domenica
17 Maggio 2026

Le proposte di Legacoop contro il carovita: no Iva sulle accise e sconti in bolletta

Di fronte al rialzo del costo del gas e dell’elettricità, l’associazione di categoria rivolge i suoi consigli alla presidente del Consiglio

Conti Correnti 605194.largeLegacoop Romagna ritiene utile formulare alcune proposte alla presidente del consiglio Giorgia Meloni per supportare lo sforzo del Paese nei confronti del caro-vita.

La prima proposta riguarda la cancellazione dell’Iva sulle accise: «Si potrebbe eliminare subito la doppia imposizione, evitando che una componente fiscale, cioè una tassa, venga tassata a sua volta. In questo modo si potrebbe ridurre di circa il 10 percento il costo di benzina e diesel». L’associazione di categoria però ricorda che «un taglio delle accise su benzina e gasolio darebbe finalmente attuazione a molte promesse elettorali».

La seconda proposta è operativa: «Ripristinare gli sconti sulle bollette di luce e gas introdotti dal governo Draghi, per dare fiato ai bilanci delle famiglie e, di conseguenza, ai consumi».

La terza è di valutare nei loro effetti pratici le decisioni prese fino ad ora: «Sospettiamo che l’obbligo di esporre i prezzi medi alla pompa, seppur pensato a fin di bene, abbia provocato un appiattimento della curva dell’offerta: gli esercenti che avevano prezzi inferiori alla media si sono immediatamente adeguati, con un generalizzato aggravio per le tasche dei consumatori e degli autotrasportatori».

L’intervento di Legacoop arriva in un momento in cui il carovita sembra che stia per avere una nuova impennata. «Il rialzo delle bollette del gas naturale e dell’elettricità è una notizia preoccupante per tutta l’economia. A settembre, le tariffe del metano sono salite del 4,8 percento, facendo seguito al rincaro registrato ad agosto, pari al 2,3 percento. Pochi giorni fa l’Autorità di regolamentazione dell’energia (Arera, ndr) aveva annunciato un incremento del 18,6 percento della bolletta dell’elettricità per il mercato tutelato, un ritorno di fiamma inatteso, visto che nell’arco dei 12 mesi avevamo assistito invece ad una flessione del 57 percento. Allo stesso tempo non accenna a scendere il prezzo del petrolio, che sfiora i 100 dollari al barile. Benzina e gasolio alla pompa viaggiano stabilmente attorno ai 2 euro al litro».

Apre un nuovo ristorante giapponese a Ponte Nuovo

Con menù alla carta. L’inaugurazione il 5 ottobre con l’assessore Gallonetto

ex hotel romeaGiovedì 5 ottobre alle 19 inaugura a Ravenna un nuovo ristorante giapponese, in via Romea Sud 1. Al taglio del nastro sarà presente anche l’assessore del Comune di Ravenna Igor Gallonetto.

Il locale – ribattezzato Kuma Oriental Taste – apre al piano terra dell’ex hotel Romea, a Ponte Nuovo, dove fino all’anno scorso era attivo un altro ristorante di cucina asiatica.

I promotori dell’investimento – che si sono sobbarcati la completa ristrutturazione del design e degli arredi – assicurano che sarà un locale diverso rispetto ai tradizionali ristoranti giapponesi, con menù alla carta e «piatti di altissima qualità».

«Basta un sorriso per accogliere chi scappa dagli orrori»

La referente territoriale di Refugees Welcome Italia racconta le emozioni provate durante gli sbarchi e il lavoro in una comunità per minori stranieri non accompagnati

Silvia Manzani

Ci sono due occhi neri che mi tormentano da cinque mesi. Sono quelli di A., un ragazzo nigeriano salvato dalla nave Humanity 1 e sbarcato a Porto Corsini il 25 aprile.

A. mi è stato messo a fianco dentro la postazione della Polizia allestita al terminal crociere, perché in quel momento c’era bisogno di qualcuno che parlasse inglese. Le domande che traducevo per A. erano standard, sterili, rigide, come da protocollo. Lui rispondeva solo “yes” oppure “no” ma con quegli occhi profondi, persi e pieni di paura, nel frattempo mi consegnava la sua storia, mi chiedeva aiuto, mi urlava in faccia tutta la sua disperazione. Mentre eravamo seduti vicini, A. mi ha messo in mano una busta, mi ha chiesto di aprirla, di leggerla e di dire alla Polizia quello che c’era scritto. Nella busta c’era un foglio con una prima diagnosi psichiatrica scritta dai medici di bordo: disturbi del sonno, difficoltà ad alimentarsi, attacchi di panico, ansia, visioni di morte, istinti suicidi. Quando siamo tornati nella zona dove i migranti sbarcati ricevevano coperte, cibo e acqua, A. mi ha chiesto di stargli vicino. Mi guardava fisso negli occhi, aveva una smania di raccontarmi che cosa l’aveva spinto a scappare dal suo Paese, a raggiungere la Libia e poi a imbarcarsi per l’Europa. Non scriverò quello che A. mi ha raccontato, perché l’atrocità della sua storia, il suo terrore ma anche la sua fiducia in me, che fino a pochi minuti prima ero una perfetta sconosciuta, sono come un piccolo grande segreto che voglio custodire, che voglio rispettare. Io, per A., non ho fatto nulla. L’ho solo ascoltato, gli ho solo preso le mani perché credo volesse sentire un po’ di calore. Ma forse ha capito che poteva affidarsi. E io, che non sono nessuno, ho capito che stava lì, in quel sorriso che gli ho accennato mentre mi rovesciava addosso l’orrore, il senso di accogliere. “Sono qui A., ora sei al sicuro, è tutto finito, non devi più fuggire”. 

Ci sono tanti A. nelle mie giornate. Spesso, per fortuna, meno traumatizzati. Spesso, per fortuna, meno bisognosi. C’è un altro A., per esempio, salvato dalla Ocean Viking e arrivato a Ravenna il 18 febbraio. Da grande vuole fare lo scrittore, sta imparando l’italiano alla velocità della luce. Una domenica di luglio, mentre ero di turno nella comunità per minori stranieri non accompagnati in cui lavoro, ci siamo messi a parlare di letteratura in cortile e mi ha sbalordita la sua forza. La forza di un ragazzo di sedici anni nato in una famiglia poverissima del Gambia, che è dovuto andare via per salvarla, la sua famiglia, che ha rischiato di annegare nel Mediterraneo perché è sempre meglio giocarsi la vita in mare che restare (se avete visto il film Le nuotatrici, sapete di che cosa parlo) e, nonostante tutto, ha ancora un sogno da alimentare, un sogno altissimo, forse irraggiungibile, ma pur sempre un sogno. Perché nessuno ti può impedire di sognare. E se qualcuno ti accoglie, e ti accoglie bene, forse sognare è anche più facile.

«Non sono abituati a desiderare, nessuno li ha educati a desiderare», ha detto una volta il pediatra Alessandro Volta a un incontro sui tutori volontari dei minori stranieri non accompagnati. A queste parole ripenso spesso, quando i ragazzi sono svogliati, all’apparenza persi e senza obiettivi. E ci ripenso anche come monito per il mio lavoro, per il nostro lavoro. Accogliamoli, sì. Ma poi innaffiamoli, come piccole piantine. E facciamoli fiorire. Coltiviamo sogni, insieme. 

«Ça va aller», dicevano a G. gli operatori del centro di prima accoglienza che lo avevano raccolto a Marsala. «Ça ne va pas aller», rispondeva lui in preda ai dolori lancinanti alle gambe che lo tormentavano perché, sulla barca con cui era partito dalla Libia, era stato troppe ore nella stessa posizione, sotto il sole del giorno e nel freddo della notte, senza bere né mangiare. Adesso, quando incontro G. in giro per Ravenna, appena uscito dal lavoro e con un sorriso grande così sulla faccia, mi tornano in mente le sue parole. E mi viene in mente anche S., che se dicevi la parola Libia andava in iperventilazione, sveniva o si paralizzava. Ma un mese fa, insieme a G., un volontario di Refugees Welcome Italia che lo sostiene nel suo percorso verso l’autonomia è venuto a raccontare in un incontro pubblico che, se dopo aver visto l’inferno trovi qualcuno che si prende cura di te, le cose cambiano, eccome se cambiano. 

Il 31 dicembre ero, insieme a molte altre persone, al primo sbarco della Ocean Viking di Sos Mediterranée a Porto Corsini. Quattro dei ragazzi messi in salvo sono stati, poi, inseriti nella comunità per minori in cui lavoro. Dove, fatalità, avrei lavorato nella notte. Per quanto spaesati, smarriti, infreddoliti, affamati, provati, sono arrivati all’ora di cena e si sono messi a tavola con gli altri, poi hanno giocato a tombola, poi hanno suonato le percussioni, poi hanno fatto brillare qualche scintilla in giardino a mezzanotte. Quei ragazzi, dopo qualche settimana, hanno preso altre strade, forse sono arrivati in Francia passando per Ventimiglia, forse hanno raggiunto qualche conoscente in altre città d’Italia. Quando riguardo le foto e i video di quella notte indimenticabile, al termine di una giornata incredibile per l’intensità delle emozioni coinvolte, quando vedo e risento i tamburi, i battiti di mani, le canzoni, penso che mi piacerebbe partisse sempre così, con quella botta di vita, ogni accoglienza. Che dovrebbe essere sempre l’ultimo giorno dell’anno quando un ragazzo solo, disperato, uno che è stato preso per i capelli, mette i piedi per terra, inizia una nuova vita e un nuovo viaggio in un Paese che non è il suo, dove tutti ci sentiremmo dei pesci fuor d’acqua, e vorremmo sentire solo una mano calda che stringe la nostra. E dei fuochi d’artificio nel cielo, sopra le nostre teste.

* Silvia Manzani è referente territoriale di Ravenna per Refugees Welcome Italia

Anche Elisa sabato nelle zone alluvionate di Faenza

Il Mei ha organizzato una serie di concerti acustici nelle strade più colpite

Elisa

In occasione del Mei di Faenza (qui c’è il programma completo) la musica arriverà anche nelle zone devastate dall’alluvione dello scorso maggio.

Un programma di concerti acustici in contemporanea in programma sabato 7 ottobre dalle 18, di tutti i generi, con un momento in cui tutti gli artisti intoneranno “Romagna Mia”.

Gli organizzatori annunciano che a portare la loro solidarietà saranno presenti (tra via Lapi, piazza Ferniani, via Cimatti…) anche Elisa e Dolcenera.

Puzza a Ravenna: la colpa è di un concime organico. «Non è nocivo per la salute»

Controlli di Arpae e Comune di Ravenna. Trovata la causa a Mezzano

BorlandaIn merito all’odore sgradevole percepito in diverse parti del territorio del comune di Ravenna, simile a odore di “pesce in putrefazione”, Arpae e Comune di Ravenna hanno verificato che è causato da operazioni di spandimento di borlanda liquida nei terreni a nord est della città.

La borlanda è un concime organico di origine naturale e di consistenza liquida e viscosa, solubile in acqua, che si ottiene dagli scarti delle barbabietole. Non è un liquame ma un fertilizzante. Produce un odore sgradevole ma non ha effetti nocivi per la salute.

Il materiale proviene da un serbatoio ubicato ad est di Mezzano. Individuate le cause, è stato chiesto all’azienda responsabile della concimazione di spandere il fertilizzante in terreni lontano dalla città o da centri abitati.

Arrivano i vaccini anti Covid (anche per bambini): somministrazioni dal 16 ottobre

Vaccinazione Anticovid Iniezione

Arrivate in Emilia-Romagna le prime 60.480 dosi di vaccino anti Covid monovalente adattato alla variante XBB.1.5: è la prima consegna, che – come le successive – interessa l’intero territorio regionale, delle quasi 650mila dosi (esattamente 649.920) previste dal ministero della Salute per la nostra regione.

Si tratta della nuova formulazione di vaccino Comirnaty (Pfizer) Omicron XBB.1.5 a mRNA approvata da Ema e Aifa e destinata, con concentrazioni diverse, sia agli adulti (dai 12 anni in su) sia ai bambini (dai 6 mesi agli 11 anni).

A partire dal 16 ottobre sarà possibile vaccinarsi attraverso i consueti canali: medici di medicina generale, pediatrie di comunità, farmacie convenzionate che aderiscono alla campagna vaccinale e nelle varie sedi individuate sul territorio in tutte le province (ad esempio Case della Comunità, ospedali, poliambulatori) consultabili sui siti internet delle singole Ausl. È stato infatti siglato, e approvato dalla Giunta regionale, un nuovo accordo Regione-Medici di medicina generale per la campagna vaccinale autunnale anti Covid, dopo le intese che hanno assicurato il loro pieno coinvolgimento durante il periodo pandemico.  E la vaccinazione sarà preferibilmente somministrata in contemporanea con quella antinfluenzale.

Nel frattempo, vista la scarsa disponibilità di dosi, insufficienti a garantire l’immediata e adeguata copertura di tutte le categorie obiettivo della campagna vaccinale, in questi giorni si potrà iniziare a vaccinare la popolazione più fragile o a rischio: residenti nelle Cra/Rsa e operatori sanitari e socio-sanitari.

Obiettivo della campagna nazionale, come evidenziato dal ministero della Salute nelle comunicazioni inviate alle Regioni, è quello di “ridurre la mortalità, le ospedalizzazioni e le forme gravi di Covid-19 nelle persone anziane e con elevata fragilità, e proteggere le donne in gravidanza e gli operatori sanitari”.

Destinatari della campagna

La dose di richiamo con i vaccini aggiornati, preferibilmente in co-somministrazione con il vaccino antinfluenzale, sarà offerta prioritariamente alle categorie di cittadini individuate nella circolare ministeriale, tra cui:  persone over 60; fragili di età compresa tra i 6 mesi e i 59 anni; ospiti delle strutture per lungodegenti; donne che si trovano in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo post partum comprese le donne in allattamento; operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione. Possono naturalmente farne richiesta anche coloro che non rientrano in queste categorie.

Il richiamo con il vaccino aggiornato di Pfizer, di norma, ha una valenza di 12 mesi. È raccomandato a distanza di 6 mesi dall’ultima dose di vaccino anti-Covid ricevuta o dall’ultima infezione (data del test diagnostico positivo), a prescindere dal numero di eventi pregressi (dosi ricevute o diagnosi di infezione). Qualora per valutazioni cliniche o altri motivi si rendesse necessaria la vaccinazione prima dei 6 mesi, ci dovrà essere una distanza di almeno 3 mesi dalla dose di vaccino anti‐Covid più recente. Sempre la circolare ministeriale sottolinea che un’infezione recente da Sars-CoV-2 non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione.

Si prevede l’utilizzo di una dose di vaccino aggiornato Pfizer anche per coloro che non sono mai stati vaccinati (ciclo primario). Per i bambini dai 6 mesi ai 4 anni compresi che non hanno completato un ciclo primario di vaccinazione o senza storia di infezione pregressa da Sars‐CoV‐2, sono previste, invece, 3 dosi (di cui la seconda a 3 settimane dalla prima e la terza a 8 settimane dalla seconda). È possibile la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri vaccini, compreso quello antinfluenzale, fatte salve eventuali specifiche indicazioni d’uso o valutazioni cliniche.

La distribuzione dei vaccini sul territorio

Delle 60.480 dosi complessivamente per questa prima consegna all’Emilia-Romagna, quelle destinate all’adulto (over 12 anni) sono: 2.880 per Piacenza; 2.880 per Parma; 5.760 per Reggio Emilia; 5.760 per Modena; 2.880 per Imola; 2.880 per Ferrara; 11.520 per la  Romagna e 11.520 per Bologna. Per quanto riguarda i vaccini con formulazione pediatrica (6 mesi – 11 anni) il numero di dosi è pari a 14.400 e viene calcolato in base alla popolazione di riferimento per singola provincia.

Quasi 250mila euro per riqualificare il parco della Montagna e l’ex Tamburello

Nuovi giochi e alberi per restituire alla cittadinanza aree verdi che necessitavano di “cure”

Durante la riunione della Consulta Lugo Nord, congiuntamente a quella Lugo Centro Storico, è stato presentato il progetto complessivo di riqualificazione della zona del Parco della Montagna, della piastra polivalente in via Bach e dell’area ex Tamburello.

L’intervento vale complessivamente circa 245 mila euro, il cantiere che riguarda la piastra polivalente (95 mila euro) è attualmente in corso e terminerà a breve.

Nel Parco della Montagna (il nome deriva da una collinetta che caratterizza la zona) l’area sarà attrezzata con nuovi giochi dedicati in particolare ai bambini e alle bambine nella fascia d’età 2-6 anni. In particolare, sarà collocata un’altalena inclusiva, uno scivolo ancorato alla “montagna” e dei giochi a molla. L’intera area sarà attrezzata con nuove panchine e cestini oltre alla pubblica illuminazione e quattro fari temporizzati al servizio della piastra polivalente e del campetto per il gioco libero del calcio nell’area ex Tamburello.

Le attrezzature che verranno montate nella nuova area ludica sono: una teleferica, una piramide da arrampicata, le porte per il calcetto con la rete parapalloni e la struttura per streetwork per allenarsi all’aperto.

Il progetto è stato presentato dalle assessore ai Lavori Pubblici Veronica Valmori e all’Ambiente Maria Pia Galletti, presente anche il sindaco Davide Ranalli. L’assessora Galletti ha anche illustrato le nuove piantumazioni di alberi nell’area: accanto alla fontana di Ridracoli verranno piantati sette alberi, sei alberi in filare sono previsti su via Da Ponte accanto alla futura scuola dell’infanzia, due nella zona della scuola e quattro nell’area riqualificata dell’ex Tamburello.

«Questo progetto di riqualificazione è molto importante perché restituirà alla cittadinanza aree verdi che necessitano di essere curate – spiega l’assessora all’Ambiente Maria Pia Galletti – . Sono luoghi dedicati a tutti, dai bambini, alle famiglie fino a chi vuole fare pratica sportiva. Un progetto pensato anche per favorire il gioco libero e auto organizzato che sarà di grande beneficio».

Durante la riunione l’assessora Valmori ha anche annunciato il progetto di sostituzione dei giochi per i bambini non più idonei nei parchi delle frazioni. La prima frazione interessata sarà quella di Ascensione.

Lachi è il nuovo comandante dei carabinieri: «L’ascolto è nel dna dell’Arma»

Laureato il Lettere classiche, il colonnello arriva dalla scuola Marescialli di Firenze dove insegnava Tecniche investigative

Con la promozione a colonnello è arrivato il primo incarico al vertice di un comando provinciale dei carabinieri: Andrea Lachi è alla guida dell’Arma a Ravenna dal 25 settembre, al posto del colonnello Marco De Donno.

Originario della Toscana, il 54enne Lachi si è presentato alla stampa poco dopo il suo insediamento, esprimendo tutto l’entusiasmo e la voglia di cimentarsi in questo nuovo ruolo.

Nuovo anche il territorio, tutto da scoprire: finora il Ravennate per il militare era stato solo la metà di un paio di visite veloci per portare i figli a Mirabilandia e in occasione di un matrimonio. Le prime impressioni da nuovo residente sono positive: «Un territorio piacevole che fa il pari con la fama che lo precede».

Laureato in Lettere classiche a Pisa, Lachi arriva dalla scuola Marescialli di Firenze, insegnante di Tecniche investigative. In passato ha ricoperto il ruolo di comandante del Nucleo operativo radiomobile e comandante di compagnia a Ivrea, poi comandante del nucleo Investigativo del reparto Operativo al comando provinciale di Foggia. Dopo cinque anni in terra pugliese, dal 2002 al 2010 ha comandato le Compagnie di Norcia e Orvieto, per tornare poi al comando del nucleo Investigativo di Grosseto fino al 2016.

Il nuovo colonnello assicura che questi saranno i cardini del suo operato: «Vicinanza ai cittadini e attenzione alle fasce deboli con propensione all’ascolto che fa parte del dna dell’Arma».

Uno striscione in municipio a Ravenna per ricordare i 368 migranti morti a Lampedusa

E l’Alighieri verrà illuminto di arancione per tutta la notte

Il 3 ottobre del 2013 morirono 368 migranti che naufragarono davanti alle coste di Lampedusa. A dieci anni da quella tragedia Ravenna ricorda le vittime dell’immigrazione e rinnova il proprio impegno nella lotta contro la tratta degli esseri umani in due iniziative significative. L’Amministrazione comunale ha aderito all’iniziativa promossa dal Comitato 3 ottobre nell’ambito della campagna #10annidindifferenza, in occasione della X Giornata della Memoria e dell’Accoglienza che ricorre oggi (3 ottobre) e istituita nel 2016 per ricordare chi ha perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

Questa mattina è stato esposto uno striscione sulla facciata del palazzo del Comune in Piazza del Popolo dall’assessora all’Immigrazione Federica Moschini e dall’artista che lo ha realizzato, Gianluca Costantini.

Questa sera e per tutta la notte la facciata del Teatro Alighieri sarà illuminata di arancione, come il colore dei fumogeni utilizzati per aiutare gli elicotteri di soccorso ad individuare la posizione delle barche in difficoltà.

Il 18 ottobre ricorre, invece, la XVII Giornata europea contro la tratta degli esseri umani e il Comune organizza per le classi delle scuole superiori nelle mattine dal 9 al 18 ottobre la proiezione al Cinema Mariani dell’ultimo lavoro di Matteo Garrone “Io Capitano”, Leone d’argento – premio per la miglior regia – alla Mostra del Cinema di Venezia 2023 e designato dall’Italia per la selezione al miglior film internazionale agli Oscar.

Il 18 ottobre la proiezione delle 20,30 sarà aperta gratuitamente alla cittadinanza fino a esaurimento posti sempre al cinema Mariani.

 

 

 

 

 

 

Al Mariani ripartono le rassegne e gli eventi speciali

Al via il 2 ottobre 2 Days Cult Movie con David Lynch, poi Finalmente è giovedì, che apre il 9 ottobre con Felicità

CinemaRiprendono al Mariani le rassegne e gli eventi speciali, con gli appuntamenti settimanali di 2 Days Cult Movie e Finalmente è giovedì (il contenitore creato appositamente per raccogliere i frutti della collaborazione con il Circolo del Cinema Sogni), che uniscono cinema d’autore, proiezioni in lingua originale, ospiti e approfondimenti.

Per Cinemaincentro – il circuito di cinema d’essai che gestisce la sala di via Ponte Marino – si entra dunque nel vivo della stagione: 2 Days Cult Movie si apre con il film restaurato di David Lynch, The straight story – Una storia vera, che lunedì 2 e martedì 3 ottobre arriverà in sala (18.30 e 21) in un’edizione restaurata da StudioCanal con la supervisione del regista stesso e distribuita dalla Cineteca di Bologna.

Si prosegue con un titolo italiano, Felicità (9 e 10 ottobre), esordio alla regia di Micaela Ramazzotti. Finalmente è giovedì parte invece il 5 ottobre con Patagonia, il film italiano che più ha convinto il pubblico dell’ultimo festival di Locarno e, per l’occasione, sarà il regista Simone Bozzelli in persona ad accompagnare il pubblico in questo micro-mondo.

A seguire, giovedì 12 ottobre arriva Vertigo – La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock, raccontato al pubblico da Roy Menarini, critico cinematografico e docente titolare del corso di Cinema e Industria culturale all’Università di Bologna.

Don Ciotti alla Don Minzoni per parlare di legalità con i ragazzi delle classi terze

Nel ricordo del sacerdote ravennate ucciso cento anni fa

Giornata importante, oggi (3 ottobre), per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Don Giovanni Minzoni” di Ravenna, che hanno celebrato il ricordo del parroco cui è dedicata la loro scuola incontrando don Luigi Ciotti.

La dirigente scolastica dell’Istituto, Marilisa Ficara, e il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, hanno accolto il fondatore di “Libera”, associazione contro le mafie, e con lui hanno incontrato i 201 ragazzi delle classi terze, ricordando il sacerdote ravennate ucciso cento anni fa.

Don Ciotti ha poi colloquiato con i ragazzi affascinandoli con il racconto della sua esperienza e del suo impegno in difesa degli ultimi.

La giornata che si è conclusa con la piantumazione nel cortile della scuola di un “Un albero per il futuro – Un bosco per la legalità diffuso”, nell’ambito della campagna promossa dal Nucleo Tutela della Biodiversità dell’Arma Carabinieri della Regione Emilia-Romagna, rappresentati dal maresciallo Fabrizio Bellini.

«Parlare di legalità a scuola è molto importante per due motivi – ha commentato il sindaco De Pascale -. In primo luogo perché la cultura della legalità parte dalle piccole cose, dal nostro comportamento quotidiano e dalle tante singole scelte che ciascuno e ciascuna di noi ogni giorno fa nel rispettare le regole, nel capire perché esistono e nel portare avanti valori positivi. L’altra ragione invece è legata alla figura di Don Minzoni, che oggi insieme ai ragazzi e alle ragazze abbiamo ricordato nel centenario della sua morte. Oggi per noi affermare i valori della legalità ha un prezzo piccolo ma ci sono tanti luoghi, nella storia e nel nostro tempo, nei quali affermare i principi della legalità si paga con il prezzo della propria vita. Per questo abbiamo il dovere morale di affermare questi valori con decisione, convinzione e grande senso di responsabilità».

Il programma tv “4 Ristoranti” di Alessandro Borghese a Ravenna: ecco i concorrenti

Dal 3 al 6 ottobre in centro storico a Ravenna le riprese del programma televisivo “4 ristoranti” con Alessandro Borghese: in gara l’Antica Bottega, il Corte Cabiria, il Cairoli e il Cerchio

Il noto programma televisivo “4 Ristoranti” condotto dallo chef Alessandro Borghese, arrivato alla nona stagione in onda su Sky e Now dal 2015, fa tappa a Ravenna. La troupe della società di produzione Banijay Italia è arrivata in città stamani, 2 ottobre, e da domani fino al 6 ottobre girerà le riprese in quattro locali del centro storico: il 3 ottobre all’Antica Bottega da Felice in via Matteucci, il 4 ottobre alla trattoria Al Cerchio in via Cerchio, il 5 ottobre al ristorante Corte Cabiria in via Mordani e il 6 ottobre al ristorante Cairoli nell’omonima via Cairoli. La puntata verrà trasmessa nelle prossime settimane.

Il furgone con il marchio della trasmissione è stato visto da molti in centro e si è scatenata la caccia ai nomi dei concorrenti, con la pubblicazione di alcune notizie e post sui social rivelatisi poi inesatti.

La preparazione della puntata è cominciata lo scorso giugno. La produzione ha preso contatti con l’ufficio Turismo del Comune che da qualche tempo ha deciso di formare del personale interno per facilitare l’attività sul campo delle produzioni televisive, considerandole un veicolo di promozione del territorio. Un’ordinanza del Comune dispone modifiche alla viabilità nelle strade dei locali per consentire le riprese.

Alessandro BorgheseLa formula del programma è ormai nota. Ognuno dei ristoranti in gara ospita per un pasto gli altri tre e Borghese. I commensali commentano le portate che assaggiano e poi stilano la propria pagella assegnando un punteggio da 0 a 10 a location, menù, servizio e conto, oltre alla quinta categoria, il cosiddetto “special”, differente in ciascuna puntata: per Ravenna potrebbe essere il cappelletto. Il giudizio di Borghese viene svelato solamente al termine della puntata: i suoi voti possono confermare o ribaltare l’intera classifica uscita dalle votazioni dei partecipanti. Il ristorante vincitore di puntata si aggiudica cinquemila euro da investire nel locale, una assicurazione per un anno e – secondo quanto riporta Wikipedia – un allarme h24, una macchina sottovuoto, due cantinette per vini, una lavastoviglie e attrezzature.

Non è la prima volta che Borghese viene in Romagna e in provincia di Ravenna con il suo programma. Il 29 dicembre andò in onda una puntata dedicata alla cozza di Cervia con il Marè di Cesenatico, il Ricci di Mare di Rimini, il Cala Zingaro e il Perittima di Milano Marittima.

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