venerdì
19 Giugno 2026

Psicologo, parrucchiera, veterinario e animatore per bimbi aiutano gli alluvionati

Nei centri accoglienza vengono organizzati anche servizi di assistenza a chi ha perso tutto e ha bisogno non solo di braccia per lavare il fango delle inondazioni

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L’alluvione di Faenza

C’è bisogno di braccia per sbadilare via il fango dalle case, ma per scrollarsi di dosso un’alluvione servono anche cose come una parrucchiera, uno psicologo, un animatore per bambini e un veterinario per gli animali sfollati con i padroni. Sono alcuni dei servizi che verranno messi a disposizione dei cittadini nei centri accoglienza dell’area faentina.

Nella giornata di domenica 21 maggio dalle 11 alle 14.30 un team di psicologi dell’emergenza sarà a disposizione, ad accesso libero, al Comune di Casola Valsenio per fornire supporto alla popolazione.

Nella stessa Casola, da domenica 21 maggio e fino alla fine del periodo emergenziale, sarà attivo il numero telefonico 0546-976517 per contattare l’assistente sociale, a disposizione della popolazione per ogni esigenza sociale e assistenziale. Il servizio sarà attivo tutti i giorni dalle 9 alle 18.

Il Settore Servizi alla comunità del Comune di Faenza ha messo a punto una serie di servizi che possano alleviare la permanenza forzata fuori dalle proprie abitazioni nei centri di accoglienza (PalaCattani, PalaBubani e Centro fieristico). A portare avanti le attività sono una decina di dipendenti, tra assistenti sociali, pedagogisti e assistenti sociali volontarie della Protezione civile.

Tra le iniziative: il “Pronto farmaco” con infermieri a supporto dei medici. Il “Servizio socio-assistenziale” per il monitoraggio di situazioni di fragilità e la raccolta di bisogni primari per gli inserimenti nelle strutture di persone non autosufficienti.

A questi si aggiunge lo “Spazio bimbi” alla presenza di una pedagogista dell’Unione della Romagna Faentina quale figura di riferimento per i tre centri di accoglienza. Nella giornata di domenica nelle tre strutture verrà inoltre proposto ‘Playgroup’, psicologi dell’emergenza per i bambini. Lo “Spazio ricreativo” per anziani con la possibilità con momenti ludici e ricreativi. Il “Servizio di parrucchiera” nelle giornate di domenica e lunedì e la gestione per la distribuzione dei pasti e delle diete per persone fragili impossibilitate a raggiungere la mensa.

Infine, vista la presenza di tanti animali da compagnia, il Settore Servizi alla comunità non si è dimenticato dei migliori amici dell’uomo con l’allestimento di un servizio veterinario per i tre centri.

Non si entra a Sant’Agata con auto private per dare spazio alla protezione civile

Il sindaco ordina di parcheggiare i propri mezzi in largo Garotti e via Ricci Curbastro e poi proseguire a piedi. In caso di segnali di cedimenti strutturali degli edifici uscire subito. Acqua potabile di nuovo disponibile dal 22 maggio. In via Angiolina il punto ristoro per la popolazione

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Sant’Agata sul Santerno dopo l’alluvione causata dal fiume (foto dalla pagina Facebook Emilia-Romagna Meteo)

Il centro abitato di Sant’Agata sul Santerno è stato devastato dall’inondazione del fiume Santerno nella notte tra il 16 e il 17 maggio (un post del sindaco Enea Emiliani alle 20.46 ordinava “Da adesso e per tutta la notte, tutti ai piani superiori!”) e da ieri, 20 maggio, sono cominciate le attività ufficiali della Protezione Civile Lombardia per sgomberare gli interni delle abitazioni e lavarle con gli idranti. I veicoli ammalorati verranno rimossi e trasportati nel parcheggio di via Marcora. I rifiuti accatastati fuori dalle abitazioni verranno raccolti e smaltiti da Hera.

Per consentire lo svolgimento di queste operazioni la Protezione Civile chiede di avere le strade cittadine il più libere possibili da auto e mezzi di ogni tipo. Il sindaco con un post su Facebook ricorda che nessuno deve entrare con le proprie auto private e mezzi vari per le strade del centro: «Occorre parcheggiare fuori dalla zona disastrata e raggiungere il paese a piedi. Parcheggi consigliati sono quelli oltre il fiume: Largo Garotti e Via Ricci Curbastro, anche per coloro che vengono da Massa Lombarda».

Di fronte a casi di possibili cedimenti strutturali degli edifici che venissero notati in fase di ripulitura dai volontari, occorre uscire immediatamente per evitare situazioni di pericolo.

È stato allestito un punto fisso di distribuzione acqua e alimenti nel piazzale dello stabilimento Agrintesa/Eurovo di via Angiolina. Acqua e cibo a sostegno della popolazione, disponibile anche la colazione.

Hera comunica che il ritorno dell’acqua potabile è previsto entro lunedì 22 maggio.

«Oggi girando per le strade del nostro paese ho visto forte il senso di impotenza, rabbia e sconforto – ha scritto il primo cittadino su Facebook –. Oggi ho visto la devastazione, ma anche la forza dei santagatesi».

Statale 16 Adriatica chiusa per 24 ore nel tratto di Cervia per togliere l’acqua

Interruzione al traffico a partire dalle 6 di domenica 21 maggio nel tratto tra via Martiri Fantini e l’ingresso terme

La strada statale 16 Adriatica resterà chiusa al traffico in entrambe le direzioni nel territorio del comune di Cervia nel tratto compreso fra la rotonda di via Martiri Fantini e l’ingresso area terme per 24 ore a partire dalle 6 di domani, domenica 21 maggio. Si tratta di un’operazione per liberare dall’acqua e mettere in sicurezza le aree di Malva Nord, Savio e Tagliata profondamente colpite in questi giorni dagli allagamenti.

L’intervento è stato deciso in accordo con il centro coordinamento soccorsi della prefettura di Ravenna. Saranno evidenziati i percorsi alternativi sul posto.

Il paese è allagato e il gommone dei vigili del fuoco salva le persone dal balcone

Dall’alto le immagini dell’intervento nella frazione di Sant’Antonio

Un video girato da Vincenzo Langella a Sant’Antonio, frazione di Ravenna, nella mattinata di oggi, 20 maggio, mostra come avviene il soccorso della popolazione alluvionata da parte dei vigili del fuoco quando l’acqua è così alta da rendere un gommone l’unico mezzo per accedere alle abitazioni.

Ecco come smaltire le cataste di cose distrutte dall’alluvione

Hera sta organizzando servizi speciali di raccolta dei cumuli di mobili e apparecchi elettronici

348251778 1316226919330430 1281838136994488734 NQuando l’acqua dell’alluvione si ritira restano cumuli di cose distrutte da smaltire per ripulire e ripartire. Come liberarsi dei rifiuti? Hera sta organizzando le operazioni di raccolta speciale nelle strade alluvionate. Tutte le informazioni pratiche sono disponibili a questo link sul sito di Hera.

E poi ci sono le zone dove invece l’alluvione non è arrivata e i residenti hanno bisogno del normale servizio di raccolta rifiuti urbani: dovrebbe ripartire da lunedì 22 maggio su tutti i territori, compatibilmente con la viabilità delle strade. Nelle strade fortemente caratterizzate dalla presenza di cumuli, i mezzi prima rccoglieranno mobili, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e rifiuti solidi urbani. Nelle aree più colpite si dovranno poi ridistribuire i contenitori della differenziata.

Revocate le evacuazioni di Coccolia, San Pietro in Trento, Filetto e Pilastro

Il Comune aggiorna l’elenco di località per cui sono in vigore ordinanze di allontanamento per i rischi dovuti agli allagamenti o perché ancora sommerse

Si modifica la geografia delle zone evacuate nel comune di Ravenna alla fine della giornata di oggi, 20 maggio: per alcune aree restano validi i provvedimenti già in vigore, per altre vengono revocati e i cittadini possono rientrare e da altre invece devono uscire perché diventate zona rossa.

Ecco le zone dove è stato revocato l’obbligo di evacuazione

Nell’area fra i fiumi Ronco e Montone sono revocate le evacuazioni per Coccolia, San Pietro in Trento, Filetto e Pilastro.

Evacuazione ancora confermate

Confermate le ordinanze di evacuazione per Ragone, Longana, Roncalceci e Ghibullo. Per tutta l’area fra il Montone, la statale 16 e l’A14 dir: cioè Borgo Montone, Fornace Zarattini, San Michele, Villanova e San Marco. È confermata anche l’evacuazione per Piangipane e Santerno e per la zona di Conventello nell’area delimitata dalla via Basilica, dai canali Fosso Vetro e Fosso Vecchio, dalla ferrovia Ferrara-Ravenna e dal canale Destra Reno.

Ampliamenti evacuazioni a nuove aree

Viene ampliata verso nord l’evacuazione delle aree prospicienti ai canali Cupa/Magni e Canala fino al perimetro segnato dalla statale Romea, via Guiccioli, via Ferragù e via Sant’Egidio, compreso l’abitato di Sant’Antonio. Le persone evacuate da tale zona potranno andare al centro di accoglienza dell’Iti Baldini, con ingresso da via Cassino.

Riaperta la statale 309 Dir. È vietato l’accesso a tutte le aree verdi comunali, i parchi, le pinete e l’ex ippodromo per consentire la verifica sulla stabilità degli alberi.

Dal Mercato agroalimentare di Padova 20 quintali di frutta e verdura agli sfollati

Altre spedizioni seguiranno fino alla fine dell’emergenza. La sindaca Palli ringrazia il presidente Saia

Il Mercato agro alimentare di Padova (Maap) ha donato 20 quintali di frutta e verdura agli alluvionati. Un camion dal Veneto è arrivato alle prime luci dell’alba di oggi, 20 maggio, al centro tecnico operativo del Comune di Russi con il carico da distribuire agli sfollati: 400 kg di carote, 400 kg di pomodori e altrettanti di banane oltre a 800 kg di mele e di arance. Seguiranno altre spedizioni fino alla cessazione dell’emergenza.

La sindaca Valentina Palli ringrazia il Maap e in particolar modo il presidente Maurizio Saia il gesto di solidarietà: «È un’emergenza senza eguali per il nostro territorio: a causa delle numerose evacuazioni, moltissime persone sono state sfollate e gli aiuti che stanno giungendo ci fanno percepire tutta la vicinanza ed il supporto necessari a ripartire più forti di prima».

Oltre 120 milioni di euro di danni alle strade regionali in provincia di Ravenna

La prima stima sommaria elaborata dall’Emilia-Romagna, manca la viabilità comunale. E poi ci sono le ferrovie

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La barriera di terra innalzata in via Faentina a Fornace Zarattini per arginare l’avanzata dell’alluvione

Secondo una stima sommaria della Regione Emilia-Romagna, i danni dell’alluvione alla viabilità stradale di competenza regionale in provincia di Ravenna ammontano a 120-150 milioni di euro. Si arriva a oltre 600 milioni per tutta la Romagna e Bologna considerando che le ferrovie, ma nel calcolo manca ancora gran parte della viabilità comunale.

Si è tenuto oggi pomeriggio, 20 maggio, un vertice in prefettura a Bologna tra il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture, Andrea Corsini, e i ministri Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti) e Matteo Piantedosi (Interno).

Per quanto riguarda la Città metropolitana di Bologna, i danni alla viabilità ammonterebbero a 110 milioni di euro. Per la provincia di Forlì-Cesena, si parla di 95 milioni, a cui si aggiungono, per la sola viabilità comunale, 42,5 milioni a Cesena, 2-3 milioni a Bertinoro e 1,7 milioni a Galeata. Nel ravennate, una prima stima oscilla tra 120 e 150 milioni di euro. Nel riminese, al momento ci sarebbero 8 milioni di danni, a cui vanno aggiunti per la viabilità comunale 1 milione a Rimini, 700mila euro a Maiolo e 4 milioni a Sant’Agata Feltria.

Per quanto riguarda la parte di competenza di Anas (viabilità statale), ad oggi la stima è di 100 milioni di euro di danni.

Poi c’è tutta la parte delle ferrovie, con una stima totale dei danni che al momento arriva a 105 milioni, di cui 90 per infrastrutture in capo a Rfi e 15 di competenza di Fer.

«Si tratta di un totale molto parziale, perché manca ancora la maggior parte della viabilità comunale – ha spiegati il cervese Corsini –; ancora incompleta anche la stima per quella provinciale, su cui nei prossimi giorni partirà la verifica. Serviranno indubbiamente molte risorse dal Governo per ripristinare nel più breve tempo possibile la viabilità di accesso e collegamento alle località collinari e appenniniche, partendo da quelle frazioni e quei paesi completamente isolati. Abbiamo bisogno del Governo, non solo per le risorse ingenti che serviranno ma anche per strumenti e norme speciali per velocizzare gli iter di ricostruzione».

Un maxi tubo lungo 800 metri pieno di acqua per difendere i computer dall’alluvione

Un argine artificiale arrivato da Rubiera per proteggere il data center di Lepida che custodisce i dati delle pubbliche amministrazioni

WhatsApp Image 2023 05 20 At 17.17.00Acqua buona contro acqua cattiva. È la sintesi dell’operazione in corso nella zona artigianale Bassette a Ravenna dove sull’asfalto si sta disponendo un anello con un maxi tubo con un diametro di circa 80-100 cm che verrà riempito di acqua per formare un argine che impedisca l’allagamento dei computer del data center di Lepida, società controllata dalla Regione Emilia-Romagna, che contengono informazioni e dati delle pubbliche amministrazioni locali.

Il sistema di arginatura artificiale Nofloods progettato in Danimarca è stato prestato dal Comune di Rubiera (Reggio Emilia), che l’ha acquistato nel 2022 per 160mila euro (secondo quanto riportato dalla stampa locale emiliana) per proteggersi dalle piene del torrente Tresinaro, ed è stato steso attorno all’intero isolato partendo da via Santi per un perimetro di circa 800 metri. La spiegazione del funzionamento è nel video qui sotto a cura di Les Bompart Produzioni.

Qualche decina di metri a nord della sede di Lepida scorre il canale Magni che, come noto, è a rischio esondazione sin da ieri, 19 maggio, al punto che si è deciso di operare una rottura controllata dell’argine per sfogare parte della pressione in un campo di 200 ettari di proprietà della Cab Terra.

Alluvione: 3.600 persone nei centri accoglienza. Allerta meteo prorogata di 24 ore

Fino alla mezzanotte tra 21 e 22 maggio sono previste precipitazioni piovose sul territorio ravennate, l’entità dovrebbe essere lieve ma il territorio è duramente provato da giorni di alluvioni e dissesti. Intanto è stato riparato l’argine del Lamone a Boncellino. Lavezzola evacuata e sacchi di sabbia sull’argine del canale destra Reno

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Una pompa idrovora al lavoro sull’argine del canale Magni a Ravenna

L’allerta meteo prevista per la provincia di Ravenna fino alla mezzanotte di oggi, 20 maggio, viene prorogata dalla protezione civile per altre 24 e quindi fino alla mezzanotte tra il 21 e il 22 maggio.

L’allerta è rossa per criticità idraulica su bassa collina, pianura e costa romagnola; pianura bolognese. Rossa per criticità idrogeologica sull’alta collina romagnola e collina bolognese. Arancione per criticità idraulica su alta collina romagnola, collina bolognese, pianura modenese. Allerta arancione per criticità idrogeologica sulla montagna romagnola, bassa collina, pianura e costa romagnola, montagna bolognese.

Il punto sulla situazione dell’alluvione è stato fatto oggi da Irene Priolo, vicepresidente della Regione con delega alla Protezione civile.

Si calcola che in totale più di 36.600 persone hanno ricevuto ordine di evacuazione dalle proprie abitazioni: la maggior parte, 27.775, nel Ravennate, poi 4.830 in provincia di Forlì-Cesena e 4.012 nel bolognese. Alcuni sono rimasti nelle abitazioni, alcuni hanno trovato ospitalità da amici e parenti e 4.963 (di cui 3.652 nel ravennate, 798 nel bolognese, 509 nel forlivese-cesenate e 4 nel riminese) sono accolti in albergo e nelle strutture allestite dai Comuni come scuole, palazzetti e palestre.

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Esercito al lavoro per l’emergenza alluvione a Ravenna

Mentre a Boncellino (Bagnacavallo) è stata è chiusa la falla nell’argine del fiume Lamone (già riparata dopo la prima ondata di maltempo di inizio maggio), il nuovo fronte più in pericolo in Bassa Romagna è nel territorio di Conselice: a Lavezzola sono in corso operazioni di rialzo arginale del canale Destra Reno, con sacchettature e telonature, mentre viene evacuato tutta la frazione. A Conselice è operativo un centro di assistenza e accoglienza per 200 persone, le altre si sono dirette nei centri di Argenta (Ferrara).

Si contano più di trecento frane principali sul territorio: 127 in provincia di Forlì-Cesena, 90 in provincia di Ravenna (Casola Valsenio e Brisighella), 49 in provincia di Bologna, 12 in provincia di Modena, 14 in provincia di Reggio Emilia, 13 in provincia di Rimini. Le squadre di rilevatori sono in campo per ulteriori aggiornamenti, anche con i droni laddove le strade non risultino più percorribili.

Al numero verde 800-024662 attivato dalla Regione per rispondere, 7 giorni su 7 dalle ore 8 alle 20, ai quesiti legati all’emergenza alluvione, sono arrivate sinora circa duemila chiamate (dato alle ore 13 di oggi). Tra le maggiori richieste, a chi rivolgersi per avere beni di prima necessità e informazioni sulla mobilità, oltre a domande di intervento che sono state girate ai soggetti competenti.

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