Limitare la concentrazione di attività commerciali simili, tutelare le botteghe storiche e impedire che i quartieri perdano la propria identità. È l’obiettivo della proposta di legge regionale presentata oggi a Ravenna dal consigliere di Fratelli d’Italia Alberto Ferrero, che punta a dare ai Comuni nuovi strumenti per governare le trasformazioni del commercio, dai centri storici alle periferie.
Il testo, intitolato Norme per la tutela della vivibilità urbana e la valorizzazione dell’identità commerciale ed enogastronomica del territorio regionale, è stato illustrato nella sede consiliare del Comune. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Nicola Grandi, capogruppo di Fratelli d’Italia a Ravenna, Marco Delorenzi, capogruppo a Cervia, Filippo Franchi di Faenza, Gianmarco Grandi di Lugo e il consigliere provinciale Riccardo Vicari.
La proposta parte dalla constatazione, sostenuta dai promotori, che la progressiva scomparsa dei servizi di vicinato e la diffusione di attività commerciali poco integrate con il territorio stiano impoverendo le città, con ricadute sulla vivibilità e sulla loro identità culturale. Per contrastare questi fenomeni, Ferrero propone di consentire alle amministrazioni locali di intervenire in modo più incisivo sulle nuove aperture e sui cambi di gestione. La novità principale è la possibilità di vincolare la destinazione commerciale dei locali. In determinate aree, il subentro in un negozio non comporterebbe automaticamente il diritto di mantenere la stessa tipologia di attività: il Comune potrebbe richiedere un’offerta più coerente con le tradizioni locali, la filiera agroalimentare regionale e il contesto urbano.
Le amministrazioni potrebbero inoltre stabilire limiti numerici alla presenza di determinate categorie di esercizi, intervenire su insegne, vetrine e dehors e introdurre requisiti specifici per le nuove attività, anche in relazione agli effetti sulla residenzialità, sul decoro e sulla sicurezza.
Il progetto prevede anche la possibilità di individuare, attraverso la pianificazione urbanistica, “Zone di salvaguardia dell’identità locale”, nelle quali subordinare le nuove aperture a verifiche di conformità e fissare tetti massimi per alcune tipologie commerciali. Una quota degli spazi di vendita potrebbe essere destinata alla promozione di prodotti artigianali ed enogastronomici del territorio.
Non solo divieti. La proposta contempla anche incentivi per favorire l’insediamento di botteghe storiche e attività di qualità, comprese eventuali agevolazioni sull’Imu per gli immobili interessati dai vincoli. Gli spazi commerciali pubblici, inoltre, dovrebbero essere assegnati privilegiando progetti legati alle produzioni locali, all’artigianato, all’imprenditoria giovanile e alla socialità nei quartieri.
Il provvedimento, presentato per l’iscrizione all’ordine del giorno generale dell’Assemblea legislativa regionale, dovrà ora affrontare l’iter istituzionale. L’obiettivo dichiarato è fornire ai Comuni una cornice normativa più uniforme per conciliare libertà d’impresa, tutela del commercio tradizionale e qualità della vita urbana.


