È stato presentato oggi, venerdì 17 aprile, tramite un evento dedicato, il nuovo sistema agrivoltaico avanzato realizzato nel terreno dell’azienda agricola Ricci Bitti Amedeo, nelle campagne di Faenza. L’impianto, sviluppato dall’azienda imolese I Green System rappresenta uno dei progetti più innovativi a livello nazionale nel campo dell’integrazione tra produzione agricola ed energia rinnovabile. Il progetto, nasce con un obiettivo preciso: coniugare la coltivazione del kiwi giallo – in questo caso della varietà particolarmente delicata del Dorì – con la produzione di energia, migliorando al tempo stesso le rese agricole e la sostenibilità economica dell’azienda.
«L’idea è nata cinque anni fa – spiega Roberto Innocenti, direttore commerciale di Romagna Impianti e I Green System – con la volontà di proporre soluzioni che non solo rispettassero la produzione agricola, ma che fossero in grado di migliorarla. Non credo che attualmente in Italia e in Europa ci sia un’installazione con questo livello di tecnologia applicata». L’impianto è stato allestito in quattro mesi, si estende su 1,2 ettari ed è stato progettato tenendo conto in primis delle esigenze specifiche della coltura. I pannelli fotovoltaici, installati a un’altezza compresa tra i 5,40 e i 5,70 metri a seconda della pendenza del terreno, permettono la crescita della pianta rampicante del kiwi senza ostacoli, garantendo al contempo un’ombreggiatura controllata. Anche le reti antigrandine sono state adattate, passando dal colore nero al bianco per ottimizzare la diffusione della luce.
Dal punto di vista tecnico, l’infrastruttura è particolarmente avanzata: composta da oltre 1.500 moduli fotovoltaici da 645 watt ciascuno, suddivisa in più sezioni e dotata di sistemi di monitoraggio continuo. Sensori Plantvoice installati sia nell’ambiente sia direttamente nelle piante consentono di rilevare parametri fondamentali come stress idrico, temperatura e flusso linfatico. Tutti i dati raccolti confluiscono in tempo reale in una piattaforma digitale proprietaria (DSS – Decision Support System), che rappresenta il “cervello” del sistema. Questo software consente di gestire sia la componente agronomica sia quella energetica, regolando automaticamente l’orientamento dei pannelli non solo in base al sole, ma anche alle condizioni delle colture. «Il valore del dato è centrale – sottolineano i tecnici – perché permette decisioni precise e una gestione anche da remoto tramite app».
L’impianto nasce anche come risposta alle sfide del cambiamento climatico: «Negli ultimi vent’anni – spiega Innocenti – le produzioni agricole non hanno raggiunto i risultati attesi in almeno 5 o 6 annate. In questo scenario, l’agrivoltaico garantisce una doppia entrata: da un lato il raccolto, dall’altro la produzione energetica, più stabile nel tempo». In termini economici, l’impianto faentino è in grado di generare un valore annuo stimato di circa 140mila euro dalla produzione di energia elettrica, cui si sommano ulteriori 40mila euro derivanti dalla coltivazione del kiwi. Il progetto in questione beneficia inoltre di un contributo a fondo perduto pari al 40% dell’investimento (che non è stato reso pubblico), nell’ambito delle misure Pnrr per le Comunità Energetiche Rinnovabili.
Guardando al futuro, l’obiettivo di I Green System è quello di migliorare ulteriormente il sistema, a partire dall’automazione delle reti e dalla riduzione dei costi strutturali. Parallelamente, a pochi metri di distanza dai pannelli fotovoltaici, è prevista una sperimentazione comparativa con coltivazioni tradizionali di kiwi giallo Dorì per valutare concretamente benefici o problematiche dell’agrivoltaico.



