C’erano una volta i Giardini di Mirò

La storica band emiliana è tornata con un nuovo disco che presenta al Bronson insieme a Daniel O’Sullivan

Giardini Di Miro“La storia di una delle band più influenti della scena underground italiana”, si legge nella quarta di copertina del libro di Marco Braggion uscito lo scorso novembre per Crac Edizioni. La storia è quella dei Giardini di Mirò, nome davvero nostalgico per chi era appassionato di musica alternativa (ai tempi era più facile chiamarla semplicemente così) tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo secolo.

I Giardini Di Miro Rise And Fall Of Academic DriftingGli amanti di Mogwai e Godspeed You Black Emperor! e di tutto quel suono quasi interamente strumentale, fatto di chitarre, pezzi lunghi e dilatati, che per semplicità venne chiamato post-rock, a quei tempi potevano finalmente contare su una band italiana in grado di non sfigurare a fianco di quei mostri sacri. E poi con quel nome evocativo, il fascino della provincia (in quegli anni nessuno che li conoscesse poteva ignorare il loro paese natale, Cavriago), la copertina arancione del loro primo album: i Giardini di Mirò erano davvero qualcosa di cui parlare con gli amici per far capire da che parte stavi.

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Un fenomeno che con il passare del tempo si è consolidato, sperimentando anche nuove traiettorie (dall’elettronica alla musica da film, fino ai diversi progetti paralleli dei suoi protagonisti), senza riuscire però a crescere davvero (dopo i primi due, fondamentali, album, Rise and Fall of Academic Drifting e Punk… Not Diet), segno tangibile dei tempi che cambiano e di una fruizione della musica che è andata sempre più in direzione opposta alla filosofia dei Giardini di Mirò. Prova ne sia il fatto che l’anno scorso hanno pubblicato quello che è di fatto solo il loro quinto album lungo in oltre vent’anni di carriera, dal titolo eloquente, Different times, arrivato ben sei anni dopo il precedente. I tempi sono cambiati, appunto, ma i Giardini di Mirò sono più o meno sempre gli stessi, nonostante nel disco ci siano ospiti importanti che contribuiscono a una certa varietà.

Un album non perfettamente riuscito, non indimenticabile, va detto. Ma che ha avuto tra gli altri il pregio di aver riportato anche su un palco i Giardini di Mirò per un tour che in Romagna toccherà solo il Bronson di Madonna dell’Albero (Ravenna), venerdì 8 febbraio. Ad aprire il concerto il nuovo trio di Daniel O’Sullivan (musicista inglese di culto, già con Sunn O))) e Ulver), che è proprio tra gli ospiti sopracitati di “Different Times” e che quindi si unirà di certo sul palco anche ai Gdm.

Biglietti a 15 euro, porte aperte dalle 21.

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