lunedì
13 Aprile 2026

Le Terme di Riolo si preparano per la riapertura stagionale, tra salute e relax

Tra i punti di forza dello stabilimento, l’acqua di Prima Categoria riconosciuta dal ministero e l’unico fango sorgivo della regione 

Terme Riolo

Partirà lunedì 7 aprile la nuova stagione delle Terme di Riolo, con una proposta trasversale che passa dal benessere a 360 gradi per arrivare alle tradizionali cure termali, con la possibilità di rivolgersi a diversi target di pubblico, famiglie e bambini compresi. L’inaugurazione avverrà il giorno prima, domenica 6 aprile, con un’anteprima all’insegna della cultura che vedrà protagoniste la Scuola di Musica Inno alla Gioia e la Bologna Sinfonica, che faranno diventare per l’occasione “Riolo, città della Musica”.

Terme Riolo Piscina

Il fiore all’occhiello dello stabilimento di Riolo sarà ancora una volta la grande piscina termale, capace di ospitare fino a 120 persone e attrezzata con oltre 40 hydro-jets a portata differenziata, water cyclette e step, chaise longue dotate di idromassaggio e la cascata a fungo dedicata al sollievo della zona cervicale. Nell’area adiacente è presente anche il percorso vascolare, che alterna tratti di acqua calda e fredda per ridurre eventuali problemi circolatori, vene varicose e gonfiori alle gambe. L’immersione completa permette inoltre di godere dei benefici dell’acqua salsobromoiodica, in una temperatura costante di circa 34 gradi.

L’acqua di Riolo proviene da una sessantina di sorgenti della vicina Vena del Gesso e sgorga naturalmente a circa 23 gradi passando attraverso vari strati di roccia, depositi di calcare, diaspro, macigno e argilla, acquisendone le proprietà medicamentose riconosciute ufficialmente dal Ministero della Salute. Proprio nei giorni scorsi, è stata infatti riconosciuta tramite una battaglia portata avanti insieme a Federterme (federazione di categoria a cui aderisce l’impianto di Riolo) la possibilità di definire “acque termali” solo quelle acque sorgive naturalmente calde e ricche di minerali, e non le comuni acque scaldate prive di proprietà benefiche. Nello specifico, le acque delle Terme di Riolo sono state confermate nel giugno del 2024 di categoria Prima Sup, la più alta riconosciuta dal Ministero.

Inhalation TreatmentsOltre alla piscina, in grado di coniugare salute e wellness, negli ultimi anni è stata istituita un’area completamente dedicata al benessere, con spa dotata di sauna, bagno turco, docce emozionali e stanza relax con angolo tisaneria. Il centro benessere offre anche la possibilità di usufruire di una serie di massaggi e trattamenti viso e corpo, tra scrub, pulizie viso, e massaggi defaticanti, antiage e drenanti. Altri trattamenti invece si legano all’ambito sanitario, come le cure idropiniche, che invitano a consumare sul posto acqua sorgiva (divisa tra le tipologie di Breta, Vittoria e Margherita) per integrarne tutte le proprietà benefiche, le cure inalatorie, che vedono le stesse acque trasformate in forma gassosa per essere inalate, favorendo un’azione mucolitica e antinfiammatoria e stimolando il sistema immunitario dopo un lungo inverno o nel periodo di maggior diffusione delle allergie a pollini e graminacee e la fango terapia.

Fango 3

Per quello che riguarda appunto i fanghi, va sottolineato che le Terme di Riolo dispongono dell’unico fango termale sorgivo della regione, prelevato direttamente dai “vulcanetti” di Bergullo, fonti inesauribili naturali situate a pochi chilometri dalla sede. I benefici del trattamento si spaziano tra funzioni estetiche e distensive per gli sportivi al trattamento vascolare e delle malattie reumatiche, grazie all’utilizzo di fanghi caldi, freddi ma comunque ricchi di minerali.

Alle proposte benessere indoor si affiancano gli oltre dodici ettari di parco termale, dove è possibile passeggiare tra alberi secolari alla scoperta della piccola fauna composta da uccelli e scoiattoli, tra platani, ippocastani e sequoie. «Quello che cerchiamo di promuovere è il benessere che va da zero a novantanove anni – chiosa il direttore commerciale Emanuele Salvatori – passando dalla cura dei più piccoli alle zone indoor dedicate al benessere e allo svago, che presentano anche negozi, due bar e un grand hotel 4 stelle per vivere un’esperienza immersiva e completa, passando per i trattamenti dedicati a un pubblico più maturo che ha la possibilità di rilassarsi e immergersi nella natura senza allontanarsi dalla struttura».

Il Comune di Russi estende la vigilanza notturna anche ai parchi e alle aree verdi

Firmato un nuovo contratto triennale con la ditta Cittadini dell’ordine. Oltre alla sorveglianza di scuole, cimiteri e luoghi pubblici, si vogliono prevenire vandalismi e illeciti anche nei parchi

CS 55 Vigilanza Cittadini Dell Ordine

Per i prossimi tre anni il Comune di Russi estende la vigilanza notturna anche alle aree verdi e ai parchi cittadini. La collaborazione con il servizio di sicurezza “Cittadini dell’Ordine Spa” è stato infatti rinnovato fino al 31 marzo 2028, con qualche modifica rispetto al precedente contratto: il servizio di controllo notturno, che già prevedeva l’ispezione esterna degli edifici e luoghi pubblici (scuole, stazione, impianti sportivi, cimitero), da ieri, 1° aprile, sarà esteso anche ai parchi e alle aree verdi cittadine.

La decisione è stata presa anche per rispondere alla richiesta della cittadinanza di aumentare il monitoraggio delle aree potenzialmente soggette ad atti di vandalismo, schiamazzi o attività illecite, durante le ore serali e notturne. Come in passato, la vigilanza notturna integra e non sostituisce le attività della polizia locale e delle altre forze dell’ordine. Le guardie giurate svolgeranno infatti attività di vigilanza priva di autonomia, finalizzata unicamente ad attivare le forze dell’ordine.

La sorveglianza sarà attiva tutti i giorni, con passaggi in orari diversi, e comprenderà la segnalazione alle forze dell’ordine di eventuali attività sospette a Russi e frazioni. Già nel 2023 Russi aveva aderito al protocollo «Mille occhi sulla città», sottoscritto con la Prefettura di Ravenna per incrementare il livello di sicurezza delle città, attraverso una costante azione sinergica tra le guardie giurate e polizia.

«Dopo l’adesione al protocollo provinciale “Mille occhi sulla città” – commenta l’Assessore alla Polizia Locale Filippo Plazzi -, l’Amministrazione comunale continua a investire sulla tutela della sicurezza pubblica, ampliando le aree sottoposte a monitoraggio. Si tratta di una iniziativa concreta, che non ha solo lo scopo di evitare fenomeni di vandalismo e microcriminalità, ma anche di aumentare nei cittadini il senso di sicurezza».

Falsificò un testamento: ex coordinatore di Forza Italia condannato a 16 mesi

Il commercialista Gianguido Bazzoni è ritenuto l’autore del documento con cui un bancario cancellava il suo debito e lo nominava erede insieme alla figlia

BazzoniIl 67enne commercialista Gianguido Bazzoni di Ravenna è stato condannato in primo grado a un anno e quattro mesi (pena sospesa) per avere scritto un testamento falso a nome di Luigi Pini, amico e bancario di San Pietro in Vincoli scomparso nel 2021 all’età di 97 anni. La richiesta dell’accusa era di un anno e mezzo.

Bazzoni è noto all’opinione pubblica perché in passato è stato titolare di incarichi politici per Forza Italia: coordinatore provinciale e consigliere regionale in Emilia-Romagna. La notizia è riportata dai quotidiani locali Resto del Carlino e Corriere Romagna in edicola oggi, 2 aprile.

L’atto apocrifo al centro del processo sollevava sette debitori dal restituire prestiti ricevuti per un totale di 400mila euro (tra i sette figurava Bazzoni che aveva ottenuto 218mila euro) e indicava l’ex politico come erede con cui la figlia di Pini avrebbe dovuto spartire a metà un patrimonio del valore complessivo di circa 5,8 milioni di euro.

La falsità del testamento è stata stabilita con una perizia svolta da una grafologa interpellata dal tribunale nell’ambito della causa civile intentata dalla figlia di Pini che chiedeva di dichiarare nullo il documento. Su quel fronte Bazzoni era già stato condannato al pagamento di 18.646 euro di spese legali, oltre ai costi sostenuti per la consulenza grafologica.

Secondo la ricostruzione che esce dalle aule di tribunale, il testamento datato 9 ottobre 2020 saltò fuori nell’agosto del 2021, due mesi dopo il decesso di Pini. Nessuno ne sapeva nulla, nemmeno l’unica figlia del defunto. Il documento intestava a Bazzoni un appezzamento denominato Fondo Abbadesse e lo nominava coerede al pari della figlia. A insospettire la donna furono i grossolani errori disseminati nel testo: codice fiscale sbagliato, “Cottignola” come luogo di nascita, scritto a mano a matita mentre Pini era solito battere tutto a macchina.

Bazzoni aveva inizialmente accettato l’eredità per poi cambiare idea condividendo che il testo fosse un falso. Ora si difende parlando di «valenza puramente indiziaria della consulenza grafologica».

Calcio, squadra dei poliziotti sotto accusa: «Intimidazioni e danni agli spogliatoi»

Il sindacato Siulp finanzia una formazione nel campionato amatoriale Csi per promuovere la coesione e la solidarietà, ma il Punta Marina attacca dopo la partita del 31 marzo: «Vetri in frantumi per un’esultanza e mancanza di rispetto verso tutti. Abbiamo i filmati. Già in passato episodi lontani dai valori dello sport».

Pexels Pixabay 50713«Provocazioni, intimidazioni e atteggiamenti arroganti che nulla hanno a che vedere con il rispetto e la correttezza che dovrebbero caratterizzare una competizione sportiva». Sono le parole usate dalla dirigenza della squadra amatoriale di calcio di Punta Marina, in un post pubblicato su Instagram, per denunciare la condotta in campo, e fuori, della squadra avversaria nella partita giocata ieri, 31 marzo. Le affermazioni assumono particolare rilevanza perché mettono sotto accusa un gruppo che è formato anche da giocatori che quando tolgono la divisa da calciatori indossano quella da poliziotti. Si tratta infatti della squadra Siulp Calcio 2022, nota anche come “Policesportiva nel Cuore”, organizzata dalla sezione ravennate del Sindacato italiano unitario dei lavoratori della polizia.

Al campo sportivo Cavallucci di Punta Marina alle 20.30 si affrontavano seconda e terza a pari merito nel campionato di calcio a 11 promosso dal comitato ravennate del Centro sportivo italiano (Csi). Le sfide passate tra le due squadre aveva già visto momenti di tensione. Sul campo è finita 3-0 per gli ospiti: «Il risultato è l’ultimo dei nostri pensieri – si legge ancora nel post –. Ci lascia increduli e amareggiati il clima che si è respirato in campo e, soprattutto, ciò che è accaduto dopo il triplice fischio: vetri in frantumi per un’esultanza fuori controllo, spogliatoi lasciati in condizioni indecenti, una totale mancanza di rispetto verso tutti, avversari e organizzazione compresi». E pensare che il profilo Instagram della Policesportiva recita: «Seguendo i principi del calcio, creare nuove amicizie fuori e dentro il campo».

Secondo il resoconto del Punta Marina non è un caso isolato: «La Siulp è una squadra che già in passato si era resa protagonista di episodi ben lontani dai valori dello sport». L’atteggiamento molto aggressivo della Policesportiva sul terreno di gioco, sia nei gesti sportivi che nell’atteggiamento mentale, è una circostanza raccolta anche da altri partecipanti alla stessa competizione. Trattasi, è bene non dimenticarlo, del livello più basso del calcio: non si offenderà nessuno se diciamo che è poco più sopra della fantozziana Scapoli vs Ammogliati.

In passato, per esempio, la Siulp Calcio ha già ricevuto un richiamo ufficiale ad assumere atteggiamenti in campo e fuori adeguati all’etica sportiva e allo spirito amatoriale delle manifestazione e a mantenere sempre il dovuto rispetto di avversari, direttore di gara e dei valori che stanno alla base di ogni disciplina sportiva. Ci fu un’ammenda di 15 euro per proteste contro l’arbitro e condotte irriguardose nei confronti di avversari.

I tesserati del Punta Marina si sono improvvisati investigatori: «Abbiamo documentato l’accaduto con immagini e video, ma per rispetto della privacy abbiamo scelto di non pubblicarle». Però si chiedono provvedimenti da parte dei vertici del Csi: «Ci auguriamo che episodi del genere non si ripetano e che chi di dovere prenda atto di quanto successo. Perché una sconfitta fa parte del gioco, ma il rispetto deve sempre essere la base di tutto».

Il Siulp di Ravenna annunciò la decisione di finanziare l’iscrizione di una formazione calcistica al campionato provinciale Csi nel 2022: «Una squadra dove partecipano non solo i poliziotti ravennati, ma anche i colleghi di altre forze di polizia militari e civili, tutti uniti con l’obiettivo di onorare al meglio lo spirito che alimenta la coesione e la solidarietà nello sport».

Il Beaches Brews presenta la line-up completa: ecco gli ultimi nomi in lista

Sono 8 gli artisti internazionali che vanno a concludere il calendario di concerti sulla spiaggia dell’Hana-bi. Come da tradizione, il dj-set di chiusura dell’evento sarà affidato a Dj Fitz

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Masma Dream World, Martha Da’ro, Susobrino, Erika Rein, Sleap-e, Aquiles Navarro, Pö e Dj Fitz: sono questi i nomi che completeranno la line-up di Beaches Brew: il festival, nato nell’estate del 2012 dalla sinergia tra Hana-bi e Bronson, si prepara per tornare sulle spiagge di Marina dal 10 al 12 giugno, per portare sulla costa ravennate alcuni dei protagonisti della scena musicale alternativa internazionale.

Anche quest’anno, il festival riconferma la sua natura completamente gratuita, con l’esibizione di 18 artisti da 17 paesi del mondo, per una line-up che come sempre rappresenta l’approccio di ricerca trasversale e inclusiva del progetto. Al dance-pop fuori formato della producer québécoise Marie Davidson, dj e polistrumentista che sfida le convenzioni della musica elettronica tra clubbing, techno e canzone francese, si affiancherà il trio londinese Moin, tra grunge, shoegaze, e post-rock.

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Lord Spikeheart

A DJ Tobzy e Aunty Rayzor, due tra i talenti più esplosivi della scena nigeriana, farà da contraltare la raffinata dance music di Nídia & Valentina, con il loro album d’esordio Estradas. E ancora il folle incontro tra R&B e electro soul nel blues contemporaneo di Martha Da’ro, artista multidisciplinare belgo-angolana attiva tra musica, cinema e teatro; ci saranno poi il keniota Martin Kanja, alias Lord Spikeheart, figura di spicco della scena metal africana, l’indie rock “meraviglioso ed estremamente chic, sfuggente e intelligente” (parola di Iggy Pop) della cantautrice newyorkese Eleanor Friedberger, e l’irriverente witchcraft pop della svizzero-guatemalteca Baby Volcano. Da Los Angeles arriveranno i Dummy, con il loro shoegaze. Dall’America anche l’ambient drone di Masma Dream World.

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Tramhaus

In scaletta ci sarà spazio anche per il postpunk degli olandesi Tramhaus, e per l’elettronica latino-america del producer e boliviano Susobrino; il sound unico dei thailandesi Khana Bierbood, e l’elettropop crossover della cantautrice slovacca Erika Rein.  InfineAsia Martina Morabito, in arte Sleap-e, da Bologna, con una proposta indie-rock.

Oltre al fitto calendario di live, anche i dj set di Aquiles Navarro, trombettista canadese di origini panamensi, della producer franco ghanese Pö (Nyege Nyege) e dell’inglese Dj Fitz, protagonista immancabile dei closing set del festival.

Sindacati in presidio davanti alle poste: «In atto una riorganizzazione brutale»

Dall’inizio dell’anno è stato chiuso l’ufficio di via Meucci e ridotta l’apertura degli uffici di Coccolia, Fognano, Granarolo, San Zaccaria e Santerno

Sedecentrale Poste

I rappresentanti sindacali di Cgil, Slc e Spi Cgil scenderanno in piazza Garibaldi giovedì 3 aprile, a partire dalle 11, in un presidio di protesta di fronte all’ufficio postale del centro storico, con l’intendo di informare i cittadini sulla difficile situazione in Poste Italiane e sui referendum dei prossimi 8 e 9 giugno.

«L’iniziativa avviene in un momento e in un luogo significativi – commentano Manuela Trancossi, Maura Masotti e Saverio Monno, segretari generali territoriali di Cgil, Spi e Slc –. Gli uffici postali, come i centri di distribuzione e recapito, sono nel mezzo di una brutale riorganizzazione che sta portando alla chiusura di centinaia di strutture fondamentali sul territorio». Secondo i sindacalisti, i servizi di prossimità diventano ancora più importanti quando si parla di pensionati e utenti fragili. In provincia di Ravenna, tra il 2012 e l’inizio del 2025, il personale si è stato dimezzato e sono aumentati gli straordinari. Con l’ultima riorganizzazione, dall’inizio dell’anno, è stato chiuso l’ufficio postale di via Meucci e ridotti gli orari di apertura degli uffici di Coccolia, Fognano, Granarolo, San Zaccaria e Santerno: «Saremo in piazza per spiegare che la precarietà del lavoro cancella il futuro di tutte e di tutti e impoverisce il Paese, ma anche per proseguire una mobilitazione contro le politiche industriali di Poste Italiane che si dimostra più sensibile alla remunerazione dei suoi azionisti, che al rispetto dei suoi dipendenti e dei suoi utenti. Il voto è davvero la nostra rivolta. Andare a votare, e votare cinque Si, può davvero restituirci un Paese più giusto, dare dignità al lavoro e alle persone» concludono i sindacati.

Poste Italiane ha recentemente ampliato la sua partecipazione in Tim, diventando il principale azionista. Solo poche settimane fa, l’azienda di Tesoro e Cassa Depositi e Prestiti ha dato notizia degli utili da record (ben 2,1 miliardi di euro) conseguiti dall’ente nel corso del 2024. Ancora però non ci sono sviluppi riguardo al piano di ulteriore privatizzazione annunciato dal Governo.

«L’euforia di azionisti e investitori appare del tutto immotivata vista dalla provincia – commentano i sindacati -. Siamo passati da un monopolio pubblico a uno privato. A farne le spese sono stati cittadini, utenti e lavoratori. Il lavoro in Poste è diventato sempre più frenetico, stressante, povero, precario, ricattabile. In dieci anni sono andati persi circa 20mila posti di lavoro, sono proliferati contratti a tempo determinato e part-time involontari. Tutto questo mentre si faceva sensibile, e generalizzato, il peggioramento dei servizi alla cittadinanza».

Minaccia il fratello con un coltello e poi gli ruba 150 euro: arrestato

L’uomo ha anche tentato di aggredire i carabinieri

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Foto di repertorio

Prima ha minacciato il fratello con un coltello da cucina, poi lo ha rapinato portandogli via 150 euro e infine lo ha chiuso a chiave in una stanza dell’abitazione in cui entrambi risiedono con la madre, nel Faentino. È stata proprio la donna a chiamare i carabinieri, che sono riusciti a rintracciare e bloccare l’aggressore, trovandolo peraltro in possesso di alcuni grammi di hashish.

Si tratta di un uomo di origini marocchine, con precedenti, tossicodipendente affetto da problemi psichici. Al momento dell’arresto ha anche tentato di aggredire fisicamente i carabinieri.

La madre ha raccontato ai militari come il figlio fosse da tempo violento nei confronti di tutti i componenti della famiglia. L’uomo è stato arrestato e portato in carcere a Ravenna. Dovrà rispondere dei gravi reati di rapina aggravata, sequestro di persona e violenza a pubblico ufficiale, oltre ad essere segnalato alla prefettura di Ravenna come assuntore di sostanze stupefacenti.

Quelli che lavorano in mare a 100 metri di profondità: «Pronti per ogni rischio»

Si vive per 28 giorni consecutivi chiusi in camera iperbarica. La testimonianza di un lavoratore subacqueo con trent’anni di esperienza in tutto il mondo: «Per alcune cose sei più libero laggiù che a terra»

WhatsApp Image 2025 03 26 At 09.26.24Per 28 giorni di fila si vive in sei adulti chiusi in un cilindro di dodici metri di lunghezza e due di diametro, quando si parla la voce esce come quella di Paperino, e ogni giorno si lavora 8 ore immersi in acqua anche a 4-5 gradi di temperatura a 80-100 metri di profondità. È la vita di quelli che in gergo vengono chiamati Ots, operatore tecnico subacqueo: il lavoratore che svolge le attività della subacquea industriale nell’ambito portuale e nelle relative adiacenze.

Marcello Casadei vive a Cervia, ha 47 anni e fa questo lavoro da quasi trent’anni: «Ho lavorato nelle acque di tutto il mondo. Per esempio Indonesia, Spagna, Libia, Egitto, Azerbaigian, Brasile. Non so ancora dove sarà il prossimo cantiere, potrebbe essere Dubai o Trinidad». Un tempo tra le attività svolte c’erano soprattutto le saldature. Oggi il lavoro è cambiato: «Principalmente facciamo manutenzione e controlli sullo stato di usura di infrastrutture marine sui fondali, qualche volta recupero di materiali».

WhatsApp Image 2025 03 26 At 09.26.46Alla base del lavoro c’è la “tecnica di saturazione”, applicata quando si opera oltre i 50 metri di profondità. Nella camera iperbarica dei sommozzatori – installata all’asciutto a bordo di una nave che mantiene la posizione sul punto del cantiere – si crea la pressione simile alla profondità operativa. Dopo essere stati esposti per diverse ore a questa pressione, tutto il gas nel corpo risulta alla stessa pressione a cui sarà sottoposto raggiunta la quota di lavoro e quindi i sommozzatori potranno operare senza la decompressione.

Il vero turno di lavoro in acqua comincia con l’ingresso nella cosiddetta campana che ha la stessa pressione: «Per rendere l’idea si può dire che in tre ci infiliamo in uno spazio che ha la misura di un bagno chimico. Diciamo che ci respiriamo in faccia, non è un lavoro per chi è schizzinoso». La campana si sgancia dalla nave e scende negli abissi, senza mai adagiarsi sul fondo:

«Per ragioni di sicurezza deve restare in galleggiamento. Si apre il portello, due sommozzatori vanno sul fondale e uno resta nella campana per il coordinamento». I sub indossano il casco e la muta, in alcuni casi riscaldata, e lavorano tirandosi dietro l’ombelicale, un robusto insieme di manichette e cavi che lo collega alla campana e dal quale ricevono tutte le utenze per la sopravvivenza. «Ogni tre ore torniamo nella campana per idratarci perché si perdono tantissimi liquidi. Nel casco il viso è asciutto e possiamo parlare via radio con i colleghi. La voce è come quella di Paperino per effetto della miscela di gas, tra cui l’elio, che respiriamo nell’ambiente. Quando usciamo a terra torna subito normale».

Casadei1La velocità di pensiero è fondamentale: «Ogni procedura che mettiamo in atto è pensata per fronteggiare il peggior scenario possibile. Ci auguriamo non succeda mai, ma il rischio c’è e in quei momenti il tempismo è vitale. Il mio consiglio è di guardare il film e documentario “Last Breath”». Oltre alle ore in acqua, ci sono circa 18 ore al giorno da trascorrere in quel cilindro di 12 per 2: «Ti fai una doccia e mangi e poi cerchi di far passare il tempo. Una partita a carte o un libro, ma ora che abbiamo il wifi è tutta un’altra cosa: finiamo tutti con la faccia sul telefonino a guardare una serie tv o chattare con la famiglia. Sono lontani i tempi in cui scrivevamo lettere a mano che passavamo alla sala operativa per farle inviare via email».

E poi si ammazza il tempo chiacchierando: «La cosa incredibile è che sei chiuso in uno spazio piccolo, non puoi uscire, eppure per certe cose là sotto ti senti più libero di quando sei in superficie. Ti senti libero di raccontare cose personali a persone che magari non rivedrai più alla fine di quel contratto e intanto fatichi a mantenere le relazioni e le amicizie che hai in superficie. Una buona parte di chi fa questo lavoro è separato dalla moglie». Alla luce di tutto ciò, diventa comprensibile il rammarico di Casadei per l’inquadramento lavorativo: «Siamo un po’ sconosciuti. Per la legge italiana siamo dei semplici metalmeccanici, senza distinzioni rispetto a chi lavora in fabbrica e senza riconoscimento del lavoro usurante. Non c’è una categoria specifica. Quindi dovremmo andare in pensione a 67 anni, ma oltre i 50 diventa pesante fare questo lavoro, qualcuno arriva a 53-54 ma sono pochi. Poi tocca inventarsi altro».

WhatsApp Image 2025 03 25 At 23.34.06Casadei lavora come freelance: «Ho iniziato con la Rana Diving di Ravenna. Mi contattarono quando andavo a raccogliere cozze a Comacchio. Andai a provare per curiosità e mi innamorai di questo mondo. A vent’anni poi alla fine di ogni missione mi ritrovavo con una paga di 5 milioni di lire e mi sentivo un vip». Oggi i guadagni sono diversi: «Non è pagato male, ma non si pensi che siamo milionari perché ci sono limiti di impiego. Da giovani c’è chi fa anche 6-7 mesi all’anno di attività, poi cresci e arriva la famiglia e hai altre priorità». La durata delle missioni è di 4-6 settimane. «Poi deve seguire un periodo di riposo pari ai giorni trascorsi in saturazione. Abbiamo bisogno di camminare, ma senza fare sforzi. Le analisi dicono che a fine missione si riscontra un principio di osteoporosi che si recupera subito respirando aria normale». Però la prima necessità, una volta emersi dagli abissi, è guardare lontano: «Là sotto hai il campo visivo sempre corto e l’occhio si stanca. Quando usciamo di solito ci mettiamo a prua della nave in silenzio a guardare verso l’orizzonte, a fissare il nulla, cercando anche il nulla nella testa. Perché è un lavoro che puoi fare se hai un po’ di follia, ma devi anche restare lucido se vuoi continuare a farlo».

 

Il cortometraggio di Yuri Ancarani presto online su Mubi

Il subacqueo Marcello Casadei è uno dei protagonisti di “Piattaforma Luna”, il cortometraggio del regista ravennate Yuri Ancarani proiettato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2011 e prossimamente visibile sulla piattaforma streaming Mubi. Il regista ha messo davanti alla macchina da presa dei veri lavoratori per le loro storie e l’ha definito il luogo più estremo dove ha girato: «Volevo seguire da vicino questo lavoro così estremo, per tre giorni abbiamo vissuto nella camera iperbarica sotto pressione, un’esperienza davvero forte».

Cagnolina muore dopo l’aggressione di un altro cane, lasciato senza guinzaglio

I proprietari hanno scelto di sporgere denuncia per omessa custodia. Il parere dell’istruttore cinofilo: «Troppa superficialità nella gestione degli animali»

Lido Adriano Ciclopedonale Viale Botticelli

L’aggressione è avvenuta nella mattina di domenica 30 marzo, a Lido Adriano, quando S. e sua moglie stavano portando a spasso i loro due cani (Lara, un incrocio Yorkshire, e Manolo, incrocio Maltese) su viale Botticelli, all’altezza del Bagno Alessandra. Durante la passeggiata un grosso cane senza guinzaglio né collare si sarebbe precipitato sugli altri due, regolarmente tenuti al guinzaglio, prendendo a morsi la piccola Lara. Il proprietario è intervenuto tempestivamente cercando di sollevarla da terra (riportando anche qualche leggera ferita), ma non è stato possibile liberare la cagnolina dalle fauci del grosso cane. Nel frattempo, è accorso anche il secondo proprietario, cercando di fermare il proprio animale e offrendosi di trasportare Lara e i padroni al pronto soccorso veterinario più vicino. Durante il tragitto però la cagnolina non ce l’ha fatta.
A quel punto, il proprietario del cane aggressore si sarebbe offerto di ripagare spese mediche e di cremazione per Lara, ma la coppia ha rifiutato scegliendo di sporgere denuncia ai Carabinieri di Ravenna per Omessa custodia e malgoverno di animali.

«Non vogliamo ricevere nulla da questa tragedia, e qualsiasi eventuale risarcimento sarà interamente devoluto ad associazioni che si occupano di cani randagi – raccontano i proprietari – abbiamo scelto di denunciare solo affinché i proprietari di tutti i cani siano sempre più consapevoli del comportamento che è opportuno tenere in luoghi pubblici».

Sulla vicenda interviene anche Davide Aiello, istruttore cinofilo e consulente comportamentale professionista: «Gli incidenti legati alla cattiva gestione dei cani da parte dei loro proprietari sono sempre più frequenti, spesso frutto di troppa superficialità e poca consapevolezza. È necessario imparare a gestire il cane e rispettare la legge, conducendo l’animale con strumenti sicuri e adeguati, museruola compresa, liberandolo solo nelle aree in cui è consentito. Una delle frasi che un proprietario pronuncia più spesso è: “ma il mio è buono!” o “non l’aveva mai fatto prima!”, ma di solito è troppo tardi e la colpa non è mai del cane».

Installata una nuova antenna telefonica di trenta metri nei pressi dell’ospedale

L’impianto è stato richiesto da Iliad e ospiterà sei antenne e tre parabole, generando malcontento tra i residenti della zona

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È stata installata nell’area verde al centro di viale Randi una nuova torre di telefonia mobile a favore di Iliad. La torre, alta trenta metri, si colloca nell’isola di proprietà comunale a fronte dell’ospedale cittadino.

La stazione radio è costituita da un traliccio poligonale che ospita sei antenne e tre parabole: i cantieri per la realizzazione dell’infrastruttura erano partiti nello scorso febbraio, causando i primi scontenti tra i residenti della zona, soprattutto per l’immediata vicinanza col polo sanitario.

Sul tema è intervenuto anche Gianfranco Spadoni, di Lista per Ravenna e consigliere comunale: «L’impianto non è soggetto di valutazione autorizzativa del Comune in quanto è considerata opera di privato ma di pubblica utilità. Tuttavia l’amministrazione comunale  potrebbe avanzare suggerimenti e indicazioni al richiedente circa l’ubicazione del traliccio al fine di poter individuare aree meno impattanti rispetto a quelle in prossimità di scuole o ospedali».

A preoccupare è anche la vicinanza con una seconda antenna (di proprietà di Telecom) e con la base dell’elisoccorso dell’Usl.

Nella stanza del B&B aveva tre etti di cocaina e 1.150 euro in contanti: arrestato

La finanza ha sorpreso un “turista” straniero mentre vendeva droga a un cliente

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Era arrivato in Italia in dicembre, per motivi di turismo. Ma è stato arrestato a Lugo, nella stanza che aveva preso in affitto in un Bed&Breakfast.

Il cittadino straniero è finito in manette in seguito a un’indagine della guardia di finanza di Ravenna: l’uomo è stato sorpreso mentre stava vendendo della droga a un cliente.

La perquisizione della stanza della struttura ricettiva ha dunque permesso di ritrovare, nascosti sotto il mobile della cucina, alcuni sacchetti di plastica contenenti oltre 300 grammi di cocaina, nonché 1.150 euro in contanti.

La droga e il denaro, ritenuto provento della precedente attività di spaccio, sono stati sequestrati dalla finanza. Il gip, convalidando l’attività di polizia svolta, ha disposto per l’uomo la custodia cautelare in carcere.

Autostrada A14 Dir: uscita di Lugo chiusa fino a giugno per chi proviene da Ravenna

Lo svincolo è chiuso da novembre per realizzare la nuova segnaletica verticale e avrebbe dovuto riaprire a gennaio. Ora la proroga. Chi viaggia può usare le uscite di Bagnacavallo o Cotignola

Screenshot 2025 04 01 Alle 09.53.53L’uscita di Lugo dell’autostrada A14 Dir per chi proviene da Ravenna è chiusa da novembre per lavori e resterà chiusa fino alla fine di giugno. La società Autostrade per l’Italia ha prorogato a otto mesi la chiusura che inizialmente era prevista di due mesi.

«Il cantiere – afferma Autostrade – è finalizzato alla realizzazione della nuova segnaletica verticale lungo l’autostrada. Rispetto all’iniziale pianificazione dei lavori, è emersa in fase esecutiva la necessità di apportare varianti progettuali e di esecuzione ai lavori, che proseguiranno fino a fine giugno. La chiusura temporanea del casello di Lugo è la sola ripercussione del cantiere. Agli automobilisti, in alternativa, si consiglia di utilizzare lo svincolo di Bagnacavallo, oppure quello di Cotignola».

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