Un uomo è morto nella mattinata di domenica travolto da un’auto nei pressi di Sasso Morelli, nell’Imolese. La vittima si chiamava Francesco Zaganelli e aveva 76 anni. Abitava a Lugo, dove era noto per essere stato parrucchiere in corso Garibaldi.
La notizia è riportata con ulteriori dettagli sui quotidiano locali in edicola oggi, lunedì 19 giugno.
L’incidente è avvenuto intorno alle 9 sulla provinciale 51. L’urto, a giudicare dai danni alla bicicletta, sbriciolata nella parte posteriore, e alla Mercedes classe A, che riporta considerevoli ammaccature al fanale di destra e nel lato destro parabrezza, è stato di grande entità. Inutile l’intervento dell’automedica e dell’ambulanza.
Indagato per omicidio stradale il conducente dell’autovettura, un 21enne di Dozza.
Zaganelli, cicloamatore della Baracca Lugo, lascia moglie e figlio.
Dal 20 al 25 giugno. Tra i protagonisti anche i Quintorigo
Per la 32esima edizione della Festa della Musica, tra il 20 e il 25 giugno, la Scuola di Musica Malerbi di Lugo organizza all’interno del proprio giardino sei concerti in cui si esibiranno gruppi di professionisti, docenti ed allievi con differenti repertori musicali dal pop alla musica classica fino al jazz.
Tutti i concerti sono ad offerta libera, senza obbligo di prenotazione. Il ricavato raccolto durante le serate sarà utilizzato per l’acquisto di strumenti musicali che sono stati danneggiati e compromessi dall’alluvione. Inizio concerti ore 21.15 (concerto di sabato 24 giugno, doppio appuntamento ore 18.30 e 21.15).
Ad inaugurare la rassegna saranno i Quintorigo, martedì 20 giugno. In occasione del centenario della nascita, il gruppo dedica un nuovo tributo al genio del compositore statunitense Charles Mingus.
Mercoledì 21 sarà la volta dei ZAN-I-BON-I che proporranno il loro ultimo lavoro discografico che vede una libera reinterpretazione del grande jazz americano di autori quali McCoy Tyner, Wayne Shorter, Thelonious Monk, Bill Evans e Cick Corea. Il gruppo è formato da Maurizio Piancastelli alla tromba, Mattia Cappelli al sax tenore, Massimo Zaniboni al sax soprano e arrangiamenti, Enrico Moretti al contrabbasso e Manuel Giovannetti alla batteria.
La serata di giovedì 22 sarà interamente dedicata al pianoforte e si esibiranno gli allievi del professore Mauro Minguzzi, vincitori di premi nazionali ed internazionali. La serata è realizzata in collaborazione con il Centro Studi Danza e vedrà l’esibizione di assoli e duetti accanto alla musica.
Venerdì 23 il chitarrista jazz lughese Stefano Savini presenterà il suo nuovo album intitolato Aliquid Novi. Accanto a Savini si esibiranno Massimo Greco alla tromba, Davide Di Iorio al flauto, Mauro Mussoni al contrabbasso e Andrea Grillini alla batteria.
Il concerto di sabato 24 si intitola Uniti in Musica e vedrà riunite le scuole di musica con cui il Malerbi ha un rapporto di collaborazione ed amicizia come la Scuola Sarti di Faenza, Rossini di Cervia e Corelli di Fusignano. Dato il gran numero di musicisti che hanno aderito a questa reunion l’appuntamento sarà suddiviso in due momenti, uno alle 18.30 ed uno alle 21.15.
La rassegna si concluderà domenica 25 con l’omaggio ad un altro grande del jazz come Sonny Rollins in cui si esibirà il Sarti Jazz Ensemble, una formazione nata dai laboratori di Daniele Santimone alla Scuola di Musica Sarti di Faenza. Per l’occasione sul palco ci saranno Enza Scollo al sax alto, Massimiliano Gonni alla chitarra, Andrea Sarneri al piano, Mario Ballardini al contrabbasso e Andrea Nannini alla batteria.
A Lugo, il 20 giugno, presentazione del nuovo romanzo dello scrittore (ex assessore alla cultura) di Ravenna. Partecipano il sindaco Ranalli e Maria Chiara Sbiroli, direttrice della biblioteca Trisi
Cosa succede se una città di provincia del Belpaese, guidata da una sindaca, peraltro neppure di origini italiane, viene minaccita da una potente bomba, che potrebbe essere fatta esplodere da un enigmatico terrorista che si firma BIFO?. Parte da questo drammatico caso il thriller, ricco di divagazioni sociali e politiche, uscito recentemente in libreria a nome di Alberto Cassani, per le edizioni Baldini+Castoldi. Lo stesso editore con cui sono usciti i due precedenti romanzi L’uomo di Mosca (2018) e Una giostra di duci e paladini (2021).
Del libro ne parleranno l’autore – in dialogo con il sindaco di Lugo Davide Ranalli e la direttrice della Biblioteca Trisi, Maria Chiara Sbiroli, martedì 20 giugno (ore 21) al parco delle Lavandaie, ultimo appuntamento della rassegna “AperiTrisi Letterari 2023”.
Alberto Cassani (1965) è nato e vive a Ravenna, dove si è sempre occupato di politica e di cultura; è stato assessore dal 1997 al 2011, e coordinatore della candidatura di Ravenna a Capitale della Cultura Europea 2019. Attualmente, oltre a dedicarsi all’attività letteraria, lavora per la Regione Emilia-Romagna
Aperta nello spazio espositivo Pallavicini 22 Art Gallery di Ravenna. Rimarrà allestita fino al 25 giugno, dal martedì alla domenica dalle 17 alle 20
È aperta al pubblico la mostra personale del fotografo Luca Piovaccari Strappare con cura, sospesi nel vuoto, a cura di Roberto Pagnani e con testo critico di Sabina Ghinassi in catalogo. La rassegna di immagini è allestita nello spazio espositivo Pallavicini 22 Art Gallery, in viale Pallavicini 22 a Ravenna e rimarrà visibile fino a domenica 25 giugno, dal martedì alla domenica dalle 17 alle 20.
Il lavoro di Luca Piovaccari è un lavoro sui margini tra fotografia e installazione, disegno e pittura, natura e artificio, paesaggio residuale e paesaggio antropico. Strappare lungo i bordi con cura è il suo modo di procedere, una dichiarazione di poetica del suo cammino iniziato più di tre decenni fa e il nucleo di opere in mostra ne segna le tracce. Sono paesaggi dolenti e dimessi, architetture interrotte da recinzioni, attraversate da segni antropici, edifici e manufatti del nostro territorio.
Luca Piovaccari è nato a Cesena nel 1965. Nel pieno degli anni Novanta lavora già su grandi immagini fotografiche in cui rappresenta volti e paesaggi e spesso su acetati trasparenti e a toni monocromi. Negli anni continua la sua ricerca attraverso uno sguardo che penetra nella solitudine del paesaggio e nella malinconia del quotidiano. Fin dal 1997 espone in Italia e all’estero, invitato da prestigiosi critici e storici dell’arte e le sue opere fanno parte delle collezioni di importanti musei.
Per ulteriori informazioni sull’artista https://www.lucapiovaccari.com/.
Le strutture ricettive di Ravenna a maggio stimano un calo di fatturato del 20%. Donati (Hotel Diana) critica Booking.com: «Mandava messaggi su inondazioni senza specificare le zone precise»
Il campeggio di Lido di Classe che lamenta un calo di prenotazioni attorno al 40 percento
Per il settore turistico nel comune di Ravenna i danni causati dall’alluvione sono soprattutto cancellazioni di prenotazioni. Le strutture ricettive della città e del mare non hanno avuto allagamenti, ma alcuni albergatori intervistati calcolano per il mese di maggio una perdita di fatturato di almeno un quinto rispetto al 2022, qualcuno ipotizza anche di più.
Nicola Musca, titolare del Grand Hotel Mattei, ci parla di annullamenti immediati, avvenuti nei primi giorni di alluvione, a causa della cancellazione del Gran Premio di Formula 1 a Imola e del rinvio in autunno della era Omc al Pala De Andrè. C’è poi la caratteristica della struttura nella zona dell’ex villaggio Anic, la più grande di Ravenna: «Ospitiamo molti eventi aziendali che sono stati rimandati. Per questo tipo di prenotazioni dovrebbe essere una perdita solo temporanea». In conclusione Musca quantica una calo di fatturato del 20-30 percento per maggio.
Mostra invece numeri diversi l’Hotel Bisanzio, in centro città. La direzione registra infatti una perdita del 40 percento rispetto a maggio 2022: sia il rinvio dell’Omc e sia i mass media esteri che generalizzavano sulle zone allagate, senza specificare che la città di Ravenna era salva, avrebbero avuto un serio impatto sulle prenotazioni. Per la ne del 2023 il danno economico potrebbe attestarsi al 10-20 percento.
All’Hotel Diana, sempre nel centro di Ravenna, il proprietario Filippo Donati evidenzia le cancellazioni del Gp di Imola e dell’Omc come cause principali delle disdette di pernottamenti: «Stimo circa un quarto di fatturato in meno». Secondo Donati alcuni clienti possono essere stati scoraggiati dal sito Booking.com: «Inviava messaggi dicendo che l’area del Ravennate era soggetta a inondazioni, senza però specificare quali zone».
Il bed & breakfast La Casa Gialla a Ravenna ha inaugurato a Pasqua. La titolare Federica Buzzi racconta che molti stranieri non hanno disdetto, ma che manca comunque all’appello un terzo delle prenotazioni attese. Spostandoci sulla costa, a confermare l’interesse degli stranieri è la direzione del Club del Sole, con diversi campeggi e villaggi turistici sui lidi ravennati, da nord a sud. «Stanno andando bene i mercati esteri – ci dicono – con arrivi in particolare dai Paesi di lingua tedesca e del Nord Europa: dopo la fase critica delle alluvioni è ritornata l’attenzione nei confronti dei nostri prodotti».
Il titolare del Camping Lido di Classe, che ha appena riaperto dopo un’attesa di anni, ci racconta un contraccolpo più forte: «Per le attività stagionali da 3-4 mesi di apertura è più dura ammortizzare le perdite – dice Matteo Arrigoni –. Noi stimiamo un ammanco del 40 percento sulle previsioni». Arrigoni presenta il problema dei clienti che avrebbero dovuto rappresentare un flusso costante: «Molti si trovano con camper e roulotte alluvionati».
A Marina Romea il proprietario del Meridiana Family & Nature Hotel, Alessandro Zaf, crede che la disinformazione sia il grande motore degli annullamenti. La stima delle perdite è intorno al 30 percento.
In mostra alla Fondazione Sabe le opere di Valerio Anceschi e Luca Scarabelli. La rassegna d’arte è aperta fino al 24 giugno
Sono attualmente due le presenze in mostra alla galleria Sabe a Ravenna che apre una contenuta retrospettiva dei lavori di due scultori italiani, entrambi di origine lombarda: Valerio Anceschi e Luca Scarabelli. Appartenenti a generazioni diverse ma distanziati da appena una decina di anni – Scarabelli è del 1965 mentre Anceschi nasce 10 anni dopo – i due scultori sono apparsi sul panorama nazionale rispettivamente fra gli anni ‘80 e il decennio successivo.
In mostra è presente una selezione di lavori appartenenti agli ultimi loro 15 anni di lavoro, con qualche incursione in quelli precedenti in modo da enucleare la diversa poetica delle due personalità evidenziandone anche le vene comuni. Il titolo della mostra – Levia Gravia, preso a prestito da un verso di Ovidio e dalla raccolta di Carducci – racchiude il concetto di una leggerezza formale che caratterizza tutte le sculture presenti, lontane dall’idea di monumentalità tipica di molta tradizione scultorea. Il secondo concetto suggerito dal titolo invece riconduce la scultura nella sua linea di appartenenza terrestre, nelle sue relazioni con lo spazio e la materialità, nell’attenzione che entrambi gli scultori pongono alle superfici e alle trame spaziali possibili.
Entrando più specificatamente nel lavoro di Luca Scarabelli, occorre ricreare il contesto di una produzione che comprende pittura, scultura, allestimenti, libri d’artista, video, perfomance e anche un recente intervento di arte pubblica. La multiforme versatilità dei linguaggi utilizzati dall’artista delinea alcune corde in comune a tutti i lavori quali un’attenta sobrietà formale che interseca rivisitazioni di poetiche surrealiste per il riutilizzo di objects trouvés, l’attenzione a materiali artistici storicizzati, la rievocazione di un affato ironico che resuscita le provocazioni delle Avanguardie storiche. La storia dell’arte del ‘900 è per l’artista un patrimonio a cui attingere: da Joseph Beuys – un maestro amato da Scarabelli che lo cita nel suo recente intervento di arte pubblica a Roma – trae ispirazione per un lavoro del 2006 – un cappello di feltro rovesciato ed eretto a pavimento – che riprende l’utilizzo ti pico del feltro di Beuys, eludendone però la carica eversiva politica e rimettendo in gioco al suo posto una prospettiva ironica. La bandiera di I’m sorry, I’m lost (2014) o le forbici piantate nel muro del più recente Hysteria (2022) riaccendono la vitalità degli oggetti trovati per caso, quelli che i Surrealisti credevano scegliessero le persone e non venissero scelti. Importante per questi lavori è la scelta del titolo – dal valore equiparabile alla materialità dell’intervento – proprio per i nessi immaginativi e culturali che si creano fra oggetto e apporto verbale.
Anche Valerio Anceschi divide il suo lavoro equamente fra diversi linguaggi, riducendo comunque gli interventi alla pittura, alla scultura e ad alcune incursioni nel design di gioielli. La poetica dell’artista gravita su una forte attenzione formale, sostanzialmente lirica nel segno e nelle risultanti tanto da essere inserito nel gruppo milanese dei Nuovi lirici, fondato nel 2008 dal critico e curatore Matteo Galbiati.
Le sculture di Anceschi vengono prodotte principalmente utilizzando materiali di scarto di produzioni provenienti da fonderie, che vengono poi risagomati e plasmati in opere caratterizzate da un’evidente leggerezza. Nei lavori meno recenti come Aeriforme del 2010, le grandi dimensioni e la relativa pesantezza visiva del materiale sono poste in discussione dalla levità dell’allestimento: l’opera dichiara la propria precarietà nella possibilità di muoversi nello spazio in questa sorta di traduzione portata al gigantismo degli storici mobiles di Alexander Calder. Altre volte, soprattutto per le sculture più recenti a muro come Io rinuncio (2021) o Aeriforme (2010), rigorosamente colorate nella bicromia di rosso o nero, le opere presentano una sorta di elasticità connaturata che permette al lavoro di adattarsi in posizioni e spettri spaziali diversi in altrettanti differenti spazi di allestimento.
“Valerio Anceschi – Luca Scarabelli. Levia Gravia”, a cura di Francesco Tedeschi, Sede Fondazione Sabe per l’arte (via Giovanni Pascoli 31), Ravenna, fino al 24 giugno; gio.-ven.- sab. ore 16-19, Ingresso libero.
Il presidente Ceccaroni sulle relazioni coi clienti al telefono: «Li abbiamo rassicurati che è tutto a posto…»
Gli ottocento ettari delle saline di Cervia sono la zona più prossima alle spiagge della provincia di Ravenna che ha subito allagamenti dalle rotture degli argini dei umi. Insomma, salvo brevi tratti da ripristinare per il materiale trasportato dai fiumi, non ci sono stati danni strutturali alle spiagge. Ma il mese di maggio è andato perso del tutto per la stagione balneare, anche se si tratta di un periodo in cui solitamente gli stabilimenti aprono gli ombrelloni solo nei weekend.
«La variabile che davvero ha inciso e potrebbe ancora incidere è l’instabilità meteorologica – dice Fabio Ceccaroni, presidente della cooperativa dei bagnini di Cervia –. Siamo convinti che se arriveranno davvero il caldo e il sole in maniera stabile non ci saranno particolari ricadute per il comporta balneare dovute all’alluvione».
Non sono mancate le telefonate della clientela: «Chi viene da fuori sentiva i media parlare genericamente di Romagna e può essere difficile distinguere con precisione le zone. Tanti hanno chiamato le imprese turistiche per manifestare solidarietà e informarsi della situazione. Le spiegazioni degli imprenditori hanno aiutato a fare chiarezza».
Per l’amante della spiaggia cervese, l’alluvione potrebbe restare solo un fotogramma sugli schermi delle tv: «Il turista che arriva da noi uscendo al casello di Cesena potrebbe nemmeno accorgersi che c’è stata un’alluvione in zone vicine». Questo non significa che i bagnini abbiano dimenticato i vicini di casa: «Abbiamo avviato raccolte fondi tra i nostri soci a favore delle zone colpite».
E la qualità delle acque, con divieti di balneazione che ogni tanto sono stati emanati, potranno incidere sul turismo? «La cosa importante è spiegare che i controlli sono una garanzia per i bagnanti, il 95 percento delle coste è balneabile e i divieti hanno quasi sempre durate brevi. E in fin dei conti non è uno scenario così diverso da altri anni quando una pioggia torrenziale può causare un divieto temporaneo».
Fino al 19 agosto sul palco di piazza Caboto serate per adulti e bambini, tra comici, funamboli e musicisti
Ha preso il via la seconda edizione del Festival di Lido di Classe, la rassegna estiva serale di spettacolo e intrattenimento che fino al 19 agosto, animerà la località balneare ravennate.
Il programma accende i riflettori del palco di piazza Caboto, dove per tutta l’estate si avvicenderanno artisti, musicisti, comici ed eventi per bambini con una ventina di appuntamenti.
Dopo l’inaugurazione con gli artisti del Busker Festival che chiuderà anche la rassegna il prossimo 19 agosto, altro evento da evidenziare del festival nel mese di giugno si tiene sabato 24 sul grande palco di piazza Caboto con il concerto del gruppo musicale degli Antipop, e la loro proposta di cover a cavallo tra classici rock e musica pop. Fra in tanti eventi in programma anche e i fuochi d’artificio della notte di San Lorenzo (10 agosto), lanciati dalla foce del fiume Savio e visibili da entrambe le spiagge dei due lidi di Classe e di Savio.
L’allarme lanciato da Coldiretti Ravenna che stima un’attuale perdita di miele vicina all’80% rispetto al 2022. Preoccupazione anche per la biodiversità creata dalle api con l’impollinazione
Futuro a rischo per il sistema produttivo dell’apicoltura. A denunciare la crisi è Coldiretti Ravenna che stima al momento una perdita di produzione nei mesi di aprile e maggio 2023 pari anche all’80% rispetto alla scorsa stagione. «Dall’inverno siccitoso all’alluvione passando per le gelate tardive primaverili – scrive in una nota stampa l’associazione locale degli agricoltori –. Maltempo e calamità che non hanno lasciato scampo nemmeno alle api con i raccolti di miele in Romagna pressoché azzerati».
«Gli apicoltori romagnoli – spiega Nicola Dalmonte, Presidente di Coldiretti Ravenna – sono in ginocchio perché oltre all’azzeramento del raccolto devono fare i conti anche con le incognite e le spese legate alla ripartenza».
I danni provocati dalla doppia alluvione che ha colpito il territorio ravennate e coinvolto gran parte dei 45mila alveari romagnoli curati da oltre 1800 apicoltori – afferma il sidacato dei coltivatori/allevatori – sono ingenti poiché hanno compromesso la produzione primaverile, ma mettono a repentaglio anche il futuro di un intero settore che, già lo scorso anno, sempre per via dei cambiamenti climatici, aveva detto addio a quasi 1 vasetto di miele su 4 (23%) rispetto a poco più di un decennio fa.
Allagamenti e frane, oltre a spazzare via fiori e frutteti, indispensabili per la vita stessa delle api, hanno travolto anche migliaia e migliaia di arnie cancellando interi alveari e famiglie di api. Quelle poche api che si sono salvate – spiega Coldiretti – rischiano ore di morire di fame per via delle difficoltà che gli apicoltori stessi incontrano nel raggiungere arnie e alveari. Il disastro che ha colpito l’apicoltura romagnola è un grave pericolo anche per la biodiversità, considerato che le api domestiche e quelle selvatiche sono responsabili del 70% della riproduzione di tutte le specie vegetali e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori. Infatti ben 3 colture alimentari su 4 dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni secondo la Fao.
Ma non finisce qui: il timore è che il calo delle produzioni collegato agli sfasamenti meteo-climatici apra nuovi spazi alle importazioni dall’estero, già cresciute del +12% nel 2022 per un quantitativo di oltre 26,5 milioni di chili, provenienti anche da Paesi che non sempre brillano per trasparenza e sicurezza alimentare. Non è un caso, infatti, – concludono i rappresenati degli apicoltori – fra i campioni di miele importati nella UE fra il 2021 e il 2022, quasi 1 su 2 (46%) sia sospettato di adulterazione, secondo l’indagine “From the hives” della Commissione europea.
Monica Ciarapica, oltre a guidare il sindacato, gestisce una struttura a Cervia: «Tra le ragioni delle disdette c’era spesso il timore per la qualità del mare»
Maltempo e alluvioni di maggio potrebbero costare in media circa un 40 percento di disdette per le strutture ricettive di Cervia nella seconda metà di giugno. Il dato, provvisorio e derivato da una raccolta di informazioni parziali, viene da Monica Ciarapica, albergatrice della località e presidente provinciale di Confesercenti.
«Nei giorni più drammatici delle alluvioni ci sono state davvero molte disdette, soprattutto perché le persone avevano paura di non trovare una situazione accogliente. Il weekend del 2 giugno pensavamo sarebbe stato compromesso del tutto e invece siamo riusciti a recuperarlo, anche se non certo con i tassi di occupazione che avremmo avuto senza gli allagamenti in Romagna. Cervia non ha avuto problemi di questo tipo, ma da fuori non viene percepita così bene la differenza fra le zone».
Per il prodotto Cervia, la mancanza della disponibilità della saline sarà un freno? «Le saline sono un valido plus dell’offerta turisitica – dice Ciarapica – ma il turista di Cervia non si sposta per quella ragione» Chi ha fornito motivazioni delle disdette, in diversi casi, ha fatto riferimento anche ai timori per la qualità dell’acqua: «Da parte nostra possiamo solo far presente che i controlli ci sono per tutelare le persone».
Ciarapica apprezza il lavoro fatto dal ministero del Turismo e da Apt regionale: «Stanno cercando di comunicare le cose correttamente per far capire che il comparto mare è attrezzato come è sempre stato. La presenza della ministra Santanché è stata importante». In parallelo le varie sezioni Confesercenti hanno provato a fare la loro parte: «C’è stata una bella collaborazione per cercare di far arrivare il messaggio giusto tra gli associati in altri territori».
Il massimo riconoscimento della 62esima edizione assegnato al belga Yves Malfliet e al cinese Wei Bao. Cerimonia ufficiale al Mic il 30 giugno, poi la mostra delle opere selezionate fino al 29 ottobre
Yves Malfliet, “Paradiso eclettico di terra”, 2022, Premio Faenza 2023 over 35
Sono stati recentemente assegnati i riconoscimenti della 62° edizione del Premio Faenza, la Biennale Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea, tra le più importanti al mondo, organizzata dal MIC di Faenza da oltre ottanta anni.
La giuria composta dalla direttrice del MIC Faenza, Claudia Casali, Judith Schwartz, presidente del Museum of Ceramic Art-NY, Ranti Tjan, direttore della Royal Academy of Art in The Hague, Tomohiro Daicho, senior curator del MOMAK di Kyoto, dopo un attento lavoro di analisi delle settanta opere selezionate ha giudicato come vincitrice della categoria over 35 – premio sostenuto Fondazione del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza – l’installazione “Paradiso eclettico di terra” dell’artista belga Yves Malfliet e, come vincitrice della categoria under 35 – premio sostenuto da Cersaie –, l’opera “Courtyard Twilight Series IV” dell’artista cinese Wei Bao.
Entrambi gli artisti vincitori riflettono attraverso l’argilla sul rapporto tra uomo, società, natura e ambiente.
«Yves Malfliet evolve reinventando costantemente il suo lavoro attraverso creazioni argute e stimolanti. – commentano i giurati – Il processo di lavorazione dell’argilla è caratterizzato da molteplici tecniche che danno vita ad un insieme armonico. L’aspetto intellettuale dell’opera porta ad indagare la nostra società e, più profondamente, i resti della società, attraverso la fusione e un apparente collasso degli oggetti, racchiusi in scatole in cui tutto è accatastato, come un bric-à-brac o rifiuti. L’opera ingloba l’intero spazio concesso: muro, tavolo, pavimento in una installazione totale di grande originalità».
«Il lavoro di Wei Bao – ha motivato la giuria – pone invece l’attenzione sul rapporto tra uomo e natura a partire da una riflessione sulle antiche civiltà e i loro nuclei abitativi. La circolarità rappresenta la rivoluzione della Terra, le antiche civiltà iniziarono a vivere in spazi circolari, a contatto e in simbiosi con la natura. Questo è un tema quanto mai attuale: viviamo tutti i giorni la perdita di quell’armonia primordiale. L’opera ci richiama al rispetto degli equilibri naturali nel costruire, per tornare ad un dialogo sereno con la natura».
Bao Wei, “Courtyard Twilight Series IV”, 2022. Premio Faenza 2023 under 35
La Medaglia della Camera dei Deputati è andata ad Anja Seiler, la Medaglia del Senato della Repubblica a Marieke Pauwels, il Premio Monica Biserni a Sarah Pschorn, il Premio in memoria di Eleuterio Ignazi a Victor Fotso Nyie, il Premio Rotary Club Faenza a Marco Samorè, il Premio Lions Faenza Club Host ad Elysia Athanatos, la Medaglia d’argento della rivista “D’A”ad Hongli Peng, infine il Premio alla Carriera del MIC Faenza: Velimir Vukicevic.
Le Menzioni d’Onore della Giuria vanno invece a Sara Cancellieri, Frank Louis, Fausto Salvi, Veljko Zejak.
La cerimonia ufficiale di premiazione del 30 giugno, dalle ore 17, al MIC, prevede un dibattito con gli artisti premiati e darà il via alla mostra delle settanta opere selezionate che saranno visitabili dal 1 luglio al 29 ottobre 2023. In mostra per lo più installazioni, realizzate da artisti già affermati (over 35) e giovani talenti (under 35), provenienti da tutto il mondo che hanno scelto la ceramica come mezzo principale per esprimere la loro poetica.
«La selezione presentata è una ricca ed interessante panoramica dell’arte ceramica contemporanea. – conclude la direttrice del MIC Faenza Claudia Casali – Un ventaglio di proposte che riflettono su temi attuali e danno una visione delle potenzialità oggi che la materia ceramica offre per la scultura e l’installazione. Ringrazio gli artisti che hanno aderito al progetto e la giuria che, nonostante le difficoltà del momento nella nostra città, ha voluto essere presente e partecipare per dare sostegno agli artisti e a questa particolare edizione».
Fiamme e fumo, in prima mattinata, in un appartamento di via Cesari a Ravenna. Tanto panico ma sono tutti incolumi gli abitanti
Paura questa mattina fra la decina di abitanti di una palazzina in via Cesari, nel quartiere San Biagio di Ravenna, quando è scoppiato un incendio, pare un materasso, nella camera da letto di un appartemento al primo piano, abitato da un uomo. Dato l’allarme, con l’arrivo dei Vigli del Fuoco dotati di autopompe e un’autoscala, sono stati fatti evacuare le famiglie residenti della casa, una decina di persone in tutto, che nonostante il panico sono risultate incolumi, seppure molto spaventate. Sul posto, per preacauzione anche un’ambulanza del 118. Si sta indagando sulla dinamica dell’incidente, che fortunatamente ha solo danneggiato il locale in cui sono scoppiate le fiamme.