martedì
19 Maggio 2026

Una mostra fotografica sui libri alluvionati da tre luoghi di cultura ravennati

Fino al 24 settembre al museo Mambo di Bologna, con ingresso gratuito, gli scatti di Zaffagnini realizzati tra Lugo e Faenza. Il ricavato del catalogo, su prenotazione, verrà donato alle biblioteche danneggiate

Accartocciati, gonfi, resi illeggibili, ricoperti di fango: così sono i libri alluvionati. Lo racconta bene la mostra I libri e il fango nella Romagna allagata del fotografo Giovanni Zaffagnini di Fusignano che sarà visitabile nel foyer del Mambo, Museo d’arte moderna di Bologna, fino al 24 settembre 2023 (ingresso libero negli orari di apertura del museo).

I volumi per le foto sono stati messi a disposizione dalla biblioteca comunale Manfrediana di Faenza, dalla biblioteca comunale Fabrizio Trisi di Lugo e dalla libreria Alfabeta di Lugo.

Dalle immagini, nel corso della mostra, sarà realizzata una pubblicazione catalogo edita da Danilo Montanari Editore, con prefazione di Marco Sangiorgi. Il ricavato dalla vendita del libro e delle fotografie sarà devoluto alle biblioteche danneggiate dall’alluvione del maggio 2023 in Romagna. Per sostenere la realizzazione del volume occorre prenotarne l’acquisto, in tempi preferibilmente brevi, optando fra due diverse offerte: edizione standard (32 pagine, 22 fotografie in quadricromia) al prezzo di 25 euro oppure tiratura limitata di 50 copie firmate e numerate con una fotografia originale firmata e numerata dall’autore al prezzo di 120 eur. Le prenotazioni di acquisto dovranno essere indirizzate a info.danilomontanari@gmail.com.

Su questi “ritratti” di libri infangati Giovanni Zaffagnini spiega: «Archiviati i momenti riservati alla cronaca in diretta, si avverte l’esigenza di un approccio diverso, meno frenetico, più riflessivo. Ritratti di libri sopraffatti dal fango, nella morsa di un’agonia lenta e implacabile. Lo sfondo neutro delle immagini non contempla alcun contesto e indica senza indugi il soggetto prescelto; «quasi abbozzo di scultura» scrive Marco Sangiorgi nella prefazione del volume. Chi gestisce la raccolta dei rifiuti ci informa sul destino riservato ai libri alluvionati: finiranno triturati e macinati nell’ambito del programma di riciclo. Nuova vita dunque? Torneranno libro?v O saranno “retrocessi” a carta da pacchi o altro? Queste immagini potrebbero essere le ultime foto-ricordo di libri ancora tali sebbene deformati e sporchi. Il pensiero mi accompagna fin dal primo scatto; chi ama leggere su carta capirà».

Zaffagnini vive e lavora a Fusignano. Dalle ricerche etnografiche concluse nel corso degli anni ottanta, è passato a una fotografia rivolta prevalentemente ai linguaggi e alla sperimentazione, spesso legata ad altre forme di espressione. Nel 1986, su progetto di Gianni Celati, è stato fra i curatori della mostra itinerante e del volume Traversate del deserto (Ravenna, Essegi Editore); nel 2016 ha curato la mostra e il volume Abitare il deserto (Ravenna, Osservatorio fotografico). I suoi lavori fanno parte delle collezioni di: Bibliothèque Nationale de France, Paris; Canadian Centre for Architecture, Montreal; Galleria Civica, Modena; Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, Bologna; Archivio Italo Zannier, Venezia; Fondo etno-fotografico G. Zaffagnini, Biblioteca Malatestiana, Cesena.

Inaugurato il nuovo ponte sul canale Cupa-Magni a Prada, riapre la provinciale 4

Un mese di lavori per sostituire il vecchio manufatto costruito nel 1945 e crollato per l’alluvione

Il cantiere è durato un mese e ieri, 10 agosto, è stato inaugurato il ponte della strada provinciale 4 che scavalca il canale Cupa-Magni a Prada, frazione di Russi, al posto di quello crollato a maggio per l’alluvione. All’inaugurazione della struttura, alle 18.30 di ieri, ha fatto seguito la riapertura alla viabilità della strada provinciale 4.

Il nuovo manufatto attraversa lo scolo consorziale in sostituzione del precedente ponte ad arco in muratura risalente al 1945. Per garantire una rapidità di intervento, sono stati utilizzati manufatti scatolari prefabbricati in cemento armato, tecnologia che ha permesso di ridurre i tempi di realizzazione.

«Quello di oggi è un risultato molto importante per il territorio – spiega il presidente della Provincia, Michele de Pascale –. La riapertura del ponte, avvenuta a tempo record, è frutto di un gioco di squadra che ha visto lavorare in piena sinergia Provincia, Comuni di Russi e Faenza e Consorzio di Bonifica della Romagna. Si è giunti quindi ad una ricostruzione migliore dello stato precedente, utilizzando lo strumento della somma urgenza e anticipando tutte le risorse come Provincia di Ravenna, senza aspettare di avere trasferimenti statali e nemmeno certezze sul loro rimborso».

Nella zona erano andate distrutte un tratto di via Reda, un tratto di via Corleto ed era crollato il ponte sullo scolo consorziale Cupa. L’obiettivo dell’amministrazione provinciale è stato non solo quello di ripristinare il più rapidamente possibile la fruizione di una strada strategica nell’ambito della mobilità extraurbana, punto di interconnessione tra i territori provinciali di Ravenna e Forlì, ma anche quello di creare una nuova opera infrastrutturale viaria al servizio dell’intera comunità.

All’inaugurazione del ponte erano presenti anche Nicola Pasi, consigliere della Provincia di Ravenna con deleghe a Mobilità, infrastrutture e politiche territoriali, Andrea Fabbri, vicesindaco di Faenza, e Valentina Palli, sindaca di Russi.

Atterraggio di emergenza all’aeroporto, illesi i 4 a bordo partiti da Venezia

Un velivolo diretto a Ravenna ha compiuto una manovra straordinaria. Probabile un malfunzionamento tecnico emerso in volo

WhatsApp Image 2023 08 10 At 17.05.57Sembra sia un’avaria emersa durante il volo ad aver reso necessario un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Ravenna per un aereo Piper partito da Venezia nel pomeriggio di oggi, 10 agosto. L’operazione si è compiuta senza conseguenze e le quattro persone a bordo sono uscite illese.

Il velivolo era diretto all’aviosuperficie de La Spreta che costeggia via Dismano. Il pilota si è reso conto che qualcosa non andava e ha avvisato la torre di controllo a terra. Sul posto si sono portati i vigili del fuoco e i soccorsi ma il loro intervento non è stato necessario.

La Consar si raduna il 28 agosto. Ecco i numeri di maglia dei 14 giocatori

Il campionato comincia il 15 ottobre. Novità nello staff tecnico: Francesco Mollo è il terzo allenatore

Prenderà il via ufficialmente lunedì 28 agosto la stagione 2023/24 della Consar Ravenna, la seconda consecutiva in A2. Per quella giornata è previsto il raduno dei giocatori con la consegna del materiale tecnico e il saluto del presidente Matteo Rossi, a nome della società, a tutta la squadra e allo staff tecnico, nel quale si registra una novità: il ruolo di terzo allenatore è affidato a Francesco Mollo, un lungo percorso nelle giovanili del Volley Parella Torino, con tanto di titoli regionali e provinciali e nell’annata scorsa ha debuttato da head coach in B. Mollo avvicenda Bologna, a cui la società augura le migliori fortune professionali a partire dalla sua nuova esperienza nello staff di Piacenza. Seguiranno le visite mediche. A ridosso del raduno sarà reso noto anche il programma di lavoro dei primi giorni.

La Consar Ravenna rende noti i numeri di maglia per il campionato di A2 che inizierà domenica 15 ottobre. Cinque dei sei giocatori confermati (Arasomwan, Bovolenta, Goi, Mancini e Orioli) hanno mantenuto lo stesso numero con cui hanno giocato la passata stagione, con l’unico cambiamento effettuato da Leonardo Chiella, che si è preso il 2. Devoti alle loro abitudini sono anche Stefano Mengozzi, che indossa il numero 1 che ha sempre avuto negli otto precedenti campionati giocati a Ravenna (ma per un anno anche a Milano, Verona e Vibo), Marco Rocco Panciocco, che rinnova il 6 che ha scandito tutto il suo percorso in A2, ad eccezione di un anno a Siena, e Lorenzo Grottoli che per il terzo anno consecutivo si è scelto il 18. Bartolucci si riappropria del numero 9, che ha avuto a Fano nel suo esordio in A3. Per il loro debutto in A2 i tre giovani Russo, Feri e Menichini hanno preso rispettivamente il 16, il 17 e il 24, mentre il canadese Falardeau si affida al 77.

Di seguito, l’elenco dei numeri di maglia per la prossima stagione:
1 Stefano Mengozzi
2 Leonardo Chiella
6 Marco Rocco Panciocco
7 Alessandro Bovolenta
8 Martins Arasomwan
9 Filippo Bartolucci
10 Riccardo Goi
11 Filippo Mancini
14 Mattia Orioli
16 Antonino Russo
17 Jan Feri
18 Lorenzo Grottoli
24 Lorenzo Menichini
77 Evan Falardeau

Tavolo delle imprese: «Non ci sono indennizzi e non si sa come fare le perizie»

Le associazioni di categoria provinciali chiamano il governo Meloni a intervenire per dare risposte al tessuto economico. E anche i sindacati si fanno sentire: «Sta montando la rabbia sociale»

Pilastro (foto Marco Parollo)«Le imprese alluvionate in Romagna non solo non hanno ancora visto un euro del “100 percento di risarcimenti” annunciato dal Governo e ora dalla Legge 100/2023, ma non ci sono neppure le indicazioni per fare le richieste, né direttive per le perizie asseverate». Le associazioni di categoria aderenti al tavolo dell’imprenditoria della provincia di Ravenna parlano di «ritardo davvero intollerabile» e chiedono un incontro urgente al generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per la ricostruzione, per conoscere le priorità e le modalità dell’azione commissariale a tre mesi dagli eventi di maggio, e i tempi di avvio della raccolta delle domande di contributo per i danni subiti da imprese e cittadini. «C’è la necessità di risorse immediate e aiuti concreti per le imprese colpite, tempi certi, indicazioni operative per le perizie e le domande di risarcimento».

Il Commissario ha potuto fare finora solo dei sopralluoghi. Le imprese senza certezze non riescono a programmare la ripartenza, a fine agosto terminano le sospensioni di alcuni pagamenti, mentre il 20 novembre dovranno pagarsi tutte le imposte e tributi, «visto che non è stata fatta alcuna modifica in sede di conversione del decreto, come richiesto anche dal documento unitario del Tavolo dell’imprenditoria, da varie forze politiche e associazioni».

Le associazioni aderenti al Tavolo provinciale sono Agci, Cia Romagna, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative Romagna, Confesercenti, Confimi Industria Romagna, Confindustria Romagna, Copagri e Legacoop Romagna. «Constatiamo che Comuni e Province hanno esaurito le risorse per interventi di somma urgenza, spesso non riescono a pagare le imprese che hanno già svolto i lavori e non riescono ad appaltare nuove e urgenti opere di ripristino o messa in sicurezza, non avendo copertura finanziaria. Questo sta rallentando o addirittura bloccando molti lavori per la prima messa in sicurezza del territorio che sono fondamentali per la ripartenza, in vista dell’autunno e dell’inverno».

L’unico aiuto economico a fondo perduto che le imprese hanno potuto almeno richiedere è quello sul fondo della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna, per un massimo di settemila euro al quale hanno contributo anche i Comuni della Provincia. «Un’azione importante, certo, di primo soccorso ma non sufficiente e ancora una volta promossa dagli enti locali, il che fa riflettere».

In linea con le parole delle imprese, anche il testo firmato dai tre sindacati confederali: «La sensazione di abbandono vissuta dalla popolazione colpita dall’alluvione sta generando una rabbia sociale che cresce giorno dopo giorno, travolgendo anche un territorio caratterizzato da una grande coesione sociale». Cgil, Cisl, Uil assicurano che saranno in campo per ottenere le risposte necessarie, individuando insieme le iniziative più opportune.

«Lo Stato deve esserci e cambiare passo mostrando di essere vicino alle comunità locali – commentano Marinella Melandri, Roberto Baroncelli e Carlo Sama, segretari territoriali rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil -. La conversione in legge di due decreti alluvione non ha segnato passi d’avanzamento, anzi ha confermato una gestione burocratica e un finanziamento insufficiente rispetto ai bisogni dei cittadini. A quasi novanta giorni dall’alluvione non ci sono risorse stanziate e disponibili per rimborsare i danni subiti dai cittadini alle abitazioni e ai beni mobili. Le modalità di accesso alla cassa integrazione, rigide e senza un adeguato coinvolgimento sindacale, ne hanno reso impossibile l’utilizzo con il rischio che il Governo faccia cassa anche in questa voce di spesa. Le bollette non hanno beneficiato né di rateizzazioni né della necessaria sterilizzazione dei maggiori costi di pulizia e ripristino. Non ci sono finanziamenti a tasso zero per i cittadini che non hanno la liquidità per iniziare i lavori di ripristino».

Festa del Mare, le novità: menù di cozze e doppio show di fuochi d’artificio

Dall’11 al 19 agosto in piazza a Marina di Ravenna gli stand gastronomici con l’aggiunta dei piati dedicati al mitile. Il 15 agosto alle 23.15 spettacolo pirotecnico a Porto Corsini e mezz’ora dopo sull’altra sponda del Candiano

Fuochi Artificio Apollinare 1024x683Torna a Marina di Ravenna l’annuale Festa del Mare. Dall’11 al 19 agosto in piazza Dora Markus enogastronomia, divertimento e cultura. Gli organizzatori promettono diverse novità per questa edizione. La festa, organizzata dalla pro loco con la collaborazione e il sostegno di una pluralità di operatori del paese, avrà inizio ogni giorno dalle 19, quando apriranno gli stand gastronomici.

La novità culinaria è l’inserimento all’interno della kermesse della “Sagra della Cozza”, giunta alla sua undicesima edizione e che fino allo scorso anno si teneva a luglio. La pro loco di Marina di Ravenna ha deciso di far diventare il prodotto principe della località protagonista della Festa del Mare. Oltre allo stand a base di pesce, come sempre, in piazza sarà presente anche quello curato dagli amici del Gruppo Sportivo di Brisighella che si occuperanno del menù di collina.

Ci saranno poi due serate culinarie speciali: il 16 agosto sarà proposto un menu speciale con il “Brodetto dell’Adriatico”, un altro piatto tipico di Marina di Ravenna. Mentre il 17 agosto, il protagonista sarà la “Paella di Pesce dell’Adriatico”, in un mix di tradizioni ispaniche e romagnole. Le serate sono in collaborazione con l’associazione “Tra il cielo e il mare”, con porzioni limitate (massimo 200 posti) su prenotazione da effettuare alle casse della Festa del Mare nelle sere precedenti.

Per quanto riguarda la parte degli spettacoli, il palco di Marinara si animerà ogni sera dalle 21. Questo è il programma delle serate

Venerdì 11 agosto: The Soul Machine
Sabato 12 agosto: Balli Country
Lunedì 14 agosto: Mash Machine Band
Martedì 15 agosto: Denise Battaglia
Giovedì 17 agosto: Woodstock beach Festival – Vince Pastano and the Noisebreakers
Venerdì 18 agosto: Moka Club
Sabato 19 agosto: VJ LOOU

Per festeggiare il giorno di Ferragosto, il 15 agosto, ci saranno i tradizionali fuochi d’artificio che illumineranno il mare, regalando uno spettacolo emozionante a tutti i presenti. Spettacolo che sarà doppio quest’anno: alle 23.15 a Porto Corsini e alle 23.45 a Marina di Ravenna.

Per tutta la durata della festa ci sarà il mercatino di viale delle Nazioni. Alla galleria Faro Arte (Largo Magnavacchi, al centro civico) espone il giovanissimo pittore (classe ’99) Antonio Bertoni con la mostra “Figure e colore”. La mostra è aperta venerdì, sabato e domenica, dalle 21 alle 23. Mercoledì 16 agosto dalle 21 ci sarà una serata dedicata ad Aldo Spallicci, nell’ambito dell’iniziativa un “Poeta da ricordare” organizzato dalla Capit.

L’11 agosto sarà presentata la squadra del Marina Calcio Amatori che lo scorso anno ha vinto il campionato di Terza Categoria: appuntamento alle 21 in piazza Dora Markus.

Sabato 12 agosto a partire dalle 19, infine, è in programma il bunker tour: prenotazione obbligatoria al numero 351 6072377.

La Nazionale a Ravenna, ultima gara in Italia di Datome con visita in libreria

Il 13 agosto Italia-Portorico al Pala De Andrè alle 21, amichevole pre Mondiale. L’11 agosto il capitano azzurro alla Alfabeta di Lugo che lo invitò dopo la sua donazione per l’alluvione

Ravenna si prepara ad accogliere la Nazionale italiana di basket. Il 13 agosto al Pala De Andrè alle 21 gli azzurri di coach Gianmarco Pozzecco giocheranno contro Portorico l’ultima amichevole in Italia prima di partire per il Mondiale in Asia. L’evento è stato ribattezzato Dathome Day perché sarà anche l’ultima partita in Italia per il capitano Gigi Datome che ha annunciato il ritiro alla fine della competizione iridata.

Una piccola curiosità proprio legata a Datome. Domani, 11 agosto, il giocatore farà visita alle 10.30 alla cartolibreria Alfabeta di Lugo dove scambiare qualche battuta con i tifosi che andranno ad accoglierlo. Quando il negozio lanciò una raccolta fondi post alluvione, Datome fece una donazione consistente. La titolare gli scrisse per ringraziarlo e lo invitò a fare visita a Lugo. E così sarà.

Quella di domenica sarà quindi più di una semplice amichevole, sarà un happening. L’evento unirà spettacolo sul parquet e divertimento per gli appassionati: musica, intrattenimento e altre sorprese anche in diretta su Sky Sport dalle 21.

La nazionale arriverà a Ravenna dalla Grecia dove è atterrata l’8 agosto: ieri e oggi, 9 e 10 agosto, si gioca il torneo dell’Acropoli 2023.

Dopo l’Acropolis il rientro in Italia con destinazione Ravenna, dove domenica 13 agosto avrà luogo il “DatHome Day”, l’ultima gara in Italia in Azzurro nella carriera del Capitano Gigi Datome. Palla a due alle 21.00 al Pala De André (diretta Sky Sport).

Il 17 agosto la partenza per l’Asia con tappa in Cina a Shenzhen per le ultime due amichevoli prima dell’esordio al Mondiale. Il 20 agosto contro il Brasile (ore 9 italiane) e il 21 agosto contro la Nuova Zelanda (ore 11.30 italiane).

Il 25 agosto l’esordio iridato contro l’Angola (ore 10) a Manila. Nella seconda giornata gli azzurri sfideranno la Repubblica Dominicana (ore 10) e nella terza i padroni di casa delle Filippine (ore 14). Il Mondiale sarà trasmesso da Rai, Dazn e Sky Sport.

Depuratore rinnovato: più portata, meno consumi e vernici per nasconderlo in pineta

Investimento di Hera da 3,6 milioni di euro per la riqualificazione dell’impianto che serve un territorio che passa da 1.800 residenti in inverno a 30mila persone in estate

Depuratore Lido Di CLasse

Sono terminati i lavori di Hera per la riqualificazione e l’ampliamento del depuratore delle acque a Lido di Classe che hanno comportato un investimento di 3,6 milioni di euro per migliorare l’efficienza energetica dell’impianto, ultimo progetto di Michele Lotito di Heratech, prima di venire a mancare prematuramente nell’autunno 2019, a cui è stato dedicato. Il sistema è controllabile a distanza dal polo telecontrollo della multiutility a Forlì.

«È stato un progetto complesso e innovativo – dice Hera – che ha richiesto un’importante e ben studiata organizzazione per garantirne il funzionamento anche durante i lavori. Un’attenzione particolare è stata rivolta all’impatto sull’ambiente, senza trascurare gli aspetti estetici e la dimensione cromatica».

A Lido di Classe un depuratore delle acque che serve fino a 30mila persone in estate con una portata da 750 mc orari

Il depuratore serve tre agglomerati: Lido di Classe, Lido di Savio e l’abitato di Savio (in provincia di Ravenna). Si tratta di una zona che passa da 1.800 residenti durante i mesi invernali a oltre trentamila nei mesi estivi, in luglio e agosto. In termini di portata, si passa dai 115 metri cubi/ora fino ai 750 metri cubi orari.

L’impianto, caratterizzato da una tecnologia a fanghi attivi, è dotato di un sistema di aerazione pulsante, che consente di contenere i consumi elettrici e di regolare il processo depurativo in modo automatico e preciso. Inoltre dispone di più linee modulanti, che permettono di effettuare interventi di manutenzione solo su alcune porzioni di impianto, senza comprometterne il funzionamento complessivo.

Depuratore di Lido di Classe: dopo la riqualificazione risparmia 100mila kg di C02 ogni anno

Il depuratore, completamente automatizzato, viene monitorato 24 ore su 24 dal polo tecnologico telecontrollo e Cal center tecnico reti e impianti di Hera a Forlì, così da garantire un presidio costante e l’attivazione del pronto intervento in tempo reale in caso di anomalie di funzionamento.

La decisione di procedere con il revamping va nella direzione di adeguare e ammodernare un impianto obsoleto, rispondere ad un aumento consistente di abitanti dall’inverno all’estate e apportare un significativo risparmio energetico. La stima di consumo annuo dell’impianto a seguito di questi interventi sarà di 493mila kWh/anno tale per cui sarà attuabile un risparmio di 252mila kWh/anno. In termini di Tonnellate Equivalenti di Petrolio saranno risparmiati 47 Tep (1 TEP=5.347 kWh) e 108.704 kg CO2 risparmiati (0,43 kg CO2/kWh).

Vasche in color ruggine vinaccia per nascondere il depuratore di Lido di Classe in mezzo al paesaggio

Questo è uno dei primi impianti, dopo quello di Lavezzola, che rispecchia un’idea di integrazione con il paesaggio: essendo inserito in un contesto paesaggistico particolare  (è vicino alla pineta di Classe,  zona sottoposta a tutela e legata al Parco del Delta del Po), ha subìto un intervento di riqualificazione che ha tenuto conto della posizione in cui si trova. Inoltre, il progetto di riqualificazione ha comportato un consistente intervento sulle superfici e sulle volumetrie, per contenerle e armonizzarle con il contesto attraverso la colorazione: ruggine vinaccia per le vasche e un colore terra per gli edifici più alti.

Scontro all’incrocio: muore motociclista, grave il figlio 17enne in sella con l’uomo

La vittima è un 48enne che abitava a pochi km dal luogo dell’impatto. Illesi la conducente dell’auto e il figlio di 5 anni sul seggiolino

Un incidente tra un’auto e una moto a Ravenna, all’incrocio tra via Erbosa e via del Sale nella frazione di San Pietro in Campiano, è costato la vita a un uomo di 48 anni residente a Gambellara, a pochi chilometri dal luogo dell’impatto. Ferite gravi, ma non in pericolo di vita, per un 17enne, figlio del motociclista che viaggiava in sella con il padre. La vittima è Gabriele Lombardi. Lo scontro è avvenuto poco dopo le 23 di ieri, 9 agosto. A bordo della vettura una donna 40enne con il figlio di 5 anni sul seggiolino nei sedili posteriori, entrambi illesi. La guidatrice è risultata negativa ai test tossicologici.

Dalla prima sommaria ricostruzione dei fatti, secondo i rilievi eseguiti dalla polizia locale di Ravenna, è emerso che la motocicletta Honda 700 viaggiava su via del Sale da San Zaccaria in direzione San Pietro in Vincoli e un’auto Lancia Y percorreva via Erbosa verso Forlì. La moto aveva la precedenza, saranno i rilievi a fare luce su cosa è accaduto.

In questa settimana è il quarto incidente che vede coinvolte motociclette nel comune di Ravenna.

Cominciata la rimozione dei 113 telefoni pubblici ancora presenti in provincia

Il piano di eliminazione delle cabine fa parte di un progetto a livello nazionale che ne cancellerà 16mila

Pexels 幻影多媒体 D 3435213In provincia di Ravenna sono ancora operativi 113 telefoni pubblici, ma è in corso la graduale dismissione a cominciare dalle cabine telefoniche in strada. Dal 7 agosto sono iniziate le opere di rimozione. Lo si apprende da un articolo dei giorni scorsi sulle pagine de Il Corriere Romagna.

I 113 telefonici pubblici della provincia sono così distribuiti: 47 nel territorio del capoluogo, 18 a Cervia, 17 a Faenza, 10 a Lugo e il resto negli altri 14 comuni.

La dismissione fa parte di un piano su scala nazionale. Tim ha annunciato che entro la fine del 2023 16mila cabine telefoniche pubbliche saranno eliminate, anticipando la scadenza prevista nel 2026.

In alcuni luoghi pubblici i telefoni dovranno rimanere: le strutture sanitarie con almeno dieci posti letto, le carceri e le caserme con almeno 50 occupanti.

Dal 2019 al 2021 il numero di chiamate annuo per postazione si è ridotto del 57 percento circa passando da 277 chiamate a 118.

Cisl: in 5 anni in provincia chiuso il 16,7 percento degli sportelli bancari

Secondo i dati del sindacato, Ravenna è l’unica provincia della Romagna dove ogni comune ha almeno uno sportello

6Nei cinque anni tra il 2017 e il 2022 in provincia di Ravenna sono stati chiusi 45 sportelli bancari, una riduzione del 16,7 percento. In totale in Romagna sono stati chiusi 162 sportelli bancari (oltre ai 45 di Ravenna, 68 a Forlì-Cesena e 49 a Rimini) e persi 1.395 posti di lavoro nel settore (-23 percento). Sono cifre fornite dal sindacato Cisl sulla base dei dati della Banca d’Italia.

Ravenna è l’unica delle tre province romagnole dove ogni comune ha almeno uno sportello bancario. Nella provincia di Rimini sono 7 i comuni sprovvisti di servizio bancario (Casteldelci, Gemmano, Maiolo, Montecopiolo, Montegridolfo, Sassofeltrio e Talamello), nella provincia di Forlì-Cesena sono 2 (Borghi e Portico e San Benedetto).

Tra il 2017 e il 2022 è la provincia di Forlì-Cesena quella che registra un calo maggiore, 68 sportelli pari al 24,6 percento, seguita dalla provincia di Rimini con un calo di 49 sportelli pari al 21,2 percento e Ravenna che registra un calo di 45 sportelli nel periodo considerato, pari al 16,7. Nell’intera provincia di Forlì-Cesena il valore medio di abitanti per sportello è pari a 1.637 unità, a Ravenna è 1.744 e a Rimini è 1.775 unità.

«Il trend inesorabile di chiusura degli sportelli bancari, avviato nel 2008 e purtroppo ancora in atto, suscita preoccupazione e attenzione – commentano il segretario generale Cisl Romagna, Francesco Marinelli, e la segretaria generale First Cisl Romagna, Valentina Brandi -. Questa tendenza sta avendo un impatto negativo, soprattutto nei piccoli comuni periferici e tra le persone anziane, che spesso preferiscono l’accesso ai tradizionali servizi bancari fisici rispetto a quelli online. Le conseguenze di questa desertificazione bancaria sono molteplici e, purtroppo, una delle più gravi è la perdita di posti di lavoro. Va considerato il ruolo significativo che le istituzioni finanziarie possono avere nel promuovere il benessere sociale e contribuire allo sviluppo occupazionale ed economico del Paese. È di fondamentale importanza che le banche valutino attentamente di promuovere l’ampliamento dei servizi bancari e il ritorno alla territorialità, anche da parte delle grandi istituzioni finanziarie».

«I tagli del governo al Pnrr cancellano il 43 percento dei fondi per Ravenna»

I numeri forniti dal senatore Croatti (M5s) per la provincia

2 Foto Sen. Croatti«Il governo Meloni ha annunciato il definanziamento di nove misure del Pnrr, piano nazionale di resilienza e resistenza. Per gli enti locali significa un taglio di risorse per oltre 13 miliardi. Nella sola provincia di Ravenna saranno cancellati investimenti per 56,97 milioni di euro sui 132,86 assegnati dal Pnrr, ossia il 43 percento». Lo dice il senatore Marco Croatti del Movimento 5 Stelle.

Il grillino parla di «mazzata terribile che rischia di far saltare i conti dei Comuni e bloccare investimenti e cantieri attesi da anni, fondamentali per lo sviluppo e la crescita dei territori». Secondo Croatti questa sarebbe «l’ennesima conferma di quanto questo governo sia inadatto, incapace, pericoloso».

Tra gli investimenti tagliati figurano manutenzioni straordinarie e la messa in sicurezza di strade comunali a rischio idrogeologico, l’efficientamento energetico di edifici pubblici, nuove infrastrutture verdi, progetti di rigenerazione urbana volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale.

«Nonostante il ministro Fitto abbia tentato di spiegare che i soldi per i progetti arriveranno da altre fonti, pare chiaro che sia soltanto un modo edulcorato per dire che i soldi non ci sono e i progetti sono saltati. A smentire le dichiarazioni del ministro c’è anche il dossier sul “Monitoraggio dell’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza” del Servizio Studi di Camera e Senato che indica come il progetto di revisione del Pnrr predisposto dall’esecutivo non specifichi quali saranno gli strumenti e le modalità attraverso i quali sarà mutata la fonte di finanziamento delle risorse definanziate dal Pnrr,  avanzando altresì dubbi sull’effettiva capacità dell’esecutivo di intercettare le risorse».

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