domenica
10 Maggio 2026

“No agli antiabortisti nei consultori”: a Ravenna un presidio in difesa della 194

La manifestazione, promossa da Casa delle Donne in collaborazione con altre associazioni del territorio, si terrà sabato 18 maggio
«Chiediamo alle istituzioni di esprimersi pubblicamente davanti a questo ennesimo attacco all’autodeterminazione femminile»

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Una manifestazione per tutelare la legge 194, la salute e i diritti delle donne. L’appuntamento è per è sabato 18 maggio, ore 10.30, davanti al consultorio famigliare di via Berlinguer 11.

L’iniziativa nasce in risposta alla decisione del Senato dello scorso 23 aprile che, attraverso un emendamento al decreto sui fondi Pnrr, ha stabilito che le Regioni “possano avvalersi senza oneri a carico della finanza pubblica del coinvolgimento di soggetti del Terzo Settore con qualificata esperienza nel sostegno alla maternità”, lasciando trasparire la volontà di consentire alle organizzazioni antiabortiste di entrare liberamente nei consultori.

Il coordinamento organizzativo della manifestazione (Casa delle Donne Ravenna, Udi Ravenna, Donne in Nero Ravenna, Fidapa Ravenna e Linea Rosa Ravenna) commenta in una nota alla stampa: «Cosa fanno le associazioni antiabortiste nei consultori dove sono già presenti? agiscono vere e proprie vessazione, molestie, pressioni psicologiche e violenze nei confronti di donne che hanno intrapreso un percorso di interruzione volontaria della gravidanza. Instillano sensi di colpa, improvvisano colloqui indesiderati e invadenti, forniscono informazioni fuorvianti sulle procedure e i certificati, diffondono false informazioni scientifiche sulla presunta pericolosità dell’aborto e sulla falsa correlazione tra aborto e cancro al seno, seminando panico e terrore. Azioni di violenza gratuita e immotivata che respingiamo, e respingeremo, con determinazione».

L’emendamento si inserisce in un quadro generale di definanziamento dei consultori pubblici che nel corso degli anni sono stati già ridotti di numero, orari, funzioni e figure professionali.
La legge 34/1996 prevede un consultorio ogni 20.000 abitanti (10.000 nelle zone rurali e semi-urbane), ma secondo i più recenti dati, ne sono presenti 1.800, il 60% in meno dello standard minimo previsto per legge. A questa scarsità si aggiunge l’obiezione di coscienza, che contribuisce a ostacolare la libera scelta delle donne rendendo la legge 194 non sempre applicabile. A livello nazionale, il 63,4% dei ginecologi sono obiettori, con punte, in alcune regioni, di oltre l’80%.

«Eppure, nonostante continue politiche di depotenziamento, dal 1984 al 2022, gli aborti in Italia sono diminuiti del 72% e questo significa che la 194 ha funzionato e funziona. I dati ci dimostrano che non c’è alcun bisogno di far partecipare soggetti non meglio identificati, tanto meno qualificati, nel percorso di libera e consapevole scelta delle donne – continuano dalle associazioni – lo scopo reale dell’emendamento è quindi rinforzare il legame già esistente tra il governo e le associazioni antiabortiste proprio all’indomani dell’adozione della Risoluzione che invita il Consiglio europeo ad avviare le procedure di revisione dei trattati per inserire nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue l’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva e il diritto a un aborto sicuro e legale».

Oltre alla manifestazione pubblica, anche un appello alle istituzioni: «Chiediamo al Presidente delle Regione Emilia Romagna, al Sindaco di Ravenna nei suoi molteplici incarichi, al Direttore Generale dell’Ausl Romagna, alla Responsabile dei consultori della Provincia di Ravenna, di esprimersi pubblicamente davanti a questo ennesimo attacco all’autodeterminazione delle donne e della Legge 194. Chiediamo alla Regione Emilia Romagna di non avvalersi dell’emendamento, di riconfermare l’indirizzo politico e amministrativo che esclude la presenza delle associazioni antiabortiste dai consultori pubblici».

Il centro Antidiscriminazioni lancia il nuovo programma: «Cerchiamo volontari»

Una serie di appuntamenti dedicati alla sensibilizzazione, all’approfondimento storico e alla divulgazione di tematiche Lgbtq+, l’inaugurazione di una “biblioteca queer” e l’avvio di un corso di formazione per nuove figure da inserire nelle attività

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Nel marzo del 2023 inaugurava il primo centro Antiscriminazioni Lgbtq+ di Ravenna che, fin dai primi mesi di attività, ha evidenziato un importante riscontro nelle di richieste di assistenza e aiuto, sia in termini personali che legali (ne abbiamo parlato qui).

Oggi, a più di un anno dall’apertura, il centro è alla ricerca di nuovi volontari per accogliere al meglio le domande delle vittime di violenza e lancia così una call per la partecipazione al corso di formazione “Migliorare la qualità dell’assistenza e dei servizi per le persone Lgbtq+”.

L’obiettivo è quello di avvicinare nuove persone e accrescere le loro competenze per poterle impiegare nelle numerose attività in programma per il prossimo anno. Il corso sarà suddiviso in quattro moduli (il primo 30 maggio e i successivi il 6, 13 e 27 giugno) e si svolgerà nella sede del centro in via Enrico Berlinguer 7. I docenti saranno Natascia Maesi (Presidente nazionale di Arcigay), Manuela Macario (Responsabile Lavoro della Segreteria nazionale di Arcigay) e Gabriel Corbelli (Referente Sport di Arcigay Rimini). Tra le grandi novità del centro anche l’inaugurazione della biblioteca queer, ospitata nella sede di via Berlinguer,

In calendario per i prossimi mesi, un laboratorio di approfondimento storico sulla figura di Harvey Milk e una conferenza di approfondimento sulla Storia del Movimento Lgbtq+ italiano tenuta da Claudio Tosi, oltre a una serie di eventi dedicati alle ricorrenze importanti per la comunità, come il Tdov – Giornata della visibilità transgender, il Coming Out Day, la Giornata dedicata delle persone non binarie e bisessuali con la collaborazione di Orgoglio Bisessuale. In occasione della Giornata della consapevolezza intersessuale (26 ottobre) si terrà invece un convegno rivolto al personale medico-sanitario per sensibilizzare sulla condizione intersex. In programma anche la performance sulla genitorialità trans a cura di Egon Botteghi e un approfondimento sull’affido di minori alle famiglie omogenitoriali a cura di Silvia Manzari, una “Chiacchierata Radicale” sulle fobie e un evento di commemorazione delle vittime di transfobia in occasione del In occasione del Transgender Day of Remembrance, il 20 novembre.

Infine, il Centro sta lavorando anche ad un convegno che metterà a confronto la legislazione italiana, europea ed internazionale sui diritti Lgbtq+, alla presenza di Angelica Polmonari, presidente del Comitato direttivo delle donne di Ilga World. Non mancheranno infine eventi per il World Aids Day e la commemorazione delle vittime dell’Omocausto.

«Siamo molto orgogliosi della programmazione delle attività del Centro di Ravenna, ci auguriamo che gli eventi previsti siano un’occasione per far conoscere alla cittadinanza i nostri servizi e per far avvicinare le persone che vogliono darci una mano». ha dichiarato il coordinatore Ciro Di Maio.

Il Capo dei vigili del fuoco è diventato cittadino onorario di Ravenna

La cerimonia all’Alighieri a un anno dall’alluvione

Carlo Dall’Oppio – attualmente Capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e nei giorni dell’alluvione direttore regionale – è un nuovo “cittadino” di Ravenna.

La cittadinanza onoraria gli è stata conferita oggi (16 maggio) al teatro Alighieri di Ravenna dal sindaco Michele de Pascale, nell’ambito delle iniziative organizzate per l’anniversario dell’alluvione.

«Tale riconoscimento – si legge in una nota del Comune – trova motivazione nei grandi impegno e competenza dimostrati da Dall’Oppio nella gestione dell’emergenza e allo stesso tempo rappresenta un ringraziamento nei confronti dei Vigili del Fuoco che, insieme alle altre forze di intervento e alla Protezione civile, hanno gestito la situazione con grande professionalità e abnegazione».

Cna: su 293 imprese con danni per 25 milioni solo 4 hanno ricevuto aiuti dallo Stato

Il report dell’associazione di categoria, che accusa: «La struttura commissariale inadatta. Troppe complesse le procedure per i risarcimenti»

RAVENNA 14/05/2024. CNA RAVENNA UN ANNO DOPO L' ALLUVIONE

«Su 293 imprese che hanno avuto danni per 35,6 milioni di euro (senza contare i mancati fatturati) a oggi solo 4 (l’1,3 percento) hanno ricevuto risorse dallo Stato (per 6,1 milioni) con pratiche semplici e rapide in quanto esportatrici.

Sono in estrema sintesi i dati delle aziende associate di Cna Ravenna, forniti nel corso di un momento di confronto ospitato dall’associazione a un anno dall’alluvione della Romagna, in cui la vicepresidente di Cna Ravenna e Cna Nazionale, Marianna Panebarco, ha sottolineato come la struttura commissariale si sia rivelata «una struttura lenta e inadatta a gestire una ricostruzione così complessa come quella alluvionale attraverso pratiche complicate e piene di limiti che hanno reso più lungo e difficile – a volte quasi impossibile – ottenere i ristori e procedere con la ricostruzione».

Luca Coffari, responsabile del dipartimento Politiche economiche, sindacali e sociali di Cna Ravenna, ha presentato attraverso dati e statistiche, lo stato dell’arte: «I numeri di Cna Ravenna fotografano una situazione desolante sul fronte dei ristori alle imprese: 293 imprese associate hanno avuto danni per 35,6 milioni ai quali si aggiungono i mancati fatturati; di queste ad oggi solo 4 hanno ricevuto risorse dallo Stato per 6,1 milioni con pratiche semplici e rapide in quanto esportatrici, che in due tranche hanno visto riconoscere anche giustamente i mancati fatturati; cosa preclusa a tutte le altre aziende colpite».

«L’entità dei danni delle imprese è variabile – continua Coffari -, si va da 1.042 euro a 10 milioni, il 42% ha avuto danni inferiori ai 10mila euro; il 29% tra 10 e 50mila euro; l’11% tra 50 e 100mila euro; il 16% con danni sopra ai 100mila mentre il 2% ha avuto danni sopra ad 1 milione di euro».

Cna Ravenna ha poi voluto monitorare l’andamento della presentazione delle pratiche sulla piattaforma Sfinge, da parte di tutte le imprese (anche quelle non associate) scegliendo come territorio campione l’area della Romagna Faentina.  Il 29 febbraio, in tutto il faentino avevano presentato domanda solo 12 imprese su 850 potenziali (1,4%); nel secondo monitoraggio dell’8 maggio, le imprese che hanno presentato le domande sono state 44 su 850 (5,18%) con contributi richiesti per 4,5 milioni che però si sono tradotti in soli 162.777,50 euro di contributi effettivamente concessi, appena il 3,5% di quanto richiesto. Questo a causa delle complessità delle procedure – spiegano dall’associazione – che hanno portato infatti per il 47,7% delle pratiche presentate una richiesta d’integrazione (21) e 3 (6,8%) con esito negativo.

Con un recente sondaggio su un campione di 112 aziende socie, Cna ha indagato anche il sentiment delle imprese colpite dall’alluvione, che per il 26% come maggiore difficoltà ha segnalato la tenuta psicologica ed il senso di abbandono; il 15,8% sono in difficoltà per i tempi davvero troppo lunghi per avere i contributi dallo Stato; il 15% ha invece difficoltà per trovare le risorse economiche per riavviare l’attività e sopportare il calo di fatturato; mentre l’8% è preoccupato per l’incertezza sui lavori strutturali di messa in sicurezza , temendo nuove alluvioni.

A portare commoventi testimonianze, anche alcune imprese gravemente danneggiate.

Andrea Magnani, C.M. – Conselice: «La nostra azienda è stata colpita in pieno da entrambe le alluvioni: dopo la prima ci siamo rialzati abbastanza rapidamente, il colpo di grazia è arrivato con la seconda che ci ha messo definitivamente in ginocchio. Dopo lo sconforto iniziale, riacquistata un po’ di lucidità, abbiamo cercato un’area sicura dove trasferire ciò che siamo riusciti a salvare. Dopo è iniziata la lunga fase di recupero con un’ulteriore bonifica dello stabilimento e degli uffici, durato molte settimane. In queste fasi il supporto di Cna è stato notevole, con una grande capacità di far emergere tutti i casi e i problemi delle imprese. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto valere inizialmente la copertura assicurativa che ci ha consentito di riprendere l’attività in minima parte. L’aiuto vero è arrivato poi dai contributi come impresa esportatrice da Simest, grazie anche all’aiuto di Cna che ci ha assistito nella presentazione delle pratiche. Gli effetti dell’alluvione si sentono ancora oggi, ma questi aiuti ci hanno sicuramente consentito di ripartire e ridurre al massimo le inefficienze».

Orietta Caravita, Caravita Recinzioni – Bagnacavallo: «L’acqua e la melma ci hanno rubato casa e azienda. Uso il verbo “rubare” perché, come in un furto, mi sono sentita incolpevole come se qualcuno mi avesse rubato una parte della mia vita senza che potessi fare niente. Dopo un primo momento di confusione abbiamo unito le forze in un unico sforzo per ripartire: quando abbiamo condiviso su Facebook la richiesta di aiuto per la nostra azienda, in poche ore avevamo 40 angeli del fango davanti alla porta pronti ad aiutarci. Invito la politica a considerare sempre con maggiore importanza lo sviluppo economico e sociale senza dimenticare le future generazioni. Questa catastrofe ci ha dimostrato che la natura è più forte dell’uomo e che la crescita economica da sola non basta più. Non ci si può più permettere di vivere in un paese disorganizzato, È arrivato il momento di fare quel salto di qualità sempre annunciato e mai realizzato. La sostenibilità deve essere intesa come cambio di visione che ci faccia passare alla cura, al dovere, alla solidarietà fattiva».

Volturno Valgimigli, Tipografia Valgimigli – Faenza: «L’alluvione ha lasciato un segno indelebile in ognuno di noi. Nella mia azienda il livello dell’acqua ha raggiunto i 3 metri di altezza, danneggiando 700 quintali di carta, oltre a tutti i macchinari e portandosi via 120 anni di storia dell’azienda e della mia famiglia. Ho pensato di chiudere l’azienda, ma poi ho pensato ai dipendenti e alle loro famiglie. Mi hanno dato ancora più coraggio i tanti ragazzi che ci hanno aiutato a pulire tutto e rimetterci in piedi, ma dallo Stato non abbiamo ancora ricevuto nessun aiuto, nemmeno economico. Abbiamo ricevuto soldi solo dalle donazioni Cna e dai fondi personali accantonati per le pensioni, mentre le assicurazioni ci hanno pagato solo dopo sei mesi. Se oggi siamo ripartiti è solo grazie agli aiuti della comunità e a tanti sacrifici personali».

Una serata al Museo della Città tra arte e musica

Anche quest’anno il Mar aderirà alla Notte europea dei musei: oltre alla mostra di Salgado e alle collezioni permanenti del museo sarà possibile ammirare la scultura Sacral illuminata

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Anche quest’anno il Mar si prepara alla Notte europea dei musei, con un’apertura speciale dalle 18 alle 23 che permetterà di visitare la mostra Sebastião Salgado. Exodus – Umanità in cammino. La visita notturna avrà un costo ridotto (5€) e sono previsti intermezzi musicali negli spazi espositivi, grazie alla collaborazione con alcune scuole elementari e medie della città e con il Conservatorio Statale “Giuseppe Verdi”.

Alle 18.30 saranno presenti nella loggia al primo piano i bambini delle scuole primarie Mordani e Guido Novello di Ravenna, nell’ambito del progetto MusicAscuola, un percorso di educazione musicale ed inclusione scolastica. Dalle 19.00 alle 21.00 gli studenti delle scuole medie con indirizzo musicale Guido Novello, Don Minzoni e Mario Montanari eseguiranno nella loggia del primo piano, nella Sala del Camino e nella Sala del Seicento della pinacoteca alcuni brani di Mozart, Beethoven, Albeniz, Ellington, Mancini e molti altri; infine la serata prosegue con gli allievi del Conservatorio Statale Giuseppe Verdi che, nelle medesime postazioni, eseguiranno musiche di Bach, Prokofiev e Poulenc, oltre che un piccolo repertorio di musica Klezmer e pop.

L’apertura notturna consentirà di visitare oltre alla temporanea di Salgado le collezioni permanenti del museo: da quella antica a quella dei mosaici contemporanei al piano terra. Sarà anche possibile vedere illuminata la scultura Sacral, installazione di Edoardo Tresoldi nel chiostro cinquecentesco del museo. È possibile prenotare il biglietto di ingresso online sul sito del Museo della Città.

ScrittuRa entra nel vivo della rassegna: cinque giorni di appuntamenti in città

Da giovedì 16 un ricco calendario di incontri con gli autori tra Mar e Classense
Dalla letteratura per ragazzi di Veronica Truttero e Linda Traversi al femminismo di Jennifer Guerra

Jennifer Guerra

Quattro giorni di appuntamenti tra Mar e Classense per incontrare gli autori di ScrittuRa Festival. La rassegna entra nel vivo con un serrato programma di incontri nel cuore della città a partire da giovedì 16 maggio, con tre appuntamenti alla biblioteca: alle 17 l’illustratrice Veronica Truttero dialoga con la bibliotecaria Nicoletta Bacco del suo “I racconti di Ombraverde. Il ranocchio senza nome” (Terre di mezzo), in un incontro dedicato ai ragazzi. Alle 18.30 il protagonista sarà quindi Eraldo Baldini, l’inventore del Gotico Rurale con il nuovo “Le lunghe ombre fredde” (Rizzoli). Infine, alle 21, Matteo Cavezzali parlerà con Matteo Nucci del suo “Il grido di Pan” (Einaudi).

Venerdì 17 si torna in Classense dalle 17 con Gianumberto Accinelli e “Verde come l’Italia” (Piemme), poi (18.30) Vera Gheno dialogherà con Matteo Cavezzali del suo “Grammamanti – Immaginare futuri con le parole” (Einaudi). E alle 21 Jennifer Guerra parlerà di “Il femminismo non è un brand” (Einaudi) con Silvia Travaglini.

Sabato 18 maggio, sempre in biblioteca alle 17, 18.30 e 21, arrivano Linda Traversi e “Il riparatore di sogni” (Einaudi ragazzi), Luca Bottura con “Meno male che Silvio c’era” (La Nave di Teseo) e Ilaria Gaspari con “La Reputazione” (Guanda).

Domenica 19 Classense ancora protagonista, ma in matinée con Alessia Canducci e “Letture a zig zag” alle 10.30 e Giorgio Zanchini alle 11 con “La cultura nei media. Dalla carta stampata alla frammentazione digitale” (Carocci). Nel pomeriggio (ore 17.30) ci si sposta poi al Mar, dove Jacopo Veneziani presenta “La grande Parigi. 1900-1920. Il periodo d’oro dell’arte moderna” (Feltrinelli). Si conclude la rassegna in biblioteca Mercoledì 22 (ore 17), con il racconto di Davide Morosinotto del suo “La saga dei Da Mar” (Mondadori).

Tutti gli incontri sono a ingresso gratuito, è possibile consultare il programma completo degli appuntamenti in provincia sul sito.

Gli allagamenti un anno dopo l’alluvione: in meno di 2 ore la pioggia di un mese

Il meteorologo Randi: «Situazioni del genere sono difficili da prevedere»

Le violente piogge del pomeriggio del 15 maggio, un anno dopo l’alluvione del 2023, in breve tempo hanno provocato allagamenti urbani e nelle campagne, in particolar mondo in Bassa Romagna lughese.

La rete scolante urbana ed extraurbana (fognature, canali, fossi) non hanno retto gli enormi apporti di pioggia in breve tempo, come sottolinea il meteorologo Pierluigi Randi (presidente Ampro e consulente dell’agenzia Italia Meteo), ricordando come i nubifragi odierni non abbiano nulla a che vedere con l’alluvione dello scorso anno, «tant’è che sul nostro Appennino è piovuto pochissimo o per nulla, quindi l’impatto sui fiumi è pressoché nullo e non ci si deve preoccupare».

«A differenza dello scorso anno – continua Randi -, con piogge continue e insistenti (oltre le 30 ore per ciascuno dei due eventi principali) su un’area molto vasta (mezza regione) e con accumuli enormi sui rilievi, oggi siamo nella piena mesoscala, con piogge molto violente (e anche grandine) in poco tempo (massimo 2 ore) e localizzate nelle aree di pianura (in alcune zone quasi non è piovuto).
Peraltro, situazioni come quella di oggi, sono ben più difficili da prevedere con largo anticipo (più un fenomeno è piccolo e dura poco, più è difficile da prevedere). Tuttavia, poco dopo il nubifragio tutto torna a posto».

Alcuni numeri forniti da Randi però sono importanti: Lugo tra 60 e 65 mm; Bagnacavallo centro 48 mm; Bagnacavallo nord 58 mm; Cotignola 40 mm; Solarolo 43 mm; Massa Lombarda 43 mm.

«Quindi – commenta -, in meno di due ore è caduta la pioggia che normalmente su quelle zone cade nell’intero mese di maggio, dato che i valori climatologici sono tra i 55 e i 65 mm».

Giovedì 16 maggio si potrebbe replicare, con previsioni simili a quelle del 15 maggio nel pomeriggio.

Frontale su via Sant’Alberto: muore una donna di 71 anni

Al Bufalini la coppia alla guida dell’altra auto, che ha invaso la corsia opposta

Incidente Sant'Alberto 15 maggio 2024

Una donna di 71 anni è morta in un incidente avvenuto nel pomeriggio di oggi, mercoledì 15 maggio, in via Sant’Alberto a pochi chilometri dall’omonima località del comune di Ravenna.

A scontrarsi frontalmente, per cause ancora da accertare, una Dr con alla guida una donna di 76 anni di Lugo (che viaggiava insieme al marito di un anno più grande) che – secondo una prima ricostruzione – avrebbe invaso la corsia opposta, andando a scontrarsi con una Nissan con a bordo un’altra coppia. Ad avere la peggio la donna seduta nel sedile del passeggero della Nissan, la 71enne Gabriella Rinaldi, morta sul colpo. Il marito che si trovava alla guida è stato invece trasportato per accertamenti all’ospedale di Ravenna.

I due anziani a bordo della Dr sono stati trasportati in gravi condizioni al Bufalini di Cesena.

Oltre al marito, la vittima dell’incidente lascia un figlio, tenente colonnello dell’esercito.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e la polizia locale di Ravenna per i rilievi.

Pioggia, vento, grandine: danneggiati frutteti, vigneti e campi coltivati

Coldiretti e Cia invitano gli associati a segnalare

Pioggia Frutteti Grandine

Un violento fronte temporalesco si è abbattuto nel pomeriggio sulla provincia scaricando fino a 60mm di pioggia e grandine anche di grandi dimensioni oltre che su strade, anche su frutteti, vigneti e campi coltivati.

Lo riporta nel dettaglio Coldiretti, che sottolinea come le grandinate, piuttosto intense e prolungate, abbiano colpito duro le coltivazioni nelle zone di Bagnacavallo, Villanova, Cotignola, in particolare nella zona di Budrio e Bagnara di Romagna. Qui si segnalano campi sommersi, ma soprattutto piante defogliante e frutti in fase di crescita e maturazione devastati dai chicchi di ghiaccio. Danni importanti anche nel territorio di Piangipane, con produzioni di orticole martoriate da acqua e grandine.

La grandine, seppur in maniera meno distruttiva, ha interessato anche zone di Castel Bolognese, in località Casalecchio, porzioni del territorio comunale di Solarolo e aree confinanti col comune di Faenza.

Coldiretti Ravenna invita gli agricoltori a segnalare al più presto i danni subiti, di modo tale da poter mettere in moto tutte le procedure di sostegno e ristoro possibili atte a compensare le eventuali perdite economiche e fondiarie subite.

Anche Cia Romagna ha ricevuto segnalazioni dagli agricoltori associati: «è caduta tantissima forte pioggia, in alcune zone anche grandine e il forte vento in certe aree ha steso, oltre al grano, anche dei filari».

Disagi per allagamenti in diverse zone del Lughese

I messaggi dei sindaco. «Per emergenze contattare la polizia locale»

Lugo Acqua

Disagi per allagamenti in varie zone del Lughese.

«Tantissima pioggia in breve tempo, circa 50 mm, si è riversata su Lugo allagando diverse strade», ha dichiarato il sindaco Davide Ranalli, annunciando che le squadre del Comune, dei cantonieri alla Protezione Civile della Bassa Romagna e della Polizia Locale, stanno verificando le varie situazioni spostandosi per il territorio, andando a vedere il livello raggiunto dalle casse di laminazione e rimuovendo, come in via Croce Coperta, rami che ostruivano la strada. La vasca di laminazione di via Lamone, ad esempio, si è riempita a testimonianza di un fenomeno estremamente violento.

«Una bomba d’acqua si è appena scaricata anche su Sant’Agata sul Santerno allagando diverse strade – aveva invece informato il sindaco di Sant’Agata Enea Emiliani -. Il Fossatoncello, il canale che riceve le acque del paese, è saturo a causa della quantità d’acqua caduta in poco tempo, pertanto il sistema fognario in qualche zona è collassato. Ha smesso di piovere e la situazione dovrebbe normalizzarsi in breve tempo. Stiamo monitorando la situazione con la Protezione Civile e la Polizia Locale. Attenzione agli spostamenti perché la perturbazione è in movimento e anche altre strade in altri paesi limitrofi sono allagate».

Per segnalare emergenze o allagamenti è attivo il numero emergenze della Polizia Locale 800 072525.

 

Uno spot televisivo per promuovere le vacanze in Romagna – Video

Il costo totale della campagna, suddivisa tra social, radio e tv è di 800mila euro, ai quali si sommeranno i circa 180mila dedicati alla promozione della Notte Rosa

Spot Romagna

Oggi come allora, Romagna, la vacanza degli italiani”, questo il motto scelto da Visit Romagna per lanciare la stagione turistica 2024, con un investimento pubblicitario dal valore di 800.000 euro, al quale si sommerranno i circa 180.000 euro destinati alla campagna per La Notte Rosa.

«Abbiamo puntato a una comunicazione moderna e capillare, per giungere al cuore del turista e raccontare il territorio attraverso una prospettiva inedita».

Il progetto di comunicazione creato da Visit Romagna in collaborazione con Apt Servizi Emilia-Romagna  coinvolge tv e radio, passando anche per i social: la campagna è partita a gennaio con spot dedicati ai mercati esteri, proseguendo in febbraio sul territorio nazionale con il lancio dei grandi eventi e degli appuntamenti tradizionali come La Notte Rosa. Oggi si punta invece a rafforzare la capillarità del messaggio per catturare un pubblico generalista e incline alle decisioni last minute.

Cavallo di battaglia della campagna di comunicazione è lo spot televisivo nato da un’idea di Claudio Cecchetto, ambassador di Visit Romagna, e realizzato dalla casa di produzione Jumpcutmedia di Milano.

«Abbiamo cercato un concept originale in grado di ribaltare il punto di vista della narrazione, affidando non più ai romagnoli, ma ai turisti il compito di raccontare la Romagna, la gioia, il fascino e il divertimento di una vacanza all’insegna del mare, della spiaggia, dello sport, della natura, dell’arte e della cultura».

I protagonisti della storia sono un giovane sportivo, una famiglia con due bambini, e una coppia adulta, tutti provenienti da Regioni diverse (Lombardia, Veneto e Toscana), che si preparano per andare in Romagna alla ricerca degli scenari più diversi: i colli per andare in bicicletta, la spiaggia per il gioco e il relax, i musei per ammirare l’arte. L’idea è quella di un territorio che si svela, nelle sue tante sfaccettature, attraverso le esperienze dei visitatori che scelgono la Romagna come meta per il loro soggiorno.

Lo spot si chiude con una battuta ironica, come se occorresse ricordare che in Romagna “C’è anche il mare”. 

Lo spot andrà in onda a partire da venerdì 17 maggio in concomitanza con la tappa del Giro d’Italia Riccione-Cento e sarà visibile fino al 4 giugno sulle principali emittenti nazionali italiane, accompagnato da una versione di 60 secondi per social e YouTube.

Rai, Mediaset e La7 trasmetteranno lo spot 433 volte, in abbinamento ai principali programmi di informazione e intrattenimento con un prime time medio del 56% e l’obiettivo di intercettare un pubblico potenziale di circa 23 milioni di spettatori nella fascia di età tra i 25-54 anni.

Inoltre, da domenica 12 maggio uno spot dedicato è trasmesso (per tre settimane) sulle reti tv kids con la campagna “Vieni in Romagna”, in collaborazione con Apt Servizi Emilia-Romagna, Italia in Miniatura, Oltremare, Aquafan e Acquario di Cattolica e  Mirabilandia. Già avviata anche la campagna social, digital e radio a sostegno del target kids, Generazione Z e Alpha attraverso influencer e tiktoker, ospiti del calendario eventi #romagnawow e delle arene estive sulle spiagge.

La comunicazione targata Visit Romagna sarà arricchita, infine, da altre azioni come il progetto Lonely Planet dedicato alla promozione della nuova cartolina dei waterfront e dei nuovi lungomari, attraverso materiali digitali elaborati dagli stessi autori della guida.

Un incontro tra cittadini e ricercatori per presentare gli studi del post alluvione

A un anno dalla catastrofe, un evento gratuito per avvicinare la cittadinanza al mondo della ricerca in un periodo di cambiamento e incertezza

alluvione

A Palazzo Rasponi ospiterà, venerdì 17 maggio (8.30-13), un incontro gratuito tra cittadinanza, istituzioni locali e ricercatori per ricordare l’alluvione con uno sguardo scientifico e analitico. L’incontro, dal titolo “Ravenna, un anno dopo l’alluvione”, sarà l’occasione per presentare dati e studi scientifici scaturiti dagli eventi catastrofici di maggio 2023.

«Quello che in passato poteva sembrare uno scenario improbabile e astratto oggi si manifesta con una frequenza preoccupante, influenzando significativamente le nostre vite – comunicano dall’organizzazione; – in questo contesto, è fondamentale avvicinare il mondo della ricerca alla cittadinanza e creare occasioni di approfondimento scientifico per comunicare in modo chiaro ciò che sta accadendo».

L’evento vuole infatti unire le istituzioni locali, che hanno affrontato l’emergenza, al mondo accademico della ricerca, che ha collaborato nella fase successiva all’evento con la stima dei danni e ha attivato misure per comprendere appieno quanto accaduto.

Durante la prima fase della mattinata, i rappresentanti delle istituzioni Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna e Consorzio di Bonifica della Romagna, daranno vita ad un momento di ricordo per guardare quegli eventi drammatici attraverso gli occhi e i racconti di coloro che li hanno vissuti in prima persona.

Successivamente, grazie alla partecipazione di Marco Marani, professore del Centro Studi sugli Impatti dei Cambiamenti Climatici dell’Università di Padova e membro della “Commissione Regionale per l’analisi degli eventi meteorologici estremi del mese di maggio 2023”, si cercherà di comprendere la portata storica delle precipitazioni che hanno causato l’alluvione, con approfondimenti dedicati a possibili scenari futuri.

Infine, i ricercatori del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna presenteranno le attività di ricerca iniziate nel periodo immediatamente successivo all’alluvione. Queste attività volontarie mirano a esplorare i cambiamenti ambientali provocati da eventi estremi sui diversi comparti ambientali, come le frane in Appennino o gli effetti sulle acque interne e sul mare, utilizzando tecnologie innovative e puntando l’attenzione su alcuni contaminanti emergenti. Anche i depositi di fango legati alle esondazioni e alle rotture arginali sono stati oggetto di attività di ricerca finalizzate a valutare le differenze rispetto agli eventi storici precedenti.

Concluederà l’evento una tavola rotonda che coinvolgerà tutti i relatori, con l’obiettivo di individuare strategie di armonizzazione tra le azioni e gli interventi già effettuati in emergenza e un approccio multidisciplinare di lungo periodo, in grado di ottimizzare investimenti e benefici in un contesto complesso come quello del territorio emiliano-romagnolo. Gli interventi e la tavola rotonda saranno moderati da Marco Motta, giornalista di Radio3Scienza.

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