Dov’è il contratto dell’incarico da direttrice artistica affidato dal Ravenna Festival a Anna Leonardi? Come è stata inquadrata? Qual è la sua retribuzione? Sono le domande sollevate pubblicamente da un consigliere comunale di minoranza, Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna (Lpr), a distanza di sei mesi dall’annuncio dell’ingaggio della musicista 35enne. Il decano dell’opposizione rivolge la domanda direttamente a Alessandro Barattoni che, in quanto sindaco della città, è presidente di Ravenna Manifestazioni, cioè la fondazione che dal 1989 organizza la prestigiosa kermesse. Per rimarcare il profondo legame tra amministrazione pubblica e Festival, Ancisi sottolinea che l’edizione 2024, l’ultima di cui sono disponibili i dati di bilancio, fu finanziata per il 74 percento con denaro pubblico, in maggior parte dal Comune con il 15 percento: «Su oltre 11 milioni di euro di costi, dai biglietti di ingresso agli spettacoli arrivarono solo 1,24 milioni».
Ecco perché l’esponente di Lpr chiede maggiore trasparenza: «Ravenna Manifestazioni ha un sito internet con una sezione chiamata “amministrazione trasparente” – spiega Ancisi in un incontro con la stampa locale – e lì figurano nomi e informazioni di consulenti e collaboratori esterni, ma il nome di Leonardi non compare ancora al 2 febbraio 2026».
L’ingresso di Leonardi ai vertici del Ravenna Festival venne reso noto all’opinione pubblica il 5 agosto 2025 con una comunicazione diffusa dal sindaco: «Il consiglio di amministrazione ha deliberato all’unanimità di affidare la co-direzione artistica del Ravenna Festival 2026 ad Anna Leonardi e Michele Marco Rossi, che insieme ad Angelo Nicastro predisporranno il programma artistico della prossima manifestazione e in maniera autonoma per le stagioni 2027 e 2028».
Rossi, violoncellista e marito di Leonardi, rinunciò all’incarico all’inizio di ottobre, due giorni dopo l’uscita della notizia del suo rinvio a giudizio per presunti maltrattamenti e violenza sessuale dopo una denuncia del 2023 di un’ex fidanzata per fatti che risalgono a una decina di anni fa. I vertici della dirigenza del Festival affermarono di essere stati all’oscuro di tutto.
In quei giorni Ancisi presentò un’interrogazione al sindaco per avere i contratti dei due coniugi e per suggerire che anche Leonardi facesse un passo indietro perché non aveva messo al corrente la Fondazione dell’indagine a carico del marito. Leonardi non rinunciò al ruolo e il 10 ottobre un comunicato di Ravenna Manifestazioni riportava questa precisazione: «Per quanto attiene l’amministrazione trasparente, naturalmente l’incarico di Anna Leonardi sarà pubblicato appena terminata la sua formalizzazione».
Al consigliere comunale non è stato inviato alcun contratto. Il 17 novembre 2025 la capa di gabinetto del sindaco, l’ex assessora Federica Del Conte, rispose per iscritto a Ancisi: «I contratti con Rossi e Leonardi non erano stati ancora predisposti né quindi firmati». Ancisi, oggi come allora, non può fare a meno di sottolineare la stranezza dell’annuncio di agosto con la totale inesistenza dei contratti: «Che cosa ha deliberato quel cda? Su cosa si è espresso?». Il 19 gennaio scorso Ancisi ha fatto un nuovo accesso agli atti.
Il prossimo 7 febbraio al teatro Alighieri è in programma la presentazione pubblica del cartellone del 37esima edizione che si svolgerà dal 21 maggio al 12 luglio 2026: «Sono già in vendita cinque spettacoli prestigiosi – aggiunge Ancisi –, ma non si è ancora manifestato quali siano o saranno i vertici della Fondazione che lo hanno progettato e ne dirigeranno l’organizzazione e l’attuazione. Non è questo l’atteggiamento che può tenere una Fondazione come Ravenna Manifestazioni e nemmeno il Comune».
La trattazione del caso Leonardi, associata alla recente nomina del nuovo direttore artistico della stagione di Opera e Danza, diventa l’occasione per Ancisi anche per affrontare il tema dell’imminente scadenza dell’incarico di Antonio De Rosa a soprintendente. «La sua prima nomina risale al 2006 ed è stata rinnovata più volte fino ad oggi. Nel 2005 aveva un incarico interno minore con stipendio di 60mila euro annuali lordi. Senza alcun confronto con altri candidati, e non certo per chiara fama avendo un curriculum più che modesto, De Rosa venne nominato soprintendente a 90mila euro lordi annuali, oggi arrivati a 133mila: con l’attuale compenso Ravenna Festival può aspirare ad un sovrintendente di caratura e di livello quanto meno nazionale. Si intende fare una selezione pubblica come è stato per la direzione di Opera e Danza?».