Anche il Consiglio di Stato (Cds), come già aveva fatto il tribunale regionale amministrativo (Tar) dell’Emilia-Romagna, ha stabilito che l’ufficio Dogane del porto di Ravenna è tenuto a rendere pubblici i quantitativi di armi e materiale bellico che transitano dallo scalo.
Il Cds ha respinto il ricorso delle Dogane che si erano opposte al Tar che a sua volta aveva accolto il ricorso presentato dalla giornalista e attivista Linda Maggiori di Faenza e dall’avvocato Andrea Maestri di Ravenna che si erano visti respingere l’iniziale richiesta di informazioni presentata tramite il cosiddetto accesso civico generalizzato che consente a qualunque cittadino di accedere a informazioni delle pubbliche amministrazioni.
La sentenza del Tar considerava legittimo il diniego di svelare Paese di provenienza e/o destinazione del materiale bellico e degli armamenti transitati per il porto di Ravenna in quanto “può determinare, indubbiamente, una interferenza con la tutela degli interessi pubblici connessi alla sicurezza nazionale e alle relazioni internazionali”. La riservatezza di provenienza e destinazione non era oggetti di discussione al Consiglio di Stato.
Seguiranno ulteriori informazioni.


