Manca solo una vittoria per festeggiare la promozione in A3 dell’Olimpia Teodora. L’atto conclusivo di una stagione ai limiti della perfezione (19 vittorie e appena 3 sconfitte) potrà realizzarsi sabato 18 aprile alle ore 17 al Pala Costa, contro Campagnola. «Il vantaggio è importante, siamo tranquilli – spiega il presidente Giuseppe Poggi –. Anche se sabato dovesse andare male, avremmo altre occasioni. Però l’obiettivo è festeggiare in casa, davanti al nostro pubblico: sarebbe tutta un’altra cosa. Le ragazze sanno benissimo cosa si stanno giocando. Ma sono convinto che scenderanno in campo come sempre, nonostante ci sia comprensibilmente un po’ di tensione».
Ravenna guida saldamente da inizio stagione il girone B di Serie B1 e l’unico neo si può scovare nella sconfitta subita contro Padova, nella recente finale di Coppa Italia giocata al Pala de Andrè davanti a 1.500 spettatori: «La squadra ha forse risentito della vittoria in rimonta del giorno prima in semifinale, ma bisogna dar merito alle rivali. Vedere il De André pieno è stato bellissimo, abbiamo raggiunto numeri che non fa neanche la A2 maschile (l’ingresso era però gratuito, ndr). Ci ha fatto capire che la pallavolo femminile a Ravenna interessa ancora. Dietro le quinte, l’organizzazione non è stato semplice tra alloggi, orari, e problemi alla rete della Mattioli (l’altro campo utilizzato per la final four di Coppa Italia, ndr). Ma i feedback sono stati ottimi, sono molto contento».
Durante l’anno, il presidente dell’Olimpia Teodora non ha mai nascosto le difficoltà economiche che continuano a pesare sul futuro della società. Ed è proprio questo il tema che accompagna, inevitabilmente, anche il momento più entusiasmante dell’anno. «Tutto quello che abbiamo fatto è frutto del nostro lavoro – sottolinea Poggi, che già a fine 2025 aveva lanciato un appello nel tentativo di raccogliere qualche sponsor utile per finire la stagione -. Siamo una delle squadre meno costose del campionato. Ma quando sali di livello, serve qualcosa in più. Spero che gli ottimi risultati ottenuti portino più interesse nei nostri confronti». In quest’ottica, è già previsto un confronto con l’Amministrazione comunale: «Abbiamo in programma un incontro con il sindaco – prosegue il presidente -. Dobbiamo capire con onestà cosa si può fare, perché per progettare la Serie A servono certezze soprattutto dal punto di vista economico. Non chiediamo privilegi, ma un sostegno proporzionato a quello che abbiamo dato alla città».
Nel caso di mancati fondi per la A3, l’Olimpia Teodora non potrà vendere il titolo (non è consentito), ma conserverebbe il diritto di restare in B, se volesse. «È un’ipotesi a cui abbiamo pensato nel caso non arrivassero risorse adeguate – ammette Poggi -, ma rinunciare alla Serie A sarebbe una sconfitta, dopo tutto il lavoro fatto in questa stagione». A pesare sono soprattutto i costi del salto di categoria: «In B1 spendiamo circa 310 euro di tasse gara ogni volta che scendiamo in campo, in A3 si arriva a 850. E poi c’è la logistica: si rischia di giocare in Sardegna o Sicilia. Anche il format non convince: un’ipotesi della federazione è quella di comporre due gironi da otto squadre, che significherebbe troppe poche partite e meno visibilità per gli sponsor. Questa nuova A3 non è un vero upgrade: sembra più un modo per aumentare i guadagni alla federazione che un reale passo avanti».



