domenica
10 Maggio 2026

Sara Errani vince il doppio agli Internazionali di Roma, 12 anni dopo l’ultima volta

La tennista di Massa Lombarda in trionfo al Foro Italico insieme a Jasmine Paolini

Sara Errani 19 Maggio 2024

Sara Errani, a 37 anni compiuti, ha vinto il torneo di doppio (in coppia con la 28enne toscana Jasmine Paolini) gli Internazionali di tennis di Roma, 12 anni dopo l’ultima volta con Roberta Vinci.

Sconfitte in finale le teste di serie n° 3, l’americana Coco Gauff e la neozelandese Erin Routliffe

«Una grande gioia vincere qui a Roma», ha dichiarato la tennista di Massa Lombarda, per cui vincere a Roma 12 anni dopo «ha un sapore pazzesco».

Ora l’obiettivo sono le Olimpiadi di Parigi: «Se saremo favorite alle Olimpiadi? Direi di no – ha risposto la Errani in sala stampa -, ci sono tante coppie che possono giocare molto bene: noi ce la metteremo tutta, ma da qui a essere favorite è lunga».

Spari sull’Adriatica: ferita una prostituta, colpita a braccia e torace

È successo nei pressi della Cava Manzona. La donna non è in pericolo di vita. Indagini dei carabinieri

 

Una prostituta bulgara di 30 anni, residente fuori provincia, è stata ferita da alcuni colpi di arma da fuoco nella serata di domenica 19 maggio, lungo la Statale Adriatica, all’altezza della Cava Manzona vecchia, tra Savio e Mirabilandia.

L’agguato è avvenuto nella piazzola dove si prostituisce abitualmente. La donna non è in pericolo di vita, ma ricoverata in prognosi riservata al Bufalini di Cesena con ferite a torace e braccia.

Dopo gli spari, la donna si è portata fino al ciglio della strada – percorrendo circa una ventina di metri – dove è stata soccorsa da un’ambulanza che stava passando da lì in quel momento per caso.

Nello stesso luogo, alcuni anni fa, era stato ucciso il 42enne metronotte Salvatore Chianese.

Indagini in corso nel giro della prostituzione locale, a cura del reparto investigativo dei carabinieri.

Il Ravenna vince i playoff e ora può almeno sperare in un ripescaggio

Al Benelli la stagione termina con una vittoria contro il Corticella

Ravenna Corticella Festa

Il Ravenna Fc ha vinto (2-1) ai tempi supplementari la finale playoff contro il Corticella, salutando nel migliore dei modi i propri tifosi allo stadio Benelli.

Si tratta dell’epilogo di una stagione comunque da ricordare per i giallorossi, che sul campo avrebbero chiuso il girone D del campionato di calcio di serie D al primo posto a pari merito con il Carpi, per quello che sarebbe stato un giustissimo spareggio. Ma la cancellazione dal campionato della Pistoiese a poche giornate dal termine e la conseguente decisione di annullare tutti i punti fatti dalle altre squadre contro i toscani, ha portato il Ravenna a perderne due nei confronti proprio del Carpi, promosso in C.

Resta una piccola speranza, quella del ricorso contro lo stesso Carpi del Forlì, che chiede la vittoria a tavolino della partita persa invece sul campo contro gli emiliani (qui spiegavamo la questione). Dopo due ricorsi rifiutati, ora la palla passa al Collegio di garanzia del Coni, che dovrà decidere sulla questione il 4 giugno.

Nel frattempo, il Ravenna ha fatto il proprio dovere sia in semifinale che in finale, vincendo i playoff e mantenendo così aperta una finestra per un eventuale ripescaggio in serie C.

Primo gol in serie A per il ravennate Prati nella sfida decisiva contro il Sassuolo

Con un risultato finale di 2-0 la squadra rossoblù si è garantita la salvezza in campionato, anche grazie alla rete del centrocampista ravennate

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Prima rete in serie A per Matteo Prati, durante la partita Cagliari-Sassuolo di oggi (domenica 19 maggio) disputata sul territorio modenese. Il diciannovenne ravennate ha esordito nella più alta categoria del calcio italiano lo scorso settembre, con i colori del Cagliari. Il gol si è rivelato essere di fondamentale importanza per la squadra che, con il risultato finale di 2-0 è riuscita a garantirsi la salvezza, abbandonando il timore della retrocessione.

Ai microfoni di Dazn il centrocampista ha rivelato «Diciamo che quando ho visto il pallone arrivare volevo solo tirare e buttarmi in mezzo alla nostra gente ed è a loro che dedico il mio primo gol in serie A».

Per un ravennate che ride, uno che piange: alla guida del Sassuolo, infatti, il tecnico Davide Ballardini non è riuscito nell’impresa ed è ufficialmente retrocesso.

 

Il Grande Teatro di Lido Adriano torna al Ravenna Festival con “Panchatantra”

L’opera, tratta da una raccolta di favole moralistiche indiana, riflette sulla condotta umana tra etica e morale. In scena anche quest’anno il Coro composto da attori, musicisti e cantanti di ogni età e etnia

2 Ph. Credits Nicola Baldazzi

Panchatantra o le mirabolanti avventure di Kalila e Dimnac è il nuovo spettacolo de Il Grande Teatro di Lido Adriano, in scena per la prima volta su territorio nazionale «e probabilmente in tutto l’Occidente» come riportato dall’organizzazione, dal 30 maggio al 2 giugno, alle ore 20 negli spazi del Cisim di Lido Adriano (viale Parini 48) nell’ambito del Ravenna Festival 2024.

La compagnia di teatro popolare è nata da riflessioni e scambi tra un gruppo di artisti e operatori di Ravenna, legati alla periferia della città e al lido più popoloso e cosmopolita della riviera e ha debuttato al Festival lo scorso anno con Mantiq At-Tayr – Il Verbo degli Uccelli, riscuotendo un notevole successo da parte di critica e spettatori.

«Ravenna Festival aderisce con grande convinzione al nuovo progetto del Grande Teatro del Lido Adriano – sottolinea il codirettore artistico Franco Masotti – che oltre all’innegabile efficacia della formula partecipativa riesce a creare una vera e propria vivacissima comunità artistica che parte da un profondo senso di cittadinanza e appartenenza. Panchatantra rientra inoltre pienamente nel nucleo tematico degli spettacoli del festival dedicati al grande tema dell’immigrazione».

Lo spettacolo è tratto da un testo composto in sanscrito nel III secolo A.C. sotto il titolo “Panchatantra” e successivamente tradotto in arabo col titolo “Kalila wa-Dimna” (Kalila e Dimna), che racconta le vicende di due sciacalli che vivono alla corte del leone, re del paese.
«Se Kalila è soddisfatta della sua condizione, Dimna aspira invece agli onori, qualunque sia il mezzo per raggiungerli. Ciascuno dei due giustifica la propria posizione collegando tra loro aneddoti differenti che veicolano precetti etici e morali – racconta Tahar Lamri, scrittore ravennate di origini algerine e drammaturgo dell’opera–. Questa raccolta di favole moralistiche orientali, precisamente di origine indiana, è conosciuta come un libro destinato a insegnare la saggia condotta umana, opera sapienziale destinata ad insegnare a sovrani e governanti i principi del buon governo attraverso la saggezza pratica o l’arte di governare. L’universo umano è trasposto in bestiario per poter meglio descrivere la natura degli uomini: lo spazio selvaggio umanizzato o giungla sorvegliata diviene lo specchio della natura umana di cui mettono a nudo passioni e inclinazioni».

3 Ph. Credits Nicola BaldazziCome l’anno scorso, il protagonista dell’opera è Il Coro del Grande Teatro di Lido Adriano composto da un centinaio di persone tra attori, cantanti e musicisti di tutte le età. Chiunque può infatti entrare a fare parte del Coro, prendendo parte ai laboratori svolti al Cisim durante i mesi invernali, che vanno a costruire, settimana dopo settimana, lo spettacolo.

A curare la realizzazione di Panchatantra, Luigi Dadina (Teatro delle Albe); con la direzione artistica di Lanfranco Vicari, direttore artistico del Cisim; la drammaturgia di Tahar Lamri; le musiche di Francesco Giampaoli (col contributo di Enrico Mao Bocchini); il songwriting di Lanfranco Vicari e la voce di Jessica Doccioli. La direzione organizzativa è di Federica Francesca Vicari, affiancata da Federica Savorelli, Greta Mini, Marco Molari, Albino Nocera e Hiba Alif. Al gruppo di lavoro si aggiunge la Compagnia Spazio A con Camilla Berardi, Marco Montanari e Marco Saccomandi che hanno condotto i laboratori di teatro e saranno in scena con il Coro del Grande Teatro di Lido Adriano. La scenografia è affidata a Alessandra Carini, gallerista e curatrice artistica e all’artista Nicola Montalbini, con la collaborazione di quattordici studenti e studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna. L’ideazione grafica è di Massimiliano Benini, il layout e l’impaginazione di Silvia Montanari.

È possibile prenotare i biglietti sul sito del Ravenna Festival (10 euro intero, 5 ridotto under18)

“La guerra delle donne” in scena al Rasi in un racconto sulle staffette partigiane

Dal sacrificio delle donne partigiane alle battaglie delle adolescenti di oggi: il progetto di Eugenio Sideri avrà tre repliche, una dedicata agli studenti, una alla cittadanza e una all’interno del carcere ravennate

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“Teodora. La guerra delle donne, le donne in guerra”, curato Eugenio Sideri/Lady Godiva Teatro, porta in scena la  guerra quotidiana delle donne in un racconto teatrale che va dalle storie delle staffette partigiane a quelle delle adolescenti di oggi.

Lo spettacolo, in programma per lunedì 20 al Teatro Rasi, avrà una replica mattutina dedicata agli studenti delle scuole superiori e una serale a ingresso libero (ore 21) aperta alla cittadinanza. Una terza replica sarà rappresentata il 23 maggio all’interno della casa circondariale di Ravenna, dove Sideri stesso, insieme alla sua compagnia, sta portando avanti da anni progetti teatrali.

Sul palco del Rasi, oltre ad attori e danzatori professionisti, “Le Oltraggiose”, adolescenti che il regista Sideri guida dal 2019, con le quali sono stati realizzati vari progetti che hanno visto protagonisti temi e soggetti al femminile (su Anna Polikovskaja, Medea, Euridice, la violenza di genere, il femminicidio). Alcuni dei testi dello spettacolo sulle staffette partigiane sono frutto del lavoro della classe “terza M turismo” dell’Istituto tecnico commerciale Ginanni di Ravenna, coordinata dalla professoressa Ilaria Cerioli. Il progetto vede inoltre la preziosa collaborazione del liceo scientifico Oriani, di Linea Rosa, Spazio A e Kc-Academy di Bologna, ed è stato realizzato con on il sostegno dell’assessorato alle Politiche e cultura di genere.

«Dare la vita. Tre parole per esprimere il mettere al mondo, ma anche per significare l’essere pronti a morire. Da qui siamo partiti, dalle staffette e dalle partigiane che, 80 anni fa, si sono battute anche a rischio della vita, per liberare l’Italia e farne un Paese libero e democratico; un Paese dove credevano che avrebbero potuto realizzare i loro sogni e desideri di donne. Una battaglia vinta ma, al tempo stesso, ancora in atto, su altri piani, in altri modi. La guerra quotidiana, appunto, delle donne, contro la violenza che viene loro fatta, fisica, morale, verbale. Una guerra che ahimè coinvolge età e ceti sociali diversi e che conduce, con un orrore quasi quotidiano, a volte anche alla morte» commenta il regista.

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Una recente ricerca mette Ravenna tra le province ad “Alto rischio” di overtourism

Il gruppo Demoskopika ha stilato un elenco delle località italiane minacciate dal sovraffolamento turistico: in regione rischio alto anche per Forlì-Cesena e molto alto per Rimini

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La Provincia di Ravenna è ad alto rischio di sovraffollamento turistico, con risvolti negativi sulla qualità della vita dei residenti, sull’ambiente e sulla stessa esperienza turistica. Questo è quanto emerso da un’indagine di Demoskopika, i cui risultati sono stati depositati in esclusiva all’Ansa. La notizia è stata riportata online da Wired.

Il gruppo di ricerca ha stilato una lista delle province italiane più propense all’overtourism, basando la propria analisi sull’Indice Complessivo di Sovraffollamento Turistico (Icst), un indicatore sperimentale ideato dalla stessa agenzia e che valuta cinque principali criteri: densità turistica, densità ricettiva, intensità turistica, occupazione delle strutture e quota di rifiuti generati. Le città analizzate sono state poi catalogate secondo tre livelli di rischio, moderato, alto e molto alto.

Ravenna risulta appunto nella seconda fascia di rischio (alto) e nella stessa categoria rientra anche la vicina provincia di Forlì-Cesena. Nella fascia di rischio superiore a livello nazionale solo Rimini, Venezia, Bolzano, Livorno, Trento, Verona, Napoli.

La preoccupazione per le città menzionate è rivolta sia alla qualità della vita locale, sia alla sostenibilità turistica: «L’overtourism  non solo minaccia la sostenibilità delle nostre destinazioni più amate ma rischia anche di compromettere la qualità dell’esperienza per i visitatori e la qualità della vita per i residenti, – dichiara Raffaele Rio, presidente di Demoskopika. – Il sovraffollamento turistico è un campanello d’allarme che ci chiama ad agire, promuovendo un turismo più responsabile e sostenibile». Per prevenire il fenomeno, è necessario concentrarsi su una corretta gestione dei flussi turistici e mettere al primo posto la sostenibilità ambientale: «È fondamentale – conclude Raffaele Rio – implementare politiche di gestione del turismo che includano limitazioni temporali e numeriche per l’accesso ai luoghi più a rischio, insieme a strategie per promuovere destinazioni alternative meno note ma altrettanto ricche di cultura e bellezza oltre a incentivare il turismo fuori stagione promuovendo i luoghi anche in periodi meno affollati».

Un fine settimana all’insegna dell’enoturismo con il “Trat-tour” di Oriolo dei Fichi

Percorsi in bici, a piedi, su carro panoramico o trenino alla scoperta delle campagne faentine e delle eccellenze enogastronomiche del territorio

Enoturisti In Cammino

Torna a Oriolo dei Fichi la tradizionale due giorni all’insegna dei sapori del territorio e dell’incontro con vignaioli e artigiani locali. Sabato 25 e domenica 26 maggio le campagne che circondano l’antica torre medievale ospiteranno l’ottava edizione del il Trat-Tour, con numerosi gli itinerari tra vigne e strade di campagna da poter percorrere a piedi, in bicicletta o sul carro panoramico, per una giornata all’insegna della natura e dell’enoturismo.

I partecipanti potranno muoversi tra le cantine a piedi, in bicicletta, su un carro panoramico trainato da un trattore o su un trenino, scegliendo tra percorsi di diversa lunghezza e facilità riportati su una cartina che verrà consegnata al momento della partenza al punto di ritrovo, che come da tradizione sarà la Torre di Oriolo. Da lì, sabato dalle ore 12 alle 19 e domenica dalle ore 10 alle 19 si potranno per raggiungere le otto cantine di Oriolo dei Fichi e degustare il Centesimino, il Famoso, l’Albana, il Sangiovese e gli altri vini tipici del territorio.

Un carro panoramico trainato da un trattore farà la spola per tutta la durata dell’evento tra le cantine La Sabbiona, Leone Conti, Spinetta, San Biagio Vecchio e Ancarani, mentre un secondo itinerario ad anello tra le cantine Zoli Paolo, Calonga e Poderi del Nazareno sarà percorso da un trenino. Entrambi i carri faranno tappa anche alla Torre di Oriolo per il solo rientro a partire dalle ore 17. Il braccialetto giornaliero per il trattore (riservato alle persone dai 14 anni in su) e per il trenino (nessun limite di età) si potrà ritirare alla Torre al costo di 4 euro, ma dovrà essere prenotato online. I braccialetti sono disponibili in numero limitato e devono essere ritirati il sabato entro le ore 15 ed e la domenica entro le 14; eventuali braccialetti prenotati ma non ritirati dopo questi orari saranno messi in vendita direttamente alla Torre, dove sarà anche possibile noleggiare per la giornata di domenica una bici muscolare o elettrica (al costo di 25 e 35 euro). Sabato sarà invece possibile partecipare a un tour guidato in bicicletta.

Al punto di ritrovo anche un punto ristoro attivo dalle ore 12 alle 21.30 che darà la possibilità di pranzare e cenare con piatti tipici del territorio da gustare sul luogo o consumare durante il tragitto. Sono disponibili anche altri punti ristoro all’agriturismo La Sabbiona, a Ca’ de Gatti e alla Casetta Rio del Sol.

Salvini a Cervia per la presentazione del suo nuovo libro

Appuntamento domenica 19 maggio alla sede del Comitato elettorale di via Nazario Sauro

718pUJPCbxL. AC UF1000,1000 QL80 Il leader della Lega Matteo Salvini sarà a Cervia domenica 19 maggio, per la presentazione di “Controvento. L’Italia che non si arrende” (Piemme 2024), il libro in cui il ministro descrive la propria visione del mondo tracciando il percorso delle sfide del prossimo futuro, tra autonomia, storico cavallo di battaglia della Lega, ponte sullo Stretto, difesa dei confini e una diversa idea di Europa.

L’appuntamento è alle ore 18 nella sede del Comitato elettorale Mazzolani sindaco, in via Nazario Sauro, 7M.

Alle ore 20 della stessa giornata Salvini sarà al Grand Hotel di Forlì (via del Partigiano, 12 bis) dove presenterà il libro intervistato da Claudia Conte, giornalista, scrittrice e opinionista tv.

«Stop al consumo di suolo, più spazio ai fiumi e ricostruire con delocalizzazioni»

L’associazione ambientalista invita la Regione a diventare un nuovo modello di governo del territorio

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Ridare spazio ai fiumi, fermare il consumo di suolo, interventi di ripristino nelle aree collinari e di montagna dando priorità a percorsi di rinaturalizzazione e un approccio innovativo alla ricostruzione che metta al centro interventi di adattamento e delocalizzazioni.
Questi i temi al centro del convegno organizzato da Legambiente a Faenza negli scorsi giorni, in occasione del primo anniversario dall’alluvione. L’incontro è stata anche l’occasione per una prima valutazione del Piano Speciale Preliminare di interventi sulle situazioni di dissesto idrogeologico redatto dall’Autorità di Bacino distrettuale del Fiume Po.

Piano che vedrà la sua versione definitiva entro la fine di giugno 2024, ma già si ravvisano nei territori i primi segnali di difficoltà, soprattutto per quanto riguarda le delocalizzazioni, e ancora una scarsa attenzione delle amministrazioni a introdurre percorsi così complessi. «Un tema fondamentale da approfondire – si legge in una nota di Legambiente a conclusione dei lavori del convegno – è quello riguardante gli interventi nelle aree urbanizzate, per evitare concretamente che si possano realizzare nuove costruzioni nelle aree allagate e attuare una ricostruzione fondata su un approccio innovativo che metta al centro l’adattamento alla crisi climatica e gli interventi di delocalizzazione. Le delocalizzazioni sono interventi assolutamente necessari e al contempo molto complessi da realizzare, serve mettere in atto processi di coinvolgimento delle amministrazioni e della popolazione e chiediamo una norma nazionale che faccia da riferimento in tal senso. Ma è necessario al contempo anche il protagonismo dei Comuni per mettere in campo piani urbanistici e i regolamenti edilizi coerenti con questo nuovo approccio, per evitare che il piano degli interventi rimanga scollegato dalla pianificazione e dalla gestione ordinaria del territorio».

Il presidente di Legambiente Emilia-Romagna, Davide Ferraresi, ritiene importante e positivo che sia l’Autorità di distretto del Po a sovrintendere la pianificazione degli interventi post-evento: «La Regione Emilia-Romagna ha davanti a sé una straordinaria occasione per fare da apripista e diventare un modello nazionale di un nuovo approccio al governo del territorio e della gestione del rischio alla luce del nuovo scenario a cui andiamo incontro».

Gli agronomi chiedono più spazio negli enti
«Purtroppo sono ancora pochi i Comuni e gli enti della Provincia di Ravenna che hanno un agronomo o un forestale nei propri organici per la cura del territorio e del paesaggio». Il rammarico di Giovanni Gualtieri, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Ravenna, è legato al tema della pianificazione territoriale: «Quando si sente dire che non bisogna più consumare suolo o, viceversa, sfruttarlo convenientemente è il dottore agronomo l’esperto in materia di terreni agricoli cui tocca l’ultima parola».

A Faenza il 65percento delle attività non arriva ancora ai fatturati pre alluvione

657 domande di aiuti al bando della Camera di Commercio Per 9 imprenditori su 10 è calato il potere di acquisto dei clienti

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A un anno dall’alluvione solo il 3 percento delle imprese della Romagna faentina non ha riaperto, ma il 65 percento non è ancora tornato al fatturato precedente e nell’86 percento dei casi ritiene che questo sia dovuto alla riduzione del potere d’acquisto della clientela a sua volta alluvionata.
È una sintesi di un’indagine svolta dal centro studi di Confesercenti Ravenna-Cesena attraverso un questionario a un campione di cento attività commerciali distribuite nei sei comuni della Romagna faentina (Brisighella, Casola, Castel Bolognese, Faenza, Riolo e Solarolo). Il 92 percento degli intervistati dichiara di aver subito danni dagli eventi climatici di maggio 2023.

Le due tipologie di danni più frequenti sono quelli indiretti (personale alluvionato, viabilità compromessa, clienti non raggiungibili…) e quelli agli immobili: entrambi vengono segnalati dal 58 percento degli intervistati.
Solo l’11 percento non ha mai fermato l’attività. Per chi invece si è dovuto fermare, le difficoltà maggiori incontrate verso la ripresa sono state il ripristino dei locali e la desertificazione dell’area commerciale circostante. Il ritorno alla normalità è stato finanziato con risorse proprie nell’88 percento dei casi, con prestiti bancari nel 24 percento e con aiuti familiari o donazioni nel 12 percento.

Insomma si nota, come emerge anche da altre fonti, che nessuna impresa nei primi dodici mesi post alluvione abbia beneficiato di sostegni pubblici. Finora infatti solo la Camera di Commercio si è attivata: 657 domande arrivate dalla Romagna faentina, 1.400 euro in media di aiuti per ognuna. L’associazione di categoria ha approfondito lo scenario del centro storico di Faenza. Solo il 13 percento del campione afferma che non ha perso attrattività. Il resto degli interpellati si divide fra chi parla di vetrine ancora spoglie e sporche e trasferimento fuori dal centro di alcune attività.
Il campione si spacca 55-45 in favore di chi è fiducioso per il futuro dell’economia della Romagna faentina. Per quelli pessimisti la ragione principale è le tante risorse che serviranno e i tempi lunghi.

Alla luce di questi risultati, Confesercenti avanza alcune proposte. Ordinanze di decoro per le vetrine, incentivi per il ripristino dei locali e nuovi arredi urbani per riqualicare le vie commerciali. Incentivi alle nuove attività commerciali (Imu, Tari, tassa suolo pubblico) per portarle nelle are danneggiate. Campagne di promozione del commercio di vicinato estendendo le politiche incentivanti anche ai quartieri alluvionati. Rafforzare i servizi in collina per contrastare lo spopolamento.

Continua il programma di riasfaltature: lavori in via Canale Molinetto e Bellucci

Lavori tra via Poggi e via Francesco de Sanctis martedì 20 e mercoledì 21 Gli interventi tra via Timavo e Nicolodi inizieranno invece giovedì 23

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Continua il programma di riasfaltature delle strade, oltre ai lavori di via Faentina, è in programma nei giorni di martedì 21 e mercoledì 22 maggio la riasfaltura della via Destra Canale Molinetto, nel tratto compreso fra via dei Poggi e via Francesco de Sanctis. È previsto il restringimento della carreggiata.

Sarà riasfaltato anche il raccordo tra via Destra Canale Molinetto e via Bellucci, davanti a via Livenza. L’intervento, originariamente in programma a partire da giovedì 16 maggio, è slittato a causa di un rallentamento in un cantiere precedente.

Da giovedì 23 maggio i lavori interesseranno invece via Bellucci, nel tratto tra le vie Timavo e Nicolodi. Anche in questo caso è previsto il restringimento della carreggiata. Si stima che tale intervento abbia una durata di quattro giorni.

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