venerdì
17 Aprile 2026

Al Festival delle Culture due eventi internazionali dedicati a Iran e Palestina

Ravenna ospiterà un dialogo il 28 marzo e una mostra diffusa da aprile a giugno

I Grant You Refuge Jehad Al Sharafi

Il Festival delle Culture entra nel vivo proponendo alla cittadinanza due eventi internazionali che testimoniano il coraggio e la resilienza di due popolazioni, quella iraniana e quella palestinese.

Il primo evento si terrà il 28 marzo, dalle 10 alle 13, alla sala Muratori della Biblioteca Classense. Si intitola La forza del coraggio: diritti umani in Iran ed è un dialogo tra il giornalista e scrittore iraniano Taghi Rahmani, definito da Reporter senza frontiere “il giornalista più spesso incarcerato”, dal 2012 in esilio in Francia insieme ai figli, e il portavoce nazionale di Amnesty International Italia Riccardo Noury.

In Iran, attivisti, giornalisti e cittadini comuni rischiano la vita per aver espresso un’opinione o per aver difeso i diritti delle donne e delle minoranze. Taghi Rahmani è testimone di questa realtà: ha pagato con oltre 14 anni di prigionia e torture il proprio impegno per la libertà di espressione ed è attualmente impegnato in una campagna per la scarcerazione della moglie, Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, agli arresti domiciliari in Iran per il proprio attivismo.

Il secondo importante evento internazionale del Festival delle Culture vedrà Ravenna accogliere, da aprile a giugno, I Grant You Refuge. Si tratta di una mostra diffusa, che trasforma lo spazio pubblico in un luogo di riflessione collettiva sui diritti umani, sul dramma del conflitto e sulla necessità di proteggere la dignità di ogni individuo. L’iniziativa porta sotto gli occhi di tutti immagini che raccontano storie di resistenza, speranza e umanità a Gaza attraverso una serie di manifesti lungo le principali strade della città, grazie alle foto scattate da sei fotoreporter.

A Ravenna, I Grant You Refuge assume la forma di una mostra a cielo aperto, un’opera collettiva che invita a fermarsi e a interrogarsi su quanto può fare ognuno e la comunità internazionale nel riconoscere e difendere i diritti fondamentali. Il progetto documenta sofferenze e morte della popolazione civile che i media non sempre riescono a raccontare.

Due giorni di incontri e iniziative per una «Lugo a rifiuti zero»

Il comune lancia una rassegna di eventi dedicati alla sensibilizzazione sul corretto smaltimento dei rifiuti, dalla mostra sul riciclo creativo alle passeggiate ecologiche per il centro

Conferenza Scart, Lugo, 18 Marzo 2025
Lugo mette in campo una due giorni di iniziative per promuovere una città a «rifiuti zero», con momenti di approfondimento sulla corretta differenziazione dei rifiuti, riuso creativo dei materiali, iniziative per il decoro urbano, campagne di sensibilizzazione e laboratori creativi sulla sostenibilità.
Gli eventi di “Lugo rifiuti zero”, promossi dal Comune e dall’assessorato ai servizi ambientali,  si concentreranno nel weekend del 29 e 30 marzo, a partire dall‘inaugurazione della mostra Scart alle 17 di sabato 29, l’esposizione dedicata al riciclo artistico che spazia tra design, costumi di scena, e ritratto. La giornata di domenica partirà invece con la passeggiata ecologica dell’associazione Plasticfree, in partenza alle 10 da piazza Baracca. Durante la camminata, i partecipanti ripuliranno il centro da mozziconi di sigarette e altri rifiuti per poi arrivare al Palazzo della Fondazione a mezzogiorno e godere di un aperitivo offerto dalla Pro Loco tra le opere di Scart. Nel pomeriggio, dalle 15.30 alle 17, nel primo piano del Palazzo si terrà il laboratorio curato dal Ceas Bassa Romagna “Anche la spazzatura può aiutare la Natura! Un hotel per gli insetti”, durante il quale verrà insegnato ai ragazzi a realizzare casette per gli uccelli utilizzando bottiglie di plastica o altri materiali da scarto. Il laboratorio è aperto a tutti con prenotazione obbligatoria al 351 5848402.
Altre iniziative prenderanno invece vita nelle frazioni del comune, grazie al coinvolgimento delle associazioni locali: sabato 29, alle 14.30 partirà la passeggiata ecologica nel quartiere di Lugo sud, con ritrovo al centro civico. Domenica 30 marzo è in programma invece «Puliamo San Bernardino»: il pomeriggio sarà dedicato alla pulizia delle aree pubbliche (in particolare quelle frequentate da ragazzi) con ritrovo alle 15 nel piazzale antistante il circolo Anspi via Stradone 4. Infine, nella mattinata di martedì 1 aprile Giorgio Della Valle di Legambiente Faenza incontrerà cinque classi delle scuole di Voltana (la 4 e la 5 della primaria e tutte le classi della scuola media) per illustrare ai ragazzi il tema «Riciclare i rifiuti: alcuni dati e qualche storia per capirci un po’ di più». Le scuole saranno coinvolte anche a Lugo nelle giornate di giovedì 27 e venerdì 28, con un’uscita per la raccolta rifiuti nei parchi del Tondo e delle Lavandaie. A metà mattina i ragazzi torneranno a scuola per imparare a differenziare i rifiuti.
A partire dalla giornata di sabato 29 marzo e fino al 21 aprile saranno inoltre allestiti da Herambiente due postazioni «Crash window», sotto i portici di piazza Baracca e al Pavaglione. Si tratta di parallelepipedi di plexiglass per raccogliere i rifiuti, ma il fatto che in questo caso tutto lo scarto sia visibile stimola un impatto emotivo più forte e una riflessione sulla corretta differenziazione dei rifiuti. Un punto informativo gestito dalla cooperativa Atlantide sarà attivo nei pressi dei box per sensibilizzare sul tema.

Alle iniziative legate alla sostenibilità e allo smaltimento dei rifiuti, si unisce nello stesso fine settimana l’iniziativa green “Giardini e terrazzi”, la grande manifestazione espositiva che riempirà il Pavaglione con gli stand di aziende florovivaistiche, incontri e momenti divulgativi sul tema.
«Lugo rifiuti zero nasce per promuovere il tema della corretta differenziazione dei rifiuti e del loro possibile riciclo – spiega l’assessore ai Servizi ambientali Mauro Marchiani -. Grazie alla possibilità di ospitare la mostra Scart, abbiamo costruito un cartellone di iniziative in città, coinvolgendo le frazioni e le scuole, che si sono dimostrate reattive e sensibili nei confronti delle tematiche ambientali».

Confermato il senso unico sul lungomare in estate, telecamere per le multe

Anche nel 2025 tornerà la modifica temporanea della viabilità: dal 15 giugno nei giorni festivi e prefestivi una corsia di viale delle Nazioni riservata al navetto e al trasporto pubblico, l’altra ai veicoli privati con senso di marcia verso Punta Marina. Attivo da quest’anno anche un sistema di telecontrollo alla rotonda della Colonia

Senso Unico Viale NazioniA Marina di Ravenna viale delle Nazioni tornerà a senso unico anche l’estate 2025: nei giorni festivi e prefestivi la corsia verso il centro abitato del tratto stradale tra la rotonda della Colonia a via Ciro Menotti sarà adibito a corsia riservata per il transito del navetto, degli autobus, dei taxi e ncc (noleggio auto con conducente), mezzi di soccorso, ciclomotori e motocicli. Le auto private potranno viaggiare solo in senso opposto, da Marina verso Punta. La modifica alla viabilità, introdotta già dall’estate scorsa con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e i tempi di percorrenza, sarà attiva dal 15 giugno all’1 settembre.

La novità di quest’anno prevede l’installazione di un sistema di telecontrollo degli accessi in corrispondenza della rotonda della Colonia, al fine di regolamentare la corretta circolazione dei mezzi autorizzati e di multare eventuali infrazioni. I veicoli che non possono transitare su viale delle Nazioni nei giorni di chiusura potranno raggiungere il lungomare di Marina da via Trieste (dalla rotonda dei Pinaroli alla rotonda dei Lagunari) e da via Ciro Menotti (dalla rotonda dei Lagunari a viale delle Nazioni). Nei giorni in cui sarà attiva la corsia riservata, in corrispondenza degli incroci tra gli stradelli degli stabilimenti balneari e viale delle Nazioni verrà istituita la direzione obbligatoria a sinistra (eccetto autorizzati) e in corrispondenza di quelli tra le strade a fondo chiuso sul lato opposto verrà istituita la direzione obbligatoria a destra.

Le corse del navetto partiranno da Pasqua, mentre a giugno sarà attivo anche il servizio bus che collegherà la stazione ferroviaria di Ravenna al lungomare e viceversa, con fermate in tutti i bagni fino a tarda sera e al parcheggio scambiatore di via Trieste, facilitando il raggiungimento della spiaggia durante la settimana. Infine, non cambieranno, rispetto all’anno scorso, le tariffe della sosta sulle righe blu attive venerdì, sabato e domenica.

“La cena delle 100 idee” per discutere del futuro di Ravenna con il candidato Grandi

Durante la serata sarà possibile affiggere le proprie proposte su una parete dedicata

Nicola Grandi Eleonora Zanolli
Nicola Grandi e Eleonora Zanolli

La campagna elettorale della coalizione di centro-destra formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viva Ravenna prenderà ufficialmente il via mercoledì 26 marzo dal Grand Hotel Mattei di Ravenna, con “La cena delle 100 idee”, il primo evento aperto alla cittadinanza nato per discutere insieme al candidato sindaco Nicola Grandi e Eleonora Zanolli (scelta come ipotetica vicesindaca dalla coalizione) del futuro della città.

Durante la serata ogni partecipante potrà condividere la propria proposta, che verrà affissa su una parete dedicata, dando vita al  “muro della partecipazione”. La cena inizierà alle 20 e avrà un costo di 25 euro a persona. Per partecipare è possibile scrivere al numero 392 7078670.

«Una città si costruisce con le idee di chi la vive – affermano Grandi e Zanolli – Per questo abbiamo voluto organizzare un evento in cui i cittadini siamo protagonisti del cambiamento che vogliamo portare a Ravenna. Vogliamo ascoltare, confrontarci e raccogliere spunti concreti per una Ravenna migliore. La nostra città se lo merita».

Il sindaco commenta la visita dei reali: «Un onore accoglierli insieme a Mattarella»

Il re Carlo III e la regina d’Inghilterra faranno visita a Ravenna nella giornata della liberazione, accompagnati dal presidente della Repubblica. Sbaraglia: «Un’occasione per ricordare quei valori di libertà, pace e uguaglianza che sono alla base della nostra democrazia»

«Ci prepariamo ad accogliere nella nostra città Re Carlo III e la Regina in una giornata che segnerà per sempre le cronache e i ricordi dei ravennati e le ravennati – così il sindaco facente funzioni Fabio Sbaraglia commenta la visita dei reali d’Inghilterra a Ravenna in programma per il prossimo 10 aprile, in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione della provincia -. Apprezziamo molto il fatto che il programma della visita del Re e della Regina tocchi e colga tre aspetti identitari del profilo culturale di Ravenna attraverso cui la nostra città parla e si confronta con il mondo: il mosaico, la presenza dantesca e il segno di Lord Byron. Ci riempie di gioia e orgoglio sapere che saranno accompagnati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ci onorerà nuovamente della sua presenza a Ravenna. Sarà per tutta la città un grandissimo onore celebrare la liberazione insieme ai Reali e al Presidente, ricordando quei valori di libertà, pace e uguaglianza che sono alla base della nostra democrazia».
Oltre alla visita alla tomba di Dante, al Museo Byron, alla Basilica di San Vitale e al Mausoleo di Galla Placidia, il programma della giornata prevede un evento celebrativo in municipio in cui saranno coinvolti anche la giunta e il consiglio comunale.
«Questa giornata rappresenta un’occasione importante non solo per rilanciare il legame tra la nostra terra e il Regno Unito – conclude Sbaraglia -. ma anche un momento di celebrazione di una gloriosa pagina di storia che ha visto Ravenna insignita della Medaglia d’oro al valor militare in considerazione del fondamentale contributo apportato dalla nostra popolazione, insieme alle forze partigiane e alle truppe alleate, alla liberazione della città».

Mirabilandia si prepara alla riapertura con l’inaugurazione della nuova area bambini

“Bimbopoli” cambia volto e si trasforma in “Nickelodeon Land” con dieci nuove attrazioni ispirate ai personaggi simbolo della rete televisiva. Novità anche nel palinsesto degli spettacoli

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Un render di Nickelodeon Land

Mirabilandia si prepara alla riapertura stagionale di giovedì 17 aprile, con l’inaugurazione di una nuova area dedicata all’universo Nickelodeon: si tratta di 25 mila metri quadrati dedicati alle famiglie e ai ragazzi, con dieci nuove attrazioni che vedranno come protagonisti i personaggi di Spongebob, le Tartarughe Ninja, Dora l’esploratrice e la squadra Paw Patrol. Non mancheranno tre punti ristoro a tema, due aree per il meet and greet con le mascotte e uno negozio di gadget. “Nickelodeon Land” prenderà il posto della storica Bimbopoli, creata nel 1992 e da allora mai rivisitata, e la realizzazione ha richiesto un investimento di circa 20 milioni di euro, come dichiarato dalla direttrice Sabrina Mangia in una nostra intervista dello scorso ottobre.

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Un render di Nickelodeon Land

Le nuove attrazioni spaziano tra montagne russe per famiglie (come il Cowabunga Carts dedicato alle tartarughe ninja), mongolfiere, e giochi acquatici dedicati agli abitanti di “Bikini Bottom”, con la possibilità di fare visita alla casa di Spongebob e coaster acquatici, come quello dedicato ai cuccioli della Paw Patrol. I personaggi della rete televisiva per ragazzi sfileranno quotidianamente per le vie del parco e saranno organizzate feste e balli nel Teatro Nickelodeon.

Le novità del parco comprendono anche un rinnovo del palinsesto degli spettacoli, con l’inserimento di un Pinocchio contemporaneo che vede il burattino trasformarsi in un robot per mano di alcuni scienziati, i racconti onirici di New York Dreams e le favole classiche di C’era una volta. Alcuni sh0w saranno invece ispirate alle aree tematiche del parco come Dino Dj, a Dinoland, Wild West Cowboy nella Far West Valley e Action! nella Baia dei Pirati.

«Ormai ci siamo, la stagione 2025 sta per partire e noi siamo particolarmente entusiasti di presentare Nickelodeon Land, una novità assoluta per l’Italia, commenta Mangia. L’accordo con Paramount non è solo un nuovo fiore all’occhiello per il nostro Parco, ma anche un grande valore aggiunto per il territorio e per l’industria del turismo italiana».

Lavori al cavalcavia di via Stradone: chiude al traffico la Classicana

Il tratto tra Classe e Porto sarà interdetto a auto e mezzi pesanti dalle 17 di mercoledì 19 alle 7 di mattina di giovedì 20 marzo. Modifiche anche alle corse dei bus

Ponte Via Stradone Porto Fuori Cavalcavia

I  lavori per l’ammodernamento della strada statale SS67 Tosco Romagnola (Classicana) proseguono con una nuova fase nel tratto da Classe al Porto di Ravenna, dove è prevista la ricostruzione del cavalcavia di Via Stradone, che collega Ravenna e la località Porto Fuori.

A causa dell’avvio dei cantieri, dalle 17 di domani (mercoledì 19 marzo) e fino alle 7 del mattino di giovedì 20, la strada sarà chiusa al traffico dal km 220,550 al km 223,550. Le automobili e mezzi leggeri che  viaggiano in direzione porto saranno deviati con uscita allo svincolo di Montebello, mentre quelli che transitano in direzione Classe verranno deviati con uscita allo svincolo di via Staggi/Canale Molinetto.

I mezzi pesanti che percorrono la statale SS67 da e per il porto di Ravenna invece, proseguiranno lungo la SS16 in direzione Ferrara fino allo svincolo con la SS 309dir che percorreranno in direzione Venezia fino l’uscita “Porto” per procedere su via Romea Nord e successivamente fino alla rotonda Montecarlo per imboccare via della Chimica, proseguendo poi su via Attilio Monti fino alla rotonda Finlandia; da qui proseguiranno per via Trieste fino ad imboccare di nuovo la SS67. I lavori sulla Classicana comporteranno anche la deviazione delle corse “linea 1” di Start Romagna, con l’ultima corsa per Porto Fuori di mercoledì 19 in partenza alle 16.20 dal Cinema City e corse successive limitate a alla fermata Foglia-Sala. Nella giornata di giovedì 20, gli autobus normalmente in partenza da Porto Fuori dalle 5 alle 7 passeranno invece dalla fermata Foglia-Sala (ore 5:47 – 6:12 – 6:47), Milizia fronte chiesa (ore 7.03) e Pazzaglia (ore 7), per poi effettuare percorso regolare.

L’intervento complessiv0 richiede un investimento di 43 milioni di euro e prevede l’ampliamento di un primo tratto della sezione stradale della SS 67 “Tosco-Romagnola” per conformarla alla tipologia “B – Extraurbana Principale”, oltre che l’adeguamento degli svincoli esistenti e la razionalizzazione degli accessi, che verranno opportunamente convogliati in apposite controstrade. A seguito del varo e delle ulteriori opere di completamento (realizzazione della sovrastruttura stradale, delle barriere, degli impianti, della segnaletica e delle finiture) sarà possibile procedere alla piena riapertura al traffico della statale alla fine del mese di aprile.

Quattro repliche all’Alighieri per “Moby Dick alla prova”

L’opera di Welles arriva a Ravenna in una versione rivista dalla compagnia del Teatro dell’Elfo e del Teatro Stabile di Torino. In programma anche un incontro con gli attori

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Dal 20 al 23 marzo al Teatro Alighieri andrà in scena “Moby Dick alla prova

La compagnia incontra il pubblico de La Stagione dei Teatri sabato 22 alla sala Corelli del Teatro Alighieri in dialogo con Claudia Cannella, direttrice di Hystrio

Quattro alzate di sipario all’Alighieri per Moby Dick alla prova, lo spettacolo scritto (oltre che, a suo tempo, diretto e interpretato) da Orson Welles, e riportato in scena da Elio De Capitani, tra i fondatori del Teatro dell’Elfo. Lo spettacolo andrà in scena dal 20 al 22 marzo (alle 21) e il 23 alle 15:30, con una replica audiodescritta per non vedenti.

«Il testo di Welles, inedito in Italia, è un esperimento molteplice – sottolinea il regista -. Blank verse shakespeariano, una sintesi estrema del romanzo, personaggi bellissimi restituiti in modo magistrale e parti cantate. Noi abbiamo realizzato questo spettacolo ‘totale’, con in più la gioia di una sfida finale impossibile: l’apparizione del capodoglio. E con un semplice trucco teatrale siamo riusciti a crearla in scena». Il testo di Welles infatti debuttò il 16 giugno del 1955 a Londra, su un palco praticamente vuoto, senza mare, balene o navi. Davanti al pubblico solo una compagnia di attori e se stesso in quattro ruoli, Achab compreso. Nonostante ciò vinse la sfida di portare in teatro l’oceanico romanzo di Melville, gettando un ponte tra la tragedia di Re Lear e MobyDick: come se l’ostinazione del re si rispecchiasse in quella incessabile del tormentato capitano del Pequod.

La produzione è affidata al Teatro dell’Elfo in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. In scena, accanto a De Capitani (che interpreta Achab, padre Mapple, Lear e l’impresario teatrale) troviamo Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Massimo Somaglino, Michele Costabile, Giulia Viana (che si alterna con Giulia Di Sacco) e Vincenzo Zampa. Il cast salda le eccellenze artistiche di tre generazioni di interpreti. La musica dal vivo invece è di Mario Arcari e i canti sono diretti da Francesca Breschi. Oltre alle repliche dello spettacolo, sabato 22, in programma anche un incontro con la compagnia nella sala Corelli del teatro, che vedrà gli attori in dialogo con Claudia Cannella, direttrice della rivista Hystrio (ore 18).

In occasione dello spettacolo sarà attivo il servizio di trasporto gratuito In viaggio verso il teatro, che copre i comuni di Alfonsine e di Voltana, oltre alle circoscrizioni Nord, Sud e i lidi del comune di Ravenna. I biglietti sono in vendita alla biglietteria dell’Alighieri o sul sito di RavennaTeatro e vanno da un minimo di 9 euro (intero, loggione) a un massimo di 26 (Intero, galleria e palchi fino al III ordine).

Ravenna si prepara a festeggiare il Dantedì: visite guidate e incontri con esperti

Nella giornata del 25 marzo l’ingresso al Museo e Casa Dante sarà gratuito per tutti. In programma letture, performance e camminate alla scoperta dei luoghi del poeta

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Come ormai da tradizione, il 25 marzo a Ravenna è “Dantedì”, una giornata di celebrazioni per ricordare il sommo poeta. La data è stata scelta nel 2020 come simbolo dell’inizio del “viaggio” della Divina Commedia, ed è riconosciuta come giornata nazionale in memoria di Dante Alighieri.

In città l’offerta culturale spazia dalle letture dantesche ai percorsi guidati nei luoghi simbolo dell’immaginario dantesco, fino alle conferenze con gli esperti e alle iniziative per le scuole, come l’ingresso gratuito al Museo e Casa Dante da martedì 25 a domenica 30 marzo per gli studenti di ogni ordine e grado, le viste guidate tra Tomba di Dante, i Chiostri Francescani, il Quadrarco di Braccioforte e Museo.

Le celebrazioni saranno anticipate dall’incontro di lunedì 24 marzo (ore 17), nella sala Dantesca della Biblioteca Classense, con la presentazione del volume Modernità di Dante (Bollati Boringhieri, 2024) del professore dell’Università Roma Tre Giacomo Marramao, in dialogo con Alfonso Maurizio Iacono, dell’Università di Pisa.

L’apertura ufficiale del Dantedì è prevista alla Tomba di Dante alle 9 di martedì 25 marzo con l’introduzione musicale di Haolong Chen, del liceo Artistico Musicale Nervi – Severini e la lettura del canto VI del Paradiso davanti al monumento. Dietro al leggio il sindaco e assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia, Matteo Crocchianti (funzionario dell’Ufficio scolastico territoriale di Ravenna) e Pierangela Izzi, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di San Pietro in Vincoli. Concluderà il prefetto Raffaele Ricciardi.

Alle 10 si prosegue nella sala Dantesca della Classense con un incontro dedicato alle scuole che vedrà protagonista la docente di storia e filosofia Maria Paola Patuelli impegnata in una riflessione dal titolo Libertà. Un dialogo tra Dante e Hannah Arendt. I cittadini sono comunque invitati a seguire l’intervento in streaming. Grazie alla collaborazione con la Fondazione RavennAntica sono in programma anche due visite guidate: la prima, poterà i partecipanti a spasso tra  “Il culto e i luoghi di Dante” (ore 11) mentre la seconda sarà tenuta da da Francesca Masi, direttrice della Fondazione, sul tema “E in terra lasciai mia memoria. Dante e Ravenna” (ore 16). Le visite avranno la durata di un’ora e saranno accessibili su prenotazione (al numero 0544 215676.), con un costo di 5 euro a persona.

Alle 17 si torna davanti alla Tomba di Dante con la Lettura perpetua della Commedia, che sarà dedicata al canto XV del Purgatorio con l’ingresso di Dante e Virgilio nel terzo girone degli iracondi. Alle 17.30, alla sala Multimediale dei Chiostri Francescani, si terrà la conferenza dal titolo “Donne di pietra, donne di parole”, a cura di Francesca Masi e Nicola Montalbini, artista ravennate.

Infine alle 18.30 si svolgeranno due passeggiate guidate da 1 ora e 30 e una performance finale alla Basilica di San Francesco con letture, danza e musica dal vivo. Entrambe sono curate da Il Cammino di Dante, in collaborazione con il Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali e con il patrocinio del Comune. (anche in questo caso la prenotazione è obbligatoria, basterà inviare una mail a guideilcamminodidante@gmail.com). Durante tutta la giornata del 25 marzo inoltre, l’ingresso al Museo Casa Dante sarà gratuito per tutti. Le porte del museo apriranno per i più piccoli anche nella giornata di sabato 29 marzo, con il laboratorio grafico di “RavennAntica for kids”, ispirato alla Commedia (ore 15.30, prenotazione obbligatoria).

«Anche quest’anno il Dantedì offre un’importante occasione di confronto, che celebra il Poeta e conferma la città come luogo di memoria e ispirazione, dove il legame con Dante non è solo storico, ma vivo e attuale, capace di parlare al presente e al futuro – commenta Sbaraglia –. Per questa edizione il tema delle iniziative rivolte alle scuole è ‘Libertà e giustizia’, due valori cardine del pensiero dantesco, che offriranno spunti di riflessione profondi per le nuove generazioni».

Ravenna è la 21esima provincia in Italia per reddito medio familiare

L’analisi del centro studi Tagliacarne mette la città al primo posto per crescita in Romagna con un +11,69 percento nel triennio 2021-2023

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Ravenna è la ventunesima provincia in Italia per reddito familiare, con una media di 24.555,03 euro procapite (aggiornata al 2023). Questi i dati di un recente studio dell’istituto di ricerca e analisi di Unioncamere – centro studi Tagliacarne, che nel triennio 2021-2023 ha registrato un aumento medio degli stipendi in tutte le province del Paese, anche se in proporzione differente, soprattutto tra nord e sud.

In questo caso Ravenna si posiziona più in basso, con un 47esimo posto e un aumento medio dell’11,69 percento. Resta comunque il dato più alto in Romagna (segue Rimini con un +10,92 percento e Forlì-Cesena con un 10,78 percento), mentre in regione le crescite più notevoli si sono registrate a Piacenza (13,24 percento) e Ferrara (12,73 percento). In generale, i migliori risultati sono stati ottenuti dalle province di Sondrio (+16,98 percento) Belluno (15,43 percento) e Imperia (15,1 percento).

Per quanto riguarda invece la media procapite delle famiglie consumatrici, in Emilia-Romagna il miglior risultato è quello di Bologna (28.560,67) che guadagna il quarto posto su scala nazionale dopo le province di Milano (34.885,27), Bolzano (31.159,7) e Monza e Brianza (29.452,14). La prima provincia in Romagna è invece Forlì-Cesena, sedicesima in Italia con una media di 25.037,79, mentre Rimini chiude con un trentesimo posto e una media di 23.607,95.

Le province dal reddito più basso a livello nazionale risultano invece invece quelli di Foggia (14.554,16) Caserta (14.683,11) e Agrigento (14.802,3) mentre quelle che mostrano segni di una crescita più rallentata sono Trieste (+5,9 percento), Pordenone (+7,78) e Livorno (+8.21).

«Il Ravenna Festival tra vent’anni? Una casa per artisti, un luogo di incontro»

Alla scoperta di Anna Leonardi e Michele Marco Rossi, indicati dalla presidente onoraria Cristina Mazzavillani come i direttori artistici del futuro. Nella nuova edizione cureranno una due giorni dedicata al canto, con il maestro Muti

Rafest Leonardi Rossi

Anna Leonardi e Michele Marco Rossi sono i due nomi nuovi che la presidente onoraria del Ravenna Festival, Cristina Mazzavillani Muti, ha lanciato un po’ a sorpresa alla fine della presentazione pubblica della nuova edizione, sabato 8 marzo, dal palco del teatro Alighieri: «Loro dovranno diventare il futuro del Ravenna Festival», ha dichiarato senza mezze misure Mazzavillani, rivolgendosi esplicitamente anche al sindaco Fabio Sbaraglia presente in platea. Di fatto, secondo i piani della fondatrice, dovranno diventare loro i nuovi direttori artistici, prima affiancando e poi prendendo il posto degli storici Franco Masotti e Angelo Nicastro, per un ricambio generazionale divenuto inevitabile, alla vigilia della 36esima edizione.

Il violoncellista Rossi (classe 1989) e l’oboista Leonardi (classe 1990) si erano già affacciati nell’organizzazione del Festival l’anno scorso, nella direzione artistica della “Chiamata alle arti” promossa dalla stessa Mazzavillani Muti, una sorta di happening che ha portato al Museo Classis giovani e giovanissimi artisti (o aspiranti tali) provenienti da tutta Italia.

Quest’anno sono invece alla guida del progetto dedicato al canto, Cantare Amantis Est: domenica 1 e lunedì 2 giugno al Pala De André cori di tutt’Italia prenderanno parte a due giorni di prove e lezioni con la guida di Riccardo Muti. Ne abbiamo approfittato per conoscerli meglio.

Presentatevi in poche righe.

A.L.: «Sono Anna Leonardi e sono sostanzialmente una musicista, che ha avuto la grande fortuna di fare parte dei Cherubini, come corno inglese e oboe. Nel 2017 ho organizzato il mio prima festival musicale, in Umbria, e l’esperienza mi è piaciuta a tal punto da conseguire un master in management musicale. Successivamente ho ottenuto il coordinamento del festival Milano Musica, nato in collaborazione con il Teatro alla Scala. Da lì mi sono occupata principalmente dell’aspetto manageriale di questo mondo: suono ancora, ma purtroppo non quanto prima per mancanza di tempo. Inoltre, da circa un anno e mezzo sono responsabile della casa editrice del gruppo Sugar Music».

M.M.R.: «Sono Michele Marco Rossi, violoncellista, ma ancora oggi ho molti dubbi nel definirmi tale. È come se ogni giorno mi immaginassi in un ruolo diverso, con una vita e un’identità artistica differente. A circa vent’anni ho capito che l’aspetto che amo di più della musica e dell’arte è proprio quello della contemporaneità, forse perché rispecchia questo continuo cambio di identità, quella possibilità di essere tante cose diverse allo stesso tempo, anche contraddittorie tra loro. Da quel giorno mi ci sono dedicato completamente».

Cos’è per voi la musica?

A.L.: «Tutto, non lo dico per retorica, ma perché nella mia vita non ho mai fatto altro. A due anni e mezzo seguivo i miei genitori mentre suonavano il piano, poco dopo ho iniziato a suonarlo io. Poi il periodo nella banda del paese e l’iscrizione in conservatorio a 12 anni, per studiare oboe. È qualcosa di totalizzante, quando mi guardo indietro mi accorgo di non aver mai fatto altro se non con la musica o per la musica».

M.M.R.: «Non è facile rispondere. Mi sembra un qualcosa di perfettamente organico con il mio stare al mondo. Come guardare qualcosa o come pensare. La musica è un modo di vivere se stessi e gli altri, qualcosa di diverso dall’atto di suonare o dalle note scritte su un pentagramma: è un continuo trasformarsi. Quando è sincera poi, è un momento di grande pace».

Cos’è per voi il Ravenna Festival?

A.L.: «In primis una grande e continua scoperta. Lo conoscevo come un festival importantissimo, una meta a cui si arriva difficilmente. Poi ho avuto modo di viverlo, da spettatrice e da musicista con l’Orchestra Cherubini, ed è stata una grande emozione. Lo vedo anche come una grande opportunità, un luogo dove i muri diventano quadri e le armi diventano arti, in un’ottica di apertura, condivisione e cultura nel senso più alto della parola».

M.M.R.: «Un laboratorio incredibile. Un’idea di futuro migliore, una speranza. Una grande casa per gli artisti».

Come immaginate il Festival tra 20 anni?

A.L.: «Come un luogo di incontro e conoscenza, di scambio di idee e costruzione. Uno spazio che possa regalare una possibilità ai giovani, ma anche un momento di crescita musicale e culturale internazionale. Dai racconti di Cristina ho capito che la “possibilità” è un tema centrale del festival, e mi piace pensare che tra vent’anni sarà ancora cosi».

M.M.R.: «Sempre come una casa per artisti, ma ancora più grande. Anche come prova del fatto che l’essere umano può esprimersi in maniere meravigliose, e che non è vero che la guerra è parte della nostra natura, anche se ce ne sono state tante, e ancora continuano…».

Qual è stata la prima cosa che avete pensato quando Cristina Mazzavillani vi ha indicato come il futuro di questo Festival?

A.L.: «“Oddio, e adesso che faccio?”. Ho provato un grande senso di responsabilità e tanta paura, ma quella paura bella, che fa venir voglia di mettere subito a terra mille idee. Il secondo pensiero invece è stato “Quanto dovrò studiare adesso?”, Ci sono più di trent’anni di storia del Festival da studiare per poter fare qualcosa di nuovo domani. È un grande onore, anche se confesso che a volte ho ancora paura di non meritarmelo».

M.M.R.: «Ho confidato a Cristina che a volte mi chiedo se lei esista veramente. È troppo presto per me per riuscire a comunicare il mare di emozioni che ho dentro. Una cosa però la so: Cristina mi ha cambiato fin dal nostro primo incontro, mi ha insegnato tanto e reso migliore. Spero di poterle restituire il tesoro interiore che mi ha ispirato, e forse so come fare: dedicandomi a dare indietro agli altri quanto di bello ho ricevuto. Me lo ha insegnato lei».

Ci descrivete in poche parole il progetto di quest’anno, Cantare Amantis Est?

A.L.: «Come prima cosa vorrei ringraziare il maestro Muti per aver accettato di nuovo la nostra chiamata, sposando pubblicamente la nostra causa. Per il resto, si tratta di un progetto meraviglioso: l’opportunità di lavorare con il Maestro è una fortuna che dovrebbero avere tutti, senza limiti di età e senza un bagaglio di conoscenze pregresso. Questa masterclass parte dai cori verdiani per dare alla cittadinanza, alle voci bianche, ai cori di qualsiasi natura, agli studenti dei licei musicali di tutta Italia la possibilità di capire a fondo cos’è il suono della parola».

M.M.R.: «È un’occasione unica sotto tanti punti di vista: poter cantare Va, Pensiero diretti da Riccardo Muti è qualcosa che ci si porta dentro per tutta la vita; creare un unico grande coro senza distinzioni di età, provenienza, livello, formazione… anche. Riccardo Muti in quei giorni ci guiderà nella comprensione del significato del “cantare insieme”. E poi Cantare Amantis Est dà lavoro a tanti artisti giovanissimi, regala un’opera d’arte alla città, fa suonare di nuovo l’organo del Duomo, crea spazi di incontri e condivisione. È un contesto in cui partecipare non significa solo applaudire qualcuno, ma mettersi in gioco, conoscersi meglio, incontrare gli altri e crescere insieme. Io stesso non vedo l’ora di partecipare».

Qual è il vostro sogno, da direttori artistici? Un progetto in cui vorreste misurarvi?

A.L.: «Trovare il sistema per dare spazio alle nuove creatività, e al tempo stesso fare in modo che la dimensione dei giovani alla scoperta del mondo musicale si rapporti con quella con dei grandi nomi dell’arte. Vorrei che l’innovazione, con uno sguardo rivolto all’antico, possa restare sempre il fulcro del Festival».

M.M.R. «Il mio sogno è rendere la contemporaneità un patrimonio comune, da seguire con passione, responsabilità, interesse, coinvolgimento. Sentire che parla a tutti noi. Vorrei sostenere i compositori e far crescere l’entusiasmo e la curiosità tra il pubblico. Come se fosse ogni volta l’attesa di una nuova Opera di Verdi o di un nuovo disco di De André. Una curiosità sentita, partecipata, viva».

Il concerto (da spettatori) della vostra vita?

A.L.: «Quello del Maestro Muti con la Wiener Philharmoniker, anche se non vorrei sembrare monotona….»

M.M.R.: «Il mio primo Rigoletto. Non era una grande produzione, ma da quel giorno la mia vita è cambiata».

Il concerto (da protagonisti sul palco) della vostra vita?

A.L.: «Me ne vengono in mente due: quando ho suonato il solo del Guglielmo Tell con il corno inglese in diretta Rai, per il concerto di Natale del Senato, e la Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” suonata alla Rocca Brancaleone in periodo di pandemia, con l’orchestra distanziata di due metri e un pubblico piccolissimo ad ascoltarci».

M.M.R.: «Lasciamo che questa vita passi, poi ne riparleremo».

Tre compositori preferiti?

A.L.: «Verdi, Palestrina, Stravinsky».

M.M.R.: «Verdi, Xenakis, De André».

Una persona che vi ha cambiato la vita e perché

A.L. «Dirne una sola è troppo difficile, perché sono tante le persone che hanno contribuito al cambiamento della mia vita: Riccardo Muti, per tutti i suoi insegnamenti, ovviamente Cristina Mazzavillani, perchè questa nomina da sola è un cambio di vita radicale. Però vorrei citare anche Andrea Mion, che mi ha fatto scoprire l’oboe, e Danusia Romanini, una grande professoressa del mio liceo. Senza mio nonno poi, e i suoi insegnamenti di solfeggio, oggi forse non saprei leggere la musica. Ce ne sarebbero anche altre, ma ne avevate chiesta una e io ne ho già dette troppe».

M.M.R. «Diverse persone. Una l’abbiamo nominata prima. Poi Giuseppe Taddei, Ivano Fossati, Gianfranca Privitera e Renata Scognamiglio, le mie professoresse del liceo. Ognuno di loro mi ha regalato un tesoro che porto sempre con me. Ma mi avevate chiesto di indicarne solo una, e la risposta la so senza dubbi: mia moglie, Anna. Ma le motivazioni non le dico qui, tanto lei le sa tutte».

Istigò il figlio a «picchiare i marocchini», 44enne condannato a cinque mesi

L’uomo ha cercato di vendicare il figlio bullizzato. Era accusato di minaccia e istigazione all’odio razziale

Bullismo

Un 44enne è stato condannato a cinque mesi di reclusione per aver incitato il figlio a picchiare due adolescenti di origine marocchina, con l’accusa di minaccia e istigazione all’odio razziale. La procura aveva chiesto una pena di un anno.

La vicenda è riportata con ulteriori dettagli dai due quotidiani in edicola oggi, 18 marzo.

Tutto è partito da una presunta aggressione subita dal figlio del 44enne – di origine napoletana – bullizzato a suo dire dai due compagni di scuola (l’episodio risale al 2021, quando i protagonisti frequentavano la terza media). Un caso, questo, al centro di un procedimento tuttora pendente al tribunale dei minori.

Il padre, però, avrebbe tentato di “farsi giustizia da solo”, andando a cercare i due ragazzi, insieme al figlio, invitato poi a picchiarli con un martello. L’uomo avrebbe insultato i due giovani marocchini con frasi discriminatorie e razziste, minacciandoli anche di morte. La difesa ha già annunciato il ricorso in appello.

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