Il prossimo 30 ottobre anche Ravenna si unirà allo sciopero mondiale dei portuali promosso dalla rete internazionale Ports in Action”(di cui fanno parte, tra le altre, Cgt, Enedep, Usb e Orsa). Un’agitazione globale che coinvolgerà quasi 60 porti nel mondo. In Italia la giornata coinciderà con lo sciopero generale indetto da Usb per l’aumento dei salari e contro il carovita.
A Ravenna è prevista un’intera giornata di mobilitazione che dalla città si sposterà fino a Marina di Ravenna per denunciare quello che i promotori definiscono «un preoccupante cambio di natura dello scalo romagnolo». Al centro della protesta c’è il transito di armamenti, componenti “dual use” (civile e militare) e precursori di esplosivi diretti verso scenari di crisi, con particolare riferimento a Israele, Emirati Arabi ed Egitto.
I promotori puntano il dito contro il tentativo delle istituzioni di oscurare questi dati: «Le Dogane per oltre un anno hanno cercato di opporre il segreto sulla quantità di armi che passano, invocando persino lo stato di guerra mondiale “ibrida” e permanente», denunciano gli organizzatori, ricordando la vittoria legale ottenuta dalla giornalista Linda Maggiori e dall’avvocato Andrea Maestri grazie a una storica sentenza del Consiglio di Stato. Secondo i sindacati e i movimenti, dal porto sarebbero passate forniture dirette anche al colosso della difesa israeliano Elbit Systems e merci destinate alle colonie in Cisgiordania: «Ci rifiutiamo di stare a guardare mentre dal nostro territorio transitano armi che alimentano guerre, genocidi ed ecocidi».
Oltre alla questione bellica, la mobilitazione mette in luce l’intreccio tra militarizzazione e dipendenza dai combustibili fossili. Ravenna, nodo cruciale dei corridoi di trasporto europei Ten-T e candidata a rientrare nella rotta strategica Imec, ospita già impianti ad alto impatto come il rigassificatore, il deposito Gnl e il petrolchimico. «I traffici di armi si incrociano con quelli di gas e petrolio – incalzano i promotori -. Tutte queste infrastrutture critiche alimentano la crisi climatica e legano sempre di più il territorio al sistema fossile. Serve una svolta reale e l’applicazione rigorosa delle leggi sul commercio di armamenti».
Nel comunicato inviato alla stampa non mancano le stoccate alle amministrazioni locali, accusate di un atteggiamento rinunciatario nei confronti del gestore portuale Sapir: «Comune e Regione non si sono costituiti al nostro fianco nella battaglia contro il segreto di Stato e continuano ad avallare codici etici ambigui».
La mobilitazione del 30 ottobre prenderà il via alle 9 in Piazza del Popolo con il ritrovo di studenti e lavoratori, diretti in corteo verso la Darsena per il concentramento generale delle 10. Alle 11 la protesta si sposterà davanti all’Autorità Portuale, da dove i manifestanti partiranno verso Marina di Ravenna: in bicicletta con la “pedalata antifa” lungo la ciclabile del ponte mobile, in bus con la linea 70 o con mezzi propri. L’appuntamento a Marina di Ravenna è per le 12,30 in Piazzale della Marina, sotto la Nave Militare, con un pranzo sociale a cura di Sovversughi, interventi e musica, per poi ripartire alle 14:00 in corteo verso il Canale. «La nostra lotta contro la guerra e la speculazione va avanti – dicono i : invitiamo tutta la cittadinanza a scendere in piazza con noi il 30 ottobre».
Lo sciopero è organizzato da: Coordinamento popolare contro i traffici di armi porto Ravenna (La comune, Arci brigante, Ravenna in comune, Sanitari per Gaza Ravenna, coord.No NATO, SGB Ravenna, Slai Cobas Ravenna, Potere al popolo Ravenna, Carc, Partito Comunista di Unità Popolare); Usb Romagna; Osa-Opposizione Studentesca d’Alternativa; Cambiare Rotta; Giovani palestinesi Bologna; Bds Ravenna; Sovversughi.
Al momento aderiscono (la lista lista è in aggiornamento): Global Sumud Flotilla; Sanitari per Gaza Italia ; Cap (comitato autonomo portuale Ravenna); Rete no rigass no gnl; Fronte Della Gioventù Comunista ; Piceno per la Palestina; Ferrovieri contro la guerra; Fondazione Cetacea; Coordinamento ravennate per il Clima Fuori dal Fossile; Emergency Ravenna; Mercoledì per la Palestina.


