lunedì
16 Marzo 2026

Centrosinistra verso il voto a Cervia, Avs chiede discontinuità di persone e di idee

«La proposta di centrosinistra alle prossime elezioni di Cervia dovrà mettere in campo discontinuità di uomini e donne, di idee e di progetti, alla luce delle reali priorità e necessità del Comune». Lo afferma Alleanza Verdi Sinistra in una nota che commenta le recenti vicende cervesi con lo scioglimento di consiglio comunale e giunta per le dimissioni in blocco di consiglieri e assessori della maggioranza dopo il ritiro delle dimissioni del sindaco Mattia Missiroli presentate a inizio gennaio per l’indagine a suo carico per maltrattamenti alla moglie da cui si sta separando.

Avs era nella coalizione che ha vinto le elezioni nel 2024 (ottenne il 3,6 percento che non fu sufficiente a eleggere un consigliere). «È già iniziata la campagna elettorale – si legge nella nota di Avs –. La destra potrà presentarsi con diverse frecce al proprio arco. Pertanto per non consegnare la città alla destra meloniana e salviniana, che già a livello nazionale ha dimostrato la propria indisponibilità a politiche di salvaguardia dell’ambiente e del territorio e di tutela dei lavoratori e dei ceti meno abbienti, è necessario che la coalizione di centrosinistra che cominci da subito al proprio interno un dibattito trasparente e chiarificatore che liberi il campo da equivoci oppportunismi e strumentalizzazioni».

Secondo Avs questo dibattito deve iniziare quanto prima (il voto sarà in primavera, la data non c’è ancora) per permettere una campagna elettorale efficace e coesa: «È necessario che il Pd partito di maggioranza abbandoni ogni atteggiamento di autoreferenzialita. Come Avs siamo aperti e disponibili a definire ruoli e prospettive politiche con lealtà e chiarezza».

Le pagelle del Ravenna che ha battuto il Guidonia: Solini-Esposito, molto più che difensori

Le pagelle del Ravenna che ha battuto il Guidonia (qui cronaca e tabellino).

ANACOURA 6,5: difficile giudicare la sua prova: poco impegnato fino a quando non regala una palla gol a Starita con una goffa uscita. In un’altra sortita fuori dai pali fa venire i brividi ai tifosi anche nella ripresa, prima però di diventare protagonista con una deviazione sotto la traversa su colpo di testa ravvicinato e un mezzo miracolo nell’azione del gol poi subìto.

SCARINGI 6: il gol del Guidonia arriva nella sua zona ma non ha particolari colpe, da ricercare più nel collettivo (impensabile lasciare liberi tre uomini in area in quel momento). Per il resto fa il suo compito senza troppi patemi.

ESPOSITO 7: come spesso è capitato quest’anno, il migliore in campo per talento, personalità e visione di gioco, non solo per la fase difensiva. Decisivo anche sul gol vittoria del 2-1, colpendo lui la palla di testa sul corner, poi salvata (momentaneamente) sulla linea.

SOLINI 7: un gol da 3 punti e un altro colpo di testa ben parato dal portiere avversario. Non male per un difensore, che deve recriminare solo per un paio di piccole sbavature.

CORSINELLI 6,5: sbaglia sul più bello il cross o il tiro – beccato ingenerosamente dalla tribuna – ma è anche forse il più pericoloso dei suoi con le sue incursioni. Intraprendente (41′ st Da Pozzo sv).

TENKORANG 6,5: il gol che sblocca la partita (di sinistro, non così facile come può sembrare), una bella punizione dal limite guadagnata. Poco altro da segnalare.

ROSSETTI 6,5: non era stata una delle sue migliori partite, anzi, ma ha il merito di avventarsi per ben due volte sul pallone attorno al minuto 100; prima guadagnando l’angolo da cui scaturirà il gol decisivo e poi intercettando di testa prima della stoccata decisiva di Solini.

DI MARCO 6: ci prova, piuttosto reattivo e dinamico nel primo tempo, ma poco concreto (17′ st FALBO 6,5: qualche apprensione in fase difensiva. Però: colpisce un palo, mette davanti al portiere Luciani con un bel lancio e calcia il corner decisivo del 100′ minuto).

RRAPAJ 6: grande, solita, generosità. Fa partire l’azione del primo gol, ma potrebbe essere più incisivo nella metà campo avversaria.

FISCHNALLER 5,5: la qualità del nuovo arrivato si vede tutta a colpo d’occhio, in quei pochi palloni che ha potuto giocare. Troppo pochi, però. Anche se la colpa sembra più della squadra che sua… Ci sarà tempo (30′ st Spini sv).

ITALENG 6: serve fortunosamente un assist involontario sul gol di Tenkorang, sicuramente fa sentire la sua fisicità davanti. Non sempre pulito. Migliorerà (41′ st Luciani sv).

Il Pd e la “sfiducia” a Missiroli: «Gli siamo vicini, ma abbiamo fatto una scelta nell’interesse di Cervia»

«Pur comprendendo, sul piano umano, la volontà di Mattia Missiroli di ribadire la propria estraneità ai fatti che gli sono contestati, ed essendogli vicini in una fase personale così complessa, la conclusione anticipata della legislatura è stata il risultato di una valutazione politica ponderata, orientata esclusivamente alla salvaguardia dell’interesse generale della città di Cervia».

Sono le parole di Nicola Dalmonte e Roberto Fabbrica, rispettivamente segretario provinciale del Pd e segretario comunale di Cervia.

«La decisione dei consiglieri comunali di Cervia – continua la nota – è stata difficile e sofferta, maturata in modo collegiale e nel pieno rispetto delle istituzioni. Una scelta che il Partito Democratico ha condiviso, riconoscendo il senso di responsabilità con cui è stata assunta, mettendo al centro la tutela dei cittadini. Si è trattato di un passaggio delicato volto a garantire chiarezza e stabilità istituzionale, assicurando il corretto svolgimento dell’azione amministrativa».

Il Ravenna torna alla vittoria con un (altro) gol oltre il 100esimo minuto

RAVENNA-GUIDONIA 2-1
RAVENNA (3-5-2): Anacoura; Scaringi, Esposito, Solini; Corsinelli (41′ st Da Pozzo), Tenkorang, Rossetti, Di Marco (17′ st Falbo), Rrapaj (41′ st Mandorlini); Fischnaller (30′ st Spini), Italeng (41′ st Luciani). A disp.: Stagni, Borra, Mandorlini, Okaka, Viola, Luciani, Spini, Calandrini, Bianconi, Castellacci, Zakaria, Da Pozzo. All.: Marchionni.
GUIDONIA (3-5-2): Avella; Cristini, Frascatore, Esempio; Errico (34′ st Zappella), Tascone, Russo (7′ st Santoro, dal 34′ st Sannipoli), Tessiore, Viteritti (26′ st Mastrantonio); Starita, Spavone (7′ st Zuppel). A disp.: Stellato, Toma, Marchioro, Mule, Bafaro, Vitturin. All.: Ginestra.
ARBITRO: Esposito da Napoli (assistenti Cassano e Munitello).
RETI: 46′ pt Tenkorang, 51′ st Sannipoli, 56′ st Solini.
AMMONITI: Russo, Rossetti, Zuppel, Frascatore, Solini.
TIRI (IN PORTA): 10 (5) – 7 (4)
ANGOLI: 6-1.
SPETTATORI: 3.355 (di cui 2.753 abbonati, 17 ospiti), incasso 23.876 euro.

A QUESTO LINK LE NOSTRE PAGELLE

A quasi un mese e mezzo dall’ultima volta, il Ravenna torna a vincere. E lo fa di nuovo all’ultimo respiro, quando il cronometro ha superato il minuto numero 100, pochi secondi dopo aver incassato il gol del momentaneo pareggio dal Guidonia. Finisce 2-1 questa volta non grazie a Okaka (come con il Pontedera) ma al gol decisivo del difensore Solini sugli sviluppi di un calcio d’angolo. I problemi del Ravenna, però, non sembrano essere risolti.

La prima svolta della partita arriva al termine di un brutto primo tempo, con il primo tiro nello specchio dei giallorossi: Tenkorang si ritrova in pieno recupero davanti al portiere grazie a un rimpallo e con un bel sinistro in diagonale torna al gol (il numero 7 in campionato), quattro mesi dopo l’ultima volta.

Per riprendere la corsa del girone d’andata (dopo la terribile serie di tre sconfitte e un pareggio tra fine 2025 e inizio 2026), Marchionni si affida al suo collaudato (ma sempre più prevedibile) 3-5-2, schierando davanti l’inedita coppia d’attacco arrivata dal mercato (Fischnaller-Italeng) e lasciando in panchina la fantasia di Spini (entrato solo l’ultimo quarto d’ora) e soprattutto Viola, rimasto desolatamente in panchina per tutta la partita. Il primo tempo, sinceramente non premia le scelte del mister, ma il gol nel finale di Tenkorang permette ai giallorossi di giocare una ripresa più nelle proprie corde, trovando spazi in ripartenza.

La partita però il Ravenna non riesce a chiuderla (nonostante quattro occasioni: palo di Falbo e tiro sul portiere in uscita di Luciani, oltre a due colpi di testa su angolo di Solini ed Esposito) e in pieno recupero la pareggia il Guidonia, fino a quel momento poco pericoloso. Tempo di rimettere la palla al centro e per i giallorossi arriva l’angolo della disperazione, decisivo, con Solini che trova il guizzo vincente.

Per il bel gioco, meglio ripassare. Ma è comunque una ripartenza…

Lamone, la segnalazione: «Tronchi e detriti accumulati alla chiusa di Errano da un mese»

Tronchi, legna e detriti sono accumulati da un mese alla chiusa del fiume Lamone a Errano, nel territorio di Faenza. È la segnalazione di Roberta Conti, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Faenza, sulla base di una foto scattata ieri, 23 gennaio.

«Da 29 giorni la chiusa si trova ancora in queste condizioni senza che sia stato effettuato alcun intervento risolutivo – lamenta Conti –. Dopo le alluvioni che hanno devastato Faenza e dopo un’alluvione scongiurata solo per fortuna la vigilia di Natale, questa non è più un semplice ritardo: è irresponsabilità politica».

La leghista non risparmia accuse all’amministrazione comunale: «Non siamo davanti a un imprevisto, ma all’ennesima dimostrazione di un’amministrazione che non ha imparato nulla da ciò che è successo negli ultimi anni. Le immagini parlano da sole: materiali lasciati lì per settimane e un rischio evidente per il territorio».

Arrestato 67enne: aveva un chilo di marijuana e l’attrezzatura per coltivarla e confezionarla

Un 67enne italiano residente a Alfonsine è stato arrestato dai carabinieri perché trovato in possesso di circa un chilo di droga.

Secondo le informazioni raccolte dai militari, l’uomo era coinvolto in attività di produzione e coltivazione di stupefacenti per lo spaccio nella propria abitazione.

Grazie al supporto dei carabinieri cinofili di Bologna e Padova, il nucleo operativo radiomobile della compagnia di Ravenna il 22 gennaio ha perquisito un casolare dell’uomo è ha trovato un chilo di sostanza già confezionata e gli strumenti per confezionarla. A quel punto le operazioni di perquisizione a carico dell’uomo sono state estese anche alle pertinenze dell’abitazione, il garage, sempre in uso al medesimo, all’interno del quale veniva ritrovato tutto il necessario per la produzione e coltivazione della marijuana.

In totale l’operazione ha portato al sequestro di due involucri di marijuana sottovuoto, una macchina per il sottovuoto e sacchetti per il confezionamento, centrifughe manuali per la spremitura di olio di marijuana di diverso diametro, numerose seminiere in polistirolo per l’avvio di piccole piantine, riflettori per illuminazione da interno e un termometro/igrometro con relativa sonda.

Il giudice ha convalidato l’arresto e sottoposto il soggetto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza.

In arrivo piogge deboli, ma il terreno è saturo: allerta meteo gialla per Ravenna

Allerta meteo gialla della protezione civile per il territorio del comune di Ravenna per criticità idraulica, dalla mezzanotte di oggi, sabato 24 gennaio, alla mezzanotte di domani, domenica 25.

Per la giornata di domenica 25 gennaio non sono previsti fenomeni meteo significativi, tuttavia in considerazione dello stato di saturazione del terreno e delle piogge previste nelle prime ore del giorno, si prevedono innalzamenti dei livelli idrometrici, con temporanei superamenti della soglia 1.

Si raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso: prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua ed evitare di accedere ai capanni presenti lungo gli stessi (se si allaga la golena il capanno deve essere evacuato); prestare attenzione alle strade eventualmente allagate, non accedere ai sottopassi nel caso li si trovi allagati.

Il centrodestra di Cervia: «Pd non trasparente, scarica il sindaco per rifarsi una verginità»

Dalle forze politiche di centrodestra a Cervia partono accuse verso il Pd di scarsa trasparenza per la condotta tenuta nel caso dell’ormai ex sindaco Mattia Missiroli. Forza Italia, Fratelli d’Italia e la lista civica Cambia con me criticano l’arroganza dei Dem che hanno voluto trattare la vicenda come se fosse un fatto interno alla sola maggioranza e non qualcosa che coinvolgeva l’intera città. «Correnti interne e giochi di potere, che governano da anni la città, ma che con questa penosa vicenda sono finalmente emersi anche agli occhi di chi fino ad oggi non voleva vederli».

Come noto, la giornata di ieri, 23 gennaio, ha riservato due colpi di scena. In tarda mattinata il sindaco ha annunciato il ritiro delle dimissioni presentate il 5 gennaio dopo la notizia dell’indagine a suo carico per presunti maltrattamenti e lesioni alla moglie. Nel tardo pomeriggio le dimissioni in blocco dei consiglieri comunali di maggioranza che hanno causato la decadenza della giunta e il ritorno alle urne in primavera (nel frattempo il prefetto nominerà un commissario per l’ordinaria amministrazione).

«Il Pd ha trascinato consapevolmente per oltre un mese la situazione – si legge nella nota congiunta di Fratelli d’Italia e l’ex candidato sindaco Massimo Mazzolani –, con silenzi, omissioni e condotte contraddittorie, salvo poi esibirsi ieri pomeriggio in un’azione di forza che mal si concilia con tutto quanto accaduto in precedenza».

Alcuni dettagli a sostegno di questa posizione: «Missiroli è stato imposto dal Pd anche agli alleati nel 2024, sostenuto e magnificato per un anno e mezzo; la giunta ha continuato a deliberare sino al 20 gennaio 2026. Il Pd ha continuato a gestire la città come se fosse una sua proprietà, mettendo i cittadini di fronte al fatto compiuto ed evitando accuratamente di fornire spiegazioni chiare».

Fdi critica il Pd anche per una conseguenza delle dimissioni in blocco: «Così ha negato alla città un momento di confronto istituzionale nell’aula, evitando di presentare una mozione di sfiducia e impedendo così al sindaco di spiegare la propria posizione nella sede deputata e alle forze politiche in consiglio comunale di confrontarsi nell’interesse dell’intera comunità».

I meloniani giudicano strumentale la mossa di scaricare Missiroli: «Diventa un capro espiatorio che risponde e risponderà per tutti, quasi a voler far intendere che fino a ieri il Pd fosse costretto a seguire il sindaco e che non avesse voce in capitolo. Ma, sia chiaro, la pugnalata alla schiena al Sindaco, attuata dai suoi stessi compagni di partito, non è finalizzata alla trasparenza, è finalizzata a cercare di ricostruire una verginità politica, come altre volte è già accaduto».

Forza Italia dice di aver mostrato alla città di che cosa è realmente capace il Pd: «Non c’era modo migliore nelle ultime ore che lasciarlo operare indisturbato. Gli esiti non hanno tradito le aspettative. Il partito egemone non è stato capace di mantenere la lucidità necessaria per farsi tutore di un bene primario: la trasparenza verso i cittadini».

L’annuncio: «Il teatro di Lugo riaprirà tra ottobre e novembre». Ripristino costato 1,3 milioni

Il teatro Rossini di Lugo riaprirà al pubblico tra metà ottobre e metà novembre del 2026, a distanza di tre anni e mezzo dall’alluvione. Lo ha annunciato il Comune oggi, 24 gennaio, in occasione di un sopralluogo della sindaca Elena Zannoni e dell’assessore Gianmarco Rossato al cantiere (iniziato nel settembre 2025) con le persone, le aziende, le associazioni e gli enti che hanno contribuito al recupero dell’immobile. Il ripristino dei danni causati dall’acqua e altre migliorie, infatti, è costato 1,3 milioni di euro ed è stato interamente coperto da donazioni di privati (di cui 600mila euro dalla raccolta fondi promossa dal quotidiano Corriere della Sera e dal Tg La7 e 400mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì). Va ricordato che il Rossini aveva riaperto nella primavera del 2022 dopo un cantiere di circa tre anni per il consolidamento sismico.

Il teatro, con una capienza di 448 posti, è il più antico teatro comunale dell’Emilia-Romagna tra quelli tuttora in attività: la costruzione risale al periodo 1758-1761. Nel 1859 fu intitolato a Gioacchino Rossini, all’epoca ancora vivente: il compositore visse a Lugo due anni (1802-1804) e qui cominciò a studiare musica.

La mattina del 19 maggio 2023 l’acqua raggiunse un livello di 162 cm nel teatro, danneggiando gravemente la struttura e in particolare la platea, il palcoscenico, il golfo mistico e parte degli intonaci del piano terra e dei sotterranei.

A fare il punto sui lavori è stato l’architetto Sanzio Castagnoli di Cesena, rappresentante del raggruppamento temporaneo di professionisti che sta curando il progetto dall’agosto del 2024. Castagnoli, figlio dei custodi del teatro Verdi di Cesena, è al sesto restauro di teatri in carriera.

«L’obiettivo è riportare il teatro alle condizioni pre-alluvionali – ha spiegato il professionista –, cogliendo l’occasione per migliorare e implementare alcune prestazioni, prevalentemente a livello impiantistico e di sicurezza. In particolare, le sotto-corsie dei palchi del primo ordine hanno richiesto grande attenzione perché le murature e gli intonaci, nonostante ripetuti interventi di ripristino, erano in uno stato tale da richiedere interventi più drastici del previsto, fino alla scopritura dei mattoni e la re-intonacatura con prodotti risananti a base calce».

Anche le strutture lignee della platea e del golfo mistico, detto anche buca d’orchestra, hanno subìto danni ingenti: «Nel caso del golfo mistico non è stato possibile restaurare il tavolato esistente. L’intervento ha riproposto la prosecuzione della platea nella zona di proiezione del golfo mistico, con apposite cavalle lignee di nuova realizzazione, mantenendo l’implementazione delle sedute in platea».

È stato rifatto al 90 percento anche il pavimento a tavole del palcoscenico, usando legno di pioppo, consolidando e potenziando la struttura lignea sottostante che era andata sott’acqua.

Nei palchi di tutti e quattro gli ordini sono stati alzati i parapetti: «Così si è ottenuto un miglioramento della sicurezza armonizzato con la visibilità, e in futuro realizzeremo una nuova imbottitura in velluto di colore azzurro-verde. Per il restauro dei decori e dei pavimenti in seminato del foyer è stata presentata la relazione tecnica alla Soprintendenza competente».

In via preliminare si è proceduto inoltre ad installare un sistema naturale chiamato “Dry Up 2.0 Technology” per mantenere le falde freatiche al di sotto dei punti critici nelle zone seminterrate del teatro. Agli accessi frontali e sul retro verranno installate porte anti-alluvione per scongiurare il ripetersi di situazioni analoghe.

La seconda e ultima fase degli interventi previsti al Rossini riguarderà il ripristino completo dell’impianto elettrico, la realizzazione di nuovi arredi per l’accoglienza del pubblico, la manutenzione degli infissi esterni e lavori di restauro e risanamento legati all’umidità di risalita.

«Siamo sempre più vicini alla riapertura del teatro, uno dei luoghi più identitari di Lugo, che ci preme restituire ai cittadini – ha commentato la sindaca Zannoni, presidente della Fondazione Teatro Rossini –. Il teatro per la nostra comunità si conferma un collante culturale e sociale. Starà poi a tutti noi, amministratori, operatori culturali, imprese e cittadini, riempirlo nuovamente di vita, eventi e occasioni di confronto nei mesi a venire».

Rossato, assessore alla Cultura, ha sottolineato la complessità dell’iter del progetto di recupero: «Parliamo di una struttura che aveva diverse criticità, ma lo slittamento dei tempi ci ha permesso di affrontare nel migliore dei modi il problema dell’umidità in particolare, senza contare le altre migliorie che oggi cominciamo a toccare con mano, a partire dalle ricadute positive dell’intervento sull’isolamento, la fruibilità e la sicurezza dell’intera struttura».

Furti in serie al distributore delle merendine: bottino oltre mille euro, 35enne denunciato

Un 35enne italiano è stato denunciato dalla polizia a Ravenna per furto aggravato continuato perché accusato di aver derubato più volte un distributore automatico di bevande e cibi installato in un’azienda della zona industriale della città. Il valore complessivo dei furti supera i mille euro. L’uomo ha precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e contro la persona. La notizia è resa nota oggi, 24 gennaio, dalla questura con un comunicato inviato alla stampa.

La vicenda nasce a inizio dicembre quando il titolare di una società che installa e gestisce i distributori ha presentato querela per una serie di ammanchi. I furti erano avvenuti in diverse occasioni sempre nello stesso distributore a partire dalla scorsa estate.

Le indagini della squadra mobile hanno incrociato gli orari degli ammanchi con quelli del personale interno ed esterno all’azienda e hanno analizzato le immagini di videosorveglianza arrivando al presunto colpevole, dipendente di una ditta esterna rispetto a quella in cui era installato il distributore, ma con possibilità di accedere ai locali in forza di contratti di manodopera tra le due aziende. Approfittava degli orari serali e notturni per appropriarsi dell’incasso giornaliero.

Il sindaco “sfiduciato” quasi non ci crede: «Chiederò una verifica all’Organo di vigilanza del Pd»

Poco dopo le dimissioni di massa annunciate da consiglieri comunali della maggioranza di centrosinistra e assessori della sua giunta, il sindaco Pd di Cervia, Mattia Missiroli, replica sui social, al termine di una giornata in qualche modo storica, politicamente parlando, per la provincia di Ravenna. Mai, probabilmente, si erano visti da queste parti “volare gli stracci” così pubblicamente all’interno del centrosinistra.

Breve riassunto delle puntate precedenti. Il sindaco Missiroli a inizio gennaio si è formalmente dimesso dopo la notizia dell’indagine a suo carico per maltrattamenti ai danni della moglie. Oggi quelle dimissioni le ha ritirate (c’erano venti giorni di tempo, da regolamento). Spiazzando evidentemente anche la maggioranza che lo sosteneva, che nel giro di poche ore dall’annuncio, come detto, lo ha sfiduciato, portando Cervia verso nuove elezioni.

La replica di Missiroli è molto forte, quasi incredula: «Qualora tali dimissioni fossero confermate – commenta in un post pubblicato sui social -, non potrei che prenderne atto, pur ritenendo che non rappresentino la scelta giusta per Cervia. Sono un sindaco espressione del Pd: se il Pd non mi ritenesse più adatto a questo ruolo, che nasce da elezioni democratiche, ritengo doveroso conoscerne in modo chiaro e formale le motivazioni. Rimane inteso che se non fossi ritenuto più adatto a ricoprire la carica di sindaco, è ovvio che non sarei più idoneo a far parte di questa comunità, e dunque chiederei una verifica presso l’Organo di vigilanza interno al Partito Democratico e in ultima analisi l’espulsione dallo stesso partito con motivazioni».

«Essere garantisti e rispondere alla Costituzione – conclude Missiroli – non è uno scherzo: è un dovere. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità di fronte alla città e ai suoi cittadini. Se tutto questo fosse vero, non credo che in questi tempi si sia potuto operare con la massima lucidità».

Cervia, sindaco scaricato dalla maggioranza: assessori e consiglieri si dimettono e si andrà a votare

Mattia Missiroli ritira le dimissioni da sindaco di Cervia, presentate dopo l’indagine a suo carico per presunti maltrattamenti e lesioni alla moglie, ma si dimettono in blocco gli assessori e i consiglieri di maggioranza. Di conseguenza il consiglio e la giunta decadono e si andrà a elezioni nella prima finestra utile.

Svolta clamorosa nello scenario politico cervese che da un mese è scosso dalle vicende che toccano il primo cittadino. La notizia dell’indagine a carico dell’architetto 44enne, infatti, è emersa sulla stampa prima di Natale e Missiroli ha formalizzato le sue dimissioni il 5 gennaio. Fino al 26 gennaio avrebbe potuto ritirarle e così ha fatto oggi, 23 gennaio. La scelta del dietrofront è arrivata dopo che il tribunale ha respinto per la seconda volta la richiesta di arresti in custodia cautelare. Nella tarda mattinata Missiroli ha incontrato la stampa per ribadire la sua scelta e confermare di avere la fiducia del partito.

Dichiarazione smentita poche ore dopo quando arriva la presa di posizione dei colleghi di giunta e di maggioranza in consiglio. «Con profondo rammarico, riteniamo che sia venuto meno il quadro di condizioni indispensabili per proseguire con efficacia e responsabilità il mandato amministrativo. Con questo spirito, e mettendo al primo posto l’interesse della città, rassegniamo contestualmente le nostre dimissioni, affinché si possa aprire in tempi più rapidi un nuovo passaggio democratico e restituire ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso nuove elezioni. Si tratta di una scelta difficile, assunta con sofferenza, ma orientata esclusivamente a tutelare la stabilità istituzionale e la serenità della comunità cittadina».

I dimissionari in blocco parlano di «scelta maturata a seguito di un confronto politico approfondito e condiviso, compiuta esclusivamente nell’interesse della città e nel rispetto delle istituzioni». La lettera di dimissioni parla di situazione complessa che ha inciso profondamente sul clima politico e istituzionale della città: «Riteniamo impossibile la serenità necessaria all’azione amministrativa e al pieno funzionamento degli organi di governo locale. Decisioni che incidono in modo così profondo sul futuro amministrativo di una città non possono essere solo il risultato di scelte personali, comprensibilmente difficili, ma nascono da una valutazione condivisa, assunta collegialmente da chi ha la responsabilità di rappresentare i cittadini nelle istituzioni».

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