mercoledì
29 Aprile 2026

Dalla Regione 24 milioni per la costruzione o riparazione degli impianti sportivi

In provincia di Ravenna arriveranno 1,9 milioni. Le domande potranno essere inviate entro al 28 novembre

Centro Sportivo Liberazione Inaugurato 20 Apr (2)

Continua l’impegno per la promozione e diffusione dello sport da parte dell’Emilia Romagna: un nuovo bando prevede infatti l’erogazione di 24 milioni di euro per l’ampliamento e alla riqualificazione della rete impiantistica di base degli impianti sportivi. Di quest, 1,9 milioni saranno destinati alla provincia di Ravenna per finanziare progetti del valore di almeno 300mila euro riguardanti sia la la realizzazione di nuovi impianti che la riqualificazione di quelli esistenti. Tra i lavori coperti dal bonus anche il recupero funzionale, la manutenzione straordinaria, il miglioramento e l’adeguamento sismico, l’efficientamento e la messa in sicurezza degli impianti.

Gli Enti interessati possono presentare le domande in via telematica fino alle ore 17 del 28 novembre. La graduatoria sarà approvata entro 90 giorni dal termine di presentazione delle domande.

Le linee di intervento a livello regionale sono due: la prima prevede l’erogazione di 20 milioni direttamente agli enti locali per la realizzazione dei progetti, mentre la seconda mette a disposizione un contribuito di 4 milioni per i progetti nati grazie a collaborazioni tra pubblico e privato. Il contributo massimo previsto per gli interventi è del 70 percento; che potrà arrivare all’ 85 percento per i progetti che interessano comuni montani o aree interne, senza mai superare comunque i 500mila euro e per gli interventi pubblici sarà stilata una graduatoria provinciale. I contribuiti di collaborazione pubblico-privato invece saranno raccolti in un’unica graduatoria provinciale non potranno coprire più di un terzo del costo totale dell’opera e non potrà superare l’importo in conto capitale a carico all’Ente Locale, con un importo massimo di 1,5 milioni per beneficiario.

Ne corso della passata legislatura, la Regione ha cofinanziato circa 170 interventi da Rimini a Piacenza, grazie a uno stanziamento regionale complessivo di quasi 50 milioni che hanno mobilitato sul territorio oltre 120 milioni di euro di investimenti. Uno stanziamento, che grazie a questo nuovo bando arriva ora a superare i 70 milioni. «La legislatura finisce com’era iniziata: con un nuovo finanziamento a disposizione degli enti locali per investire nello sport di bas e- sottolineano la presidente facente funzioni della Regione Irene Priolo e Giammaria Manghi, capo della segreteria politica della Presidente della Regione -. In questi anni abbiamo dato vita a un Piano di riqualificazione degli impianti sportivi davvero senza uguali, sia per quantità, sia per qualità degli interventi. Continuiamo su questa strada, per rendere concreto il diritto allo sport, partendo proprio dai luoghi in cui praticare un’attività motoria è più difficile, come i piccoli centri o le aree interne. Puntiamo alla costruzione di campi da calcio, palestre, piscine, palazzetti, ma anche nuovi spazi all’aperto più attrezzati, funzionali e sicuri. Per fare in modo che praticare un’attività sportiva sia sempre di più un’opportunità alla portata di tutti, nelle grandi città così come nei piccoli centri».

Ripartono a ottobre le rassegne invernali del Mariani

Si parte il 3 con l’anteprima nazionale di Sk8face. In calendario anche una serie di cult come Cannibal Holocaust e Per un pugno di dollari. «Ottimi i risultati dell’arena estiva, con quasi 12mila presenze nonostante la capienza ridotta. Ci auguriamo lo stesso successo per l’inverno»

Cinema

Tornano a partire da ottobre le rassegne del cinema Mariani: appuntamento ogni lunedì e martedì con “Two days cult movie” o ogni giovedì con “Finalmente è giovedì”. Ad aprire la stagione, il 3 ottobre alle 21,  l‘anteprima nazionale di Sk8face di Matt Bass, un documentario sulla storia e l’evoluzione dell’arte grafica legata al mondo dello skate. Come da tradizione, alcune proiezioni saranno accompagnate dalle presentazioni di registi, critici e protagonisti. Nella stessa ottica di incontro e condivisione, l’appuntamento di sabato 26 ottobre con il ritorno Roy Menarini, professore di cinema all’università di Bologna, che terrà una masterclass a partire dalle 10 della mattina su cinema giallo e noir. Confermata per la prossima primavera anche la collaborazione con il circolo Sogni per la nuova edizione del festival internazionale Corti da Sogno. Oltre alle rassegne infrasettimanali, non mancheranno gli appuntamenti con le prime visioni.

Dopo l’apertura con Sk8face (la proiezione sarà preceduta da una discesa in skateboard da Porta Adriana al cinema), i giovedì del Mariani proseguono con la doppia proiezione del 10 ottobre La sfida del samurai di Akira Kurosawa (17.30), in lingua originale e sottotitolato, e Per un pugno di dollari di Sergio Leone (21), due pellicole strettamente connesse tra loro (Leone si ispirò smaccatamente all’opera di Kurosava nella realizzazione del suo film), che verranno accompagnate da due menù a tema (uno giapponese e uno italiano) proposti dai vicini ristoranti “Figo” e “I Passatelli”. Si prosegue il 17 con Taxi Monamour di Ciro de Caro, la storia di due donne all’apparenza molto diverse che scopriranno di essere più simili di quello che pensano. Si chiude il calendario di ottobre il 24, con la visione di Cannibal Holocaust, il cult horror degli anni ’80 restaurato in 4k che racconta la storia di quattro reporter in Amazzonia, alle prese con tribù cannibali e animali feroci. Il contrasto tra la violenza delle immagini sullo schermo e la dolcezza della colonna sonora di Riz Ortolani hanno reso il film tra i più apprezzati e rappresentativi del suo genere. La visione sarà vietata ai minori di 18 anni.

Tutte le proiezioni (ad eccezione di La sfida del samurai) saranno alle ore 21. Il lunedì e il martedì invece la rassegna dedicata ai cult vedrà una doppia proiezione quotidiana, alle 18.30 e alle 21. Si parte il 7-8 ottobre con Campo di battaglia, di Gianni Amelio, uno spaccato sulla prima guerra mondiale dal punto di vista di due medici che operano in un ospedale da campo, messi ulteriormente alla prova dall’arrivo della febbre spagnola. Il 14 e 15 ottobre sarà la volta di Limonov: Kirill Serebrennikov porta sul grande schermo la storia di Eduard Limonov, poeta, dandy, agitatore politico, attivista, senza tetto e delinquente. Un racconto di luci e ombre  tra Mosca e New York presentato anche al festival di Cannes. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con la libreria Longo Dante e nel corso della serata un gruppo di lettori spiegherà le differenze tra il romanzo originale e la versione cinematografica. Si prosegue lunedì 21 e martedì 22 con Vermiglio di Maura Delpero, il film scelto per rappresentare l’Italia nelle candidature agli oscar per il miglior film internazionale. La storia, ambientata nella seconda guerra mondiale, è quella di un soldato rifugiato e della famiglia che, tra vari conflitti e peripezie, decide di ospitarlo. Si chiude il ciclo di ottobre il 28 e 29, con l’opera di Patricia Font candidata a 5 premi Goya Il maestro che promise il mare, la storia di una promessa tra un’insegnante e i suoi studenti ricostruita a 75 anni di distanza.

«Con l’avvio delle rassegne invernali ci auguriamo di raggiungere e superare le presenze dello scorso anno al Cinema Mariani – spiegano Alberto Beltrani, Tiziano Gamberini e Matteo Papi di Cinemaincentro e Roberto Artioli del Circolo sogni -. anche cavalcando l’onda del grande successo della rassegna estiva alla Rocca Brancaleone, che ha registrato, nonostante la capienza ridotta e la poca clemenza del meteo, un totale di 11.888 presenze, con 4 sold out la partecipazione alle proiezioni di diversi artisti e registi». Dopo un 2023 da record infatti, si temeva un cambio di location per la rassegna estiva, a causa dei lavori in corso negli spazi della Rocca Brancaleone. «Abbiamo voluto mantenere la storica sede per venire incontro alle abitudini dei Ravennati, riducendo la platea da 500 a 300 posti – continuano dall’organizzazione -. una scelta che è stata comunque ripagata dalla nutrita partecipazione dall’apprezzamento dei cittadini».

Al via le misure anti smog: vietati i diesel Euro 4. E i caminetti

Dal 1 ottobre al 31 marzo. Limite sul riscaldamento: massimo 19 gradi in case e uffici

Smog
Tra i primi fattori dell’inquinamento dell’aria c’è il traffico veicolare

Sono scattate oggi – martedì 1 ottobre – in Emilia-Romagna le limitazioni previste per il contenimento dello smog e il miglioramento della qualità dell’aria nella stagione invernale, che resteranno in vigore fino al 31 marzo 2025.

Come lo scorso inverno, le misure strutturali – valide per tutti i Comuni di pianura della regione – prevedono: limitazioni sul riscaldamento (19 gradi per case, uffici, attività ricreative e di culto, attività commerciali, attività sportive; 17 gradi per attività industriali e artigianali), divieti di combustione all’aperto a scopo di intrattenimento (falò, fuochi d’artificio) a eccezione dei barbecue, divieto di abbruciamento di residui vegetali (con alcune deroghe possibili a determinate condizioni), il divieto di utilizzo di generatori di calore a biomasse (camini, caminetti, stufe) con classe di prestazione energetica inferiore a 3 stelle (nel caso in cui sia presente un metodo di riscaldamento alternativo).

Per quanto riguarda la mobilità, è stabilito il divieto di circolazione dalle 8.30 alle 18.30 nelle aree urbane individuate da appositi cartelli a tutti i veicoli diesel di categoria emissiva inferiore a Euro 4 compreso, ai veicoli a benzina di categoria inferiore a Euro 2 compreso e ai veicoli a doppia alimentazione, ciclomotori e motocicli di categoria inferiore a Euro 1 compreso.

Nei periodi emergenziali, il divieto di utilizzo si estende ai generatori di calore a biomasse di classe 4 stelle e viene introdotto il divieto di spandimento dei liquami zootecnici con tecniche non ecosostenibili.

Per Ravenna, Faenza e Lugo (comuni con popolazioni superiori a 30mila abitanti) è previsto il divieto di circolazione anche per i veicoli diesel Euro 5 in caso di attivazione di misure emergenziali e tutte le domeniche, a esclusione di domenica 8 dicembre.

Picchia la fidanzata sul treno: un 20enne arrestato all’arrivo in stazione

La ragazza soccorsa dai carabinieri con il volto ricoperto di sangue e vistosi lividi sul corpo

Violenza donne

Ha colpito la fidanzata con pugni al volto e calci al corpo, al culmine di un litigio avvenuto su un treno regionale partito da Ferrara e diretto a Ravenna. Qui, in stazione, la polizia (precedentemente avvertita da personale delle Ferrovie di Stato) ha arrestato il fidanzato, un ventenne di origini straniere.

La ragazza, diciottenne, all’arrivo della polizia aveva il volto ricoperto di sangue e vistosi lividi sul naso, sulle braccia e sul collo. Trasportata in ospedale per le cure necessarie, la giovane ha confermato che il suo fidanzato, ossessivamente geloso, l’aveva colpita con diversi pugni al volto e qualche calcio sulle gambe e sul corpo, in una sorta di escalation di condotte violente e persecutorie.

Il 20enne, in questura, ha aggredito anche i poliziotti con dei calci ed è quindi finito in arresto anche per il reato di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Contestualmente, nei suoi confronti, personale della Divisione Anticrimine ha avviato un’istruttoria finalizzata all’applicazione di una misura di prevenzione personale.

Turismo, costruzioni e commercio ripartono in Provincia. In calo industria e export

Guberti: «Tra aprile e giugno di quest’anno sono nate in provincia di Ravenna 133 imprese costituite da giovani con meno di 35 anni. E’ su questi atti di coraggio e di intraprendenza che dobbiamo puntare»

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Un’indagine dell’Osservatorio della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna espone le tendenze dell’economia ravennate dell’ultimo trimestre. In forte ripresa il turismo, ma anche le costruzioni il commercio, rallentano invece industria e export e cresce la stima del valore aggiunto.
Nel settore Costruzioni si regista un aumento tendenziale del +3.8 percento, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, segnato da un rallentamento causato dall’esaurimento dell’effetto “superbonus”. Il commercio al dettaglio sale del +2,2 percento mentre il turismo, nei primi sei mesi del 2024 segna un aumento del +12,5 percento nei visitatori e del +7,5 percento dei pernottamenti. Rimane tutto sommato stabile l’industria manifatturiera, con una crescita del +1,5 percento a fronte dello +0.5 percento del 2023. Gli ordini complessivi si contraggono invece del -1,7 percento, e il mercato internazionale dello -0,3 percento. L’Artigianato evidenzia una flessione nei volumi produttivi del -2,2 percento e la riduzione degli ordini del -4,5 percento.
Dopo undici trimestri in crescita, rallenta anche la spesa delle famiglie e quindi i consumi. Calano i dati delle esportazioni ravennati diffusi da Istat (-5,5 percento), che includono le vendite all’estero delle imprese di maggiore dimensione. Il valore al 30 giugno ammonta a più di 2.850 milioni di euro rimanendo superiore, a valori correnti, ai dati dell’export dei corrispondenti periodi degli anni precedenti, con le eccezioni riguardanti il 2022 (anno record per le esportazioni ravennati) ed il 2023. Considerando, infine, i soli mesi primaverili, l’andamento risulta al contrario positivo: rispetto a quello precedente, il secondo trimestre del 2024 fa rilevare una crescita del valore dell’export pari al +3,1percento, in valore nominale corrispondente ad un surplus di quasi 44 milioni di euro.
«Ogni giorno le nostre imprese dimostrano mirabile capacità nell’affrontare situazioni straordinarie e imprevedibili, contribuendo, nonostante conflitti bellici, alluvioni, alti costi dell’energia e burocrazia, ad una crescita, nel 2024, di oltre un decimale del valore aggiunto provinciale – interviene  Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna -. Un risultato straordinario, frutto di iniziativa, di innovazione, di intraprendenza e, soprattutto, di grande senso di dedizione. Tra aprile e giugno di quest’anno – ha concluso il presidente della Camera di commercio – sono nate in provincia di Ravenna 133 imprese costituite da giovani con meno di 35 anni. È’ su questi atti di coraggio e di intraprendenza che dobbiamo puntare».
In generale le imprese nel secondo trimestre dell’anno rilevano un saldo positivo, con una crescita di 158 attività (+0,43 percento, a fronte dello +0,5 regionale e nazionale). In espansione la maggior parte dei settori, fra cui i servizi alle imprese, le attività professionali, edilizia, il turismo e attività d’intrattenimento e tutte le tipologie d’impresa. La componente artigiana evidenzia uno tra i più brillanti risultati degli ultimi dieci anni (+0,67%), nonostante il calo della categoria. Al 31 agosto di quest’anno, lo stock complessivo delle imprese registrate in provincia di Ravenna, al netto delle cancellazioni d’ufficio, si attesta sulle 36.947 unità, stabile rispetto allo stesso periodo del 2023 (+0,03%). Il valore aggiunto ravennate, infine, secondo gli scenari delle economie locali realizzati da Prometeia, potrebbe, per il 2024, andare oltre il +1,3 percento.

Una performance-spettacolo-camminata (con le cuffie) al cimitero di Ravenna

Dal 7 al 20 ottobre, per 20 spettatori alla volta. Un progetto di Alessandro Renda e Tahar Lamri che affronta il tema della precarietà della vita

Prove Nephesh 7 Ph Serena Spadavecchia

Cosa resta dopo la morte? Quali pensieri ci assalgono, quando varchiamo la soglia di un cimitero? Cosa cerchiamo, di vivo, tra i morti? Sono queste le domande che si sono posti Alessandro Renda, attore delle Albe, e Tahar Lamri, scrittore, e che stanno alla base del progetto Nephesh – proteggere l’ombra, una performance che affronta il tema della precarietà della vita.

«Ognuno, in base alle proprie credenze, esperienze personali e culturali, percepisce il lutto in modo diverso – spiegano Lamri e Renda -. In un mondo contemporaneo in cui si tende sempre più ad allungare la vita, rifiutando l’inevitabilità della morte, si rischia però di abbandonarsi alla paura del dolore e della finitezza delle cose. Il cimitero si mostra allora come lo spazio sicuro in cui accettare e accogliere questa fase dell’esistenza con la dovuta lucidità. Il cimitero, oltre a essere un luogo di memoria, di preghiera, di riflessione sulla transitorietà della vita umana, rappresenta quell’incontro tra passato e presente, tra vita e morte».

Lo spettacolo nasce da una richiesta di Azimut e viene realizzato in collaborazione con l’Amministrazione comunale. «Come Azimut – osserva il presidente della società, Marco Turchetti – siamo impegnati da sempre ad offrire i migliori servizi al Comune, che è il nostro committente, e soprattutto ai cittadini, che ne usufruiscono direttamente. Riteniamo sia giunto il momento di vivere il cimitero non solo come luogo di memoria, ma anche di arte, cultura e identità collettiva. Questo spettacolo rappresenta un invito a esplorare gli angoli più interessanti e suggestivi del cimitero attraverso un percorso che ci spingerà a farci tante domande e a tentare di trovare qualche risposta. La sfida è riscoprirne la funzione sociale e culturale collettiva, come luogo di incontro, conoscenza e scambio tra culture e generazioni».

Un gruppo di 20 spettatrici e spettatori, muniti di cuffie e dispositivi di riproduzione sonora, viene accompagnato in un percorso tra tombe e lapidi, polvere e ombre, iscrizioni e sculture presenti nel cimitero di Ravenna. Si tratta di un tempo di ascolto per riflettere sui legami che uniscono le persone e la memoria, intrecciare riflessioni e racconti di vita e di morte e sul tempo che abbiamo a disposizione.

La drammaturgia sonora è sia guida, sia voce interiore che conduce tra zone monumentali e luoghi più nascosti e segreti. Una camminata allo stesso tempo collettiva e introspettiva, che offre visioni sulla morte provenienti da diverse culture o credenze religiose o da celebri passi letterari e filosofici che hanno esplorato il tema.

Nephesh – proteggere l’ombra si svolge al tramonto, anche durante le consuete aperture del cimitero, senza recare alcun disturbo alle funzioni o frequentazioni, trattandosi di un evento silenzioso.

«La camminata – aggiungono da Ravenna Teatro – è anche un’occasione per interrogarsi sul potere delle fotografie e sulla nostra relazione con oggetti e cose, sull’architettura e le sue evoluzioni, sul profondo legame tra il cimitero e la città, sulla necessità di apprezzare appieno il tempo che abbiamo e le relazioni che coltiviamo, perché se forse possiamo svelare il mistero della morte è proprio attraverso la capacità di integrarla con la vita».

Lo spettacolo è in programma da lunedì 7 a domenica 20 ottobre alle ore 17. Performance itinerante, posti limitati, prenotazione obbligatoria. Durata 100 minuti.

Il cimitero di Ravenna si trova in via Cimitero 166.

BIGLIETTI

I biglietti sono in vendita sul sito Ravenna Teatro, al link https://ravenna.tm.vivaticket.com/biglietteria/listaEventiPub.do?idOwner=86172&codice=fuoriprogramma

Teatro Rasi via di Roma 39 Ravenna; biglietteria aperta il giovedì dalle 16 alle 18; tel. 0544 30227.

Una nave “green” che raccoglie la plastica dal mare: 2 milioni di euro dal ministero

Firmato il contratto, dovrà essere costruita entro aprile 2026

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Davide Morri del cantiere FM con il presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna, Daniele Rossi

Conclusa la procedura di gara, è stato firmato il contratto e parte ora l’attività per la realizzazione della prima imbarcazione completamente green, che opererà nel porto di Ravenna per la raccolta della plastica dispersa in acqua. L’intervento è reso possibile grazie al finanziamento di circa 2 milioni di euro che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), nel quadro delle risorse del progetto Green Ports e del Pnrr, ha destinato all’Autorità Portuale di Ravenna, che lo scorso aprile aveva pubblicato il bando di gara per l’affidamento dell’incarico di realizzazione di «una imbarcazione ecologica, alimentata da fonti energetiche rinnovabili, per la raccolta di materiali galleggianti e semisommersi presenti in acqua».

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Pochi giorni fa, terminata la fase di valutazione delle offerte pervenute, Ap ha potuto procedere all’affidamento dell’incarico e alla firma del contratto con la società risultata vincitrice, il cantiere nautico Morri F.M. di Bellaria.

Nello specifico l’imbarcazione, con propulsore elettrico, quindi a zero emissioni, sarà in grado di raccogliere macroplastiche del diametro superiore a 5 millimetri e recuperare rifiuti solidi galleggianti e semi-sommersi, oltre ad essere idonea alla raccolta e al trattamento di sversamenti di idrocarburi. Inoltre l’imbarcazione sarà omologata per il trasporto passeggeri e dotata di apparati ed equipaggiamenti, tali da poter essere impiegata anche in campagne di monitoraggio in ambito ambientale (qualità dell’acqua e dell’aria).

L’imbarcazione, tecnologicamente innovativa, sarà in grado di operare per 8 ore consecutive, anche in bassi fondali e avere dimensioni tali da riuscire a passare al di sotto del ponte mobile che attraversa il canale Candiano.

Si tratta della prima imbarcazione con queste caratteristiche operante in un porto italiano, dal momento che è previsto venga realizzata entro aprile 2026.

La Casa delle donne può esporre di nuovo la bandiera della Pace

Il drappo arcobaleno e lo striscione “Cessate il fuoco” erano stati rimossi dalla facciata dell’edificio comunale dove ha sede l’associazione femminista a seguito di un question time di Fratelli d’Italia che aveva portato il Comune a un provvedimento temporaneo di rimozione

3Tornano la bandiera della pace e lo striscione “Cessate il fuoco” esposte alle finestre della Casa delle donne di Ravenna. L’associazione femminista che da anni è ospitata in un edificio comunale in via Maggiore era stata costretta a rimuovere i vessilli che da anni campeggiavano sulla facciata a seguito di un question time di un consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Renato Esposito. Il Comune aveva precisato che il servizio Decentramento aveva chiesto alla Casa delle Donne di «rimuovere temporaneamente lo striscione e la bandiera in attesa delle verifiche di legittimità dell’esposizione ed eventualmente proporre una posizione differente».

La Casa delle donne pubblica questo post su Facebook: «Mentre i bombardamenti in Libano si intensificano abbiamo potuto ricollocare la bandiera della pace e lo striscione Cessate il fuoco. Pace e Cessate il fuoco le uniche possibilità che abbiamo per garantire la continuazione della vita umana e nonumana su questo pianeta, l’unico che abbiamo. Andiamo avanti con la gioia e la fiducia della solidarietà e dell’intelligenza che abbiamo ricevuto per tutta la settimana e che non ha riguardato solo la nostra associazione e quanto accaduto ma ha riguardato la libertà di tutte e tutti, la preoccupazione per lo stato della nostra democrazia e per il rispetto della Costituzione. Grazie ancora a tutt* (utilizzando l’asterisco come forma di linguaggio inclusivo, ndr) e ora al lavoro perché sia davvero Pace, Giustizia e Libertà per tutti i popoli e per le donne, le ragazze e le bambine».

A settembre 2023, a seguito di altro esposto di un gruppo consiliare sempre afferente all’opposizione, si rese necessario spostare il vessillo della pace dalla facciata del municipio al balconcino della facciata laterale in adesione alla relativa normativa.

In una nota il Comune precisan che «ha sempre tenuto, ci tiene e sempre avrà a cuore l’impegno a rappresentare la diffusione del valore universale della pace e di essere vicino a tutte quelle iniziative che tutelano e difendono il diritto degli uomini e delle donne di vivere in un mondo solidale e pacifico. Così come continuerà a difendere il lavoro prezioso della Casa delle Donne nella comunità».

Intanto alla Casa delle donne erano arrivati comunque attestati di solidarietà in primis da Sinistra Italiana, la quale auspica «che l’Amministrazione comunale intervenga a tutela della possibilità di esprimere pubblicamente valori che appartengono all’intera comunità».

Nuovo Cda per la Fondazione del Rossini: «Al lavoro per riaprire il teatro nel 2025»

La sindaca: «Il ripristino dopo i gravi danni dell’alluvione non ci dà la possibilità di riaprire per questa stagione»

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Le poltroncine fuori dal teatro Rossini allagato nel maggio del 2023

Il 23 settembre la Fondazione del Teatro Rossini ha deciso di confermare l’assemblea dei soci per approvare la nomina del nuovo CdA, ora ufficialmente in carica per il prossimo triennio.  Il nuovo Consiglio è composto dalla sindaca e presidente della Fondazione Elena Zannoni, dall’assessore alla Cultura Gianmarco Rossato, da Gianni Parmiani, attore e autore teatrale che ha fatto già parte del precedente CdA, da Annalisa Antonellini, avvocato e membro del consiglio direttivo del circolo Acli di Lugo, da Daniela Pini, celebre mezzosoprano e assessore alla Cultura del Comune di Bagnara di Romagna.

Dalla presidente Elena Zannoni e da tutto il nuovo CdA della Fondazione Teatro Rossini, «si esprime il più sentito ringraziamento al precedente consiglio, composto dall’ex sindaco Davide Ranalli, dall’ex assessora Anna Giulia Gallegati, dalla professoressa Laura Baldinini e da Simone Bruscia, direttore dell’Associazione Riccione Teatro, per il lavoro svolto in questi anni difficili. Prima il Covid e poi l’alluvione, hanno messo in ginocchio l’operatività del nostro teatro e la possibilità di dedicare tempo e risorse alle attività caratteristiche della Fondazione».

«Siamo consapevoli che l’intera comunità attende la restituzione del teatro alla città – dice la sindaca Zannoni – il ripristino dopo i gravi danni dell’alluvione non ci dà la possibilità di riaprire per la stagione 2024/2025, ma stiamo facendo il possibile per essere pronti per la stagione successiva. Ci impegniamo comunque a condividere tutti gli aggiornamenti con la cittadinanza man mano che avremo novità».

«Oggi la sfida è mantenere la proposta culturale in attesa di poterla riportare al Rossini – conferma l’assessore alla Cultura Gianmarco Rossato – abbiamo quindi nominato un CdA ampiamente rinnovato, mantenendo il solo Consigliere Gianni Parmiani, l’ultimo ad essere entrato consiglio nel 2021, con caratteristiche più gestionali e organizzative e con l’impegnativo compito di curare la fase del restauro e del riavvio delle attività, valutando la migliore organizzazione possibile per riportare a Lugo le stagioni teatrali che da anni ormai si attendono».

Nel maggio del 2022 il Rossini aveva riaperto dopo tre anni di lavoro di restauro; un anno dopo a richiuderlo è stata l’alluvione, con danni ingenti da oltre un milione di euro, coperti grazie a importanti donazioni. I lavori di ripristino sono partiti nel settembre del 2023 con l’obiettivo di terminare in tempo per la stagione 2024/2025, ma così non è stato.

Ponte sul Montone tra Ragone e San Pancrazio chiuso fino a primavera 2025 per lavori

Per l’adeguamento sismico e statico è necessario demolire il ponte esistente sulla provinciale 5 “Roncalceci” e costruirne uno nuovo che avrà anche uno spazio per ciclisti e pedoni

Immagine ProspettiDal 7 ottobre 2024 alla primavera 2025 sarà chiuso al transito il ponte della strada provinciale 5 “Roncalceci” sul fiume Montone tra Ragone (frazione di Ravenna) e San Pancrazio (frazione di Russi) per i lavori di rifacimento. L’intervento per l’adeguamento statico e sismico del ponte prevede la demolizione dell’impalcato esistente, la ricostruzione mediante il ricorso ad una nuova struttura metallica, l’adeguamento funzionale della sezione stradale e la creazione di un percorso protetto per l’utenza debole. Il costo complessivo è di 1,6 milioni di euro, finanziato per 1,1 milioni attraverso un contributo concesso alla Provincia dal ministero delle Infrastrutture, e per mezzo milione attraverso risorse provinciali.

Immagine SezioniSono previste le seguenti deviazioni al traffico: tutti i veicoli provenienti dalla strada statale 67 “Ravegnana”, da Ghibullo, da Roncalceci e diretti a San Pancrazio o a Russi lungo la strada provinciale 5 “Roncalceci” giunti all’innesto della strada provinciale 34 “Di Roncalceci” devieranno a sinistra percorrendola interamente, quindi svolteranno a destra sulla strada provinciale 1 “Villafranca” (nella località di Passo Vico), per poi proseguire sulla strada provinciale 4 “Prada” fino all’innesto con la strada provinciale 302R “Brisighellese-Ravennate”, dove svolteranno a destra in direzione Russi. Tutti i veicoli che da San Pancrazio e Russi sono diretti verso Ragone, Roncalceci, Ghibullo e la strada statale 67 “Ravegnana” seguiranno il percorso inverso.

MappaSarà sospesa la circolazione veicolare sulle sommità arginali nei tratti prossimi al ponte sul fiume Montone e che sarà, comunque, garantito l’esercizio del trasporto pubblico locale e scolastico.

Sarà, inoltre, chiusa via Argine destro Montone dall’incrocio con via Ragone per 150 metri circa in direzione di via Sabbionara. Per effetto di tale chiusura verrà istituito il divieto di transito per tutti i veicoli (eccetto residenti, domiciliati e diretti ai fondi) in via Sabbionara.

Il Consiglio territoriale di Roncalceci, in collaborazione con l’associazione di volontariato Vps (Volontari per solidarietà), organizza un servizio a supporto dei cittadini di Ragone per alleviare il disagio legato alla chiusura del ponte. Sono previsti un servizio di accompagnamento e trasporto, un aiuto per gli acquisti e il servizio “Pronto farmaco” con le farmacie di San Pancrazio e Roncalceci. Si partirà sperimentalmente dopo la chiusura del ponte ed eventuali modifiche saranno adottate in base alle necessità che emergeranno.

Aprirà, invece, entro fine ottobre il ponte su via Pugliese, in località Roncalceci, agevolando la viabilità nella zona, i cui lavori commissionati dal Comune di Ravenna sono stati rallentati dalla recente alluvione.

Vandali alla scuola materna, il Comune cerca filmati di videosorveglianza della zona

Edificio in piazza Giovanni Paolo II danneggiato nell’ultimo weekend di settembre

461752298 1064623485667858 1591319794233437199 NNel weekend del 28-29 settembre la scuola materna di Cotignola, in piazza Giovanni Paolo II, è finita nel mirino dei vandali che hanno causato alcuni danneggiamenti all’edificio. Il Comune di Cotignola, tramite un post su Facebook, invita chiunque avesse una videocamera di sorveglianza attiva in zona (per esempio in via Madonna di Genova vicino al passaggio a livello, in piazza Giovanni Paolo II, in via Marconi, in via Pascoli) a contattare la caserma dei carabinieri di Cotignola al numero 0545-40104 attivo tutti i giorni dalle 8 alle 14.

Chiamate anonime e minacce ai dipendenti comunali: il sindaco scende in piazza

Sono in corso le indagini per rintracciare il mittente. Alla manifestazione prenderanno parte anche i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil

Riccardo Graziani
Il sindaco di Alfonsine Riccardo Graziani
Gli episodi minatori ai danni di alcuni dipendenti del Comune di Alfonsine si sarebbero verificati tra giovedì 26 e venerdì 27. In particolare, ad essere presi di mira da telefonate anonime con esplicite minacce (riguardanti anche la famiglia degli interessati), lettere e volantini calunniatori recapitati sul posto di lavoro, sono stati alcuni impiegati dell’ufficio tecnico, per motivi che sembrano legati alla gestione di un appalto.
Il sindaco di Alfonsine Riccardo Graziani rende nota la vicenda tramite alcuni post su Facebook, assicurando che non c’è nessun legame tra gli episodi e le recenti alluvioni che hanno colpito il territorio e che le autorità sarebbero già al lavoro per rintracciare l’anonimo mittente. Ai cittadini viene richiesta la massima collaborazione per l’identificazione e anche la partecipazione alla mobilitazione pubblica in programma per domani (martedì 1 ottobre) in Piazza Gramsci alle 20.30.
Alla manifestazione aderiranno anche i sindacati di Cgil, Cisl e Uil che ricordano come queste modalità d’azione siano «gravissime, del tutto inaccettabili e lontane dalla cultura del nostro territorio, con la speranza che vengano presi i dovuti provvedimenti per la tutela e l’incolumità dei lavoratori nel minor tempo possibile».

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