46, si è dovuto arrestare alle porte di Cervia e ha atteso il nulla osta per poter ritornare a Cesenatico, dove i passeggeri sono scesi poco prima di mezzanotte. Ai viaggiatori, una quindicina di persone, secondo quanto fanno sapere le Ferrovie sarebbe stato garantito un trasporto alternativo verso le rispettive destinazioni: infatti è previsto che, in caso di problemi all’ultima corsa della giornata, vengano forniti altri mezzi per completare il viaggio. Sono stati quindi messi a disposizione dei taxi, che hanno accompagnato quattro persone a Ravenna, otto a Cervia e una a Savio. Tuttavia l’organizzazione ha richiesto tempi lunghi e, data anche l’ora tarda, alcuni viaggiatori hanno preferito provvedere autonomamente dopo aver a lungo atteso. L’ultimo treno da Ravenna in direzione di Rimini, invece, non è stato fatto partire ed è stato sostituito anche in questo caso da un servizio di taxi, che ha permesso a una dozzina di persone di raggiungere Cervia, Gatteo, Rimini, Viserba e Bellaria. I passeggeri che non hanno usufruito del trasporto alternativo possono presentare richiesta di rimborso del biglietto alla Direzione del trasporto regionale che valuterà caso per caso partendo dalla premessa che il ritardo del regionale da Rimini non è imputabile alle Ferrovie. La lettrice che ci ha segnalato la sua disavventura si è già rivolta al personale della stazione sentendosi respingere ogni pretesa di rimborso.

Temporali e onde alte fino a 4 metri: allerta della protezione civile

In arrivo il maltempo dopo il caldo di questi giorni

Dopo il gran caldo di questi giorni, sta per arrivare una perturbazione anche nel Ravennate. Una nuova allerta della protezione civile, la numero 64, attiva infatti una fase di attenzione di livello 1 in Emilia-Romagna, per temporali, vento e stato del mare, dalle 20 di oggi (mercoledì 8 luglio) alle 11 di domani.
I temporali potranno essere di forte intensità. È previsto vento da nord est sulla costa fino a 25 nodi (46 km/h) e raffiche fino a 35 nodi (65 km/h), che provocheranno un incremento anche consistente del moto ondoso. Il mare sarà agitato al largo, con altezza dell’onda tra 2,5 e 4 metri.

Tali fenomeni potranno provocare cadute di rami e/o alberi, segnaletica stradale e pubblicitaria, danni alle strutture di pertinenza delle abitazioni (tettoie, pergolati, eccetera) e ad impianti o infrastrutture. Si potranno verificare inondazioni a moli, problemi alle attività che si svolgono in mare e al funzionamento delle infrastrutture portuali. Pertanto la protezione civile raccomanda di non accedere a moli e dighe, e di fare attenzione alla guida.

La situazione sarà monitorata dalla struttura comunale di Protezione civile pronta a intervenire secondo necessità.

Trans muore travolta da un treno Suicidio o altro? La polizia indaga

Non sono chiare le circostanze del decesso nella tarda serata nei pressi di Cervia. Ritardi e cancellazioni per il traffico ferroviario

La morte di una trans brasiliana, travolta da un treno sulla linea Ravenna-Rimini nei pressi della stazione di Cervia nella tarda serata del 7 luglio, lascia aperti diversi interrogativi su cui la polizia sta cercando di fare chiarezza: si è trattato di un suicidio volontario, di una caduta accidentale o altro ancora? Al momento non ci sono elementi sufficienti per escludere alcuna ipotesi e gli agenti sono al lavoro dal momento dell’accaduto per dare un quadro più chiaro al caso. L’incidente ha causato pesanti ripercussioni al traffico ferroviario con ritardi e cancellazioni di collegamenti serali.

Seguiranno ulteriori informazioni.

Le saldature alla falla non tengono Il relitto del Gokbel imbarca acqua

Si complica il recupero del mercantile turco affondato a dicembre
con sei morti. Doveva essere tutto finito a metà maggio

Non tengono le saldature di riparazione della falla del relitto del Gokbel appena riportato in superficie dalle operazioni di recupero dopo l’incidente che lo fece naufragare a fine dicembre al largo del porto di Ravenna (causando la morte di sei marittimi su undici a bordo): la circostanza, come riportato dalle pagine de Il Resto del Carlino di oggi, costringerà le società di recupero a rivedere i piani per la rimozione del mercantile turco. La falla infatti imbarca acqua e quindi rende inutile il lavoro delle pompe per svuotare lo scafo.

Secondo quanto riporta il quotidiano, inoltre, ci sarà da risolvere anche un altro problema. Quando si è cominciato a sollevare la nave adagiata sul foto ci si è resi conto che aveva imbarcato fango e il peso rischiava di spezzarla in due. Si è quindi dovuto rimuovere una parte, quella che conteneva gli alloggi dell’equipaggio, poi adagiata sul fondale e ora affondata in parte nella melma.

La circostanza allungherà ulteriormente i tempi necessari per liberare l’area al largo della costa ravennate. Quando le operazioni iniziarono le previsioni delle autorità erano di completare tutto entro la metà di maggio.

Le saldature alla falla non tengono Il relitto del Gokbel imbarca acqua

Si complica il recupero del mercantile turco affondato a dicembre con sei morti. Doveva essere tutto finito a metà maggio

Non tengono le saldature di riparazione della falla del relitto del Gokbel appena riportato in superficie dalle operazioni di recupero dopo l’incidente che lo fece naufragare a fine dicembre al largo del porto di Ravenna (causando la morte di sei marittimi su undici a bordo): la circostanza, come riportato dalle pagine de Il Resto del Carlino di oggi, costringerà le società di recupero a rivedere i piani per la rimozione del mercantile turco. La falla infatti imbarca acqua e quindi rende inutile il lavoro delle pompe per svuotare lo scafo.

Secondo quanto riporta il quotidiano, inoltre, ci sarà da risolvere anche un altro problema. Quando si è cominciato a sollevare la nave adagiata sul foto ci si è resi conto che aveva imbarcato fango e il peso rischiava di spezzarla in due. Si è quindi dovuto rimuovere una parte, quella che conteneva gli alloggi dell’equipaggio, poi adagiata sul fondale e ora affondata in parte nella melma.

La circostanza allungherà ulteriormente i tempi necessari per liberare l’area al largo della costa ravennate. Quando le operazioni iniziarono le previsioni delle autorità erano di completare tutto entro la metà di maggio.

Delfino morto ritrovato a Punta Marina

Non è la prima volta che succede, mentre ormai è emergenza tartarughe: circa 200 spiaggiate nei primi sei mesi dell’anno

Trovato un delfino morto spiaggiato a Punta Marina. La foto è stata postata su Facebook da Luca Rosetti, politico della Lista del Mare (nel polo civico di Alvaro Ancisi e Lista per Ravenna) ma anche titolare del bagno Tiziano di Punta Marina.

Non è la prima volta che succede in questi anni, mentre è ormai diffusissimo il ritrovamento di tartarughe marine: solo in questi primi sei mesi dell’anno ne sono state ritrovate spiaggiate circa duecento.

Anche per questo motivo è da poco stato inaugurata la sede ravennate della fondazione Cetacea di Riccione, una sorta di clinica di primo soccorso per gli animali marini.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi