domenica
21 Giugno 2026

Frontale fra due auto sulla statale 16 all’altezza di Pinarella

Ferita gravemente una donna di 52 anni, coinvolti anche due bambini di 6 e 10 anni

incidente ss 16 PinarellaErano quasi le tre di stanotte (14 giugno) quando due auto, una monovolume Citroen e una berlina Mercedes si sono scontrate frontalmente sulla statale Adriatica all’altezza di Pinarella. Nell’incidente sono rimaste ferite cinque persone. La più grave, una donna di 52 anni, è stata trasportata d’urgenza al Bufalini di Cesena. Fra i feriti, fortunatamente in modo lieve anche due piccoli: una bimba di 10 anni e un bimbo di 6 anni. Sul luogo dello schianto oltre i mezzi di soccorso del 118, sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri per i rilievi del caso.

Auto contro guard rail: muore 18enne di Bagnacavallo

Erano le 4.30 del mattino. Guidava un amico di poco più grande

Un ragazzo di soli 18 anni è morto in un incidente poco fuori il centro abitato di Ravenna attorno alle 4.30 di questa mattina. Il giovane – di Bagnacavallo – era seduto sul sedile del passeggero dell’auto condotta da un amico lughese di 23 anni, che ha riportato invece solo ferite di media gravità. I due stavano verosimilmente tornando da un sabato sera trascorso in discoteca.
L’incidente è avvenuto lungo la statale Adriatica, nel tratto noto come “Reale”, tra Ravenna e Camerlona. Per cause in corso di accertamento, il 23enne ha perso il controllo dell’auto – una Renault Modus – che si è andata a schiantare contro un guard rail di protezione di un canale in via Bagarina.

Migranti: il presidente Maroni dice no all’ex ministro Maroni

Anni fa al leghista i clandestini facevano comodo

Roberto MaroniIl governatore della Lombardia Roberto Maroni tuona contro i prefetti: «Sospendete le assegnazioni di migranti ai Comuni». Boh. Chissà se è quello stesso Roberto Maroni, Ministro dell’Interno del Governo Berlusconi, citato in un titolo del quotidiano “Avvenire“ del 1 aprile 2011: «Maroni striglia i governatori: accogliere!»
Quindi, adesso il governatore Maroni si oppone fermamente al ministro Maroni. E chissà se il Maroni di oggi è lo stesso Maroni che, sempre il 1 aprile 2011, dichiarava a “La Nazione“: «Nessuno può dire no agli immigrati». Evidentemente, solo Maroni può dire no a Maroni. E chissà se il Maroni Roberto di oggi è lo stesso Maroni Roberto che il 12 aprile 2011 sentenziava: «Il Viminale presenta il conto alle Regioni. In Lombardia andrà il numero più alto di migranti».

Invece adesso Maroni Roberto in Lombardia non ne vuole nessuno di migranti. Già, adesso gli immigrati sono carne da macello della contesa politica, da tirare di qua e di là a seconda delle convenienze. Come se gli immigrati fossero il problema principale, se non l’unico, dell’Italia. La Lega di Maroni e del Salvini sempre in felpa con sapidi motti, poi, sugli immigrati “fura di bal“ ci ha costruito su la sua propaganda elettorale. E a giudicare dai risultati, hanno ragione loro, visto che la Lega ha stravinto alle elezioni recenti. Maroni ieri ha commentato: «Renzi dà incentivi ai Comuni che accolgono i migranti? E io premierò quelli che respingono i clandestini». Ah. Quindi adesso Maroni gli immigrati proprio non li vuole.

Peccato però che qualche anno addietro a Maroni gli immigrati, anche clandestini, facessero comodo. Vi racconto una storiella. L’Aler, l’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, in pratica l’azienda della Regione Lombardia che si occupa di case popolari, controllata da un ventennio da Forza Italia, Cl e Lega, sempre al potere in quella regione, nel 2005 decide di comprare una serie di 10 palazzoni fatiscenti costruiti a metà, praticamente degli scheletri, a Pieve Emanuele, un borgo sperduto in mezzo alle campagne alle porte di Milano. Li aveva costruiti Salvatore Ligresti, il palazzinaro socialista amico di Craxi e Berlusconi.

Salvatore LigrestiL’Aler per comprarli apre un mutuo di 32,5 milioni di euro, che finiscono nelle tasche dell’amico Ligresti, che allora rischiava la bancarotta. Sapete, un aiutino ad un amico non si nega mai. L’Aler voleva rivenderli, ma la speculazione edilizia si rivela un disastro: quattro di quei palazzoni li hanno dovuti radere al suolo con la dinamite tanto erano malmessi. Ma non basta. Nel 2011 con lo scoppio della guerra in Libia si scatena l’emergenza profughi. Frotte di migranti arrivano a Lampedusa. E Maroni, allora Ministro dell’Interno, che fa? Maroni spedisce 400 migranti, o clandestini, come li chiama lui, in Lombardia, e proprio a Pieve Emanuele. Li fa ospitare al Residence Ripamonti, un mega-residence di centinaia di stanze che già ospita molti poliziotti della Polizia di Stato di stanza a Milano.
Guarda caso, quel residence è di proprietà di Salvatore Ligresti. Visto che lo Stato pagava allora una diaria di 46 euro a migrante, nelle tasche di Ligresti finivano più di 450 mila euro al mese. Quindi, allora a Maroni quei clandestini piacevano, e bisognava accoglierli. Mica davano fastidio. Ne avrebbe voluti di più. Ah, già, i clandestini bisogna respingerli, oppure puoi accoglierli per ingrassare qualcuno dei tuoi amici. Le opinioni della Lega sono così, cangianti come il colore delle foglie. Fateci una felpa, va là.

Arrestata l’attivista ravennate in Palestina, Samantha Comizzoli

L’ha fermata la polizia israeliana. In carcere lo sciopero della fame

La polizia israeliana ha arrestato Samantha Comizzoli, attivista e blogger in Palestina da quasi un anno e mezzo, mentre come ogni venerdì stava manifestando assieme ad altre persone alle porte del villaggio Kufr Qaddom contro la presenza dell’esercito di Israele negli insediamenti palestinesi.
Un conoscente italiano dell’attivista – come scrive Repubblica.it – afferma di essere stato contattato questa mattina dall’ambasciata italiana a Tel Aviv e di aver ricevuto la comunicazione che la donna, a cui sarebbe scaduto da tempo il visto, si trova in isolamento nel carcere israeliano dell’aeroporto della città. Si rifiuterebbe di rispondere alle domande della polizia e avrebbe cominciato uno sciopero della fame perché si ritiene prigioniera politica e per chiedere la liberazione di 300 bambini palestinesi «detenuti dal mostro israeliano», si legge su Facebook.

La Farnesina, che conferma l’arresto, segue la vicenda attraverso l’ambasciata di Tel Aviv, che è in stretto contatto con le autorità israeliane e con la donna. L’attivista potrebbe essere espulsa nel giro di qualche giorno.
Gli amici dell’attivista hanno organizzato una manifestazione di solidarietà a Torino oggi (sabato 13 giugno) alle 17, sotto la sede Rai di via Verdi. Poche settimane fa era uscito il suo documentario “Israele – il cancro“ in cui racconta le violenze e gli abusi dell’esercito israeliano ai danni dei palestinesi. Alla donna, colpita di recente al seno da proiettili di gomma nel corso di una manifestazione, da giovedì era stato negato l’accesso all’account Facebook, mezzo tramite cui aggiornava quotidianamente amici e utenti delle sue attività. È riuscita comunque ad annunciare il suo arresto tramite Twitter.
Samantha Comizzoli si era candidata a sindaco alle ultime amministrative nel comune di Ravenna con la sua lista Punto a Capo.

Arrestata l’attivista ravennate in Palestina, Samantha Comizzoli

L’ha fermata la polizia israeliana. In carcere lo sciopero della fame

La polizia israeliana ha arrestato Samantha Comizzoli, attivista e blogger in Palestina da quasi un anno e mezzo, mentre come ogni venerdì stava manifestando assieme ad altre persone alle porte del villaggio Kufr Qaddom contro la presenza dell’esercito di Israele negli insediamenti palestinesi.
Un conoscente italiano dell’attivista – come scrive Repubblica.it – afferma di essere stato contattato questa mattina dall’ambasciata italiana a Tel Aviv e di aver ricevuto la comunicazione che la donna, a cui sarebbe scaduto da tempo il visto, si trova in isolamento nel carcere israeliano dell’aeroporto della città. Si rifiuterebbe di rispondere alle domande della polizia e avrebbe cominciato uno sciopero della fame perché si ritiene prigioniera politica e per chiedere la liberazione di 300 bambini palestinesi «detenuti dal mostro israeliano», si legge su Facebook.

La Farnesina, che conferma l’arresto, segue la vicenda attraverso l’ambasciata di Tel Aviv, che è in stretto contatto con le autorità israeliane e con la donna. L’attivista potrebbe essere espulsa nel giro di qualche giorno.
Gli amici dell’attivista hanno organizzato una manifestazione di solidarietà a Torino oggi (sabato 13 giugno) alle 17, sotto la sede Rai di via Verdi. Poche settimane fa era uscito il suo documentario “Israele – il cancro“ in cui racconta le violenze e gli abusi dell’esercito israeliano ai danni dei palestinesi. Alla donna, colpita di recente al seno da proiettili di gomma nel corso di una manifestazione, da giovedì era stato negato l’accesso all’account Facebook, mezzo tramite cui aggiornava quotidianamente amici e utenti delle sue attività. È riuscita comunque ad annunciare il suo arresto tramite Twitter.
Samantha Comizzoli si era candidata a sindaco alle ultime amministrative nel comune di Ravenna con la sua lista Punto a Capo.

A Faenza ballottaggio Pd-Lega, con l’incognita dell’astensione

Alla sinistra non piace Malpezzi ma è contro il Carroccio. Padovani sostenuto da Salvini, Zaia e Maroni. I grillini non parteggiano.

comune faenzaConto alla rovescia per lo storico ballottaggio di domenica 14 giugno a Faenza, dove si sfideranno il favorito Giovanni Malpezzi, sindaco uscente del Pd appoggiato da liste civiche che ha raccolto al primo turno il 45 percento dei voti, contro Gabriele Padovani della Lega sostenuto da Carroccio e una lista civica a suo nome che è arrivato al 20 percento. Se per il Pd in questi giorni è arrivata a dar man forza alla campagna elettorale la presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, nonché vice di Matteo Renzi del Pd nazionale, Deborah Serracchiani non ha potuto contare sulla presenza di Matteo Renzi che non ha partecipato alle campagne elettorali per alcun ballottaggio.

A sostenere lo sfidante Padovani si sono mossi invece i due pezzi da novanta della Lega: il segretario Matteo Salvini e il presidente del Veneto Luca Zaia – appena uscito trionfatore (contro la piddina Alessandra Moretti) alle regionali – che hanno tirato la volata per il ballottaggio al loro candidato, giovedì scorso, assieme al parlamentare Gianluca Pini. Padovani ha anche ricevuto il sostegno esplicito di Roberto Maroni, ex segretario e ora governatore della Lombardia in questi giorni al centro delle cronache nazionali per aver invitato i Comuni del Nord a rifiutare l’arrivo di altri profughi, minacciando di penalizzare chi non rispetterà l’indicazione.

malpezzi padovani ballottaggio faenzaTra coloro che hanno preso posizione anche “L’Altra Faenza“, la lista di sinistra che ha ribadito l’alterità a Malpezzi ma ha comunque messo come prioritaria la sconfitta di Padovani della Lega Nord. I grillini hanno invece ribadito che non faranno apparentamento e danno libertà di scelta ai propri elettori. Ma a decidere saranno soprattutto, si sa, coloro che a votare proprio non andranno. Dopo il record di astensioni per un’elezione amministrativa di due domeniche fa, quando non si arrivò nemmeno al 60 percento, si teme che la percentuale possa, come fisiologico, abbassarsi ulteriormente in una domenica peraltro di metà giugno, a vacanze scolastiche avviate da tempo. Anche a questo forse si deve il comunicato stampa unitario di Cgil, Cisl e Uil che invitano i faentini ad andare alle urne, qualsiasi cosa intendano votare.

Pronti 4 nuovi velox fissi, da luglio via alle multe

Installazione conclusa, via alla fase di test. Apparecchi montati su strade provinciali nei comun di Ravenna, Bagnacavallo e Cotignola. Funzioneranno notte e giorno.


Dall’inizio di luglio quattro nuovi autovelox fissi entreranno in funzione a pieno regime in tre punti delle strade provinciali. L’installazione è stata completata oggi, 12 giugno, e fino alla fine del mese continuerà un periodo di prova. In seguito inizierà la contestazione delle infrazioni. Gli autovelox sono posizionati due nel comune di Ravenna, uno nel comune di Bagnacavallo e uno nel comune di Cotignola: due sulla provinciale 253 San Vitale tra la rotonda di San Michele a via Monaldina, uno sulla provinciale 31 Madonna di Genova dal centro abitato alla provinciale 7 Felisio e sulla provinciale 8 Naviglio a Villaprati. Saranno visibili agli automobilisti con l’indicazione del limite di velocità per tutte le 24 ore in quanto il funzionamento è sia diurno che notturno. Il prefetto individua queste strade tenendo conto del tasso di incidentalità, delle condizioni strutturali e di traffico per le quali non è possibile il fermo di un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione o all’incolumità degli agenti operanti e delle persone controllate.

I senzatetto non volevano la pasticceria nel loro territorio: arrestato un 45enne dopo minacce e aggressioni al barista

Settimane da incubo per i dipendenti della Palumbo: dall’urina sulla serranda agli insulti. Carabinieri al lavoro per individuare il secondo uomo

È un 45enne tunisino senza fissa dimora l’uomo arrestato nella serata di ieri, 11 giugno, per stalking ai danni del personale della pasticceria Palumbo in piazza San Francesco a Ravenna: dalla fine di maggio, in compagnia di un’altra persona in corso di identificazione entrambi membri di un gruppetto spesso presente nella zona dantesca, era diventato l’incubo di gestori e camerieri con minacce e insulti ma anche con episodi di vandalismo come urinare sulla serranda del locale e di violenza come l’aggressione ai danni di un caposala. «Il gruppo – si legge in una nota diffusa dai carabinieri – deve aver preso l’apertura dell’esercizio commerciale in quella piazza (lo scorso febbraio, ndr), non come un nobile tentativo di riqualificare l’area, ma come una sfida ad un territorio che sentiva suo in quanto ormai ghettizzato».
La trafila di casi, tutti denunciati ai carabinieri, davano il contorno di una condotta che non si poteva più circoscrivere soltanto alla minacce, alle ingiurie, alle lesioni e alle molestie, ma che via via stava integrando tutti gli aspetti punibili con l’accusa di stalking. Questo perché gli atteggiamenti dei soggetti erano divenuti ostili al punto da incutere ansia e timore nei dipendenti del bar anche solo per recarsi a lavoro.
L’ultimo episodio che ha portato alle manette è accaduto nella serata di ieri. I militari del nucleo operativo e radiomobile sono stati contattati ancora una volta, tramite centrale operativa, dal gestore del bar. Il 45enne si era recato al bar, in orario di chiusura a dar fastidio ai presenti; resosi conto che aveva catturato le attenzioni del proprietario e del gestore del locale, al loro indirizzo ha rivolto inequivocabili gesti di minaccia. Inizialmente sul posto è intervenuta una pattuglia della guardia di finanza; poi l’insieme di tutte le denunce raccolte dai carabinieri e degli elementi a carico del soggetto fermato ha portato il nucleo operativo e radiomobile ad accompagnare l’uomo in caserma e infine a trarlo in arresto. L’uomo è stato inizialmente trattenuto in camera di sicurezza e poi portato in carcere in attesa della convalida.
Il 14 maggio scorso la Lega Nord in consiglio comunale a Ravenna aveva proposto nuove telecamere di videosorveglianza per migliorare la sicurezza di piazza San Francesco, il Pd è stato l’unico a votare contro bocciando la proposta con un consigliere che ha motivato il voto dicendo che non servono le telecamere dopo l’apertura della pasticceria.

Dopo aver investito il 12enne ha tagliato barba e capelli per sfuggire alle indagini

Arrestato un 29enne. Auto senza assicurazione. Per il bambino frattura dell’omero. Gli aveva detto di aspettare sul marciapedi

Nel tentativo di sfuggire agli investigatori che lo stavano cercando ha provato a modificare il suo aspetto fisico cambiando taglio di capelli e radendosi la barba ma la polizia municipale è riuscita a individuarlo: un 29enne albanese (P. Z.) è stato arrestato nel pomeriggio di ieri 11 giugno perché ritenuto l’uomo al volante dell’auto che nel tardo pomeriggio del 9 giugno ha investito un 12enne in bicicletta in via Cassino allontanandosi, dopo aver detto al bambino di aspettare sul marciapiede, tentando di far perdere le proprie tracce e quindi senza prestare soccorso al ferito uscito dall’incidente con la frattura dell’omero e diversi punti di sutura.
«Alla sua identità – spiega il comandante della polizia municipale di Ravenna, Stefano Rossi – si è giunti grazie ad accertamenti svolti dagli uffici Polizia Giudiziaria e Infortunistica tramite l’analisi dei reperti rinvenuti sul luogo del sinistro e la ricostruzione del numero di targa sulla base delle dichiarazioni rese da alcuni testimoni. Il giorno dopo l’incidente, poco prima che l’intestatario della vettura venisse formalmente individuato, si era presentata al Comando una signora che era la proprietaria del veicolo ed aveva rilasciato alcune dichiarazioni che però non fornivano indicazioni di chi fosse alla guida». Secondo la versione fornita dalla donna, connazionale dell’arrestato, l’auto era in uso a un giovane che lei non conosceva ma che si sarebbe dovuto occupare delle pratiche per l’assicurazione in quanto da lei appena acquistata e ancora senza polizza.
«Stante la gravità del fatto e l’atteggiamento manifestato anche dopo lo stesso, teso ad eludere le investigazioni – conclude Rossi –, il conducente è stato arrestato nei locali del comando della polizia municipale e accompagnato in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria».

L’altra economia in festa a Ravenna Mercatini, incontri e musica in centro

Un’intera area del centro storico di Ravenna, dedicata al cibo e alla sostenibilità, all’insegna della tutela del territorio, dei diritti e della legalità. Sabato 13 giugno la Bottega Altromercato, in via Corrado Ricci, sarà il cuore della Festa del commercio equo e dell’economia solidale, che interesserà i portici dalla Biblioteca Oriani fino a via Gordini.
“Chi nutre il pianeta?” è la domanda – citazione dall’Expo – che porta in dote la quarta edizione dell’evento, organizzato dalla cooperativa sociale Villaggio Globale, con il sostegno della Regione Emilia Romagna e il patrocinio del Comune di Ravenna. Una serie di iniziative proveranno a rispondere all’interrogativo: il Mercato dell’Altra Economia (sotto i portici di via Ricci e via Gordini dalle 10 alle 20), la proiezione di cortometraggi a tema, le testimonianze del Progetto “Art Fair Parade: attacchi d’arte solidali”, il ciclo di incontri pubblici “Degustiamo storie” con i racconti dei produttori del Solidale Italiano, accompagnate da degustazioni gratuite e, per finire, il concerto (dalle 20) di musica popolare con i Baccanu Orkestra.
La festa, realizzata in collaborazione con Gras e Ragas, i due gruppi di acquisto solidale di Ravenna, vuole far conoscere le realtà che promuovono e praticano un’economia solidale: l’epicentro sarà il tour dei produttori del solidale italiano, inserito all’interno del progetto Romagna Solidal Fair, che coinvolge le cooperative Villaggio Globale, Pacha Mama di Rimini e Equamente di Forlì-Cesena.
La manifestazione si svolgerà anche in caso di pioggia e la partecipazione a tutti gli incontri è libera e gratuita.

L’altra economia in festa a Ravenna Mercatini, incontri e musica in centro

Un’intera area del centro storico di Ravenna, dedicata al cibo e alla sostenibilità, all’insegna della tutela del territorio, dei diritti e della legalità. Sabato 13 giugno la Bottega Altromercato, in via Corrado Ricci, sarà il cuore della Festa del commercio equo e dell’economia solidale, che interesserà i portici dalla Biblioteca Oriani fino a via Gordini.
“Chi nutre il pianeta?” è la domanda – citazione dall’Expo – che porta in dote la quarta edizione dell’evento, organizzato dalla cooperativa sociale Villaggio Globale, con il sostegno della Regione Emilia Romagna e il patrocinio del Comune di Ravenna. Una serie di iniziative proveranno a rispondere all’interrogativo: il Mercato dell’Altra Economia (sotto i portici di via Ricci e via Gordini dalle 10 alle 20), la proiezione di cortometraggi a tema, le testimonianze del Progetto “Art Fair Parade: attacchi d’arte solidali”, il ciclo di incontri pubblici “Degustiamo storie” con i racconti dei produttori del Solidale Italiano, accompagnate da degustazioni gratuite e, per finire, il concerto (dalle 20) di musica popolare con i Baccanu Orkestra.
La festa, realizzata in collaborazione con Gras e Ragas, i due gruppi di acquisto solidale di Ravenna, vuole far conoscere le realtà che promuovono e praticano un’economia solidale: l’epicentro sarà il tour dei produttori del solidale italiano, inserito all’interno del progetto Romagna Solidal Fair, che coinvolge le cooperative Villaggio Globale, Pacha Mama di Rimini e Equamente di Forlì-Cesena.
La manifestazione si svolgerà anche in caso di pioggia e la partecipazione a tutti gli incontri è libera e gratuita.

L’altra economia in festa a Ravenna Mercatini, incontri e musica in centro

Un’intera area del centro storico di Ravenna, dedicata al cibo e alla sostenibilità, all’insegna della tutela del territorio, dei diritti e della legalità. Sabato 13 giugno la Bottega Altromercato, in via Corrado Ricci, sarà il cuore della Festa del commercio equo e dell’economia solidale, che interesserà i portici dalla Biblioteca Oriani fino a via Gordini.
“Chi nutre il pianeta?” è la domanda – citazione dall’Expo – che porta in dote la quarta edizione dell’evento, organizzato dalla cooperativa sociale Villaggio Globale, con il sostegno della Regione Emilia Romagna e il patrocinio del Comune di Ravenna. Una serie di iniziative proveranno a rispondere all’interrogativo: il Mercato dell’Altra Economia (sotto i portici di via Ricci e via Gordini dalle 10 alle 20), la proiezione di cortometraggi a tema, le testimonianze del Progetto “Art Fair Parade: attacchi d’arte solidali”, il ciclo di incontri pubblici “Degustiamo storie” con i racconti dei produttori del Solidale Italiano, accompagnate da degustazioni gratuite e, per finire, il concerto (dalle 20) di musica popolare con i Baccanu Orkestra.
La festa, realizzata in collaborazione con Gras e Ragas, i due gruppi di acquisto solidale di Ravenna, vuole far conoscere le realtà che promuovono e praticano un’economia solidale: l’epicentro sarà il tour dei produttori del solidale italiano, inserito all’interno del progetto Romagna Solidal Fair, che coinvolge le cooperative Villaggio Globale, Pacha Mama di Rimini e Equamente di Forlì-Cesena.
La manifestazione si svolgerà anche in caso di pioggia e la partecipazione a tutti gli incontri è libera e gratuita.

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