venerdì
16 Gennaio 2026
l'intervento

Diritti umani universali e alleanze anti autoritarie: sulla mobilitazione di Ravenna per l’Iran

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È prevista per domani, sabato 17 gennaio alle 17, in piazza del Popolo a Ravenna, la manifestazione “Iran: per la libertà”, a sostegno del popolo iraniano contro il regime. All’iniziativa, promossa da La Via Maestra (alleanza strutturata tra il sindacato Cgil e associazioni della società civile per difendere e attuare i principi della Costituzione) e dalla Casa delle Donne, hanno aderito la comunità iraniana di Ravenna e associazioni del territorio. Sul tema, riceviamo e pubblichiamo un intervento dell’attivista Marina Mannucci, nostra collaboratrice.

Scendere in piazza non è solo un atto di solidarietà verso il popolo iraniano, è anche esercizio di complessità. Se da un lato è imperativo denunciare la violenta repressione del regime di Teheran, dall’altro è necessario vigilare affinché questa giusta lotta non diventi il pretesto per nuovi assetti di dominio o interventi da parte di potenze esterne. Sostenere il popolo iraniano significa chiederne la libertà, senza permettere strumentalizzazioni da agende geopolitiche estranee ai diritti civili. Argomentare la complessità e sostenere una coesione di idee, partendo dalla solidarietà per l’Iran, significa collegare la lotta per i diritti umani iraniani alle battaglie globali per le ingiustizie sistemiche, focalizzandosi su diritti universali e alleanze anti-autoritarie, per costruire una piattaforma unitaria che si traduca in mobilitazione di piazza (che si vorrebbe) efficace e riconoscibile. Obiettivo che richiede di essere critici verso ogni forma d’imperialismo, supportare istanze democratiche senza imporre modelli e concentrarsi su valori condivisi come i diritti umani e la giustizia sociale, costruendo ponti tra diverse iniziative, riconoscendone la complessità e agendo in modo unitario, affinché le azioni collettive siano visibili.

È sottinteso che nel dibattito sulla solidarietà verso il popolo iraniano è sempre presente una visione di internazionalismo che tiene conto anche delle altre crisi globali in corso. La relazione tra interessi economici e finanziari globali e regimi autoritari è un meccanismo chiave del sistema geopolitico attuale, basato sulla sinergia tra la ricerca di risorse (soprattutto minerarie e petrolifere) a basso costo e stabilità politica artificiale. Stabilità politica artificiale intesa come stato apparente di ordine, di tutte quelle forme di governo/regimi che non poggiano sulla solidità delle istituzioni democratiche e che viene mantenuto forzatamente da apparati di sicurezza iper-sviluppati.

Per monitorare la situazione dei diritti umani, è possibile consultare Amnesty International Italia notizie/report https://www.amnesty.it/category/report/; per una prospettiva di analisi politica, i dossier di ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale): https://www.ispionline.it/it/tag/dossier; per un monitoraggio dei conflitti in corso: https://www.oxfamitalia.org/guerre-attuali-nel-mondo/ e per i conflitti dimenticati e il commercio d’armi, Archivio Disarmo: https://www.archiviodisarmo.it/.

Marina Mannucci

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