venerdì
16 Gennaio 2026
l'opposizione

Parcheggi e Ztl, anche La Pigna contro il nuovo piano: «Divieti illegali, rincari ingiustificati e favoritismi»

Le richieste di modifica alla giunta Barattoni da parte della lista civica, che propone di ridurre la percentuale di Azimut

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Anche in casa La Pigna non è stato gradito il nuovo piano sosta annunciato dal sindaco Barattoni a fine 2025. «Queste delibere vanno ad impattare molto sull’appeal del centro» – apre la conferenza stampa Veronica Verlicchi, capogruppo della lista d’opposizione. Così come a Fratelli d’Italia, che ha fatto partire una petizione, non è piaciuta la modalità di introduzione del piano. «Innanzitutto noi chiediamo che ci sia una sospensione del progetto per il fatto che non è stato presentato in consiglio comunale, neppure in veste di informativa – tuona Verlicchi -. Il fatto è molto grave, dato che i cittadini hanno il dovere di essere coinvolti attraverso il consiglio comunale, vero organo che li rappresenta. Così come le associazioni di categoria, chiediamo dei correttivi».

Sono essenzialmente quattro le proposte per la correzione del piano. In primis viene chiesto di sospendere la delibera che vieta la circolazione e la sosta delle auto ibride ed elettriche nei tratti di Ztl. «Non si può vietare – afferma la lista d’opposizione -. È in palese violazione con l’articolo 7 comma 9 bis del Codice della Strada. La giurisprudenza consolidata prevede per i Comuni la possibilità di adottare limitazioni, ma non consente il divieto».

Secondo La Pigna è giusto che vengano rivalutate le tariffe della sosta ferme dal 2012, ma «l’aumento va ben oltre la rivalutazione Istat». Proporzionalmente con i dati nazionali sull’inflazione riportati dalla lista, la tariffa oraria per le zone 4 e 5 sarebbe dovuta aumentare da 0,35 a 0,44 euro. «Invece la Giunta ha previsto una tariffa oraria per la nuova zona 3 (che comprende le vecchie zone 3 e 4) di 1 euro, ovvero un incremento del 125%. Ci pare un aumento scellerato ed ingiustificato, se non per la necessità di aumentare gli incassi del Comune per sostenere la spesa corrente».

La Pigna chiede anche di rivedere il contratto di servizio affidato dal Comune ad Azimut per la gestione delle aree di sosta. «È eccessivamente oneroso. Ad Azimut viene riconosciuto un aggio del 50%, decisamente elevato rispetto alla media del 35% presente sul mercato». Nel 2025 l’incasso del totale della sosta ravennate ammonta a 2 milioni e 790mila euro, di cui circa 1 milione e 395mila per Azimut. «Una riduzione del 10-15% dell’aggio sarebbe sufficiente per evitare gli aumenti sconsiderati delle tariffe. Abbiamo calcolato che se si desse ad Azimut il 35% dell’entrate totali, si avrebbe un risparmio annuale di 418mila euro sulle uscite comunali».

La lista civica si è concentrata poi sia sui contrassegni di accesso, che sulle mancate comunicazioni riguardanti i permessi di carico-scarico in zona a traffico limitato. Infatti, tra i nuovi possessori del contrassegno S – che consente la libera circolazione e il posteggio in Ztl – figurerebbero anche il sindaco e il vicesindaco. «Un privilegio tipico della casta – dice Veronica Verlicchi – . Barattoni e Fusignani non svolgono servizi di pubblica autorità al contrario delle altre categorie coinvolte. In evidente conflitto di interessi hanno votato questa nuova versione del contrassegno S in quanto in quella precedente non erano inclusi, ma ugualmente e illegittimamente possessori. Come funzione istituzionale, dovrebbero avere il contrassegno Sp (che permette “solamente” il posteggio negli stalli blu al di fuori della Ztl ndr), in dote ad assessori, consiglieri comunali e provinciali».

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