Una banda di malviventi ha assaltato lo sportello bancomat della filiale della banca Bper in via Faentina a Fornace Zarattini, frazione alle porte di Ravenna. Attorno alle 4 di oggi, 18 aprile, un boato fragoroso ha svegliato i residenti. L’esplosione ha causato ingenti danni anche nei locali interni della filiale. I ladri sono poi fuggiti in auto.
Ravenna, riapre la Coop di via Travaglini dopo il restyling: servizi ampliati con un investimento di 600mila euro
Inaugurato oggi, venerdì 17 aprile, il supermercato Coop di via Travaglini a Ravenna, al termine dei lavori di restyling avviati a marzo e realizzati senza chiusura al pubblico. Il punto vendita si sviluppa ora su una superficie complessiva di 2.500 metri quadrati e impiega 78 persone.
Tra le principali novità, l’introduzione di una caffetteria interna accessibile direttamente dal negozio, pensata come spazio di pausa durante la spesa, con servizio di colazioni, piatti pronti e pasticceria, oltre a consumazione sul posto. Rinnovati i reparti forneria e gastronomia, con produzione interna di pane, pizza e specialità da forno. Nel banco gastronomia è stato ampliato l’assortimento di piatti pronti e preparazioni della tradizione locale, con attenzione ai prodotti del territorio.
Il restyling ha interessato anche i banchi assistiti di macelleria e pescheria. In macelleria è stata introdotta un’area dedicata alla preparazione di hamburger e alla composizione di panini. In pescheria, oltre al pesce fresco e alle preparazioni pronte da cuocere, è presente anche un banco friggitoria con specialità già pronte e un corner dedicato al salmone, con proposte take away come affumicati e tranci. Nel reparto ortofrutta è stata rafforzata la presenza di prodotti locali e biologici, con particolare attenzione alla filiera corta. Tra le altre aree, è presente anche uno spazio dedicato alla cura della persona, oltre a una cantina vini ampliata e reparti dedicati ai prodotti per la casa e per gli animali. Il supermercato è dotato di casse tradizionali e self-service ed è aperto tutti i giorni con orario continuato.
Faenza, nuovo impianto agrivoltaico per il kiwi giallo: 1,2 ettari di estensione a 6 metri di altezza
È stato presentato oggi, venerdì 17 aprile, tramite un evento dedicato, il nuovo sistema agrivoltaico avanzato realizzato nel terreno dell’azienda agricola Ricci Bitti Amedeo, nelle campagne di Faenza. L’impianto, sviluppato dall’azienda imolese I Green System rappresenta uno dei progetti più innovativi a livello nazionale nel campo dell’integrazione tra produzione agricola ed energia rinnovabile. Il progetto, nasce con un obiettivo preciso: coniugare la coltivazione del kiwi giallo – in questo caso della varietà particolarmente delicata del Dorì – con la produzione di energia, migliorando al tempo stesso le rese agricole e la sostenibilità economica dell’azienda.
«L’idea è nata cinque anni fa – spiega Roberto Innocenti, direttore commerciale di Romagna Impianti e I Green System – con la volontà di proporre soluzioni che non solo rispettassero la produzione agricola, ma che fossero in grado di migliorarla. Non credo che attualmente in Italia e in Europa ci sia un’installazione con questo livello di tecnologia applicata». L’impianto è stato allestito in quattro mesi, si estende su 1,2 ettari ed è stato progettato tenendo conto in primis delle esigenze specifiche della coltura. I pannelli fotovoltaici, installati a un’altezza compresa tra i 5,40 e i 5,70 metri a seconda della pendenza del terreno, permettono la crescita della pianta rampicante del kiwi senza ostacoli, garantendo al contempo un’ombreggiatura controllata. Anche le reti antigrandine sono state adattate, passando dal colore nero al bianco per ottimizzare la diffusione della luce.
Dal punto di vista tecnico, l’infrastruttura è particolarmente avanzata: composta da oltre 1.500 moduli fotovoltaici da 645 watt ciascuno, suddivisa in più sezioni e dotata di sistemi di monitoraggio continuo. Sensori Plantvoice installati sia nell’ambiente sia direttamente nelle piante consentono di rilevare parametri fondamentali come stress idrico, temperatura e flusso linfatico. Tutti i dati raccolti confluiscono in tempo reale in una piattaforma digitale proprietaria (DSS – Decision Support System), che rappresenta il “cervello” del sistema. Questo software consente di gestire sia la componente agronomica sia quella energetica, regolando automaticamente l’orientamento dei pannelli non solo in base al sole, ma anche alle condizioni delle colture. «Il valore del dato è centrale – sottolineano i tecnici – perché permette decisioni precise e una gestione anche da remoto tramite app».
L’impianto nasce anche come risposta alle sfide del cambiamento climatico: «Negli ultimi vent’anni – spiega Innocenti – le produzioni agricole non hanno raggiunto i risultati attesi in almeno 5 o 6 annate. In questo scenario, l’agrivoltaico garantisce una doppia entrata: da un lato il raccolto, dall’altro la produzione energetica, più stabile nel tempo». In termini economici, l’impianto faentino è in grado di generare un valore annuo stimato di circa 140mila euro dalla produzione di energia elettrica, cui si sommano ulteriori 40mila euro derivanti dalla coltivazione del kiwi. Il progetto in questione beneficia inoltre di un contributo a fondo perduto pari al 40% dell’investimento (che non è stato reso pubblico), nell’ambito delle misure Pnrr per le Comunità Energetiche Rinnovabili.
Guardando al futuro, l’obiettivo di I Green System è quello di migliorare ulteriormente il sistema, a partire dall’automazione delle reti e dalla riduzione dei costi strutturali. Parallelamente, a pochi metri di distanza dai pannelli fotovoltaici, è prevista una sperimentazione comparativa con coltivazioni tradizionali di kiwi giallo Dorì per valutare concretamente benefici o problematiche dell’agrivoltaico.
Delorenzi (centrodestra) presenta la sua ricetta per Cervia: «Non la riconosco più. Sono un tecnico prestato alla politica»
«Io sono l’uomo del fare, piuttosto che stare stare qui a parlare andrei fuori con un badile a chiudere qualche buca». Così il candidato sindaco di Cervia Marco Delorenzi si presenta davanti a un pubblico di oltre 60 persone. Quello di oggi (17 aprile) è stato il primo intervento pubblico per l’uomo sostenuto dalla coalizione di centrodestra che unisce Fratelli d’Italia, Forza Italia e Patto per il Nord. Il 60enne cervese è un volto nuovo nella politica locale, ma da oltre 30 anni lavora come funzionario all’interno del Comune: «A differenza dei miei avversari, sono l’unico non politico. Sono un tecnico prestato alla politica, e questo credo sia un valore aggiunto – spiega Delorenzi -. Mi sono candidato per la mia città, perché non la riconosco più. Trent’anni di lavoro all’interno della macchina comunale mi hanno dato modo di conoscere a fondo la località e le sue problematiche. Come ogni giorno mi trovavo a risolvere i problemi dei singoli in ufficio, vorrei essere un buon padre di famiglia e farlo per tutti».
Il programma parte dal rilancio di Cervia sotto una nuova prospettiva: decoro urbano, manutenzione e verde in cima alla lista delle priorità, come biglietto da visita per promuoversi a una tipologia di turismo più simile a quella degli “anni d’oro” della località; sicurezza urbana, con un ampliamento dell’organico della polizia locale e agenti in divisa nei luoghi più frequentati del centro come deterrente alla microcriminalità. E poi l’attenzione alle zone del forese, dalle difficoltà della campagna all’attenzione a non creare “frazioni dormitorio” per i giovani cervesi che non possono permettersi una casa in città. Sul punto di vista dell’abitare, l’idea è investire per la creazione di appartamenti a tariffa agevolata.
«Cervia non è solo 9 chilometri di costa, ma è l’insieme di tutte le sue località» continua Delorenzi, spiegando il piano per un rilancio equilibrato delle attività economiche, tra turismo, commercio, artigianato e diporto. Per quanto riguarda il porto Delorenzi propone un rifacimento completo delle banchine, che permetta l’accesso di più barche e una maggiore sicurezza in caso di eventi climatici estremi, e uno o più dragaggi del porto per aumentarne il pescaggio: «Si tratta di un progetto importante, per cui forse non bastano 5 anni di amministrazione, ma per cui voglio gettare le basi il prima possibile». Non meno importante la tutela delle saline, con un’amministrazione sempre più presente nella gestione e la ricerca di una soluzione per quanto riguarda lo spazio nella zona industriale di Montaletto dove è stata autorizzata una zona di raccolta di rifiuti inerti. Si è parlato poi di implementare i servizi per anziani e disabili per offrire un sollievo alle famiglie. «Tante cose sono in essere e in corso: non rinnego il passato e porto volentieri con me ciò che di positivo è stato fatto, a prescindere dall’area politica che lo ha realizzato. Voglio promuovere una visione d’insieme – precisa Delorenzi -. Al tempo stesso, però, non sono qui a proporre progetti faraonici come una “cittadella dello sport”. Io vivo per lo sport, ma piuttosto che investire 5 milioni di euro in una realtà simile, che poi andrà mantenuta nel tempo, bisognerebbe dare priorità e efficientamento ai tanti impianti sportivi già presenti in città».
E ancora la valorizzazione delle associazioni di volontariato, dove il candidato è attivo in prima persona da anni, viste come alleate dell’amministrazione. Per quanto riguarda la cultura, l’idea è quella di un ritorno alle tradizioni e alle tipicità locali che oggi rischiano di scomparire.
Al fianco di Delorenzi durante la presentazione, la sua compagna Annalisa Pittalis (coordinatrice comunale di Fdi), Alberto Ferrero (coordinatore provinciale e consigliere regionale di Fdi), Rosaria Tassinari (onorevole di Forza Italia), Adele Dallamotta (coordinatrice comunale di Forza Italia), Roberto Petri (direzione nazionale di Forza Italia) e Simone Mazzi (segretario nazionale di Patto per il nord).
«Cervia è arrivata a elezioni anticipate per motivazioni drammatiche, che testimoniano il fallimento della sinistra – commenta Tassinari -, Come Forza Italia, possiamo offrire un collegamento diretto con il governo nazionale e un aiuto concreto nella gestione e risoluzione dei problemi della località». Da parte della senatrice Marta Farolfi (FdI) una nota di sostegno: «Crediamo che oggi più che mai Cervia abbia bisogno di una guida credibile e non soggetta a pressioni esterne. Delorenzi rappresenta il vero cambiamento, non una “minestra riscaldata” e ritorno a logiche già viste e perdenti. Un candidato concreto, che conosce il funzionamento della macchina amministrativa ed è in grado di rispondere con soluzioni reali, non con slogan, ai bisogni della comunità». Nell’occasione, Pittalis è intervenuta sulla sua mancata candidatura: «Mi hanno chiesto perché non mi sono candidata io, in quanto donna di partito. Non penso fosse cosa dovuta ad ogni costo, ho scelto di agire nel bene della città, e credo che Marco Delorenzi sia la persona giusta per prendere sulle spalle una responsabilità così grande».
Sulla separazione della Lega dalla coalizione risponde invece Petri: «L’assenza di alcune forze politiche che si dichiarano di centrodestra dalla coalizione rappresenta per noi una mancanza di volontà nel vedere il cambiamento della città. La dimostrazione nasce dalle elezioni regionali di un anno e mezzo fa, dove mancò il supporto alla candidata Ugolini da parte di chi oggi a Cervia propone una lista di centro/centro destra. Dopo aver ammiccato alla candidatura di Marco Delorenzi come figura indipendente, c’è chi ha creato una lista di disturbo per non portare avanti un centro destra compatto».
Ravenna, ultima al Benelli contro la Vis Pesaro: prove generali in vista dei playoff (e prima di un mini ritiro)
Dopo 4 vittorie consecutive, il Ravenna affronta sabato 18 aprile la Vis Pesaro. La sconfitta per 1-0 di un girone fa, nel “monday night” del Tonino Benelli, sancì l’apertura della crisi che costò la testa di Marchionni e probabilmente anche la vittoria del campionato. Quattro mesi dopo, le due formazioni scenderanno in campo nell’omonimo stadio (a Ravenna) e allo stesso orario, alle 20.30. Sarà l’ultima gara di campionato prima dei playoff che cominceranno, per i giallorossi, il 10 maggio.
La partita contro la Vis Pesaro non sarà utile ai fini della classifica e per questo mister Mandorlini opterà per un ampio turnover, svelando già in conferenza stampa buona parte della formazione titolare: «Abbiamo diversi giocatori diffidati e non li rischieremo: Rrapaj, Di Marco e Tenkorang non partiranno sicuramente dal primo minuto e vedrò se inserirli a gara in corso, a seconda dell’andamento della partita». Nella zona nevralgica del campo giocheranno quindi Viola, Mandorlini e Lonardi, considerate le assenze per infortunio di Rossetti (flessore) e Calandrini (fascite plantare), così come quelle dei difensori Solini (ginocchio) e Falbo (polpaccio): «Davanti saremo i soliti, mi piacerebbe dare minutaggio a Italeng che ha giocato poco nell’ultimo periodo, così come Anacoura che domani sarà il portiere titolare».
In casa Vis la partita ha sicuramente più importanza. I marchigiani sono attualmente settimi in classifica a 46 punti e faranno di tutto per ottenere punti al Benelli e difendersi dalle numerose inseguitrici (il Gubbio decimo è a sole due lunghezze). La squadra di mister Stellone è reduce dalla convincente vittoria casalinga contro il Carpi per 3-0 e attraverso il ritmo e il palleggio ha messo già in seria difficoltà il Ravenna un girone fa, vincendo grazie al gol su rigore dell’esperto Paganini: «Come ho detto prima alla quadra, queste sono partite strane – dichiara Mandorlini in conferenza stampa -. Non piace a nessuno perdere e vogliamo fare una partita importante, chiudendo bene la regular season. Cercheremo di vincere per rispetto del campionato, avversari e tifosi. Altre parole servono poco».
Dopo la partita di domani, Mandorlini concederà al gruppo squadra 3 o 4 giorni liberi, prima di partire per il ritiro in preparazione dei playoff: «Non sappiamo ancora dove si svolgerà il ritiro, né quanto durerà (presumibilmente 4-5 giorni ndr). Lavoreremo per preparare al meglio un esordio playoff che i ragazzi non vedono l’ora di giocare. In questo periodo dell’anno non è facile trovare amichevoli ma saranno settimane importanti in cui stare insieme e lavorare».
Al termine della conferenza stampa, il tecnico giallorosso ha parlato della situazione Ternana. Stando alle ultime indiscrezioni, nonostante le difficoltà economiche e l’ombra del fallimento dietro l’angolo, gli umbri termineranno il campionato, non falsando così né la serrata lotta tra Ascoli e Arezzo, né la lotta per non retrocedere: «Non credo che salterà, è ciò che ci auguriamo tutti. Purtroppo è un aspetto sempre più presente in questa categoria. Dispiace perché la federazione in estate non ha vigilato come avrebbe dovuto ed è un’assurdità. Speriamo per il bene del calcio di risolvere queste cose».
Ripartono il Navetto Mare e la sosta a pagamento sui lidi ravennati
Da sabato 25 aprile sarà attivo il Navetto Mare, il servizio gratuito di bus navetta finanziato dal Comune di Ravenna, che collega i parcheggi gratuiti di via del Marchesato e di via Trieste al litorale di Marina di Ravenna e il parcheggio di via Trieste al litorale di Punta Marina Terme (entro il mese di giugno è previsto che il Navetto raggiunga anche il parcheggio di via Baroncelli, sempre a Punta Marina Terme). Il calendario attualmente definito è valido fino al 2 giugno ed è consultabile al seguente link: https://www.startromagna.it/navetto-mare-2026/ Gli orari e le giornate di attivazione successivi saranno aggiornati, sempre sul sito di Start Romagna, con una pubblicazione dedicata. E dal 7 giugno tornerà, come l’anno scorso, la gratuità della linea bus 60, tutti i giorni dal parcheggio scambiatore di Marina di Ravenna, proseguendo verso viale delle Nazioni e fino al traghetto.
Come ogni anno, contestualmente all’attivazione del Navetto, entra in vigore (dal 25 aprile al 13 settembre) la sosta a pagamento negli spazi regolati da parcometro di Marina di Ravenna, Punta Marina Terme, Lido di Dante, Marina Romea, Lido Adriano, Lido di Classe e Lido di Savio. Le tariffe sono le stesse dell’anno scorso: 1 euro all’ora, con possibilità di forfait valido 9 ore al costo di 6 euro; oppure di forfait giornaliero valido dalle 9 al termine della sosta a pagamento, al costo di 10 euro.
Rispetto al 2025 l’Amministrazione ha introdotto la seguente novità: nei venerdì di giugno, luglio e fine agosto, non si paga dalle 9 ma dalle 12 (in aprile, maggio e settembre al venerdì non si paga, mentre venerdì 1 maggio e dal 2 al 22 agosto si pagherà dalle 9). «Si tratta di un segnale di attenzione nei confronti degli operatori delle località balneari – scrivono dal Comune -, finalizzato anche a una maggiore omogeneizzazione tra gli orari nei quali la sosta è a pagamento e quelli nei quali è in funzione il Navetto».
Riassumendo, questo il calendario completo relativo a giorni e orari della sosta a pagamento, dal 25 aprile al 13 settembre: tutti i sabati dalle 9 alle 2, tutte le domeniche dalle 9 alle 22 (tranne 2, 9, e 16 agosto, quando si paga dalle 9 alle 2); a partire dal 5 giugno tutti i venerdì dalle 12 alle 2 (tranne 1 maggio, 7, 14 e 21 agosto, quando si paga dalle 9 alle 2). Da sabato 2 a sabato 22 agosto si paga tutti i giorni dalle 9 alle 2.
Tra le novità di quest’anno anche i lavori di riqualificazione del parcheggio camper di Marina di Ravenna (via del Marchesato) rinnovato e dotato di fontana e pozzetto di scarico, dove dal 25 aprile al 13 settembre si potrà parcheggiare pagando una tariffa giornaliera (in vigore tutti i giorni) di 6 euro (validità 24 ore), con una durata massima della sosta di 72 ore.
Un pitone nelle campagne di Lugo, intervengono i carabinieri
Nel tardo pomeriggio del 14 aprile i carabinieri del reparto Biodiversità di Punta Marina sono intervenuti nelle campagne di Lugo per il recupero di un serpente esotico rinvenuto in evidente difficoltà. L’esemplare, identificato come pitone reale (Python regius) di circa 1,2 metri di lunghezza, si trovava in stato di ipotermia. Dopo il recupero, l’animale è stato trasferito al Centro Territoriale di Accoglienza di Marina di Ravenna, dove è stato collocato in un ambiente riscaldato e idoneo alle sue esigenze.
Sono in corso accertamenti, condotti insieme al Nucleo Forestale di Bagnacavallo, per chiarire le cause della presenza del rettile sul territorio. Al vaglio degli investigatori le ipotesi di abbandono o di omessa custodia, entrambe fattispecie penalmente rilevanti.
Il pitone reale è una specie inserita nell’Appendice II della Convenzione Cites, che disciplina il commercio internazionale di fauna e flora a rischio di estinzione. Le autorità ricordano che la detenzione di animali esotici, seppur consentita, richiede particolare attenzione, competenze adeguate e rispetto delle normative vigenti. Al di fuori degli ambienti controllati, tali specie hanno ridotte possibilità di sopravvivenza e, se introdotte impropriamente in natura, possono causare squilibri all’ecosistema locale.
Luci guaste, ma mancano i fondi: a rischio l’uso dell’aula di corte d’assise
La mancanza di fondi pubblici per la riparazione di un guasto all’impianto di illuminazione potrebbe rendere inutilizzabile l’aula di corte d’assise del tribunale di Ravenna, lo spazio più ampio dove si celebrano i processi per i reati più gravi. La segnalazione arriva da Giovanni Trerè, presidente del tribunale. Il magistrato ne ha parlato stamani, 17 aprile, in una conferenza stampa svolta proprio nell’aula al piano terra del palazzo di giustizia, per mostrare l’effettivo problema di luci.
«Ci sono tre impianti in quest’aula – ha detto Trerè –. Uno era guasto da anni e ora si è guastato il secondo. Ne resta uno che non è a norma e non è migliorabile. C’è bisogno di un intervento che ripristini l’efficienza dell’illuminazione, altrimenti corriamo il rischio che presto non si possa utilizzare questo spazio». Il presidente ha fatto un’affermazione forte: «Se il tribunale fosse un’azienda privata e venisse un’ispezione dalle autorità forse questo palazzo non risulterebe a norma».
Per la verità il palazzo di via Falcone è interessato da un intervento generale di riqualificazione che sta costrigendo gli uffici e il personale a sacrificio per spostamenti temporanei in modo da liberare i corridoi con i muratori all’opera: «I lavori sono in corso ora, ma parliamo di un progetto ideato nel 2016. Questo ci dice la tempistica con cui si mette mano alle necessità dell’edilizia della giustizia italiana».
La situazione della corte d’assise, a rischio inutilizzo, è solo l’esempio plastico dei problemi dovuti alla carenza di fondi e risorse. Oltre ai problemi alle strutture c’è un consistente problema per la mancanza di personale. Trerè mette sul tavolo i numeri: nel 2022 la pianta organica del personale amministrativo del tribunale era scoperta per il 25 percento, oggi per il 38 percento e fra due mesi arriverà al 40. C’è poi un problema di competenze che andranno perse: «Per vent’anni fino al 2019 c’è stato il blocco delle assunzioni. Oggi abbiamo personale over 55 o under 35. Significa che quando andranno in pensione i più anziani verranno sostituiti da colleghi che hanno venti o trenta anni in meno e non hanno avuto la possibilità di fare esperienza e accumulare competenze sul campo».
Un aiuto era arrivato grazie alle assunzioni temporanee con i fondi Pnrr: «Sono state risorse preziose che hanno effettivamente agevolato il lavoro di chi era già in servizio. Ma ancora non ci sono notizie su se e come avverrà la loro stabilizzazione. Questo fa sì che molti abbiamo preferito andare altrove, in altre amministrazioni pubbliche come l’Agenzia delle entrate, che invece hanno fatto assunzioni in tempi più veloci».
Se il tribunale è in difficoltà, la procura della Repubblica è messa addirittura peggio. Il procuratore capo, Daniele Barberini, era seduto accanto a Trerè e ha fornito i suoi numeri che definisce «condizioni disperate»: sono previste 35 unità nella pianta organica, ma solo 18 sono in servizio e altre due se ne andranno fra pochi giorni. Le conseguenze immediate sono la riduzione delle aperture al pubblico: «Abbiamo ridotto gli orari d’ufficio: un’ora e mezza ogni mattina dal lunedì al venerdì».
Procura e tribunale da anni non hanno un dirigente amministrativo e la funzione è assegnata al procuratore capo e al presidente del tribunale: «Il direttore amministrativo è un ruolo fondamentale – dicono Barberini e Trerè in coro – e non averlo è un problema concreto».
In piazza Kennedy c’è una mostra fotografica a cielo aperto
È stata inauguata ieri (16 aprile) una mostra a cielo aperto di notevole interesse, in pieno centro storico a Ravenna. Si tratta di “Iconic“, che resterà allestita fino al 2 giugno in piazza Kennedy, nell’ambito del Festival delle Culture.
In mostra una selezione delle foto più significative tra quelle vincitrici del prestigioso premio World Press Photo of the Year dal 1955 ad oggi. Attraverso scatti “iconici” – per l’appunto – la mostra racconta passaggi storici rilevanti dell’epoca contemporanea e l’importanza del fotogiornalismo di denuncia.
In collaborazione con Cime Puglia e Servizio Turismo. Accesso libero.
Le foto della gallery qui sopra sono state postate sui social da Stefano Carattoni.
Scoperto un autosalone abusivo: chiusura immediata e sanzioni per 8mila euro
Un autosalone completamente abusivo, sconosciuto al fisco e privo di autorizzazioni, è stato individuato e chiuso dalla polizia di Stato nel comune di Ravenna, nell’ambito dei controlli amministrativi nel settore automotive. L’operazione, condotta dalla squadra di Polizia giudiziaria del compartimento della polizia stradale Emilia-Romagna, ha portato al sequestro dell’area di rivendita e alla contestazione di diverse irregolarità.
Il titolare, un 40enne di nazionalità rumena, è stato sanzionato per circa 8mila euro per la mancanza e le gravi carenze dei registri obbligatori di Pubblica Sicurezza. Contestualmente, l’Ufficio Commercio del Comune di Ravenna ha disposto la cessazione immediata dell’attività.
Gli accertamenti, estesi a tutta la filiera commerciale, hanno incluso il controllo di oltre 40 veicoli e la verifica dei documenti di immatricolazione e nazionalizzazione. È emerso che l’attività operava senza aver mai presentato la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia), risultando di fatto completamente abusiva.
Carabinieri: promozioni e congedi, le congratulazioni e i saluti del comandante provinciale
Sono giorni di cambiamenti nell’organico dei carabinieri in forza in provincia di Ravenna. Il comandante provinciale, il colonnello Andrea Lachi, ha notificato due promozioni e salutato due colleghi prossimi al congedo.
Il capitano Cosimo Friolo, comandante della compagnia di Lugo, e il capitano Alessandro Averna Chinnici, comandante della compagnia di Faenza, sono stati promossi al grado di maggiore. Il colonnello Lachi ha voluto congratularsi personalmente con i due ufficiali, sottolineando come «questo avanzamento rappresenti un traguardo meritato, frutto della professionalità e dell’impegno costante dimostrati quotidianamente nel coordinamento delle attività sul territorio».
Nel consegnare i nuovi gradi, il comandante ha evidenziato come la promozione porti con sé nuove e più impegnative responsabilità, fondamentali per continuare a garantire la sicurezza e la vicinanza dell’Arma alla cittadinanza ravennate.
Sono prossimi al congedo, invece, il luogotenente Sergio Giovannelli, vice comandante della stazione carabinieri di via Alberoni, e l’appuntato scelto Nicola Arduini, addetto al nucleo informativo del reparto operativo.
Lachi ha espresso ai due la propria stima e gratitudine per il senso del dovere e l’attaccamento all’Istituzione dimostrati nel corso della lunga carriera augurando loro, a nome di tutti i carabinieri della provincia di Ravenna, ogni bene per il futuro.
Il Ravenna incasserà meno di 3mila euro in un anno di contributi per l’utilizzo di giovani. Forlì da record: oltre 600mila
Il Ravenna Fc al termine della stagione avrà incassato appena 2.889 euro di contributi della Lega Pro legati al minutaggio degli “Under”, previsti dalla legge Melandri del 2008, risultando tra i club meno beneficiati di Serie C. In settimana sono stati resi noti i dati definitivi, con la quinta e ultima tranche dei contributi, pubblicati sul Corriere Romagna in edicola oggi.
Numeri molto lontani da quelli del Forlì, che invece ha costruito una parte importante della propria stagione anche su questo fronte: il club biancorosso ha chiuso con oltre 619 mila euro complessivi, risultando la società che ha sfruttato meglio gli incentivi a livello nazionale.
Una differenza legata soprattutto alle scelte tecniche: mentre il Forlì ha puntato con decisione su una rosa giovane, il Ravenna – come altre squadre di vertice (l’Arezzo capolista per esempio non incasserà nemmeno un euro) – ha privilegiato giocatori più esperti (tanto da aver messo in campo anche la formazione più “vecchia” d’Italia), rinunciando di fatto a questa fonte di entrate.