lunedì
18 Maggio 2026

All’inizio di ottobre dovrebbe riaprire la linea ferroviaria tra Faenza e Lavezzola

Il punto più critico è il ponte sul fiume Santerno a Sant’Agata

Treni Santagata SanternoÈ prevista per l’inizio di ottobre la riapertura della linea ferroviaria fra Faenza e Lavezzola, pesantemente danneggiata dalle inondazioni che hanno colpito la Romagna a maggio.

Rete ferroviaria italiana (Rfi), società del gruppo Fs, ha avviato in questi giorni i lavori di ripristino della propria infrastruttura, attività il cui inizio era subordinato al completamento degli interventi di rifacimento degli argini in corrispondenza del ponte ferroviario sul fiume Santerno a Sant’Agata, da parte della Regione Emilia Romagna.

I lavori di Rfi interessano la sede ferroviaria e il binario adiacenti alla travata metallica sul fiume, su entrambe le sponde del corso d’acqua, per una lunghezza complessiva di circa 80 metri. Per raggiungere le aree di cantiere e poter eseguire le lavorazioni si è resa necessaria la creazione di una pista provvisoria di circa 400 metri da realizzare al di sopra del sedime ferroviario, tra la stazione ferroviaria di Sant’Agata sul Santerno ed il ponte. Nel cantiere saranno impegnati circa 40 tecnici di Rfi e delle ditte appaltatrici, con ausilio di circa 10 mezzi d’opera.

Fino al completamento dei lavori i collegamenti fra Faenza e Lavezzola continueranno ad essere garantiti con autobus sostitutivi.

Scarsa manutenzione ai cimiteri, il Comune è pronto al contenzioso contro la ditta

Sfalci, pulizia e potature carenti: l’amministrazione comunale ha chiesto di ripristinare lo stato dei luoghi, l’azienda ha promesso una squadra adeguata da settembre

Cimitero Generica FioriIl Comune di Cotignola ritiene che nell’ultimo periodo si sia verificata una carenza nella manutenzione nei cimiteri in merito a sfalci, pulizia e potatura delle piante e ha sollecitato più volte l’azienda incaricata della gestione dei cimiteri al rispetto degli impegni previsti nel contratto. «Nonostante diverse interlocuzioni formali e informali – si legge in una nota diffusa dall’amministrazione comunale –, ad oggi l’azienda continua a essere inadempiente su molte di queste attività, ragion per cui sono stati interrotti tutti i pagamenti, anche per le operazioni cimiteriali che sono comunque proseguite».

Secondo quanto riferisce il Comune, l’azienda ha assunto l’impegno di mettere in campo a partire da settembre una squadra adeguata di persone per ripristinare il decoro di questi luoghi, riportandoli alle condizioni iniziali alle quali le erano stati consegnati all’inizio dell’appalto. Se questo impegno non verrà rispettato, l’Amministrazione aprirà formalmente un contenzioso in danno con la ditta, attivandosi in proprio per il ripristino della situazione.

«Siamo i primi a essere amareggiati dalla situazione che si sta trascinando da diverse settimane – sottolinea il sindaco Luca Piovaccari -. Sappiamo bene quanto questi luoghi siano importanti per le nostre comunità e stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione per ottenere il rispetto degli impegni contrattuali. Ci auguriamo che gli ultimi incontri fatti con la ditta e gli impegni che si sono assunti siano rispettati e che la situazione possa normalizzarsi già nella prima metà di settembre».

La festa del “Buco incavato”, pesca bianca che è simbolo di Massa Lombarda

Il 29 agosto in centro, durante la Sagra delle Sfogline

Festa Buco Incavato 2022 1Nell’ambito della Sagra delle Sfogline, in corso a Massa Lombarda dal 24 al 30 agosto, torna anche la festa del “Buco incavato”, dedicata alla pesca di Massa Lombarda, venerdì 25 agosto in piazza Matteotti e nelle vie del centro. Un appuntamento che rimarca l’impegno a valorizzare il progetto di recupero delle tradizioni contadine e di salvaguardia delle piccole produzioni di eccellenza gastronomica certificate dal presidio Slow Food.

A partire dalle ore 19, in piazza Matteotti si potranno trovare le bancarelle dall’associazione “Il Lavoro dei Contadini”, con i prodotti tipici della tradizione (miele, vino, confetture, formaggi e olio), le creazioni artigianali, le degustazioni con protagonista la pesca ed il mercatino dei produttori del “buco incavato” da cui sarà possibile acquistare il frutto.

Dalle ore 20.30 esibizioni ed esposizioni artistiche si terranno tra le vie del centro mentre alle 21 spazio al teatro in Piazza Matteotti con lo spettacolo di Bonetti e Nadiani dal titolo “Tè, cun al tù canzunèt, mè, cun i mì fët in dialèt”.

Durante tutta la serata le gelaterie (Tiffany e Civico 30) delizieranno i clienti con un gusto di gelato alla pesca prodotto per l’occasione. Inoltre, il ristorante Opera Sapori di via Saffi propone un ricco menù dedicato alla pesca.

Oltre all’organizzazione della festa, il progetto del “Buco incavato” vede anche la promozione della diffusione nelle campagne della coltivazione attraverso i “custodi del Buco incavato”: una sinergia tra agricoltori, coltivatori e collezionisti che supportano l’impiantamento della pesca, favorendone così la ripartenza produttiva. Un impegno che affonda le sue radici nella storia locale: a cavallo tra ’800 e ’900 Massa Lombarda si impose come realtà produttiva all’avanguardia del nuovo settore denominato “frutticoltura industriale”. Il simbolo di questa rivoluzione fu senz’altro il Buco incavato, la varietà di pesco più diffusa e coltivata nei territori massesi nella prima parte del ’900, tant’è che fu commercializzata proprio con il nome di “Pesca di Massa Lombarda”.

Il Buco Incavato è una pesca bianca di circa 200 grammi, con sfumature rosso intenso. Il frutto è di forma sferoidale e la caratteristica sutura, da cui deriva il nome, è molto profonda e incavata. La polpa è bianca-verde, di sapore equilibrato nel contenuto di zuccheri e acidi, con profumi e aromi intensi.

Inaugurato il nuovo crossodromo dei Monti Coralli, gestito da Andrea Dovizioso

L’apertura dopo oltre sei mesi di lavori. Ora il centro federale e la riqualificazione del parco

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È stato inaugurato ieri, mercoledì 23 agosto, il nuovo circuito da motocross 04-Park Monte Coralli di Faenza, gestito da Andrea Dovizioso.

Sono stati 78 i piloti professionisti (tra cui lo stesso Dovizioso, ex campione del mondo della 125) che lo hanno testato, con ottimi risultati, dopo oltre sei mesi di lavori.

Mancano ancora alcuni piccoli interventi, ma l’apertura del circuito ora potrà far proseguire spedito anche il resto del progetto. Da lunedì si partirà con la realizzazione del centro di formazione federale, mentre non ci sono ancora date precise per il più importante progetto di riqualificazione del parco, con tanto di bar e ristorante, da quasi un milione e mezzo di euro.

Le prossime aperture del crossodromo sono fissate nel weekend, sabato e domenica, dalle 10 alle 18, per tutti gli appassionati.

Il ravennate Bovolenta a 19 anni convocato in Nazionale per gli Europei di volley

Il figlio d’arte continua a bruciare le tappe: solo pochi giorni fa il debutto assoluto in azzurro

Bovolenta Italia Europei

A pochi giorni dal debutto assoluto in azzurro (convocato un po’ a sorpresa per il memorial Wagner contro Polonia, Francia e Slovenia), il giovane ravennate Alessandro Bovolenta è finito nell’elenco ufficiale dei convocati della Nazionale Italiana campione in carica per gli Europei di volley in programma dal 28 agosto al 16 settembre tra Italia (il debutto contro il Belgio), Bulgaria, Macedonia e Israele.

Il figlio d’arte, oggi 19enne, sta continuando a bruciare le tappe e ora la Consar Ravenna si ritrova ad affrontare il prossimo campionato di A2 con in squadra l’opposto della nazionale azzurra.

Bovolenta sarà sulla carta la riserva di Yuri Romanò.

L’Italia del Ct Fefé De Giorgi è stata inserita nell’insidioso gruppo A, dove figurano anche la sempre temibile Serbia, la Germania, Svizzera ed Estonia.

Allerta meteo per temperature estreme. A San Pietro in Vincoli superati i 38,5 gradi

Allerta gialla per temperature estreme anche in provincia di Ravenna, per la giornata di giovedì 24 agosto, quando sono previste temperature massime superiori a 38 gradi nelle zone di pianura, in particolare emiliane.

In provincia i comuni coinvolti sono Solarolo, Bagnara, Lugo, Cotignola, Bagnacavallo, Fusignano, Alfonsine, Conselice, Sant’Agata sul Santerno e Massa Lombarda.

Già oggi (23 agosto) le temperature hanno comunque raggiunto picchi record per la terza decade di agosto: a San Pietro in Vincoli alle 16 sono stati toccati i 38,6 gradi (a questo link la mappa aggiornata in tempo reale).

La testimonianza del medico a gettone: «Tante proposte, guadagno più di un primario»

Il faentino Giovanni Sella intervistato da “Repubblica”: «Approfitto di un sistema che paga poco i dipendenti»

Giovanni Sella
Giovanni Sella in una delle foto del suo profilo Facebook

Sta facendo il giro del web la storia di Giovanni Sella, 46enne faentino che fa il medico a gettone. Intervistato da Repubblica, ha rivelato di guadagnare fino a 150mila euro (lordi) all’anno, più di un primario.

«Ma bisogna considerare che faccio tantissime ore e che mi devo spostare, oltre a pagare assicurazione e previdenza. Ho le tante spese dei liberi professionisti», dice al quotidiano, a cui racconta di aver iniziato a fare il gettonista nel 2020, con il Covid, e di lavorare al pronto soccorso di Lugo così come nelle Marche («dove pagano molto bene, sui 100 euro l’ora»), in Veneto e in particolare a Cortina d’Ampezzo, dove resta più o meno una settimana al mese e in inverno riesce a conciliare i turni al lavoro con lo sci.

Per ora Sella non ha visto grossi cambiamenti dopo il decreto in vigore da fine maggio con il quale il ministero alla Salute ha provato ad arginare il fenomeno dei medici a gettone. «Non credo che ci riuscirà. Per quello che vedo, i pronto soccorso campano grazie a noi. Io approfitto di un sistema che paga poco i dipendenti e tanto quelli come me. Ho tantissime proposte: seleziono gli ospedali dove so di stancarmi di meno»

[AGGIORNAMENTO] Riceviamo e pubblichiamo un testo di precisazioni del dottor Sella.

Volevo chiarire alcuni punti in quanto sono state scritte diverse inesattezze e riportati dei termini da me mai utilizzati. Premetto che abbiamo avuto solamente 2 contatti telefonici e che lui era già a conoscenza di alcune notizie sanitarie,  il giornalista  non mi ha inviato l’articolo altrimenti scritto in quel modo non ne avrei autorizzato la pubblicazione. A partire dal titolo , era lui che insinuava che il mio guadagno superasse quello di un primario ma io smentivo tutte le volte. Non ho nemmeno detto che gli ospedali campano grazie ai gettonisti, piuttosto che al momento i gettonisti sono un’importante fonte di forzalavoro per quei reparti che altrimenti sarebbero in crisi . “Io approfitto di un sistema che paga poco i dipendenti e tanto quelli come me” sono state parole sue e pure la scelta degli ospedali , è vero che la faccio io , prettamente secondo un criterio geografico di distanze dal mio domicilio, ma non basandomi dove mi “stanco di meno”. A sostegno di ciò che ho appena scritto, venerdì mi hanno intervistato per la trasmissione Agorà dove si evince il mio pensiero e rapporto con la libera professione , ovvero i “gettonisti”, dichiarandomi favorevole al decreto bollette che regola il ricorso da parte degli ospedali dei medici gettonisti. Infine si fa riferimento alla romagna , dove però svolgo un’attività continuativa in convenzione con un contratto da medico d’emergenza territoriale e non da gettonista».

Il mito della pallavolo Manù Benelli e lo storico massaggiatore Gino Maioli al Wave

Presenteranno le loro biografie, nell’ambito delle celebrazioni dei 30 anni della biblioteca sportiva Gino Strocchi

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Manù Benelli

Dopo i rinvii delle varie iniziative di maggio a causa dell’alluvione, la Biblioteca Sportiva “Gino Strocchi” di Marina di Ravenna e l’organizzazione di volontariato “Biblio.For.Sport ODV”, che la gestisce, ripropongono il loro programma per celebrare i 30 anni della propria attività.

Venerdì 25 agosto alle 18.30 allo stabilimento balneare Wave di Punta Marina, si terrà una serata “Con le mani e con il cuore”, dedicata alla presentazione di due libri che recentemente hanno proposto biografie di personaggi dello sport ravennate contemporaneo: Manù Benelli, protagonista numero uno della storia della pallavolo con l’Olimpia Teodora degli 11 scudetti consecutivi tra il 1981 ed il 1992 (Fuori dal corpo. La voglia e la forza di essere unici, edito da “Lab DFG”), e Gino Maioli, massaggiatore di tanti ciclisti, da Felice Gimondi in poi, pallavolisti e sportivi di ogni livello in quasi 50 anni d’attività (Gino Maioli. Le Olimpiadi di un romagnolo scritto da Francesca Mazzoni per la società editrice “Il Ponte Vecchio” da un’idea di Sefi Idem), che chiacchiereranno insieme a Mauro Masotti, presidente di Biblio.For.Sport, e Laura Ricci, direttrice della Biblioteca Sportiva di Marina di Ravenna.

Nella mattinata di sabato 16 settembre, poi, alla Galleria FaroArte di Marina di Ravenna, proprio nello stesso edificio che ospita la Biblioteca Sportiva, si festeggeranno i 30 anni della biblioteca, nata nel 1993 in ambito Coni ma costretta dal 2012 ad appoggiarsi all’opera di volontari, e si ricorderà Gino Strocchi (cui la biblioteca è intitolata) nel centenario della sua nascita.

Gli effetti dell’alluvione si faranno sentire ancora per anni per le Cab

Le sette Cab di Ravenna fanno il punto sullo stato dei loro 6.150 ettari sommersi per settimane

Lo Stato Attuale Dei Terreni AlluvionatijpegA oltre tre mesi dalla tragica alluvione che ha colpito e travolto la Romagna, le sette Cooperative Agricole Braccianti di Ravenna (che rappresentano 618 lavoratori, di cui 373 soci) fanno il punto sullo stato dei loro 6.150 ettari (sui circa 12.000 in conduzione) sommersi per settimane dalle acque fuoriuscite dalla rottura di argini di fiumi e dall’esondazione di canali.

Sono migliaia gli ettari ricoperti da spessi strati di limo, via via cementificato e diventato una coltre dura fino a 20 cm, quasi indissodabile, dove la semina è ora impossibile: «Come dimostra ampiamente il caso delle Cab e nonostante molti dei “fari nazionali” si siano purtroppo ormai spenti, come temevamo, nel settore agricolo le emergenze sono ancora drammaticamente in atto – dichiara il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi –. Chiediamo al Governo di mantenere la promessa fatta, quella di un risarcimento del 100% dei danni subiti visto che ad oggi non solo non esistono ancora indicazioni amministrative e tecniche ma le risorse – teoriche – stanziate per l’agricoltura (e non solo) sono decisamente inadeguate e comunque ora non disponibili».

I terreni alluvionati hanno manifestato sin da subito delle situazioni diversificate e molto critiche. Ripristinarne la produttività è oggi complicato, poiché vanno studiati e sono necessarie più fasi di lavorazione rispetto alla norma, con un inevitabile aumento dei costi e delle ore di lavoro.

Per Lino Bacchilega, direttore di Cab Ter.Ra, la speranza è di arrivare al 2024 riuscendo a rimettere a sistema l’80% del terreno. «Dei nostri 600 ettari allagati, 400 risultano ancora danneggiati. La prima semina di grano nei campi interessati dall’alluvione è prevista per il prossimo ottobre – commenta -, ma la caldissima stagione estiva con temperature da record sta compromettendo anche questa».

Alla Cab Massari, invece, racconta il direttore Giampietro Sabbatani «lo sgrondo delle acque è ostacolato dalla ostruzione di molti fossi e canali in cui è ancora presente una quantità importante di limo. Le operazioni di pulizia e ripristino della rete scolante vanno a rilento perché lo stesso limo non si è completamente asciugato e gli escavatori procedono quindi molto lentamente». Alla cooperativa di Conselice, tra le più colpite dall’alluvione, la lavorazione dei terreni è stata, ed è tuttora, difficoltosa a causa dell’interramento dei residui colturali di paglia (il 90% dei 700 ettari di frumento e orzo non è stato trebbiato perché distrutto) o dell’erba medica. In alcuni casi è addirittura impossibile, perché le trattrici e le macchine utilizzate si trovano impantanate nei terreni ancora molto impregnati di acqua.

«La maggior parte dei terreni sarà difficilmente arabile perché la quantità di acqua presente negli strati di terreno sotto i 15-20 centimetri è ancora molto elevata. Il rischio, dunque, è di comprometterne la futura fertilità se non vengono lavorati all’umidità ottimale. Date le premesse – conclude Sabbatani – possiamo dire che impiegheremo almeno due anni per riportare i terreni ad uno stato di fertilità sufficiente, anche se non ottimale. E per tornare ai livelli pre-alluvione dovremo comunque apportare molta sostanza organica, come letame e digestato».

Paolo Rosetti, direttore di Cab Comprensorio Cervese riferisce: «La trebbiatura dei cereali si è conclusa con una superficie non raccolta pari al 32%, mentre la restante parte ha registrato una produzione media inferiore al 50% con risultati qualitativi sconfortanti. Due i motivi principali: il primo riguarda il danno subito dalla coltura a causa della permanenza dell’acqua, il secondo dall’impraticabilità dei campi. Raccogliere il grano alluvionato ha messo sotto forte stress le mietitrebbie che hanno registrato danni e fermi macchina ingenti. La nostra azienda presenta ora circa 50 ettari totalmente impraticabili e forse incoltivabili anche nel 2024».

Sei ettari di terreno, a ridosso della rottura dell’argine del fiume Savio, sono stati grossolanamente ripristinati dall’intervento della Regione durante il rifacimento dell’argine, ma resta ancora da sistemare il piano campagna di altri 9 ettari, per una spesa di circa 100.000 euro, che peserà sulle casse della Cab. Inoltre, sono ancora inaccessibili 25 ettari e le colture a vivaio, fragole ed asparagi, registrano un rallentamento vegetativo che porterà ad una inferiore resa. «Sono sostanzialmente da rifare – conclude Rosetti – decine di chilometri di fossi collettori ad ampia sezione e scoline poderali. Da controllare e rifare decine di ettari di drenaggi tubati sotterranei, mentre si sta valutando la gestione dello strato di limo e argilla che si è depositato sui terreni. Nella zona a ridosso delle saline, infine, si rileva una concentrazione preoccupante di Sodio che ha alzato la salinità generale dei terreni. Al netto di altri eventi di questa portata – conclude -, auspico che si torni ad una gestione ordinaria nel 2025».

«Ad oggi siamo finalmente riusciti ad entrare in tutti i terreni ma dobbiamo ancora capire come comportarci perché è la prima volta che affrontiamo una situazione del genere. Mai prima d’ora i campi erano rimasti sott’acqua così a lungo», commenta il direttore di Cab Bagnacavallo e Faenza, Marco Lanzoni.

L’areale gestito dalla cooperativa agricola è molto esteso e presenta situazioni molto differenti tra loro: nel faentino si parla di alluvioni lampo, che hanno lasciato molti residui sui terreni. In questo caso il vero problema è legato al ripristino dei canali di scolo. A Bagnacavallo, invece, alcuni terreni nell’area circostante all’Argine Fosso Vecchio sono rimasti allagati per circa due settimane, fortunatamente però l’acqua quasi era priva di limo ed il problema è interrare la grande massa organica delle colture alluvionate (grano, triticale, erbai e colza), ma non si dovrebbero riscontrare problemi di fertilità dei suoli. Via via che ci si avvicina ai punti in cui il fiume ha rotto gli argini, invece, si rilevano sempre più problemi che, si spera, possano essere risolti entro il 2025.

«Per Agrisfera rimane una grande incognita su circa 300 ettari di difficile ripristino in cui occorreranno almeno i prossimi sei mesi, o anche tutto l’inverno, per ridurre e gestire lo strato di limo. Si tratta di piastrelle grandi 30-40 centimetri e alte 10/12 centimetri: una sorta di cubi difficili da raffinare per poter seminare, ma speriamo comunque che la produzione possa riprendere già nel 2024», spiega Giovanni Giambi, direttore della cooperativa agricola con sede a Sant’Alberto.

«Penso che serviranno almeno tre anni per tornare completamente a regime, anche se in alcuni campi meno colpiti la speranza è di ottenere buone rese già dal prossimo anno. I problemi più gravi – conferma Franco Balducci, direttore di Cab Fusignano – sono dati dai maggiori costi da sostenere per le lavorazioni aggiuntive legate al ripristino dei terreni: dissodare lo strato di limo e rendere la terra arabile richiede infatti più passaggi. A questi poi vanno sommate le spese da affrontare per sistemare la rete di canali e fossi. Si tratta di centinaia di migliaia di euro».

Urgenza di sistemare canaline e canali di scolo anche per Cab Campiano, dove – spiega il presidente Massimo Pepoli – vi è la necessità di ripulirle da erba, cespugli e terra che impediscono il normale deflusso dell’acqua.

Eugenio Finardi e Joe Bastianich gli unici “big” sul palco della Festa dell’Unità

Il programma degli spettacoli al Pala De André

Eugenio Finardi
Eugenio Finardi

Il Pd ha pubblicato sui social il programma definitivo degli spettacoli della Festa nazionale dell’Unità, in programma al Pala De André di Ravenna dal 30 agosto all’11 settembre.

Mancano i nomi di richiamo nazionale, fatta eccezione per Eugenio Finardi, l’8 settembre, i Dik Dik (venerdì 1) e (forse) Joe Bastianich in versione musicista, il 7 settembre.

A completare il programma del palco centrale, in ordine cronologico: la festa di cover dei Moka Club (30 agosto), il liscio dell’orchestra di Patrizia Ceccarelli (31 agosto), il rock’n’roll dei romagnoli Old Rocker’s Community (2 settembre), le cover disco dance della Revolution Band (3 settembre), la musica da ballo dei Caiman (4 settembre), il liscio romagnolo dell’orchestra di Mirko Casadei (5 settembre), la comicità di Duilio Pizzocchi (6 settembre), il rock demenziale delle Fecce Tricolori (9 settembre) e a chiudere il cantautore Vittorio Bonetti (11 settembre).

Tutte le sere ci sarà anche un’alternativa al piano bar e animazione o spettacoli per bambini lungo i viali della festa.

Tornano gli incontri della Casa delle Donne, con un omaggio a Michela Murgia

Michela Murgia
Michela Murgia

Tornano a Ravenna gli appuntamenti del Fem Garden di via Rocca ai Fossi, il giardino che costituisce lo spazio estivo per gli incontri culturali della Casa delle Donne.

Tra questi, anche il personale ricordo che la Casa tributerà a Michela Murgia, recentemente scomparsa: un reading di suoi scritti e contributi, «per omaggiare una donna e un’attivista femminista, il cui pensiero e la cui voce manca già profondamente a tutte noi, ma anche un’occasione per assumere la sua eredità e continuare a portare avanti le lotte condivise», si legge in una nota inviata alla stampa. Il reading è aperto a tutti: chi vuole partecipare con un brano, di massimo due pagine, tratto dalla sua produzione può chiedere informazioni all’indirizzo email casadelledonneravenna@gmail.com entro il 7 settembre.

Programma

  • Lunedì 28 agosto alle 20.30 – visione dell’intervista a Shoshana Zuboff, autrice di “Il capitalismo della sorveglianza”.
  • Mercoledì 30 agosto alle 18 – presentazione del libro di Maria Paola Patuelli “1989 – Metamorfosi del rosso fra comunismo e femminismo” (Ed. Pendragon 2021), in dialogo con Barbara Domenichini.
  • Venerdì 8 settembre ore 18.30 – incontro con la regista Maria Martinelli, sul suo film “Redenzione” tratto dal racconto “Macerie” di Franco Calandrini, che sarà a sua volta presente all’evento. In dialogo con Raffaella Radi e Deborah Bandini.
  • Domenica 10 settembre alle 11 – “Leggiamo Michela Murgia”, a seguire pic nic autogestito.
  • Sabato 16 settembre alle 18 – presentazione della graphic novel Roots di Bruna Martini. In dialogo con Barbara Domenchini e Raffaella Radi.

I sindaci a Figliuolo: «Monta la rabbia. Servono risposte, azioni e soluzioni»

In una lettera al commissario finiscono nero su bianco i punti critici post alluvione. E viene chiesto un piano di ricostruzione e messa in sicurezza

Faenza (foto Marco Parollo)
Faenza (foto Marco Parollo)

I sindaci dei nove Comuni dell’Unione della Bassa Romagna hanno inviato una lettera, la seconda in poche settimane, al commissario straordinario per la ricostruzione Francesco Paolo Figliuolo e al sub-commissario e presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, per sollecitare nuovi aiuti in merito alle maggiori criticità ancora in essere, a oltre tre mesi dall’alluvione.

La lettera, inviata in vista del tavolo tecnico del 24 agosto e dei successivi incontri in programma, si concentra in particolare sui risarcimenti per famiglie e imprese: «Servono misure integrative a quelle già messe in campo, risorse ulteriori da distribuire con modalità chiare e semplici e in tempi congrui alla tipologia di intervento – si legge nel testo -. Il termine fissato a fine ottobre per la rendicontazione del contributo di immediato sostegno, per esempio, risulta non adeguato in ragione dell’impossibilità per molte famiglie di completare i lavori di ripristino e di pagarli entro la scadenza fissata. Il clima di incertezza che accompagna la fase post emergenziale acuisce l’esasperazione di famiglie e aziende che non hanno prospettive certe sulla ripartenza. Il danno economico si somma al danno morale e trasforma la resilienza e lo spirito di comunità che ha caratterizzato le prime settimane dopo l’alluvione, in rabbia e pressione sociale».

Da non dimenticare peraltro che criticità simili si pongono anche in relazione al tornado del 22 luglio scorso – sottolineano i sindaci – il quale ha determinato a propria volta gravi danni sugli abitati di Alfonsine e Voltana. Al riguardo nessun riscontro è pervenuto da parte dell’Esecutivo nazionale.

Viene richiesto, inoltre, che venga definito il quadro normativo per consentire l’esenzione totale dal pagamento delle utenze per i mesi di non usufrutto delle proprie abitazioni e/o imprese.

Per quanto riguarda le perizie, i sindaci sottoscrivono quanto già espresso dagli Ordini e collegi professionali della provincia di Ravenna in una propria comunicazione alla struttura commissariale, nella quale viene evidenziata «la necessità di individuare al più presto le modalità e i parametri necessari per la compilazione delle perizie asseverate, concordando uno schema peritale che agevoli una snella redazione delle valutazioni economiche dei danni, con parametri di veloce comprensione e inserimento, e al contempo di altrettanto semplice verifica da parte delle amministrazioni pubbliche». Ciò «a salvaguardia anche di eventuali speculazioni che si dovessero insinuare a scapito dell’integrità professionale e dell’onore che da sempre contraddistingue i professionisti che collaborano, tra l’altro, fattivamente da settimane con le nostre amministrazioni per la gestione delle prime pratiche di rimborso ai cittadini».

Anche per il patrimonio pubblico non mancano le criticità: «I nostri Comuni hanno anticipato le spese di somma urgenza e hanno subito essi stessi danni al patrimonio che sono stati censiti, come da indicazioni ricevute dall’Agenzia regionale di Protezione civile, ma per i quali non si è ancora ricevuto alcun riscontro – scrivono i sindaci -. Abbiamo ricevuto molteplici attestazioni di solidarietà da parte di fondazioni e privati che ci permetteranno di ricostruire i luoghi simbolo delle nostre comunità: scuole, teatri, parchi gioco. Ma abbiamo uffici, piazze, strade, infrastrutture che necessitano di interventi di ripristino e riparazione per i quali non abbiamo ulteriori fondi da destinare e non conosciamo le eventuali modalità di sostegno alla ricostruzione da parte della struttura commissariale».

Inoltre, sempre sul fronte della pubblica amministrazione, nella lettera viene ribadito come il personale degli enti comunali non sia sufficiente a sopperire alla mole di attività integrative determinate dalle procedure di rimborso, ricognizione danni e ricostruzione.

La lettera si conclude con due appelli accorati che riguardano due tematiche fondamentali per la ricostruzione: lo smaltimento dei fanghi alluvionali, e, laddove presenti, anche dei depositi abusivi di rifiuti, ripristinando il decoro, l’igiene e la funzionalità originaria dei luoghi pubblici e privati; e infine il tema più importante, la previsione di un piano concreto di ricostruzione e messa in sicurezza del territorio: «Vediamo i cantieri e le attività di manutenzione di argini e fiumi procedere attorno a noi, ma noi sindaci per primi non abbiamo gli elementi per rispondere con certezza alle domande che i nostri cittadini ci pongono quotidianamente – è scritto nella lettera -: quali sono i piani per la sicurezza idraulica di medio periodo? È stata avviata la verifica strutturale e la riprogettazione, laddove necessaria, di infrastrutture come per esempio i ponti ferroviari? Quali opere saranno avviate per la sicurezza delle comunità che vivono in questi territori? Come sindaci e come Amministrazioni abbiamo bisogno di risposte e siamo disponibili a fare tutto quanto è nei nostri poteri e nelle nostre competenze per garantire a chi qui vive, lavora, studia la possibilità di ripartire con dignità e serenità. Ma è evidente che il piano su cui lavorare per ottenere tutto questo è più grande di noi. Siamo disponibili al confronto e ci mettiamo a totale disposizione affinché arrivino al più presto risposte, azioni e soluzioni».

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