La Regione ridisegna la mappa della cultura regionale, con l’approvazione in assemblea legislativa della prima legge quadro sulla cultura, che accorpa una quindicina di normative di settore esistenti.
La nuova norma, nasce su proposta della Giunta ed è frutto di un percorso partecipativo che ha coinvolto oltre 600 realtà rappresentative dell’intero il sistema culturale regionale. Si tratta dell’intervento di riforma più significativo del settore, che riconosce il ruolo strutturale della cultura nelle politiche pubbliche, attraverso 76 articoli riuniti in un unico testo organico. La razionalizzazione mette in rete patrimonio, servizi culturali, spettacolo, cinema e audiovisivo, editoria, promozione della lettura, memoria storica, welfare culturale, fino alle imprese culturali e creative.
Tra le principali direttrici innovative del testo presentato oggi (21 ottobre) dal presidente della Regione Michele de Pascale e dall’assessora alla Cultura Gessica Allegni emerge il welfare culturale, uno strumento che mette a sistema cultura, salute e benessere, riconoscendo all’arte e allo spettacolo una funzione preventiva e inclusiva. Un altro punto centrale è la valorizzazione delle imprese culturali e creative con il sostegno alle startup, all’innovazione e all’internazionalizzazione, che si accompagna all’incentivo delle nuove competenze professionali come elemento qualificante per il futuro delle giovani generazioni. Infine, la norma tratta anche di rigenerazione urbana a base culturale per riqualificare spazi e luoghi attraverso la cultura e i centri culturali polifunzionali come nuovi presìdi di prossimità, con priorità alle aree interne e ai piccoli comuni.
«È una riforma profonda e innovativa: si basa sul riconoscimento che la cultura non è un ambito accessorio delle politiche pubbliche, ma un diritto e una risorsa fondamentale per la crescita e il benessere degli individui – sottolineano De Pascale e Allegni -. Con questa legge rafforziamo l’impegno a investire in un sistema forte che produce conoscenza, lavoro qualificato e sviluppo. Per la prima volta la legge riconosce il welfare culturale, nella convinzione che l’accesso all’arte, al patrimonio, alla lettura e allo spettacolo possa contribuire concretamente alla prevenzione, all’inclusione e al benessere delle persone».
Il nuovo testo normativo parte dalla valorizzazione di tutto ciò che già rende ricco e vitale l’ecosistema culturale della regione: recepisce e consolida il sistema regionale di archivi, musei e istituti culturali, rafforza la tutela e la valorizzazione del patrimonio materiale, immateriale e digitale, dei giardini storici e case museo, dei paesaggi culturali e dei siti Unesco. Si valorizza inoltre il ruolo delle biblioteche pubbliche in merito alla loro crescente funzione sociale di presidi culturali di comunità e si introduce un articolo dedicato agli ecomusei, intesi come contesti in grado di promuovere processi partecipativi, attività di ricerca e iniziative di comunità.
Verrà inoltre introdotta una logica di filiera integrata editoria-libro-lettura, che include pienamente il digitale e si basa sull’educazione alla lettura, con il Patto regionale per la lettura, finalizzato a coinvolgere tutte le biblioteche e i servizi territoriali nella sua promozione.
La legge, poi, conferma e sviluppa gli strumenti di sostegno allo spettacolo dal vivo, alla produzione musicale, al cinema e all’audiovisivo, valorizzando il ruolo della Film Commission e della Music Commission regionali oltre che delle arti visive, del fumetto e della fotografia. Vengono introdotte nuove misure per i locali di musica dal vivo, rafforzando il sistema regionale dei festival e la qualificazione delle scuole di musica, teatro, danza e cinema.
Tra le novità, l’ingresso tra le competenze della cultura le rievocazioni storiche insieme ai carnevali, come espressioni di identità culturale, delle tradizioni e del patrimonio immateriale delle comunità emiliano-romagnole. Accanto a tutto questo, si intende consolidare l’impegno sulla memoria del Novecento, estendendo lo sguardo anche al XIX secolo, con particolare attenzione al Risorgimento e alla nascita del Tricolore, riconosciuti come radici profonde della democrazia italiana.
«Un cammino partito dal dialogo fruttuoso del percorso partecipativo avviato un anno fa, con il Forum permanente degli assessori alla cultura territoriali – concludono De Pascale e Allegni – e proseguito insieme ai protagonisti del mondo culturale. Sono stati coinvolti enti locali, associazioni di categoria, reti associative, sindacati, hub della cultura e della creatività, realtà dello spettacolo dal vivo, musei, biblioteche e archivi storici prima di approdare, con l’iter legislativo, nel confronto in Commissione e in Assemblea. L’obiettivo è quello di valorizzare la capacità creativa e lo straordinario patrimonio, materiale e immateriale, dell’Emilia-Romagna. Allo stesso tempo, la legge ci permette di ampliare sensibilmente il raggio di azioni, obiettivi e possibilità di intervento della Regione, in un sistema che già oggi vede l’Emilia-Romagna distinguersi a livello nazionale».


