Misure per vietare simboli fascisti: Forza Italia e Forza Nuova all’attacco

L’intenzione dell’amministrazione di studiare strumenti per impedire gesti o simboli riconducibili al fascismo nelle manifestazioni fa discutere. Forza Italia: «In questa città il Pd si comporta da fascista». E Forza Nuova annuncia manifestazioni a breve

Come ampiamente prevedibile, la notizia da noi riportata secondo cui in Comune si sta studiando una misura per vietare simboli fascisti alle manifestazioni, ha provocato reazioni nel mondo politico locale. Un po’ come, del resto, il decreto legge Fiano sull’apologia del fascismo sta facendo a livello nazionale. Anche se, va precisato, l’idea di intervenire in Comune su questo fronte è di molto antecedente al dibattito nazionale di questi giorni. Qui Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, scrive:

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Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia

«Le armi di distrazione di massa dell’amministrazione De Pascale per mascherare un anno di inefficienze non finiscono mai. Dopo la costituzione di parte civile su un caso di cronaca nera avvenuto nel comune contro il dermatologo Cagnoni, apprendiamo dalla stampa – e non come sarebbe dovuto in una sede istituzionale – che è intenzione del Sindaco scimmiottare il suo compagno di partito On. Fiano al fine di inasprire norme contro il presunto pericolo fascista sul nostro territorio. La vicenda non solo è allucinante per l’assoluta distonia fra i problemi reali della città e l’impegno dell’amministrazione in questioni ben meno importanti per la vita dei cittadini quali una presunta “recrudescenza di manifestazioni fasciste”, ma è addirittura comica se si pensa che se c’è un partito che in questa città si comporta in maniera fascista è proprio il Pd». Come noto Ancarani da anni chiede di poter intervenire durante le celebrazioni della Liberazione, cosa che di prassi non viene concessa in Consiglio Comunale. E come alcuni ricorderanno, per protesta, lo scorso dicembre Ancarani lesse il proprio discorso a microfono spento mentre si svolgeva il consiglio comunale. E aggiunge infatti: «Sono infatti proprio i colleghi dell’On. Fiano quelli che ogni anno impediscono al sottoscritto, consigliere di opposizione, di intervenire in consiglio comunale dove sono stato eletto dai cittadini esattamente come loro, in occasione dell’anniversario della Liberazione della città. Quando sei in maggioranza e impedisci all’opposizione di parlare perché non ti piace quello che potrebbe dire, c’è forse un termine diverso da “fascista” per definirti? Ebbene questa gente, che fa dell’antifascismo militante una specie di religione, ha il coraggio di proporre strette contro chi la pensa diversamente nonostante si tratti di ideologie sconfitte dalla storia». Infine, Ancarani sottolinea ancora una volta come l’argomento di cui occuparsi davvero in queste ore «va detto che ci piacerebbe che il Sindaco si preoccupasse piuttosto di ciò che in queste ore sta investendo la città ovvero l’ennesima e sempre più penetrante presenza di fenomeni mafiosi. In tal senso ci aspetteremmo che venisse proposta una stretta, compatibilmente con le competenze del comune, sui requisiti di chi possa partecipare a gare per qualunque tipo di appalto o di concessione rilasciata dal Comune di Ravenna ed, in particolare, di chi dopo aver vinto appalti o concessioni faccia entrare soggetti terzi nella compagine vincitrice dei bandi bypassando in tal modo la normativa antimafia nazionale. Evidentemente però il problema di questa città per De Pascale è il fascismo… ».

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Momenti di tensione in piazza del Popolo a Ravenna tra manifestanti di Forza Nuova e antifascisti, durante una manifestazione nel 2015

Anche Forza Nuova interviene prontamente con le parole della responsabile provinciale Desideria Raggi. «Viva la democrazia: finalmente avremo un’ordinanza in linea con la libertà di pensiero come recita l’art. 21 della Costituzione Italiana perchè questo recita l’articolo costituzionale caro sindaco, o forse stiamo tralasciando qualche comma nascosto tra le righe o non pubblicato per errore nel quale si specifica che per libertà di pensiero si intende esclusivamente quello sinistroide?».  Raggi parla di divieti dittatoriali e soprattutto annuncia nuove manifestazioni a breve:  «Se la “barzelletta piddina” ravennate pensa di emanare divieti dittatoriali degni eredi del regime comunista stalinista o leninista, esclusivamente per riuscire a vietarci i prossimi appuntamenti forzanovisti previsti a breve sulla città bizantina, è chiaro che sta prendendo un grosso abbaglio, forse dovuto alle alte temperature della stagione estiva».

La stessa conclude lanciando una frecciatina anche in merito alla polemica sulle commemorazioni nel cimitero locale che ha accolto le spoglie del gerarca fascista Ettore Muti fino a poche settimane fa, quando la famiglia ha deciso di trasferirle, come da noi rivelato. «In ultimo, le ricordiamo che le commemorazioni presso il cimitero monumentale non sono mai state politiche bensì storiche, contrariamente ad altri soggetti che hanno varcato i cancelli del Cimitero con bandiere rosse timbrate con simboli politici, quest’ultimi gli unici che dovrebbero seriamente essere messi al bando». A questo proposito va precisata l’intenzione dell’amministrazione di intervenire sul regolamento cimiteriale vietando tutte le manifestazioni politiche nel luogo in cui sono accolti i defunti.

 

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