Fratelli d’Italia chiede alla maggioranza di centrosinistra che guida il Comune di Ravenna di eliminare il divieto di parlare ai giornalisti contenuto nel bando di gara da 800mila euro per assegnare la gestione dei servizi per la popolazione adulta più fragile e per il contrasto alla povertà.
La vicenda è ormai nota, emersa da un articolo del quotidiano Il Corriere Romagna il 5 ottobre: l’articolo 11 del capitolato d’appalto (suddiviso in tre lotti: la gestione del dormitorio di via Torre, lo sportello di accesso e l’attività degli operatori di strada) esplicita una clausola che impedisce comunicazioni degli aggiudicatari ai giornalisti senza il permesso del Comune e prevede penali fino a 600 euro in caso di violazione.
«È davvero singolare come l’amministrazione ravennate ritenga utile, anzi direi lo ritenga opportuno, imbavagliare la stampa con motivazioni confuse e pretestuose – afferma il consigliere comunale di Fdi, Renato esposito che ha presentato un question time sulla circostanza –. L’Associazione della stampa Emilia-Romagna ha espresso sconcerto per il divieto e si dice pronta a inviare una segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Cambiare idea, non è mai una brutta idea, specie se l’idea di partenza non è proprio azzeccatissima».
Esposito chiede al sindaco «da quando è tornata di moda l’insana idea di imbavagliare la stampa, ossia la libera voce dei cittadini e delle loro legittime richieste» e si chiede se dietro ci sia «la volontà di influenzare la libera stampa in vista delle prossime elezioni politiche».


