sabato
17 Gennaio 2026
alle urne

Forza Italia Ravenna presenta il comitato per il “Si” al referendum sulla magistratura

Si voterà il prossimo marzo. Il capogruppo Ancarani: «Barattoni troppo di parte e schierato contro la riforma, non è il sindaco di tutti»

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Forza Italia Ravenna presenta il comitato cittadino per il “Sì” al referedum del 22 e 23 marzo, per la separazione delle carriere della magistratura che si svolgerà tra domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026.

Il Comitato sarà presieduto dall’avvocata Eleonora Zanolli e avrà come vice Presidente Donatella Donati, capogruppo di Forza Italia a Lugo. Del comitato faranno inoltre parte Nicola Tritto, segretario comunale di Ravenna; Edoardo Ricci segretario provinciale Forza Italia Giovani e Simone Lucchi, segreatrio comunale Cervia.

Nel suo intervento di presentazione la presidente Zanolli, in qualità di operatrice del diritto, si è soffermata su quella che per lei è l’importanza della riforma, evidenziando quanto ritenga fondamentale la separazione delle carriere fra magistratura requirente e magistratura giudicante per il funzionamento della giustizia, anche in continuità con riforme costituzionali già presentate in passato.

La presidente del comitato ha pertanto garantito il suo impegno per una campagna sul territorio, intensificato dal fatto che non sarà necessario raggiungere un quorum per la validità della consultazione.

Anche il capogruppo in comune a Ravenna Alberto Ancarani è intervenuto, evidenziando
«quanto questa riforma sia tutt’altro che teorica o rivolta ad una fascia “alta” di
popolazione: un procedimento penale, specie negli ultimi anni, può capitare a chiunque ed è
necessario che il cittadino che incappa in una grana giudiziaria possa essere sereno sul fatto
che il magistrato giudicante non sia costretto a prostrarsi al pubblico Ministero, magari in ragione di dinamiche di corrente nelle quali potrebbe essergli subordinato per motivi di carriera o di adesione politica». Il capogruppo ha poi stigmatizzato la gravità della scelta del Sindaco Barattoni di ricevere all’interno del suo ufficio in Comune, «cioè nella casa di tutti i ravennati», il comitato per il No al Referendum e di avervi aderito «usando la sua carica di Sindaco per schierarsi contro la riforma: una scelta di parte che conferma quanto non sia affatto vero ciò che era stato dichiarato dopo le elezioni ovvero che sarebbe stato “il Sindaco di tutti”».

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