Tra antifascismo e cittadinanze onorarie

L’annuncio di una volontà politica del Comune di trovare misure per prevenire e impedire simboli fascisti durante le manifestazioni ha fatto, ovviamente, discutere. Ora, ammesso e non concesso che davvero di cose come queste debba occuparsi un Comune (facciamo la gara al Comune più antifascista? Non dovrebbe essere l’antifascismo nel dna stesso della nostra Repubblica?), sarà curioso vedere come si svilupperà il dibattito in consiglio.

A Pavia, per esempio, hanno votato a favore Pd e Movimento 5 Stelle. E il regolamento è stato addirittura integrato da un emendamento proposto dai 5 Stelle volto “a introdurre divieti per manifestazioni aventi natura omofobica, transfobica, o dirette a discriminare le persone per genere, disabilità, fede religiosa, opinione politica”. Qui i 5 stelle, come noto, non ci sono. Ci sarà qualcuno che vorrà comunque raccogliere l’esempio?

Non solo, mentre si apre la pratica “Ravenna antifascista”, magari si potrebbe rimettere all’ordine del giorno la questione della cittadinanza onoraria a Mussolini che la passata maggioranza ha voluto a tutti i costi mantenere? Allora la proposta venne dal consigliere di LpRa Ancisi e il Pd votò contro, caso forse unico in Italia (nelle altre città in quel periodo si stava votando a favore) per ragioni di “memoria storica”, fu a lungo spiegato, posizione ancora oggi difesa dai vertici. La sensazione resta però che allora a prevalere fu più il fatto che la proposta, appunto, venisse dall’opposizione e che il Pd non fosse disposto (tanto per cambiare) a dare una simile soddisfazione agli avversari storici, peraltro su un tema così delicato.

Quindi, chissà, si potrebbe almeno rimettere mano a un ordine del giorno che invece il Pd, sempre nel lontano 2014, votò compattamente e che è tornato, ahinoi, di estrema attualità: l’idea di concedere ai bambini figli di stranieri la cittadinanza onoraria della città. Una misura simbolica che sarebbe stata resa un superfluo orpello dalla legge sullo ius soli, che si è nel frattempo però arenata in Parlamento. Su questi temi il Pd locale (a differenza di quello nazionale, va detto) non ha mai avuto scivoloni o tentennamenti, a partire dal sindaco Michele de Pascale, chissà dunque se i bambini nati qui da figli stranieri potranno almeno fregiarsi della cittadinanza onoraria ravennate. E finire nello stesso albo di personalità come Dario Fo, Roberto Saviano e Benito Mussolini.