martedì
17 Marzo 2026

Incendio nel piazzale dei camion della Consar: pompieri al lavoro per più di 3 ore

Un incendio si è sviluppato nella notte tra il 15 e il 16 gennaio nel piazzale di sosta dei camion della ditta di autotrasporti Consar in via Vicoli a Ravenna, alle porte della città. L’intervento dei vigili del fuoco è iniziato alle 2 e ci sono volute oltre tre ore di lavoro per mettere in sicurezza l’area. Al momento non è noto quanti veicoli siano stati coinvolti. Sul posto è intervenuta anche la polizia che si sta occupando del caso. Secondo le prime indicazioni dovrebbe trattarsi di un episodio accidentale.

 

L’Itip “Bucci” di Faenza vince un concorso sulla memoria dell’Olocausto e sarà premiato da Mattarella

L’istituto tecnico industriale professionale “Bucci” di Faenza ha conquistato il primo posto nella sezione riservata alle scuole superiori della 24esima edizione del concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”. Il progetto ha coinvolto gli studenti di quattro classi (tre quinte e una quarta) guidati dalla professoressa Pelizzoni.

Una delegazione di studenti, guidata dalla dirigente Izzi e dai professori Tricarico e Pelizzoni, sarà ricevuta il 27 gennaio al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella e dalle più alte cariche dello Stato per la cerimonia di premiazione ufficiale.

In precedenza, dal 15 al 21 gennaio, un’altra delegazione di alunni con le professoresse Pelizzoni e Bruno affronterà un viaggio della memoria itinerante: da Roma a Bologna, passando per il Binario 21 a Milano, fino a Cracovia e al campo di sterminio di Auschwitz.

«Pelizzoni è stata in grado di incanalare le riflessioni dei ragazzi e trasformarle in un artefatto meritevole del primo premio – commenta la preside Izzi –. Questo riconoscimento dimostra che la formazione tecnica e quella umanistica corrono su binari paralleli di eccellenza. In un momento cruciale come quello delle iscrizioni per il nuovo anno scolastico, l’Itip “Bucci” lancia un messaggio chiaro alle famiglie: scegliere questa scuola significa offrire ai propri figli non solo competenze tecniche d’avanguardia, ma anche opportunità civiche di livello nazionale. La storia non la si studia solo sui libri, ma anche nei luoghi che hanno segnato il mondo».

La prima edizione del concorso “I giovani ricordano la Shoah” è stata bandita nel 2001 al fine di promuovere studi e approfondimenti sul tragico evento che ha segnato la storia europea del ‘900. Il concorso ha come oggetto la produzione di elaborati di tipo storico-documentale e/o artistico-letterario. Gli elaborati possono articolarsi in qualsiasi forma espressiva, attraverso, ad esempio, ricerche, saggi, articoli di giornale, rappresentazioni teatrali, opere di pittura o di scultura, attività musicali, cortometraggi, spot, campagne pubblicitarie, anche utilizzando più forme e canali espressivi, comprese le tecnologie informatiche. Gli elaborati, frutto di originalità e autonomia espressiva e operativa, potranno anche essere l’esito di un lavoro collegiale, svolto da una o più classi. Nel 2024 fu il liceo classico Alighieri di Ravenna a vincere il concorso.

De Pascale al Rasi parla di cambiamenti climatici e del “futuro di Ravenna”

Mercoledì 21 gennaio, alle 20.45, al teatro Rasi di Ravenna si svolgerà l’evento “Dialogo sul clima: l’esperienza del territorio e le politiche in campo per il futuro di Ravenna”. Interverranno il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, la presidente della Provincia di Ravenna Valentina Palli, il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, l’ex comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Ravenna Luca Manselli e il meteorologo Pierluigi Randi. Modererà il dibattito la giornalista Silvia Manzani. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

L’iniziativa è promossa dal Centro locale di adattamento climatico (Clac) del Comune, nato nel 2025 grazie al progetto europeo Action. Il Clac propone iniziative per divulgare la conoscenza dei temi legati al cambiamento climatico e per sensibilizzare su azioni e strategie di adattamento. Si inserisce tra le attività di comunicazione previste dal Piano di azione per l’energia sostenibile e il clima del Comune (Paesc).

Al termine della tavola rotonda verrà proiettato “Romagna mia – storie di alluvioni”, pluripremiato documentario di Paolo Melandri e Pier Damiano Benghi, prodotto da Solar Moving.it e patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, sugli eventi meteorologici verificatisi in Emilia-Romagna a maggio 2023 e nell’autunno del 2024 raccontati attraverso le voci di chi li ha vissuti.

Vestiva le sue Barbie in Brasile, poi un master con Vogue. Ora fa corsi di sartoria a Ravenna

«La moda è un’arte concreta, come la scultura. Si parte sempre dal tessuto: va guardato, toccato, sentito, e solo alla fine disegnato. Le accademie moderne sono quasi esclusivamente teoriche e i più giovani disegnano abiti che non potranno mai essere realizzati, perché mancano le basi della sartoria. Se il lato pratico della moda sparirà, il danno per il settore sarà enorme». Marlene Oliveira è una sarta e fashion designer di origine brasiliana ma, dai primi anni ’90, di adozione ravennate.

È stato proprio il sogno della moda a portarla in Italia da giovanissima, dopo una borsa di studio firmata da Vogue vinta al primo anno di università. La passione per il fashion design però nasce da molto più lontano, dalla prima Barbie ricevuta in dono da bambina: «Abituata com’ero ai pupazzi, la trovai bellissima – racconta Oliveira -. Mi stancai presto del suo vestito, e decisi di confezionargliene dei nuovi, raccogliendo gli scarti di tessuto con cui lavorava mia madre e tagliandoli e cucendoli come potevo. Quando le altre bambine si accorsero che la mia Barbie aveva ogni giorno un abito diverso, riuscii a trasformarlo in un piccolo business giocoso. Da lì ho capito che la mia strada sarebbe stata quella». Negli anni ‘80 però le università di fashion design scarseggiavano, soprattutto nella zona del Brasile in cui viveva, e la scelta ricadde sulla facoltà di Design Industriale: «Almeno potevo continuare a disegnare – spiega Oliveira – Un giorno un collega mi mostrò un’edizione internazionale di Vogue, che conteneva all’interno una call mondiale per designer emergenti. A mia insaputa aveva già inviato tre miei bozzetti alla redazione e pochi mesi dopo ricevetti una busta a casa: conteneva 800 mila lire e un invito a Milano per un master retribuito alla Domus Academy. Ho chiesto un permesso studio e uno al lavoro e sono partita senza pensarci due volte».

Terminato il periodo di formazione, con il volo di rientro già prenotato, l’incontro fortuito con Ravenna: «Un’amica mi invitò a visitare la “città di Dante” nei miei ultimi giorni in Italia. In quei giorni però trovai anche l’amore, e andare via era diventato ancora più difficile». Il distacco fu breve: solo 20 giorni dopo arrivò un’altra lettera, questa volta firmata da Gianni Versace, professore dell’Academy che, colpito dal lavoro di Oliveira, le propose un periodo lavoro all’interno della sua casa di moda. Da qui per la designer sono partiti gli anni da pendolare tra Ravenna e Milano, le collaborazioni con altri grandi brand e i bozzetti acquistati da Cavalli. Con la prima gravidanza però, i ritmi della moda e la distanza tra Ravenna e Milano erano difficili da sostenere, così l’idea fu quella di provare a portare la moda in città: «Purtroppo però Ravenna non è ricettiva da questo punto di vista. È come una bellissima donna con un orribile vestito addosso. Anche oggi, mi capita di lavorare molto più spesso con realtà cesenati e forlivesi. Questa città potrebbe diventare un polo importante, ma resta indietro». Per oltre 15 anni la sua produzione è andata avanti all’interno dell’Atelier Oliveira, nel centro storico di Ravenna: «Purtroppo negli ultimi periodi la richiesta era principalmente di riparazioni e rammendi. Sembra non esserci spazio per la creatività sartoriale: cammino per il centro e vedo donne vestite tutte allo stesso modo, con i colori e i modelli che i negozianti hanno scelto di mettere in vetrina in quella stagione. Dovremmo riscoprire l’individualità».

Oggi, infatti, la sua attività si concentra principalmente nella conduzioni di corsi per aspiranti fashion designer, spesso già laureati in ambito moda, che hanno bisogno di un approccio pratico per dare vita al loro brand: «Le università di moda sono diventate esclusivamente tecniche – spiega la designer -. È sbagliato, perché la moda si fa facendo, non ipotizzando. Così come per ogni forma d’arte, è molto più importante “andare a bottega”, in questo caso laboratorio, che consumarsi gli occhi sulla teoria, lasciarsi guidare da chi è più esperto per correggere gli errori e poi trovare un proprio stile personale». Tra le altre cause di impoverimento del settore, anche l’abuso della tecnologia: «Vedo giovani che giocano a fare il designer con il tablet in mano, le figure umane già fatte e gli schizzi pre-salvati che non sanno nemmeno tenere in mano una matita». I corsi di Oliveira coprono le tre basi del fashion design: figurinismo (il disegno del bozzetto), modellismo (il passaggio a cartamodello) e sartoria (la realizzazione effettiva del capo) e si svolgono in piccole classi di circa 3 allievi alla volta per garantire un approccio didattico attento e personalizzato. Le date e gli aggiornamenti sui corsi in partenza vengono comunicati sulle pagine social Marlene Oliveira/@Atelier Marlene Oliveira.

«Una volta le donne italiane erano le meglio vestite al mondo – conclude Oliveira -. Ammirate e invidiate per il loro stile, vorrei che tornasse ad essere così. Dovremmo imparare ad ascoltare il nostro gusto, scegliere capi e colori che ci valorizzano non quelli che qualcuno ha scelto per noi. Riscopriamo mercatini dell’usato e atelier, l’unicità del capo che rispecchia quella del nostro essere». 

Spaccia cocaina a 75 anni. In casa aveva 20mila euro in contanti. Arrestato

Un pusher insospettabile per l’età, ma ben noto alle forze dell’ordine per il suo passato: un uomo italiano di 75 anni, residente nelle campagne tra Forlì e Ravenna, è stato arrestato dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti. La notizia è riportata con ulteriori dettagli sui due quotidiani in edicola oggi, 16 gennaio.

L’anziano, che vanta ben 15 precedenti specifici per reati legati alla droga, è stato notato dagli agenti della Squadra Mobile mentre si aggirava in auto nel centro storico di Forlì, nei pressi della Questura. Insospettiti dai suoi movimenti, i poliziotti lo hanno pedinato fino a un appartamento, dove l’uomo si è fermato solo per pochi istanti prima di ripartire: una visita lampo che ha fatto scattare l’intervento della sezione Narcotici.

La perquisizione immediata ha permesso di accertare l’avvenuta cessione di cocaina. A quel punto gli investigatori hanno esteso i controlli all’abitazione del 75enne, nel forese tra Forlì e Ravenna, dove sono stati trovati circa 70 grammi di cocaina, suddivisi in più involucri, e oltre 20mila euro in contanti. Il denaro, ritenuto provento dell’attività di spaccio, era nascosto in due casseforti ed era suddiviso in mazzette di banconote da 50 e 20 euro.

L’uomo è stato arrestato e, dopo la convalida davanti al giudice del tribunale di Forlì, è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, anche in considerazione della sua lunga biografia criminale.

Chiuso viale Jelenia Gora in entrata da viale Matteotti a causa di una rottura nella fognatura bianca

A seguito di una rottura nella fognatura bianca nel tratto compreso tra viale Matteotti e l’incrocio con la II Traversa, è stato interrotto l’accesso al Viale Jelenia Gora per chi proviene da Milano Marittima. La circolazione sul viale è consentita solo per chi proviene dal quartiere Terme o da Via Ascione. Le auto che provengono dalle Terme potranno raggiungere l’accesso della Scuola primaria Mazzini e Viale Matteotti svoltando sulla II Traversa.

Per l’intera durata dei lavori, stimata in circa due settimane dalla chiusura – scrivono dal Comune di Cervia – la ditta esecutrice provvederà a collocare adeguata segnaletica informativa, dispositivi di segnalazione, barriere di protezione, illuminazione notturna e ogni accorgimento previsto per tutelare la sicurezza dei residenti, dei lavoratori e degli utenti della strada.

Post alluvione, completato il 60 percento dei lavori urgenti sugli argini

Sono 92, di cui 54 conclusi, gli interventi urgenti in provincia di Ravenna per mettere in sicurezza il territorio dopo le alluvioni del 2023. Si tratta soprattutto di lavori di ripristino e consolidamento degli argini danneggiati, per un costo totale di 134 milioni di euro. Oltre a questi, la Regione attuerà nei prossimi anni il nuovo “Piano per l’assetto idrogeologico” per ridurre il rischio di inondazioni con una serie di interventi strutturali e di adattamento (vedi articolo a questo link).

A causa della crisi climatica che provoca precipitazioni sempre più intense e violente, il pericolo di esondazioni e allagamenti è molto elevato in Romagna, dove gran parte del suolo è sotto il livello del mare. È emerso da ultimo il 25 dicembre, quando diversi cittadini di Castel Bolognese, Cotignola, Bagnacavallo e Lugo sono stati fatti evacuare in via precauzionale a causa del superamento della soglia rossa nei fiumi Senio e Marzeno. Per fortuna non è accaduto nulla, ma l’evento ha reso l’idea della “nuova normalità” che il territorio sta affrontando. «In poche ore è caduta la pioggia che normalmente cade nell’intero mese di dicembre, con una circolazione atmosferica simile a quella delle alluvioni del 2023», sottolinea Manuela Rontini, sottosegretaria alla presidenza della Regione con delega alla protezione civile. «Evacuare temporaneamente le aree più a rischio è una decisione sofferta ma fondamentale per mettere in sicurezza le persone. È la nuova realtà dovuta ai cambiamenti climatici, che non avvengono solo in Romagna ma in tutto il mondo, alla quale dobbiamo far fronte modificando i nostri comportamenti e, come istituzioni, mettendo in campo nuove opere all’altezza dei fenomeni che affrontiamo. Lo stiamo già facendo e i risultati ci sono: i lavori di questi mesi hanno permesso al sistema di tenere di fronte a ondate di piena simili a quelle di due anni fa».

I 28 interventi più urgenti nel Ravennate, tutti conclusi, sono stati decisi dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale subito dopo le alluvioni di maggio 2023.
Si è trattato del ripristino di vari argini rotti dalle piene dei fiumi Santerno, Lamone, Marzeno e Savio, nei comuni di Faenza, Lugo, Castel Bolognese, Sant’Agata sul Santerno, Bagnacavallo, Ravenna (in località Coccolia) e Cervia (nella frazione di Castiglione). L’importo totale è stato di 44 milioni finanziati da fondi regionali.

A questi sono seguiti altri 27 cantieri definiti dalla prima ordinanza del commissario di governo Francesco Figliuolo, approvata a fine settembre 2023, che ha destinato 21,4 milioni al Ravennate per rafforzare gli argini che non avevano ceduto, ma erano stati comunque compromessi dalle piene. Questa seconda tranche di lavori riguarda i fiumi Montone, Ronco, Santerno, Senio, Lamone e Fiumi Uniti, tra il capoluogo e il territorio collinare. 16 dei 27 interventi sono stati ultimati, 10 sono in corso e uno è ancora in fase di progettazione.

A novembre 2023 il commissario Figliuolo ha firmato una seconda ordinanza per finanziare altri 20 interventi nel Ravennate con 22,8 milioni di euro, sempre per il consolidamento di vari argini. 10 sono stati conclusi, 7 sono in corso e 3 in progettazione. I cantieri più consistenti riguardano il Santerno all’altezza di Bagnara (4,8 milioni) e il Savio nei comuni di Cervia e Ravenna (1,9 milioni). Infine il 9 settembre 2024 è arrivata la terza e ultima ordinanza con 17 interventi di completamento da 43,5 milioni – tutti ancora in fase di progettazione – lungo il Marzeno, il Lamone e il Senio, il tratto terminale del Reno e i bacini del Santerno, del Bevano e del Ronco.

A tutto ciò si aggiungono 5 milioni del Pnrr destinati alla riduzione del rischio idrogeologico, grazie ai quali sono in corso alcuni lavori di riassetto idraulico nella frazione di Fognano a Brisighella e lungo i fiumi che attraversano la provincia.
«Ma non basta», afferma Rontini. «Servono opere strutturali di messa in sicurezza, pro- gettate insieme alle comunità e alla struttura commissariale». La priorità riguarda soprattutto le casse di laminazione per le esondazioni controllate, che servono a restituire spazio ai fiumi, dopo che negli ultimi decenni i loro corsi sono stati ristretti, deviati e artificializzati. Gli argini possono essere abbattuti facilmente dalla forza dell’acqua in caso di piena, anche perché continuano a essere spesso tenuti privi di vegetazione, che è invece fondamentale per rafforzare la resistenza del terreno. Per questo non basta alzarli e allargarli, ma serve anche ripristinare i letti per accogliere l’acqua in eccesso. Tuttavia oggi lo spazio lungo le rive è in gran parte occupato da centri abitati, capannoni o terreni agricoli. Occorrerà rendere degli spazi sacrificabili in caso di esondazione, ma anche avviare alcune delocalizzazioni nelle aree più a rischio come a Traversara di Bagnacavallo. «A giugno abbiamo presentato un progetto complessivo di messa in sicurezza e lasciato spazio alle osservazioni di cittadini, comitati e mondo delle imprese, perché vogliamo che questo percorso sia il più possibile partecipato», spiega Rontini. «A breve presenteremo i progetti per ottenere le necessarie autorizzazioni e partire al più presto con i lavori». La delocalizzazione è l’aspetto più difficile: «Comprendiamo bene la delicatezza di questo passaggio, che in alcuni casi riguarda il luogo dove si è nati e cresciuti. Le procedure sono aperte: è possibile contattare gli sportelli della struttura commissariale».

Hera al lavoro su diversi guasti alla rete dell’acqua: «Non è escluso che siano dovuti al terremoto»

Nella giornata di oggi, i tecnici del pronto intervento di Hera sono stati impegnati nella risoluzione di diverse rotture localizzate nel territorio ravennate. Le squadre si sono attivate sin dalle prime ore del mattino per gestire una situazione di particolare criticità e ridurre al minimo i disagi per la cittadinanza.

Attualmente, l’intervento principale è concentrato in Piazzetta Anna Magnani (zona Borgo San Rocco) per la riparazione di una fuga su un’importante tubazione. Le operazioni risultano particolarmente delicate a causa della profondità della rete e della fragilità dello scavo; i tecnici stanno procedendo con la massima cautela e senza sosta per ripristinare il servizio alle circa cento utenze coinvolte. Le altre criticità registrate a Punta Marina (viale dei Navigatori), Mezzano (via Santerno Ammonite) e via Antico Squero sono state risolte con successo e l’erogazione dell’acqua è già stata riattivata.

«L’eccezionale serie di guasti odierni è legata a due fattori principali – afferma Hera in una nota –. In primo luogo, l’interruzione del servizio avvenuta mercoledì 14 gennaio ha richiesto manovre di scarico e ricarico della pressione che hanno interessato l’intera rete cittadina, potendo generare sollecitazioni e rotture sulle condotte. In secondo luogo, non si può escludere che alcuni guasti siano imputabili all’evento sismico avvenuto nei giorni scorsi. Si prevede che la situazione si stabilizzerà definitivamente entro qualche giorno».

Hera consiglia di far scorrere l’acqua fino alla normale limpidezza al momento del ripristino del servizio. Per segnalazioni di guasti, rotture o emergenze è disponibile 24 ore su 24 il numero gratuito di Pronto Intervento Hera 800.713.900.

Il Comune di Bagnara di Romagna lancia il suo nuovo canale Whatsapp

Il Comune di Bagnara di Romagna presenta il suo nuovo canale Whatsapp: per iscriversi sarà sufficiente cliccare su questo link https://whatsapp.com/channel/0029VbB2AuVJ93wQjckJup2X.
Il nuovo canale permetterà agli iscritti di ricevere sul proprio telefono in tempo reale informazioni su eventi, iniziative, notizie utili relative al territorio comunale e si aggiungerà agli altri canali di comunicazione del Comune, come il sito internet istituzionale, Facebook, Instagram e il sito di informazione turistica visitbagnaradiromagna.it. Inoltre, è stata recentemente riattivata la newsletter del Comune e per iscriversi si può scrivere una mail a segreteria@comune.bagnaradiromagna.ra.it, indicando l’indirizzo di posta elettronica da aggiungere all’indirizzario.
«La volontà dell’Amministrazione comunale è quella di potenziare la comunicazione e la promozione del territorio, avvicinandosi sempre più alle necessità dei cittadini – dichiara l’assessore alla Cultura e Turismo Daniela Pini -. Con questo canale, chiunque avrà la possibilità di essere sempre aggiornato in modo semplice e immediato attraverso il proprio smartphone».

Scuola, Regione commissariata dal governo. I sindacati: «Forzatura non efficace»

«Il commissariamento è una misura forzata non adeguata né efficace, rischia di produrre conseguenze negative sulla qualità dell’offerta formativa, nonché sulle condizioni di lavoro dei docenti, del personale amministrativo-tecnico-ausiliario (Ata) e dei dirigenti scolastici». È il commento congiunto espresso dalle sigle di categoria del mondo scolastico dei sindacati a seguito della decisione del Consiglio dei Ministri di procedere al commissariamento dell’Emilia-Romagna per la mancata approvazione del piano di ridimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno. La decisione coinvolge anche Toscana, Umbria e Sardegna.

Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil-Scuola Rua e Snals Confsal manifestano netta contrarietà verso quello che definiscono «un atto di imposizione» ed esprimono «forte e motivata preoccupazione per le prospettive delle istituzioni scolastiche della provincia di Ravenna».

Il ridimensionamento fa parte delle riforme previste dal Pnrr, definite dal precedente governo, con l’obiettivo di adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca su base regionale. Per il ministro Giuseppe Valditara si tratta di un provvedimento necessario per assicurare il rispetto degli impegni assunti dall’Italia con l’Ue nell’ambito del Pnrr e per garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico. Da anni, alcune regioni e sindacati sono impegnati in uno scontro duro con il governo a causa del timore che la riorganizzazione si traduca nella chiusura delle scuole. Il ministero ha, però, chiarito che l’intervento riguarda esclusivamente il piano amministrativo e non prevede la soppressione dei plessi. Nel concreto, il dimensionamento comporterà, ad esempio, la riduzione di presidenze e segreterie e l’accorpamento di classi. L’obiettivo dichiarato è quello di far fronte allo spopolamento scolastico.

«Qualsiasi intervento di riduzione o riorganizzazione della rete scolastica non può prescindere da un’analisi approfondita del territorio – sostengono i sindacati in una nota –. Per ottenere un confronto serio e strutturato, abbiamo scritto al dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Ravenna richiedendo i dati ufficiali circa il numero di studenti in provincia e contemporaneamente inoltrato al prefetto della città la richiesta di un incontro urgente in merito alla questione».

Già all’inizio dell’attuale anno scolastico, le organizzazioni sindcali avevano espresso la propria contrarietà all’ipotesi di accorpamento di istituzioni scolastiche. «A distanza di mesi, tali valutazioni restano immutate e riteniamo necessario ribadire con forza le criticità di questa scelta».

Secondo i sindacati l’accorpamento di due o più istituzioni scolastiche può determinare la creazione di realtà eccessivamente complesse, con sedi troppo grandi e distanti tra loro, generando difficoltà organizzative e gestionali per studenti e lavoratori. «Inoltre, tali operazioni comportano spesso una riduzione dei posti di lavoro, in particolare per il personale Ata, con ricadute occupazionali significative. La progressiva riduzione delle autonomie scolastiche rischia, infine, di dar vita a vere e proprie “scuole-mostro”, con effetti negativi sulla didattica e sulla qualità complessiva del servizio educativo. Ribadiamo con convinzione che la scuola non può essere assimilata a un’azienda. Le decisioni basate esclusivamente su criteri economici e numerici non sono appropriate in ambito educativo e non tengono conto delle specificità dei territori e delle comunità che li abitano».

Auditorium più sicuro all’Oriani-Rodari: iniziati i lavori di consolidamento antisismico

L’istituto comprensivo Oriani-Rodari di Alfonsine avrà presto un auditorium consolidato e sicuro: i lavori per il rinforzo strutturale del polo scolastico sono iniziati a dicembre 2025, con fine prevista entro marzo 2026.
Il consolidamento dell’edificio è stato definito in seguito alle analisi di vulnerabilità sismica del 2021, e anticipa il ripristino degli impianti e del controsoffitto del locale. Gli interventi proposti sono volti a migliorare la resistenza e la duttilità dell’edificio, attraverso l’incremento della sicurezza statica del tetto e il rinforzo degli elementi strutturali più sollecitati dalle scosse. L’obiettivo è quello di mitigare le carenze statiche e sismiche della struttura e aumentare le condizioni di sicurezza senza alterarne il comportamento generale.
Ad occuparsi dei lavori è la ditta Ravedil Srl di Ravenna che, durante il periodo di svolgimento delle lezioni, opera esclusivamente all’interno dell’auditorium, adeguatamente sigillato per evitare la diffusione di polveri e garantire la completa separazione delle attività di cantiere dagli ambienti scolastici. Le lavorazioni che interessano la parete al piano terra e l’ingresso della scuola secondaria si sono invece svolte durante il periodo di sospensione delle lezioni per le festività natalizie.
Al termine degli interventi di consolidamento antisismico inizieranno i lavori di ripristino degli impianti e dei controsoffitti, per i quali si sta provvedendo al nuovo affidamento, così da arrivare nel più breve tempo possibile all’approvazione del progetto e all’avvio delle procedure di aggiudicazione dei lavori.
«L’impegno primario è quello di riuscire a realizzare tutti gli interventi durante la prossima sospensione estiva delle attività didattiche – commenta l’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Laudini -, così da rendere il locale pienamente agibile per l’anno scolastico 2026-2027».

Donne a “scuola di autostima” per combattere la violenza di genere

A scuola di autostima, comunicazione empatica e individualità: partirà giovedì 22 gennaio il corso “Dinamiche di potere tra i generi”, nell’ambito del progetto “Io mi sento 2026”. Il progetto, promosso dall’associazione Psicologia urbana e creativa che ha come obiettivo quello di ridurre la conflittualità nelle relazioni interpersonali.

Nello specifico, questo corso si rivolge unicamente a un pubblico femminile, con incontri tutti i giovedì fino al 26 febbraio, dalle 18.30 alle 20.45 alla Casa delle donne di via Maggiore 120. A condurre le lezioni, le psicologhe e psicoterapeute Giancarla Tisselli, Chiara Gnani, Serafina Lo Nigro, Elisa Claudio e Ylenia Mordenti ed è svolto in collaborazione con il Comune di Ravenna – assessorato alle Politiche e culture di genere, Linea Rosa e Casa delle Donne. Il corso è aperto a tutte le interessate, previo contributo di 10 euro per l’iscrizione all’associazione Psicologia urbana e creativa e di 10 euro a parziale copertura dei materiali forniti. Per iscriversi basterà scrivere a psicologiaurbanaecreativaaps@gmail.com

«Il maltrattamento psicologico colpisce l’identità della donna, riducendone potere e autostima, compromettendo intimità, affetti e qualità delle relazioni – spiegano le psicologhe -. Anche forme apparentemente lievi di svalutazione o prevaricazione, se ripetute, possono innescare un’escalation di violenza, che può essere prevenuta attraverso comportamenti alternativi fondati sulla consapevolezza emotiva e relazionale». Il percorso affronterà infatti i temi centrali della vita relazionale, offrendo strumenti pratici per riconoscere le situazioni di disparità, rafforzare l’autostima, migliorare la gestione delle relazioni e delle dinamiche familiari, fino alla decostruzione di stereotipi, pregiudizi e automatismi culturali che legittimano il maltrattamento psicologico.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi