L’amministrazione comunale di Alfonsine ha deciso di sospendere tutte le iniziative e le manifestazioni pubbliche fino al 10 giugno.
«Anche con riferimento agli eventi organizzati dalle associazioni di volontariato e società sportive di Alfonsine – si legge in una nota del Comune -, si chiede la massima collaborazione in quanto non sarà possibile provvedere al consueto supporto tecnico ed organizzativo. La struttura comunale è infatti completamente impegnata nella gestione dell’emergenza alluvione e a disposizione delle esigenze collegate alle contingenze emergenziali».
Una scelta «anche nel rispetto delle persone che stanno vivendo questa drammatica situazione, delle famiglie e delle aziende colpite dai danni dell’alluvione sia ad Alfonsine che negli altri territori della Bassa Romagna».
Feletti è morto annegato, travolto dalla fiumana che aveva raggiunto il centro abitato di Faenza e ritrovato senza vita nel proprio giardino di via Della Valle, dove si era trasferito da poco.
Il ministro ha espresso vicinanza da parte del Governo alle famiglie delle vittime (una corona di fiori è stata fatta arrivare a Faenza anche dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni), garantendo il massimo impegno per la ricostruzione.
A nome della città ha espresso la propria solidarietà alla famiglia (Feletti lascia due figlie e una sorella) il sindaco Massimo Isola, ma erano tanti gli esponenti delle istituzioni presenti, a partire dal prefetto Castrese De Rosa.
Prosegue il lavoro dei tecnici di Rfi per garantire la ripresa del traffico ferroviario, per e dalla Romagna, in tempo per assecondare la domanda di mobilità lungo la linea adriatica in occasione del ponte festivo del 2 giugno.
Riaprirà interamente lunedì 29 maggio la linea ferroviaria Bologna-Rimini, ad oggi ancora chiusa nel tratto compreso fra Faenza e Forlì.
Nella stessa giornata riaprirà anche l’ultimo tratto della linea Faenza-Ravenna, fra le stazioni di Russi e Ravenna, rendendo di fatto di nuovo disponibili i collegamenti diretti fra Bologna e Ravenna, via Faenza.
L’offerta non sarà da subito completamente normalizzata, in quanto il numero delle corse e la velocità dei convogli nelle tratte oggetto dei lavori dovranno essere incrementate gradualmente. Questo potrà comportare alcune modifiche al servizio e un allungamento dei tempi di viaggio fra Bologna e Rimini di circa 15 minuti.
Per quanto riguarda i treni regionali, saranno da subito disponibili i regionali veloci Milano/Piacenza/Bologna – Rimini/Ancona, con cadenzamento orario e rinforzi in alcune fasce orarie e confermato il già attivo servizio ferroviario metropolitano Ferrara/Bologna – Imola, mentre saranno reintrodotte successivamente le corse fra Imola e Rimini.
Cadenzamento orario delle corse anche fra Bologna e Ravenna via Faenza.
Fra Castel Bolognese e Ravenna è in fase di ripristino il servizio sostitutivo con autobus.
È prevista per martedì 30 maggio la disponibilità di tutta la linea Ferrara – Ravenna – Rimini con riapertura dell’ultimo tratto ancora chiuso, fra Portomaggiore e Ravenna, pur con limitazioni e rallentamenti per le attività di .ripristino dell’infrastruttura a seguito dei danni provocati dal maltempo.
Le riaperture in programma per la prossima settimana consentiranno anche una prima ripresa del traffico merci, a favore in particolare del Porto di Ravenna.
La riapertura della Bologna – Ravenna via Lugo è invece soggetta al completamento dei lavori di ripristino dei gravi danni causati dall’alluvione, in particolare fra Castel Bolognese e Lugo e fra Lugo e Russi. L’obiettivo di Rfi è di ripristinare l’infrastruttura e gli apparati tecnologici per la metà del mese di giugno. Stesso traguardo temporale anche per il tratto di linea compreso fra Lugo e Granarolo Faentino, anch’esso gravemente compromesso dall’alluvione. Gravi i danni anche sulla Lugo-Lavezzola, tratta che rimarrà chiusa almeno fino alla fine del mese di giugno.
Potrebbero intralciare gli uomini e i mezzi della Protezione Civile. Nel Ravennate operativi anche volontari dall’estero
Un appello ai cosiddetti “angeli del fango”, i volontari che in questi giorni si stanno attivando per raggiungere le zone maggiormente colpite dall’alluvione.
A lanciarlo è il prefetto Castrese De rosa e tutti i sindaci della provincia, che in una nota inviata alla stampa invitano «a non mettersi in movimento in questi giorni nei quali sono ancora all’opera moltissimi uomini e mezzi della Protezione Civile, che potrebbero essere, seppure involontariamente, intralciati nel loro operato, con conseguente pregiudizio del buon esito delle attività in corso ed anche a tutela della loro incolumità e di quella degli altri».
«Inoltre – continua la nota – la viabilità provinciale è stata seriamente compromessa dagli eventi alluvionali e non è in grado di poter sopportare l’intenso volume di traffico che in questi giorni sta interessando tutte le arterie, in quanto numerosi mezzi di soccorso e d’opera sono impegnati nei lavori di ripristino delle rotture arginali e delle infrastrutture primarie e secondarie danneggiate».
«Tutte le istituzioni del Ravennate – termina il comunicato inviato alla stampa dalla prefettura – esprimono il loro più sentito ringraziamento a chiunque si sta attivando per dare una mano, sottolineando che ci sarà tempo e modo per tutti di offrire il loro supporto nel momento e nelle modalità più opportuni».
La Protezione Civile. Dall’inizio dell’emergenza sono quasi 22mila i volontari di Protezione Civile impegnati nei territori colpiti dall’alluvione.
In questo momento (dato aggiornato a venerdì 26 maggio) i volontari di Protezione civile sul campo sono oltre 1.970: di questi 687 provengono dalle organizzazioni nazionali di volontariato, 342 dall’Emilia-Romagna e 949 dalle colonne mobili di altre Regioni.
Inoltre, nel ravennate sono operativi 113 volontari attivati nell’ambito del Meccanismo europeo di mobilitazione della Protezione civile: si tratta di 25 operatori provenienti dalla Slovacchia e 32 dalla Slovenia, 41 dalla Francia e 15 dal Belgio.
Dopo 12 allerte rosse consecutive, domenica 28 maggio è prevista un’allerta meteo arancione in provincia di Ravenna per criticità idraulica (piene dei fiumi). Allerta che diventa gialla per frane e piene dei corsi minori, con possibili rovesci più probabili sui rilievi e nelle pianure centro-occidentali.
Permangono condizioni di criticità di livello arancione nella pianura ravennate per l’elevata saturazione dei suoli e la difficoltà di smaltimento delle acque esondate dai corsi d’acqua, che gravano sul reticolo secondario e di bonifica, interessato localmente da livelli idrici elevati e da eventuali problemi di tenuta arginale.
Nelle zone montane e collinari centro-orientali della regione permangono condizioni di elevata saturazione dei suoli favorevoli all’aggravamento dei dissesti di versante e dei fenomeni erosivi nei corsi d’acqua, innescatesi nelle ultime settimane.
Il Consorzio di bonifica stima ancora una settimana per liberare il territorio dall’acqua. Pompe al lavoro per svuotare i canali Zaniolo e Destra Reno
La sindaca di Conselice, Paola Pula, in accordo con la giunta e sentiti i capigruppo, ha firmato oggi, 26 maggio, un’ordinanza che impone ai cittadini delle zone ancora allagate di lasciare le proprie abitazioni per motivi igienico-sanitari. «La misura – si legge nella nota – si è resa necessaria viste le difficoltà di smaltimento delle acque dall’abitato di Conselice, dovuta alle grandi quantità di acqua presente sul territorio. La pericolosità della situazione è legata strettamente, e unicamente, al contatto con le acque stagnanti». Dovrebbero essere circa 500 le persone ancora nelle case nelle zone allagate.
I canali Zaniolo e Destra Reno ricevono acqua molto lentamente a causa dei grandi afflussi idrici che hanno investito il territorio. «Stiamo lavorando incessantemente, utilizzando anche oltre 50 idrovore per riversare le acque verso i fiumi Reno e Santerno – afferma Elvio Cangini, direttore dell’area tecnica del Consorzio di Bonifica Della Romagna Occidentale –. Nonostante ciò, e a causa della particolare morfologia del territorio, si prevede che la situazione possa risolversi non prima di una settimana».
Pula ringrazia tutti coloro che stanno lavorando incessantemente: «Al momento non ci sono emergenze sanitarie ma il ristagno dell’acqua, il mancato funzionamento delle fognature, le possibili interruzioni nell’erogazione dell’acqua potabile, la presenza di rifiuti non smaltiti, rendono rischioso permanere nell’abitato ancora allagato».
Raffaella Angelini, direttrice del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl Romagna dice che «le condizioni ambientali e il quadro tecnico delineato rendono la situazione meritoria di attenzione, anche alla luce delle previsioni effettuate dal consorzio di Bonifica sui tempi di deflusso delle acque».
Mezzi di autospurgo lavorano ininterrottamente con l’obiettivo primario di eliminare il fango dal reticolo fognario principale
Alcune zone del centro di Sant’Agata sul Santerno stanno tornando a uno stato accettabile. Squadre di protezione civile coordinate con i servizi comunali e del gruppo Hera hanno già riportato a uno stato di regolare funzionalità via Roma, piazza Umberto Primo, via Mazzini, via Marcucci, piazza Ercole, largo Margherita di Savoia, piazza Monsignor Rambelli, via Baldi, via Sassoli, via Fioresi e parte di via Mameli. In particolare, in via Carlo Baldi, via Sassoli e via Fioresi la Protezione civile ha provveduto anche alla pulizia delle reti fognarie. Gli interventi sono pianificati e realizzati per aree, grazie al lavoro delle squadre della colonna mobile di Protezione civile della Regione Lombardia.
Altre squadre sono al lavoro nelle vie via Ceroni, Matteotti e 4 Novembre. I prossimi interventi riguarderanno la pulizia delle vie Marx, Kennedy, Nenni e Madre Teresa di Calcutta.
Il Gruppo Hera contribuisce con la rimozione continua di tutti i rifiuti presenti, collaborando con il Comune per l’individuazione degli accumuli.
Mezzi di autospurgo lavorano ininterrottamente con l’obiettivo primario di eliminare il fango dal reticolo fognario principale, per garantire un corretto deflusso in caso di nuove precipitazioni. Al termine delle pulizie dei reticoli principali verranno verificate le condizioni degli allacci e si avvierà una pulizia delle caditoie.
Gli impianti idrici presenti nel territorio sono al momento funzionanti e forniscono acqua potabile alla popolazione, nonostante gli elevati prelievi dovuti alle operazioni di pulizia.
Il sindaco Graziani spiega le operazioni per asciugare gli allagamenti nella zona di via Reale Voltana e via Cuorbalestro: l’acqua viene spostata più alto di 10 metri
Il canale di scolo Destra Reno passa sotto l’alveo del fiume Santerno in un punto chiamato Botte Santerno nel territorio comunale di Alfonsine e lì si stanno concentrando gli sforzi del Consorzio di bonifica per ridurre gli allagamenti nella zona di via Reale Voltana e via Cuorbalestro. Si aspira acqua dal Destra Reno, in piena e con argini indeboliti, per immetterla nel sovrastante Santerno con un dislivello di circa dieci metri. Oltre a quello della Romagna Occidentale, sono presenti anche operatori di altri consorzi di bonifica da tutta Italia. Le operazioni in corso le descrive il sindaco di Alfonsine, Riccardo Graziani: «La differenza rispetta ai giorni scorsi si inizia a vedere ad occhio nudo, nonostante la situazione sia ancora molto difficile. Ma gli effetti di questa azione si percepiscono bene».
Le pompe d’emergenza installate dal Consorzio sono circa 60, per una portata complessiva di 16,5 metri cubi al secondo. Nella zona di Alfonsine i gruppi di emergenza si aggiungono alle pompe dell’idrovora Tratturo, della portata totale di 10 metri cubi al secondo. A monte della botte Santerno (in sinistra idraulica del fiume) sono state installate 15 pompe per una portata complessiva di 1,8 metri cubi al secondo. Sono in arrivo alte 4 motopompe da 0,5 metri cubi al secondo l’una, per un’ulteriore portata complessiva di 2 metri cubi al secondo. A valle della botte Santerno è in funzione il gruppo Cerpic della portata di 1,8 metri cubi al secondo.
Sono poi in corso di attivazione le elettropompe fornite dalla provincia autonoma di Trento, della portata complessiva di 2,5 metri cubi al secondo. Si tratta di elettropompe per le quali si è reso necessario chiedere la fornitura di una cabina di trasformazione mobile da media a bassa tensione. È inoltre previsto l’arrivo di un ulteriore gruppo dal Belgio della portata di 1,5 metri cubi al secondo.
Il 27 maggio dalle 8.30 in via Canalazzo a Ravenna le aziende agricole colpite dalle esondazioni provano a ripartire
Le aziende agricole alluvionate del Ravennate non si arrendono e, a pochi giorni dal disastro, riaprono il mercato contadino di Campagna Amica dove porteranno i prodotti salvati dalla furia delle acque, dalla frutta alla verdura, dai salumi al formaggio fino all’olio extravergine d’oliva e al miele.
L’appuntamento è per sabato 27 maggio dalle 8.30 alle 13 nel negozio in via Canalazzo 59 dove ci saranno gli agricoltori che hanno avuto le proprie aziende danneggiate dall’esondazione dei fiumi e dal maltempo e che potranno raccontare dal vivo le difficoltà che stanno attraversando.
Un primo passo importante verso ritorno alla normalità che appare ancora lontano ma anche un segno della voglia delle imprese romagnole di far ripartire l’attività nonostante i mille gravissimi problemi che si trovano ad affrontare, tra campi allagati e la chiusura degli stabilimenti di trasformazione e dei punti vendita aziendali. «Acquistare prodotti agricoli e alimentari provenienti dalle zone alluvionate – conclude Coldiretti – è il miglior modo per aiutare concretamente la popolazione facendo ripartire l’economia e l’occupazione dei territori colpiti».
Riorganizzata la macchina dei cosiddetti “angeli del fango”: si parcheggia solo dove specificato, se non ci sono posti significa che non servono altre persone
Faenza, 22 maggio
Per il weekend di sabato 27 e domenica 28 maggio è in programma una riorganizzazione del volontariato civile in aiuto alla popolazione alluvionata a Faenza. I cosiddetti “angeli del fango” saranno accolti in cinque punti di coordinamento presidiati dall’associazione umanitaria Emergency, insieme a personale del Comune, con il compito di indirizzare i volontari nelle zone dove c’è maggiore bisogno di aiuto.
I punti di coordinamento – attivi dalle 8 alle 16 – saranno collocati lungo le principali direttici di accesso alla città, in parcheggi che agevoleranno l’arrivo e la sosta dei volontari da tutti i principali punti di accesso.
Per chi è in arrivo dall’autostrada lungo l’asse di via Granarolo sono previsti due gazebo: uno nel parcheggio di Casa Spadoni (Via Granarolo, 99) e uno nel parcheggio del centro commerciale “La Filanda” (Via della Costituzione, 28).
I volontari provenienti da Imola potranno sostare al parcheggio del Pala Cattani (Piazzale Tambini, 5).
Per chi arriva da Forlì sarà disponibile il parcheggio della Coop “Il Borgo” (Via Fornarina, 119).
Chi arriva in treno troverà un punto di coordinamento alla stazione Fs di Faenza (Piazza Cesare Battisti, 7).
Ai volontari è richiesto di sostare solo nei parcheggi indicati e proseguire a piedi. L’esaurimento dei posti disponibili nei quattro parcheggi significherà la copertura di tutte le esigenze di volontariato in città. Si richiede quindi ai volontari di non cercare altri posteggi e valutare se dirigersi verso altri comuni alluvionati per offrire il proprio aiuto.
Per questioni di sicurezza sarà vietato accedere alle zone di intervento della Protezione Civile e dei mezzi pesanti e bisognerà seguire le indicazioni fornite in loco dalle forze dell’ordine.
Come già ricordato fin dall’inizio dell’emergenza, i requisiti minimi per fare volontariato sono i seguenti: maggiore età; dotazione di abbigliamento adeguato: stivali alti di gomma e guanti; dotazione di attrezzatura utile: spazzolone, badile, pala; essere autosufficienti per acqua, cibo e alloggio.
Il 27 maggio il personale sanitario andrà a Sant’Agata sul Santerno
Si è svolta stamani, 26 maggio, la giornata di vaccinazione antitetanica straordinaria a Conselice e Solarolo, misura precauzionale disposta dall’Ausl contro il rischio igienico-sanitario nelle zone alluvionate. Ai centri di somministrazione si sono presentati 635 cittadini (515 a Conselice e 120 a Solarolo). L’Ausl Romagna ringrazia i colleghi di Bologna intervenuti a Conselice con un camper mobile per collaborare alla somministrazione dei vaccini alla popolazione. Domani, sabato 27 maggio, è prevista una seduta vaccinale straordinaria anche a Sant’Agata sul Santerno, dalle 9.30 alle 13, in piazza Umberto I.
Pericolo per buche, frane, smottamenti. «E sarebbero un ostacolo per la sicurezza»
Una frana a Casola Valsenio
L’Unione Romagna Faentina lancia un appello rivolto a tutti i ciclisti a non attraversare i comuni colpiti dall’alluvione.
Il transito in queste zone – avvisa l’Unione – può infatti «innescare situazioni di pericolo a causa di criticità imprevedibili quali buche, frane, smottamenti e altri dissesti di vario tipo».
Inoltre, il passaggio dei ciclisti può costituire un impedimento alla circolazione dei mezzi di soccorso e alle molte attività legate all’emergenza, come ad esempio le operazioni di ripristino della viabilità (asfaltature), gli interventi delle idrovore o la distribuzione di viveri.