L’Edera di Ravenna teme lo scippo del nome. E chiama a raccolta la dirigenza nazionale del Partito Repubblicano Italiano: «Ci mancherebbe solo che Berlusconi si approppriasse anche del nostro nome, dando vita al Partito Repubblicano», dice Eugenio Fusignani, segretario provinciale del Pri.
I timori di Fusignani troverebbe fondamento anche nelle recenti parole rilasciate dalla forzista Micaela Biancofiore nella puntata della trasmissione tv Quinta Colonna di ieri sera, 27 aprile: «Lo ha lasciato intuire, parlandone col conduttore Paolo del Debbio. Credo, o meglio, spero, che la cosa non sia consentita dagli ordinamenti giuridici, visto che esiste ancora un Partito Repubblicano Italiano; se non per evitare un plagio clamoroso, almeno per evitare confusione agli elettori, già confusi da una politica che fa di tutto per allontanarli».
A giudizio del ravennate ci sarebbe poi una distanza politica tra le due realtà: «Il Pri è più affine al Partito Democratico statunitense, condividendo solo il nome col Partito Repubblicano Americano. In Italia il Partito Repubblicano e Repubblicani sono noti e identificabili e, soprattutto, sono altra cosa rispetto le operazioni di marketing politico dell’ex Cavaliere. In ogni caso invito la dirigenza nazionale del Pri ad informarsi e a vigilare attentamente su quello che rappresenterebbe un vero e proprio furto politico. Sarebbe davvero il colmo, infatti, che l’attuale dirigenza nazionale, dopo aver distrutto il partito, adesso si facesse pure scippare il nome. Un nome che, non appartiene ad una maggioranza congressuale, ma appartiene ai Repubblicani e alla storia di questo nostro amato Paese».



